Cani da ricordo! La sopravvivenza senza Rossi e la scomparsa mediatica di Morbidelli!

Vi parlerò oggi dei cani della propaganda nel motociclismo. Per la precisione, cani da ricordo. Cani da ricordo.

Non so se avete notato ma negli ultimi tempi si parla del ritiro “abbastanza frequentemente” di Rossi e di quanto il motociclismo non sarà più tragicamente lo stesso a partire da questa stagione in cui Rossi non c’è più.
E ve lo dico subito che è una cazzata. Senza nulla togliere a Valentino, l’umanità è fatta per andare avanti e quindi tutti noi in tutti i settori possiamo concretamente fare a meno di tutti. L’allarmismo creato serve solo per rastrellare le ultime cliccate, come a dire: affrettatevi perché poi tutto questo sta per finire e non ne parleremo più. Ma fidatevi che Il motociclismo è come per le offerte dei divani. Ci saranno sempre anche passato il week end.

Ed è tutta roba inutile perché tutti noi siamo fatti per sopravvivere e quindi in un ambiente in una organizzazione e in uno sport, non esiste niente che sia veramente necessario. Anzi è proprio il passaggio dei miti a rinnovare e a smuovere.
Nello sport siamo sopravvissuti al ritiro di Pelé, Maradona, Tyson, Senna, Schumacher, Fangio, Agostini, e sopravvivremo al ritiro di Rossi che fra l’altro non si è ritirato nel 2022 ma ben 15 anni fa ed è stato tenuto in vita artificialmente da questi nostalgici che possono essere considerati al pari del partito monarchico o dei sostenitori dell’Unione Sovietica. Gente che esiste solo grazie ad un fenomeno e che adesso campa preoccupata dal fatto che il fenomeno non esiste più. Gente che è lì per tenersi stretti dei privilegi e fa il cane da ricordo per non essere rottamata. Voi pensate che servano ma non servono a niente perché le imprese di Rossi rimangono nella storia e non serve gente bullonata solo nel passato cui conviene vivere di ricordi parziali.
Avrete notato. Rossi si ritirato ieri ma le tv trasmettono gare di 15 anni fa, dove vinceva.
Trasmettono tutte le dichiarazioni dei suoi avversari dove questi sembrano più negativi di Putin. Stoner non la manda a dire ma era matto, Marquez non viene perdonato per il biscotto, Lorenzo rosicone assoluto. Tutto il repertorio così. Riesumati anche Biaggi e Gibernau, ovviamente tutti nella veste miserrima di perdenti che hanno riconosciuto la loro inferiorità, col tempo e quindi vengono, bontà di certa stampa “riabilitati”.
E le gare trasmesse? Non gli schiaffi degli ultimi 10 anni o il biennio Ducati ma solo 2008, 2009, Lacuna Seca, qualche Mugello… non si va oltre.
Tutto con la scusa di ricordare e insegnare la storia. Ma questa non è storia, è la storia rivisitata per comodo e trasformata in una storiella.
I miti sono tali perché umani e sono fatti anche di avversari, sconfitte, imperfezione. A meno che invece di un pubblico competente non si voglia un pubblico non pensante. Cani che abbaiano a cani.
Un appassionato di motociclismo vuole rivivere tutta la storia del motociclismo. Incluso Agostini in difficoltà con Saarinen.

Sia chiaro non è colpa solo di Rossi ma dei cani da ricordo.
Come i miei cani, per sottomissione, deferenza e gratitudine estrema,  anche paura, fanno cose che pensano essere utili ma sono schifezze. I miei mi portano bottiglie di plastica, pupazzi luridi, rami, un topo, e me li depongono ai piedi per compiacermi. Questi giornalisti fanno lo stesso. E non pensate che siano i pesci piccoli a distinguersi, anzi. Più sono alti in gerarchia e più hanno da perdere. E fanno i servi. Organizzano palinsesti tv tipo istituto luce, si vantano di aver ricevuto e rispettato indicazioni, postano leccate surreali da nord corea, cercano attenzioni trasformando in imprese cose normali. Essere derisi per loro è una medaglia perché significa che sono sulla strada giusta. Non hanno mai avuto dignità, perché dovrebbero tirarla fuori adesso?
Più sono in alto nella scala gerarchica dei gerarchi tascabili quali sono e più si danno da fare per compiacere qualcuno che probabilmente nemmeno se li fila.
Alcuni sono disposti a trasformare siti di moto in siti di auto per seguire l’idolo nelle nuove avventure come per un rally di Monza lungo un anno. Mi piacerebbe che Rossi si desse al golf solo per vederli arrampicarsi su scelta dei ferri, swing e par. Li vorrei vedere a fare la telemetria dei backspin.
E tutto questo cagnolare da ricordo, viene spacciato per storia, passione, interesse “doveroso”.
E invece non è storia, perché è solo la loro storia, di quando hanno svoltato grazie a un fenomeno e mangiato a quattro ganasce e di quanto adesso siano preoccupati di rimanere troppo a lungo senza un nuovo padrone.
Perché se veramente si volesse fare storia con l’avvicinarsi del GP del Qatar si parlerebbe di Lorenzo che lo ha vinto 6 volte, e non di chi si è ritirato ma non faceva ormai un podio nemmeno per sbaglio.
E non è nemmeno passione: è la loro passione. La coppa Cobram dei dipendenti che si appassionano allo sport del loro capo, per compiacerlo. Come in Fantozzi.

Continuano a raccontarvi con l’elasticità mentale di un cane, quello che serve solo a loro in una gara fra accattoni di click che sgomitano per gli ultimi spicchi di sole. Fate caso al fatto che si parla solo di Marquez in negativo e di Bagnaia in positivo mentre dal radar dei ricordi è scomparso tutto quello che non porta soldi e benevolenza come Morbidelli, che evidentemente non è più l’erede mediatico designato, perché non porta le attenzioni inserzionistiche di Ducati.
Avete sentito nominare Morbidelli negli ultimi mesi? Uno che è stato vicecampione del mondo con una moto privata di due anni prima? Ha umiliato la persona sbagliata quindi, no. Non hanno ricevuto indicazione di spingere su Morbidelli, forse.
Questo bastoncino non ve lo riportano, i cani. I cani da ricordo.
Gli unici cani che è giusto abbandonare.


 

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