
Una volta fatti i dovuti complimenti a Martin, che comunque è lì dopo un brutto infortunio e con un box che gli preferirebbe il compagno, non resta molto a altro a Motegi se non il dominio assoluto ed incontrastato di Marc Marquez, che annulla tutte le Aprilia, chiude il cerchio di 100 vittorie della moto di Gigi e manda il suo compagno di squadra in terapia assistenziale. Non fa la pole ma fa tutto il resto, Marc Marquez, e si riporta a meno 2 dalla vetta.
Veramente, non c’è molto altro e quello che c’è non è qualcosa di cui vantarsi.
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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Moreira, Martin, Bastianini, Ogura, Bezzecchi, Zarco, Fernandez. Quartararo.
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marc Marquez,Martin, Bezzecchi. Bastianini, Fernandez, Ogura, Acosta, Bagnaia, Aldeguer, Marini.
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Il weekend rimarrà nella storia soprattutto per l’ennesima figuraccia di Michelin, gommista uscente ma già uscito nel corpo, nello spirito e nell’impegno. Con l’extra grip dovuto al nuovo asfalto giapponese (i giapponesi l’asfalto lo sanno fare anche troppo bene), le gomme si disfano e i francesi che ormai se ne fottono, sono costretti a raccogliere una figuraccia (un’altra) il sabato e a riparare con la gomma durissima di backup la domenica. La parte più grave, però, è la spocchia di poche ora prima quando il responsabile in pista, Piero Taramasso, si era trovato a sghignazzare e a deridere alcune eccezioni che erano state mosse ad una casa che, non dimentichiamolo, ha fatto introdurre il divieto di parlare di pneumatici da parte di tutti gli addetti ai lavori. Divieto solo per gli altri, che possono invece essere sminuiti e derisi con la complicità della stampa più zerbinata del mondo: la nostra. Alla fine Michelin e la sua star dei social Piero Taramasso, un modo di farsi deridere lo trovano sempre e questa gara la archiviamo così, come un altro giorno strappato da un calendario di un avvento che sembra non finire mai.
Parlando di gare: la sprint la vince Marc Marquez, che infila Martin alla prima curva e poi se ne va.
Lo spagnolo e Bastianini vanno sul verde all’ultimo giro e rimediano così una penalità amara ma giusta perchè l’infrazione è vera. Premiato Moreira e Bastianini (peccato) giù dal podio. Le Aprilia rimediano così una delle prime delusioni del week end. Saranno delusioni di gruppo e individuali. Martin si batte ma è battuto, Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non fa gli onori di casa. Sarà così anche il giorno dopo.
Nel frattempo Alex Marquez, che qui è velocissimo, va in terra e porta con se Acosta e Di Giannantonio. I due non saranno più gli stessi per il resto del week end. Doppio long lap penalty meritato per il Marquez più giovane.
La gara lunga è noiosa anche più della sprint. Marquez fa sfogare un po’ Martin che quasi ci crede, poi al giro 11 infila e va via, tenendo quel vantaggio soft che tiene la gara viva per finta. In realtà il campione in carica sta bene. E quando sta bene non c’è partita. Così bene che a fine gara è fresco sia il sabato che la domenica. Così bene che in griglia si mette a fare i piegamenti sulle braccia. Quando hai un avversario così che sta così e lo vedi al via, hai perso in partenza.
La conferenza stampa post gara vede i due uomini Aprilia provati, bastonati ed in preda ad una paresi e Marc Marquez con una potentissima faccia da cazzo (lo dico ovviamente in senso buono).

Nella gara lunga Aprilia deve inghiottire una Ducati, una sola, che bastona 4 moto comunque competitive. A dirla tutta sono da promuovere solo Martin (che è sempre concreto anche quando è battuto) e Fernandez, che lotta con coraggio.
Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non sembra impegnato nella gara di casa.
Chi è morto è Bagnaia. Nella sprint ha una gomma devastata ma reagisce in modo decisamente più drastico rispetto a tanti nella sua condizione (vedi Martin). Nella lunga chiude 8° ma non prima di farsi umiliare da Alex Marquez che va sì per terra, ma dopo essergli stato davanti per tutta la gara nonostante 2 long lap.
Ok che non va bene attaccare Pecco, ma anche le difese ad oltranza, su tutto e nonostante tutto, secondo me gli fanno solo male. Lui e Morbidelli sono due casi emblematici di coma sportivo premiato al massimo. Evidentemente non vediamo cose che per altri sono evidenti. A me Bagnaia sembra un ex pilota che si appresta a godere di uno scivolo pensione di 4 anni a spese di Colaninno. Dio solo sa quanto spero di sbagliarmi.
Un brillantino su Bastianini, purtroppo sempre tardivo nei recuperi ma almeno è vivo. Una lucina su Moreira e Zarco che si sdraiano ma ce la mettono tutta. Il buio per tutti gli altri. Qualcosina prova Quartararo, qualcosina prova Marini ma per il resto è notte fonda. Le Yamaha sono scandalose, ma la vera preoccupazione non sono Rins e Miller, decisamente uscenti, quando Razgatlioglu che sembra totalmente disinnescato e demotivato. Dipinto come l’arma della vendetta di Iwata sembra uno che non ci crede più e che ha capito che i fenomeni sono altri.
Attenzione che questa gara è bugiarda e cattiva. Perché la classifica potrebbe anche accontentare Aprilia.
Ma la realtà dice che, nonostante Ducati sia in affanno, un uomo, da solo, riesce a tenerla in piedi. E quest’uomo, almeno in questo week end, basta a vanificare ogni progetto, budget, sponsorizzazione e impegno.
Credo che per Dall’Igna sia la difficoltà tecnica più dolce di sempre. Un paracadute così, che rallenta la discesa dandoti tutto il tempo di rimediare, non lo trovi da nessuna parte. Lui ce l’ha e lo usa in faccia a quelli che aspiravano e prenderne il posto.
La classifica vede ancora Martin in testa a 333, seguito da Marc Marquez a 331, poi Bezzecchi a 284, Acosta a 243 e Ogura a 237. La matematica dice che siamo davanti ad un campionato a sei, ma il buon senso dice che i veri contendenti forse sono solo tre, e uno fa fatica a tenere il passo.






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