Pensate che la guerra più importante di KTM sia quella combattuta con Ducati o Aprilia? Forse è così ma per la Factory Austriaca l’avversario è prima di tutto in casa! Guardate questo video e capirete perché!
Concessioni, team clienti, regolamenti, aerodinamica, motore, sorpassi, qualifiche, gare, mercato piloti, colleghi, Honda, Yamaha, Ducati, KTM e anche Marc Marquez. Non manca niente nella lunga intervista a Paolo Bonora, Team Manager Aprilia Racing, Ci sono tutte le domande e tutte le risposte. Mettetevi comodi!
Nella seconda puntata degli speciali sulla MotoE, in concomitanza con il debutto del mondiale MotoE 2023 con la Ducati, parliamo del MOTORE. Ospite Pietro Ardemagni, esperto di ePaddock.it e Luca Scassa Approfondite su Epaddock.it
Bagnaia a Jerez fa la gara giusta e vince sulle KTM mediamente più performanti. Solo lui porta la Ducati alla vittoria mentre gli altri arrancano.
Gara così così fino agli ultimi 3-4 giri.
Bagnaia, Binder, Miller, Martin, Espargaro, Marini, Pedrosa, Alex Marquez, Nakagami e Quartararo sono i 10 al traguardo in una gara che ha offerto lo spettacolo di due KTM che si sono poco saggiamente ostacolati per i 4/5 della gara, dando il tempo ad un Bagnaia che forse avrebbe vinto comunque, di superarli nel finale di portare a casa una vittoria di forza.
Ma è la casa Austriaca a brillare a Jerez, mettendo due moto sul podio e Pedrosa a ridosso nella top 5 ma davanti nelle sessioni iniziali. Come a dire che di Jerez (e speriamo delle prossime piste) hanno capito tutto tranne la strategia di squadra e finalmente il bandolo della matassa è finalmente in mano agli arancioni. Ma la MotoGP degli ultimi anni non è così. Puoi brillare in un week end e spegnerti il successivo. E’ quello che è capitato a Rins che adesso guida una Honda ingestibile esattamente come tutti gli altri. Non inganni Nakagami, nono grazie ad un doppio long lap penalty inflitto a Quartararo per aver causato una red flag.
Doppio per aver il francese calpestato il verde nell’esecuzione della prima penalità.
Ormai la MotoGP vuole sorpassi ma punisce ogni tentativo di effettuarli. Il che a Jerez significa che anche Bagnaia dopo un’entrata allegra su Miller, deve dargli indietro il “maltolto” in un clima che ormai è vessatorio da parte della direzione gara e piagnone a livello di partitella all’oratorio da parte della TV più faziosa della storia. Una cosa insopportabile che fa sentire chi guarda le gare come se fosse preso a schiaffi da due parti a mo’ di film di Bud Spencer.
Tornando alla gara, poca roba le Aprilia che promettono tanto e raccolgono poco e poca roba anche le altre Ducati che per essere le moto migliori fanno belle cose ma non sembrano in grado di vincere se non vince un uomo in rosso.
A questo punto meglio Marini, in proporzione, di Martin, con gli altri cavalli da classifica (Zarco e Bezzecchi) a stendersi e i Gresinis’ a fare gare brutte.
Davvero non c’è molto. altro. Dite la vostra.
In una MotoGP che sta cambiando, anche Marc Marquez ha cambiato atteggiamento. Cosa sta succedendo al pilota che tornava subito dopo ogni infortunio? Si è davvero fatto così male? Quali sono i suoi rapporti con Honda e con l’ambiente? Cosa farà e quali sono i tempi previsti per il suo cambiamento? Ma poi, qual è la vera frattura di Marc Marquez, quella che gli impedisce di comportarsi come si comportava prima?
Yamaha ha fatto con il turco lo stesso errore di Kawasaki. E adesso il campione vuole andare via.
Doppia opzione golosa per lui. A goderne potrebbe essere una sola casa!
Parlare di MotoGP con Marco Melandri è come andare a scuola.
L’esperienza da pilota che ha attraversato 2 epoche, unita alla capacità comunicativa e al distacco di chi ormai si può permettere una visione neutra, fanno davvero volare i 45 minuti di chiacchierata.
Ascoltate tutti i temi top del momento: gomme, traiettorie, elettronica, aerodinamica, classifiche e pronostici, senza clamori e provocazioni!
In moto 2, da quando sono cambiati i motori, le moto si fermano spesso per motivi ignoti. Non esiste la “sensoristica” per giudicare cosa accade né per misurarlo.
In moto 2, da quando sono cambiati i motori, le moto si fermano spesso per motivi ignoti. Realisticamente parlando, non esiste la sensoristica per giudicare cosa accade. Il caso più frequente è che molla la pompa benzina per poi riprendere a funzionare tutto magicamente.
Ad alcuni è successo, ad alcuni no. E non è un tema di top team o team minori. Nella giornata di sabato si è tenuto un meeting IRTA – Marelli – Kalex, Forward – Dorna, team etc. Non mi risulta sia stato presente Boscoscuro. Al di là della cortesia di invitare tutti i player, alcuni sono stati coinvolti a giusto titolo, altri come Marelli sono stati invitati per cortesia ma non hanno una responsabilità diretta.
La riunione sarebbe dovuta essere ristretta ai manufacturers quali Triumph che fornisce i motori e 2D che fornisce i cablaggi a tutti i “costruttori” in pista che però si limitano a montare la componentistica.
Si è cercato di impostare una regola non scritta (spostare il rele) ma non è stata accolta dai team. Si è cercato di attribuire il tema alla temperatura o alle vibrazioni ma ci sono state testimonianze che hanno certificato il fatto che queste sono invarianti. Le moto si sono infatti spente a fabbraio e quando erano ai box. Il problema non è attualmente circoscrivibile.
Alla fine si è spostato tutto sulla sicurezza dei piloti ma è stata respinta la richiesta di effettuare il warmup per provare a fare dei tentativi. Il resto dei dettagli e delle considerazioni, sono nel video.
Non per la vittoria di Rins, che è uno che in Texas è il vice Marquez e va forte con qualsiasi cosa meritandosi ogni coriandolo del podio, ma la MotoGP esce dagli USA ridimensionata proprio nel primo week end del suo rilancio commerciale!
Super Rins davanti a Marini, Quartararo, Vinales, Oliveira, Bezzecchi, Zarco, Morbidelli, Di Giannantonio, e Fernandez a chiudere i 10.
Una gara noiosa vinta stra meritatamente dall’underdog (ma nemmeno troppo) Rins, rappresentante del lavoro popolare di un team clienti che lotta giorno per giorno, su una moto anch’essa generalmente in difficoltà. Se ci fosse un concetto di giustizia sportiva motociclistica, calzerebbe perfettamente con il podio di oggi. Un pilota che ha sofferto e che lavora sgomitando per un team clienti, Rins, il rappresentante del lavoro duro e puro che sopperisce al super talento (non mi si offenda perché gli sto facendo un complimento) Marini, e il pilota attualmente più talentuoso e meritevole, derubato per essere sulla moto generalmente più problematica, Quartararo.
Il podio della giustizia è l’unica cosa “fair” direbbero gli americani, in una gara noiosa, con sorpassi che si contano sulla punta delle dita di una mano, e una valanga di cadute che tira fuori persino quelli andati lì a raccogliere dati.
Una gara caratterizzata da un elemento negativo, Bagnaia che finisce ancora nella granella, e poco altro, a parte la vittoria di Alex Rins, che per quanto sacra e indiscutibile, non è abbastanza.
Ed è sufficiente guardare la top ten per capire che tolto Rins che in Texas ha sempre fatto il cow boy, abbiamo davanti una MotoGP che dopo pochi anni dal pensionamento di Rossi, Lorenzo, Stoner, Pedrosa, si trova con nomi che non solo faticano ad avere la stessa credibilità ma che non sai neanche se potrai trovarli nelle stesse posizioni la settimana successiva.
Una lotteria unica nel mondo del motorsport. Così variabile, irregolare, imprevedibile, da sembrare artefatta.
Vincitori che da un momento all’altro faticano nei 10, underdog romantici, eroi locali, team privati in testa al campionato, punizioni assegnate male e architettate peggio, sono il leit motiv di un campionato che, privo degli elementi costitutivi naturali (mancano i nomi da cartellone), sembra quasi volerli cercare in un canovaccio narrativo da circo itinerante con buoni, cattivi, eroi, recuperi, imprese, al limite del credibile. E prima che mi si rilasci la patente da complottista, ecco la ragione.
La colpa è chiaramente delle gomme, poco performanti, poco affidabili e poco sicure, oltre che poco coerenti. Le Michelin, abbinate ad una tecnologia esasperata e non sempre padronaggiata), sembrano essere l’ago della bilancia di una MotoGP laddove invece in Superbike le Pirelli sembrano essere l’unica certezza su cui contare per far fare il resto ai piloti.
Sappiamo che Dorna è in grosse difficoltà e ha tutta l’intenzione di scimmiottare la F1 dal punto di vista dello spettacolo, svoltandola a circo per tutto il resto (è arrivata dall’america la persona giusta), ma così più che un’allargamento del bacino di pubblico, avremo una sostituzione. Entreranno i bimbiminkia da reality mentre chi capisce di moto e si ricorda cos’erano le corse fino a qualche tempo fa, guarderà qualcos’altro.
Due Gran Premi, guarda caso di quelli senza sponsorizzazione, rischiano di sparire dal calendario 2023. Al loro posto, la solita data spagnola.
Uno scenario già visto in cui Dorna propone un calendario che sa che non rispetterà mai e in cui poi piazzerà la solita ennesima pista spagnola o portoghese d’emergenza. Tutte le spiegazioni di una storia già vista troppe volte.
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