Balaton Park Superbike: un’altra Ducati Land. Sapete chi vi saluta?

Sapete chi vi saluta? Bulega! Il quale se ne va e fa tripletta con il suo assistente Lecuona e altre 6-7 Ducati nei 10 tutte le volte. Raccontare un week end così è facilissimo o difficilissimo, dipende dall’obiettivo che ci si vuole raccontare.
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Tre gare fotocopia, anche noiose, a dire il vero… che è come ho iniziato l’ultimo articolo sulla Superbike. Facilissimo o difficilissimo da scrivere. Dipende dall’obiettivo.

Facilissimo dire cosa è successo: Bulega e Lecuona fanno quello che vogliono e il resto se lo spartiscono le altre Ducati a meno che non succeda qualcosa di particolare tipo qualche inserimento casuale di qualche Bimota, BMW o Yamaha. Sì, ok, anche Kawasaki ma più raro.

Difficilissimo se l’obiettivo è convincere qualcuno o sé stessi che valga la pena continuare a guardare un campionato così, che è noioso fino alla morte. Non è colpa di chi vince, perché Bulega lavora duro e lavora bene. Non è colpa nemmeno di Ducati perché se fai i compiti a casa e sei un genio in una classe che non studia, non è colpa tua.  Vincere domenica e vendere il lunedì, dicevano? E Ducati lo fa. Si tratta di un’azienda che vende moto da corsa.

E quindi le costruisce bene. Così bene che sono la scelta migliore se vuoi vincere, a meno di assurdi bilanciamenti di performance (e a volte nemmeno con quelli). Non ci sono pugnette che tengano. Le classifiche hanno sempre ragione. Figuriamoci se ripetono sempre la stessa cosa.

Le tre gare del Balaton Park sono identiche. Vince Bulega, praticamente indisturbato.
Il che non vuol dire che non si debba impegnare o che non faccia bene. Vuol dire semplicemente che è l’uomo migliore sulla moto migliore affidata al team migliore. Per adesso va così. E va così anche il secondo gradino del podio, per gli stessi motivi.
Il resto è un po’ un alternarsi.
L’altra volta ho scritto che è spettacolo anche un dominio tecnico. Oggi però nemmeno quello e la pista non ha aiutato.
Oliveira in Gara1, Baldassarri in Superpole Race e Montella in Gara2 sono le sorprese sul terzo gradino del podio. Poi il portoghese va out al via della Superpole Race (red flag e pilota unfit per quella gara e la gara successiva), mentre invece gli altri ragazzi di Barni, Go Eleven e Motocorsa continuano a vivacizzare la faccenda. Va detto che è veramente piacere vedere che Montella, Baldassarri e Surra sono talenti finalmente ritrovati, che offrono spettacolo e portano, alle loro squadre risultati commisurati all’impegno e alla passione che ci mettono.
Persino il team MG piazza Mackenzie (meno Bridewell) sotto i riflettori. Giusto così per tutti tranne che per Bautista, veramente demotivato per una penalizzazione che farebbe passare la voglia a chiunque.

Fine settimana nero per BMW che non ha preso parte a Gara2 (unfit anche Petrucci per problemi alla mano rimediati nella gara del sabato) e per Honda che ha letteralmente chiuso i cancelli con Chantra e Kuni. Una cosa veramente brutta da vedere.

Segni di vivacità per Yamaha, che però raccoglie le briciole solo con Locatelli (gli altri hanno veramente balbettato) e tre gare di qualità per Gerloff (13°, 8° e 5°) in una selva di Ducati.
Il resto è veramente tutto rosso perché Bimota rimedia un 7°, un 6° e un ritiro e tutti con Alex Lowes, dato che Bassani è veramente alle prese con situazioni incomprensibili, problemi tecnici inclusi.
Le classifiche le trovate sotto ma leggerete solo Ducati. Altro non c’è.
Ah, dimenticavo: in Ungheria non ci sono nemmeno gli spettatori.

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