VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!

Misano Gialla

Valentino Rossi does not care about MotoGP.
At least not about the one where he doesn’t race, and that’s normal.
After so many years, with a career end certainly not to be remembered, a child on the way and new car racing interests, it is understandable.
Valentino Rossi is a star, certainly not a second level personality capable of adapting to a supporting role.
Valentino Rossi is an athlete, a sportsman, and the fact that he quits MotoGP certainly doesn’t mean that he has to stop being a protagonist.
He is on his way to being in cars and whatever else he will do, without necessarily getting tired as in the last 20 years.

Rossi has the press on his side, then he has the fans and has all the deserved attention from a system that has revolved around him for years.
The role of team manager requires work, hours as an entrepreneur, responsibility and a lot of presence behind the scenes. It is not for him and he explicitly stated so.

Everyone who is close to him knows this too. The academy, the ranch and all the young riders he put on the track are something incredible and commendable, initially served to give him stimuli and motivation. Now, however, the whole mechanism must go on alone.
Rossi’s luck is that there are a lot of collaborators who can pick up the toy. The bad luck is that not everyone is able to handle it properly.
The story of Tanal, the Prince, the fake architect, the fantastic cities, and all those sponsors that then vanished, between never completed projects and non-existent companies (it does not matter that the press does not talk about it) are proof of this.
A colossal fool that would have made anyone the funny target of the media. Not Valentino who, after being spared by the press, called himself out and declared that it was not his problem, reproaching those who persisted in insisting on certain issues. Amazing enough for something that still bears his name.
In short, Valentino Rossi is not interested in the future of VR46 after his retirement, Luca Marini included. He did what he could but he can’t work miracles.
Rossi has left behind him a structure, a brand, some money, and a signed contract, but someone will have to walk alone and will have to make do.

And if at the end of October no official announcement was made, as far as the team is concerned, it means that there are problems.
Seven months have flown by waiting for the Saudis, complete with fairings covered with stickers of non-existent and most likely non-paying companies.
And now it’s late. There is a contract with Ducati but to race the Italian bikes, even two and in the 2021 version, money is required.
The 5 million from Dorna are not enough and without the 90 million of Tanal the matter becomes serious.

The latest news seeing WithU on Yamaha with Razali, is the latest blow.
The energy company puts about 2 million euros and there are no other resources to distribute. No sponsor fragmentation like last year.
For this reason VR46 has to look for other aids. There may be SKY but it is not clear if it is enough.
There are 4 teams to cover. The Moto3 team, the Moto2 team, a second Moto2 team made with Yamaha, and the team of Marini and Bezzecchi.
All interesting projects but Valentino may not even be on the track and has declared his lack of interest and this does not help money collection.
For this reason either Misano will be the site of a definitive announcement of the VR46 or the problem is big.
So big that rumors come from some insiders.
Considering impossible the most daring ones that see Rossi giving up even the MotoGP (two slots have been booked on the grid and the prestige of the VR46 is at stake), there are some that see VR46, given the lack of funds, settle for two second class Ducatis, and others that even see VR46 giving up Ducati in favor of Yamaha.
This would allow Razali to make the leap in quality and VR46 to remain “in the family” with reduced costs.
For Marini and Bezzecchi, certainly not first-class riders, it wouldn’t change much, but for those who have to take the money, instead, it would.
With Ezpeleta’s money and a pool of minor sponsors, two Ducatis or two Yamahas can be bought.
We’ll see if this weekend brings one of these emergency solutions or VR will be able, as usual, to get the rabbit out of the hat.

In the meantime, the press, like time, forgives everything, without even the time having elapsed. And the Rossi Week End, VR’s farewell weekend at home, lends itself extraordinarily to distracting attention, even if sooner or later it will be necessary to face reality.



VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

Misano Gialla

A Valentino Rossi della MotoGP non interessa.
Almeno non di quella in cui lui non corre, ed è normale.
Dopo tanti anni, con un fine carriera non di certo da ricordare, una bambina in arrivo e nuovi interessi automobilistici, è comprensibile.
Valentino Rossi è una star, di certo non una personalità in grado di adattarsi ad un ruolo di comprimario.
Valentino Rossi è un atleta, uno sportivo, e il fatto che smetta con la MotoGP di certo non significa che debba smettere di essere protagonista.
Si avvia ad esserlo nelle auto e in qualsiasi altra cosa farà, senza necessariamente affaticarsi come negli ultimi 20 anni.

Rossi ha la stampa, ha i fans, ha tutta l’attenzione, meritata, di un sistema che da anni ruota intorno a lui.
Il ruolo di team manager prevede lavoro, orari da imprenditore, responsabilità e tanta presenza dietro alle quinte. Non fa per lui e lo ha dichiarato esplicitamente.

Lo sanno anche tutti quelli che gli sono vicino. L’accademy, il ranch e tutti giovani piloti che ha messo in pista sono qualcosa di incredibile ed encomiabile, inizialmente servita per dargli stimoli e motivazioni. Adesso però tutto il meccanismo deve andare avanti da solo.
La fortuna di Rossi è che ci sono un sacco di collaboratori che possono prendere in mano il giocattolo. La sfortuna è che non tutti sono in grado di gestirlo adeguatamente.
La vicenda di Tanal, del Principe, dell’architetto, delle città fantastiche, e di tutti quegli sponsor che poi sono svaniti, fra progetti mai completati ed aziende inesistenti (non importa che la stampa non ne parli) ne sono la dimostrazione.
Una figuraccia colossale che avrebbe reso chiunque lo zimbello dei media. Non Valentino che dopo essere stato risparmiato dalla stampa, si è chiamato fuori e ha dichiarato che non si trattava di un suo problema, rimproverando chi si ostinava ad insistere su certi temi. Abbastanza incredibile per qualcosa che porta comunque il suo nome.
Insomma a Valentino Rossi il futuro della VR46 dopo il suo ritiro, Luca Marini incluso, interessa il giusto. Ha fatto quello che ha potuto ma non può fare miracoli.
Rossi ha lasciato alle sue spalle una struttura, un brand, dei soldi, e un contratto firmato, ma qualcuno dovrà camminare da solo e dovrà arrangiarsi.

E se alla fine del mese di ottobre non è stato fatto nessun annuncio ufficiale, per quanto riguarda il team, vuol dire che ci sono problemi.
Sette mesi sono volati aspettando i Sauditi, con tanto di carene tappezzate di adesivi di aziende inesistenti e molto probabilmente non paganti.
E adesso è tardi. C’è un contratto con Ducati ma per far correre le moto italiane, addirittura due e in versione 2021, servono i soldi.
I 5 milioni di Dorna non bastano e senza i 90 milioni di Tanal la faccenda si fa seria.

Le ultime notizie che vedono WithU su Yamaha con Razali, sono l’ultimo colpo.
L’azienda energetica mette circa 2 milioni di euro e non ci sono altre risorse da distribuire. Niente frammentazione di sponsor come l’anno scorso.
Per questo motivo VR46 deve cercare altri aiuti. Ci può essere SKY ma non è chiaro se è sufficiente per due MotoGP.
Ci sono 4 team da coprire. Il team Moto3, il team Moto2, un secondo team Moto2 fatto con Yamaha, e la squadra di Marini e Bezzecchi.
Tutti progetti interessanti ma Valentino di fatto forse non sarà nemmeno in pista e ha dichiarato il suo disinteresse. Così è più difficile raccogliere soldi.
Per questo o Misano sarà sede di un annuncio definitivo della VR46 oppure il problema è grosso.
Così grosso che da alcuni addetti ai lavori giungono delle voci.
Considerando impossibili le più azzardate che vedono Rossi rinunciare addirittura alla MotoGP (sono stati prenotati due posti in griglia e ne va del prestigio della VR46), ve ne sono alcune che vedono VR46, data la mancanza di fondi, accontentarsi di due Ducati di second’ordine, e altre che addirittura vedono VR46 rinunciare alle Ducati in favore di Yamaha.
Questo consentirebbe a Razali di fare il salto di qualità e a VR46 di rimanere “in famiglia” con costi ridotti.
Per Marini e Bezzecchi, non di certo rider di prima fascia, non cambierebbe molto, ma per chi invece deve prendere i soldi, invece, sì.
Con i soldi di Ezpeleta e un pool di sponsor minori si possono prendere due Ducati o due Yamaha.
Vedremo se questo week end porterà una di queste soluzioni di emergenza oppure VR riuscirà, come al solito, a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Nel frattempo la stampa come il tempo, perdona tutto, senza che nemmeno il tempo sia trascorso. E il Rossi Week End, week end di addio di VR in casa, si presta straordinariamente a distogliere l’attenzione, anche se prima o poi bisognerà affrontare la realtà.




MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

MotoGP Game

Il gioco è la medicina più grande
– Lao Tze –

 

Tanal fuori dai giochi. Letteralmente.
Non quelli degli sponsor, nonostante tutti gli interlocutori sembrino scomparsi e resta da vedere, in caso arrivino i soldi, come arrivano  e da dove.

Se ne attende un ultimo guizzo a Misano ma non è dato sapere con certezza.
La Holding del Principe Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud non si è fatta più né vedere né sentire ma non è solo un problema di MotoGP.

Su internet della holding c’è molto poco. Un sito web alquanto strano (ne abbiamo parlato qui), qualche contenzioso finito male (ne abbiamo parlato qui), ma soprattutto un brand che, di fatto NON ESISTE.
Tanal fatturerebbe, a detta del principe in persona durante una surreale conferenza stampa, 100 miliardi di dollari, ma non ha un marchio registrato.

E questa è una di quelle cose che fanno incazzare i produttori di videogiochi.
Saranno anche giochini ma quello è un business serio, che muove milioni di euro, finisce su dispositivi di un certo livello, e rimane stampato per sempre nei prodotti destinati ad essere giocati a lungo.

Ma cosa vuol dire che Tanal e le altre aziende arabe sono fuori dai giochi?
Che Tanal, presente sulle moto di VR46 con adesivi e loghetti, insieme ad altre aziende dello stesso blocco non sarà invece presente sulle moto che compariranno nel gioco MotoGP. Non si può fare.

Milestone che aggiorna le livree dei giochi non aggiornerà quelle di VR46 con i loghi Tanal a causa di problemi di licensing perché, riportano dei rumors, il marchio non esiste. Non è successo come in altri casi in F1 che il produttore del gioco non ha trovato accordi con le aziende. In questo caso, mancano proprio le aziende e i marchi non sono registrati.

 

Renault F1 Reale
Renault F1 Reale con marchi reali

 

Renault F1 game
Renault F1 game senza marchi non autorizzati

 

Moto2 reale
Moto2 reale con marchi attuali

 

Moto2 game
Moto2 game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

MotoGP reale
MotoGP reale con tutti marchi

 

MotoGP Game
MotoGP game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

Quali siano le modalità della sponsorizzazione di Tanal e VR46 non è dato sapere. Uccio Salucci ha dichiarato di aver ricevuto del danaro ma, di fatto, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, non sono marchi registrati da nessuna parte. Per non parlare del fatto che di Maic Technologies non esiste proprio niente da nessuna parte. Per questo motivo non compariranno, a meno di qualche cambiamento dell’ultim’ora, nemmeno nel gioco.
Per quanto riguarda Aramco, non ne parliamo neanche…

Questo è l’unico caso in cui qualcuno si preoccupa della differenza fra aziende paganti come SKY, WithU etc, e aziende non paganti.
Perché se invece sono paganti emerge la curiosità del come e del perché, visto che non esistono.

Insomma, gli unici a fare le cose sul serio, sembrano essere quelli che fanno i giochi.

 



MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”

MotoGP Game

Play is the greatest medicine
– Lao Tze –

 

Tanal out of the game. Literally.
And this is not about the sponsoring game, since all the interlocutors seem to have disappeared. There’s still to check, if money will arrive, where from and how it will come out.

A final flash is expected in Misano but it is not known for sure.
The Holding of Prince Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud has no longer been seen or heard but it is not just a MotoGP problem.

On the internet there’s very little trace of the holding. A rather strange website (we talked about it here), some litigation ended badly (we talked about it here), but above all a brand that, at the facts, DOES NOT EXIST.
Tanal would bill, according to the Prince himself during a surreal press conference, 100 billion dollars, but does not have a registered trademark.

And that’s one of those things that piss off video game makers.
They are games but that is a serious business, which moves millions of euros, ends up on devices of a certain level, and remains forever printed in products destined to be played for a long time.

But what does it mean that Tanal is out of the game?
That Tanal, present on the VR46 bikes with stickers and logos, together with other companies of the same block will not be present on the bikes that will appear in the MotoGP game graphics. It can not be done.

Milestone company updating the liveries of the games will not update those of VR46 with the Tanal logos due to licensing problems because, according to rumors, the brand does not exist, actually.  It has not happened as in other cases in F1 that the game manufacturer has not found agreements with the companies. In this case, the companies are missing and the brands are not registered.

 

Renault F1 Reale
Real Renault F1 with real brands

 

Renault F1 game
Game Renault F1 without non authorized brands

 

Moto2 reale
Real Moto2 with current brands

 

Moto2 game
Game Moto2 without Tanal, Maic, KSA brands

 

MotoGP reale
Real MotoGP with current brands

 

MotoGP Game
Game MotoGP without Tanal, Maic, KSA brands

 

What are the methods of sponsorship of Tanal and VR46 is not known. Uccio Salucci stated that he received some money but, and this is a fact, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, are not registered trademarks anywhere. Not to mention the fact that there is absolutely nothing of Maic Technologies anywhere and anyhow.
For this reason they will not appear, unless some last minute changes, not even in the game.

This is the only case in this story where anyone cares about the difference between paying companies like SKY, WithU etc, and non-paying companies.
Because if they are paying, the curiosity of how and why emerges, given that they do not exist.

In short, the only ones who do things seriously seem to be the ones who play.

 



VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!

VR46 aramco

25 milioni per tre anni coprirebbero MotoGP e Moto2.
In quel caso i Sauditi ci sarebbero per davvero (senza principe e tutto l’apparato che abbiamo imparato a conoscere) e anche il logo Aramco ormai caro, che farebbe il giro largo tramite un’agenzia di Sport Marketing a quota 15% di commissione, riprenderebbe la sua posizione originaria. Per davvero.

Questi, in breve, i rumors che spuntano in merito alla sponsorizzazione in arrivo per il team VR46 che salverebbe comunque l’onore presentando “quasi” gli stessi sauditi con un player che aveva prima negato ed era quindi scomparso e adesso torna in auge coinvolto da operatori di un livello decisamente diverso con un progetto di tutt’altro tipo.
Niente città, parchi a tema, automotive che non esiste e nemmeno mongolfiere, droni e film di fantascienza,  assurdità industriali o acquisizioni folli.

Aramco avrebbe fatto così il giro lungo per il tempo necessario a smarcarsi e avrebbe seguito il percorso previsto il 6 maggio, percorso che aveva ipotizzato un arrivo reale del petroliere ma ad opera di vettori credibili.

Insomma una sponsorizzazione vera e realistica che però  E’ STATA SMENTITA DAi PORTAVOCE DI ARAMCO DIRETTAMENTE A QUESTO SITO DURANTE IL DOVUTO FACT CHECKING.
Riportare i rumors e la smentita serve comunque a delimitare la situazione. Chi legge questa cosa altrove, ne può identificare i punti salienti.

Se tutto dovesse essere vero, comunque, alla fine VR46 potrebbe davvero farcela a mettere un brand petrolifero Saudita sulle carene delle sue moto e sarebbe addirittura lo stesso di inizio storia.
E allo stesso tempo potrebbe riuscire a liberarsi di un bel po’ di elementi a zero credibilità. Per ora, però, si tratta solo di rumors, per di più smentiti.



Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

Residenza

Negli ultimi giorni è successo un po’ di tutto.
Persino i siti da parrucchieri (non si offendano i coiffeur) pieni di gente (finché dura) e di relativi click nonostante la presenza di nessun contenuto ragionato che non sia legato al mouse, si sono accorti che nell’affare Tanal-VR46 qualcosa non va e che sta crollando il castello di sabbia e saliva con cui tutto è stato impastato e somministrato.

Di tutto quello che è stato annunciato e poi calciato in avanti per quattro mesi, come nei cartoni di Holly e Benji in cui la partita non finiva mai, niente è ancora veramente successo. E fidatevi che niente succederà. L’impegno per qualcuno al momento è quello di scomparire per qualcun altro è quello di mettersi al lavoro per cercare di arginare una figuraccia rimediata dopo cinque mesi di comportamento volutamente cieco e irresponsabile. I fatti sono sempre stati sul tavolo e non vederli ha richiesto un certo impegno. Se le capacità impiegate fossero state di tipo manageriala (ovviamente non esistono) invece che di altro tipo, il problema non si sarebbe nemmeno presentato, invece… forse il management non c’è.

Le tante conferenze stampa mai avvenute

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza immediata in cui sarebbe stato chiarito sia il destino di Valentino, che alcuni dettagli su tutti i progetti Italo Sauditi che erano stati pianificati così male (eppure se li erano bevuti in gruppo) da intontire solo chi era già tonto di suo.
La conferenza non c’è stata.

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza in cui il Principe dal nome lunghissimo e il suo Consigliere “architetto” di Terni avrebbero dovuto aprire le porte della residenza saudita, ma non è stato rivelato né il giorno né il luogo. Sarebbe da andare a Ryadh a citofonare al Principe e chiedere se c’è Sua Altezza o almeno il sig Bernardini, consigliere del medesimo, che invece sembra essersi dato alla macchia, presumibilmente in Umbria dove ha sempre collocato tutte le sue iniziative.

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza di Misano in cui Rossi avrebbe dovuto comunicare il suo futuro, presumibilmente e possibilmente legato ad una sua ultima annata su moto italo-saudite, insieme al fratellastro Luca Marini e ai petrolsoldi.
Rossi si è invece ritirato in Austria, attraverso un commiato triste in una conferenza senza tavolino e senza quelli con cui ha sempre condiviso i suoi momenti sportivi.
Lì è stata fatta una prova. E’ stata invitata solo la stampa più malleabile e addomesticata. Nessuna domanda, infatti, sulla sponsorizzazione del secolo che avrebbe dovuto comprendere un team di MotoGP ma anche (la grandeur della truffa) anche l’acquisto della VR46 e dell’Accademy.Quella sarà l’audience della prossima conferenza stampa, vedrete. Poca gente che annuisce e lubrifica.

A questo punto, considerando che gli Arabi sembrano proprio non esserci, gli architetti ternani nemmeno e i petrolieri non ci sono mai stati, chi sponsorizzerà VR46 e per fare cosa e a che livello?

Ma soprattutto, visto che la conferenza in cui si aprono le porte del Principe non ha una data né un luogo (perché è inventata) e quella di Misano (legata al futuro di VR) è stata fatta in Austria, che conferenza dobbiamo aspettare? E per quando? Come dicono a Roma: de che dovemo parlà?

Niente Fantastic Trophy fra Gubbio e Rihad, niente moto elettriche ibride a quattro ruote, niente Accademy italo saudita, niente città del futuro, niente parchi a tema a parte quello costituito da un murales e un pollo di plastica gigante già fatto a Tavullia, niente hypercar Mazzanti da 1.111hp (che sappiatelo, non esiste), niente aziende italo-marocchino-coreane e nemmeno la Confartigianato di Terni che pare stia prendendo le distanze da certi soggetti, inclusi i plurifalliti che erano stati titolati e accreditati all’interno dei progetti inesistenti.

Nei prossimi giorni, sarà tentato qualcosa. Mercoledì potrebbe esserci una conferenza a porte semichiuse (solo con i fidati) in cui verranno confezionate e distribuite le nuove giustificazioni per non vergognarsi completamente.
Da qualche parte c’è chi sta cercando di non andare in galera  mentre nelle sale stampa c’è chi cerca di non essere asfaltato sul lavoro per aver preso 4 mesi e mezzo di cantonate volontarie, anche se qualcuno sta già girando la frittata dicendo che ci era arrivato, che non poteva essere vero, etc.
C’è invece chi i soldi li deve mettere e che già da qualche settimana, immaginiamo, altrimenti vuol dire che siamo davanti ad un management alla Totò e Peppino, sta cercando di recuperare qualcosa.

Noi li avevamo avvisati. E non è un modo di dire. Avevamo proprio telefonato a tutti i diretti interessati, uo ad uno,i proponendo dati, indagini materiali, e informazioni.  Insomma aiuto. Ci avevano detto che andava tutto bene.
Abbiamo quasi voglia che qualcuno ci smentisca così possiamo esaminare tutto il materiale audio e video per renderci conto ancora meglio di cosa è successo e come.



Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

Ciabatti e Domenicali

Le voci che emergono sono quelle di una Ducati preoccupata per la faccenda VR46.
Una Ducati ormai convinta del raggiro da parte dl Tanal che non c’è, Aramco che si è chiamata fuori dal primo giorno, e dei principi che non compaiono. Per non parlare degli architetti che non sono architetti e si sono dati, anche questi, alla macchia con tutto il pacchetto. Almeno così risulta.

Ducati è garantita da Dorna, si intende, che pagherà quei 5 milioni pattuiti e necessari, quindi la faccenda non è tragica, ma resta il fatto che 5 milioni non bastano. Ne servono altrettanti per fare tutte le cose che VR46 e Ducati avevano concordato, nel modo in cui avevano deciso di farlo. Va anche detto che sempre i soliti rumors parlano di una Ducati già allarmata da tempo, anche da prima degli articoli di chi scrive.

5 milioni per un team ufficiale, non bastano e quindi resta da capire, anche ammettendo di voler e poter rinunciare a qualcosa, se gli sponsor verranno “recuperati” da Dorna oppure verrà fatto un rimpasto da quello che attualmente alimenta le casse dei team VR46. Parliamo ovviamente di SKY, WithU etc.

Queste sono le cose che dovrebbero essere chiarite in occasione della tanto attesa conferenza stampa che “sarebbe” stata annunciata per mercoledì prossimo e vi sarebbero stati invitati solo “giornalisti selezionati” fra cui ovviamente non c’è Misterhelmet che ha rotto tanto le scatole e quindi non è “selezionabile” né tanto meno gestibile.
Chi sarà seduto al tavolo della conferenza stampa, non è dato saperlo, basterà vedere i partecipanti per capire quale sarà la direzione finanziaria del team VR46.
L’idea è quella che non vedremo principi, emiri e petrolieri ma qualche sponsor di recupero, anche se Valentino Rossi, intervistato ieri, ha nuovamente dichiarato di essere uno che tende a fidarsi e che quindi, è tranquillo.
Come già sostenuto, è ovvio che il Team VR46 si farà,  solo che magari ci sarà da stringere un po’ la cinghia.



Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

Last press

DISCLAIMER
Di solito chi fa il guastafeste non è mai simpatico e sembra che lo faccia per invidia, ripicca o chissà che.  Ammesso che sia questo il caso, ossia che stiamo davvero guastando una festa, è bene chiarire il senso di questo pezzo. L’unico scopo è quello di tutelare tutti coloro che potrebbero, come vittime collaterali, incappare in una faccenda che rischia di essere poco chiara. Ovviamente crediamo nella buona fede di tutte le parti in causa ma, allo stesso tempo ci permettiamo di evidenziare qualche dubbio sulla faccenda. Molte cose non tornano e solleviamo una bandierina. Se abbiamo sbagliato qualcosa siamo pronti a rettificare. Per l’ultima volta, saremmo felici se tutta questa vicenda fosse un grosso malinteso.
Tutta la documentazione, le telefonate registrate, le email e le comunicazioni che abbiamo raccolto, è a disposizione della Magistratura. 

PROLOGO
Sin dal 6 maggio su questo sito ci siamo occupati di cercare informazioni e dipanare alcuni dubbi sulla comunicata partnership fra Tanal Entertainment Sport and Media, e VR46 con la sponsorizzazione di Aramco, per l’avventura in MotoGP del 2022 su Ducati.
Con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio, purtroppo solo da parte nostra, relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

LE PRIME SMENTITE
Da fine aprile sono passati oltre tre mesi, quasi quattro, e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera, Aramco Oversea, Al Murri.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco non in UK ma nel mondo.
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco Oversea, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Va comunque detto che Aramco avrebbe potuto e potrebbe sforzarsi un po’ di più per smentire e dire, in via ufficiale e una volta per tutte, le stesse cose che ha detto ai vari giornalisti faccia a faccia o mail a mail, insomma come ha fatto con noi. 

 

Questi tre macigni, con l’aggiunta dell’ultima smentita che abbiamo ricevuto anche noi direttamente da Brunswick Group il 27 luglio, chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi. Sempre che tutto sia vero, incluso il principe che compare in fotografia accanto a rassicuranti dichiarazioni, ma mai in un video o di persona.E consentiteci, ognuno è libero di avere dubbi e manifestarli. Anche perché Tanal Global Holding è una cosa, e Tanal Entertainment Sport and media, un’altra… e vedremo che almeno una delle due non sembra esistere.

 

IL CONSIGLIERE ITALIANO DEL PRINCIPE SAUDITA E LO STRANO UFFICIO STAMPA

Siamo stati recentemente contattati dal Consigliere del Principe, Architetto Marco Bernardini che ci ha tenuto a fare alcune precisazioni che però altro non sono che dichiarazioni simili a quelle già emanate tramite comunicati.

Facciamo presente che all’Ordine degli Architetti non siamo riusciti a trovare se non un omonimo in Liguria. Il “nostro” Architetto Marco Bernardini, non ci risulta.

Tornando alla telefonata, l’architetto  ci ha tenuto ad illustrare come dal sito Tanal e dal network di comunicati, avremmo potuto desumere la bontà e l’assoluta affidabilità dell’iniziativa. Peccato che l’architetto non si riferisca a Tanal Global Holding ma a Tanal Entertainment, e di quest’ultima non via sia traccia alcuna sul web.

Ci ha in seguito scritto la signora Arianna Pasquale (non ne abbiamo trovato alcuna traccia da nessuna parte), Head Press Officer di Tanal Entertainment e Media, che però ha suscitato in noi ulteriori dubbi e perplessità. Vediamoli.

INDIRIZZO EMAIL E UFFICIO STAMPA
Abbiamo trovato abbastanza singolare che una multinazionale della comunicazione con un sito dedicato non abbia un indirizzo email personalizzato, anche se in realtà Tanal Entertainment un sito proprio non ce l’ha. La mail ci è arrivata da tanalentertainment.press@gmail.com
E’ una cosa mai riscontrata in un ambito simile.
Realizzano città del futuro e non hanno una mail aziendale dedicata.
Lo stesso messaggio, a firma di Arianna Pasquale, non conteneva alcun recapito telefonico, né personale, né dell’ufficio.
Compito di un ufficio stampa è quello di farsi rintracciare per fornire informazioni e chiarimenti. Non è questo il caso.
L’ufficio non ha indirizzo, email, telefono fisso, mobile, fax, etc. Non è indicato nemmeno il sito web. Ce lo siamo andati a cercare. E non lo abbiamo trovato.
Tanal Entertainment and Media sta gestendo diverse partnership da milioni di dollari con diversi partner internazionali e non ha un sito. Abbiamo però trovato quello di Tanal Global Holding, anch’esso preoccupante.

 

Mail Press Office
Mail Press Office

DUBBI SUL SITO WEB DELLA MULTINAZIONALE TANAL GLOBAL HOLDING

Innanzitutto la non corrispondenza fra Tanal Entertainment e Tanal Global Holding. Il sito web della Tanal Global Holdings con la S
https://www.tanalglobalholdings.com/ è abbastanza singolare.
E’ innanzitutto realizzato con un programma per siti pre confezionati, nello specifico Jimdo. Ci si può fare un sito con pochi euro copiando da vari template pre confezionati.
Una multinazionale che realizza progetti da miliardi di dollari non ha affidato ad una web agency la realizzazione del suo sito. Abbastanza singolare.
E comunque si vede. Il sito è realizzato in modo approssimativo.

Non è inoltre presente il multilingua. Anche questo abbastanza strano per una multinazionale che opera in 37 paesi del mondo.

LE NEWS NON CI SONO
Con tutte le iniziative di elevato prestigio e visibilità, la sezione news è stranamente in costruzione. Vengono inviati i comunicati e quindi le news ci sarebbero, ma stranamente non sono sul sito. E’ il primo caso di questo genere per una holding di alto livello. E anche di livello un po’ meno alto.

Presidente e Vice Presidenti di Tanal Global Holdings sono due principi sauditi i cui nomi sono però leggermente diversi da quelli della famiglia reale che si trovano su Wikipedia, per intenderci, anche se corrispondono ai proprietari di Tanal Entertainment Sport and Media.
Può succedere che alcune trascrizioni non siano proprio identiche.
Possiamo soprassedere anche su questo.

C’è un global network con mappa e città in cui ci sarebbero le sedi. Non c’è però nemmeno un indirizzo per raggiungerle. Nemmeno un recapito di nemmeno una sede. Eppure parliamo di circa 40 sedi in 37 paesi del mondo, nessun continente escluso.

Come advisor c’è un nome ed un recapito telefonico.
Nessuna risposta alla chiamata. Come indirizzo email una mail @tanalglobalholdings a nome Omar, e un indirizzo gmail.
Anche questa volta, abbastanza singolare. Omar ha una mail senza cognome in una multinazionale.

Sezione News Tanal
Sezione News Tanal

 

UN PORTFOLIO CLIENTI SENZA CLIENTI
Nel portfolio c’è l’elenco delle attività in cui è coinvolta Tanal.
Sono tantissime ma nel portfolio clienti non è indicato nemmeno un cliente. Non è indicata nemmeno un’iniziativa precisa fra le tante elencate nei vari comunicati. Abbastanza singolare.

Fra i partners presenti, ne abbiamo chiamati alcuni.
Di quelli che parlano inglese nessuno conosce Tanal ma un paio ci hanno già detto che è stata fatta loro questa domanda. Hanno chiesto a noi come mai. Forse è qualcuno che ha le nostre stesse curiosità.

SEZIONE GLOBAL DEI SITO
Molti uffici di varie nazioni hanno lo stesso indirizzo email nonostante i referenti siano persone con nomi diversi.
In vari paesi anche lontani fra loro risponde sempre Omar il quale ha un indirizzo email gmail in comune con altri referenti.
Strano anche questo però magari sono cose che succedono.

La privacy policy del sito è quella standard di google e non è nemmeno personalizzata per il sito di riferimento.
Un po’ di pigrizia, ma è comunque illegale. In Tanal forse non lo sanno.

I CURIOSI COMUNICATI RICEVUTI
Tanal, Global Holding o Entertainmente che sia, non risulta aver mai effettuato attività prima di maggio.
Tutte le iniziative sembrano partire da quel mese, a seguito dei comunicati dell’accordo con VR46 di fine aprile.
Potrebbero essere state selezionate solo le ultime attività, ma anche sul web non si trova quasi niente di precedente quel periodo.

Il primo comunicato di cui parleremo è l’ultimo in ordine cronologico riguarda l’imminente (ma è già passata senza essere avvenuta) partecipazione di TANAL ENTERTAINMENT SPORT & MEDIA CON YAYA EVENTS ALL’ANDALUSIA RALLY 2021 TEST LIVE prologo di un non ben chiarito FANTASTIC TROPHY COMPETITION, che dovrebbe essere una competizione intercontinentale di gaming mista a realtà iperrealistica.

Non è chiaro il nesso ma va bene. Però l’Andalusia Rally è un evento di auto. Sulle foto c’è invece un signore che dovrebbe fare la Dakar in moto. Il pilota in oggetto è anche amministratore delegato di una società di Edutainment che compare spesso nei comunicati e nei partner di Tanal. Jader Giraldi, è fotografato accanto ad una moto ma partecipa ad un rally di auto. O almeno così viene spiegato. Abbastanza curioso. O non abbiamo capito noi.
Abbiamo cercato di raggiungere il sig Giraldi ma non si è stato posibiile parlarci.

L’elenco dei vari partner per il resto è abbastanza chiaro: oltre a Tanal Entertainment Sport and Media abbiamo Yaya Events, società del motociclista automobilista, Maic Technologies, specialista nei sistemi di biorilevazione.
Tutti questi partner sarebbero parte del polo tecnologico Tiburtec, supervisionato dall’Architetto Bernardini, il consigliere del Principe, all’interno della sede di via Peroni, nel Tecnopolo Tiburtino, fra Roma e Tivoli.

Nel comunicato compare anche la sede del grande e moderno edificio, con tutti i loghi delle numerose aziende partner in bella vista.
L’edificio però è un render, una prova grafica.
Nella realtà il palazzo esiste ma su Google sono leggermente diversi il colore, i giardini e la facciata che non presenta i loghi aziendali mostrati nel conunicato.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO  Tanal Entertainment-Andalusia Rally-Fantastic Trophy

 

TIBURTEC TANAL
TIBURTEC NEL COMUNICATO TANAL

 

TIBURTEC GOOGLE
TIBURTEC SU GOOGLE

 

TIBURTEC REAL
TIBURTEC COME E’ REALMENTE

Ci siamo recati sul posto ed effettivamente sulla facciata non c’è alcun logo. Abbiamo parlato con alcuni impiegati e con il portierato dell’edificio e ci è stato confermato che nessuna delle società elencate ha mai risieduto all’interno del complesso né ha mai ricevuto posta. O per lo meno loro, forse a parte la Korean,  non le conoscono. Non tutte le società è necessario che siano censite in un complesso ma allora come mai è stata fornita un immagine non veritiera di un edificio che invece quei loghi non li ha? A cosa serve mostrare una sede contraffatta?
Il portiere e gli impiegati del palazzo ci hanno garantito che sull’edificio non sono stati mai presenti i loghi che invece fanno bella mostra nella foto del Tiburtec inserita nel comunicato di Tanal. Per la cronaca, Tiburtec è una società realmente esistente ma amministra condomini.

Fra le tante società citate, abbastanza interessante la KMHG – Korean Moroccan Holding Group, una associazione di espatriati marocchini in Corea, almeno questo abbiamo trovato noi, che viene descritta come esperta in analytics.
E’ una Holding che però, salvo nostri errori, ci risulta avere un solo impiegato. Deve essere uno molto bravo che sa fare un sacco di cose. Ma essendo, tale società, presieduta da Marco Bernardini, ci viene il dubbio che l’architetto sia modesto e non voglia comparire troppe volte per non prendersi troppi meriti.

Nel comunicato trova posto anche, così, un po’ a sorpresa, la presentazione di un progetto di una moto ibrida a 4 ruote motrici che dovrebbe partire da un videogame e passare per un film basato su un libro, per poi essere prodotta.

 

Moto ibrida Tanal
Moto ibrida Tanal

Il video game non siamo riusciti a trovarlo. Il libro esiste ma non abbiamo trovato traccia delle riprese che dovrebbero essere in corso da un anno nella città di Gubbio oltre a Roma, New York Jeddah, Riyad e Mosca. Per New York Mosca e le altre città straniere abbiamo rinunciato ma al comune di Roma e a quello di Gubbio non abbiamo trovato nessuno al corrente del fatto che da un anno stiano girando un film nella loro città.
Però siamo contenti che il prototipo di moto esclusivo che sarà utilizzato anche sul set del film che si chiama “Edward Loth – Najima The Fantastic City” prodotto da Tanal Entertainmet Sport & Media insieme ad una co-produzione italiana e altri partner internazionali, basato sul libro dell’autore best seller Philip Osbourne, darà il via alla produzione in serie della moto in oggetto disegnata da C Creative, una società di Claudio Castiglioni, in uno stabilimento situato a Terni e gestito da Giampiero Sacchi, la stessa persona che al Mugello ha accompagnato insieme agli uomini VR46, l’architetto Bernardini in Dorna da Carmelo Ezpeleta sperando che questo progetto abbia risultati diversi da quelli dal fallimento dell’azienda racing ternana di Sacchi, la Ioda Racing, che purtroppo vede i suoi beni oggetto di asta giudiziaria e diverse persone lasciate senza lavoro e con pagamenti da ricevere.
La moto comunque, seppur solo un disegno, è bella e speriamo che venga prodotta veramente.
Unica cosa: in un altro comunicato, sempre di Tanal, viene annunciato che la moto verrà invece prodotta in Arabia Saudita.
C’è un po’ di incertezza. Qualcuno lo dica a Giampiero Sacchi, che magari sta preparando lo stabilimento a Terni.
Per adesso comunque non ci sono grandi pericoli, dato che tutti i progetti sono futuri e non è stato realizzato ancora nulla.

 

LA SUPERCAR MAZZANTI CHE ANCORA NON ESISTE

Un po’ più semplice il comunicato sulla Hyper car Mazzanti Evantra, che per fortuna esiste anche se in modelli precedenti ed è prodotta nel numero di 5 esemplari l’anno. In verità dal 2015 non ci sono modelli targati. Solo qualche prototipo, almeno così ci sembra.
La Mazzanti risulta avere meno di 10 dipendenti con un costo annuo del personale di circa 81.000 euro. E quindi si presume che alla Mazzanti, a meno di non essere davanti ad uno sfruttamento, i dipendenti dovrebbero essere giusto un paio.

Tornando all’auto del comunicato, di questo modello che invece ancora non esiste, ne dovranno essere prodotte, da una fabbrica che attualmente non ne ha targata nemmeno una, 57, in una versione potenziata da 1111hp blindata e resistente al fuoco con antifurto inviolabile. Le auto verranno, naturalmente in futuro, prodotte in un impianto di 275mila mq diretto sempre dall’Architetto Bernardini, che vedrà la luce nel futuro in Arabia Saudita e che permetterà di impiegare centinaia di ingegneri arabi a partire dal 2030. Un made in Italy made in Arabia Saudita. E sarebbe la prima fabbrica di automobili nella storia situata in uno di quei paesi.

Evantra-MBS-ONE-1111-HP
Evantra-MBS-ONE-1111-HP (render)

E’ ovviamente tutto molto interessante ma anche abbastanza lanciato in avanti negli anni, soprattutto se parliamo di una hypercar.
Nel frattempo però l’auto apparirà, nemmeno a dirlo, nel già citato film “Edward Loth – Najima The Fantastic City” e in vari videogame sotto forma di carrarmato volante in modalità effetto speciale dato che, come affermato sopra, non esiste. Succede tutto in quel film.

La fortuna, questa volta, è che sul sito di Mazzanti Automobili c’è un richiamo al comunicato anche se le parole sono le stesse di Luxurious Magazine che riporta a sua volta il comunicato Tanal, come se Mazzanti riportasse il comunicato di altri su un’iniziativa propria. “Assomiglia ad una Lotus”, dicono, ma è solo un disegno. L’auto sarà diversa. Mazzanti non ha rilasciato informazioni su questo tema. Bisognerà aspettare qualche anno per la produzione dello stabilimento e poi delle auto. Ci vuole pazienza.
Nel frattempo però Tanal i suoi proclami li manda in giro e la stampa li riprende fiduciosa e con partnership dichiarate e riprese dalla stampa è un po’ più semplice trovare altre partnership.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO Tanal Evantra MBS 1111 hp

 

FANTASTIC TROPHY COMPETITION
In uno dei comunicati riguardanti la associazione con la VR46, infatti, forse uno di quelli meno letti in quanto non parla direttamente della Motogp, c’è un’altra iniziativa alquanto curiosa che merita attenzione: il FANTASTIC TROPHY COMPETITION, definito una nuova competizione sportiva a due ruote progettata da
Tanal Entertainment Sport & Media per creare un nuovo format di gara con caratteristiche uniche. A differenza delle più note competizioni, recita il comunicato, Fantastic Trophy Competition utilizza due diversi tipi di percorsi: nel deserto in Arabia Saudita e su strade sterrate in Italia. Come in tutte le iniziative Tanal si parte dall’Umbria e si finisce in Arabia Saudita facendo il verso alla Parigi Dakar in una sorta di Perugia-Riad.

Il format della competizione, continua il comunicato, è simile a un videogioco: immerso nella realtà, utilizzando l’interazione tra due ruote, satelliti, droni, mongolfiere; interazione in tempo reale con la scuderia in campo e con il pubblico da casa. L’utilizzo di tecnologie avanzate di realtà virtuale, di comunicazione e navigazione, di piattaforme interattive per la gestione dei flussi digitali e telemetrici sarà garantito da Korean Moroccan Holding Group, in collaborazione con i principali player coreani del settore.
Non ci dimentichiamo però che la Korean Moroccan Holding Group, risulta un’associazione di emigrati marocchini in Corea ed ha, se non ci sbagliamo, un solo impiegato, il suo presidente, l’architetto Bernardini, che ovviamente se crede può correggere e smentire le nostre affermazioni. Per non parlare del fatto che i flussi telematici in altri comunicati erano affidati alla Maic.
Tenete a mente queste due società.

Però in questo caso dal punto di vista temporale siamo fortunati perché il format definitivo sarà presentato entro settembre 2021 e quindi, dice il comunicato, potrebbe annunciare un test di gara da novembre a dicembre su due percorsi, uno italiano e uno saudita.
Uno in KSA – nel deserto da Fantastic City, che ancora come città ricordiamo, non esiste a KAEC sul Mar Rosso – ed uno su fuoristrada in Italia, a partire da Tavullia, a Gubbio e Terni, dove MAIC Technologies sta progettando e realizzando il primo prototipo di motocicletta fuoristrada a quattro ruote motrici con propulsione ibrida, termica ed elettrica, mentre la produzione di impianti è prevista in Arabia Saudita.
Qui c’è un problema con un comunicato precedente dato che la moto sembrava essere destinata, come produzione a Terni.
E Maic Technologies, in base ad un altro comunicato, ci risultava impegnata in attività di rilevazione biometrica e non di produzione motociclistica.
Da un comunicato all’altro, MAIC e KMHG si sono scambiati i ruoli.

Fantastic Trophy Competition, continua il comunicato, sarà un vero e proprio hub per la selezione dei giovani piloti sauditi, il cui talento potrà emergere con il prezioso supporto di VR46.
Chissà se in Arabia Saudita sanno di questa opportunità tutta italiana di diventare come Valentino, Morbidelli e Bezzecchi mentre gareggiano seguiti da droni, satelliti e mongolfiere e pubblico da casa, su una moto ibrida a quattro ruote motrici che verrà realizzata nei prossimi anni proprio in Arabia Saudita, oppure a Terni.

Segue nel comunicato, una lode al Principe saudita e alle società marocchino-coreane, presiedute dall’Architetto Bernardini, riconosciuto rappresentante della tecnologia coreana e della creatività italiana. Di quest’ultima i comunicati non sono mancanti perché dell’impegno in ambito urbanistico, edilizio, tecnologico e universitario non c’è alcun progetto effettivamente ancora realizzato. E speriamo che il principe Saudita non si arrabbierà per questo.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY / VR46

Sui restanti comunicati relativi agli specifici accordi fra Tanal Global e VR46, quelli con obiettivo KSA New Cities E ARAMCO, poco da aggiungere se non che presentano tutti gli stessi stereotipi: progetti ancora tutti da realizzare, dichiarazioni tutte da verificare, comunicati unilaterali, e società partner che compaiono, sempre le stesse, in tutti i progetti comunicati da Tanal. E l’unico sponsor, ARAMCO, che non sa più come smentire.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 MOTOR SECTOR

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO inglese

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

Per il resto aveva ragione, l’architetto Bernardini quando, in occasione della sua telefonata, mi aveva detto che analizzando bene il network di notizie, comunicati e iniziative, i conti sarebbero effettivamente tornati.

Il filo conduttore è lui: Marco Bernardini, amministratore della Systech di Terni, azienda che fa quadri elettrici (così riporta il web, dato che la società non ha un sito), con la passione per l’Arabia Saudita, già direttore dei lavori dimissionario del parco Cardeto di Terni, e fautore come spettatore di progetti di moto elettriche che nel 2017 volevano partecipare al campionato MotoE (non ce l’hanno fatta) e negli anni successivi di auto elettriche da corsa mai nate, torri energetiche multifunzionali mai innalzate e città intelligenti saudite non ancora costruite, con progetti che da alcuni anni vengono lanciati nel futuro ma che poi, quando il futuro arriva, non si vedono mai.
Un’altra cose che ci lascia dubbiosi, è il non aver trovato traccia, all’Ordine degli Architetti dell’Architetto Marco Bernardini. C’è un suo omonimo ma ha uno studio in Liguria.  Speriamo sia almeno geometra. Possiamo ovviamente sbagliarci e siamo pronti ad ogni rettifica.

 

CHI RISCHIA DI ESSERE DANNEGGIATO?

In tutta questa ragnatela di vicende, comunicati e società, chi rischia di rimetterci è VR46 che sembra essere più utilizzato che sponsorizzato.
Abbiamo chiamato VR46 nella persona di Uccio Salucci il quale, molto cortesemente, ci ha confermato  la partnership con Tanal e di avere delle sponsorizzazioni già attive in ambito CIV e CEV, con relativo supporto finanziario e sponsor in carena ma, in seguito a nostre ulteriori richieste, ci ha indirizzato verso Alberto Tebaldi il quale però, impegnato, ha promesso di richiamarci. Stiamo aspettando da alcuni giorni.

Oltre a VR46, in una posizione ovviamente marginale, c’è anche Ducati, che dovrà fornire due moto ufficiali oltre a tecnici e ingegneri. Ovviamente l’azienda non è in pericolo ma ci potrebbe comunque essere un danno di immagine o qualche elemento da riconsiderare.
Per quanto riguarda  Dorna che rischia di non poter contare sui flussi di denaro che una sponsorizzazione così sontuosa dovrebbe portare, ovviamente darà il suo contributo al team, ma è evidente che si troverebbe davanti ad un progetto in salita che dovrebbe cercare un’altra sponsorizzazione, a questo punto, last minute.

Insomma, siamo sicuri che il team VR46 MotoGP si farà e sarà anche un successo. Principi, faccendieri, petrolieri… crediamo sia tutto vero. L’unica cosa che non ci torna è riferita alle credenziali fino ad ora esibite dal suo sponsor. Che saremo ben lieti di smentire.

 

UPDATE IMPORTANTE 

Questo articolo è pronto da qualche giorno, circa una settimana. Abbiamo chiesto delucidazioni e abbiamo dato il tempo di risponderci ma abbiamo ricevuto approcci molto aggressivi oltre a reazioni scomposte.
Nella giornata di sabato 31 luglio, è uscito sull’importante sito GPONE un articolo relativo al lancio di una conferenza stampa che si terrà a Riad anche se, atipico per un comunicato di questo tipo, manca la data.  Siamo sicuri che GPONE avrà fatto le sue verifiche. A noi però continua a non tornare.
Nel comunicato c’è un video che è ancora una volta un render e rappresenta l’edificio fatto a forma di auto da F1. Cosa c’entra con Tanal?
E’ scomparsa inoltre ARAMCO oltre al SIg. Bernardini e gli sponsor sono diventati POTENZIALI.
Cosa vorrà dire? Qualcuno ci dia una mano.

 

Comunicato Press Conference Tanal1
Comunicato Press Conference Tanal1

 

Comunicato Press Conference Tanal2
Comunicato Press Conference Tanal2


Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!

VR46 aramco

Chi vuole sorbirsi un gigantesco “ve lo avevo detto” può andare a leggere questo pezzo del 6 maggio in cui, con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.
Da fine aprile sono passati oltre due mesi e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco:
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Questi tre macigni chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi.

Le multinazionali, anche quelle controllate dalle famiglie reali di paesi nei quali non si va troppo per il sottile, in quanto internazionalmente quotate, devono rispondere a dei criteri gestionali che non hanno troppi margini di interpretazione.
Ci sono i board, i consigli di amministrazione, i bilanci, il codice etico, e tutti i criteri di utilità aziendale che devono essere soddisfatti da una società sotto osservazione internazionale.

Nessuno ha dubbi che VR46 troverà uno sponsor munifico per la sua avventura. Semplicemente rischia di non essere questo, a meno che non vengano fatti importanti cambiamenti nei vertici delle società nominate.

Ma la cosa più grave non è quella di uno sponsor che sarà, molto probabilmente, sostituito da un altro, vista l’elevata appetibilità del team VR46, quanto il dilettantismo di tutti coloro che dovrebbero giudicare professionalmente la situazione per poi raccontarla, almeno così dovrebbe essere, con distacco.

Nei comunicati di apertura non si sono visti né virgolettati, né firme. Non si è nemmeno compreso nel dettaglio il collegamento fra le entità in gioco, Tanal Entertainment e Aramco, laddove la prima appare più un mediatore di interessi e attività e la seconda una multinazionale che gioca una partita di alto livello ed è sottoposta a regole precise. Si sono poi viste delle dichiarazioni sì nominali, ma mai congiunte, sullo stesso foglio degli impegni specifici di sponsorizzazione, per intenderci. Per non parlare delle smentite pesanti del petroliere, che sembra essere tutto tranne che controllato dai Principi.

Tanal e Aramco sono sì “di proprietà” dalla famiglia reale Saudita ma, il concetto di controllo finanziario e di famiglia reale saudita sono molto ampi a livello di significato.
Una multinazionale petrolifera non è un negozio di bottoni e ci sono consigli di amministrazione, board, azionisti da tenere in considerazione. L’amministratore delegato non è un cameriere ma una persona nominata per tutelare, a costo della sua stessa sopravvivenza, i privilegi dell’azienda la cui amministrazione gli è stata affidata. Una famiglia reale, in Arabia Saudita, è qualcosa di complicato, dal punto di vista del numero degli esponenti e degli equilibri fra i medesimi. Una rivalità, anche piccola, può avere un peso inimmaginabile.

Di tutte queste cose non visibili, oltre che di quelle visibili, dovrebbe tener conto un professionista dell’informazione.

Con l’eccezione di qualche sito straniero e di un paio solo dei nostri, invece, è stato come camminare a piedi nudi nel deserto del sahara del dilettantismo, fra le maestose dune dell’accondiscendenza.
Tutti i siti e le testate si sono comportate peggio di un ufficio stampa, dato che persino un responsabile comunicazione lavora su un minimo di virgolettato dei suoi capi, per mantenere il posto di lavoro.

La gara invece è stata solo quella di entrare nei dettagli economici mai scritti (20 milioni da dove spuntano?), nel fascino dell’operazione, e nelle pieghe bagnate del sogno populista di un Valentino pilota per un altro anno (e anche qui non si capisce il masochismo).
Ci si è soffermati sulle specifiche tecniche di moto che non si sa da chi verranno pagate e sui dettagli di piloti di un team che, per ora, c’è solo nelle intenzioni.
Diventa clamoroso, a questo punto, anche l’accordo con Ducati, se lo sponsor non ci sarà, e la certezza di tutti i protagonisti che, in barba alla mancanza di una qualsiasi sicurezza firmata, sono così tranquilli su tutto.
Questo perché significherebbe che un organizzatore come Dorna e un’azienda come Ducati, basano le loro scelte aziendali e commerciali su presupposti e desiderata che possono anche tranquillamente non esistere. Se anche lo sponsor ci sarà ma sarà diverso, sarà comunque gravissimo. Perché non è su quello che è stato un accordo pluriennale multimilionario. Quindi, in pratica, vorrebbe dire che “si è andati un po’ a culo”.

E alla fine, bisogna anche ringraziarla, Aramco, la quale, in seguito a tutti i render variopinti di moto, tute, caschi, etc, si è limitata a smentire e a chiedere rimozione di articoli, ma ancora non si è irritata per l’uso, a questo punto arbitrario di nome, marchio e coinvolgimento di un’azienda pur sempre quotata in borsa.
A qualcun altro sarebbe costato caro, dal punto di vista legale e mediatico. La zimbellitudine da paddock avrebbe raggiunto livelli stellari.

Insomma, quando anche sia tutto vero, qualcuno alla fine dovrà spiegare come mai c’è tanta resistenza da parte di un’azienda che dovrebbe fare quello che vuole il padrone ma, di fatto, sta cercando (riuscendoci) di non farlo, e tanta accondiscendenza da chi su queste cose ci dovrebbe ragionare.

Alla fine, in sintesi:
1) L’accordo è stato annunciato male e preso per oro colato nonostante mancassero i presupposti di base.
2) Le società Tanal e Aramco risponderanno anche alla stessa proprietà ma sembra siano invece in conflitto.
3) Alla stampa si può raccontare quello che si vuole che tanto sceglie sempre la soluzione che le consente di mettere in scena più storie e raccimolare più click, indipendentemente dagli indizi che le arrivano o dal buonsenso che servirebbe nell’analisi. Anche a costo di prostrarsi in modo da farla diventare una nuova categoria di Youporn.

Ma questo, perché?
Per gli stessi ingredienti che servono perché una truffa abbia successo (anche se qui non è di truffa che si parla):
Sparare in alto, pensare in grande e tirare dentro nomi troppo grossi perché ne venga messa in dubbio la veridicità.
E in questo caso siamo tutti davanti ad un sogno. Un principe vero, un principe dello sport, tanti soldi provenienti da chi nell’immaginario collettivo può disporne come vuole, e un brand, quello di Ducati, che è sicuramente il più appetibile per un romanticismo di successo.

Poi c’è un altro particolare: tutte le politiche di investimento di società saudite legate al governo di riferimento (lo sono quasi tutte), sono sotto osservazione per via della storica e reiterata violazione dei diritti umani sui quali il paese arabo si è dimostrato abbastanza disinvolto. Lo sport washing, ossia l’attività che prevede sponsorizzazioni massicce ad alto impatto per ingraziarsi i tessuti sociali e opinione pubblica di destinazione (edilizia residenziale, parchi divertimento, impianti sportivi) è da tempo sotto osservazione da parte di tutti i paesi Europei e non solo, oltre che di tanta stampa internazionale (a parte la nostra).

Sia chiaro: il team si farà, nessuno dubita, anche a costo di trovare un altro contributor o di far pagare tutto a Dorna. Ma la figuraccia rischia comunque di essere di quelle alcooliche.
Il reato è quello di informazione in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta da click.

 



VR46 MotoGP: quel fastidio che si chiama Bastianini!

Bastianini

ATTENZIONE: EXPLICIT LYRICS. CONTENUTI ESPLICITI, LINGUAGGIO DIRETTO E OPINIONI PELOSE

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

Nel dubbio già da un po’ VR46, la compagnia e tutta l’editoria che da anni gattona al cospetto del pacchetto più redditizio e con il conflitto di interesse team/media più clamoroso della storia del motorsport, cerca di portarsi a casa Morbidelli dopo averlo girato in modo che, come un magnete, abbia contrapposto il polo dell’attrazione con Petronas, con Yamaha e con Forcada. Serve che si respingano. Serve per fare il team dei sogni, ovvero un team che abbia dentro il fratello del titolare e uno che vada veramente forte. Serve Morbidelli, e serve liberarsi di Bastianini.

Chi scrive che i piloti del VR46 saranno Marini e Bastianini mente sperando di mentire. Non sarebbe così bello come storia da raccontare.

Un team VR46 che si rispetti non può avere nella sua line up la dimostrazione vivente e vincente che non è necessario far parte dell’Accademy per giocare nella Serie A delle moto. Bastianini è la prova che si può fare carriera da soli, presto e bene. Che team VR46 sarebbe se non venissero schierati “prodotti tipici”?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

Sempre ammesso che non vi siano già problemi per l’anno prossimo, perché non è chiaro capire a che livello di ufficialità il team VR46 potrà aspirare, specialmente quando riuscirà a portare a casa il Morbido. E credeteci, l’intento è quello e ci si sta lavorando duro.
Da capire chi paga e quanto. E da capire quando arrivano i soldi.
Per Ducati, lo avete visto, c’è una parte puramente racing e una parte di racing commerciale e, in questo caso, proprio non è importante da dove arrivino i soldi, ma il primo che arriva da sempre è quello che alloggia meglio.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno