
Nella gara del dominio Aprilia (che comunque spreca con Bezzecchi al sabato) e della pressione gomme, Noale porta a casa il primo poker della sua storia battendo nettamente Ducati, ma solo la domenica.
Al sabato c’è un miracolo di Marc Marquez che vince la Sprint nel giorno dell’ordinaria follia veneta.
Il campione in carica trova il modo di salvare un week end che avrebbe dovuto vederlo uscire bastonato e invece si trova ancora più vicino a Martin e addirittura davanti in classifica dopo la gara corta.
Un week end che accontenta tutti ma che innesca un conto alla rovescia per la partenza degli pneumatici, mai così indigesti.
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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Ogura, Di Giannantonio, Martin, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Bagnaia, Quartararo
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Fernandez, Martin, Ogura, Acosta, Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Quartararo, Bastianini.
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Mandalika ha due facce. Quella del sabato in cui non sembra essere cambiato niente. Marc Marquez approfitta dell’elimination derby innescato da Bezzecchi che butta fuori (oltre a se stesso) il poleman della gara e compagno di marca Fernandez. Martin, che ha impostato una strategia pneumatici da scia, si trova in difficoltà con la pressione gomme e deve lasciare la vittoria a Marquez che torna in testa al campionato. Il week end è già sufficiente per Ducati che temeva di perdere in Indonesia qualcosa come 12-15 punti per via dell’annunciata superiorità di Noale.
Aprilia deve trovarsi a raddrizzare una situazione caldissima ai box e un week end iniziato diversamente rispetto alle aspettative
La gara della domenica sorride finalmente ad Aprilia. Bezzecchi domina, Fernandez tiene, Martin fa il suo dovere e Ogura chiude il primo poker della storia di Noale che finalmente mette nero su bianco la sua superiorità, senza sprecare niente.
Il neo però c’è e si chiama, come sempre, Marc Marquez, che trova il modo di “vincere” anche quando prende gli schiaffi.
Il n93 non ne ha proprio. Incarta 10 secondi all’arrivo, la sua moto non sta in pista e gli tocca cedere anche ad Acosta (in difficoltà anche lui per la questione pressione) eppure torna a casa a -2 in classifica e dopo aver recuperato al sabato rispetto al Giappone. Il tutto in una trasferta in cui lui e il suo gruppo di lavoro temevano di perderne 20 e si trovano quindi a brindare anche per un sesto posto.
La medaglia Ducati, però, ha una faccia scura che è quella di Aldeguer e Bagnaia che non performano (il primo è anche nuovamente fratturato e andrà sotto i ferri) e vanno anche per terra mentre di Di Giannantonio è sempre un po’ incompiuto. Tiene Alex Marquez che però ha un avvio di campionato decisamente incerto da scontare.
Il resto, a partire da Acosta, torna nei ranghi e non ci sono più sorprese. Il mondiale è, dal punto di vista delle factory, una faccenda a due così come una faccenda a due continua ad essere il mondiale piloti, con Martin e Marquez a giocarsi la posta e Bezzecchi che lampeggia. Oggi è forte, domani è assente, un altro giorno incasina se stesso e gli altri.
Se volete anche la foto dei comprimari, eccola qui: Yamaha si piazza con Quartararo mentre gli altri praticamente non esistono o vanno per terra. Honda droppa nel baratro con Moreira e Zarco che non ne vengono a capo. Bastianini e il resto della truppa torna alle vecchie abitudini e non si vede più.
La classifica vede ancora Martin in testa a 355, seguito da Marc Marquez a 353, poi Bezzecchi a 309, Ogura 259 e Acosta a 258. La matematica cambia idea e ci racconta un campionato a due con l’aggiunta di Bezzecchi che deve decidere che cosa vuole fare da grande.






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