MV Agusta e Cagiva tornano in MotoGP? La bomba di CF Moto!

Se avete visto il video precedente sull’acquisizione di MV Agusta e Cagiva da parte di CF Moto, questo è il passo successivo. Quello racing. La firma non c’è ancora e la situazione, negli ultimi giorni, non si è semplificata: si è complicata, anzi arricchita. Ma PER ORA le ipotesi che vedrete in questo video rappresentano le naturali conseguenze racing di quella operazione industriale. E sono scenari molto più grossi di quanto sembri.

MotoGP e Superbike potrebbero assistere al ritorno di due marchi storici italiani e al debutto definitivo di un grande costruttore cinese.

CF Moto, MV Agusta, Cagiva, KTM, Liberty Media: in questo video analizziamo cosa può davvero succedere, perché non si parla più dell’operazione KTM racing, e perché il valore dei brand storici potrebbe cambiare completamente le regole di accesso alla MotoGP. Non è fantascienza. Non è romanticismo. È industria, marketing e potere contrattuale. Se le cose si muovono in un certo modo, dal 2027 potremmo vedere qualcosa di sensazionale.

 

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Wow Factor! CF Moto compra MV Agusta! Bomba Atomica CAGIVA!

L’ingresso di CF Moto nel capitale di MV Agusta, insieme al marchio Cagiva, rappresenta un passaggio industriale di grande rilievo per il motociclismo europeo. Non si tratta solo di una notizia finanziaria, ma di un cambio di assetto che arriva dopo anni di instabilità societaria e strategie mai realmente consolidate.

In questo video analizziamo cosa c’è davvero dietro l’operazione, quali problemi eredita il nuovo azionista e perché questa acquisizione va letta in chiave industriale, non romantica.
Un’analisi necessaria per capire che tipo di futuro può avere MV Agusta all’interno di un gruppo globale come CF Moto, e quali scenari si aprono per due marchi storici del motociclismo italiano.

▶️ Guarda il video per l’analisi completa.

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MV Agusta: soldi finiti, tempo scaduto e trattative con CF Moto!

MV Agusta sembra aver superato il momento peggiore, ma è davvero così?
In questo video analizziamo numeri, produzione, prototipi, investitori e scenari futuri, andando oltre comunicati e presentazioni.

Bilanci tornati in utile, cassa fragile, produzione intermittente, mockup spacciati per moto pronte, le moto “copiate” e le cause evitate con QJ Motor.
Cosa è stato davvero risolto e cosa invece resta pericolosamente aperto?

Un video per capire come stanno le cose e cosa può succedere nei prossimi mesi.

 

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La verità su MV Agusta nel 2025! Arriva chi la compra!

La vicenda incredibile di MV Agusta, passata tante volte di mano e salvata con operazioni incredibili, non è ancora finita. Dopo KTM, che dopo averla acquistata è fallita miseramente rischiando di distruggerla, è tornata indipendente. Adesso aspetta qualcuno che la salvi e si prenda il rischio di un’operazione pericolosa. Sorprende il fatto che qualcuno, più di qualcuno, effettivamente c’è!

 

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KTM: trovati i soldi? Ecco però cosa succede!

La notizia che sarebbero stati trovati i soldi entro la fatidica scadenza del 23 maggio, è arrivata e lo dichiara la stessa Pierer Mobility. Però non è un prestito e nemmeno un regalo. Ecco cosa succede, nel bene e nel male!

 

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Dopo le rassicurazioni di qualcuno — che diceva “è tutto a posto, ragazzi, tranquilli!” — oggi arriva la notizia bomba:
PIERER Mobility AG: garantito il pacchetto di finanziamento per la ristrutturazione di KTM!
 Ma attenzione… non correte a stappare lo spumante!
I piani di ristrutturazione di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH potranno sì, essere realizzati… ma solo perché i soldi per la scadenza del 23 maggio sono stati trovati.
Il 25 febbraio 2025, i creditori hanno approvato il piano con una quota del 30%, da versare entro — indovina un po’? — proprio il 23 maggio.
Totale da raccattare? Circa 600 milioni di euro.
E Pierer Mobility ha annunciato che — a patto che si firmi tutto come previsto — il finanziamento c’è.
Quindi KTM è salva?
No. È salva dalla scadenza del 23 maggio. Punto.
Volete sapere il resto? Guardate questo video fino in fondo o leggete il pezzo.

 

In questo 24mo video su KTM, La prima domanda che faccio è: perché se KTM è salva e la situazione è semplice, perché quellli che sono andati davanti alla fabbrica chiusa a dire che andava tutto bene e quegli altri che prima lavoravano per un sito di KTM scrivonoi articoli lunghissimi per spiegare le cose?
Quello che è successo è questo: Pierer Mobility ha trovato i soldi per tappare momentaneamente il buco, o almeno così sembra.

lo dice qui https://www.pierermobility.com/en/newsroom/eqsfeed/2990330?type=adhoc 

Come annunciato, il 25 febbraio 2025 i creditori di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH hanno approvato una quota del 30% del piano di ristrutturazione, pagabile entro il 23 maggio 2025. L’importo totale necessario per finanziare la quota nell’ambito dei tre piani di ristrutturazione ammonta a circa 600 milioni di euro.
Ma attenzione… non è un rilancio. È un paracadute temporaneo.
Dal 24 maggio in poi, KTM — che ricordiamolo, ha la produzione ferma — torna a perdere soldi. O comunque, non ne incassa.
Questi 600 milioni, che secondo le indiscrezioni arrivano da Bajaj, cambiano completamente la natura dell’azienda.
In altre parole?  KTM non sarà più l’azienda austriaca che conoscevamo tutta champagne e sprechi
Sta per diventare  una azienda indiana.
E quando sento che “le preoccupazioni del governo austriaco stanno svanendo”… boh, io non capisco.
Un’azienda indiana investe 800 milioni in un’azienda al collasso e… lascia tutto com’era?
Ma per piacere.
È molto più probabile che Bajaj trasformi l’investimento in capitale, aumentando il proprio controllo su KTM e scalando le quote di Pierer.
Perché se invece fosse un prestito, KTM si troverebbe con un altro debito enorme da rimborsare. Non avrebbe senso.
Fra l’altro c’è da sistemare anche la questione di un’altro prestito, quello di 80 milioni di Zochling di Remus. Essendo scaduto il prestito , Zochling vorrebbe delle azioni, come abbiamo detto nel video qui sotto e nell’articolo qui.

 

 

Quindi, attenzione: questa iniezione ferma l’orologio, ma non fa ripartire l’azienda.
E non c’è alcun piano industriale sul tavolo. Lo dovranno implementare e ci vorranno altri soldi. Chi li metterà?
Quindi  cosa succede ora? Succede che da questo momento comandano gli indiani di Bajaj.
E potrebbero cambiare tutto.

  • Produzione tutta in India per risparmiare sprechi e controllare tutto

  • Molti meno modelli, soprattutto grossi

  • Probabile fine dei brand Husqvarna e Gas Gas, o quantomeno una loro forte riduzione

  • In Europa resteranno: il design, il museo che è vietato chiamare museo, qualche ufficio di rappresentanza… e magari le squadre corse. Quindi non più 7000 dipendendi come spera il governo austriaco, a meno che non sia stato promesso questo e io non l’ho letto da nessuna parte.
    Tornando alla squadra corse, attenzione: le squadre, se restano, saranno gestite molto più rigidamente.

 Altro che “facciamo le corse perché ci divertiamo”… il punto è vincere. Il punto sarà chiudere il budget. Quindi non piu super hospitality, centinaia di persone, tutto nuovo, tutti in business, tutti al top. Soprattutto in motogp
E la MotoGP? Continuerà?

 

Non è affatto detto che la motogp continuerà soprattutto in vista del 2027.
KTM ha sempre smesso le corse al cambio di regolamento. E’ successo 15 volte. La squadra corse potrebbe addirittura essere scorporata.
Diventare una cosa a sé stante. Con il brand KTM… oppure no.
Potrebbe addirittura essere venduta come asset di pregio. Di questo ne hanno parlato loro stessi ultimamente
E la storia che “pagava tutto Red Bull”? Evidentemente non era vera o non era vera al 100%. Magari Red Bull prende tutto e continua sotto il suo nome. Non lo sappiamo. però poi qualcuno deve fare delle moto.
In sintesi: Bajaj ha tappato il buco urgente… ma non lo ha fatto per beneficenza. Si sta prendendo KTM.
E la gestirà come si gestisce un’azienda: senza sprechi, e per fare utili.
Eh ma hai visto misterhelmet che KTMn chiude, si salva e vivrà. Ok. Ma che ktm sarà? Non quella che è stata fino ad ora.
Pensate davvero che abbiano messo 600 milioni più gli altri messi prima, per fare un regalo? Ci credete ancora a Babbo Natale?
Vedrete che ancora una volta, nello stile Pierer, ci hanno detto le cose a metà per poi svelarle poco a poco. Avevano negato persino la crisi. 

Ditemi cosa ne pensate.
Vi aspetto anche nelle live per gli approfondimenti.
Che l’informazione sia con voi.
 Misterhelmet!

 

KTM: rissa fra manager. Chi denuncia chi? E perché?

Col disastro sempre più imminente, chi aveva messo dentro soldi suoi, cerca di riprenderseli. E’ il caso di Zochling che vuole indietro il prestito scaduto. E Pierer lo denuncia. Chi è Zochling. Quanto aveva messo realmente, e perché? Come e perché sta bloccando tutto? Perchè invece di denunciare lui Pierer, succede il contrario?

 

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Rieccoci qua: mentre il resto del mondo si accorge che per KTM arriva la scadenza e che  stanno litigando, solo noi – qui su Misterhelmet – è da giugno 2024 che ve la raccontiamo. Questo è il 23° video sull’argomento. E senza contare le live, e i video su MV Agusta, perché i destini delle due aziende sono ormai legati. Perché MV Agusta, e poi ne parleremo, ancora si porta dietro gli strascichi della sciagurata acquisizione da parte degli austriaci.

Oggi però la situazione ha superato ogni limite: Stefan Pierer, il boss di KTM, ha fatto causa a Stephan Zöchling. Sì, proprio Zöchling, presidente del consiglio di sorveglianza di Pierer Mobility, membro del CdA di Pierer Industrie. Ma chi è davvero? Nessuno ve lo spiega, ve lo avevo già detto io chi era Zochling, in questo video qui del 20 febbraio:

I siti di proprietà di Pierer, ovvero Speedweek che è un vero e proprio houseorgan, e poi a seguire GPOne, tramite Wiesinger che di Speedweek è stato per anni il direttore, parlavano di un prestito di alcune centinaia di milioni. Adesso si scoprono essere 80 e basta. Faceva già ridere a febbraio, l’idea che Remus avrebbe salvato KTM con alcune centinaia di milioni quando ne mancavano all’epoca 800. Adesso scopriamo che  ne ha messi 80 e se la vuole inc****e e fa ancora più ridere, si fa per dire. Perché ci sono di mezzo migliaia di famiglie. 

Cioè, come è successo:  Zöchling è il presidente di Remus, l’azienda di marmitte che fornisce le case auto e moto, e che era fornitore diretto di KTM per tutto il primo impianto di scarico.

Quando KTM ha iniziato a barcollare, Zöchling si è detto: o la salvo – e salvo anche i miei affari – o rischio di perdere tutto. Così, nell’ottobre 2024, presta 80 milioni di euro  (non alcune centinaia) alla Pierer Konzern Gesellschaft, in cambio di azioni in pegno di Pierer Industrie AG. Perché? Perché se KTM si fosse salvata, lui si garantiva il futuro: un cliente vivo, la gratitudine di Pierer, magari anche del governo austriaco. Ma se le cose fossero andate male… almeno si portava a casa delle azioni, e attenzione: Pierer Industrie non è solo moto, ma anche aziende come Rosenbauer, quella dei camion dei pompieri comprata a ottobre quando la situazione era già disperata, e tante altre.

E oggi? Le cose vanno male. Malissimo. Anzi, vanno male da un anno, solo che adesso non si possono più raccontare fesserie E allora Zöchling fa finta di scoprire ora che Pierer non aveva avvisato del diritto di prelazione di Bajaj per poter chiedere indietro i soldi del prestito scaduto. Una scusa, perché, di Bajaj, lo sapevano tutti. Ma così ora reclama le azioni: o per venderle a Bajaj, o per rompere il gioco con BRP-Can Am (che però vuole solo asset tecnologici, non azioni), o – mossa più pericolosa – per provare a scalare lui stesso Pierer Industrie.

E la cosa incredibile? Che Pierer lo aveva messo lì, nel consiglio e come presidente dell’organo di vigilanza! Pensava fosse l’ennesimo pupazzo, ma stavolta il pupazzo si è animato e cerca di fregarlo.

Intanto si avvicina la scadenza del 23 maggio, entro la quale servono 600 milioni di euro per non far saltare tutto. E mentre loro litigano, il consiglio è paralizzato perché Zochling ha un peso importante nel cda e nell’organo di vigilanza.

E la MotoGP? Sempre più appesa a un filo. 50 milioni di euro l’anno per correre, una spesa insostenibile per un’azienda che affonda. Quindi non era nemmeno vero che le corse di KTM si sostenevano da sole grazie allo sponsor. Carmelo Ezpeleta lo sa. E già si parla nel paddock di chi potrebbe prendere i 4 posti di KTM in griglia. Che poi sono 2, perché 2 sono di Poncharal con Team Tech3, che se domani si sveglia può andare con chi vuole. 

Pit Beirer. l’uomo sul campo di Pierer, dice che cercano investitori per salvare il progetto MotoGP, magari rendendolo semi-privato. Cosa  vuol dire, semi privato, nessuno lo sa. Ma chi si infilerebbe in un’impresa del genere, ovvero salvare un team che non ha una factory alle spalle? Nessuno.

E sugli investitori? Apollo? BlackRock? Non sono mai stati interessati davvero. Solo nomi messi lì per fare scena. Non funziona così.

Vi dico un’altra cosa, segnatevela: NESSUNO E’ COSI CRETINO DA PRESTARE SOLDI AD UN MORIBONDO. E’ MOLTO PIU FACILE ASPETTARE CHE MUOIA E PRENDERE TUTTO UN TANTO AL KG.  TECNOLOGIE, POSTI IN GRIGLIA, ASSET, TUTTO.

 

Infatti BRP – i canadesi di Can-Am – osservano dall’alto, pronti a prendere solo ciò che serve davvero: brevetti, tecnologia, magari propedeutica ai motori Rotax che già gli forniscono. Non certo azioni. Ammesso che non siano un ennesimo nome fatto uscire da Pierer come fa per tutte le cose, da mesi. 

E qui torno al punto chiave, il concetto più importante: non è cambiato nulla rispetto a un anno fa. È solo che, nello stile Pierer, si è comunicato poco per volta, per non far crollare tutto subito. Ma la realtà era questa da mesi. Se guardate i contenuti di Misterhelmet, o anche solo il titolo in borsa, vedrete che le cose stavano già così. Proprio uguali uguali ad adesso.

Ora ci avviciniamo al weekend di Silverstone, 22-25 maggio. Segnatevi queste date, perché lì potrebbe arrivare l’annuncio che chiude un’epoca. Proprio mentre sono tutti in pista. 

Quindi ragazzi, restate qui su Misterhelmet, perché –se volete sapere cosa succede davvero, qui lo raccontiamo da quasi un anno. Gli altri se lo fanno raccontare un po’ alla volta dai siti di Pierer e scrivono sotto dettatura. Mi dispiace, ma è così. Dimostratemi il contrario.

Misterhelmet

Brutto report su KTM che sta per essere fatta a pezzi e rischia di dover vendere la MotoGP!

25 aprile: un’assemblea straordinaria di Pierer Mobility. che arriva dopo il fallimento degli aumenti di capitale proposti ad aprile, dopo la perdita di oltre metà del capitale sociale, e con le linee di produzione KTM ferme per mancanza di liquidità. Nel frattempo, in MotoGP: wild card annullate, test ridotti, piloti scontenti. E la domanda ora non è più “quale sarà il futuro di KTM?”, ma piuttosto: KTM riuscirà a finire la stagione MotoGP o dovrà addirittura venderla?  E a chi? Se vi sembra tutto improvviso, è solo perché non seguite Misterhelmet. Questa crisi l’abbiamo annunciata, spiegata, documentata da un anno. Tutto si è avverato. E tutto continua a peggiorare. E noi facciamo un altro Misterhelmet Report!

 

 

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Disclaimer!
Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
Vi posso solo dire di continuare a seguire Misterhelmet. Tutta la documentazione di cui parlo, la trovate qui: https://www.pierermobility.com/en/newsroom/ad-hoc-news

 

 

Parliamo di KTM, ma potremmo dire: facciamo un’“autopsia in diretta” di un gruppo che si sta smontando pezzo per pezzo.
Il 25 aprile, oggi per chi guarda il video il primo giorno, Pierer Mobility terrà un’assemblea straordinaria che ha già perso gran parte del suo significato,
perché le misure che dovevano salvare la situazione… sono state ritirate.

Aumenti di capitale: tentativo fallito

Il 4 aprile, Pierer Mobility aveva annunciato un piano disperato: 150 milioni in aumento di capitale cash, con diritto di sottoscrizione.
200 milioni in prestiti da Bajaj, da convertire in azioni a 7,50 euro. Sembrava il piano della speranza. È diventato carta straccia alla partenza.
Né il mercato né i piccoli azionisti hanno risposto, e il rischio legale legato a eventuali ricorsi ha fatto il resto. Risultato?
Le misure sono state eliminate dall’agenda dell’assemblea del 25 aprile. Un piano di salvataggio, insomma, morto prima di nascere.

Capitale dimezzato, bilancio fantasma

Il problema resta: oltre metà del capitale sociale è evaporata. Il bilancio 2024 è stato posticipato perché non si può più chiudere con la continuità aziendale garantita. E senza un bilancio, senza capitale, senza investitori… tutto il gruppo cammina nel vuoto.

Produzione: bloccata da mesi, ora sospesa del tutto

Il vero cortocircuito però è industriale. Meno di 4.000 moto prodotte nei primi mesi del 2025. Produzione di nuovo sospesa dal 28 aprile.
E l’obiettivo dichiarato di 230.000 moto da giugno… fa ridere per non piangere. Ufficialmente si parla di mancanza di componenti.
Ma la realtà è che le componenti non sono state comprate perché da mesi mancano i soldi. E non dimentichiamolo: ci sono ancora decine di migliaia di moto invendute in stock. Quindi: produrre cosa? Perché? Per chi? Con che soldi?

MotoGP: un asset svuotato, in modalità sopravvivenza

E adesso guardiamo alla MotoGP.
Un tempo era la cosa da salvare, il fiore all’occhiello da proteggere mentre l’azienda si bloccava. Oggi è diventata la cosa da sacrificare per provare a salvare quello che resta dell’azienda. E attenzione: non solo non è più etico continuare a correre con un’azienda in crisi mentre lavoratori e fornitori restano appesi, ma non è più nemmeno sostenibile economicamente.
La MotoGP è ormai l’unico gioiello rimasto in una corona arrugginita, l’unico asset con ancora un po’ di valore, e quindi il più facilmente cedibile.
Però è a rischio anche lei e non è vero che va avanti con fondi “a parte” o con sponsor separati.
È una favola. Una favola comoda, che oggi non regge più. E ve lo dimostro.
Le wild card? Annullate. E non per ragioni tecniche. Le scuse sono ridicole e patetiche.
I test? Ridotti all’osso.
Beirer ci racconta che “i quattro piloti ufficiali testano direttamente in pista”. Certo, come no. Favole.

Intanto i piloti iniziano a parlare apertamente, e dietro le quinte è caccia al contratto. Acosta? È già perduto. Ma su questo facciamo un contenuto a parte. La domanda vera è semplice e scomoda: KTM finirà davvero la stagione MotoGP?
Per me, se ci arriva, sarà uno zombie, anche se alle riunioni MSMA gli austriaci fanno finta di essere vivi con proteste continue e pretese assurde.

Investitori: solo storytelling

I nomi ventilati nei mesi scorsi? FountainVest ha investito altrove. CFMoto non si è mai fatta vedere. Bajaj, seppur coinvolta, non ha mai dichiarato di voler salvare KTM. Al limite comprerà il cadavere un tanto al kg e lo farà a pezzi.
E BMW, forse interessata… ma solo agli slot in griglia, non a KTM in quanto tale.

Quella che doveva essere una rete di salvataggio si è rivelata una nuvola di vapore comunicativo.
Solo storielle, comunicati, promesse e stampa di pompieri a libro paga.
Mesi di balle da parte di Stephen Pierer per calciare la palla avanti e non perdere il controllo di quel cadavere che è diventato il suo gruppo industriale.

La rete vendita è il biglietto da visita di un’azienda ed è ridotta allo stato di abbandono commerciale, con concessionari disperati che ormai sono ridotti a fare televendite in cui cercano di regalare moto che nessuno vuole.

Assemblea del 25 aprile: senza contenuti

E così arriviamo all’assemblea straordinaria. Nata per risolvere, oggi si presenta priva dei suoi punti chiave.
L’aumento in contanti non si fa. La conversione in azioni dei prestiti nemmeno. E le vere decisioni… vengono rinviate, ancora.

Conclusione – Tutto confermato. Di nuovo.

Quello che oggi tutti fingono di scoprire, su Misterhelmet lo raccontiamo da quasi un anno.
La crisi finanziaria, quella industriale, lo spacchettamento delle attività, il rischio MotoGP…
Ogni tassello è andato esattamente dove avevamo previsto. Non siamo più intelligenti.
Semplicemente siamo andati a scuola, analizziamo i dati e non ci facciamo comprare da 2-3 moto in prova.
E oggi, mentre qualcuno si stupisce, noi confermiamo, verifichiamo, documentiamo.
E confermiamo di nuovo.

Pierer Mobility è in stallo tecnico.
KTM è senza ossigeno.
E la MotoGP potrebbe perdere un altro costruttore… prima ancora che la stagione finisca.

 

Disclaimer!
Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
Vi posso solo dire di continuare a seguire Misterhelmet.

 

KTM è davvero salva? Rimarrà in Austria? Crisi e “salvataggio” spiegati bene!

Dopo la riunione dei creditori, alcuni dei quali hanno accettato la proposta di Pierer Mobility, KTM “sembra” salva. Ma mancano ancoar circa 800milioni e soprattutto mancano gli investitori e le cifre che potrebbero investire. Ecco la crisi, spiegata bene, ed ecco che KTM potremmo avere in futuro!

 

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Is KTM really safe? Will it stay in Austria? Crisis and bailout explained well!

After the creditors’ meeting, some of which accepted Pierer Mobility’s proposal, KTM “seems” safe. But about 800 million are still missing and above all investors and the figures they could invest are missing.
Here is the crisis, explained well, and here is what KTM we could have in the future!

 

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Superbike, Phillip Island: il campionato inizia col dominio di Bulega! Tutti gli altri, inseguono!

L’italiano del team Aruba domina sin dai test e non perde il primato nemmeno per un giorno.
Per lui l’apertura del mondiale vuol dire tripletta. Razgatlioglu, Bautista e Petrurcci devono già inseguire. Sorprende Redding!

 

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Se non avete visto le gare e volete dei consigli su cosa guardare per divertirvi, guardate Gara1 e, al limite, la Superpole Race.
Se invece, dato che sapete il risultato, volete godere del dominio incontrastato di Bulega, allora va bene qualunque sessione da quando i piloti han messo piede in Australia quest’anno, dato che il ragazzo ha dominato le due sessioni dei due giorni di test e tutte le restanti a partire dal venerdì, superpole e gare incluse. Lo ha fatto senza se e senza ma, con l’ulteriore vantaggio dovuto al fatto che non ha un avversario preciso ad inseguirlo.
Toprak ha fatto bene ma in Gara2 si è ritirato. Stessa cosa per Bautista che ha avuto i suoi alti e bassi e i suoi problemi, uguale per Iannone e Petrucci, entrambi in top condition ma ad alternarsi. Chi ha invece fatto bene con costanza ed ha sorpreso ma non è comunque da vittoria del campionato è Redding, che scende da una BMW e con la Ducati inizia a “lottarsela” per il podio. Bentornato. E Benvenuto anche a Yari Montella che, debuttante sulla moto di Barni, va a punti in due gare su tre. Non male davvero come non è male nemmeno Ryan Vickers, sulla Ducati di Motocorsa. Così tanti privati davanti non si vedevano da tempo.

Se questo riassuntino del week end vi basta, possiamo parlare di gara2 per temi. Ma vi anticipo che sono gli stessi delle altre due gare, con anche un po’ meno spettacolo.

Tema1: Bulega fa quello che vuole e non gli serve nemmeno strafare. Gli altri fanno fatica solo a stargli nei dintorni.
Tema2: Iannone ha capito il meccanismo ed è sempre lì. Stessa cosa per Petrucci.
Tema 3: Tutte le Ducati sono veloci. Proprio tutte. Anche quella di Sam Lowes, che l’anno scorso faticava. Anche quella di Redding che l’anno scorso era una BMW. Anche quelle di Montella e Vickers, due debuttanti che vanno a punti. L’anno scorso non era esattamente così.
Tema4: in BMW le scatole girano parecchio. Senza concessioni la moto tedesca non fa più i numeri e Toprak deve rischiare tanto. E pagarne il prezzo.
L’Australia è un film a sé, crediamo noi, ma se così non sarà, il campionato sarà piuttosto noioso.
Tema 5: i giap faticano sempre di più e li vediamo inquadrati solo in griglia.
Tema6: Bimota va come Kawasaki l’anno scorso, ma almeno il progetto è nuovo e può migliorare mentre Kawasaki di Puccetti, che dovrebbe essere ufficiale, va come la Kawasaki di Puccetti privata.
Presto però per giudicare. Poi i week end storti capitano a tutti. Non c’è nient’altro.

Zambenedetti, responsabile del progetto Ducati Superbike, molto compassato e glaciale nelle interviste, qui a Phillip Island si è sfogato nei festeggiamenti. “Bisogna farlo, abbassa lo stress”, dice lui. Ha ragione.
Ma se continua così lo avrà bassissimo per tutta la stagione solo lui. Dallo psicologo ci andranno gli altri. Tutti quanti.

 

Guarda le Live di Misterhelmet per Gara1 e Gara2