VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

Misano Gialla

A Valentino Rossi della MotoGP non interessa.
Almeno non di quella in cui lui non corre, ed è normale.
Dopo tanti anni, con un fine carriera non di certo da ricordare, una bambina in arrivo e nuovi interessi automobilistici, è comprensibile.
Valentino Rossi è una star, di certo non una personalità in grado di adattarsi ad un ruolo di comprimario.
Valentino Rossi è un atleta, uno sportivo, e il fatto che smetta con la MotoGP di certo non significa che debba smettere di essere protagonista.
Si avvia ad esserlo nelle auto e in qualsiasi altra cosa farà, senza necessariamente affaticarsi come negli ultimi 20 anni.

Rossi ha la stampa, ha i fans, ha tutta l’attenzione, meritata, di un sistema che da anni ruota intorno a lui.
Il ruolo di team manager prevede lavoro, orari da imprenditore, responsabilità e tanta presenza dietro alle quinte. Non fa per lui e lo ha dichiarato esplicitamente.

Lo sanno anche tutti quelli che gli sono vicino. L’accademy, il ranch e tutti giovani piloti che ha messo in pista sono qualcosa di incredibile ed encomiabile, inizialmente servita per dargli stimoli e motivazioni. Adesso però tutto il meccanismo deve andare avanti da solo.
La fortuna di Rossi è che ci sono un sacco di collaboratori che possono prendere in mano il giocattolo. La sfortuna è che non tutti sono in grado di gestirlo adeguatamente.
La vicenda di Tanal, del Principe, dell’architetto, delle città fantastiche, e di tutti quegli sponsor che poi sono svaniti, fra progetti mai completati ed aziende inesistenti (non importa che la stampa non ne parli) ne sono la dimostrazione.
Una figuraccia colossale che avrebbe reso chiunque lo zimbello dei media. Non Valentino che dopo essere stato risparmiato dalla stampa, si è chiamato fuori e ha dichiarato che non si trattava di un suo problema, rimproverando chi si ostinava ad insistere su certi temi. Abbastanza incredibile per qualcosa che porta comunque il suo nome.
Insomma a Valentino Rossi il futuro della VR46 dopo il suo ritiro, Luca Marini incluso, interessa il giusto. Ha fatto quello che ha potuto ma non può fare miracoli.
Rossi ha lasciato alle sue spalle una struttura, un brand, dei soldi, e un contratto firmato, ma qualcuno dovrà camminare da solo e dovrà arrangiarsi.

E se alla fine del mese di ottobre non è stato fatto nessun annuncio ufficiale, per quanto riguarda il team, vuol dire che ci sono problemi.
Sette mesi sono volati aspettando i Sauditi, con tanto di carene tappezzate di adesivi di aziende inesistenti e molto probabilmente non paganti.
E adesso è tardi. C’è un contratto con Ducati ma per far correre le moto italiane, addirittura due e in versione 2021, servono i soldi.
I 5 milioni di Dorna non bastano e senza i 90 milioni di Tanal la faccenda si fa seria.

Le ultime notizie che vedono WithU su Yamaha con Razali, sono l’ultimo colpo.
L’azienda energetica mette circa 2 milioni di euro e non ci sono altre risorse da distribuire. Niente frammentazione di sponsor come l’anno scorso.
Per questo motivo VR46 deve cercare altri aiuti. Ci può essere SKY ma non è chiaro se è sufficiente per due MotoGP.
Ci sono 4 team da coprire. Il team Moto3, il team Moto2, un secondo team Moto2 fatto con Yamaha, e la squadra di Marini e Bezzecchi.
Tutti progetti interessanti ma Valentino di fatto forse non sarà nemmeno in pista e ha dichiarato il suo disinteresse. Così è più difficile raccogliere soldi.
Per questo o Misano sarà sede di un annuncio definitivo della VR46 oppure il problema è grosso.
Così grosso che da alcuni addetti ai lavori giungono delle voci.
Considerando impossibili le più azzardate che vedono Rossi rinunciare addirittura alla MotoGP (sono stati prenotati due posti in griglia e ne va del prestigio della VR46), ve ne sono alcune che vedono VR46, data la mancanza di fondi, accontentarsi di due Ducati di second’ordine, e altre che addirittura vedono VR46 rinunciare alle Ducati in favore di Yamaha.
Questo consentirebbe a Razali di fare il salto di qualità e a VR46 di rimanere “in famiglia” con costi ridotti.
Per Marini e Bezzecchi, non di certo rider di prima fascia, non cambierebbe molto, ma per chi invece deve prendere i soldi, invece, sì.
Con i soldi di Ezpeleta e un pool di sponsor minori si possono prendere due Ducati o due Yamaha.
Vedremo se questo week end porterà una di queste soluzioni di emergenza oppure VR riuscirà, come al solito, a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Nel frattempo la stampa come il tempo, perdona tutto, senza che nemmeno il tempo sia trascorso. E il Rossi Week End, week end di addio di VR in casa, si presta straordinariamente a distogliere l’attenzione, anche se prima o poi bisognerà affrontare la realtà.




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