Il giornalismo, ultimamente, sta facendo ridere un bel po’.
Fra invenzioni, cantonate prese, fraintendimenti da sonno e necessità da click, è la macchietta di se stesso nel prima, durante e dopo un eventuale accadimento.
Eventuale eh, perché ormai, una cosa, nel fake climax del bisogno, non si sa nemmeno più se accade davvero.
Un esempio? Suzuki. Ne è emerso il ritiro, e sono partiti tutti in tromba, Dorna inclusa, a dire che non si fa, che non va bene,raccontando che cosa succederà, dove andranno i piloti. Tutte minor issues, ossia minuzie, perché la cosa non è ancora successa ufficialmente.
E poi c’è il tema pressione delle gomme, di cui tutti sapevano, però… guarda caso, è esploso dopo la vittoria Ducati.
VR46: ma ci voleva tanto? Ma perché ancora storielle?
L’altro giorno ho visto la presentazione di VR46 e vi dico la mia, riassumendo tutto in una frase: ma ci voleva tanto?
E sia chiaro, non è una critica. Esattamente il contrario, più o meno.
A parte la scelta del teatro, che però è un dejavu solo parziale, dato che non c’era la lirica come per WithU, più tradizionale, né c’era l’orchestra con la motorcycle parts, come per Aprilia, che secondo me è stata la più originale.
Però c’erano un dj con i fiocchi e gli ospiti di radio deejay, con cui tutti noi, ormai boomer, siamo cresciuti. E adesso parliamo del “ci voleva tanto”.
Valentino è Valentino. Il team owner più prestigioso che ci possa essere. Sul suo entourage, a livello di professionalità avrei qualche critica, ma non deve piacere a me, quindi, se sta bene a chi paga, sta bene a tutti.
Le moto sono oggettivamente bellissime. Cioè no. Cioè va a gusti… Secondo me erano belle nelle penombra del teatro ma poi è come quando rimorchi in discoteca da ubriaco e ti svegli con una cessa terribile (e sia chiaro, chissà quante volte sono state le donne ad aver detto lo stesso di me).
Però sono due due Ducati, dai, quindi il meglio che un cliente può avere, una addirittura ufficiale, con una livrea diciamo accettabile o comunque meno violenta di quello che ci si sarebbe aspetatti.
Dai, va a gusti.
Persino i piloti sono, per certi punti di vista, i migliori possibili perché fatti in casa, nel senso che sono a km0, dato che provengono al 100% dal vivaio VR46. Possiamo discutere su Luca Marini fratello di o di Bezzecchi? Non è questa la sede, parlerà la pista.
Possiamo discutere lo sponsor che è di prim’ordine e forse non aveva nemmeno bisogno di una marchetta così? Non credo si possa obiettare nulla su Mooney, Sisal, e compagnia. Anche perché a svilire lo sponsor ci penserà Pablo Nieto a presentazione finita.
E allora forse possiamo parlare del fatto che quando in VR46 raccontano di come è nato tutto sembra che mentre le due parti si facevano i fatti loro, si sono scontrate per caso e si sono trovati d’accordo tempo zero. Come Gastone che mentre Paperino si danna per trovare due spiccioli, trova per terra portafogli gonfi per uscire con Paperina.
Ma allora cosa c’è che non va?
Proprio questo. Sei Valentino, hai i piloti dentro casa, il management che è fatto di tuoi amici fidati, lascia perdere che fanno dei casini. Trovi gli sponsor che ti ci inciampi e poi ti perdi in cose aassurde, tipo che per quasi un anno sei stato in mezzo alle cazzate, le sòle, i cialtroni, gli individui da 1000 lire, gli sceicchi farlocchi, gli architetti cazzari, i team manager falliti, i comunicati storti, le telefonate che non si sapeva con chi le facevi, le conferenze stampa co la tenda dell’Ikea, con 7 giornalisti italiani senza coraggio e tutto un repertorio di coglionate incredibili di cui non dico che siete colpevoli ma di sicuro siete stati succubi, vittime con una stampa che avete lasciato fare e poi addirittura dovuto stoppare (così dice un illustre, si fa per dire, rappresentante della medesima)?
Ma dico io: all’inizio era un po’ difficile trovare lo sponsor?
Si diceva: facciamo fatica a trovare uno sponsor perché lo vogliamo top. Che poi l’avete trovato…
Ma dico io, ma ci voleva tanto? Non potevate star tranquilli ed evitare di mettere su sto teatrino o per lo meno consentire che qualcuno lo mettesse su per voi, o per lo meno di stopparlo subito?
Non stoppare le critiche, dico stoppare proprio il teatrino? Invece avete fatto fare la figura degli incapaci totali di intendere, di pensare e di scrivere al 99,99999 periodico% di “professionisti, si fa per dire”, dell’informazione che invece che essere iscritti all’albo dei giornalisti sembravano iscritti ai giornalisti di Albi.
Serviva complicare le cose così? Boh…
Ci voleva tanto? E’ un complimento che faccio.
Il fatto che le cose poi in un modo o nell’altro si aggiustino, preclude dal cercare di farle bene da subito? Questo mi chiedo. Perché complicare le cose?
E il pezzo sarebbe anche finito qui se non avessi letto le dichiarazioni di Pablo Nieto, che invece di far sfumare la cosa, torna sul tema Aramco e cerca di convincerci che la sponsorizzazione non c’è stata per tempi tecnici. Io gli credo. Però chiedo: come tempi tecnici? Ma non è che così dai del ripiego a Mooney?
Hanno avuto tempo di sponsorizzare Aston Martin in F1 sgomitando dato che un main sponsor ce lo aveva già? Lì i tempi tecnici li hanno avuti.
Secondo me, e lo desumo dalle numerose mail che Aramco mi ha inviato, non è che non c’erano i tempi tecnici. Ammesso che ci siano state delle trattative, non c’era tempo da perdere per VR46, dato che avevano di meglio da fare. E comunque i parchi a tema li potete ancora fare, il Fantastic Trophy con le mongolfiere, la moto elettrica, e tutte le altre cose? E poi oltre ad Aramco resta da spiegare Tanal. Anche lì non ci sono stati i tempi tecnici? Ma io credo a Pablo Nieto. Anche se mi viene il dubbio che ci sia proprio la volontà di insistere apposta per approfittare di una stampa sempre compiacente che mai critica quello che gli si dice di scrivere. Io gli credo.
Però dovete credere anche a me. Ieri sera sarei dovuto uscire, che ne so, con Belen, ma non ci sono stati i tempi tecnici. E quindi con 30 euro sono andato sulla Salaria. Non fa niente che ieri sera Belen è stata vista al ristorante con un altro pare che abbia addirittura pagato lei. Per lui i tempi tecnici, li ha trovati.
Per me no. Va bene.
Voi direte che questa è una cazzata. Eh ma non ho iniziato io.
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Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo! 5 novembre
“VR46 ci ha detto: fatevi gli affari vostri” (su Tanal, Aramco etc). Rispondo a Scalera di GPOne!
Nella puntata di Bar Sport Live del 7 febbraio (https://www.youtube.com/watch?v=DeDldanLAjE) con Paolo Scalera e Matteo Aglio e con ospite Carlo Pernat, su richiesta di un utente è stato affrontato il tema Aramco, Tanal, Principe e sponsorizzazione. Avendo seguito l’argomento e avendo svelato, unico in Italia elementi di questa messa in scena durata un anno, mi sono sentito attaccato e sminuito. Trovo offensivo che tutta una vicenda venga ridotta ad una barzelletta e trovo scandaloso che Scalera e Aglio abbiano dichiarato di aver ricevuto ordine da VR46: fatevi gli affari vostri (min 17.30.00 del video) e di non seguire la vicenda.
Penso che il giornalismo sia un’altra cosa.
E mentre il video è stato temporaneamente bloccato per violazione del copyright, rimane il podcast e la suoneria per cellulare da scaricare. Anzi no, riecco il video.
Scarica la suoneria e ascolta il podcast!
Petronas Repsol and Aramco? No war between oilmen, no pressure. They will easily agree!
When I was in the Navy I learned that a drop of oil can pollute the entire water supply of a ship.
It’s one of the first things they tell you. And there is no way to remedy it. The water is no longer drinkable.
For news mixed with bullshit there is the same risk even if you can always try to separate one from the other.
Going by order, the story that Petronas would have left Yamaha and MotoGP due to the quarrels between a woman and Razali, is bullshit.
Maybe this also happened, but the reason why Petronas gave up Yamaha is another.
Until things went well and Petronas fought for the world championship with Morbidelli and showed results worthy of the brand, similar to those of F1, everything went smoothly. After all, the declarations at the end of 2020 were bellicose.
But the second season was very far from expectations.
Even Walkabout Oil would have been dissatisfied with the fact that a lot of negative visibility was created around a project that went so badly that it had an anti overexposure. It is the truth. Rossi and Morbidelli, the all time champion and the world runner-up: a disaster.
Razali paid for this and it is evident that while all this was happening he may also have had some trouble with some connecting element of the sponsor company. No wonder, but that was a consequence, not a cause. Clearly Razali can’t go around saying that he argued with Petronas because his team’s performance was indecent and he handled things badly.
It is not true that Petronas has left MotoGP, and it is also not true that he is rushing en masse with his management to Portimao to finish a mega
agreement. Petronas is already the official supplier of Moto2 and Moto3 and therefore on the verge of a renewal.
It’s also not true that Petronas is putting pressure on Honda to give his money away. Never happened that a sponsor puts pressure to sponsor someone because it would mean playing up against itself. And then there is still Repsol. Market competition is okay but there is a gentlemen agreement between oilmen.
The truth is that Repsol, a company with almost local interests (Iberian peninsula and a bit of South America) and three times smaller than Petronas, is out in MotoGP and in the Trial, where it sponsors, once again, Spanish companies.
According to some rumors, he also tried to renegotiate the contract with HRC, but that is not exactly the problem.
Repsol’s business plans reflect the European situation. Many car manufacturers will soon no longer produce thermal engines, in some countries they will not even be on sale soon, and therefore Repsol, which sells fuels in Europe with 6000 service stations and 5 refineries all in Spain, has different prices. Electricity, biofuels, etc. Repsol is about to do exactly like Total Elf. This starts as early as 2050. It seems far away but there are fewer seasons to go than we think about the technical deadline. Industrial reconversions and budgets come a long time in advance, and so do the company strategies.
It is not true that Asian oilmen and Arabs land en masse for some mysterious reason. Asians and Arabs land en masse because it is from them that oil is sold and in fact, someone will have noticed, the championships are moving eastwards even physically.
In a world of scarcely credible sponsors based on scarcely credible projects and increasingly linked to suspicious maneuvers, we end up marveling at those who do things according to market logic.
Why should a local company like Repsol continue to promote its image as an oil tanker in a Europe that has declared war on oil?
At the right times the big farewell will finally happen.
Why shouldn’t Arabs and Asians arrive in MotoGP and F1 given that we are racing more and more eastwards, including Saudi Arabia, and fossil fuels are still being sold in the east?
One should be surprised at the contrary.
And if anyone wants some numerical details and some more data, well just consult Decalspotters
As for the partnership between Honda and Petronas, if Repsol were to come out, it could also happen.
There is no story other than inventing one to click, because there is no struggle when there are different interests.
The real struggle is not about who to sponsor, but about what and for which market.
Honda HRC is very important, but only with a fit Marquez.
Dorna’s sponsorship is very important, but only if it concerns the championship as a whole.
A little less so is some other second tier teams, such as VR46.
There is no pressure, no struggle. There has never been a fight to give money to those in need like Dorna and the MotoGP teams.
Among oilmen, they will all come to an agreement sharing the cake, like almost friends.
Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo!
Quando ero in Marina ho imparato che una goccia di olio è in grado di inquinare tutta la riserva d’acqua di una nave.
E’ una delle prime cose che ti dicono. E non c’è modo di porre rimedio. L’acqua non è più potabile.
Per le news mischiate alle cazzate c’è questo rischio anche se si può sempre provare a separare le une dalle altre.
Andando per ordine, la storia che Petronas avrebbe lasciato Yamaha e la MotoGP per colpa delle liti fra una donna e Razali, è una cazzata.
Magari è successo anche questo, ma il motivo per il quale Petronas ha mollato Yamaha, è un altro.
Fino a che le cose sono andate bene e Petronas si è giocata il mondiale con Morbidelli e ha mostrato risultati degni del brand, simili a quelli della F1, tutto è filato liscio. Del resto le dichiarazioni a fine 2020 erano bellicose.
Ma la seconda stagione è stata molto lontana dalle aspettative.
Sarebbe stata scontenta anche Viterbese Petroli per il fatto che si è creata molta visibilità negativa intorno ad un progetto che è andato così male che ha avuto una anti sovraesposizione. E’ la verità. Rossi e Morbidelli, il campione di sempre e il vicecampione del mondo: un disastro.
Ha pagato Razali ed è evidente che mentre succedeva tutto questo può anche aver avuto qualche scazzo con qualche elemento di raccordo dell’azienda sponsor. Non c’è da meravigliarsi, ma quella è stata una conseguenza, non una causa. Chiaramente Razali non può andare a dire in giro che ha discusso con Petronas perché le performance del suo team sono state indecenti e lui ha gestito male le cose.
Non è vero che Petronas è uscita dalla MotoGP, e non è nemmeno vero che si precipiti in massa con il suo management a Portimao per concludere un mega
accordo. Petronas è già fornitore ufficiale di Moto2 e Moto3 e quindi al limite di tratta di un rinnovamento.
Non è nemmeno vero che Petronas stia mettendo pressione a Honda per darle i suoi soldi. Non si è mai visto uno sponsor che mette pressione per sponsorizzare qualcuno perché significherebbe giocare al rialzo contro se stesso. E poi c’è ancora Repsol. Ok la concorrenza di mercato ma fra Petrolieri esiste un gentlemen agreement.
La verità è che Repsol, azienda con interessi quasi locali (penisola iberica e un po’ di Sudamerica) e tre volte più piccola di Petronas, è in uscita in MotoGP e nel Trial, dove sponsorizza, ancora una volta, realtà spagnole.
Secondo qualche rumor avrebbe cercato anche di rinegoziare il contratto con HRC, ma non è esattamente quello il problema.
I piani aziendali di Repsol rispecchiano la situazione europea. Molte case automobilistiche presto non produrranno più motori termici, in alcune nazioni non saranno nemmeno più in vendita entro breve, e quindi Repsol, che vende carburanti in europa con 6000 stazioni di servizio e 5 raffinerie tutte in Spagna, ha convenienze diverse. Elettrico, biocarburanti, etc. Repsol si accinge a fare esattamente come Total Elf. Questo a partire già dal 2050. Sembra lontano ma mancano meno stagioni di quanto si pensa alla deadline tecnica. Le riconversioni industriali e i budget si fanno molto tempo prima, e anche le strategie asiendali.
Non è vero che i petrolieri asiatici e gli arabi sbarcano in massa per qualche motivo misterioso. Gli asiatici e gli arabi sbarcano in massa perché è da loro che si vende il petrolio e infatti, qualcuno lo avrà notato, i campionati si spostano verso est anche fisicamente.
In un mondo di sponsor poco credibili basati su progetti poco credibili e legati sempre più a manovre sospette, ci si finisce per meravigliare proprio di quelli che fanno le cose secondo logica di mercato.
Perché un’azienda locale come Repsol dovrebbe continuare a promuovere la sua immagine di petroliere in un’Europa che ha dichiarato guerra al Petrolio?
Nei tempi giusti ci saranno i saluti.
Perché arabi e asiatici non dovrebbero arrivare in MotoGP e F1 dato che ormai si corre sempre più a est, Arabia saudita inclusa e a est si vendono ancora combustibili fossili?
Ci si dovrebbe meravigliare del contrario.
E se qualcuno vuole qualche dettaglio numerico e qualche dato in più può consultare Decalspotters
Per quanto riguarda la partnership fra Honda e Petronas, se Repsol dovesse uscire, potrebbe anche accadere.
Non esiste nessuna storia se non quella di inventarne una per fare click, perché non c’è nessuna lotta quando ci sono interessi diversi.
La lotta vera non verte su chi sponsorizzare, ma su che cosa e per quale mercato.
Honda HRC è molto importante, ma solo con un Marquez in forma.
La sponsorizzazione di Dorna è molto importante, ma solo se riguarda il campionato nella sua globalità.
Un po’ meno lo è qualche altro team di seconda fascia, come VR46.
Non c’è nessuna pressione ,nessuna lotta. Non si è mai vista una lotta per dare i soldi a chi ne ha bisogno come Dorna e i team della MotoGP.
Fra petrolieri, si metteranno tutti d’accordo spartendosi la torta, da quasi amici.
VR46 meets Ducati while talking to Yamaha. Everything ok except the sponsor. Aramco sponsoring Dorna?
They write VR46 TEAM, should we all read Carmelo Ezpeleta (Dorna)?
This is what happened to Valentino Rossi’s MotoGP team even before it made its debut, indeed, even before finding a concrete configuration, or perhaps perhaps precisely for not having found it until now … and we’re talking about money.
By now, most will have noticed some key statements made by some key people, regarding the activities within Valentino’s entourage.
The last to speak was Pablo Nieto, never heard on the subject until recently, who is evidently promoted to the role of spokesperson while for Uccio Salucci officially Team Principal, after the clumsy attempt to follow the organizational part with a lot of fool with Tanal , a return to the role of VR companion in his future automotive adventures is announced. And therefore much less presence in the paddock, for him.
This configuration would have begun to take shape already after the surreal press conference of the Prince, after the two payment deadlines missed in the maddening waitingce for the 90 million and the other farce of the open doors event in the Saudi residence, in fact never opened as it was probably the result of somebody’s fantasy
It is from that moment that VR, surprising more than a few interlocutors, has begun to repeatedly declare that the team does not concern him, even going so far as to reply angrily, asking the press, always all friendly, not to deal with the matter with him anymore. Even if the MotoGP team is goint to bear his name
Now there is only the VR brand remained
A VR46 brand in the world is necessary, for all the merits that Valentino has.
In truth, a Valentino who is always present in flesh and blood would also be needed but, in fact, he cannot be forced to be a non-participating showcase man. Rossi has a family, a baby on the way, and four-wheeled projects to devote himself to. He can go to some races to sign some autographs but he certainly cannot be put at the wall to unravel the daily hassles of a working team manager. He doesn’t feel like it. Not him.
The team would have been a gift to his entourage, to ensure that people close to him had a real job but the beneficiaries were not able to make the most of the opportunity. Ok the Moto3 and Moto2 teams when things went automatically and VR was still present but MotoGP is a game for adults and the results were seen even before starting.
The fool with Aramco inconveniently bothered or burned too prematurely, followed by the Tanal hoax and the whole ridiculous circus of non-existent characters, projects and companies have given a good blow to a VR46 management that management has never been. It is not enough to be friends with the boss to have business management skills and everyone has noticed this. A bit like there will be a difference between selling, as VR46 apparel, Valentino’s and Vinales’ t-shirts.
For this Pablo Nieto appeared.
Why Nieto and in what role
Pablo Nieto is not by chance in VR46. Decent (nothing more) rider of the 125 class and soon passed on the other side of the wall (we are talking about 2008-2009). Son of the legend Angel Nieto, cousin of Fonsi, has a long history as a trusted man by Carmelo Ezpeleta, a longtime family friend, and his career began with a “friendly” project.
Anyone who remembers the Onde 2000 team (Sete Gibernau drove) knows that his start was not the most fortunate. Owned by Francisco Hernando, friend of Carmelo Ezpeleta known as “El Pocero”, a much discussed Spanish character “and for this reason he quickly expatriated from the Iberian country to go and build elsewhere, the team, after a 2008 in 125 with Pablo Nieto and Raffaele De Rosa , landed in MotoGP on the wrong foot and then revealed anything but solid foundations.
It should have been sponsored by the government of Equatorial Guinea due to a building project on site but then the project turned out to be smoky (the famous “Empresas Zombi” of Pocero) and it would have been necessary to remove the logo of the country of reference.
The motorbikes, without logo, would then take the colors of the flag (white red and green for the fairings and blue in the front) and then return to the original classic version (white and black) with the manufacturer’s name as sponsor instead of that of the project.
In short, something critical. After a few races on a Desmosedici, the shutdown, and Gibernau on foot forever until his return to MotoE in 2019. These are the beginnings of Pablo Nieto as team manager, reported not to define his responsibilities or abilities (he also obtained important results with Vinales and VR46) as well as to circumscribe his proximity to Dorna and Ezpeleta also by virtue of his illustrious descent.
Nieto is one of those who knows what to do in mangy situations and who, above all, knows what to say. One who does not take dangerous initiatives, indeed he does not take any at all and who, for this reason, can be trusted.


The bad rumors popping up
In the last few days the rumors that see VR46 MotoGP not with Ducati but with Yamaha or at least in close negotiations with the Japanese and Jarvis, whose son, after having worked for years in VR46 now manages what will be the future Yamaha Mastercamp team Moto2, are on.
The matter, surprising as it may be, does not necessarily have to do with the agreement signed some time ago, the one in which Dall’Igna, Ezpeleta and Salucci appeared in the photo. Ducati has a 3-year contract with VR46 for motorcycles and the agreement requires Bologna to be paid for those.
If there were not the money they needed, in Bologna they would be forced, in spite of themselves, to give the bikes (one of which is a factory, moreover) to other interlocutors but in Ducati on the financial theme they are still guaranteed and for this reason, that whether they are or not, they say they are secured. On Thursday there was a technical meeting that clarified some organizational details and referred to the mechanics staff, but not which sponsor will be. It is curious but this is the case. Ducati does not care who will pay them for the bikes and where they will find the money.
Also for this reason, however, rumors of a support for Bastianini would have emerged that he would find himself deserving more, the bike of Marini, if things did not go. Although Ducati reiterates that Basstianini will not have a 2022, the rumors remain. They are just rumors, it is clear, but if it is true that Don Carmelo takes everything in hand, they find meaning.
I pay, I decide
This is what anyone would say, including Carmelo Ezpeleta, called to relive, once again, the dejavu of having someone to help every year.
If previously the fact of having 8 Ducatis on the track would have been a matter to suffer (each customer chooses the bikes he prefers, if he pays them), with a different situation, perhaps it is better to try to rebalance the grid.
Two Yamahas instead of two Ducatis would be a perfect rebalancing of the forces on the field and would cost even less.
To Dovizioso an official bike, and for Binder who cares, and the Marini-Bezzecchi duo, the current bikes of Razali’s team which, among other things, according to other rumors, has a future, beyond 2022, which is anything but guaranteed. All at a much lower cost than two reds, one of which is factory ’22.
Giving it to Bastianini would make everyone happy. And having two trusted Yamaha customers in case Razali jumped would make everyone more relaxed.
When could all this happen? Most likely from 2023 but some say even earlier.
Under these conditions, perhaps it is true that Aramco is “back” in the game and at this point nobody lies.
They don’t lie in VR46 and those of Aramco don’t lie either.
The first, starting with the spokesman Pablo Nieto, would be reassured by Don Carmelo. And the oilmen would have recently been triggered by the latter.
But more than getting back into the game, it’s about getting into the game, for the first time.
Because it is one thing if you are put in the game without your knowledge by a fake architect or a bankrupted team manager from Terni and then you have to talk to someone in shorts, another thing is if the contact comes from Dorna in person, perhaps through Stefano Domenicali, a friend of Ezpeleta and great boss of Formula 1, a championship in which Aramco already has a role.
The fact that Aramco enters as a sponsor of the championship and also ends up saving the a team is a separate matter.
What you have to look at is not what Aramco decides to do but the door through which he chooses to enter.
It is one thing to enter with the Dorna endorsement, it is quite another to go and do the sponsor on two motorbikes that risk being nothing more than Cinderellas.
Aramco can buy MotoGP with money coming from employee meal vouchers. Nobody believes that as an unfulfilled dream it has to end up on the fairing of the most “recommended” rider in the history of motorcycles.
Fortunately, these are just blogger arguments. Which are already something, since the professional sector press is busy pretending nothing is happening.
The truth, whatever it happens, will come out in Valencia, but we are already in overtime.
Need a summary of the Telenovela? Here it is,!
August 6th 2021
Wheeler-dealers, princes, oilmen and suspicious companies: is someone exploiting VR46 and Valentino without their knowledge?
https://www.misterhelmet.com/wp-admin/post-new.php
August 14th 2021
Team VR46: Ducati rumors worried about a possible scam. A rescue press conference on Wednesday?
August 15th 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?
August 22nd 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!
August 26th 2021
Tanal and VR46: the farce at its peak. Two payments have already been postponed. Tanal’s castle of lies collapses
August 31st 2021
SKY renews and saves VR46 and WithU. Yamaha saves SRT. Here’s how Valentino gets out of the bad business with Tanal!
September 6th 2021
Tanal-VR46: the first choice, Aprilia, hadn’t taken the bait. Numerous Testimonies are coming!
September 8th 2021
That time Tanal Global Holdings tried to scam the Ivory Coast Government
September 12th 2021
Valentino Rossi: “the VR46 Team is not my problem”. The cowardly Press, The Sugar Daddy SKY, the non-existent Sponsor companies!
September 15th 2021
VR46: Aramco back in the game but with credible interlocutors? The new rumors!
October 7th 2021
MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”
October 22nd 2021
VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!
October 31st 2021
VR46 confirms but Aramco denies. Who is lying? Nieto announces. Uccio fired?
VR46 incontra Ducati mentre parla con Yamaha. Tutto ok tranne lo sponsor. Aramco sponsor di Dorna?
Si scrive VR46 TEAM, si legge Carmelo Ezpeleta (Dorna)?
Questo è quello che è successo al team MotoGP di Valentino Rossi ancora prima di debuttare, anzi, ancora prima di trovare una configurazione concreta, o magari forse proprio per non averla trovata fino ad ora… e si parla di soldi.
Ormai i più avranno fatto caso ad alcune dichiarazioni chiave fatte da alcune persone chiave, riguardanti proprio le attività interne all’entourage di Valentino.
L’ultimo a parlare è stato Pablo Nieto, mai sentito sul tema fino a poco fa, che è evidentemente promosso al ruolo di portavoce mentre per Uccio Salucci ufficialmente Team Principal, dopo il maldestro tentativo di seguire la parte organizzativa con tanto di figuraccia con Tanal, è annunciato il ritorno al ruolo di accompagnatore di VR nelle sue avventure automobilistiche future. E quindi molto meno presente nel paddock.
Questa configurazione avrebbe iniziato a prendere forma già dopo la conferenza stampa surreale del Principe, dopo le due scadenze di pagamento mancate nella folle attesa dei 90 milioni e l’altra farsa delle porte della residenza saudita, di fatto mai aperte in quanto probabilmente frutto della fantasia e di qualcuno.
E’ da quel momento che VR, sorprendendo più di qualche interlocutore, ha iniziato a dichiarare ripetutamente che il team non lo riguarda, fino ad arrivare addirittura a rispondere stizzito, chiedendo alla stampa, sempre tutta amica, di non trattare più con lui la faccenda della squadra MotoGP che pure porta il suo nome
Ormai di VR c’è solo il brand
Un brand VR46 al mondiale serve, per tutti i meriti che ha Valentino.
In verità servirebbe anche un Valentino sempre presente in carne e ossa ma, di fatto, non lo si può costringere a fare l’uomo vetrina non partecipante. Rossi ha una famiglia, una bimba in arrivo, e progetti a quattro ruote ai quali dedicarsi. Può andare a qualche gara a firmare qualche autografo ma di certo non si può mettere al muretto a sbrogliare le rogne quotidiane di un team manager che lavora. Non ne ha voglia. Non lui.
Il team sarebbe stato un regalo ai suoi, per far sì che delle persone a lui vicine avessero un mestiere vero ma i beneficiati non sono stati in grado di far fruttare l’occasione. Ok i team Moto3 e Moto2 quando le cose andavano in automatico e VR era ancora presente ma la MotoGP è un gioco per adulti e i risultati si sono visti ancora prima di cominciare.
La figuraccia con Aramco scomodata a sproposito o bruciata troppo prematuramente, seguita poi dalla bufala di Tanal e tutto il circo ridicolo di personaggi, progetti e aziende inesistenti hanno dato un bel colpo ad un management VR46 che management non è mai stato. Non basta essere amici del capo per avere le competenze di gestione aziendale e di questo si sono accorti tutti. Un po’ come ci sarà differenza fra vendere, come VR46 apparel, le magliette di Valentino e quelle di Vinales.
Per questo è comparso Pablo Nieto.
Perché Nieto e con che ruolo
Pablo Nieto non è per caso in VR46. Discreto (niente di più) pilota della 125 e ben presto passato dall’altra parte del muretto (si parla del 2008-2009). Figlio della leggenda Angel Nieto, cugino di Fonsi, ha un lungo passato di uomo di fiducia di Carmelo Ezpeleta, storico amico di famiglia, e la sua carriera è iniziata proprio con un progetto “amico”.
Chi ricorda il team Onde 2000 (guidava Sete Gibernau), sa che il suo inizio non è stato dei più fortunati. Di proprietà di Francisco Hernando, amico di Carmelo Ezpeleta detto “El Pocero”, personaggio spagnolo molto discusso” e per questo velocemente espatriato dal paese iberico per andare a costruire altrove, il team, dopo un 2008 in 125 con Pablo Nieto e Raffaele De Rosa, è sbarcato in MotoGP con il piede sbagliato ed ha poi rivelato basi tutt’altro che solide.
Avrebbe dovuto essere sponsorizzato dal governo della Guinea Equatoriale per via di un progetto edilizio in loco ma poi il progetto si è rivelato fumoso (le famose “Empresas Zombi” del Pocero) e si sarebbe reso necessario togliere il logo del Paese di riferimento.
Le moto, senza logo, avrebbero poi preso i colori della bandiera (bianco rosso e verde per le carene e blu per il cupolino) per poi tornare alla versione classica originaria (bianca e nera) con il nome del costruttore come sponsor al posto di quello del progetto.
Un qualcosa di critico, insomma. Dopo poche gare su una Desmosedici, la chiusura, e Gibernau a piedi per sempre fino al suo ritorno in MotoE nel 2019. Questi gli inizi di Pablo Nieto come team manager, riportati non per definire le sue responsabilità o capacità (ha ottenuto anche importanti risultati con Vinales e con VR46) quanto per circoscrivere la sua vicinanza con Dorna ed Ezpeleta anche in virtù della sua discendenza illustre.
Nieto è uno di quelli che sa cosa fare nelle situazioni rognose e che, soprattutto, sa cosa dire. Uno che non prende iniziative pericolose, anzi non ne prende affatto e di cui, per questo, ci si può fidare.


Le brutte voci che girano
Sono degli ultimi giorni le voci che vedono VR46 MotoGP non con Ducati ma con Yamaha o per lo meno in trattativa serrata con i Giapponesi e Jarvis, il cui figlio, dopo aver lavorato per anni in VR46 adesso gestisce quello che sarà il futuro team Yamaha Mastercamp Moto2.
La faccenda, per quanto sorprendente, non ha necessariamente a che fare con l’accordo firmato qualche tempo fa, quello in cui nella foto sono comparsi Dall’Igna, Ezpeleta e Salucci. Ducati ha un contratto di 3 anni con VR46 per le moto e l’agreement prevede che Bologna venga pagata per quelle.
Se non ci dovessero essere i soldi che servono, a Bologna sarebbero costretti, loro malgrado, a dare le moto (una delle quali factory, per di più) ad altri interlocutori ma in Ducati sul tema finanziario sono comunque garantiti e per questo motivo, che lo siano o meno, si dicono tranquilli. Nella giornata di giovedì c’è stato un incontro tecnico che ha chiarito alcuni dettagli organizzativi e riferiti allo staff dei meccanici, ma non quale sarà lo sponsor. E’ curioso ma le cose stanno così. A Ducati non interessa chi gli pagherà le moto e dove troverà i soldi.
Anche per questo, però, sarebbero emerse le voci di un supporto a Bastianini che si troverebbe ad avere meritandola di più, la moto di Marini, se le cose non dovessero filare. Anche se Ducati ribadisce che Basstianini non avrà una 2022, le voci rimangono. Sono solo voci, è chiaro, ma se è vero che prende tutto in mano Don Carmelo, trovano un senso.
Pago io e decido io
E’ quello che direbbe chiunque, incluso Carmelo Ezpeleta, chiamato a rivivere, ancora una volta, il dejavu di avere ogni anno qualcuno da aiutare.
Se prima il fatto di avere 8 Ducati in pista sarebbe stata una faccenda da subire (ogni cliente si sceglie le moto che preferisce, se se le paga), con una diversa situazione, forse è meglio cercare di riequilibrare la griglia.
Due Yamaha al posto di due Ducati, sarebbero un perfetto ribilanciamento delle forze in campo e costerebbero anche meno.
A Dovizioso una moto ufficiale, a Binder quello che capita, e al duo Marini-Bezzecchi, le moto attuali del team di Razali che fra l’altro secondo altri rumors ha un futuro, oltre il 2022, tutt’altro che garantito. Il tutto spendendo decisamente meno rispetto a due rosse di cui una factory ’22.
Darla a Bastianini farebbe tutti contenti. E avere due Yamaha clienti di fiducia nel caso Razali saltasse, renderebbe tutti più tranquilli.
Quando potrebbe succedere tutto questo? Molto probabilmente dal 2023 ma qualcuno dice anche prima.
A queste condizioni, forse è vero che Aramco “torna” in gioco e a questo punto non mente nessuno.
Non mentono in VR46 e non mentono quelli di Aramco.
I primi, a partire dal portavoce Pablo Nieto, sarebbero stati rassicurati da Don Carmelo. E i petrolieri sarebbero recentemente stati innescati proprio da quest’ultimo.
Ma più che tornare in gioco, si tratta di entrare in gioco, per la prima vol,ta.
Perché Un conto è se ti mettono in mezzo a tua insaputa un finto architetto o un team manager fallito di Terni e poi devi parlare con uno in pantaloni corti, altra cosa è se il contatto arriva da Dorna in persona, magari tramite Stefano Domenicali,amico di Ezpeleta e grande capo della Formula 1, campionato in cui Aramco ha già un ruolo.
Che poi il grande petroliere entri come sponsor del campionato finendo anche per salvare la pelle di un team, è un discorso a parte.
Quello che bisogna guardare non è quello che Aramco decide di fare ma la porta attraverso la quale sceglie di entrare.
Un conto è entrare con l’endorsement di Dorna, altra cosa è andare a fare di proposito lo sponsor su due moto che rischiano di fare poco più che i fanalini di coda.
Aramco la MotoGP se la può comprare con i soldi dei buoni pasto dei dipendenti. Non ci crede nessuno che come sogno irrealizzato abbia quello di finire sulla carena del pilota più raccomandato della storia delle moto.
Per fortuna questi sono solo ragionamenti da blogger. Che sono già qualcosa, visto che la stampa di settore è impegnata a far finta di niente.
La verità, male che vada, verrà fuori a Valencia, ma siamo già in overtime.
Serve un riepilogo della Telenovela? Eccolo qui, a partire da Maggio!
6 maggio 2021
MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?
19luglio 2021
Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!
1 agosto 2021
Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!
14 agosto 2021
Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?
15 agosto 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?
22 agosto 2021
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27agosto 2021
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31 agosto 2021
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5 settembre 2021
Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze!
8settembre 2021
Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio
12 settembre 2021
Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti!
15 settembre 2021
VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!
7 ottobre 2021
MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”
31 ottobre 2021
VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato?
https://www.misterhelmet.com/vr46-conferma-ma-aramco-smentisce-chi-mente-parla-nieto-uccio-silurato/
VR46 confirms but Aramco denies. Who is lying? Nieto announces. Uccio fired?
Misano was not the expected Italian happy ending for the VR46 package, either directly or indirectly.
Valentino Rossi started last and finished in the top ten. All in all, an acceptable result given the season, but certainly not one of those expected until recently when it came to a decent home farewell to his longtime career.
Bad also Bagnaia, considered as the flag of the Academy, on the ground to resist a Marquez who won the race in the home of others on a circuit that by conformation should have said no.
It did not go well even for the rest of the Valentno boys who did not shine in either Moto2 or Moto3, where a former VR46, Dennis Foggia, won his race.
The results of Morbidelli, 14th and Marini 9th and humiliated by his teammate Bastianini, which feeds controversy over the bikes that will be assigned to the two in 2022 (Marini the factory and Bastianini an old bike), close the weekend, but it is not over yet.
The thing that should worry, even if hardly anyone talks about it, is the failure to announce the sponsor of Valentino’s MotoGP team, on which a dangerous silence has fallen for months.
It is not clear why it was a non-organizational or financial figure who broke it, but a technician, a figure who until now had never expressed himself on issues of this type, or perhaps this is a signal.
There are some certainties in the team: The riders will be Marini and Bezzecchi, while the historical employees of VR (Munoz, Flamigni, Gavira) are confirmed in their technical roles.
Who seems to be out of authority is Uccio Salucci who, apparently, will remain in the role most suited to him of Valentino’s Bottle & Towel Manager even in car racing. An accompanying role that, plausibly, prevents him from pursuing commercial agreements.
The most malicious will have thought that all this is due to the mess put up in recent months but Nieto’s tranquility seems to deny the rumors about the team that Valentino does not care about (he admitted this by declaring that the sponsorship problems do not concern him).
According to Pablo Nieto, in fact, the choice not to give news would be linked to the desire to better manage the last Italian VR race and otherwise everything would be fine with Aramco, despite the slowness of the evolution of the matter.
“As you know, we have made this deal with Aramco in the past. Things are going very, very slowly, but they are on the right track.”
And still:
“This is the most important thing and, at the moment, the thing I can tell you is that we are working on it. There are some delays, but we are on the right track and we are still working on it.”
So after months the oil sponsor reappears, despite the official and repeated denials of its press office (Brunswick has repeatedly written to this website as well) and of its CEO who has spoken in first person publicly.
It is bad to use the term “liar” but someone is not telling the truth, because if things were to be as the Spaniard says, it would mean that Aramco has been denying something for which he was negotiating for months. Aramco has not released “no comment” but has categorically denied any past and present negotiations with VR46.
If, on the other hand, things were as described by Aramco, it would be someone from VR46 who made the mental films.
The surprising thing, however, is not so much pulling in a sponsor who has always denied it, but deliberately choosing to ignore the fact that for 6 months and for about 4,000 published articles, we have put up with the ridiculous intentions of Prince Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin Abdulaziz Al Saud, his advisor Architect (later revealed to be non-architect) Marco Bernardini, and the elusive Tanal Entertainment Sport and Media.
The triptych became the protagonist of Press releases for events that never happened (Fantastic Trophy), never created situations (construction of motorcycles), non-existent company headquarters (photoshopped buildings), never registered trademarks, and unreal press conference, all without concludeing anything.
We can report here the links of everything that has been declared but things do not change because nothing has ever really happened as it is a hoax carried on for months.
From the doors of the Prince’s residence that had to be opened to the press, to the races in the desert, to electric motorcycles, up to the repeated deadlines that were not met, everything was simply an invention.
The 90 million for the 5 years did not arrive, but not even the 18 million for the next season.
In April-May, the clarifications on the VR46 MotoGP team seemed imminent.
Aramco had even disappeared from journalistic reasoning, replaced by Tanal who still appears on Marini’s Moto2 and MotoGP along with other NON-EXISTING companies such as brands, offices and activities, while now it seems normal that the he news arrives at the end of the season. Yet another deadline.
And none of the insiders dare to ask anything about something that has been talked about for months, that is, and we repeat it, Tanal, the Prince, a councilor who was everywhere, and dozens of projects that turned out to be bogus.
A stage made up of liars, sleepy amateurs, incompetent, hustlers and cowards who do not have the courage to ask a question despite their professional ethics should force it on them.
Then we will do it: Tanal, the Prince and the Councilor, what happened to them?
And who lies between Aramco who says they are not involved and VR46 who instead says that everything is okay with the oil giant?
Fans who watch this show, who pay to watch MotoGP on TV, who click on sites or buy magazines, can draw their own conclusions about the people they give their money to.
And for those who want to see the show again, the episodes are all here, starting with the August episode:
August 6th 2021
Wheeler-dealers, princes, oilmen and suspicious companies: is someone exploiting VR46 and Valentino without their knowledge?
https://www.misterhelmet.com/wp-admin/post-new.php
August 14th 2021
Team VR46: Ducati rumors worried about a possible scam. A rescue press conference on Wednesday?
August 15th 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?
August 22nd 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!
August 26th 2021
Tanal and VR46: the farce at its peak. Two payments have already been postponed. Tanal’s castle of lies collapses
August 31st 2021
SKY renews and saves VR46 and WithU. Yamaha saves SRT. Here’s how Valentino gets out of the bad business with Tanal!
September 6th 2021
Tanal-VR46: the first choice, Aprilia, hadn’t taken the bait. Numerous Testimonies are coming!
September 8th 2021
That time Tanal Global Holdings tried to scam the Ivory Coast Government
September 12th 2021
Valentino Rossi: “the VR46 Team is not my problem”. The cowardly Press, The Sugar Daddy SKY, the non-existent Sponsor companies!
September 15th 2021
VR46: Aramco back in the game but with credible interlocutors? The new rumors!
October 7th 2021
MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”
October 22nd 2021
VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!
VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato?
Misano non è stato il lieto fine Italiano atteso, per il pacchetto VR46, né direttamente, né indirettamente.
Valentino Rossi è partito ultimo e ha terminato in top ten. Un risultato tutto sommato accettabile vista la stagione, ma di certo non di quelli attesi fino a poco tempo fa quando si parlava di addio casalingo dignitoso alla carriera.
Male anche Bagnaia, alfiere quotato dell’Accademy, in terra per resistere ad un Marquez che si è aggiudicato la gara in casa d’altri su un circuito che per conformazione avrebbe dovuto dirgl di no.
Non è andata bene nemmeno un po’ anche per il resto dei Valentno boys che non hanno brillato né in Moto2, né in Moto3, dove ha vinto un ex VR46, Dennis Foggia.
I risultati di Morbidelli, 14° e Marini 9° e umiliato dal suo compagno di squadra Bastianini, cosa che alimenta polemiche sulle moto che ai due verranno assegnate nel 2022 (a Marini la factory e a Bastianini una moto vecchia), chiudono il week end, ma non finisce qui.
La cosa che dovrebbe preoccupare, anche se non ne parla quasi nessuno, è il mancato annuncio sullo sponsor del team MotoGP di Valentino, su cui per mesi è piombato un silenzio pericoloso.
Non è chiaro perché a romperlo sia stata una figura non organizzativa o finanziaria, ma un tecnico, una figura che fino ad ora non si era mai espressa su questioni di questo tipo, o forse questo è un segnale.
Nel team alcune certezze ci sono: I piloti saranno Marini e Bezzecchi, mentre i collaboratori storici di VR (Munoz, Flamigni, Gavira) sono confermati ai loro ruoli tecnici.
Chi sembra essere esautorato è Uccio Salucci che, a quanto pare, rimarrà nel ruolo a lui più consono di Bottle&Towel Manager (responsabile borraccia e asciugamano) di Valentino anche nelle corse in auto. Un ruolo di accompagnatore che, plausibilmente, gli impedisca di portare avanti accordi commerciali.
I più maligni avranno pensato che tutto ciò sia dovuto al pasticcio messo su negli ultimi mesi ma la tranquillità di Nieto sembra smentire le voci sul team del quale a Valentino non interessa nulla (lo ha ammesso dichiarando che i problemi di sponsorizzazione non lo riguardano).
Secondo Pablo Nieto, infatti, la scelta di non dare news sarebbe legata alla volontà di gestire al meglio l’ultima gara italiana di VR e per il resto sarebbe tutto a posto con Aramco, nonostante la lentezza dell’evolversi della faccenda.
“Come sapete, abbiamo fatto questo accordo con Aramco in passato. Le cose stanno andando molto, molto lentamente, ma sono sulla strada giusta”
E ancora:
“Questa è la cosa più importante e, al momento, la cosa che posso dirvi è che ci stiamo lavorando. Ci sono alcuni ritardi, ma siamo sulla strada giusta e ci stiamo ancora lavorando.”
Quindi dopo mesi rispunta lo sponsor petrolifero, nonostante le smentite ufficiali e ripetute del suo ufficio stampa (Brunswick ha ripetutamente smentito anche a questo sito web) e del suo Amministratore Delegato che ha parlato in prima persona pubblicamente.
E’ brutto usare il termine “bugiardo” però qualcuno non sta dicendo la verità, perché se le cose dovessero stare come dice lo spagnolo, significherebbe che Aramco ha smentito per mesi una cosa per la quale era in trattativa. Aramco non ha rilasciato “no comment” ma ha invece smentito categoricamente ogni trattativa passata e presente con VR46.
Se invece le cose fossero come descritte da Aramco, sarebbe qualcuno della VR46 ad essersi fatto i film mentali.
La cosa che stupisce, però, non è tanto il tirare in mezzo uno sponsor che ha sempre smentito, quanto scegliere deliberatamente di ignorare il fatto che per 6 mesi e per circa 4.000 articoli pubblicati, ci siamo sorbiti gli intenti ridicoli del Principe Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin Abdulaziz Al Saud, del suo consigliere Architetto (poi rivelatosi non architetto) Marco Bernardini, e della fantomatica Tanal Entertainment Sport and Media.
Il trittico si è reso protagonista di Comunicati stampa per eventi mai avvenuti (Fantastic Trophy), situazioni mai create (costruzione di moto),sedi aziendali inesistenti (palazzi photoshoppati), marchi di holding mai registati, e conferenze stampa al limite del surreale, senza concludere alcunché.
Noi possiamo riportare qui i link di tutto quello che è stato dichiarato ma le cose non cambiano perché niente è mai successo realmente in quanto si tratta di una sbruffonata portata avanti per mesi.
Dalle porte della residenza del Principe che si dovevano aprire alla stampa, alle gare nel deserto, alle moto elettriche, fino ad arrivare alle ripetute scadenze non rispettate, tutto è stato semplicemente un’invenzione.
Non sono arrivati i 90 milioni per i 5 anni, ma nemmeno i 18 per la prossima stagione.
Ad Aprile-maggio, le delucidazioni sul team MotoGP VR46 sembravano imminenti.
Aramco era addirittura scomparsa dai ragionamenti giornalistici, sostituita da Tanal che compare ancora sulle moto2 e sulla MotoGP di Marini insieme ad altre aziende INESISTENTI come brand, sedi e attività, mentre adesso sembra normale che le news arrivino a fine campionato. Un’ennesima scadenza.
E nessuno degli addetti ai lavori si arrischia a chiedere nulla di una cosa di cui si è parlato per mesi, ovvero, e lo ripetiamo, Tanal, il Principe, un consigliere che era ovunque, e decine di progetti poi rivelatisi farlocchi.
Un palcoscenico fatto di bugiardi, dilettanti addormentati, incompetenti, marchettari e fifoni che non hanno il coraggio di fare una domanda nonostante la loro deontologia professionale dovrebbe imporglielo.
La faccio io: Tanal, il Principe e il Consigliere che fine hanno fatto?
E chi mente fra Aramco che dice di non essere coinvolta e VR46 che invece dice che con il colosso petrolifero è tutto a posto?
Gli appassionati che guardano questo spettacolo, che pagano per guardare la MotoGP in TV, che cliccano sui siti o comprano le riviste, traggano le loro conclusioni sulla gente a cui danno i soldi.
E per chi vuole rivedere lo spettacolo, le puntate sono tutte qui, a partire dall’episodio di maggio:
6 maggio 2021
MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?
19luglio 2021
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1 agosto 2021
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7 ottobre 2021
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22 ottobre 2021
VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!






