MotoGP: finale squallido a Phillip Island dove Aprilia prende schiaffi da Marc Marquez.

L’idea di merda di lasciare Phillip Island ha il giusto finale di merda di un weekend tagliato a metà con la gara di domenica ANNUNLLATA, perché gli organizzatori fanno finta di non sapere che in questo periodo dell’anno, in Australia c’è un meteo, indovinate, rischioso, se non di merda. La scelta completamente fuori di testa di correre a fine ottobre, senza nemmeno prendere in considerazione in corso d’opera di salvare la baracca, magari correndo la gara lunga di sabato, ha anche il dilettantistico effetto di falsare il campionato, grazie all’interruzione di un weekend che avrebbe potuto essere quello di chiusura del mondiale, se fosse stato lasciato correre. L’arroganza aumenta con l’ingordigia finanziaria e quindi niente, troppo intelligente per poterci pensare. E l’isola si vendica contro questi qui.
Phillip Island un messaggio, comunque, lo dà. Marquez, da solo, batte tutta l’invincible Armada Aprilia che ne esce letteralmente, a pezzi ma, allo stesso tempo, miracolata.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Acosta, Binder, Miller, Moreira, Lecuona
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Lo spettacolo a Phillip Island inizia prima della gara. In qualifica Marc Marquez, senza un tempo valido (quindi, in teoria, 12° al via), lancia la sua moto nella ghiaia.
Poi torna al box e, con la moto di riserva, piazza prima un giro ottimo e poi uno che rimarrà nella storia, rifilando un secondo e mezzo a suo fratello e una media di 2 secondi al resto della griglia. Sul bagnato con chi faticava a stare in piedi. Martin incassa un secondo e mezzo mentre Bezzecchi, per intenderci, DUE SECONDI E TRE DECIMI.
Con questi presupposti si corre la Sprint, che è sì asciutta ma che ha già detto tutto anche a chi fa fatica a voler capire.

Fra questi c’è Martin che da leone, va detto, si mette comunque in testa di affrontare Marc Marquez. Gli attacchi sono coraggiosi ma un po’ borderline. Mentre Marquez pennella fluido, i passaggi e le linee del n89 sembrano poco ragionate e si concludono con caduta e doppia frattura. Marc Marquez batte poi suo fratello, che ha sa bene quando ha senso provarci e quando non ne ha (oggi è una di quelle giornate in cui stare lontani dal fratellone) e Di Giannantonio. Per Bezzecchi, autore comunque di una gara assennata, va paradossalmente bene il quarto posto davanti ad Acosta e Binder, che si vede poco ma non è male. Poi Miller che saluta a casa da casa, Moreira e Lecuona.
Il tema Iker lo trattiamo subito: il supplente umilia sia Bagnaia che Morbidelli in tutte le sessioni tranne le practice. E a Phillip Island fa un garone. Vedete voi.
Messaggio per Ducati: Lecuona è già stato vittima della politica disturbata di KTM. Cerchiamo di non perderlo. Potrebbe stare in MotoGP più meritatamente del 20% della griglia attuale.
Per quanto riguarda gli altri Ducatisti sfortunati: Morbidelli trova il modo di prendere quasi due secondi e mezzo in Q1. Bagnaia si ritira per un problema non menzionato quando in gara corta è ventesimo. Poi c’è anche il coraggio di dire che uno si accanisce.

Tornando a quel poco di MotoGP che abbiamo visto nel week end, Marquez ha tutto sotto controllo. Ha pronti 3 piani di fuga ma gliene basta uno.
Vero che non riesce a fuggire al via (Piano1) ma mentre sta mettendo in opera il piano 2 (tergiversare con Martin per farlo impallinare da un Alex Marquez super performante), lo stesso Martin lo agevola nel piano 3 (far incasinare Martin), immolandosi per riuscire a stare dietro ad un Marquez mentre cerca di sfuggire all’altro.
Con questa mossa e relativa frattura che gli fa perdere la gara della domenica e gli fa presumibilmente saltare un GP, lo spagnolo ha perso il campionato. Per sua fortuna oggi riceve un regalo che lo lascia ad un rassicurante -10 anziché ad un potenziale -35. Miracolato, insieme a lui, anche Bezzecchi, che di Phillip Island aveva dimostrato di aver capito poco. Per lui, in caso di vittoria di Marquez, i giochi sarebbero stati davvero chiusi.

E Aprilia e la sua Invincible Armada? Martin è fratturato e avrebbe saltato la gara di Domenica: miracolato. Fernandez, anche lui con i postumi della frattura rimediata con Bezzecchi, avrebbe saltato la gara di domenica: mircolato n2.  Bezzecchi, a disagio a Phillip Island, evita un ulteriore gap. Ogura aveva invece già rimediato 8 secondi di penalità causa pressione pneumatico nella sprint e quindi oggi sarebbe stato fuori gioco. Lo sarà, comunque, in Malaysia. Il tutto con un podio Sprint 100% Ducati, in una pista in cui Borgo Panigale avrebbe dovuto leccarsi le ferite.

Ma ripeto: è tutto falsato perché questi ingordi di LibertyMedia lasciano Phillip Island, che già di per se è una porcata, nel più infame dei modi, falsando per di più il campionato per non aver voluto correre la gara lunga il sabato, cosa che in passato era già stata fatta. Si fanno fermare dall’acqua, poi però fanno di tutto per andare a prendere i missili in testa in Qatar.
Ma questo le TV di leccapiedi (quelle che sabato invece di una telecronaca hanno fatto un requiem perché non aveva vinto chi sponsorizzano loro), e la stampa dei volemose bene, non lo fanno presente.

 

La classifica vede adesso in testa Marc Marquez con 365, Martin con 355, poi Bezzecchi a 315,  Acosta a 263 e Ogura 269. Il tutto con l’aesterisco del regalone ad Aprilia, che era arrivata a Phillip Island per allungare e si è invece allungata per terra.

 

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Analisti Fantasma in MotoGp! i dati non mentono, loro sì!

Ultimamente fare analisi con proprio tornaconto per spiegare situazioni di classifica sgradite sembra essere, nell’ambito del motociclismo, un’attività più diffusa del motociclismo stesso.
I numeri buttati a caso sul tavolo non trasformano un tifoso in un analista. Confrontare tempi di anni diversi ignorando moto, gomme e condizioni non dimostra chi sia il pilota migliore, né perché le cose stanno andando in un certo modo piuttosto che in un altro. Guardiamo invece chi avevano accanto, con quale moto e nella stessa stagione. Marquez, Bagnaia e gli altri: mettiamo i risultati nel loro contesto. Gli analisti fantasma, i numeri, li scelgono. Gli analisti veri, invece, li accettano.

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MotoGP, Mandalika. Aprilia domina e cala il poker nella lunga. Marquez salva la “baracca” Ducati!

Nella gara del dominio Aprilia (che comunque spreca con Bezzecchi al sabato) e della pressione gomme, Noale porta a casa il primo poker della sua storia battendo nettamente Ducati, ma solo la domenica.

Al sabato c’è un miracolo di Marc Marquez che vince la Sprint nel giorno dell’ordinaria follia veneta.
Il campione in carica trova il modo di salvare un week end che avrebbe dovuto vederlo uscire bastonato e invece si trova ancora più vicino a Martin e addirittura davanti in classifica dopo la gara corta.
Un week end che accontenta tutti ma che innesca un conto alla rovescia per la partenza degli pneumatici, mai così indigesti.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Ogura, Di Giannantonio, Martin, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Bagnaia, Quartararo
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica:  Bezzecchi, Fernandez, Martin, Ogura, Acosta, Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Quartararo, Bastianini.
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Mandalika ha due facce. Quella del sabato in cui non sembra essere cambiato niente. Marc Marquez approfitta dell’elimination derby innescato da Bezzecchi che butta fuori (oltre a se stesso) il poleman della gara e compagno di marca Fernandez. Martin, che ha impostato una strategia pneumatici da scia, si trova in difficoltà con la pressione gomme e deve lasciare la vittoria a Marquez che torna in testa al campionato. Il week end è già sufficiente per Ducati che temeva di perdere in Indonesia qualcosa come 12-15 punti per via dell’annunciata superiorità di Noale.
Aprilia deve trovarsi a raddrizzare una situazione caldissima ai box e un week end iniziato diversamente rispetto alle aspettative

La gara della domenica sorride finalmente ad Aprilia. Bezzecchi domina, Fernandez tiene, Martin fa il suo dovere e Ogura chiude il primo poker della storia di Noale che finalmente mette nero su bianco la sua superiorità, senza sprecare niente.
Il neo però c’è e si chiama, come sempre, Marc Marquez, che trova il modo di “vincere” anche quando prende gli schiaffi.

Il n93 non ne ha proprio. Incarta 10 secondi all’arrivo, la sua moto non sta in pista e gli tocca cedere anche ad Acosta (in difficoltà anche lui per la questione pressione) eppure torna a casa a -2 in classifica e dopo aver recuperato al sabato rispetto al Giappone. Il tutto in una trasferta in cui lui e il suo gruppo di lavoro temevano di perderne 20 e si trovano quindi a brindare anche per un sesto posto.

La medaglia Ducati, però, ha una faccia scura che è quella di Aldeguer e Bagnaia che non performano (il primo è anche nuovamente fratturato e andrà sotto i ferri) e vanno anche per terra mentre di Di Giannantonio è sempre un po’ incompiuto. Tiene Alex Marquez che però ha un avvio di campionato decisamente incerto da scontare.
Il resto, a partire da Acosta, torna nei ranghi e non ci sono più sorprese. Il mondiale è, dal punto di vista delle factory, una faccenda a due così come una faccenda a due continua ad essere il mondiale piloti, con Martin e Marquez a giocarsi la posta e Bezzecchi che lampeggia. Oggi è forte, domani è assente, un altro giorno incasina se stesso e gli altri.

Se volete anche la foto dei comprimari, eccola qui: Yamaha si piazza con Quartararo mentre gli altri praticamente non esistono o vanno per terra. Honda droppa nel baratro con Moreira e Zarco che non ne vengono a capo. Bastianini e il resto della truppa torna alle vecchie abitudini e non si vede più.

 

La classifica vede ancora Martin in testa a 355, seguito da Marc Marquez a 353, poi Bezzecchi a 309, Ogura 259 e Acosta a 258. La matematica cambia idea e ci racconta un campionato a due con l’aggiunta di Bezzecchi che deve decidere che cosa vuole fare da grande.

 

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MotoGP, Motegi: Marc Marquez piglia tutto e distrugge il gap in classifica. Aprilia battute, e Bagnaia nel baratro!

Una volta fatti i dovuti complimenti a Martin, che comunque è lì dopo un brutto infortunio e con un box che gli preferirebbe il compagno, non resta molto a altro a Motegi se non il dominio assoluto ed incontrastato di Marc Marquez, che annulla tutte le Aprilia, chiude il cerchio di 100 vittorie della moto di Gigi e manda il suo compagno di squadra in terapia assistenziale. Non fa la pole ma fa tutto il resto, Marc Marquez, e si riporta a meno 2 dalla vetta.
Veramente, non c’è molto altro e quello che c’è non è qualcosa di cui vantarsi.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Moreira, Martin, Bastianini, Ogura, Bezzecchi, Zarco, Fernandez. Quartararo.
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica:  Marc Marquez,Martin, Bezzecchi. Bastianini, Fernandez, Ogura, Acosta, Bagnaia, Aldeguer, Marini.
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Il weekend rimarrà nella storia soprattutto per l’ennesima figuraccia di Michelin, gommista uscente ma già uscito nel corpo, nello spirito e nell’impegno. Con l’extra grip dovuto al nuovo asfalto giapponese (i giapponesi l’asfalto lo sanno fare anche troppo bene), le gomme si disfano e i francesi che ormai se ne fottono, sono costretti a raccogliere una figuraccia (un’altra) il sabato e a riparare con la gomma durissima di backup la domenica. La parte più grave, però, è la spocchia di poche ora prima quando il responsabile in pista, Piero Taramasso, si era trovato a sghignazzare e a deridere alcune eccezioni che erano state mosse ad una casa che, non dimentichiamolo, ha fatto introdurre il divieto di parlare di pneumatici da parte di tutti gli addetti ai lavori. Divieto solo per gli altri, che possono invece essere sminuiti e derisi con la complicità della stampa più zerbinata del mondo: la nostra. Alla fine Michelin e la sua star dei social Piero Taramasso, un modo di farsi deridere lo trovano sempre e questa gara la archiviamo così, come un altro giorno strappato da un calendario  di un avvento che sembra non finire mai.

Parlando di gare: la sprint la vince Marc Marquez, che infila Martin alla prima curva e poi se ne va.
Lo spagnolo e Bastianini vanno sul verde all’ultimo giro e rimediano così una penalità amara ma giusta perchè l’infrazione è vera. Premiato Moreira e Bastianini (peccato) giù dal podio.  Le Aprilia rimediano così una delle prime delusioni del week end.  Saranno delusioni di gruppo e individuali. Martin si batte ma è battuto, Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non fa gli onori di casa. Sarà così anche il giorno dopo.
Nel frattempo Alex Marquez, che qui è velocissimo, va in terra e porta con se Acosta e Di Giannantonio. I due non saranno più gli stessi per il resto del week end.  Doppio long lap penalty meritato per il Marquez più giovane.

La gara lunga è noiosa anche più della sprint. Marquez fa sfogare un po’ Martin che quasi ci crede, poi al giro 11 infila e va via, tenendo quel vantaggio soft che tiene la gara viva per finta. In realtà il campione in carica sta bene. E quando sta bene non c’è partita. Così bene che a fine gara è fresco sia il sabato che la domenica. Così bene che in griglia si mette a fare i piegamenti sulle braccia. Quando hai un avversario così che sta così e lo vedi al via, hai perso in partenza.
La conferenza stampa post gara vede i due uomini Aprilia provati, bastonati ed in preda ad una paresi e Marc Marquez con una potentissima faccia da cazzo (lo dico ovviamente in senso buono).

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

Nella gara lunga Aprilia deve inghiottire una Ducati, una sola, che bastona 4 moto comunque competitive. A dirla tutta sono da promuovere solo Martin (che è sempre concreto anche quando è battuto) e Fernandez, che lotta  con coraggio.
Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non sembra impegnato nella gara di casa.

Chi è morto è Bagnaia. Nella sprint ha una gomma devastata ma reagisce in modo decisamente più drastico rispetto a tanti nella sua condizione (vedi Martin). Nella lunga chiude 8° ma non prima di farsi umiliare da Alex Marquez che va sì per terra, ma dopo essergli stato davanti per tutta la gara nonostante 2 long lap.
Ok che non va bene attaccare Pecco, ma anche le difese ad oltranza, su tutto e nonostante tutto, secondo me gli fanno solo male. Lui e Morbidelli sono due casi emblematici di coma sportivo premiato al massimo. Evidentemente non vediamo cose che per altri sono evidenti. A me Bagnaia sembra un ex pilota che si appresta a godere di uno scivolo pensione di 4 anni a spese di Colaninno. Dio solo sa quanto spero di sbagliarmi.

Un brillantino su Bastianini, purtroppo sempre tardivo nei recuperi ma almeno è vivo. Una lucina su Moreira e Zarco che si sdraiano ma ce la mettono tutta. Il buio per tutti gli altri. Qualcosina prova Quartararo, qualcosina prova Marini ma per il resto è notte fonda. Le Yamaha sono scandalose, ma la vera preoccupazione non sono Rins e Miller, decisamente uscenti, quando Razgatlioglu che sembra totalmente disinnescato e demotivato. Dipinto come l’arma della vendetta di Iwata sembra uno che non ci crede più e che ha capito che i fenomeni sono altri.
Attenzione che questa gara è bugiarda e cattiva. Perché la classifica potrebbe anche accontentare Aprilia.
Ma la realtà dice che, nonostante Ducati sia in affanno, un uomo, da solo, riesce a tenerla in piedi. E quest’uomo, almeno in questo week end, basta a vanificare ogni progetto, budget, sponsorizzazione e impegno.
Credo che per Dall’Igna sia la difficoltà tecnica più dolce di sempre. Un paracadute così, che rallenta la discesa dandoti tutto il tempo di rimediare, non lo trovi da nessuna parte. Lui ce l’ha e lo usa in faccia a quelli che aspiravano e prenderne il posto.

 

La classifica vede ancora Martin in testa a 333, seguito da Marc Marquez a 331, poi Bezzecchi a 284, Acosta a 243 e Ogura a 237. La matematica dice che siamo davanti ad un campionato a sei, ma il buon senso dice che i veri contendenti forse sono solo tre, e uno fa fatica a tenere il passo.

 

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Taramasso e Michelin non sono “GARABILI”.

Nonostante le ultime performance, la preoccupazione di Michelin, attraverso il suo uomo in pista, Piero Taramasso, sembra essere più quella di “mantenere l’ordine” e sopprimere le critiche sminuendole e deridendole, che risolvere i problemi.
Mi spiace ma, oltre che come performance, anche come atteggiamento e rispetto degli interlocutori, Taramasso e Michelin, per usare una storpiatura ormai frequente da parte loro, NON SONO GARABILI.

#MOTOGP #MISTERHELMET #MICHELIN 

 

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La verità è che siamo ad un punto di non ritorno se, in tutta questa smania di trasformare il motociclismo in “una cosa per tutti” in cui tutti capiscono e possono dire ogni cosa, anche il responsabile di una grande casa come Michelin, ormai diventato “personaggio” a suon di interviste e siparietti, si presta ad uscire dalle righe con due complici che sghignazzano come fossero in osteria alla quinta caraffa.

La massima autorità in pista di un gommista come Michelin, da cui dipendono anche le vite e la sicurezza dei piloti che oltre a storpiare l’italiano berciando insieme ad altri due è una cosa che 10 anni fa, ma anche 5, non sarebbe mai potuta succedere.
E che probabilmente in altri contesti più professionali, non succede nemmeno oggi. 

Il sig Taramasso, secondo la mia modesta opinione, si dovrebbe chiedere se le figure corrispondenti di altre case come Bridgestone o Pirelli o Dunlop, in situazioni analoghe, potrebbero comportarsi con questi modi ed esprimersi in questi termini. 

Soprattutto se poi, poche ore dopo, portano a casa una figuraccia come quella di oggi che per Michelin non è nemmeno la prima e va a sovrapporsi alle pessime uscite di qualche anno fa quando prese in mano la fornitura in MotoGP.

Perché poi, oltre al lavoro che fai e ai risultati che hai, conta anche come ti poni, se qualcuno rischia la vita. Si tratta di rispetto.

Dite quello che volete ma a me, questo atteggiamento di Michelin, da ultimo giorno di scuola in cui si possono non fare più i compiti e buttare all’aria qualche banco, ha abbastanza stancato, soprattutto perché è da parecchio che va avanti, accoppiato ad una spocchia che mai ho trovato in altri fornitori di pneumatici.

Parlare di gente che spara cazzate, in un siparietto organizzato, è abbastanza offensivo per Ducati e chiunque altro. 

Soprattutto dopo aver deciso di imporre a tutti il silenzio per regolamento.

Non solo può parlare solo Michelin, ma può anche permettersi di deridere i suoi interlocutori, che devono anche stare zitti. Il tutto con il benestare ammiccante di una tv con l’esclusiva.

A chi diceva che sparano cazzate? Se non si riferiva a Ducati o alle altre factory, è ancora di più una caduta di stile, dato che mai si è visto rappresentante di un gommista rivolgersi direttamente al pubblico o alla gente sui social.

Lo si fa quando ci si sente protetti o quando qualcuno gli alza la palla. Capirai, non sia mai che si trovi a parlare con due che gli chiedano conto delle prestazioni di Michelin e decidano di fare, da un momento all’altro, del giornalismo.


Quello del fornitore di pneumatici è il potere più importante in ogni disciplina del motorsport.

Fino ad ora ho visto esercitarlo in diversi modi ma sempre con più stile di così.

Evidentemente non sono più solo quelli dei social a potersi esprimere come dei bulli senza educazione.

Per me è ok. Basta saperlo.

Sembra quasi che le preoccupazioni su che gomma usare domani siano il meno. 

L’importante è fare le scenette, tanto nessuno può ribattere.
Beh, io non ho regolamenti a cui obbedire e quindi posso dire quello che voglio.
Per parafrasare una poco accettabile storpiatura, mi sento di dire che Michelin e Taramasso, per performance, atteggiamento ed educazione,  NON SONO “GARABILI”.

 

Bomba Esclusiva Superbike! Ero presente alla riunione fra Dorna e Ducati!

No, questa foto non è fatta con l’AI: l’ho scattata io nel paddock di Cremona. Domenicali, CEO Ducati, Zambenedetti, responsabile del progetto Ducati Superbike e Lavilla, Direttore Generale Dorna Superbike discutono di regolamento Superbike e limitazioni a Ducati. Io sono già lì, appoggiato all’hospitality Aruba: sono loro a mettersi accanto a me, a pochi centimetri.
Non si accorgono di Misterhelmet. E fra gentiluomini, non se le mandano a dire. La foto racconta chi c’era. Nel video vi racconto quello che ho sentito, per 20 minuti. Tutto clamoroso ed esclusivo!

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MotoGP, Redbullring: Acosta disastro e vittoria. Tornano Martin e Bezzecchi. Marquez sconfitto e sorpasso annullato!

Dopo un casino epocale nelle Sprint, Pedro Acosta vince la prima gara in carriera e riporta KTM sul primo gradino del podio (in gara lunga) dalla Thailandia 2022. Gara esemplare di Martin e Bezzecchi che fanno esattamente quello che serve, per tutte e due le volte mentre Marquez è battuto nella sprint e addirittura quinto nella lunga. Neutralizzato (sembra anche per problemi ai freni), perde 12 punti e vede ANNULLATO il sorpasso di Misano!

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Marquez, Bezzecchi, Ogura, Alex Marquez, Bagnaia, Zarco, Aldeguer, Binder.
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Acosta, Martin, Bezzecchi, Ogura, Marquez, Binder, Bagnaia, Aldeguer, Di Giannantonio, Zarco.
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La sprint la vince Martin perché Acosta la butta via distraendosi. Per Marquez sono avvisaglie perché si becca un sorpasso che lo lascia spiazzato e infastidito. Le dure, durissime portate da Michelin, oltre a favorire Aprilia e KTM, penalizzano ulteriormente e duramente Ducati che, come aggravante, non ha il gioco di squadra di Noale. Mentre le Aprilia sono 4 moto competitive (questo week end manca un po’ Fernandez ma comunque c’è) e tutte in grado di fare da “tramezzino” contro Marc Marquez, per la Ducati Marc Marquez è da solo.

La situazione della sprint, che comunque è una gara divertentissima, è amplificata nella lunga di domenica. Se nella Sprint Acosta è forte, nella lunga è fortissimo. Se nella Sprint le Aprilia sono solidissime tutte, nella lunga lo sono ancora di più. Se nella Sprint Marquez e le Ducati sono in difficoltà, nella lunga la faccenda è ancora più complessa.

E diversamente da Martin, Marc Marquez, dicevamo, è solo contro tutti, come sempre,. più di sempre.
Tutto questo è duro sempre ma diventa ancora più duro quando gli avversari sono forti, meritevoli e imbattibili come in Austria. E non sbagliano niente.
Aprilia, Martin e Bezzecchi fanno tutto quello che devono, senza sbavature. Addirittura vincono la prima sprint e lo spagnolo riesce anche a bypassare il problema agli avambracci che lo aveva rallentato a Misano. E in più, guardandola lato Marquez, ci si mettono anche Acosta (che finalmente vince la prima gara in carriera, proprio in casa davanti agli indiani) e Aldeguer, che rende a Marquez la vita difficilissima nella lunga. Avrebbe recuperato, il 93? Decisamente no, forse anche per dei problemi ai freni ancora da chiarire, ma questo fa capire che in Ducati non c’è gioco di squadra nemmeno quando le cose funzionano.

Un giorno sei l’albero, un giorno sei il cane, sarebbe da dire a Marquez che, fresco di sorpassone a Misano, ingoia a fatica la batosta del sabato (l’immagine che lo vede sconsolato sui gradinetti della Tissot vale più di mille video) ma rischia veramente di soffocare per il risultato della domenica che a ben vedere, da come si stavano mettendo le cose, è andata anche meglio di come sarebbe potuta andare, se veramente ha ovviato anche a problemi tecnici.
La cosa incredibile, comunque, la più incrediible di tutte, è che il tutto avviene nel week end del mini risveglio di Bagnaia, che fa due gare ancora inaccettabili ma almeno non indecenti come a Misano.
Come si incastra tutto questo con una pista che Marquez aveva considerato da 37 punti?
Malissimo. E l’Indonesia rischia di essere ancora peggio, ma prima c’è anche il Giappone.
Cos’altro c’è da dire? Che il week end ha 4 vincitori (Acosta, Martin, Bezzecchi e l’Aprilia che funziona con tutti) e due sconfitti: Marc Marquez e Ducati, che quando sono in difficoltà, lo sono davvero.
Bene Ogura, Binder, Aldeguer, male tutto il resto, lontanissimo anni luce da qualcosa di dignitoso, a partire da Di Giannantonio, tutta Honda e tutta Yamaha.
Viviamo un campionato con due factory e 4 piloti, uno dei quali si è tolto oggi la prima vera soddisfazione da quando corre in classe regina.

La classifica con il controsorpasso: Martin 306, Marc Marquez 294, Bezzecchi 264, Acosta 234. Marc Marquez perde 12 punti rispetto a Misano.

 

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MotoGP, Misano: è ancora tutto rosso. Marquez dominatore e leader in campionato. Bezzecchi out!

Nel week end di casa di tanti italiani, gli spagnoli prendono tutto.
Bezzecchi prima le busca, poi si annulla, mentre Marc Marquez porta a casa 37 punti e la leadership del campionato ridimensionando un Martin comunque combattivo. Bene anche le Ducati Gresini, male VR46. Sempre sorprendente Acosta, che spreme al massimo quello che ha. Totalmente finito, invece, Bagnaia, che fatica a stare in piedi anche andando piano.
Mentre gli italiani pensano ai caschi commemorativi, ai libri, alle stronzate, gli spagnoli li suonano come tamburi a casa loro e gli tolgono tutto mentre una stampa compiacente, prima si gasa sul nulla e poi si mette a cercare scuse facendo le pompe… funebri.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Bezzecchi, Martin, Di Giannantonio, Alex Marquez, Acosta, Fernandez, Aldeguer, Marini.
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Martin, Fernandez, Di Giannantonio, Bastianini, Marini, Quartararo.
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La sprint la vince Marquez apparentemente senza dominare né strafare. Fa tutto alla prima curva. Entra su Bezzecchi e lo annulla. Lo stesso Martin non è della partita ma comunque si difende facendo ben sperare per la lunga. Nella sprint, dicevamo, non c’è un dominio sfacciato, un distacco, un’umiliazione ma non c’è nemmeno partita. Non dominaDucati ma vince Marquez, tallonato dalle Aprilia, il che fa pensare che nella gara lunga lo spettacolo potrebbe essere diverso, con Marquez e le moto di Bologna, in difficoltà.

Invece la gara lunga è una sprint ancora più amara. La resistenza iniziale di Bezzecchi è illusoria. L’italiano respinge Marquez e se ne va ma guida male, esagera e va out. Da lì in poi non c’è partita. Martin che eredita il ruolo di antagonista, dura il giusto, perché cede e quasi crolla.
Chi è forte è  Alex Marquez mentre Acosta fa capire, se ancora non ce ne fosse bisogno, perché interessa così tanto a Ducati. Fa un garone anche Aldeguer, che lavora su Martin e lo passa in scioltezza quando l’uomo aprilia ha completato il suo tracollo.
Alla fine vince Marc Marquez ma la sintesi è riduttiva, perché è necessario parlare della sua strategia di gara. Prima pressa Bezzecchi, poi cuoce Martin e lo fa spingere facendolo macerare per farlo poi passare da due Ducati e da Acosta. Gli fa credere di potercela fare e poi lo costringe a rinunciare ad una montagna di punti.

Aldeguer e Alex Marquez, fanno quei lavoro che gli italiani non vogliono più fare: proteggere la Ducati che lotta per il titolo. Non riescono perché non abbastanza veloci, né Di Giannantonio, né Morbidelli. Non ci riesce ovviamente nemmeno Bagnaia che archivia un’altra prestazione vergognosa. Il piagnisteo delle qualifiche è coronato dalla lagna post gara sprint e dall’autoeliminazione della domenica. Pecco va out quando mentre fa una gara indecente, rischiando di chiudere un’altra volta i cancelli. Non si capisce se siano peggio le sue prestazioni o le sue dichiarazioni allusive e infamanti nei confronti di una Ducati che, ormai, lo ha mollato come un rifiuto tossico. Vero che Pecco non interessa più alla squadra, ma è una profezia che si è autoavverata, a suon di comportamenti incomprensibili da parte del pilota. Inutile ovviamente sperare che Bagnaia possa fare il compagno di squadra e aiutare Marc Marquez quando non riesce ad aiutare nemmeno se stesso. Immaginiamo, a ruoli invertiti, cosa succederebbe. Ricordo un duello Bagnaia – Quartararo e la relativa chiamata alle armi di tutte le Ducati in pista per aiutare l’italiano.
Se Marc Marquez vuole vincere, invece, mi sa che se la deve cavare da solo.
Il resto, come sempre, non esiste. Non esistono le Yamaha, a parte una prestazione appena decente di Quartararo, non esistono le Honda perché si stendono sia Moreira che Zarco e Mir, mentre Marini fa il compitino. Non esistono le KTM ad eccezione di Acosta. E le Aprilia lasciano Misano ben ridimensionate.

 

La classifica: Marc Marquez 274, Martin, 274, Bezzecchi 241, Di Giannantonio 223, Acosta 209. Marc Marquez è leader in virtù del maggior numero di vittorie conseguite.

 

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I progetti INCREDIBILI di Manuel Ros, l’uomo che vuole DUCATI ed MV Agusta!

Dopo i due video su Patritalia riguardanti l’offerta a Ducati e il capitale dell’azienda, vi presento Manuel Ros, l’imprenditore dietro PATRITALIA che ultimamente ha dichiarato di voler acquistare anche MV Agusta. Dalla galassia di società legate a Finsor, al movimento politico Identità Italiana, fino agli incredibili progetti di Roswealth Scuderia e alle sue ambizioni nel motorsport. Società, miliardi, politica, investitori, progetti internazionali e dichiarazioni: cosa è possibile verificare realmente? Nel frattempo Ros mi ha contattato con un durissimo messaggio personale e mi ha comunicato che i suoi legali stanno valutando iniziative nei miei confronti. E, dopo i miei primi video, anche il sito di PATRITALIA è cambiato parecchio…

#ManuelRos #Patritalia #Ducati #MVAgusta #Finsor #RoswealthScuderia #misterhelmet

 

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Ducati: 2,5 miliardi soldi veri o fanta-finanza?

Patritalia vuole acquistare Ducati con un’offerta da 2,5 miliardi di euro. Ma da dove arrivano i soldi? In questa seconda puntata analizziamo il capitale sociale dichiarato da Patritalia e la struttura societaria che porta alla Patritalia PLC britannica. Cosa c’è realmente dietro la valutazione delle azioni conferite alla società italiana? Chi ha determinato quella valutazione e quali risorse potrebbero finanziare un’operazione di queste dimensioni? Proviamo a capire quanto sia credibile questa operazione.

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