L’abbassatore: lo strumento usato per combattere Ducati!

Premesso che holeshot e abbassatore dinamico non sono la stessa cosa, nessuno vuole sminuire uno strumento che ormai hanno in molti ma che Ducati ha evoluto in maniera molto vicina ai limiti del regolamento. Il tema è un altro. Holeshot e abbassatore dinamico sono solo strumenti di un contenzioso molto più ampio. E’ un modo per discutere Ducati perché sta creando altri “problemi” politici.

Questa storia dell’holeshot/abbassatore dinamico, ci sta sfuggendo di mano.
E non spiegherò tecnicismi già trattati perché non è questo il vero pomo della discordia.
Ok la stampa ci marcia perché non sembra vero che ci sia una novità tecnica di cui parlare, ma credetemi, non è rilevante.
E soprattutto non è la causa della guerra fra Ducati e le altre case, perché invece è solo lo strumento.

Diciamoci la verità, il motomondiale è un circus, nel senso che è proprio uno spettacolo itinerante che per sopravvivere deve cambiare equilibri e soddisfare requisiti politici e di mercato. Altrimenti non si correrebbe in posti assurdi come Rio Hondo e Mandalika. Non ci prendiamo in giro.
Il motomondiale fa questo per sopravvivere. Ok i protagonisti, anche prolungati come Rossi e Marquez, che però sono anomalie personali, ok gli antagonisti di successo come Lorenzo, ok gli underdog, ossia gli inaspettati come Mir in un’annata al 100% atipica, ma questo non è l’andamento normale. Non vi devo svegliare io in merito al fatto che molto spesso, guarda caso, le gare locali hanno come protagonisti i beniamini locali, oppure gli stessi title sponsor vedano vincere i loro piloti nei GP intitolati. Davvero è perché il tal pilota ha girato di più in quella pista oppure lo sponsor è venuto personalmente a incoraggiare il suo team nel GP ad esso intitolato?
Ma allora è tutto falso? Assolutamente no, ma ci sono delle esigenze da rispettare.
Ma allora le gare sono truccate? Assolutamente no. Ma spesso, e non è la prima volta, vengono create determinate condizioni. E questo succede tramite lo sviluppo degli pneumatici o alcune concessioni regolamentari.
E quando la creazione di determinate condizioni è troppo marcata, qualcuno si ribella. Ma anche questo fa parte del gioco. Perché tutti sanno che sono ribellioni rumorose ma che non vanno oltre il rendere pubblica una insoddisfazione che fa sembrare tutto più vero.
Ogni casa è lì per ottenere quello per cui ha pagato e lo sa.
E lo sa anche Dorna. I regali inaspettati e immeritati si contano sulla punta delle dita.

L’holeshot e l’abbassatore dinamico sono “fregni” che fanno andare più forte in un campionato in cui si va già troppo forte. Quindi non sono strettamente necessari.
Se andare veramente più forte come velocità di punta servisse a vincere, Ducati avrebbe vinto gli ultimi cinque campionati del mondo. E invece è andata diversamente perché è mancato qualcosa dal punto di vista umano. Non si vince senza moto ma non si vince senza pilota.

Però per Ducati è il momento di incassare e quindi la si lascia lavorare sui suoi punti forti. Due dei quali sono potenza e velocità di punta.
Ma non sono i soli. Ducati ha sempre avuto come punto di forza quello di allargarsi in griglia.
E quest’anno ha ripetuto il record delle otto moto.
Davvero pensate che siano l’holeshot e l’abbassatore a fare fastidio e non le otto moto in griglia?
Davvero qualcuno pensa che a dar fastidio di Ducati sia l’abbassatore e non il fatto che l’anno prossimo avrà otto moto in griglia e un’intera griglia di moto elettriche?
La verità è che privilegi simili li ha avuti anche KTM, che si è allargata con trofei, classi minori, vivai spaventosi, tre marchi diversi per finta, un dominio nelle classi junior e concessioni tecniche, il tutto ben innaffiato da Red Bull, che tramite sponsorizzazione controlla KTM e ha le mani su metà griglia piloti oltre che su metà della stampa europea. Tali privilegi però KTM non è riuscita a sfruttarli. Ha ottenuto meno di Ducati, spendendo però più del doppio. Ed è questo che brucia.
E Aprilia non ha avuto concessioni quando per anni è stata considerata un povero team privato nonostante fosse, di fatto, presente in forma ufficiale?
La verità è che dell’abbassatore in se non interessa a nessuno. E forse non lo ha nemmeno inventato Ducati, dato che Aprilia lo aveva già testato con Baiocco nel 2017 (chiedere a Piaggio) per poi mollare.
Avete letto bene. Matteo Baiocco.
E davvero pensate, senza nulla togliere a Ducati, che Honda e Yamaha non potrebbero sviluppare un loro abbassatore nel tempo libero, se veramente fosse la killer application per vincere le gare? E che Suzuki, che ha vinto un mondiale di fresco, si metta a protestare seriamente quando è già a posto per qualche anno?
Salvo assurdità esotiche di tipo personalistico (vedi ritorno di Marquez o passi falsi di Bagnaia &Co), Ducati è destinata a vincere il mondiale piloti. E’ da troppo tempo che aspetta, ci è andata vicino troppe volte e il fatto che non vi sia riuscita è solo un anomalia. Per cui l’abbassatore non c’entra.
Sono altre le cose che fanno incazzare e su cui si discute,
Però se volete parliamo di un “aggeggio” che abbassava la moto di dietro in partenza, e adesso anche davanti in qualunque momento, come se fosse quello da cui tutto dipende anche se, vedrete, in caso di vittoria Ducati, sarà la scusa per chi non accetta di perdere.



 

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