Tanal Aramco VR46: all the story, tutti gli articoli di Misterhelmet (ITA/ENG)

aramco vr46

Tutti gli articoli di Misterhelmet sul tema Aramco/Tanal/VR46

All the articles by Misterhelmet on the topic Aramco / Tanal / VR46

             

MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46? 6 maggio

VR46: pilota e team, annunci in arrivo! 14 maggio

Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi! 19 luglio

La tentata truffa ad Althea Racing. Compagnia aerea e petrolieri. Ad un passo dal colpaccio! 28 luglio

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono! 1 agosto

Misterhelmet querelato ma ci sono tante “dimenticanze e coincidenze”! 2 agosto

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio? 14 agosto

Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga? 15 agosto

Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera! 22 agosto

Tanal e VR46: la farsa al suo apice. Già due i pagamenti rimandati. Crolla il castello di bugie di Tanal 27 agosto

SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal! 31 agosto

Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze! 5 settembre

Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio 8 settembre

Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti! 12 settembre https://www.misterhelmet.com/valentino-rossi-il-team-vr46-non-e-un-mio-problema-stampa-fifona-sky-sugar-daddy-e-sponsor-inesistenti/

VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors! 15 settembre 15 settembre

MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi” 7 ottobre

VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti! 22 ottobre

VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato? 31 ottobre

Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo! 5 novembre

 

 

 

 

 

 

Le inutili lezioni di Copyright di Paolo Scalera

Vorrei anche chiudere questa questione ma continuo ad essere tirato in mezzo con affermazioni non corrette. Non accetto di passare per ladro né accetto lezioni di giornalismo da chi, secondo me, non è in grado di darmele.

Guarda il video o leggi l’articolo che segue!

 



Qualche giorno fa, dopo aver visto un video di una live di GPOne con Paolo Scalera, Matteo Aglio e Pernat come ospite in cui parlavano del tema Tanal, Aramco etc, avendo riscontrato quelle che secondo me erano inesattezze, ho pubblicato un video di risposta che prendeva degli spezzoni della trasmissione e, punto per punto replicava. Tengo a precisare che ho fornito il link della trasmissione originale e non ho stravolto alcun contenuto. Ho solo spezzettato la parte che mi interessava, rispondendo volta per volta ed ho usato 4 minuti e 50 su quasi un’ora e mezzo di trasmissione.

Il video ha fatto un po’ di scalpore perché nello stesso, Paolo Scalera dichiarava apertamente una sudditanza a VR46 come potete sentire cliccando l’audio:

Dopo qualche giorno ho ricevuto una notifica da youtube che mi informava di aver cancellato il video per violazione di Copyright, richiesta effettuata dallo stesso Paolo Scalera. Eccola qui.

Il mio video pur rimosso da youtube, è attualmente disponibile su Facebook e su altre piattaforme quali Rumble adeguatamente modificato per fare in modo che non vi sia furto di materiale protetto. Trovate il link nella descrizione di questo video ma eccolo:


Il provvedimento è formalmente corretto dal punto di vista di Youtube ma non lo è secondo me dal punto di vista etico, perché esiste il diritto di replicare ad affermazioni ritenute non esatte. Youtube risponde alle leggi di protezione dei contenuti e non a quella di replica vigente nel nostro paese.
Nessuno voleva rubare nulla per farlo proprio, anzi. Che me ne faccio dei contenuti di altri? Io volevo solo rispondere.

Più che dall’etica, la rimozione del video è stata a mio avviso motivata da fastidio per essere stato esposto. Ci sta. Quello che non mi va però è passare per ladro di contenuti altrui.

Quello che ho da dire io, insomma, è che non accetto lezioni di etica da chi ripetutamente negli anni ha fatto le stesse cose con materiale altrui come ad esempio quando ha tolto i credits da una sua collega che glielo fa notare su twitter. Vedi qui. Questa non è violazione di copyright?

Ma non è tutto perché Paolo Scalera, e non lo dico io, si è reso protagonista anche di altre cose.
In seguito alla morte di Luis Salom, avrebbe preso, e non lo dico io, fotografie sensibili secretate da Dorna e le avrebbe pubblicate sul corriere dello sport nonostante il divieto esplicito. Avrebbe fotografato, lui che va sempre in giro con la fotocamera a tracolla, le foto dallo schermo del PC del fotografo spagnolo Antonio Lopez per poi utilizzarle.
Questa cosa, di cui è stato protagonista Paolo Scalera è riportata da vari giornali fra cui El periodico cliccando questo link e lo vedete nel video che segue l’articolo.

Stranamente, io che uso delle parti di trasmissione per rispondere, sono tacciato da scalera di furto di copyright. “infrangere le leggi del copyright atteggiandosi a paladino è un atteggiamento divertente”, dice in giro Scalera. L’azione descritta sopra, invece, come la vogliamo chiamare?
Dice Scalera sul suo profilo rispondendo ad alcuni utenti: “Quello fu un caso di censura non rispettata. Ovviamente gli haters sguazzano su storie come questa. Che non conoscono. Fare cronaca comporta dei rischi. Li accetto. Quando ovviamente portano a qualcosa. Portarono a qualcosa.”
Non metto la schermata in cui lo dice perché so che Scalera è molto permaloso e potrebbe segnalarmi per violazione del copyright, furto di immagini, rapimento di contenuti, sequestro si materiali segreti.
Ma chiedo a Scalera, quella fu censura non rispettata. E lasua nei miei confronti? Ma poi cosa vuol dire haters?
Quelli che evidenziano quello che uno ha fatto o detto riportandolo fedelmente sono haters?
Ovviamente quelle azioni portarono a qualcosa, dice.
A cosa portarono queste azioni? Ad un cazziatone da parte di Ezpeleta, e alla dissociazione di tutti i suoi colleghi. In termini di contenuti, cosa portò far vedere un ragazzo morto sull’asfalto sul proprio giornale dopo che tutti a livello internazionale avevano deciso di non pubblicare la foto? Chiedo.

Dopodiché Scalera nel dibattito può anche dire in giro che perdo molti lavori. E non è vero perché io faccio un altro mestiere e il blogger lo faccio a tempo perso, e questo dovrebbe far pensare. Non sono un professionista, anche se molto spesso non vedo grandi differenze… quindi tutto quello che mi arriva in termini di collaborazioni, è un regalo.

Oppure può dire che ho diverse cause per diffamazione, che in realtà è una e vedremo come va a finire, con una persona che è stata già condannata in via definitiva per non avermi voluto pagare. La mia causa deve essere ancora discussa, l’altra si è già chiusa con una condanna con sentenza n81/2020. Questo Scalera non lo dice.

Non prendo lezioni di giornalismo né di etica da Paolo Scalera perché ritengo, ma è una mia opinione, che vi sia una certa differenza fra usare il materiale di qualcuno per rispondergli e utilizzare il materiale altrui senza permesso e senza mettere i credits oltre che fare questo con la foto di un morto catturandola dal pc di un collega nonostante espliciti divieti da parte di dorna. Con tanto di reprimenda da parte di Carmelo Ezpeleta nella conferenza stampa MotoGP del 4 giugno 2016
E non lo dico io. Lo dice El Periodico. Sono passati 6 anni e non c’è stata alcuna smentita.

Non accetto lezioni di alcun tipo da chi passa sopra qualsiasi codice deontologico ed etico per i suoi scopi.
E per che cosa poi? Per cercare di insabbiare una cosa che ha detto lui stesso.
FATEVI I FATTI VOSTRI.
Non è colpa mia se prima dichiara di obbedire alla VR46 e poi si pente.
Se qualcuno vuole darmi lezioni, è benvenuto. Sono un dilettante e le accetto. Ma non accetto indicazioni su quello che devo scrivere e non accetto lezioni da chi non ha niente da insegnarmi sull’argomento.

 

 

Vinales vs Espargaro: lotta per lo sviluppo!

Aleix Espargaro, che da anni, anche grazie al suicidio agonistico di Iannone porta avanti la carretta, prende 1.5 milioni l’anno, uno stipendio che, andando a rinnovare il contratto in questo periodo, difficilmente riuscirebbe a superare. Ma in Aprilia la cosa più bella sono i premi, che arrivano a pagare fino aol 10° posto in gara.
Fino a qui, con Savadori che girava come un criceto con le sue indicazioni, per Espargaro sembrava il migliore di mondi possibili, fino all’arrivo di Vinales, preso più o meno agli stessi soldi (molti in meno rispetto allo stipendio percepito in Yamaha) ma con aspettative diverse rispetto al miglioramento graduale preteso da Aleix. Espargaro dave pubblicamente il benvenuto a tutti, come a dire: voglio proprio vedere se sono capaci di fare, con questa moto, quello che ho fatto io.
Però Espargaro non ha vinto una gara in vita sua. Vinales, invece, è un top rider conclamato che si è giocato i mondiali e le sue “crisi”, sappiamo essere più di compatibilità che di capacità.
Per questo Maverick, chiamato proprio per questo, vorrebbe finalmente correre per un team che gli lascia sviluppare la moto.
E invece avrebbe trovato un progetto che prende una direzione opposta a quella che vorrebbe lui. Ok il finale di stagione scorso, con poche gare da fare e non troppi sviluppi ma adesso?
Adesso il nuovo arrivato avrebbe già mostrato le intemperanze e le incazzature per cui è noto, chiedendo di lasciar perdere gli sviluppi di Aleix (Maverick non avrebbe usato mezzi termini) che non avrebbero portato a niente di così buono.
Di fatto Aprilia, che come tutte le case non può portare avanti sviluppi troppo divergenti, deve fare una scelta subito.
La garanzia delle top ten e dei pochi podi di Aleix Espargaro che evidentemente ha dei limiti o l’azzardo di un Vinales che vince le gare e fa podi finali nel mondiale ma che è molto umorale se le cose non vanno come vuole lui? Non ci può essere un altro anno ibrido e bisogna dire al “povero” Savadori su che cosa lavorare veramente.
Espargaro a cui bisogna essere grati fino ad ora o Vinales chiamato per portare una vittoria attesa da troppo tempo?
La gratitudine nelle corse fa spesso posto al palmares. Quanto durerà l’armonia della foto in copertina?
Cosa deciderà Aprilia? E voi, cosa decidereste?


Il parcheggio dorato di Davide Brivio

Lo avete visto vincere e lo avete visto partire.
Un mondiale che nessuno si sarebbe aspettato che Suzuki vincesse in un anno in cui molti erano distratti da cose forse più importanti come la pandemia. E’ il mondiale di MotoGP che fra tutti è stato ritenuto opera del tecnico piuttosto che del pilota.
Brivio, e non sappiamo se lo abbia fatto apposta, ha fatto la mossa più efficace per essere ricordato e rimpianto: andarsene al volo alla categoria superiore che, per quanto riguarda la MotoGP, si chiama F1.
Suzuki non ha più vinto (e non avrebbe rivinto comunque) e Brivio è nei cuori di tutti. Forse anche giustamente, perché le sua capacità sono innegabili.
In F1, però, non gli è stato fatto fare niente e il suo ruolo si è sgretolato in una Renault ove adesso comanda Otmar Szaufner, che non ha fatto prigionieri dal primo minuto.
De Meo si era innamorato di Brivio forse quando erano in Yamaha per la collaborazione con Abarth e ci aveva visto qualcosa, ma non è riuscito a trovargli una collocazione e, soprattutto, non gli ha dato il tempo.
In Alpine sono stati spostati, quando è andata bene e segati, quando è andata male, un sacco di personaggi ritenuti inamovibili.

Defenestrati Prost e Budkowski, spostato Brivio, che forse se fosse stato silurato sarebbe stato meglio.

Adesso andrà ad occuparsi di Programmi Junior e altre attività sportive come l’Endurance e la A110 Cup.
Ditemi voi se questa non è una punizione-parcheggio o un parcheggio-punizione che fra l’altro lo tiene contrattualmente ancora vincolato con costi “alternativi” che non renderebbero profittevole un ritorno in MotoGP a carico di chi lo assume.
Ma la domanda è: a parte i rimpianti dei piloti, le voci, i rumors, veramente la dirigenza Suzuki lo rivuole?
Non risulta lo abbia mai detto e quindi, a meno che Brivio non aspetti la pensione di Jarvis in Yamaha, di che parliamo?


L’abbassatore: lo strumento usato per combattere Ducati!

Premesso che holeshot e abbassatore dinamico non sono la stessa cosa, nessuno vuole sminuire uno strumento che ormai hanno in molti ma che Ducati ha evoluto in maniera molto vicina ai limiti del regolamento. Il tema è un altro. Holeshot e abbassatore dinamico sono solo strumenti di un contenzioso molto più ampio. E’ un modo per discutere Ducati perché sta creando altri “problemi” politici.

Questa storia dell’holeshot/abbassatore dinamico, ci sta sfuggendo di mano.
E non spiegherò tecnicismi già trattati perché non è questo il vero pomo della discordia.
Ok la stampa ci marcia perché non sembra vero che ci sia una novità tecnica di cui parlare, ma credetemi, non è rilevante.
E soprattutto non è la causa della guerra fra Ducati e le altre case, perché invece è solo lo strumento.

Diciamoci la verità, il motomondiale è un circus, nel senso che è proprio uno spettacolo itinerante che per sopravvivere deve cambiare equilibri e soddisfare requisiti politici e di mercato. Altrimenti non si correrebbe in posti assurdi come Rio Hondo e Mandalika. Non ci prendiamo in giro.
Il motomondiale fa questo per sopravvivere. Ok i protagonisti, anche prolungati come Rossi e Marquez, che però sono anomalie personali, ok gli antagonisti di successo come Lorenzo, ok gli underdog, ossia gli inaspettati come Mir in un’annata al 100% atipica, ma questo non è l’andamento normale. Non vi devo svegliare io in merito al fatto che molto spesso, guarda caso, le gare locali hanno come protagonisti i beniamini locali, oppure gli stessi title sponsor vedano vincere i loro piloti nei GP intitolati. Davvero è perché il tal pilota ha girato di più in quella pista oppure lo sponsor è venuto personalmente a incoraggiare il suo team nel GP ad esso intitolato?
Ma allora è tutto falso? Assolutamente no, ma ci sono delle esigenze da rispettare.
Ma allora le gare sono truccate? Assolutamente no. Ma spesso, e non è la prima volta, vengono create determinate condizioni. E questo succede tramite lo sviluppo degli pneumatici o alcune concessioni regolamentari.
E quando la creazione di determinate condizioni è troppo marcata, qualcuno si ribella. Ma anche questo fa parte del gioco. Perché tutti sanno che sono ribellioni rumorose ma che non vanno oltre il rendere pubblica una insoddisfazione che fa sembrare tutto più vero.
Ogni casa è lì per ottenere quello per cui ha pagato e lo sa.
E lo sa anche Dorna. I regali inaspettati e immeritati si contano sulla punta delle dita.

L’holeshot e l’abbassatore dinamico sono “fregni” che fanno andare più forte in un campionato in cui si va già troppo forte. Quindi non sono strettamente necessari.
Se andare veramente più forte come velocità di punta servisse a vincere, Ducati avrebbe vinto gli ultimi cinque campionati del mondo. E invece è andata diversamente perché è mancato qualcosa dal punto di vista umano. Non si vince senza moto ma non si vince senza pilota.

Però per Ducati è il momento di incassare e quindi la si lascia lavorare sui suoi punti forti. Due dei quali sono potenza e velocità di punta.
Ma non sono i soli. Ducati ha sempre avuto come punto di forza quello di allargarsi in griglia.
E quest’anno ha ripetuto il record delle otto moto.
Davvero pensate che siano l’holeshot e l’abbassatore a fare fastidio e non le otto moto in griglia?
Davvero qualcuno pensa che a dar fastidio di Ducati sia l’abbassatore e non il fatto che l’anno prossimo avrà otto moto in griglia e un’intera griglia di moto elettriche?
La verità è che privilegi simili li ha avuti anche KTM, che si è allargata con trofei, classi minori, vivai spaventosi, tre marchi diversi per finta, un dominio nelle classi junior e concessioni tecniche, il tutto ben innaffiato da Red Bull, che tramite sponsorizzazione controlla KTM e ha le mani su metà griglia piloti oltre che su metà della stampa europea. Tali privilegi però KTM non è riuscita a sfruttarli. Ha ottenuto meno di Ducati, spendendo però più del doppio. Ed è questo che brucia.
E Aprilia non ha avuto concessioni quando per anni è stata considerata un povero team privato nonostante fosse, di fatto, presente in forma ufficiale?
La verità è che dell’abbassatore in se non interessa a nessuno. E forse non lo ha nemmeno inventato Ducati, dato che Aprilia lo aveva già testato con Baiocco nel 2017 (chiedere a Piaggio) per poi mollare.
Avete letto bene. Matteo Baiocco.
E davvero pensate, senza nulla togliere a Ducati, che Honda e Yamaha non potrebbero sviluppare un loro abbassatore nel tempo libero, se veramente fosse la killer application per vincere le gare? E che Suzuki, che ha vinto un mondiale di fresco, si metta a protestare seriamente quando è già a posto per qualche anno?
Salvo assurdità esotiche di tipo personalistico (vedi ritorno di Marquez o passi falsi di Bagnaia &Co), Ducati è destinata a vincere il mondiale piloti. E’ da troppo tempo che aspetta, ci è andata vicino troppe volte e il fatto che non vi sia riuscita è solo un anomalia. Per cui l’abbassatore non c’entra.
Sono altre le cose che fanno incazzare e su cui si discute,
Però se volete parliamo di un “aggeggio” che abbassava la moto di dietro in partenza, e adesso anche davanti in qualunque momento, come se fosse quello da cui tutto dipende anche se, vedrete, in caso di vittoria Ducati, sarà la scusa per chi non accetta di perdere.



 

Dynamic lowering: the tool used to fight Ducati

Given that holeshot and dynamic lowering are not the same thing, nobody wants to belittle a tool that many now have but that Ducati has evolved very close to the limits of the regulation. The theme is another. Holeshot or dynamic lowering are just tools of a much larger litigation. It is a way to discuss Ducati because it is creating other political “problems”.

This holeshot/dynamic lowering thing is getting out of hand.
And I will not explain the technicalities already covered because this is not the real bone of contention.
Ok the press marches on us because it doesn’t seem true that there is a technical innovation to talk about, but believe me, it is not relevant.
And above all it is not the cause of the war between Ducati and the other manufacturers, because instead it is only the weapon.

Let’s face it, the world championship is a circus, in the sense that it is a traveling show that must change balance and satisfy political and market requirements in order to survive. Otherwise we wouldn’t be racing in absurd places like Rio Hondo and Mandalika. Let’s not fool ourselves.
The world championship does this to survive. Ok the protagonists, even prolonged ones like Rossi and Marquez, which however are personal anomalies, ok the successful antagonists like Lorenzo, ok the underdogs, unexpected ones like Mir in a 100% atypical season, but this is not the normal trend.
I don’t have to wake you up to the fact that very often, coincidentally, local riders win their homeraces, or the title sponsors themselves see their riders win in the titled GPs. Is it really because that rider has lapped more on that track or did the sponsor come personally to encourage his team in the GP named after him?
But is it all fixed then? Absolutely not, but there are needs to be respected.
So are the races rigged? Absolutely not. But often, and it is not the first time, certain conditions are created. And this happens through tire development or some regulatory concessions.
And when the creation of certain conditions is too strong, someone rebels. But that’s also part of the game. Because everyone knows that they are noisy rebellions but that they do not go beyond making public a dissatisfaction that makes everything seem more real.
Every factory is there for what it paid for and knows it.
And Dorna knows it too. Unexpected and undeserved gifts can be counted on the fingertips.

The holeshot/dynamic lowering is a “thing” that makes you go faster in a championship where you are already too fast. So it’s not strictly necessary.
If really going faster in top speed was “the factor”, Ducati would have won the last five world championships. But it went differently because something was missing from the human side.
You can’t win without a bike but you can’t win without a rider.

But it’s time for Ducati to cash in and so they let it work on its strong points. Two of which are power and top speed.
But they are not the only ones. Ducati has always had the strong point of expanding itself on the grid.
And this year he repeated the record of eight bikes.
Do you really think that it is the holeshot/dynamic lowering that is annoying and not the eight bikes on the grid?
Does anyone really think that it is the holeshot/dynamic lowering that bothers  and not the fact that next year Ducati will have eight bikes on the grid and an entire grid of electric bikes?
The truth is that KTM has also had similar privileges, which has expanded with trophies, minor classes, scary bunches of young talents, three different brands, a domination in the junior classes and technical concessions, all well watered by Red Bull, which through sponsorship controls KTM and has its hands on half the riders grid as well as half of the European press. However, KTM has not been able to exploit these privileges. He got less than Ducati, but spent more than double. And that’s what burns.
And can’t we say that Aprilia had no concessions when for years it was considered a poor private team despite being, in fact, present in an factory form?
The truth is that nobody really cares about the holeshot/dynamic lowering issue itself. And maybe Ducati didn’t even invent it, given that Aprilia had already tested it with Baiocco in 2017 (ask Piaggio) and then gave up. You read that right. Matteo Baiocco.
And do you really think, without taking anything away from Ducati, that Honda and Yamaha could not develop their own lowering device in their free time, if it was really the killer application to win races? And that Suzuki, who has recently won a world championship, will seriously protest when it is already ok for a few years?
Except for exotic personalistic absurdities (see Marquez’s return or Bagnaia & Co’s missteps), Ducati is destined to win the riders’ championship. It has been waiting for too long, it has come close too many times and the fact that it has not succeeded is just an anomaly. So the holeshot/dynamic lowering teme has nothing to do with it.
There are other things that piss off and cause controversies.
But if you want, let’s talk about a  “tool” that lowered the bike from behind at the start, and now also in front, anytime, as if it was the one on which everything depends even if, you will see, in case of victory, it will be the excuse for those who do not agree to lose.

 

 



“VR46 ci ha detto: fatevi gli affari vostri” (su Tanal, Aramco etc). Rispondo a Scalera di GPOne!

Nella puntata di Bar Sport Live del 7 febbraio (https://www.youtube.com/watch?v=DeDldanLAjE) con Paolo Scalera e Matteo Aglio e con ospite Carlo Pernat,  su richiesta di un utente è stato affrontato il tema Aramco, Tanal, Principe e sponsorizzazione. Avendo seguito l’argomento e avendo svelato, unico in Italia elementi di questa messa in scena durata un anno, mi sono sentito attaccato e sminuito. Trovo offensivo che tutta una vicenda venga ridotta ad una barzelletta e trovo scandaloso che Scalera e Aglio abbiano dichiarato di aver ricevuto ordine da VR46: fatevi gli affari vostri (min 17.30.00 del video) e di non seguire la vicenda.
Penso che il giornalismo sia un’altra cosa.
E mentre il video è stato temporaneamente bloccato per violazione del copyright, rimane il podcast e la suoneria per cellulare da scaricare. Anzi no, riecco il video.

Scarica la suoneria e ascolta il podcast!

 

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Il vero valore dei test pre-campionato e perché vengono ottenuti i record!

Quanto valgono realmente i tempi dei test pre-campionato rispetto alle possibilità reali? Perché nei test si ottengono spesso dei record e quanto sono attendibili e comparabili, i record che vengono ottenuti?

 

E’ tempo di test e quindi oggi vorrei parlarvi non tanto dei risultati e dei tempi specifici delle giornate svolte ma di come interpretarli perché questo approccio, sono sicuro, vi aiuterà a capire certe cose come ha aiutato me quando me le hanno spiegate. Fino al giorno prima anche io mi entusiasmavo per certe cose che vedevo nei test che, sia chiaro, servono solo a chi li fa.

Non servono a voi, non servono nemmeno alla stampa, che però dopo uno stop vive la disperazione da click e quindi si butta su tutto.
I test servono a Team e piloti, che devono sistemare le cose prima dei giri in pista che contano, quelli delle gare.

Iniziamo innanzitutto con le varie tipologie di test che ci sono.
Quelli in cui il pilota non si presenta, perché è da un’altra parte, eppure fa il record della pista. Voi penserete che questa sia una banalità e invece nel 2019 abbiamo veramente letto di Bautista che aveva fatto il record a Portimao appena arrivato alla Honda e invece era a casa che gli nasceva la figlia.
Queste cose esistono perché servono a qualcuno.
Controllate sempre se in pista c’è veramente la gente che dicono.

Una volta sbrigata questa pratica, parliamo del secondo tipo di test, che è quello senza transponder. Magari con record dichiarato da terzi.
Ogni anno leggiamo cose simili e anche se sembra una cosa inutile, ve la spiego. Inizio col dirvi che chi non mette il transponder, non va forte perché innanzitutto sta ancora “sgrossando” la moto, secondo perché con le misurazioni “spanno metriche” di sicuro non si hanno tempi rilevanti e non si hanno certezze, a meno che non siano certezze farlocche.

Nello sport che pratico, l’indoor rowing, canottaggio indoor, abbiamo vogatori ma anche simulatori di sci e di bike e gareggiamo online e in presenza su queste macchine. Si fa anche un triathlon che si chiama Ergathlon. Se cercate su google Gianluigi Ragno ergathlon, qualcosa trovate.
Abbiamo un monitor che a fine prova emette un codice. Inserendo il codice online si ottengono tempi e classifiche verificate. Ogni tanto si vede qualche tempo esagerato ed eclatante che però, stranamente, manca del codice di verifica. E’ quello che succede con il transponder. Chi non lo usa è perché o non gli serve, o ha qualcosa da nascondere, ed è sempre qualcosa di non buono.
E infatti questi tempi sono sempre attribuiti dalla stampa, che ha bisogno di scrivere qualcosa su qualcuno, magari su commissione, in un momento in cui non c’è molto da scrivere.
Nel 2022 girare senza transponder ha senso solo se ti fai i fatti tuoi. Dichiarare un tempo ottenuto in questo modo, non ha senso, eppure succede.

E ora parliamo dei tempi veri, quelli misurati correttamente.
Se non sono buoni, è perché i team stanno provando qualcosa di particolare, oppure perché ci sono dei veri problemi. In entrambi i casi, visto che chi va forte sta zitto e chi perde, spiega, sentirete tutte le spiegazioni e le giustificazioni del mondo al limite dell’arrampicamento sugli specchi.

E ora i tempi che interessano a noi, quelli in cui i piloti vanno forte
e stabiliscono, come sempre più spesso succede ultimamente, il record della pista. Diciamolo subito: chi va forte, va forte, e non ha senso smentirlo. Però ci sono delle condizioni in base alle quali non è infrequente migliorare il crono precedente.

Quando bisogna valutare i tempi dei test bisogna considerare che a fine giornata si mette una gomma morbidissima dopo aver fatto un numero di giri che normalmente in un week end di gara non si fanno.
In un week end di gara si fanno meno della metà dei giri che si fanno in una proficua giornata di test e quindi c’è meno tempo per perfezionare il giro.
I tempi sensazionali non sono, quindi falsi, ma sono ottenuti con un numero di occasioni e possibilità di “aggiustamento” che nei week end di gara, non ci sono, specie negli ultimi tempi in cui gli slot per le qualifiche iniziano sempre prima e c’è quindi meno tempo per costruire.

Nei test ci sono inoltre, e questo è importantissimo, tante gomme in più da usare e quindi tante occasioni in più di fare il tempo, magari con temperature ottimali. In Spagna e Portogallo col fresco, per esempio, si va via come schegge. Però si gareggia d’estate che fa caldissimo e ci sono i problemi.

Quindi il miglior tempo realizzato da un certo pilota, come Bulega oggi o le Aprilia a Sepang, non è realmente un miglior tempo? Assolutamente sì, ma oltre che del tempo finale ottenuto da un dato pilota, bisogna tener conto anche del tempo ottenuto da altri piloti che fanno magari molti meno giri perché hanno programmi di lavoro diversi.
E’ come andare al poligono ottenendo risultati migliori di un altro ma sparando il triplo dei colpi. Chi è più bravo?

Diciamo che un tempo ottenuto in condizioni super favorevoli, con la temperatura giusta, senza limitazioni, con la benzina desiderata e tutti i parametri sotto controllo, vale dal mezzo secondo al secondo intero in meno di quello che varrebbe in una condizione “reale”.

Per questo, a parte chi ha “necessità” di scrivere della sensazionalità di certe situazioni, gli addetti ai lavori si emozionano molto meno di noi o magari si emozionano per cose che da fuori non sembrano così significative come il passo, la capacità di comunicare i problemi, la reattività di moto e pilota a certe regolazioni, etc.

E questo per non parlare delle comparazioni fra classi diverse, come succede quando vogliono farvi credere che le Superbike girano più veloci delle MotoGP. Lì vi stanno veramente coglionando e l’unica cosa che vogliono fare, è darvi un titolo da cliccare.

Spero di non avervi rovinato la giornata e l’entusiasmo, come hanno fatto con me già qualche tempo fa. Ma l’intenzione è quella di provare a ragionare insieme e a capire che molte delle cose vengono scritte per far sì che voi clicchiate e non per darvi un’informazione che vi renda consapevoli.

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