Non ho ancora deciso niente ma le cose devono cambiare perché dobbiamo rendere conto ai nostri sponsor. Potrebbe essere BMW ma anche Ducati. Con Ducati è tutto più facile!
Manuel Puccetti è sempre gentile, disponibile e positivo, ma è evidentemente un po’ scocciato.
Dopo anni di idee, sforzi, moto schierate, dopo aver lanciato talenti e fatto confermare campioni, è il momento di essere onesti.
La stagione sta andando male. Puccetti ha incassato troppi zeri, troppi ritiri ed evidentemente anche qualche no di troppo quando ha cercato di sostituire i suoi piloti.
Alla fine è vero che semini quello che raccogli ma a volte è proprio il raccolto che va male e tu non hai tutte le colpe.
Le voci di un Puccetti spazientito, girano. Kawasaki, questa Kawasaki, non è abbastanza e un sodalizio lungo, molto lungo, uno dei più lunghi nel paddock Superbike, si potrebbe rompere.
Per le factory è facile, più o meno, continuare per anni senza risultati. I dirigenti dei team interni sono in giro per il mondo a spendere soldi non loro e a giustificare le corse come necessarie per il brand, ma un team privato si tiene in piedi con i risultati e le aspettative. E il capo è solitamente quello che rischia i soldi, nel senso che ce li mette. E ci mette anche la faccia, dato che il team porta spesso il suo nome.
Puccetti è dato in BMW, forse anche per il passaggio di Razgatlioglu, da sempre legato al gruppo di Puccetti, eppure il manager non sembra convinto.
Intervistato sull’eventuale possibilità di cambiare brand, Puccetti risponde.
“Spero di tornare nelle posizioni che contano o almeno vedere ripagato il nostro impegno. Ho visto che hanno scritto tante cose già, in merito a possibili cambiamenti da parte nostra e la situazione è delicata. Chi scrive senza sapere non si rende conto che può anche fare dei danni quando ci sono trattative in corso. Mi danno già in BMW ma non ho ancora deciso nulla. Il passaggio a BMW nel 2024 è solo una delle opzioni possibili.”
Cosa state valutando? “Stiamo valutando varie situazioni. Possiamo rimanere in Kawasaki se le cose si sistemano ma anche passare in BMW. Però anche Ducati potrebbe essere una possibilità. Con Ducati sarebbe più semplice tirare fuori un bel pacchetto factory e andare forte. Con Ducati il team diventa figo e il rider ti cerca. Costa di più ma i risultati arrivano. Noi abbiamo bisogno di quelli per ottenere le risorse che ci servono per correre.
La situazione risorse è sempre così complicata per un team privato? La situazione non è facile ma per noi non è complicata. Da anni abbiamo sponsor di qualità che ci seguono ma gli sponsor vanno onorati, ringraziati, accontentati. Personalmente prometto di fare tutto quello che posso per cambiare le cose e tornare in condizioni di visibilità. Ci può essere un periodo di difficoltà ma non può diventare la regola. Con gli sponsor non bisogna tirare troppo la corda.”
Sembra evidente che il cambiamento arriverà. Resta solo da capire in quale direzione.
Iannone? Non fa per Motocorsa. Stiamo lavorando per tenerci Axel Bassani. Con lui, fiducia reciproca!
Alla fine Lorenzo Mauri lavora in silenzio.
Si vede poco, lui. Si vede soprattutto il suo pilota, Axel Bassani, miglior Ducati dopo quella di Bautista e quinto nel mondiale.
Intervistato sul tema mercato che tanto infiamma la Superbike e che vede in qualche modo al centro anche il suo rider, risponde a Misterhelmet.
“Stiamo lavorando per tenerci Axel il che vuol dire chiudere il nostro budget e parlare con il suo management per trovare una situazione di sponsor che ci consenta di dargli il giusto stipendio. Tutto il pacchetto tecnico per il 2024 è già coperto ma manca la chiusura del cerchio per dare ad Axel l’ingaggio che merita. Questo è il nostro interesse primario e di questo stiamo parlando con il suo manager Vergani. Se non ci riusciremo valuteremo altre strade e altri piloti (ho in mente qualche ragazzo), ma sinceramente il nostro obiettivo primario continuare con Axel perché c’è soddisfazione reciproca e fiducia da entrambe le parti. Non voglio nemmeno fare dei nomi per non rovinare la tranquillità di tutti. Non ci voglio nemmeno pensare, ecco.”
Lorenzo Mauri è completamente estraneo alla vicenda Iannone, che pare abbia cercato tutte le Ducati tranne la sua. “Non so niente, non ho seguito, però sinceramente credo che, per tanti motivi, Iannone sia un salto nel buio, dal quinto piano su degli spuntoni roventi, per chiunque lo farà correre. Si tratta di un grande pilota con un talento pazzesco, comunque. Sul tema non sono proprio voluto entrare in gioco perché mi conosco.”
Alla domanda se prenderebbe Iannone nella sua struttura, Mauri risponde così: “Ti dico la verità: non lo prenderei nemmeno se domani mattina venisse in Motocorsa e portasse tutto il budget, ma è una cosa mia. Conosco i miei limiti, conosco la mia poca pazienza. Non ho nulla contro di lui, il problema sono io. Con il mio carattere al 42mo secondo di orologio uno dei due uscirebbe dal box e siccome il box è mio non sarei io ad uscire. Per evitare questo tipo di confronto non l’ho preso nemmeno in considerazione ma non sto denigrando il pilota. Conosco i miei limiti e uno di questi è la pazienza. Colpa mia, non ce l’ho. Non fare il matto Misterhelmet e non mi attribuire qualcosa contro il pilota, proprio no, perché Iannone è un top rider.”
La due diligence vera e propria non è ancora iniziata ma KTM ha già trovato discordanze rispetto a quanto dichiarato da MV al momento dell’accordo. Con 15 milioni adesso controllerebbe il 32%.
Entrano in campo Luca Martin e Verena Schneglberger-Grossmann.
Forse i lettori non lo hanno capito ma quella fra MV Agusta e KTM non è una collaborazione commerciale ma una scalata da parte di KTM. Il 25,1% di MV Agusta è stato pagato solo 15 milioni di euro, quindi per gli austriaci la factory, già prima di guardarci dentro, non valeva molto di più. Adesso vale ancora meno.
Entrati in azienda, gli austriaci sarebbero rimasti delusi e in più avrebbero scoperto alcune cose che non gli sono piaciute. Lo raccontano direttamente le maestranze della produzione che fra l’altro sono a casa perché quest’ultima è bloccata.
E molti, a casa, rischiano di rimanerci.
La percentuale di KTM sarebbe salita al 32 con lo stesso importo versato, queste le voci, in virtù del fatto che dal punto di vista del magazzino, la realtà di quanto riscontrato non sarebbe corrispondente a quanto dichiarato in fase di firma.
Moto in meno, ricambi mancanti e così via. Insomma un bel casino.
Il rischio è che gli austriaci alla fine si portino via il 100% di MV per meno di 40 milioni contro i 190 investiti dalla famiglia Sardarov in questi anni e questo potrebbe accadere ancor prima di quanto scritto da Misterhelmet (fine 2024).
Come CEO, amministratore delegato, sarebbe in via di conferma Timur Sardarov, figlio di Rashid che mette i soldi o che almeno li ha messi fino ad ora. Il suo yacht è sequestrato, riportano i giornali, e gli ultimi soldi per MV si dice non arrivino più dall’Europa bensì dalle Cayman. Tornando a Timur, il suo contratto triennale come amministratore delegato varrebbe 3.6 milioni di euro, ossia 100mila euro al mese, il tutto con dipendenti che non prendono lo stipendio da settembre, 60 licenziamenti in programma subito e altri in step2. La firma di questo accordo dovrebbe avvenire entro il 15 novembre perché ci sono gli stipendi da pagare e i soldi non ci sono. Questo per non parlare di rumor che raccontano di irregolarità contributive per gli ultimi 3 anni, tanto che l’azienda sarebbe priva del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva con arretrati di circa 12 milioni di contributi non versati.
Se fosse vero è abbastanza anomalo che la magistratura non si sia ancora interessata alla faccenda, dato che un’azienda in Concordato, con ancora 8 milioni di euro da versare per chiuderlo, non potrebbe permettersi irregolarità di questo tipo.
Quello che KTM avrebbe scoperto, ancor prima di iniziare la due diligence vera e propria, sarebbe una situazione a dir poco critica.
17 milioni di euro li aspettano i fornitori. 8 milioni, lo abbiamo già detto, servono per chiudere il Concordato, quello che in USA si chiama Chapter Eleven. 12 milioni riguardano i contributi non corrisposti con le eventuali sanzioni che potrebbero arrivare. 50 milioni potrebbero essere aggiunti per un risarcimento chiesto da Loncin per una inadempienza di MV relativa ad una partnership non andata a buon fine per la realizzazione di moto di piccola cilindrata. Questi non sono debiti ma sono un rischio che va comunque messo a bilancio.
E’ poi in piedi anche la causa con Giovanni Castiglioni per l’utilizzo del marchio Cagiva, ancora ai preliminari, per la quale si prevedono quindi tempi abbastanza lunghi.
Castiglioni avanzerebbe, questi i rumors con cifre tutte da accertare, anche 9 milioni di euro fra compensi non pagati e le royalties per alcune versioni della F4 dedicata a Claudio Castiglioni. La somma dei numeri appena elencati fa quasi 100 milioni.
E’ facile comprendere che i 15 milioni messi da KTM sono una goccia nel mare e che le incombenze e i rischi di MV sono ben superiori sia al 25,1% delle quote inizialmente pattuito, sia al 32% ipoteticamente raggiunto in questi giorni. Facendo conti grossolani, si va ben oltre il valore dell’azienda.
Ci sono inoltre altre situazioni che devono essere quantificate. Parliamo di costi di gestione magazzino e altre attività correlate, incluse la produzione delle moto. Per queste attività servono altri soldi perché se non hai moto da consegnare, non le puoi vendere o almeno non potresti.
Alcune voci che meritano di essere verificate riporterebbero un comportamento atipico da parte di MV, ossia quello di fatturare ai rivenditori delle moto che poi non verrebbero consegnate. Le fatture sarebbero comunque girate alle banche per essere scontate in una certa percentuale per poi essere stornate ai rivenditori con la motivazione che le moto ordinate non sarebbero pronte. Questo comportamento da verificare, se effettivamente praticato, causerebbe ulteriori ammanchi tutti da accertare da parte di GENERALFINANCE, la banca di MV Agusta, per via delle moto vendute ma di fatto inesistenti. Del resto, lo abbiamo già scritto, la produzione sarebbe ferma dalla prima settimana di novembre 2022.
Il paradosso? I clienti vogliono le MV Agusta ma le moto non ci sono. Cosa verrà venduto nella rete vendita USA, Messico e Canada che KTM prenderà in carico, nessuno lo sa.
KTM e il nuovo board
Le prime mosse di Pierer e dei suoi, non si sono fatte attendere.
Alla guida di MV è stato confermato Timur Sardarov, mentre come presidente e forse anche garante, dovrebbe arrivare il banchiere Massimo Ponzellini, un curriculum prestigioso di incarichi pubblici e privati. Nel board sarebbero però state inserite da KTM due persone, con l’idea di sostituire Sardarov non appena acquisito il controllo dell’azienda, quindi ben prima dello scadere del suo contratto.
La prima figura sarebbe quella di Luca Martin, attualmente CEO di KTM Asia. Sarebbe lui ad essere destinato alla guida di MV Agusta una volta acquisita la maggioranza.
La seconda figura, invece, sarebbe quella di Verena Schneglberger-Grossmann che attualmente ricopre il ruolo di Vice President Legal di Pierer Mobility.
Si tratta del capo degli avvocati di KTM, ossia la persona che ogni volta che troverà qualche magagna, chiederà di alzare la percentuale di controllo di KTM senza aggiungere un euro. Nel frattempo MV Agusta non sarà più un azienda vera ma avrà solo la produzione perché acquisti, vendite e tutto il resto saranno di KTM che fornirà i pezzi a MV e ne comprerà il prodotto. Anche CRC che si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto di MV chiuderà e sarà assorbita da KISKA.
Il contrattacco di Sardarov
In una recente intervista Timur Sardarov avrebbe dichiarato di essere saldamente alla guida dell’azienda e di non aver intenzione né di ridurre la sua partecipazione, né di vendere. E’ possibile che l’intenzione sia quella di cercare di far passare del tempo mentre i fondi di famiglia (che qualcuno dice essere bloccati), trovano il modo di arrivare a Schiranna. In quel caso la famiglia Sardarov potrebbe rallentare l’ascesa di KTM iniettando denaro per difendere le proprie quote, ma non è detto che riesca ad arrestarla.
Nelle corse che succede?
Per quanto riguarda la Supersport, legata alle moto in vendita, il contratto con RC di Quadranti, valido ancora un anno, lascerebbe le cose come sono almeno fino a fine 2023.
In Moto2, invece, è evidente che per KTM, che schiera delle Kalex, non ha senso tenere una MV che poi MV non è. Giovanni Cuzari non solo negli anni si sarebbe pagato completamente il progetto (che sarebbe quindi suo) ma da Schiranna non percepirebbe un euro. Anzi, ultimamente, gli sarebbe stato chiesto un fee di 200mila euro solo per poter utilizzare il marchio di Varese. Questa cosa lo starebbe spingendo verso la ricerca di altri partner.
Se KTM vorrà schierare un’altra Kalex marchiata MV, non è dato saperlo ma di certo non è qualcosa di entusiasmante.
Per quanto riguarda la MotoGP, Pierer ha già smentito una MV in classe regina ma non ha smentito un altra KTM re brandizzata come nel caso Gas Gas. E anche qui, non c’è da strapparsi i capelli se KTM vorrà fare come Ducati schierando però 6 moto con tre nomi diversi, anche se MV Agusta sarebbe l’unico marchio ad avere un senso. L’unica ad essere contenta sarebbe la famiglia Ezpeleta.
Super Gossip Livio Suppo!
Chi è arrivato fino a qui, dopo aver letto cose serie, si merita un super gossip di chiusura. Qualche tempo fa in MV Agusta sarebbe stato avvistato Livio Suppo. C’è chi dice che fosse lì per parlare di bici elettriche (Suppo possiede la Thok, che fornisce bici anche a Ducati), c’è chi invece sostiene fosse lì per riorganizzare il Reparto Corse se non addirittura per portare in dote a Schiranna il materiale Suzuki in uscita dalla MotoGP. Anche se al momento un vero e proprio Reparto Corse non c’è e le priorità sono altre, l’ipotesi rimane affascinante.
The actual due diligence has not yet begun but KTM has already found discrepancies with what MV declared at the time of the agreement. With 15 million euro it would now control 32%.
Luca Martin and Verena Schneglberger-Grossmann join the field.
Perhaps you, readers, haven’t realised it, but the partnership between MV Agusta and KTM is not a commercial one but a takeover by KTM. The 25.1% of MV Agusta was only paid for 15 million euro, which, for the Austrians, means the factory was not worth much more, even before they looked into it. Now it is worth even less.
When they entered the company, the Austrians were reportedly disappointed and also discovered some things that left them with a sour taste. This is directly told by the production workers, who are, among other reasons, at home because the production is at a standstill. And many, at home, are in danger of staying there at all.
KTM’s percentage would have risen to 32% with the same amount paid, meaning these items, from the point of view of the inventory, the reality of what was found would not correspond to what was declared at the time of signing. Missing bikes, missing parts and so on. In short, quite a mess.
The risk is that the Austrians will eventually take away 100% of MV for less than 40 million compared to the 190 million invested by the Sardarov family in recent years, and this could happen even earlier than Misterhelmet reported, which set the timeline for late 2024.
Confirmed is Timur Sardarov, Rashid’s son, as CEO and managing director, he who puts up the money, or at least has put it up until now. His yacht is seized, the newspapers report, and the latest money for MV is said to be coming not from Europe but from the Caymans.
Returning to Timur, his three-year contract as managing director would be valued at 3.6 million euro, or 100 thousand euro per month, all with employees who have not taken their salaries since September, with 60 layoffs planned immediately and others in step 2. This agreement should be signed by November 15 because there are salaries to be paid and the money is not there. This is not to mention rumours of contribution irregularities for the last three years, so much so that the company is said to be without a DURC, the Italian certification of labour compliance, with arrears of about 12 million euro in unpaid contributions.
If this is true, it is quite strange that the judiciary has not yet taken an interest in the matter, given that a company in agreement, with still 8 million euro to pay to close it, could not afford irregularities of this kind.
What KTM would have discovered, even before starting the actual due diligence, would be a critical situation to say the least:
17 million euro await the suppliers
8 million euro, as mentioned, are needed to close the agreement, what the US would call Chapter Eleven
12 million euro are for unpaid contributions with possible penalties that may arrive
50 million could be added for a compensation demanded by Loncin for a default by MV relating to an unsuccessful partnership for the production of small motorbikes. These are not debts, but they are a risk that must still be budgeted for.
Also pending is the lawsuit with Giovanni Castiglioni for the use of the Cagiva brand, still at the preliminary stages, for which quite a long time is expected.
Castiglioni is likely to advance, these are the rumours with figures still to be ascertained, even 9 million euro between unpaid fees and royalties for some versions of the F4 dedicated to Claudio Castiglioni.
The sum of the numbers just listed makes almost 100 million.
It is easy to understand that the 15 million euro put up by KTM is a drop in the ocean and that MV’s liabilities and risks are far greater than both the 25.1% of the shares initially agreed and the 32% hypothetically reached these days. Doing rough maths, this is well beyond the value of the company.
There are also other situations that need to be quantified. We are talking about warehouse management costs and other related activities, including the production of the motorbikes. More money is needed for these activities because if you do not have motorbikes to deliver, you cannot sell them, or at least you could not.
Some rumours that deserve to be verified would report atypical behaviour on the part of MV, namely that of invoicing dealers for motorbikes that cannot be delivered. The invoices would however be passed on to the banks to be discounted by a certain percentage and then reversed to the dealers on the grounds that the motorbikes ordered would not be ready. This behaviour to be verified, if actually practised, would cause further shortfalls to be ascertained by Generalfinance, MV Agusta’s bank, because of the motorbikes sold which in fact are non-existent. Besides, as mentioned, production has been stopped from the first week of November 2022.
The paradox? Customers want MV Agustas but the bikes don’t exist. What will be sold in the US, Mexico and Canada sales network that KTM will take over, nobody knows for certain.
KTM and the new board The first moves by Pierer and his team were surely imminent.
At the helm of MV, Timur Sardarov has been confirmed, while he is to be joined by president and perhaps also guarantor, banker Massimo Ponzellini, who has a prestigious curriculum of public and private appointments. However, two people would be added to the board by KTM, with the idea of replacing Sardarov as soon as the Austrians gain control of the company, therefore well before his contract expires.
The first figure would be Luca Martin, currently CEO of KTM Asia. It would be him who would be destined to lead MV Agusta once the majority stake is acquired.
The second figure, on the other hand, would be Verena Schneglberger-Grossmann, currently VP of Legal at Pierer Mobility. She is the head of KTM’s lawyers, in other words, the person who, every time she finds a gap, will ask to raise the controlling percentage of KTM without adding a euro.
In the meantime, MV Agusta will no longer be a real company but will only have production because purchasing, sales and everything else will be KTM’s, which will supply the parts to MV and buy the product. CRC, which does R&D for MV, will also close and be absorbed by KISKA.
Sardarov’s counter-attack In a recent interview, Timur Sardarov is said to have stated that he is firmly at the helm of the company and has no intention of reducing his stake or selling. It is possible that the intention is to try to let some time pass while the family funds (which some say are blocked) find their way to Schiranna. In that case, the Sardarov family could slow down the rise of KTM by injecting money to defend their shares, but they might not be able to stop it.
In racing, what happens? As far as Supersport is concerned, linked to the bikes for sale, Quadranti’s contract with Reparto Corse, which is still valid for another year, would leave things as they are until at least the end of 2023.
In Moto2, on the other hand, it is clear that for KTM, which fields Kalex bikes, it makes no sense to keep an MV that is not MV. Giovanni Cuzari would not only have paid himself completely for the F2 project over the years (which would therefore be his) but he would not receive a euro from Schiranna. On the contrary, recently he would have been asked for a fee of 200 thousand euro just to be able to use the Varese brand. This would be pushing him towards looking for other partners. Whether KTM will want to field another MV-branded Kalex is unknown, but it is certainly not something to get excited about.
As for MotoGP, Pierer has already denied an MV in the premier class but has not denied another KTM re-branded as in the GASGAS case. And even here, there is no tearing one’s hair out if KTM wants to do as Ducati does but field six bikes under three different names, although MV Agusta would be the only brand that would make sense. The only one who would be happy would be the Ezpeleta family.
Super Gossip Livio Suppo! Those who have come this far, after reading serious things, deserve a super gossip closing. Some time ago, Livio Suppo was allegedly spotted at MV Agusta. Some say he was there to talk about electric bikes (Suppo owns Thok, which also supplies bikes to Ducati), while others claim he was there to reorganise the Reparto Corse, if not even to bring Suzuki material coming out of MotoGP to Schiranna. Even if at the moment a real racing department and there are other priorities, the hypothesis remains fascinating.
Sono stato a EICMA. Ho visto tante cose belle e un clima ok, tanto miglioramento generale, tanto gap colmato. Ma per quanto riguarda le moto sono veramente pochissime le cose che mi hanno colpito. La 3-4 moto (per me) da sogno, sono moto che esistevano già. Riassumerò tutto in un video assolutamente personale ma vi anticipo che LA COSA CHE MI HA PIU’ COLPITO DI EICMA, NON E’ UNA MOTO.
E in più ci sonoun po’ di amare considerazioni…
Questo sito Web utilizza i cookie che aiutano il funzionamento del sito Web e per tenere traccia di come interagisci con esso in modo da poterti offrire un'esperienza utente migliorata e personalizzata. Utilizzeremo i cookie solo se acconsenti facendo clic su Accetta. Puoi anche gestire le preferenze dei singoli cookie dalle Impostazioni. Leggi di più
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come utilizzi questo sito Web, per memorizzare le preferenze degli utenti e fornire loro contenuti e pubblicità pertinenti per te.
Questi cookie verranno memorizzati sul tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi.
Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
woocommerce_cart_hash
sessione
This cookie is set by WooCommerce. The cookie helps WooCommerce determine when cart contents/data changes.
I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.
Cookie
Durata
Descrizione
__gads
1 anno 24 giorni
The __gads cookie, set by Google, is stored under DoubleClick domain and tracks the number of times users see an advert, measures the success of the campaign and calculates its revenue. This cookie can only be read from the domain they are set on and will not track any data while browsing through other sites.
CONSENT
2 anni
YouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data.
I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.
Cookie
Durata
Descrizione
_fbp
3 mesi
This cookie is set by Facebook to display advertisements when either on Facebook or on a digital platform powered by Facebook advertising, after visiting the website.
fr
3 mesi
Facebook sets this cookie to show relevant advertisements to users by tracking user behaviour across the web, on sites that have Facebook pixel or Facebook social plugin.
GoogleAdServingTest
sessione
IDE
1 anno 24 giorni
Google DoubleClick IDE cookies are used to store information about how the user uses the website to present them with relevant ads and according to the user profile.
test_cookie
15 minuti
The test_cookie is set by doubleclick.net and is used to determine if the user's browser supports cookies.
VISITOR_INFO1_LIVE
5 mesi 27 giorni
A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface.
YSC
sessione
YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt-remote-connected-devices
mai
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt-remote-device-id
mai
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.