MotoGP: la questione Argentina. Problemi reali o dilettantismo?

Con Luca Bologna analizziamo con dati e fatti la situazione dei ritardo clamoroso dei cargo in arrivo, eventuale, in Argentina.
Per Dorna ci sono problemi reali o sono solo scuse per una pianificazione dilettantistica volta ad un disperato taglio dei costi?
Episodio andato in onda Live sulla pagina FB Misterhelmet ed in seguito caricato su Youtube!



MotoGP: Qatar 2022. Analisi e pagelline per una gara atipica!

Il significato principale della gara che c’è appena stata è: niente è come sembra. E poi c’è un altro significato: il Qatar non rappresenta il campionato se non per il fatto che qui si comincia. Chiunque cerchi di trarre conclusioni o messaggi definitivi sul Qatar, vi sta prendendo in giro, perché è come fosse un altro sport rispetto alla MotoGP che poi verrà. Sono ovviamente successe delle cose ma a mio avviso non possono essere bilanci se non dal punto di vista di piccoli segnali. Parliamo di questi.



Cani da ricordo! La sopravvivenza senza Rossi e la scomparsa mediatica di Morbidelli!

Vi parlerò oggi dei cani della propaganda nel motociclismo. Per la precisione, cani da ricordo. Cani da ricordo.

Non so se avete notato ma negli ultimi tempi si parla del ritiro “abbastanza frequentemente” di Rossi e di quanto il motociclismo non sarà più tragicamente lo stesso a partire da questa stagione in cui Rossi non c’è più.
E ve lo dico subito che è una cazzata. Senza nulla togliere a Valentino, l’umanità è fatta per andare avanti e quindi tutti noi in tutti i settori possiamo concretamente fare a meno di tutti. L’allarmismo creato serve solo per rastrellare le ultime cliccate, come a dire: affrettatevi perché poi tutto questo sta per finire e non ne parleremo più. Ma fidatevi che Il motociclismo è come per le offerte dei divani. Ci saranno sempre anche passato il week end.

Ed è tutta roba inutile perché tutti noi siamo fatti per sopravvivere e quindi in un ambiente in una organizzazione e in uno sport, non esiste niente che sia veramente necessario. Anzi è proprio il passaggio dei miti a rinnovare e a smuovere.
Nello sport siamo sopravvissuti al ritiro di Pelé, Maradona, Tyson, Senna, Schumacher, Fangio, Agostini, e sopravvivremo al ritiro di Rossi che fra l’altro non si è ritirato nel 2022 ma ben 15 anni fa ed è stato tenuto in vita artificialmente da questi nostalgici che possono essere considerati al pari del partito monarchico o dei sostenitori dell’Unione Sovietica. Gente che esiste solo grazie ad un fenomeno e che adesso campa preoccupata dal fatto che il fenomeno non esiste più. Gente che è lì per tenersi stretti dei privilegi e fa il cane da ricordo per non essere rottamata. Voi pensate che servano ma non servono a niente perché le imprese di Rossi rimangono nella storia e non serve gente bullonata solo nel passato cui conviene vivere di ricordi parziali.
Avrete notato. Rossi si ritirato ieri ma le tv trasmettono gare di 15 anni fa, dove vinceva.
Trasmettono tutte le dichiarazioni dei suoi avversari dove questi sembrano più negativi di Putin. Stoner non la manda a dire ma era matto, Marquez non viene perdonato per il biscotto, Lorenzo rosicone assoluto. Tutto il repertorio così. Riesumati anche Biaggi e Gibernau, ovviamente tutti nella veste miserrima di perdenti che hanno riconosciuto la loro inferiorità, col tempo e quindi vengono, bontà di certa stampa “riabilitati”.
E le gare trasmesse? Non gli schiaffi degli ultimi 10 anni o il biennio Ducati ma solo 2008, 2009, Lacuna Seca, qualche Mugello… non si va oltre.
Tutto con la scusa di ricordare e insegnare la storia. Ma questa non è storia, è la storia rivisitata per comodo e trasformata in una storiella.
I miti sono tali perché umani e sono fatti anche di avversari, sconfitte, imperfezione. A meno che invece di un pubblico competente non si voglia un pubblico non pensante. Cani che abbaiano a cani.
Un appassionato di motociclismo vuole rivivere tutta la storia del motociclismo. Incluso Agostini in difficoltà con Saarinen.

Sia chiaro non è colpa solo di Rossi ma dei cani da ricordo.
Come i miei cani, per sottomissione, deferenza e gratitudine estrema,  anche paura, fanno cose che pensano essere utili ma sono schifezze. I miei mi portano bottiglie di plastica, pupazzi luridi, rami, un topo, e me li depongono ai piedi per compiacermi. Questi giornalisti fanno lo stesso. E non pensate che siano i pesci piccoli a distinguersi, anzi. Più sono alti in gerarchia e più hanno da perdere. E fanno i servi. Organizzano palinsesti tv tipo istituto luce, si vantano di aver ricevuto e rispettato indicazioni, postano leccate surreali da nord corea, cercano attenzioni trasformando in imprese cose normali. Essere derisi per loro è una medaglia perché significa che sono sulla strada giusta. Non hanno mai avuto dignità, perché dovrebbero tirarla fuori adesso?
Più sono in alto nella scala gerarchica dei gerarchi tascabili quali sono e più si danno da fare per compiacere qualcuno che probabilmente nemmeno se li fila.
Alcuni sono disposti a trasformare siti di moto in siti di auto per seguire l’idolo nelle nuove avventure come per un rally di Monza lungo un anno. Mi piacerebbe che Rossi si desse al golf solo per vederli arrampicarsi su scelta dei ferri, swing e par. Li vorrei vedere a fare la telemetria dei backspin.
E tutto questo cagnolare da ricordo, viene spacciato per storia, passione, interesse “doveroso”.
E invece non è storia, perché è solo la loro storia, di quando hanno svoltato grazie a un fenomeno e mangiato a quattro ganasce e di quanto adesso siano preoccupati di rimanere troppo a lungo senza un nuovo padrone.
Perché se veramente si volesse fare storia con l’avvicinarsi del GP del Qatar si parlerebbe di Lorenzo che lo ha vinto 6 volte, e non di chi si è ritirato ma non faceva ormai un podio nemmeno per sbaglio.
E non è nemmeno passione: è la loro passione. La coppa Cobram dei dipendenti che si appassionano allo sport del loro capo, per compiacerlo. Come in Fantozzi.

Continuano a raccontarvi con l’elasticità mentale di un cane, quello che serve solo a loro in una gara fra accattoni di click che sgomitano per gli ultimi spicchi di sole. Fate caso al fatto che si parla solo di Marquez in negativo e di Bagnaia in positivo mentre dal radar dei ricordi è scomparso tutto quello che non porta soldi e benevolenza come Morbidelli, che evidentemente non è più l’erede mediatico designato, perché non porta le attenzioni inserzionistiche di Ducati.
Avete sentito nominare Morbidelli negli ultimi mesi? Uno che è stato vicecampione del mondo con una moto privata di due anni prima? Ha umiliato la persona sbagliata quindi, no. Non hanno ricevuto indicazione di spingere su Morbidelli, forse.
Questo bastoncino non ve lo riportano, i cani. I cani da ricordo.
Gli unici cani che è giusto abbandonare.


 

VR46: ma ci voleva tanto? Ma perché ancora storielle?

L’altro giorno ho visto la presentazione di VR46 e vi dico la mia, riassumendo tutto in una frase: ma ci voleva tanto?
E sia chiaro, non è una critica. Esattamente il contrario, più o meno.

A parte la scelta del teatro, che però è un dejavu solo parziale, dato che non c’era la lirica come per WithU, più tradizionale, né c’era l’orchestra con la motorcycle parts, come per Aprilia, che secondo me è stata la più originale.
Però c’erano un dj con i fiocchi e gli ospiti di radio deejay, con cui tutti noi, ormai boomer, siamo cresciuti. E adesso parliamo del “ci voleva tanto”.

Valentino è Valentino. Il team owner più prestigioso che ci possa essere. Sul suo entourage, a livello di professionalità avrei qualche critica, ma non deve piacere a me, quindi, se sta bene a chi paga, sta bene a tutti.
Le moto sono oggettivamente bellissime. Cioè no. Cioè va a gusti… Secondo me erano belle nelle penombra del teatro ma poi è come quando rimorchi in discoteca da ubriaco e ti svegli con una cessa terribile (e sia chiaro, chissà quante volte sono state le donne ad aver detto lo stesso di me).
Però sono due due Ducati, dai, quindi il meglio che un cliente può avere, una addirittura ufficiale, con  una livrea diciamo accettabile o comunque meno violenta di quello che ci si sarebbe aspetatti.
Dai, va a gusti.

Persino i piloti sono, per certi punti di vista, i migliori possibili perché fatti in casa, nel senso che sono a km0, dato che provengono al 100% dal vivaio VR46. Possiamo discutere su Luca Marini fratello di o di Bezzecchi? Non è questa la sede, parlerà la pista.
Possiamo discutere lo sponsor che è di prim’ordine e forse non aveva nemmeno bisogno di una marchetta così? Non credo si possa obiettare nulla su Mooney, Sisal, e compagnia. Anche perché a svilire lo sponsor ci penserà Pablo Nieto a presentazione finita.
E allora forse possiamo parlare del fatto che quando in VR46 raccontano  di come è nato tutto sembra che mentre le due parti si facevano i fatti loro, si sono scontrate per caso e si sono trovati d’accordo tempo zero. Come Gastone che mentre Paperino si danna per trovare due spiccioli, trova per terra portafogli gonfi per uscire con Paperina.
Ma allora cosa c’è che non va?
Proprio questo. Sei Valentino, hai i piloti dentro casa, il management che è fatto di tuoi amici fidati, lascia perdere che fanno dei casini. Trovi gli sponsor che ti ci inciampi e poi ti perdi in cose aassurde, tipo che per quasi un anno sei stato in mezzo alle cazzate, le sòle, i cialtroni, gli individui da 1000 lire, gli sceicchi farlocchi, gli architetti cazzari, i team manager falliti, i comunicati storti, le telefonate che non si sapeva con chi le facevi, le conferenze stampa co la tenda dell’Ikea, con 7 giornalisti italiani senza coraggio e tutto un repertorio di coglionate incredibili di cui non dico che siete colpevoli ma di sicuro siete stati succubi, vittime con una stampa che avete lasciato fare e poi addirittura dovuto stoppare (così dice un illustre, si fa per dire, rappresentante della medesima)?
Ma dico io: all’inizio era un po’ difficile trovare lo sponsor?
Si diceva: facciamo fatica a trovare uno sponsor perché lo vogliamo top. Che poi l’avete trovato…
Ma dico io, ma ci voleva tanto? Non potevate star tranquilli ed evitare di mettere su sto teatrino o per lo meno consentire che qualcuno lo mettesse su per voi, o per lo meno di stopparlo subito?
Non stoppare le critiche, dico stoppare proprio il teatrino? Invece avete fatto fare la figura degli incapaci totali di intendere, di pensare e di scrivere al 99,99999 periodico% di “professionisti, si fa per dire”, dell’informazione che invece che essere iscritti all’albo dei giornalisti sembravano iscritti ai giornalisti di Albi.
Serviva complicare le cose così? Boh…
Ci voleva tanto? E’ un complimento che faccio.
Il fatto che le cose poi in un modo o nell’altro si aggiustino, preclude dal cercare di farle bene da subito? Questo mi chiedo. Perché complicare le cose?

E il pezzo sarebbe anche finito qui se non avessi letto le dichiarazioni di Pablo Nieto, che invece di far sfumare la cosa, torna sul tema Aramco e cerca di convincerci che la sponsorizzazione non c’è stata per tempi tecnici. Io gli credo. Però chiedo: come tempi tecnici? Ma non è che così dai del ripiego a Mooney?
Hanno avuto tempo di sponsorizzare Aston Martin in F1 sgomitando dato che un main sponsor ce lo aveva già? Lì i tempi tecnici li hanno avuti.
Secondo me, e lo desumo dalle numerose mail che Aramco mi ha inviato, non è che non c’erano i tempi tecnici. Ammesso che ci siano state delle trattative, non c’era tempo da perdere per VR46, dato che avevano di meglio da fare. E comunque i parchi a tema li potete ancora fare, il Fantastic Trophy con le mongolfiere, la moto elettrica, e tutte le altre cose? E poi oltre ad Aramco resta da spiegare Tanal. Anche lì non ci sono stati i tempi tecnici? Ma io credo a Pablo Nieto. Anche se mi viene il dubbio che ci sia proprio la volontà di insistere apposta per approfittare di una stampa sempre compiacente che mai critica quello che gli si dice di scrivere. Io gli credo.
Però dovete credere anche a me. Ieri sera sarei dovuto uscire, che ne so, con Belen, ma non ci sono stati i tempi tecnici. E quindi con 30 euro sono andato sulla Salaria. Non fa niente che ieri sera Belen è stata vista al ristorante con un altro pare che abbia addirittura pagato lei. Per lui i tempi tecnici, li ha trovati.
Per me no. Va bene.
Voi direte che questa è una cazzata. Eh ma non ho iniziato io.

 



Tanal Aramco VR46: all the story, tutti gli articoli di Misterhelmet (ITA/ENG)

aramco vr46

Tutti gli articoli di Misterhelmet sul tema Aramco/Tanal/VR46

All the articles by Misterhelmet on the topic Aramco / Tanal / VR46

             

MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46? 6 maggio

VR46: pilota e team, annunci in arrivo! 14 maggio

Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi! 19 luglio

La tentata truffa ad Althea Racing. Compagnia aerea e petrolieri. Ad un passo dal colpaccio! 28 luglio

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono! 1 agosto

Misterhelmet querelato ma ci sono tante “dimenticanze e coincidenze”! 2 agosto

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio? 14 agosto

Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga? 15 agosto

Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera! 22 agosto

Tanal e VR46: la farsa al suo apice. Già due i pagamenti rimandati. Crolla il castello di bugie di Tanal 27 agosto

SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal! 31 agosto

Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze! 5 settembre

Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio 8 settembre

Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti! 12 settembre https://www.misterhelmet.com/valentino-rossi-il-team-vr46-non-e-un-mio-problema-stampa-fifona-sky-sugar-daddy-e-sponsor-inesistenti/

VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors! 15 settembre 15 settembre

MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi” 7 ottobre

VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti! 22 ottobre

VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato? 31 ottobre

Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo! 5 novembre

 

 

 

 

 

 

Le inutili lezioni di Copyright di Paolo Scalera

Vorrei anche chiudere questa questione ma continuo ad essere tirato in mezzo con affermazioni non corrette. Non accetto di passare per ladro né accetto lezioni di giornalismo da chi, secondo me, non è in grado di darmele.

Guarda il video o leggi l’articolo che segue!

 



Qualche giorno fa, dopo aver visto un video di una live di GPOne con Paolo Scalera, Matteo Aglio e Pernat come ospite in cui parlavano del tema Tanal, Aramco etc, avendo riscontrato quelle che secondo me erano inesattezze, ho pubblicato un video di risposta che prendeva degli spezzoni della trasmissione e, punto per punto replicava. Tengo a precisare che ho fornito il link della trasmissione originale e non ho stravolto alcun contenuto. Ho solo spezzettato la parte che mi interessava, rispondendo volta per volta ed ho usato 4 minuti e 50 su quasi un’ora e mezzo di trasmissione.

Il video ha fatto un po’ di scalpore perché nello stesso, Paolo Scalera dichiarava apertamente una sudditanza a VR46 come potete sentire cliccando l’audio:

Dopo qualche giorno ho ricevuto una notifica da youtube che mi informava di aver cancellato il video per violazione di Copyright, richiesta effettuata dallo stesso Paolo Scalera. Eccola qui.

Il mio video pur rimosso da youtube, è attualmente disponibile su Facebook e su altre piattaforme quali Rumble adeguatamente modificato per fare in modo che non vi sia furto di materiale protetto. Trovate il link nella descrizione di questo video ma eccolo:


Il provvedimento è formalmente corretto dal punto di vista di Youtube ma non lo è secondo me dal punto di vista etico, perché esiste il diritto di replicare ad affermazioni ritenute non esatte. Youtube risponde alle leggi di protezione dei contenuti e non a quella di replica vigente nel nostro paese.
Nessuno voleva rubare nulla per farlo proprio, anzi. Che me ne faccio dei contenuti di altri? Io volevo solo rispondere.

Più che dall’etica, la rimozione del video è stata a mio avviso motivata da fastidio per essere stato esposto. Ci sta. Quello che non mi va però è passare per ladro di contenuti altrui.

Quello che ho da dire io, insomma, è che non accetto lezioni di etica da chi ripetutamente negli anni ha fatto le stesse cose con materiale altrui come ad esempio quando ha tolto i credits da una sua collega che glielo fa notare su twitter. Vedi qui. Questa non è violazione di copyright?

Ma non è tutto perché Paolo Scalera, e non lo dico io, si è reso protagonista anche di altre cose.
In seguito alla morte di Luis Salom, avrebbe preso, e non lo dico io, fotografie sensibili secretate da Dorna e le avrebbe pubblicate sul corriere dello sport nonostante il divieto esplicito. Avrebbe fotografato, lui che va sempre in giro con la fotocamera a tracolla, le foto dallo schermo del PC del fotografo spagnolo Antonio Lopez per poi utilizzarle.
Questa cosa, di cui è stato protagonista Paolo Scalera è riportata da vari giornali fra cui El periodico cliccando questo link e lo vedete nel video che segue l’articolo.

Stranamente, io che uso delle parti di trasmissione per rispondere, sono tacciato da scalera di furto di copyright. “infrangere le leggi del copyright atteggiandosi a paladino è un atteggiamento divertente”, dice in giro Scalera. L’azione descritta sopra, invece, come la vogliamo chiamare?
Dice Scalera sul suo profilo rispondendo ad alcuni utenti: “Quello fu un caso di censura non rispettata. Ovviamente gli haters sguazzano su storie come questa. Che non conoscono. Fare cronaca comporta dei rischi. Li accetto. Quando ovviamente portano a qualcosa. Portarono a qualcosa.”
Non metto la schermata in cui lo dice perché so che Scalera è molto permaloso e potrebbe segnalarmi per violazione del copyright, furto di immagini, rapimento di contenuti, sequestro si materiali segreti.
Ma chiedo a Scalera, quella fu censura non rispettata. E lasua nei miei confronti? Ma poi cosa vuol dire haters?
Quelli che evidenziano quello che uno ha fatto o detto riportandolo fedelmente sono haters?
Ovviamente quelle azioni portarono a qualcosa, dice.
A cosa portarono queste azioni? Ad un cazziatone da parte di Ezpeleta, e alla dissociazione di tutti i suoi colleghi. In termini di contenuti, cosa portò far vedere un ragazzo morto sull’asfalto sul proprio giornale dopo che tutti a livello internazionale avevano deciso di non pubblicare la foto? Chiedo.

Dopodiché Scalera nel dibattito può anche dire in giro che perdo molti lavori. E non è vero perché io faccio un altro mestiere e il blogger lo faccio a tempo perso, e questo dovrebbe far pensare. Non sono un professionista, anche se molto spesso non vedo grandi differenze… quindi tutto quello che mi arriva in termini di collaborazioni, è un regalo.

Oppure può dire che ho diverse cause per diffamazione, che in realtà è una e vedremo come va a finire, con una persona che è stata già condannata in via definitiva per non avermi voluto pagare. La mia causa deve essere ancora discussa, l’altra si è già chiusa con una condanna con sentenza n81/2020. Questo Scalera non lo dice.

Non prendo lezioni di giornalismo né di etica da Paolo Scalera perché ritengo, ma è una mia opinione, che vi sia una certa differenza fra usare il materiale di qualcuno per rispondergli e utilizzare il materiale altrui senza permesso e senza mettere i credits oltre che fare questo con la foto di un morto catturandola dal pc di un collega nonostante espliciti divieti da parte di dorna. Con tanto di reprimenda da parte di Carmelo Ezpeleta nella conferenza stampa MotoGP del 4 giugno 2016
E non lo dico io. Lo dice El Periodico. Sono passati 6 anni e non c’è stata alcuna smentita.

Non accetto lezioni di alcun tipo da chi passa sopra qualsiasi codice deontologico ed etico per i suoi scopi.
E per che cosa poi? Per cercare di insabbiare una cosa che ha detto lui stesso.
FATEVI I FATTI VOSTRI.
Non è colpa mia se prima dichiara di obbedire alla VR46 e poi si pente.
Se qualcuno vuole darmi lezioni, è benvenuto. Sono un dilettante e le accetto. Ma non accetto indicazioni su quello che devo scrivere e non accetto lezioni da chi non ha niente da insegnarmi sull’argomento.

 

 

Vinales vs Espargaro: fight to develop the Aprilia!

Aleix Espargaro, who for years, also thanks to Iannone’s competitive suicide has been carrying out the cart, takes 1.5 million a year, a salary that, going to renew his contract in this period, would hardly be able to overcome. But in Aprilia the best thing is the prizes, which go up ti pay up to 10th place in each race.
So far, with Savadori running like a hamster with his indications, for Espargaro it seemed the best of all possible worlds, until Vinales arrived, taken more or less for the same money (much less than the salary received in Yamaha) but with different expectations than Aleix’s gradual improvement. Espargaro publicly welcomed everyone, as if to say: I really want to see if they are capable of doing what I have done with this bike.
But Espargaro hasn’t won a race in his life. Vinales, on the other hand, is a full-blown top rider who has played in the world championships and his “crises”, we know that we are more a matter of compatibility  than capability.
This is why Maverick, called for this very reason, would like to finally race for a team that lets him develop the bike.
Instead he would have found a project that takes a direction opposite to what he would like. Ok the final of last season, with few races to do and not too many developments but now?
Now the newcomer would have already shown the excesses and anger for which he is known, asking to let go of the developments of Aleix (Maverick would not have minced words) that would not have led to anything so good.
In fact, Aprilia, which like all manufacturers cannot carry out too divergent developments, must make a choice immediately.
The guarantee of the top ten and the few podiums of Aleix Espargaro who obviously has limits or the gamble of a Vinales who wins the races and makes final podiums in the world championship but who is very humorous if things don’t go as he wants? There cannot be another hybrid year and someone have to tell the “poor” Savadori what to really work on.
Espargaro to be grateful to so far or Vinales called to bring a long overdue victory?
Gratitude in racing often makes way for palmares. How long will the harmony of the photo on the cover last?
What will Aprilia decide? And you, what would you decide?

 



A golden parking for Davide Brivio!

You saw him win and you saw him leave.
A world championship that no one would have expected Suzuki to win in a year in which many were distracted by more important things like the pandemic. It is the MotoGP World Championship which, among all, was considered the work of the technician rather than the rider.
Brivio, and we do not know if he did it on purpose, made the most effective move to be remembered and regretted: to go quickly to the higher category which, as far as MotoGP is concerned, is called F1.
Suzuki hasn’t won anymore (and he wouldn’t have won anyway) and Brivio is in everyone’s hearts. Perhaps even rightly, because his abilities are undeniable.
In F1, however, he was not allowed to do anything and his role crumbled in a Renault where Otmar Szaufner now commands, taking no prisoners since the first minute.
De Meo had fallen in love with Brivio perhaps when they were in Yamaha for the collaboration with Abarth and had seen something in him, but he was unable to find a place for him and, above all, he did not give him the time.
In Alpine, a lot of figures that were considered immovable were moved when it went well and sacked when it went badly.

Defenestrated Prost and Budkowski, moved Brivio, which perhaps if he had been fired would have been better.

Now it will go on to take care of Junior Programs and other sports activities such as Endurance and the A110 Cup.
Tell me if this is not a parking-punishment or a ounishing parking which, among other things, still keeps him contractually bound with “alternative” costs that would not make a return to MotoGP profitable for those who hire him.
But the question is: apart from the riders’ regrets, rumors, rumors, does Suzuki management really want him back?
It does not appear that he ever said so and therefore, unless Brivio is waiting for Jarvis to retire in Yamaha, what are we talking about?



 

Vinales vs Espargaro: lotta per lo sviluppo!

Aleix Espargaro, che da anni, anche grazie al suicidio agonistico di Iannone porta avanti la carretta, prende 1.5 milioni l’anno, uno stipendio che, andando a rinnovare il contratto in questo periodo, difficilmente riuscirebbe a superare. Ma in Aprilia la cosa più bella sono i premi, che arrivano a pagare fino aol 10° posto in gara.
Fino a qui, con Savadori che girava come un criceto con le sue indicazioni, per Espargaro sembrava il migliore di mondi possibili, fino all’arrivo di Vinales, preso più o meno agli stessi soldi (molti in meno rispetto allo stipendio percepito in Yamaha) ma con aspettative diverse rispetto al miglioramento graduale preteso da Aleix. Espargaro dave pubblicamente il benvenuto a tutti, come a dire: voglio proprio vedere se sono capaci di fare, con questa moto, quello che ho fatto io.
Però Espargaro non ha vinto una gara in vita sua. Vinales, invece, è un top rider conclamato che si è giocato i mondiali e le sue “crisi”, sappiamo essere più di compatibilità che di capacità.
Per questo Maverick, chiamato proprio per questo, vorrebbe finalmente correre per un team che gli lascia sviluppare la moto.
E invece avrebbe trovato un progetto che prende una direzione opposta a quella che vorrebbe lui. Ok il finale di stagione scorso, con poche gare da fare e non troppi sviluppi ma adesso?
Adesso il nuovo arrivato avrebbe già mostrato le intemperanze e le incazzature per cui è noto, chiedendo di lasciar perdere gli sviluppi di Aleix (Maverick non avrebbe usato mezzi termini) che non avrebbero portato a niente di così buono.
Di fatto Aprilia, che come tutte le case non può portare avanti sviluppi troppo divergenti, deve fare una scelta subito.
La garanzia delle top ten e dei pochi podi di Aleix Espargaro che evidentemente ha dei limiti o l’azzardo di un Vinales che vince le gare e fa podi finali nel mondiale ma che è molto umorale se le cose non vanno come vuole lui? Non ci può essere un altro anno ibrido e bisogna dire al “povero” Savadori su che cosa lavorare veramente.
Espargaro a cui bisogna essere grati fino ad ora o Vinales chiamato per portare una vittoria attesa da troppo tempo?
La gratitudine nelle corse fa spesso posto al palmares. Quanto durerà l’armonia della foto in copertina?
Cosa deciderà Aprilia? E voi, cosa decidereste?


Il parcheggio dorato di Davide Brivio

Lo avete visto vincere e lo avete visto partire.
Un mondiale che nessuno si sarebbe aspettato che Suzuki vincesse in un anno in cui molti erano distratti da cose forse più importanti come la pandemia. E’ il mondiale di MotoGP che fra tutti è stato ritenuto opera del tecnico piuttosto che del pilota.
Brivio, e non sappiamo se lo abbia fatto apposta, ha fatto la mossa più efficace per essere ricordato e rimpianto: andarsene al volo alla categoria superiore che, per quanto riguarda la MotoGP, si chiama F1.
Suzuki non ha più vinto (e non avrebbe rivinto comunque) e Brivio è nei cuori di tutti. Forse anche giustamente, perché le sua capacità sono innegabili.
In F1, però, non gli è stato fatto fare niente e il suo ruolo si è sgretolato in una Renault ove adesso comanda Otmar Szaufner, che non ha fatto prigionieri dal primo minuto.
De Meo si era innamorato di Brivio forse quando erano in Yamaha per la collaborazione con Abarth e ci aveva visto qualcosa, ma non è riuscito a trovargli una collocazione e, soprattutto, non gli ha dato il tempo.
In Alpine sono stati spostati, quando è andata bene e segati, quando è andata male, un sacco di personaggi ritenuti inamovibili.

Defenestrati Prost e Budkowski, spostato Brivio, che forse se fosse stato silurato sarebbe stato meglio.

Adesso andrà ad occuparsi di Programmi Junior e altre attività sportive come l’Endurance e la A110 Cup.
Ditemi voi se questa non è una punizione-parcheggio o un parcheggio-punizione che fra l’altro lo tiene contrattualmente ancora vincolato con costi “alternativi” che non renderebbero profittevole un ritorno in MotoGP a carico di chi lo assume.
Ma la domanda è: a parte i rimpianti dei piloti, le voci, i rumors, veramente la dirigenza Suzuki lo rivuole?
Non risulta lo abbia mai detto e quindi, a meno che Brivio non aspetti la pensione di Jarvis in Yamaha, di che parliamo?