KTM è davvero salva? Rimarrà in Austria? Crisi e “salvataggio” spiegati bene!
Is KTM really safe? Will it stay in Austria? Crisis and bailout explained well!
Superbike, Phillip Island: il campionato inizia col dominio di Bulega! Tutti gli altri, inseguono!
L’italiano del team Aruba domina sin dai test e non perde il primato nemmeno per un giorno.
Per lui l’apertura del mondiale vuol dire tripletta. Razgatlioglu, Bautista e Petrurcci devono già inseguire. Sorprende Redding!
Se non avete visto le gare e volete dei consigli su cosa guardare per divertirvi, guardate Gara1 e, al limite, la Superpole Race.
Se invece, dato che sapete il risultato, volete godere del dominio incontrastato di Bulega, allora va bene qualunque sessione da quando i piloti han messo piede in Australia quest’anno, dato che il ragazzo ha dominato le due sessioni dei due giorni di test e tutte le restanti a partire dal venerdì, superpole e gare incluse. Lo ha fatto senza se e senza ma, con l’ulteriore vantaggio dovuto al fatto che non ha un avversario preciso ad inseguirlo.
Toprak ha fatto bene ma in Gara2 si è ritirato. Stessa cosa per Bautista che ha avuto i suoi alti e bassi e i suoi problemi, uguale per Iannone e Petrucci, entrambi in top condition ma ad alternarsi. Chi ha invece fatto bene con costanza ed ha sorpreso ma non è comunque da vittoria del campionato è Redding, che scende da una BMW e con la Ducati inizia a “lottarsela” per il podio. Bentornato. E Benvenuto anche a Yari Montella che, debuttante sulla moto di Barni, va a punti in due gare su tre. Non male davvero come non è male nemmeno Ryan Vickers, sulla Ducati di Motocorsa. Così tanti privati davanti non si vedevano da tempo.
Se questo riassuntino del week end vi basta, possiamo parlare di gara2 per temi. Ma vi anticipo che sono gli stessi delle altre due gare, con anche un po’ meno spettacolo.
Tema1: Bulega fa quello che vuole e non gli serve nemmeno strafare. Gli altri fanno fatica solo a stargli nei dintorni.
Tema2: Iannone ha capito il meccanismo ed è sempre lì. Stessa cosa per Petrucci.
Tema 3: Tutte le Ducati sono veloci. Proprio tutte. Anche quella di Sam Lowes, che l’anno scorso faticava. Anche quella di Redding che l’anno scorso era una BMW. Anche quelle di Montella e Vickers, due debuttanti che vanno a punti. L’anno scorso non era esattamente così.
Tema4: in BMW le scatole girano parecchio. Senza concessioni la moto tedesca non fa più i numeri e Toprak deve rischiare tanto. E pagarne il prezzo.
L’Australia è un film a sé, crediamo noi, ma se così non sarà, il campionato sarà piuttosto noioso.
Tema 5: i giap faticano sempre di più e li vediamo inquadrati solo in griglia.
Tema6: Bimota va come Kawasaki l’anno scorso, ma almeno il progetto è nuovo e può migliorare mentre Kawasaki di Puccetti, che dovrebbe essere ufficiale, va come la Kawasaki di Puccetti privata.
Presto però per giudicare. Poi i week end storti capitano a tutti. Non c’è nient’altro.
Zambenedetti, responsabile del progetto Ducati Superbike, molto compassato e glaciale nelle interviste, qui a Phillip Island si è sfogato nei festeggiamenti. “Bisogna farlo, abbassa lo stress”, dice lui. Ha ragione.
Ma se continua così lo avrà bassissimo per tutta la stagione solo lui. Dallo psicologo ci andranno gli altri. Tutti quanti.
Guarda le Live di Misterhelmet per Gara1 e Gara2
Ecco come secondo me Pierer “salva” KTM a spese di tutto il resto!
This is how in my opinion Pierer “saves” KTM at the expense of everything else!
Presentazione KTM MotoGP e vendita di MV Agusta. Che storielle ci raccontano?
La riunione dei creditori prima, l’emissione di nuovi bond poi, per non parlare della presentazione del team MotoGP dove tutto è ok e le premesse sono tutte positive. Per non parlare di MV Agusta venduta dopo un’annata “fantastica e ricca di risultati”. La realtà sembra essere molto diversa dalla fantasia delle dichiarazioni dei top management delle due aziende. Altrimenti non sarebbero nella situazione in cui sono. Vediamolo questo confronto fra fantasia e realtà!
KTM MotoGP Presentation and MV Agusta Sale. What Fairy Tales Do They Tell Us?
The creditors’ meeting first, the issuance of new bonds then, not to mention the presentation of the MotoGP team where everything is ok and the premises are all positive. Without forgetting MV Agusta sold after a “fantastic and results-rich” year. The reality seems to be very different from the fantasy of the statements of the top management of the two companies. Otherwise they would not be in the situation they are in. Let’s see this comparison between fantasy and reality!
Martin entra nella storia! Primo vero privato dell’era moderna a battere un team ufficiale! Bagnaia battuto sonoramente!
Martin entra nella storia per aver realizzato un qualcosa mai ottenuto prima. Stessa cosa per Bagnaia, ma in negativo. Gara un po’ così, mondiale fantastico!
Le cazzate sul team Nastro Azzurro 2001 (che era più ufficiale di quello giapponese), stanno a zero. Rossi ha vinto stra meritatamente ma con team ufficialissimo (materiale e persone di Doohan incluso Jeremy Burgess) e solo i leccapiedi o gli ignoranti, dicono il contrario. Martin invece entra nella storia per aver battuto, per primo, da privato, un pacchetto ufficialissimo e campione in carica. Lo fa, con il suo team, prima di andarsene! La moto è factory ma il team è quello di Pramac, che fra l’altro l’anno prossimo saluta per andare in Yamaha, proprio come fa Martin, che invece saluta per andare in Aprilia.
Altro record. Stessi record, ma in negativo, per Pecco Bagnaia, che da pilota full factory campione in carica, non riesce a vincere il titolo contro un privato della sua stessa casa. il tutto con l’aggravante di aver vinto un numero di gare da record, cosa che di solito mette al sicuro dal punto di vista della vittoria.
Conta la classifica, contano i risultati utili, contano anche le bruttissime e poco intelligenti Sprint Race, che valgono la metà dei punti, ma che se cadi, non valgono niente.
Se in altre occasioni Martin è stato mancante per problemi di tenuta “psicologica” o eccesso di foga, questa stagione è meritatamente sua per essere stato il più costante (pochissime volte fuori dal podio), più freddo, più calmo, più realista e meno “sonostocazzo” di Bagnaia, che ha avuto più picchi a livello di performance ma anche di nervosismo snob, lo stesso che lo aveva messo in pericolo in passato contro Bastianini, contro Quartararo e contro lo stesso Martin l’anno scorso. Non esiste niente di dovuto.
La gara rappresenta la stagione. C’è Bagnaia fortissimo, Marquez sorprendente e Martin sempre costante. Al venerdì deve tenere 24 punti. Ne perde 5 il sabato e 9 la domenica.
I 10 rimasti sono più che sufficienti per vincere il titolo. Lo sa e va bene così, mentre il resto della gara quasi non c’è, ovattato dall’assegnazione del titolo e dal fatto che nient’altro conta, oltre a questo. Fra l’altro niente champagne, perché è quasi noia.
La verità è che quello che succede oggi, incluso il festeggiamento finalmente sensato e credibile, è qualcosa di veramente nuovo, fresco, inedito e giusto. Se chiunque vinca, alla fine merita, e i risultati sono sempre giusti, ve ne sono di più giusti, più meritati, più “conclusivi” dal punto di vista del cerchio della vita.
Per quanto riguarda Ducati, vittoria tecnica, sconfitta interna. Perché se è vero che con le Ducati si vince, è anche vero che, per la prima volta il team rosso le busca sonoramente dai clienti. Godrà Dall’Igna, già concentrato su Marquez, ma solo come ingegnere, e non godrà di certo chi finge che vada tutto bene e sia quasi una figata. La cosa strana è che, con i risultati di classifica (Marquez terzissimo davanti a Bastianini), più che rimpiangere di aver preso Bagnaia, si svilupperà il tarlo che forse la coppia migliore sarebbe proprio stata quella con i due spagnoli.
Per il resto non valgono le ripicche, le scelte dell’anno prossimo, i livori e le insoddisfazioni. Numero uno sulla carena a parte, si chiuda tutto qui, perché così è giusto che si chiuda. Se poi qualcuno deciderà per un “Guai ai vinti”, a suon di pisellate sul tavolo per quello che non è arrivato, per quello che sarebbe stato dovuto, per quello che è mancato o per le scelte fatte, allora va bene anche così. Chiunque vinca dopo aver sofferto, merita lo sfogo.
Guarda la live di Misterhelmet!











