Le inutili lezioni di Copyright di Paolo Scalera

Vorrei anche chiudere questa questione ma continuo ad essere tirato in mezzo con affermazioni non corrette. Non accetto di passare per ladro né accetto lezioni di giornalismo da chi, secondo me, non è in grado di darmele.

Guarda il video o leggi l’articolo che segue!

 



Qualche giorno fa, dopo aver visto un video di una live di GPOne con Paolo Scalera, Matteo Aglio e Pernat come ospite in cui parlavano del tema Tanal, Aramco etc, avendo riscontrato quelle che secondo me erano inesattezze, ho pubblicato un video di risposta che prendeva degli spezzoni della trasmissione e, punto per punto replicava. Tengo a precisare che ho fornito il link della trasmissione originale e non ho stravolto alcun contenuto. Ho solo spezzettato la parte che mi interessava, rispondendo volta per volta ed ho usato 4 minuti e 50 su quasi un’ora e mezzo di trasmissione.

Il video ha fatto un po’ di scalpore perché nello stesso, Paolo Scalera dichiarava apertamente una sudditanza a VR46 come potete sentire cliccando l’audio:

Dopo qualche giorno ho ricevuto una notifica da youtube che mi informava di aver cancellato il video per violazione di Copyright, richiesta effettuata dallo stesso Paolo Scalera. Eccola qui.

Il mio video pur rimosso da youtube, è attualmente disponibile su Facebook e su altre piattaforme quali Rumble adeguatamente modificato per fare in modo che non vi sia furto di materiale protetto. Trovate il link nella descrizione di questo video ma eccolo:


Il provvedimento è formalmente corretto dal punto di vista di Youtube ma non lo è secondo me dal punto di vista etico, perché esiste il diritto di replicare ad affermazioni ritenute non esatte. Youtube risponde alle leggi di protezione dei contenuti e non a quella di replica vigente nel nostro paese.
Nessuno voleva rubare nulla per farlo proprio, anzi. Che me ne faccio dei contenuti di altri? Io volevo solo rispondere.

Più che dall’etica, la rimozione del video è stata a mio avviso motivata da fastidio per essere stato esposto. Ci sta. Quello che non mi va però è passare per ladro di contenuti altrui.

Quello che ho da dire io, insomma, è che non accetto lezioni di etica da chi ripetutamente negli anni ha fatto le stesse cose con materiale altrui come ad esempio quando ha tolto i credits da una sua collega che glielo fa notare su twitter. Vedi qui. Questa non è violazione di copyright?

Ma non è tutto perché Paolo Scalera, e non lo dico io, si è reso protagonista anche di altre cose.
In seguito alla morte di Luis Salom, avrebbe preso, e non lo dico io, fotografie sensibili secretate da Dorna e le avrebbe pubblicate sul corriere dello sport nonostante il divieto esplicito. Avrebbe fotografato, lui che va sempre in giro con la fotocamera a tracolla, le foto dallo schermo del PC del fotografo spagnolo Antonio Lopez per poi utilizzarle.
Questa cosa, di cui è stato protagonista Paolo Scalera è riportata da vari giornali fra cui El periodico cliccando questo link e lo vedete nel video che segue l’articolo.

Stranamente, io che uso delle parti di trasmissione per rispondere, sono tacciato da scalera di furto di copyright. “infrangere le leggi del copyright atteggiandosi a paladino è un atteggiamento divertente”, dice in giro Scalera. L’azione descritta sopra, invece, come la vogliamo chiamare?
Dice Scalera sul suo profilo rispondendo ad alcuni utenti: “Quello fu un caso di censura non rispettata. Ovviamente gli haters sguazzano su storie come questa. Che non conoscono. Fare cronaca comporta dei rischi. Li accetto. Quando ovviamente portano a qualcosa. Portarono a qualcosa.”
Non metto la schermata in cui lo dice perché so che Scalera è molto permaloso e potrebbe segnalarmi per violazione del copyright, furto di immagini, rapimento di contenuti, sequestro si materiali segreti.
Ma chiedo a Scalera, quella fu censura non rispettata. E lasua nei miei confronti? Ma poi cosa vuol dire haters?
Quelli che evidenziano quello che uno ha fatto o detto riportandolo fedelmente sono haters?
Ovviamente quelle azioni portarono a qualcosa, dice.
A cosa portarono queste azioni? Ad un cazziatone da parte di Ezpeleta, e alla dissociazione di tutti i suoi colleghi. In termini di contenuti, cosa portò far vedere un ragazzo morto sull’asfalto sul proprio giornale dopo che tutti a livello internazionale avevano deciso di non pubblicare la foto? Chiedo.

Dopodiché Scalera nel dibattito può anche dire in giro che perdo molti lavori. E non è vero perché io faccio un altro mestiere e il blogger lo faccio a tempo perso, e questo dovrebbe far pensare. Non sono un professionista, anche se molto spesso non vedo grandi differenze… quindi tutto quello che mi arriva in termini di collaborazioni, è un regalo.

Oppure può dire che ho diverse cause per diffamazione, che in realtà è una e vedremo come va a finire, con una persona che è stata già condannata in via definitiva per non avermi voluto pagare. La mia causa deve essere ancora discussa, l’altra si è già chiusa con una condanna con sentenza n81/2020. Questo Scalera non lo dice.

Non prendo lezioni di giornalismo né di etica da Paolo Scalera perché ritengo, ma è una mia opinione, che vi sia una certa differenza fra usare il materiale di qualcuno per rispondergli e utilizzare il materiale altrui senza permesso e senza mettere i credits oltre che fare questo con la foto di un morto catturandola dal pc di un collega nonostante espliciti divieti da parte di dorna. Con tanto di reprimenda da parte di Carmelo Ezpeleta nella conferenza stampa MotoGP del 4 giugno 2016
E non lo dico io. Lo dice El Periodico. Sono passati 6 anni e non c’è stata alcuna smentita.

Non accetto lezioni di alcun tipo da chi passa sopra qualsiasi codice deontologico ed etico per i suoi scopi.
E per che cosa poi? Per cercare di insabbiare una cosa che ha detto lui stesso.
FATEVI I FATTI VOSTRI.
Non è colpa mia se prima dichiara di obbedire alla VR46 e poi si pente.
Se qualcuno vuole darmi lezioni, è benvenuto. Sono un dilettante e le accetto. Ma non accetto indicazioni su quello che devo scrivere e non accetto lezioni da chi non ha niente da insegnarmi sull’argomento.

 

 

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