MotoGP: i piloti su cui punta Ducati, in ordine di preferenza!

Ducati nel 2022 schiererà 8 moto  8 piloti ma non tutti sono nei suoi pensieri e nei suoi programmi futuri. Ecco la classifica dei rider in ordine di preferenza secondo Borgo Panigale con tutte le motivazioni!

Vi piacciono le classifiche?
Tipo le top ten in cui si fa il conto alla rovescia di qualsiasi cosa per arrivare alla fine dopo trenta minuti?
A me non sono mai piaciute, quindi faremo presto a scoprire chi sono i piloti su cui punta Ducati in MotoGP, e perché.

Attenzione: la classifica non ha niente a che fare con le capacità di ciascuno e non è detto che a fine stagione non ci potranno essere sorprese.
In quel caso, forse Ducati cambierà idea, ma per adesso, le preferenze DI DUCATI sono queste, almeno fra i piloti attualmente sulle rosse. Perché sì, qualcun altro potrebbe ancora arrivare.

8

All’ottavo posto c’è Bezzecchi. Bravo ragazzo, per carità, e discretamente veloce in Moto2, qualcuno dice che sia persino più veloce di Luca Marini ma purtroppo è arrivato in MotoGP in omaggio nel pacchetto e non se lo fila nessuno.

7

Il settimo posto lo occupa Di Giannantonio. Non ha niente a che fare con le sue capacità, però Diggia è una promessa. Nel senso che aveva un contratto con Gresini quando Fausto c’era ancora e quindi, per una serie di obblighi, si trova su una Ducati MotoGP. Tutto meritato eh, ma questi sono i fatti.

6

Sesto posto per Luca Marini. Con una dote di 20 milioni all’anno by VR sarebbe stato anche più simpatico e un po’ più su in classifica, e probabilmente durerà qualche anno. Ma di lui di Ducati, non interessa, altrimenti gli avrebbero dato un’assistenza factory e invece con il budget ridotto dal flop Tanal-Aramco, sta bene così.

5

Il quinto posto è occupato da Miller. Sembra incredibile ma stava per andar via già l’anno scorso. Difficile il suo ritorno in Pramac. Qualcuno dice che sia atteso in Superbike, che poi sarebbe anche più adatta al suo stile, di guida e caratteriale.

4

Quarta posizione per Zarco. Se non si sveglia può rimanere in Pramac solo se quando Martin sarà andato via, non ritornerà Miller. Altrimenti ciao. Tanto un francese che interessa ai media, c’è già.

Top 3

Fare ordine nella top 3 non è una faccenda semplice, anche se il terzo posto sembrerebbe essere scontato.
Secondo logica il leader dovrebbe essere Bagnaia, ma deve vincere il mondiale. Altrimenti niente, perché tutti, e dico tutti, sono innamorati di Martin e tutti credono che abbia talento a palate.
Secondo gli addetti ai lavori la guida, i dati, il cervello, sono quelli di un predestinato e da solo vale quanto tutto il vivaio di KTM.
Ma in Ducati non vogliono bene solo a lui, perché Bastianini, che teoricamente non dovrebbe essere nemmeno nei quattro, fa paura e stupisce ogni giorno. Per questo motivo pur avendo una GP21, ha uno step evolutivo avanzato e un pacchetto tecnico che testimonia tutta l’attenzione di Borgo Panigale nei suoi confronti, incluso il contratto diretto con Ducati, che a tutti gli altri privati (tranne Martin), manca.

Insomma, l’ordine sarebbe 1Bagnaia, 2 Martin e 3 Bastianini, ma solo se le cose finissero per andare in un certo modo e solo in quello. Altrimenti potrebbero esserci grandi sconvolgimenti.

Guarda il video e ascolta il podcast!

 



MotoGP: Ducati 2022. Tutte le differenze fra le moto in pista e i pacchetti tecnici!

Borgo Panigale schiererà otto moto nel 2022 ma saranno tre tipi di moto diverse.
E non è finita qui. Ci saranno molte altre differenze da tenere in considerazione

Ci sono ben otto Ducati in pista per il 2022.
Non è mai successo prima e quindi sarà bene capire subito quali sono le differenze fra i pacchetti tecnici.
Iniziamo col dire che le due Pramac di Zarco e Martin sono identiche alle ufficiali di Bagnaia e Miller.
Del resto le GP22 sono tutte uguali. Quelle rosse del team Factory, quelle Pramac e quella di Luca Marini del team Mooney VR46.
Non c’è alcuna differenza fra specifiche (SpecA, SpecB, etc) anche perché trattandosi di moto nuove, la stessa Ducati non ha avuto il tempo di sviluppare degli step evolutivi che le possano differenziare. Questo almeno per adesso.
Durante la stagione, se ci dovessero essere, verranno distribuiti sulla base della disponibilità.
Facciamo un esempio. Nel 2021, le carene nuove comparse in Qatar, erano nella disponibilità di due per pilota nel team factory, e solo una per pilota nel caso del team Pramac. In altri casi, per altre modifiche, c’è voluto del tempo ma sono comunque arrivate.
Diciamo quindi che per certe cose è una questione di tempo, mentre per altre, di scorta.
Bezzecchi, di Giannantonio e Bastianini avranno invece la stessa moto, con un’attenzione per Enea Bastianini che avrà una moto più evoluta (il motivo lo scoprirete nel prossimo articolo).
Per la 2021, evidentemente, gli step evolutivi, ci sono.

Ma chi pensa che sia solo una questione di moto, ovvero di modello e step evolutivo, non ha tenuto conto di quello che in realtà è l’aspetto più importante in grado di pareggiare le cose se non addirittura di stravolgerle. Parliamo del pacchetto tecnico.
Tutti i team, alla stipula del contratto, al di là delle moto “acquistate”, ricevono la stessa offerta di assistenza tecnica.
Il pacchetto tecnico standard prevede, per due Ducati, la presenza di cinque persone: due capitecnici, due elettronici e un magazziniere, figura che abbiamo imparato a conoscere qui.

A seconda di motivazioni tecniche o finanziarie, questi pacchetti possono essere ridimensionati o estesi ma il numero delle figure rimane invariato.
Gresini avrà ugualmente cinque persone nonostante mantenga un suo tecnico.
Donatello Giovanotti, infatti, lavora per Gresini ma avendo già lavorato con Ducati negli anni precedenti. verrà considerato da Ducati come se fosse factory. Giovanotti is Ducati approved!

Alla fine, quindi, tutti i team avranno cinque persone ma solo alcune che possono essere il capotecnico (come nel team factory e Pramac) e a volte l’elettronico, saranno Ducati.
Per quanto riguarda le assegnazioni solitamente, a meno di incompatibilità particolari, si cerca di mantenere, per un pilota, lo stesso capotecnico e lo stesso elettronico anche nel caso che il rider cambi team e passi, esempio, da un team clienti ad un altro o magari chissà, in ufficiale.
Bastianini, infatti, manterrà Giribuola e Massarin nonostante cambi squadra.

Per Bezzecchi, che invece inizia c’è un tecnico, Flamigni e un elettronico interno.
Per Marini, attenzione, perché come tecnico ci sarà Munoz. Questa è un’anomalia ma è una scelta della squadra che, in questo caso, non si affida a Ducati ma colloca una sua risorsa.

Come si comporta Ducati in queste situazioni?
Per le figure chiave, le valuta, e se ritiene abbiano un livello di preparazione che con un supporto tecnico consenta di gestire le cose in maniera soddisfacente, le mette sotto contratto direttamente.
E’ il caso di Munoz che passa dalla Yamaha di Valentino Rossi alla Ducati di Luca Marini il quale perde il suo capotecnico Ferraccioli che rimane, però, nel ruolo di coordinatore tecnico supervisore. Evidentemente Ducati ritiene che Munoz sia adeguato ma anche che gli serva una supervisione.

In sintesi, sia perché con tante moto in pista spesso mancano le risorse dedicate, sia perché alcuni team hanno già i loro tecnici, spesso si sceglie questo mix and match di situazioni comunque approvate.
In ogni caso il briefing di giornata sarà sempre centralizzato e i dati saranno condivisi.

Questo è il motivo per il quale non c’è da sorprendersi che anche tecnici “esterni” finiscano con l’essere messi comunque sotto contratto direttamente da Ducati.
Le informazioni sono il segreto più prezioso. L’accordo diretto consente a Ducati di sperare in un maggior rispetto della segretezza delle informazioni.

Facciamo un riepilogo delle cose che contano:
Innanzitutto il manico.
Seconda cosa, il model year della moto.
Ma più del model year della moto o dello step evolutivo, conta il tipo di assistenza tecnica che ti puoi permettere.
Perché il pacchetto non è fatto solo dalla moto ma anche dai giusti ingegneri, meccanici, etc.
Le moto gp di oggi sono strumenti troppo raffinati per lasciare qualcosa al caso. Metti che poi vai nel panico e monti male un qualcosa perché non conosci la moto come le tue tasche o, che ne so, ti dimentichi di fare benzina, per dire. Ah è appena successo?
Per quanto sia spiacevole, ci sono piloti migliori degli altri e così via per quanto riguarda tecnici, elettronici, meccanici, etc.

Ah dimenticavo: c’è un’altra cosa, che conta più di tutte queste.
I progetti che Ducati ha per ciascun pilota. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Guarda il video e ascolta il podcast!

 

 



VR46 meets Ducati while talking to Yamaha. Everything ok except the sponsor. Aramco sponsoring Dorna?

Vale e Carmelo

They write VR46 TEAM, should we all read Carmelo Ezpeleta (Dorna)?
This is what happened to Valentino Rossi’s MotoGP team even before it made its debut, indeed, even before finding a concrete configuration, or perhaps perhaps precisely for not having found it until now … and we’re talking about money.
By now, most will have noticed some key statements made by some key people, regarding the activities within Valentino’s entourage.
The last to speak was Pablo Nieto, never heard on the subject until recently, who is evidently promoted to the role of spokesperson while for Uccio Salucci officially Team Principal, after the clumsy attempt to follow the organizational part with a lot of fool with Tanal , a return to the role of VR companion in his future automotive adventures is announced. And therefore much less presence in the paddock, for him.
This configuration would have begun to take shape already after the surreal press conference of the Prince, after the two payment deadlines missed in the maddening waitingce for the 90 million and the other farce of the open doors event in the Saudi residence, in fact never opened as it was probably the result of somebody’s fantasy

It is from that moment that VR, surprising more than a few interlocutors, has begun to repeatedly declare that the team does not concern him, even going so far as to reply angrily, asking the press, always all friendly, not to deal with the matter with him anymore. Even if the MotoGP team is goint to bear his name

Now there is only the VR brand remained
A VR46 brand in the world is necessary, for all the merits that Valentino has.
In truth, a Valentino who is always present in flesh and blood would also be needed but, in fact, he cannot be forced to be a non-participating showcase man. Rossi has a family, a baby on the way, and four-wheeled projects to devote himself to. He can go to some races to sign some autographs but he certainly cannot be put at the wall to unravel the daily hassles of a working team manager. He doesn’t feel like it. Not him.
The team would have been a gift to his entourage, to ensure that people close to him had a real job but the beneficiaries were not able to make the most of the opportunity. Ok the Moto3 and Moto2 teams when things went automatically and VR was still present but MotoGP is a game for adults and the results were seen even before starting.
The fool with Aramco inconveniently bothered or burned too prematurely, followed by the Tanal hoax and the whole ridiculous circus of non-existent characters, projects and companies have given a good blow to a VR46 management that management has never been. It is not enough to be friends with the boss to have business management skills and everyone has noticed this. A bit like there will be a difference between selling, as VR46 apparel, Valentino’s and Vinales’ t-shirts.
For this Pablo Nieto appeared.

Why Nieto and in what role
Pablo Nieto is not by chance in VR46. Decent (nothing more) rider of the 125 class and soon passed on the other side of the wall (we are talking about 2008-2009). Son of the legend Angel Nieto, cousin of Fonsi, has a long history as a trusted man by Carmelo Ezpeleta, a longtime family friend, and his career began with a “friendly” project.
Anyone who remembers the Onde 2000 team (Sete Gibernau drove) knows that his start was not the most fortunate. Owned by Francisco Hernando, friend of Carmelo Ezpeleta known as “El Pocero”, a much discussed Spanish character “and for this reason he quickly expatriated from the Iberian country to go and build elsewhere, the team, after a 2008 in 125 with Pablo Nieto and Raffaele De Rosa , landed in MotoGP on the wrong foot and then revealed anything but solid foundations.
It should have been sponsored by the government of Equatorial Guinea due to a building project on site but then the project turned out to be smoky (the famous “Empresas Zombi” of Pocero) and it would have been necessary to remove the logo of the country of reference.
The motorbikes, without logo, would then take the colors of the flag (white red and green for the fairings and blue in the front) and then return to the original classic version (white and black) with the manufacturer’s name as sponsor instead of that of the project.
In short, something critical. After a few races on a Desmosedici, the shutdown, and Gibernau on foot forever until his return to MotoE in 2019. These are the beginnings of Pablo Nieto as team manager, reported not to define his responsibilities or abilities (he also obtained important results with Vinales and VR46) as well as to circumscribe his proximity to Dorna and Ezpeleta also by virtue of his illustrious descent.
Nieto is one of those who knows what to do in mangy situations and who, above all, knows what to say. One who does not take dangerous initiatives, indeed he does not take any at all and who, for this reason, can be trusted.

Onde 2000 1
Onde 2000 1

 

Onde 2000 2
Onde 2000 2

The bad rumors popping up
In the last few days the rumors that see VR46 MotoGP not with Ducati but with Yamaha or at least in close negotiations with the Japanese and Jarvis, whose son, after having worked for years in VR46 now manages what will be the future Yamaha Mastercamp team Moto2, are on.

The matter, surprising as it may be, does not necessarily have to do with the agreement signed some time ago, the one in which Dall’Igna, Ezpeleta and Salucci appeared in the photo. Ducati has a 3-year contract with VR46 for motorcycles and the agreement requires Bologna to be paid for those.
If there were not the money they needed, in Bologna they would be forced, in spite of themselves, to give the bikes (one of which is a factory, moreover) to other interlocutors but in Ducati on the financial theme they are still guaranteed and for this reason, that whether they are or not, they say they are secured. On Thursday there was a technical meeting that clarified some organizational details and referred to the mechanics staff, but not which sponsor will be. It is curious but this is the case. Ducati does not care who will pay them for the bikes and where they will find the money.
Also for this reason, however, rumors of a support for Bastianini would have emerged that he would find himself deserving more, the bike of Marini, if things did not go. Although Ducati reiterates that Basstianini will not have a 2022, the rumors remain. They are just rumors, it is clear, but if it is true that Don Carmelo takes everything in hand, they find meaning.

I pay, I decide
This is what anyone would say, including Carmelo Ezpeleta, called to relive, once again, the dejavu of having someone to help every year.
If previously the fact of having 8 Ducatis on the track would have been a matter to suffer (each customer chooses the bikes he prefers, if he pays them), with a different situation, perhaps it is better to try to rebalance the grid.
Two Yamahas instead of two Ducatis would be a perfect rebalancing of the forces on the field and would cost even less.
To Dovizioso an official bike, and for Binder who cares, and the Marini-Bezzecchi duo, the current bikes of Razali’s team which, among other things, according to other rumors, has a future, beyond 2022, which is anything but guaranteed. All at a much lower cost than two reds, one of which is factory ’22.
Giving it to Bastianini would make everyone happy. And having two trusted Yamaha customers in case Razali jumped would make everyone more relaxed.
When could all this happen? Most likely from 2023 but some say even earlier.

Under these conditions, perhaps it is true that Aramco is “back” in the game and at this point nobody lies.
They don’t lie in VR46 and those of Aramco don’t lie either.
The first, starting with the spokesman Pablo Nieto, would be reassured by Don Carmelo. And the oilmen would have recently been triggered by the latter.
But more than getting back into the game, it’s about getting into the game, for the first time.
Because it is one thing if you are put in the game without your knowledge by a fake architect or a bankrupted team manager from Terni and then you have to talk to someone in shorts, another thing is if the contact comes from Dorna in person, perhaps through Stefano Domenicali, a friend of Ezpeleta and great boss of Formula 1, a championship in which Aramco already has a role.
The fact that Aramco enters as a sponsor of the championship and also ends up saving the a team is a separate matter.
What you have to look at is not what Aramco decides to do but the door through which he chooses to enter.
It is one thing to enter with the Dorna endorsement, it is quite another to go and do the sponsor on two motorbikes that risk being nothing more than Cinderellas.
Aramco can buy MotoGP with money coming from employee meal vouchers. Nobody believes that as an unfulfilled dream it has to end up on the fairing of the most “recommended” rider in the history of motorcycles.

Fortunately, these are just blogger arguments. Which are already something, since the professional sector press is busy pretending nothing is happening.
The truth, whatever it happens, will come out in Valencia, but we are already in overtime.

 

Need a summary of the Telenovela? Here it is,!

August 6th 2021
Wheeler-dealers, princes, oilmen and suspicious companies: is someone exploiting VR46 and Valentino without their knowledge?
https://www.misterhelmet.com/wp-admin/post-new.php

August 14th 2021
Team VR46: Ducati rumors worried about a possible scam. A rescue press conference on Wednesday?

August 15th 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

August 22nd 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

August 26th 2021
Tanal and VR46: the farce at its peak. Two payments have already been postponed. Tanal’s castle of lies collapses

August 31st 2021
SKY renews and saves VR46 and WithU. Yamaha saves SRT. Here’s how Valentino gets out of the bad business with Tanal!

September 6th 2021
Tanal-VR46: the first choice, Aprilia, hadn’t taken the bait. Numerous Testimonies are coming!

September 8th 2021
That time Tanal Global Holdings tried to scam the Ivory Coast Government

September 12th 2021
Valentino Rossi: “the VR46 Team is not my problem”. The cowardly Press, The Sugar Daddy SKY, the non-existent Sponsor companies!

September 15th 2021
VR46: Aramco back in the game but with credible interlocutors? The new rumors!

October 7th 2021
MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”

October 22nd 2021
VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!

October 31st 2021
VR46 confirms but Aramco denies. Who is lying? Nieto announces. Uccio fired?



VR46 incontra Ducati mentre parla con Yamaha. Tutto ok tranne lo sponsor. Aramco sponsor di Dorna?

Vale e Carmelo

Si scrive VR46 TEAM, si legge Carmelo Ezpeleta (Dorna)?
Questo è quello che è successo al team MotoGP di Valentino Rossi ancora prima di debuttare, anzi, ancora prima di trovare una configurazione concreta, o magari forse proprio per non averla trovata fino ad ora… e si parla di soldi.
Ormai i più avranno fatto caso ad alcune dichiarazioni chiave fatte da alcune persone chiave, riguardanti proprio le attività interne all’entourage di Valentino.
L’ultimo a parlare è stato Pablo Nieto, mai sentito sul tema fino a poco fa, che è evidentemente promosso al ruolo di portavoce mentre per Uccio Salucci ufficialmente Team Principal, dopo il maldestro tentativo di seguire la parte organizzativa con tanto di figuraccia con Tanal, è annunciato il ritorno al ruolo di accompagnatore di VR nelle sue avventure automobilistiche future. E quindi molto meno presente nel paddock.
Questa configurazione avrebbe iniziato a prendere forma già dopo la conferenza stampa surreale del Principe, dopo le due scadenze di pagamento mancate nella folle attesa dei 90 milioni e l’altra farsa delle porte della residenza saudita, di fatto mai aperte in quanto probabilmente frutto della fantasia e di qualcuno.

E’ da quel momento che VR, sorprendendo più di qualche interlocutore, ha iniziato a dichiarare ripetutamente che il team non lo riguarda, fino ad arrivare addirittura a rispondere stizzito, chiedendo alla stampa, sempre tutta amica, di non trattare più con lui la faccenda della squadra MotoGP che pure porta il suo nome

Ormai di VR c’è solo il brand
Un brand VR46 al mondiale serve, per tutti i meriti che ha Valentino.
In verità servirebbe anche un Valentino sempre presente in carne e ossa ma, di fatto, non lo si può costringere a fare l’uomo vetrina non partecipante. Rossi ha una famiglia, una bimba in arrivo, e progetti a quattro ruote ai quali dedicarsi. Può andare a qualche gara a firmare qualche autografo ma di certo non si può mettere al muretto a sbrogliare le rogne quotidiane di un team manager che lavora. Non ne ha voglia. Non lui.
Il team sarebbe stato un regalo ai suoi, per far sì che delle persone a lui vicine avessero un mestiere vero ma i beneficiati non sono stati in grado di far fruttare l’occasione. Ok i team Moto3 e Moto2 quando le cose andavano in automatico e VR era ancora presente ma la MotoGP è un gioco per adulti e i risultati si sono visti ancora prima di cominciare.
La figuraccia con Aramco scomodata a sproposito o bruciata troppo prematuramente, seguita poi dalla bufala di Tanal e tutto il circo ridicolo di personaggi, progetti e aziende inesistenti hanno dato un bel colpo ad un management VR46 che management non è mai stato. Non basta essere amici del capo per avere le competenze di gestione aziendale e di questo si sono accorti tutti. Un po’ come ci sarà differenza fra vendere, come VR46 apparel, le magliette di Valentino e quelle di Vinales.
Per questo è comparso Pablo Nieto.

Perché Nieto e con che ruolo
Pablo Nieto non è per caso in VR46. Discreto (niente di più) pilota della 125 e ben presto passato dall’altra parte del muretto (si parla del 2008-2009). Figlio della leggenda Angel Nieto, cugino di Fonsi, ha un lungo passato di uomo di fiducia di Carmelo Ezpeleta, storico amico di famiglia, e la sua carriera è iniziata proprio con un progetto “amico”.
Chi ricorda il team Onde 2000 (guidava Sete Gibernau), sa che il suo inizio non è stato dei più fortunati. Di proprietà di Francisco Hernando, amico di Carmelo Ezpeleta detto “El Pocero”, personaggio spagnolo molto discusso” e per questo velocemente espatriato dal paese iberico per andare a costruire altrove, il team, dopo un 2008 in 125 con Pablo Nieto e Raffaele De Rosa, è sbarcato in MotoGP con il piede sbagliato ed ha poi rivelato basi tutt’altro che solide.
Avrebbe dovuto essere sponsorizzato dal governo della Guinea Equatoriale per via di un progetto edilizio in loco ma poi il progetto si è rivelato fumoso (le famose “Empresas Zombi” del Pocero) e si sarebbe reso necessario togliere il logo del Paese di riferimento.
Le moto, senza logo, avrebbero poi preso i colori della bandiera (bianco rosso e verde per le carene e blu per il cupolino) per poi tornare alla versione classica originaria (bianca e nera) con il nome del costruttore come sponsor al posto di quello del progetto.
Un qualcosa di critico, insomma. Dopo poche gare su una Desmosedici, la chiusura, e Gibernau a piedi per sempre fino al suo ritorno in MotoE nel 2019. Questi gli inizi di Pablo Nieto come team manager, riportati non per definire le sue responsabilità o capacità (ha ottenuto anche importanti risultati con Vinales e con VR46) quanto per circoscrivere la sua vicinanza con Dorna ed Ezpeleta anche in virtù della sua discendenza illustre.
Nieto è uno di quelli che sa cosa fare nelle situazioni rognose e che, soprattutto, sa cosa dire. Uno che non prende iniziative pericolose, anzi non ne prende affatto e di cui, per questo, ci si può fidare.

Onde 2000 1
Onde 2000 1

 

Onde 2000 2
Onde 2000 2

Le brutte voci che girano
Sono degli ultimi giorni le voci che vedono VR46 MotoGP non con Ducati ma con Yamaha o per lo meno in trattativa serrata con i Giapponesi e Jarvis, il cui figlio, dopo aver lavorato per anni in VR46 adesso gestisce quello che sarà il futuro team Yamaha Mastercamp Moto2.

La faccenda, per quanto sorprendente, non ha necessariamente a che fare con l’accordo firmato qualche tempo fa, quello in cui nella foto sono comparsi Dall’Igna, Ezpeleta e Salucci. Ducati ha un contratto di 3 anni con VR46 per le moto e l’agreement prevede che Bologna venga pagata per quelle.
Se non ci dovessero essere i soldi che servono, a Bologna sarebbero costretti, loro malgrado, a dare le moto (una delle quali factory, per di più) ad altri interlocutori ma in Ducati sul tema finanziario sono comunque garantiti e per questo motivo, che lo siano o meno, si dicono tranquilli. Nella giornata di giovedì c’è stato un incontro tecnico che ha chiarito alcuni dettagli organizzativi e riferiti allo staff dei meccanici, ma non quale sarà lo sponsor. E’ curioso ma le cose stanno così. A Ducati non interessa chi gli pagherà le moto e dove troverà i soldi.
Anche per questo, però, sarebbero emerse le voci di un supporto a Bastianini che si troverebbe ad avere meritandola di più, la moto di Marini, se le cose non dovessero filare. Anche se Ducati ribadisce che Basstianini non avrà una 2022, le voci rimangono. Sono solo voci, è chiaro, ma se è vero che prende tutto in mano Don Carmelo, trovano un senso.

Pago io e decido io
E’ quello che direbbe chiunque, incluso Carmelo Ezpeleta, chiamato a rivivere, ancora una volta, il dejavu di avere ogni anno qualcuno da aiutare.
Se prima il fatto di avere 8 Ducati in pista sarebbe stata una faccenda da subire (ogni cliente si sceglie le moto che preferisce, se se le paga), con una diversa situazione, forse è meglio cercare di riequilibrare la griglia.
Due Yamaha al posto di due Ducati, sarebbero un perfetto ribilanciamento delle forze in campo e costerebbero anche meno.
A Dovizioso una moto ufficiale, a Binder quello che capita, e al duo Marini-Bezzecchi, le moto attuali del team di Razali che fra l’altro secondo altri rumors ha un futuro, oltre il 2022, tutt’altro che garantito. Il tutto spendendo decisamente meno rispetto a due rosse di cui una factory ’22.
Darla a Bastianini farebbe tutti contenti. E avere due Yamaha clienti di fiducia nel caso Razali saltasse, renderebbe tutti più tranquilli.
Quando potrebbe succedere tutto questo? Molto probabilmente dal 2023 ma qualcuno dice anche prima.

A queste condizioni, forse è vero che Aramco “torna” in gioco e a questo punto non mente nessuno.
Non mentono in VR46 e non mentono quelli di Aramco.
I primi, a partire dal portavoce Pablo Nieto, sarebbero stati rassicurati da Don Carmelo. E i petrolieri sarebbero recentemente stati innescati proprio da quest’ultimo.
Ma più che tornare in gioco, si tratta di entrare in gioco, per la prima vol,ta.
Perché Un conto è se ti mettono in mezzo a tua insaputa un finto architetto o un team manager fallito di Terni e poi devi parlare con uno in pantaloni corti, altra cosa è se il contatto arriva da Dorna in persona, magari tramite Stefano Domenicali,amico di Ezpeleta e grande capo della Formula 1, campionato in cui Aramco ha già un ruolo.
Che poi il grande petroliere entri come sponsor del campionato finendo anche per salvare la pelle di un team, è un discorso a parte.
Quello che bisogna guardare non è quello che Aramco decide di fare ma la porta attraverso la quale sceglie di entrare.
Un conto è entrare con l’endorsement di Dorna, altra cosa è andare a fare di proposito lo sponsor su due moto che rischiano di fare poco più che i fanalini di coda.
Aramco la MotoGP se la può comprare con i soldi dei buoni pasto dei dipendenti. Non ci crede nessuno che come sogno irrealizzato abbia quello di finire sulla carena del pilota più raccomandato della storia delle moto.

Per fortuna questi sono solo ragionamenti da blogger. Che sono già qualcosa, visto che la stampa di settore è impegnata a far finta di niente.
La verità, male che vada, verrà fuori a Valencia, ma siamo già in overtime.

 

Serve un riepilogo della Telenovela? Eccolo qui, a partire da Maggio!

6 maggio 2021
MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?

19luglio 2021
Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!

1 agosto 2021
Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

14 agosto 2021
Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

15 agosto 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

22 agosto 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

27agosto 2021
Tanal e VR46: la farsa al suo apice. Già due i pagamenti rimandati. Crolla il castello di bugie di Tanal

31 agosto 2021
SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal!

5 settembre 2021
Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze!

8settembre 2021
Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio

12 settembre 2021
Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti!

15 settembre 2021
VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!

7 ottobre 2021
MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

31 ottobre 2021
VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato?
https://www.misterhelmet.com/vr46-conferma-ma-aramco-smentisce-chi-mente-parla-nieto-uccio-silurato/



VR46 confirms but Aramco denies. Who is lying? Nieto announces. Uccio fired?

aramco vr46

Misano was not the expected Italian happy ending for the VR46 package, either directly or indirectly.
Valentino Rossi started last and finished in the top ten. All in all, an acceptable result given the season, but certainly not one of those expected until recently when it came to a decent home farewell to his longtime career.
Bad also Bagnaia, considered as the flag of the Academy, on the ground to resist a Marquez who won the race in the home of others on a circuit that by conformation should have said no.
It did not go well even for the rest of the Valentno boys who did not shine in either Moto2 or Moto3, where a former VR46, Dennis Foggia, won his race.
The results of Morbidelli, 14th and Marini 9th and humiliated by his teammate Bastianini, which feeds controversy over the bikes that will be assigned to the two in 2022 (Marini the factory and Bastianini an old bike), close the weekend, but it is not over yet.

The thing that should worry, even if hardly anyone talks about it, is the failure to announce the sponsor of Valentino’s MotoGP team, on which a dangerous silence has fallen for months.

It is not clear why it was a non-organizational or financial figure who broke it, but a technician, a figure who until now had never expressed himself on issues of this type, or perhaps this is a signal.

There are some certainties in the team: The riders will be Marini and Bezzecchi, while the historical employees of VR (Munoz, Flamigni, Gavira) are confirmed in their technical roles.
Who seems to be out of authority is Uccio Salucci who, apparently, will remain in the role most suited to him of Valentino’s Bottle & Towel Manager even in car racing. An accompanying role that, plausibly, prevents him from pursuing commercial agreements.
The most malicious will have thought that all this is due to the mess put up in recent months but Nieto’s tranquility seems to deny the rumors about the team that Valentino does not care about (he admitted this by declaring that the sponsorship problems do not concern him).

According to Pablo Nieto, in fact, the choice not to give news would be linked to the desire to better manage the last Italian VR race and otherwise everything would be fine with Aramco, despite the slowness of the evolution of the matter.

“As you know, we have made this deal with Aramco in the past. Things are going very, very slowly, but they are on the right track.”

And still:

“This is the most important thing and, at the moment, the thing I can tell you is that we are working on it. There are some delays, but we are on the right track and we are still working on it.”

So after months the oil sponsor reappears, despite the official and repeated denials of its press office (Brunswick has repeatedly written to this website as well) and of its CEO who has spoken in first person publicly.

It is bad to use the term “liar” but someone is not telling the truth, because if things were to be as the Spaniard says, it would mean that Aramco has been denying something for which he was negotiating for months. Aramco has not released “no comment” but has categorically denied any past and present negotiations with VR46.
If, on the other hand, things were as described by Aramco, it would be someone from VR46 who made the mental films.

The surprising thing, however, is not so much pulling in a sponsor who has always denied it, but deliberately choosing to ignore the fact that for 6 months and for about 4,000 published articles, we have put up with the ridiculous intentions of Prince Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin Abdulaziz Al Saud, his advisor Architect (later revealed to be non-architect) Marco Bernardini, and the elusive Tanal Entertainment Sport and Media.
The triptych became the protagonist of Press releases for events that never happened (Fantastic Trophy), never created situations (construction of motorcycles), non-existent company headquarters (photoshopped buildings), never registered trademarks, and unreal press conference, all without concludeing anything.
We can report here the links of everything that has been declared but things do not change because nothing has ever really happened as it is a hoax carried on for months.

From the doors of the Prince’s residence that had to be opened to the press, to the races in the desert, to electric motorcycles, up to the repeated deadlines that were not met, everything was simply an invention.

The 90 million for the 5 years did not arrive, but not even the 18 million for the next season.
In April-May, the clarifications on the VR46 MotoGP team seemed imminent.
Aramco had even disappeared from journalistic reasoning, replaced by Tanal who still appears on Marini’s Moto2 and MotoGP along with other NON-EXISTING companies such as brands, offices and activities, while now it seems normal that the he news arrives at the end of the season. Yet another deadline.

And none of the insiders dare to ask anything about something that has been talked about for months, that is, and we repeat it, Tanal, the Prince, a councilor who was everywhere, and dozens of projects that turned out to be bogus.
A stage made up of liars, sleepy amateurs, incompetent, hustlers and cowards who do not have the courage to ask a question despite their professional ethics should force it on them.

Then we will do it: Tanal, the Prince and the Councilor, what happened to them?
And who lies between Aramco who says they are not involved and VR46 who instead says that everything is okay with the oil giant?

Fans who watch this show, who pay to watch MotoGP on TV, who click on sites or buy magazines, can draw their own conclusions about the people they give their money to.

And for those who want to see the show again, the episodes are all here, starting with the August episode:

August 6th 2021
Wheeler-dealers, princes, oilmen and suspicious companies: is someone exploiting VR46 and Valentino without their knowledge?
https://www.misterhelmet.com/wp-admin/post-new.php

August 14th 2021
Team VR46: Ducati rumors worried about a possible scam. A rescue press conference on Wednesday?

August 15th 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

August 22nd 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

August 26th 2021
Tanal and VR46: the farce at its peak. Two payments have already been postponed. Tanal’s castle of lies collapses

August 31st 2021
SKY renews and saves VR46 and WithU. Yamaha saves SRT. Here’s how Valentino gets out of the bad business with Tanal!

September 6th 2021
Tanal-VR46: the first choice, Aprilia, hadn’t taken the bait. Numerous Testimonies are coming!

September 8th 2021
That time Tanal Global Holdings tried to scam the Ivory Coast Government

September 12th 2021
Valentino Rossi: “the VR46 Team is not my problem”. The cowardly Press, The Sugar Daddy SKY, the non-existent Sponsor companies!

September 15th 2021
VR46: Aramco back in the game but with credible interlocutors? The new rumors!

October 7th 2021
MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”

October 22nd 2021
VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!



VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato?

aramco vr46

Misano non è stato il lieto fine Italiano atteso, per il pacchetto VR46, né direttamente, né indirettamente.
Valentino Rossi è partito ultimo e ha terminato in top ten. Un risultato tutto sommato accettabile vista la stagione, ma di certo non di quelli attesi fino a poco tempo fa quando si parlava di addio casalingo dignitoso alla carriera.
Male anche Bagnaia, alfiere quotato dell’Accademy, in terra per resistere ad un Marquez che si è aggiudicato la gara in casa d’altri su un circuito che per conformazione avrebbe dovuto dirgl di no.
Non è andata bene nemmeno un po’ anche per il resto dei Valentno boys che non hanno brillato né in Moto2, né in Moto3, dove ha vinto un ex VR46, Dennis Foggia.
I risultati di Morbidelli, 14° e Marini 9° e umiliato dal suo compagno di squadra Bastianini, cosa che alimenta polemiche sulle moto che ai due verranno assegnate nel 2022 (a Marini la factory e a Bastianini una moto vecchia), chiudono il week end, ma non finisce qui.

La cosa che dovrebbe preoccupare, anche se non ne parla quasi nessuno, è il mancato annuncio sullo sponsor del team MotoGP di Valentino, su cui per mesi è piombato un silenzio pericoloso.

Non è chiaro perché a romperlo sia stata una figura non organizzativa o finanziaria, ma un tecnico, una figura che fino ad ora non si era mai espressa su questioni di questo tipo, o forse questo è un segnale.

Nel team alcune certezze ci sono: I piloti saranno Marini e Bezzecchi, mentre i collaboratori storici di VR (Munoz, Flamigni, Gavira) sono confermati ai loro ruoli tecnici.
Chi sembra essere esautorato è Uccio Salucci che, a quanto pare, rimarrà nel ruolo a lui più consono di Bottle&Towel Manager (responsabile borraccia e asciugamano) di Valentino anche nelle corse in auto. Un ruolo di accompagnatore che, plausibilmente, gli impedisca di portare avanti accordi commerciali.
I più maligni avranno pensato che tutto ciò sia dovuto al pasticcio messo su negli ultimi mesi ma la tranquillità di Nieto sembra smentire le voci sul team del quale a Valentino non interessa nulla (lo ha ammesso dichiarando che i problemi di sponsorizzazione non lo riguardano).

Secondo Pablo Nieto, infatti, la scelta di non dare news sarebbe legata alla volontà di gestire al meglio l’ultima gara italiana di VR e per il resto sarebbe tutto a posto con Aramco, nonostante la lentezza dell’evolversi della faccenda.

“Come sapete, abbiamo fatto questo accordo con Aramco in passato. Le cose stanno andando molto, molto lentamente, ma sono sulla strada giusta”

E ancora:

“Questa è la cosa più importante e, al momento, la cosa che posso dirvi è che ci stiamo lavorando. Ci sono alcuni ritardi, ma siamo sulla strada giusta e ci stiamo ancora lavorando.”

Quindi dopo mesi rispunta lo sponsor petrolifero, nonostante le smentite ufficiali e ripetute del suo ufficio stampa (Brunswick ha ripetutamente smentito anche a questo sito web) e del suo Amministratore Delegato che ha parlato in prima persona pubblicamente.

E’ brutto usare il termine “bugiardo” però qualcuno non sta dicendo la verità, perché se le cose dovessero stare come dice lo spagnolo, significherebbe che Aramco ha smentito per mesi una cosa per la quale era in trattativa. Aramco non ha rilasciato “no comment” ma ha invece smentito categoricamente ogni trattativa passata e presente con VR46.
Se invece le cose fossero come descritte da Aramco, sarebbe qualcuno della VR46 ad essersi fatto i film mentali.

La cosa che stupisce, però, non è tanto il tirare in mezzo uno sponsor che ha sempre smentito, quanto scegliere deliberatamente di ignorare il fatto che per 6 mesi e per circa 4.000 articoli pubblicati, ci siamo sorbiti gli intenti ridicoli del Principe Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin Abdulaziz Al Saud, del suo consigliere Architetto (poi rivelatosi non architetto) Marco Bernardini, e della fantomatica Tanal Entertainment Sport and Media.
Il trittico si è reso protagonista di Comunicati stampa per eventi mai avvenuti (Fantastic Trophy), situazioni mai create (costruzione di moto),sedi aziendali inesistenti (palazzi photoshoppati), marchi di holding mai registati, e conferenze stampa al limite del surreale, senza concludere alcunché.
Noi possiamo riportare qui i link di tutto quello che è stato dichiarato ma le cose non cambiano perché niente è mai successo realmente in quanto si tratta di una sbruffonata portata avanti per mesi.

Dalle porte della residenza del Principe che si dovevano aprire alla stampa, alle gare nel deserto, alle moto elettriche, fino ad arrivare alle ripetute scadenze non rispettate, tutto è stato semplicemente un’invenzione.

Non sono arrivati i 90 milioni per i 5 anni, ma nemmeno i 18 per la prossima stagione.
Ad Aprile-maggio, le delucidazioni sul team MotoGP VR46 sembravano imminenti.
Aramco era addirittura scomparsa dai ragionamenti giornalistici, sostituita da Tanal che compare ancora sulle moto2 e sulla MotoGP di Marini insieme ad altre aziende INESISTENTI come brand, sedi e attività, mentre adesso sembra normale che le news arrivino a fine campionato. Un’ennesima scadenza.

E nessuno degli addetti ai lavori si arrischia a chiedere nulla di una cosa di cui si è parlato per mesi, ovvero, e lo ripetiamo, Tanal, il Principe, un consigliere che era ovunque, e decine di progetti poi rivelatisi farlocchi.
Un palcoscenico fatto di bugiardi, dilettanti addormentati, incompetenti, marchettari e fifoni che non hanno il coraggio di fare una domanda nonostante la loro deontologia professionale dovrebbe imporglielo.

La faccio io: Tanal, il Principe e il Consigliere che fine hanno fatto?
E chi mente fra Aramco che dice di non essere coinvolta e VR46 che invece dice che con il colosso petrolifero è tutto a posto?

Gli appassionati che guardano questo spettacolo, che pagano per guardare la MotoGP in TV, che cliccano sui siti o comprano le riviste, traggano le loro conclusioni sulla gente a cui danno i soldi.

E per chi vuole rivedere lo spettacolo, le puntate sono tutte qui, a partire dall’episodio di maggio:

6 maggio 2021
MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?

19luglio 2021
Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!

1 agosto 2021
Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

14 agosto 2021
Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

15 agosto 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

22 agosto 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

27agosto 2021
Tanal e VR46: la farsa al suo apice. Già due i pagamenti rimandati. Crolla il castello di bugie di Tanal

31 agosto 2021
SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal!

5 settembre 2021
Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze!

8settembre 2021
Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio

12 settembre 2021
Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti!

15 settembre 2021
VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!

7 ottobre 2021
MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

22 ottobre 2021
VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

 



Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pagelline

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

Aragon; Bagnaia vince, Marquez torna, Quartararo subisce, Bastianini stupisce!

Bagnaia Aragon

Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie  a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.

La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.

Pagelline

Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10

Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5

Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9

Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5

Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5

Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8

Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7

Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5

Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5

Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

Last press

DISCLAIMER
Di solito chi fa il guastafeste non è mai simpatico e sembra che lo faccia per invidia, ripicca o chissà che.  Ammesso che sia questo il caso, ossia che stiamo davvero guastando una festa, è bene chiarire il senso di questo pezzo. L’unico scopo è quello di tutelare tutti coloro che potrebbero, come vittime collaterali, incappare in una faccenda che rischia di essere poco chiara. Ovviamente crediamo nella buona fede di tutte le parti in causa ma, allo stesso tempo ci permettiamo di evidenziare qualche dubbio sulla faccenda. Molte cose non tornano e solleviamo una bandierina. Se abbiamo sbagliato qualcosa siamo pronti a rettificare. Per l’ultima volta, saremmo felici se tutta questa vicenda fosse un grosso malinteso.
Tutta la documentazione, le telefonate registrate, le email e le comunicazioni che abbiamo raccolto, è a disposizione della Magistratura. 

PROLOGO
Sin dal 6 maggio su questo sito ci siamo occupati di cercare informazioni e dipanare alcuni dubbi sulla comunicata partnership fra Tanal Entertainment Sport and Media, e VR46 con la sponsorizzazione di Aramco, per l’avventura in MotoGP del 2022 su Ducati.
Con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio, purtroppo solo da parte nostra, relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

LE PRIME SMENTITE
Da fine aprile sono passati oltre tre mesi, quasi quattro, e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera, Aramco Oversea, Al Murri.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco non in UK ma nel mondo.
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco Oversea, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Va comunque detto che Aramco avrebbe potuto e potrebbe sforzarsi un po’ di più per smentire e dire, in via ufficiale e una volta per tutte, le stesse cose che ha detto ai vari giornalisti faccia a faccia o mail a mail, insomma come ha fatto con noi. 

 

Questi tre macigni, con l’aggiunta dell’ultima smentita che abbiamo ricevuto anche noi direttamente da Brunswick Group il 27 luglio, chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi. Sempre che tutto sia vero, incluso il principe che compare in fotografia accanto a rassicuranti dichiarazioni, ma mai in un video o di persona.E consentiteci, ognuno è libero di avere dubbi e manifestarli. Anche perché Tanal Global Holding è una cosa, e Tanal Entertainment Sport and media, un’altra… e vedremo che almeno una delle due non sembra esistere.

 

IL CONSIGLIERE ITALIANO DEL PRINCIPE SAUDITA E LO STRANO UFFICIO STAMPA

Siamo stati recentemente contattati dal Consigliere del Principe, Architetto Marco Bernardini che ci ha tenuto a fare alcune precisazioni che però altro non sono che dichiarazioni simili a quelle già emanate tramite comunicati.

Facciamo presente che all’Ordine degli Architetti non siamo riusciti a trovare se non un omonimo in Liguria. Il “nostro” Architetto Marco Bernardini, non ci risulta.

Tornando alla telefonata, l’architetto  ci ha tenuto ad illustrare come dal sito Tanal e dal network di comunicati, avremmo potuto desumere la bontà e l’assoluta affidabilità dell’iniziativa. Peccato che l’architetto non si riferisca a Tanal Global Holding ma a Tanal Entertainment, e di quest’ultima non via sia traccia alcuna sul web.

Ci ha in seguito scritto la signora Arianna Pasquale (non ne abbiamo trovato alcuna traccia da nessuna parte), Head Press Officer di Tanal Entertainment e Media, che però ha suscitato in noi ulteriori dubbi e perplessità. Vediamoli.

INDIRIZZO EMAIL E UFFICIO STAMPA
Abbiamo trovato abbastanza singolare che una multinazionale della comunicazione con un sito dedicato non abbia un indirizzo email personalizzato, anche se in realtà Tanal Entertainment un sito proprio non ce l’ha. La mail ci è arrivata da tanalentertainment.press@gmail.com
E’ una cosa mai riscontrata in un ambito simile.
Realizzano città del futuro e non hanno una mail aziendale dedicata.
Lo stesso messaggio, a firma di Arianna Pasquale, non conteneva alcun recapito telefonico, né personale, né dell’ufficio.
Compito di un ufficio stampa è quello di farsi rintracciare per fornire informazioni e chiarimenti. Non è questo il caso.
L’ufficio non ha indirizzo, email, telefono fisso, mobile, fax, etc. Non è indicato nemmeno il sito web. Ce lo siamo andati a cercare. E non lo abbiamo trovato.
Tanal Entertainment and Media sta gestendo diverse partnership da milioni di dollari con diversi partner internazionali e non ha un sito. Abbiamo però trovato quello di Tanal Global Holding, anch’esso preoccupante.

 

Mail Press Office
Mail Press Office

DUBBI SUL SITO WEB DELLA MULTINAZIONALE TANAL GLOBAL HOLDING

Innanzitutto la non corrispondenza fra Tanal Entertainment e Tanal Global Holding. Il sito web della Tanal Global Holdings con la S
https://www.tanalglobalholdings.com/ è abbastanza singolare.
E’ innanzitutto realizzato con un programma per siti pre confezionati, nello specifico Jimdo. Ci si può fare un sito con pochi euro copiando da vari template pre confezionati.
Una multinazionale che realizza progetti da miliardi di dollari non ha affidato ad una web agency la realizzazione del suo sito. Abbastanza singolare.
E comunque si vede. Il sito è realizzato in modo approssimativo.

Non è inoltre presente il multilingua. Anche questo abbastanza strano per una multinazionale che opera in 37 paesi del mondo.

LE NEWS NON CI SONO
Con tutte le iniziative di elevato prestigio e visibilità, la sezione news è stranamente in costruzione. Vengono inviati i comunicati e quindi le news ci sarebbero, ma stranamente non sono sul sito. E’ il primo caso di questo genere per una holding di alto livello. E anche di livello un po’ meno alto.

Presidente e Vice Presidenti di Tanal Global Holdings sono due principi sauditi i cui nomi sono però leggermente diversi da quelli della famiglia reale che si trovano su Wikipedia, per intenderci, anche se corrispondono ai proprietari di Tanal Entertainment Sport and Media.
Può succedere che alcune trascrizioni non siano proprio identiche.
Possiamo soprassedere anche su questo.

C’è un global network con mappa e città in cui ci sarebbero le sedi. Non c’è però nemmeno un indirizzo per raggiungerle. Nemmeno un recapito di nemmeno una sede. Eppure parliamo di circa 40 sedi in 37 paesi del mondo, nessun continente escluso.

Come advisor c’è un nome ed un recapito telefonico.
Nessuna risposta alla chiamata. Come indirizzo email una mail @tanalglobalholdings a nome Omar, e un indirizzo gmail.
Anche questa volta, abbastanza singolare. Omar ha una mail senza cognome in una multinazionale.

Sezione News Tanal
Sezione News Tanal

 

UN PORTFOLIO CLIENTI SENZA CLIENTI
Nel portfolio c’è l’elenco delle attività in cui è coinvolta Tanal.
Sono tantissime ma nel portfolio clienti non è indicato nemmeno un cliente. Non è indicata nemmeno un’iniziativa precisa fra le tante elencate nei vari comunicati. Abbastanza singolare.

Fra i partners presenti, ne abbiamo chiamati alcuni.
Di quelli che parlano inglese nessuno conosce Tanal ma un paio ci hanno già detto che è stata fatta loro questa domanda. Hanno chiesto a noi come mai. Forse è qualcuno che ha le nostre stesse curiosità.

SEZIONE GLOBAL DEI SITO
Molti uffici di varie nazioni hanno lo stesso indirizzo email nonostante i referenti siano persone con nomi diversi.
In vari paesi anche lontani fra loro risponde sempre Omar il quale ha un indirizzo email gmail in comune con altri referenti.
Strano anche questo però magari sono cose che succedono.

La privacy policy del sito è quella standard di google e non è nemmeno personalizzata per il sito di riferimento.
Un po’ di pigrizia, ma è comunque illegale. In Tanal forse non lo sanno.

I CURIOSI COMUNICATI RICEVUTI
Tanal, Global Holding o Entertainmente che sia, non risulta aver mai effettuato attività prima di maggio.
Tutte le iniziative sembrano partire da quel mese, a seguito dei comunicati dell’accordo con VR46 di fine aprile.
Potrebbero essere state selezionate solo le ultime attività, ma anche sul web non si trova quasi niente di precedente quel periodo.

Il primo comunicato di cui parleremo è l’ultimo in ordine cronologico riguarda l’imminente (ma è già passata senza essere avvenuta) partecipazione di TANAL ENTERTAINMENT SPORT & MEDIA CON YAYA EVENTS ALL’ANDALUSIA RALLY 2021 TEST LIVE prologo di un non ben chiarito FANTASTIC TROPHY COMPETITION, che dovrebbe essere una competizione intercontinentale di gaming mista a realtà iperrealistica.

Non è chiaro il nesso ma va bene. Però l’Andalusia Rally è un evento di auto. Sulle foto c’è invece un signore che dovrebbe fare la Dakar in moto. Il pilota in oggetto è anche amministratore delegato di una società di Edutainment che compare spesso nei comunicati e nei partner di Tanal. Jader Giraldi, è fotografato accanto ad una moto ma partecipa ad un rally di auto. O almeno così viene spiegato. Abbastanza curioso. O non abbiamo capito noi.
Abbiamo cercato di raggiungere il sig Giraldi ma non si è stato posibiile parlarci.

L’elenco dei vari partner per il resto è abbastanza chiaro: oltre a Tanal Entertainment Sport and Media abbiamo Yaya Events, società del motociclista automobilista, Maic Technologies, specialista nei sistemi di biorilevazione.
Tutti questi partner sarebbero parte del polo tecnologico Tiburtec, supervisionato dall’Architetto Bernardini, il consigliere del Principe, all’interno della sede di via Peroni, nel Tecnopolo Tiburtino, fra Roma e Tivoli.

Nel comunicato compare anche la sede del grande e moderno edificio, con tutti i loghi delle numerose aziende partner in bella vista.
L’edificio però è un render, una prova grafica.
Nella realtà il palazzo esiste ma su Google sono leggermente diversi il colore, i giardini e la facciata che non presenta i loghi aziendali mostrati nel conunicato.

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TIBURTEC TANAL
TIBURTEC NEL COMUNICATO TANAL

 

TIBURTEC GOOGLE
TIBURTEC SU GOOGLE

 

TIBURTEC REAL
TIBURTEC COME E’ REALMENTE

Ci siamo recati sul posto ed effettivamente sulla facciata non c’è alcun logo. Abbiamo parlato con alcuni impiegati e con il portierato dell’edificio e ci è stato confermato che nessuna delle società elencate ha mai risieduto all’interno del complesso né ha mai ricevuto posta. O per lo meno loro, forse a parte la Korean,  non le conoscono. Non tutte le società è necessario che siano censite in un complesso ma allora come mai è stata fornita un immagine non veritiera di un edificio che invece quei loghi non li ha? A cosa serve mostrare una sede contraffatta?
Il portiere e gli impiegati del palazzo ci hanno garantito che sull’edificio non sono stati mai presenti i loghi che invece fanno bella mostra nella foto del Tiburtec inserita nel comunicato di Tanal. Per la cronaca, Tiburtec è una società realmente esistente ma amministra condomini.

Fra le tante società citate, abbastanza interessante la KMHG – Korean Moroccan Holding Group, una associazione di espatriati marocchini in Corea, almeno questo abbiamo trovato noi, che viene descritta come esperta in analytics.
E’ una Holding che però, salvo nostri errori, ci risulta avere un solo impiegato. Deve essere uno molto bravo che sa fare un sacco di cose. Ma essendo, tale società, presieduta da Marco Bernardini, ci viene il dubbio che l’architetto sia modesto e non voglia comparire troppe volte per non prendersi troppi meriti.

Nel comunicato trova posto anche, così, un po’ a sorpresa, la presentazione di un progetto di una moto ibrida a 4 ruote motrici che dovrebbe partire da un videogame e passare per un film basato su un libro, per poi essere prodotta.

 

Moto ibrida Tanal
Moto ibrida Tanal

Il video game non siamo riusciti a trovarlo. Il libro esiste ma non abbiamo trovato traccia delle riprese che dovrebbero essere in corso da un anno nella città di Gubbio oltre a Roma, New York Jeddah, Riyad e Mosca. Per New York Mosca e le altre città straniere abbiamo rinunciato ma al comune di Roma e a quello di Gubbio non abbiamo trovato nessuno al corrente del fatto che da un anno stiano girando un film nella loro città.
Però siamo contenti che il prototipo di moto esclusivo che sarà utilizzato anche sul set del film che si chiama “Edward Loth – Najima The Fantastic City” prodotto da Tanal Entertainmet Sport & Media insieme ad una co-produzione italiana e altri partner internazionali, basato sul libro dell’autore best seller Philip Osbourne, darà il via alla produzione in serie della moto in oggetto disegnata da C Creative, una società di Claudio Castiglioni, in uno stabilimento situato a Terni e gestito da Giampiero Sacchi, la stessa persona che al Mugello ha accompagnato insieme agli uomini VR46, l’architetto Bernardini in Dorna da Carmelo Ezpeleta sperando che questo progetto abbia risultati diversi da quelli dal fallimento dell’azienda racing ternana di Sacchi, la Ioda Racing, che purtroppo vede i suoi beni oggetto di asta giudiziaria e diverse persone lasciate senza lavoro e con pagamenti da ricevere.
La moto comunque, seppur solo un disegno, è bella e speriamo che venga prodotta veramente.
Unica cosa: in un altro comunicato, sempre di Tanal, viene annunciato che la moto verrà invece prodotta in Arabia Saudita.
C’è un po’ di incertezza. Qualcuno lo dica a Giampiero Sacchi, che magari sta preparando lo stabilimento a Terni.
Per adesso comunque non ci sono grandi pericoli, dato che tutti i progetti sono futuri e non è stato realizzato ancora nulla.

 

LA SUPERCAR MAZZANTI CHE ANCORA NON ESISTE

Un po’ più semplice il comunicato sulla Hyper car Mazzanti Evantra, che per fortuna esiste anche se in modelli precedenti ed è prodotta nel numero di 5 esemplari l’anno. In verità dal 2015 non ci sono modelli targati. Solo qualche prototipo, almeno così ci sembra.
La Mazzanti risulta avere meno di 10 dipendenti con un costo annuo del personale di circa 81.000 euro. E quindi si presume che alla Mazzanti, a meno di non essere davanti ad uno sfruttamento, i dipendenti dovrebbero essere giusto un paio.

Tornando all’auto del comunicato, di questo modello che invece ancora non esiste, ne dovranno essere prodotte, da una fabbrica che attualmente non ne ha targata nemmeno una, 57, in una versione potenziata da 1111hp blindata e resistente al fuoco con antifurto inviolabile. Le auto verranno, naturalmente in futuro, prodotte in un impianto di 275mila mq diretto sempre dall’Architetto Bernardini, che vedrà la luce nel futuro in Arabia Saudita e che permetterà di impiegare centinaia di ingegneri arabi a partire dal 2030. Un made in Italy made in Arabia Saudita. E sarebbe la prima fabbrica di automobili nella storia situata in uno di quei paesi.

Evantra-MBS-ONE-1111-HP
Evantra-MBS-ONE-1111-HP (render)

E’ ovviamente tutto molto interessante ma anche abbastanza lanciato in avanti negli anni, soprattutto se parliamo di una hypercar.
Nel frattempo però l’auto apparirà, nemmeno a dirlo, nel già citato film “Edward Loth – Najima The Fantastic City” e in vari videogame sotto forma di carrarmato volante in modalità effetto speciale dato che, come affermato sopra, non esiste. Succede tutto in quel film.

La fortuna, questa volta, è che sul sito di Mazzanti Automobili c’è un richiamo al comunicato anche se le parole sono le stesse di Luxurious Magazine che riporta a sua volta il comunicato Tanal, come se Mazzanti riportasse il comunicato di altri su un’iniziativa propria. “Assomiglia ad una Lotus”, dicono, ma è solo un disegno. L’auto sarà diversa. Mazzanti non ha rilasciato informazioni su questo tema. Bisognerà aspettare qualche anno per la produzione dello stabilimento e poi delle auto. Ci vuole pazienza.
Nel frattempo però Tanal i suoi proclami li manda in giro e la stampa li riprende fiduciosa e con partnership dichiarate e riprese dalla stampa è un po’ più semplice trovare altre partnership.

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FANTASTIC TROPHY COMPETITION
In uno dei comunicati riguardanti la associazione con la VR46, infatti, forse uno di quelli meno letti in quanto non parla direttamente della Motogp, c’è un’altra iniziativa alquanto curiosa che merita attenzione: il FANTASTIC TROPHY COMPETITION, definito una nuova competizione sportiva a due ruote progettata da
Tanal Entertainment Sport & Media per creare un nuovo format di gara con caratteristiche uniche. A differenza delle più note competizioni, recita il comunicato, Fantastic Trophy Competition utilizza due diversi tipi di percorsi: nel deserto in Arabia Saudita e su strade sterrate in Italia. Come in tutte le iniziative Tanal si parte dall’Umbria e si finisce in Arabia Saudita facendo il verso alla Parigi Dakar in una sorta di Perugia-Riad.

Il format della competizione, continua il comunicato, è simile a un videogioco: immerso nella realtà, utilizzando l’interazione tra due ruote, satelliti, droni, mongolfiere; interazione in tempo reale con la scuderia in campo e con il pubblico da casa. L’utilizzo di tecnologie avanzate di realtà virtuale, di comunicazione e navigazione, di piattaforme interattive per la gestione dei flussi digitali e telemetrici sarà garantito da Korean Moroccan Holding Group, in collaborazione con i principali player coreani del settore.
Non ci dimentichiamo però che la Korean Moroccan Holding Group, risulta un’associazione di emigrati marocchini in Corea ed ha, se non ci sbagliamo, un solo impiegato, il suo presidente, l’architetto Bernardini, che ovviamente se crede può correggere e smentire le nostre affermazioni. Per non parlare del fatto che i flussi telematici in altri comunicati erano affidati alla Maic.
Tenete a mente queste due società.

Però in questo caso dal punto di vista temporale siamo fortunati perché il format definitivo sarà presentato entro settembre 2021 e quindi, dice il comunicato, potrebbe annunciare un test di gara da novembre a dicembre su due percorsi, uno italiano e uno saudita.
Uno in KSA – nel deserto da Fantastic City, che ancora come città ricordiamo, non esiste a KAEC sul Mar Rosso – ed uno su fuoristrada in Italia, a partire da Tavullia, a Gubbio e Terni, dove MAIC Technologies sta progettando e realizzando il primo prototipo di motocicletta fuoristrada a quattro ruote motrici con propulsione ibrida, termica ed elettrica, mentre la produzione di impianti è prevista in Arabia Saudita.
Qui c’è un problema con un comunicato precedente dato che la moto sembrava essere destinata, come produzione a Terni.
E Maic Technologies, in base ad un altro comunicato, ci risultava impegnata in attività di rilevazione biometrica e non di produzione motociclistica.
Da un comunicato all’altro, MAIC e KMHG si sono scambiati i ruoli.

Fantastic Trophy Competition, continua il comunicato, sarà un vero e proprio hub per la selezione dei giovani piloti sauditi, il cui talento potrà emergere con il prezioso supporto di VR46.
Chissà se in Arabia Saudita sanno di questa opportunità tutta italiana di diventare come Valentino, Morbidelli e Bezzecchi mentre gareggiano seguiti da droni, satelliti e mongolfiere e pubblico da casa, su una moto ibrida a quattro ruote motrici che verrà realizzata nei prossimi anni proprio in Arabia Saudita, oppure a Terni.

Segue nel comunicato, una lode al Principe saudita e alle società marocchino-coreane, presiedute dall’Architetto Bernardini, riconosciuto rappresentante della tecnologia coreana e della creatività italiana. Di quest’ultima i comunicati non sono mancanti perché dell’impegno in ambito urbanistico, edilizio, tecnologico e universitario non c’è alcun progetto effettivamente ancora realizzato. E speriamo che il principe Saudita non si arrabbierà per questo.

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Sui restanti comunicati relativi agli specifici accordi fra Tanal Global e VR46, quelli con obiettivo KSA New Cities E ARAMCO, poco da aggiungere se non che presentano tutti gli stessi stereotipi: progetti ancora tutti da realizzare, dichiarazioni tutte da verificare, comunicati unilaterali, e società partner che compaiono, sempre le stesse, in tutti i progetti comunicati da Tanal. E l’unico sponsor, ARAMCO, che non sa più come smentire.

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Per il resto aveva ragione, l’architetto Bernardini quando, in occasione della sua telefonata, mi aveva detto che analizzando bene il network di notizie, comunicati e iniziative, i conti sarebbero effettivamente tornati.

Il filo conduttore è lui: Marco Bernardini, amministratore della Systech di Terni, azienda che fa quadri elettrici (così riporta il web, dato che la società non ha un sito), con la passione per l’Arabia Saudita, già direttore dei lavori dimissionario del parco Cardeto di Terni, e fautore come spettatore di progetti di moto elettriche che nel 2017 volevano partecipare al campionato MotoE (non ce l’hanno fatta) e negli anni successivi di auto elettriche da corsa mai nate, torri energetiche multifunzionali mai innalzate e città intelligenti saudite non ancora costruite, con progetti che da alcuni anni vengono lanciati nel futuro ma che poi, quando il futuro arriva, non si vedono mai.
Un’altra cose che ci lascia dubbiosi, è il non aver trovato traccia, all’Ordine degli Architetti dell’Architetto Marco Bernardini. C’è un suo omonimo ma ha uno studio in Liguria.  Speriamo sia almeno geometra. Possiamo ovviamente sbagliarci e siamo pronti ad ogni rettifica.

 

CHI RISCHIA DI ESSERE DANNEGGIATO?

In tutta questa ragnatela di vicende, comunicati e società, chi rischia di rimetterci è VR46 che sembra essere più utilizzato che sponsorizzato.
Abbiamo chiamato VR46 nella persona di Uccio Salucci il quale, molto cortesemente, ci ha confermato  la partnership con Tanal e di avere delle sponsorizzazioni già attive in ambito CIV e CEV, con relativo supporto finanziario e sponsor in carena ma, in seguito a nostre ulteriori richieste, ci ha indirizzato verso Alberto Tebaldi il quale però, impegnato, ha promesso di richiamarci. Stiamo aspettando da alcuni giorni.

Oltre a VR46, in una posizione ovviamente marginale, c’è anche Ducati, che dovrà fornire due moto ufficiali oltre a tecnici e ingegneri. Ovviamente l’azienda non è in pericolo ma ci potrebbe comunque essere un danno di immagine o qualche elemento da riconsiderare.
Per quanto riguarda  Dorna che rischia di non poter contare sui flussi di denaro che una sponsorizzazione così sontuosa dovrebbe portare, ovviamente darà il suo contributo al team, ma è evidente che si troverebbe davanti ad un progetto in salita che dovrebbe cercare un’altra sponsorizzazione, a questo punto, last minute.

Insomma, siamo sicuri che il team VR46 MotoGP si farà e sarà anche un successo. Principi, faccendieri, petrolieri… crediamo sia tutto vero. L’unica cosa che non ci torna è riferita alle credenziali fino ad ora esibite dal suo sponsor. Che saremo ben lieti di smentire.

 

UPDATE IMPORTANTE 

Questo articolo è pronto da qualche giorno, circa una settimana. Abbiamo chiesto delucidazioni e abbiamo dato il tempo di risponderci ma abbiamo ricevuto approcci molto aggressivi oltre a reazioni scomposte.
Nella giornata di sabato 31 luglio, è uscito sull’importante sito GPONE un articolo relativo al lancio di una conferenza stampa che si terrà a Riad anche se, atipico per un comunicato di questo tipo, manca la data.  Siamo sicuri che GPONE avrà fatto le sue verifiche. A noi però continua a non tornare.
Nel comunicato c’è un video che è ancora una volta un render e rappresenta l’edificio fatto a forma di auto da F1. Cosa c’entra con Tanal?
E’ scomparsa inoltre ARAMCO oltre al SIg. Bernardini e gli sponsor sono diventati POTENZIALI.
Cosa vorrà dire? Qualcuno ci dia una mano.

 

Comunicato Press Conference Tanal1
Comunicato Press Conference Tanal1

 

Comunicato Press Conference Tanal2
Comunicato Press Conference Tanal2


VR46 MotoGP: quel fastidio che si chiama Bastianini!

Bastianini

ATTENZIONE: EXPLICIT LYRICS. CONTENUTI ESPLICITI, LINGUAGGIO DIRETTO E OPINIONI PELOSE

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

Nel dubbio già da un po’ VR46, la compagnia e tutta l’editoria che da anni gattona al cospetto del pacchetto più redditizio e con il conflitto di interesse team/media più clamoroso della storia del motorsport, cerca di portarsi a casa Morbidelli dopo averlo girato in modo che, come un magnete, abbia contrapposto il polo dell’attrazione con Petronas, con Yamaha e con Forcada. Serve che si respingano. Serve per fare il team dei sogni, ovvero un team che abbia dentro il fratello del titolare e uno che vada veramente forte. Serve Morbidelli, e serve liberarsi di Bastianini.

Chi scrive che i piloti del VR46 saranno Marini e Bastianini mente sperando di mentire. Non sarebbe così bello come storia da raccontare.

Un team VR46 che si rispetti non può avere nella sua line up la dimostrazione vivente e vincente che non è necessario far parte dell’Accademy per giocare nella Serie A delle moto. Bastianini è la prova che si può fare carriera da soli, presto e bene. Che team VR46 sarebbe se non venissero schierati “prodotti tipici”?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

Sempre ammesso che non vi siano già problemi per l’anno prossimo, perché non è chiaro capire a che livello di ufficialità il team VR46 potrà aspirare, specialmente quando riuscirà a portare a casa il Morbido. E credeteci, l’intento è quello e ci si sta lavorando duro.
Da capire chi paga e quanto. E da capire quando arrivano i soldi.
Per Ducati, lo avete visto, c’è una parte puramente racing e una parte di racing commerciale e, in questo caso, proprio non è importante da dove arrivino i soldi, ma il primo che arriva da sempre è quello che alloggia meglio.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno