VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato?

aramco vr46

Misano non è stato il lieto fine Italiano atteso, per il pacchetto VR46, né direttamente, né indirettamente.
Valentino Rossi è partito ultimo e ha terminato in top ten. Un risultato tutto sommato accettabile vista la stagione, ma di certo non di quelli attesi fino a poco tempo fa quando si parlava di addio casalingo dignitoso alla carriera.
Male anche Bagnaia, alfiere quotato dell’Accademy, in terra per resistere ad un Marquez che si è aggiudicato la gara in casa d’altri su un circuito che per conformazione avrebbe dovuto dirgl di no.
Non è andata bene nemmeno un po’ anche per il resto dei Valentno boys che non hanno brillato né in Moto2, né in Moto3, dove ha vinto un ex VR46, Dennis Foggia.
I risultati di Morbidelli, 14° e Marini 9° e umiliato dal suo compagno di squadra Bastianini, cosa che alimenta polemiche sulle moto che ai due verranno assegnate nel 2022 (a Marini la factory e a Bastianini una moto vecchia), chiudono il week end, ma non finisce qui.

La cosa che dovrebbe preoccupare, anche se non ne parla quasi nessuno, è il mancato annuncio sullo sponsor del team MotoGP di Valentino, su cui per mesi è piombato un silenzio pericoloso.

Non è chiaro perché a romperlo sia stata una figura non organizzativa o finanziaria, ma un tecnico, una figura che fino ad ora non si era mai espressa su questioni di questo tipo, o forse questo è un segnale.

Nel team alcune certezze ci sono: I piloti saranno Marini e Bezzecchi, mentre i collaboratori storici di VR (Munoz, Flamigni, Gavira) sono confermati ai loro ruoli tecnici.
Chi sembra essere esautorato è Uccio Salucci che, a quanto pare, rimarrà nel ruolo a lui più consono di Bottle&Towel Manager (responsabile borraccia e asciugamano) di Valentino anche nelle corse in auto. Un ruolo di accompagnatore che, plausibilmente, gli impedisca di portare avanti accordi commerciali.
I più maligni avranno pensato che tutto ciò sia dovuto al pasticcio messo su negli ultimi mesi ma la tranquillità di Nieto sembra smentire le voci sul team del quale a Valentino non interessa nulla (lo ha ammesso dichiarando che i problemi di sponsorizzazione non lo riguardano).

Secondo Pablo Nieto, infatti, la scelta di non dare news sarebbe legata alla volontà di gestire al meglio l’ultima gara italiana di VR e per il resto sarebbe tutto a posto con Aramco, nonostante la lentezza dell’evolversi della faccenda.

“Come sapete, abbiamo fatto questo accordo con Aramco in passato. Le cose stanno andando molto, molto lentamente, ma sono sulla strada giusta”

E ancora:

“Questa è la cosa più importante e, al momento, la cosa che posso dirvi è che ci stiamo lavorando. Ci sono alcuni ritardi, ma siamo sulla strada giusta e ci stiamo ancora lavorando.”

Quindi dopo mesi rispunta lo sponsor petrolifero, nonostante le smentite ufficiali e ripetute del suo ufficio stampa (Brunswick ha ripetutamente smentito anche a questo sito web) e del suo Amministratore Delegato che ha parlato in prima persona pubblicamente.

E’ brutto usare il termine “bugiardo” però qualcuno non sta dicendo la verità, perché se le cose dovessero stare come dice lo spagnolo, significherebbe che Aramco ha smentito per mesi una cosa per la quale era in trattativa. Aramco non ha rilasciato “no comment” ma ha invece smentito categoricamente ogni trattativa passata e presente con VR46.
Se invece le cose fossero come descritte da Aramco, sarebbe qualcuno della VR46 ad essersi fatto i film mentali.

La cosa che stupisce, però, non è tanto il tirare in mezzo uno sponsor che ha sempre smentito, quanto scegliere deliberatamente di ignorare il fatto che per 6 mesi e per circa 4.000 articoli pubblicati, ci siamo sorbiti gli intenti ridicoli del Principe Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin Abdulaziz Al Saud, del suo consigliere Architetto (poi rivelatosi non architetto) Marco Bernardini, e della fantomatica Tanal Entertainment Sport and Media.
Il trittico si è reso protagonista di Comunicati stampa per eventi mai avvenuti (Fantastic Trophy), situazioni mai create (costruzione di moto),sedi aziendali inesistenti (palazzi photoshoppati), marchi di holding mai registati, e conferenze stampa al limite del surreale, senza concludere alcunché.
Noi possiamo riportare qui i link di tutto quello che è stato dichiarato ma le cose non cambiano perché niente è mai successo realmente in quanto si tratta di una sbruffonata portata avanti per mesi.

Dalle porte della residenza del Principe che si dovevano aprire alla stampa, alle gare nel deserto, alle moto elettriche, fino ad arrivare alle ripetute scadenze non rispettate, tutto è stato semplicemente un’invenzione.

Non sono arrivati i 90 milioni per i 5 anni, ma nemmeno i 18 per la prossima stagione.
Ad Aprile-maggio, le delucidazioni sul team MotoGP VR46 sembravano imminenti.
Aramco era addirittura scomparsa dai ragionamenti giornalistici, sostituita da Tanal che compare ancora sulle moto2 e sulla MotoGP di Marini insieme ad altre aziende INESISTENTI come brand, sedi e attività, mentre adesso sembra normale che le news arrivino a fine campionato. Un’ennesima scadenza.

E nessuno degli addetti ai lavori si arrischia a chiedere nulla di una cosa di cui si è parlato per mesi, ovvero, e lo ripetiamo, Tanal, il Principe, un consigliere che era ovunque, e decine di progetti poi rivelatisi farlocchi.
Un palcoscenico fatto di bugiardi, dilettanti addormentati, incompetenti, marchettari e fifoni che non hanno il coraggio di fare una domanda nonostante la loro deontologia professionale dovrebbe imporglielo.

La faccio io: Tanal, il Principe e il Consigliere che fine hanno fatto?
E chi mente fra Aramco che dice di non essere coinvolta e VR46 che invece dice che con il colosso petrolifero è tutto a posto?

Gli appassionati che guardano questo spettacolo, che pagano per guardare la MotoGP in TV, che cliccano sui siti o comprano le riviste, traggano le loro conclusioni sulla gente a cui danno i soldi.

E per chi vuole rivedere lo spettacolo, le puntate sono tutte qui, a partire dall’episodio di maggio:

6 maggio 2021
MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?

19luglio 2021
Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!

1 agosto 2021
Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

14 agosto 2021
Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

15 agosto 2021
Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

22 agosto 2021
Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

27agosto 2021
Tanal e VR46: la farsa al suo apice. Già due i pagamenti rimandati. Crolla il castello di bugie di Tanal

31 agosto 2021
SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal!

5 settembre 2021
Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze!

8settembre 2021
Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio

12 settembre 2021
Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti!

15 settembre 2021
VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!

7 ottobre 2021
MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

22 ottobre 2021
VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

 



MotoGP, Misano: festa al contrario. Marquez, Pol Espargaro e Bastianini. Francesi, spagnoli, jap e la Ducati “sbagliata”!

Quartararo Marquez

A Misano va in scena una festa al contrario.
Purtroppo per i tifosi l’atteso week end giallo di VR e rosso per una Ducati con tante aspettative è invece la festa dei giapponesi di Yamaha e di Honda con il mondiale anticipato di Quartararo e la doppietta Honda con tanto di vittoria del 93 nel circuito destrorso… di casa nostra.
Per i rider dell’accademy una caduta (Bagnaia) e un piazzamento deludente (Marini) mentre per Ducati un week end buio terminato con il podio per un rider sbagliato, un Bastianini sempre sminuito e quasi ignorato che è invece il più concreto di tutti.
Alla fine a soddisfare, sono l’alfa e l’omega. L’alfa Quartararo, 22enne che in una stagiona non ha sbagliato niente e quindi merita il titolo, e un omega, Valentino Rossi, che nell’ultimo week end di casa fa una delle gare migliori della stagione, con una top ten che, pur nelle difficoltà, sancisce, se ce ne fosse bisogno, la sua professionalità di una vita.
Vedendola dal punto di vista del tifo e del campanilismo, e la tv è stata funerea in questo senso, Misano è una tragedia. Vedendola, invece, dal punto di vista del motociclismo, la gara di oggi è un nuovo punto di partenza.
A noi saperlo apprezzare e sfruttare.

Mini cronaca
Al via Bagnaia rimane in testa mentre Marini è già settimo dopo una curva.
Bagnaia, Miller, Marquez, Oliveira, Pol Espargaro, Marini Lecuona e Rins a chiudere i 10.
Nel frattempo Mir perde l’anteriore e coinvolge Petrucci: out i due.
Con 24 giri da fare vola anche Miller e avvolge la Ducati in una croccante panatura.
La gara continua con il duello soft fra Marquez e Bagnaia mentre Quartararo in top ten sembra fare più fatica del previsto a recuperare.
E mentre Dovi e Rossi pascolano agli ultimi posti fa ancora peggio Martin che cade e va out, anche lui, per eccesso di fiducia.
A 12 dal termine Bagnaia accelera ma lo fa anche Marquez. Il gap con Pol Espergaro è di quasi 4 secondi, poi Oliveira, Aleix Espargaro, Rins, e Quartararo distante al settimo posto.
Con 5 giri da fare Bagnaia prende distanza su Marquez ma poi va out nella ghiaia e lascia Marquez in testa, mentre va out anche Oliveire a lascia Quartararo sul podio e virtualmente Campione del Mondo, nonostante Bastianini aspiri a rovinargli, seppur parzialmente, la festa.

Marquez, Pol Espargaro, Bastianini, Quartararo, Zarco,Rins Aleix Espargaro, Vinales, Marini, e Rossi a chiudere i 10!
Quartararo Campione del Mondo, doppietta Honda con Marquez ritrovato e Bastianini vero top rider! Una piccola soddisfazione anche per VR!

Pagelline
Marquez
E’ tornato, su un circuito a destra e con una vittoria meritata per quanto facilitata dall’out di Bagnaia.
Ma è una gara da incorniciare perché segna il suo ritorno, anche se riconosce i meriti di Quartararo.
Voto 10

Pol Espargaro
Una volta che fa una gran gara, passa in secondo piano. Peccato, oggi è un top rider!
Voto 9,5

Bastianini
Parte dietro ma castiga il campione del mondo e va sul podio.
Bastianini vale 2 Marini e merita, lui sì, una Ducati ufficiale.
Il resto è fuffa da tv a pagamento di dubbia imparzialità.
Voto 9,5

Quartararo
Con l’out di Bagnaia il podio gli interessa il giusto.
Va sicuramente bene anche così, a 22 anni, essere campione del mondo, più che meritatamente, con tanti acuti e zero errori.
Voto 10

Zarco
Una gara in ombra ma comunque combattuta. E’ un vero ducatista, di quelli di cui Ducati avrebbe bisogno. Meno fuffa e aspettative, più concretezza.
Voto 9

Rins
Mette a posto un po’ di cose in casa. Niente di che, meglio di niente.
Voto 7,5

Aleix Espargaro
Una gara all’attacco, nei limiti delle sue possibilità. Promosso anche lui.
Voto 7

Vinales
Anche lui fa il suo dovere e si avvicina al più esperto compagno di squadra.
Promosso anche lui.
Voto 6,5

Marini
Elemento negativo della giornata solo per chi ha aspettative irrelistiche.
Fa quello che può, forse anche troppo.
Voto 6

Rossi
Il suo saluto è un po’ opaco con una scena rubata da Quartararo, da Marquez e dal buio Ducati. Non è certo con la giornata di oggi che si giudica un Valentino.
Voto 7,5

VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!

Misano Gialla

Valentino Rossi does not care about MotoGP.
At least not about the one where he doesn’t race, and that’s normal.
After so many years, with a career end certainly not to be remembered, a child on the way and new car racing interests, it is understandable.
Valentino Rossi is a star, certainly not a second level personality capable of adapting to a supporting role.
Valentino Rossi is an athlete, a sportsman, and the fact that he quits MotoGP certainly doesn’t mean that he has to stop being a protagonist.
He is on his way to being in cars and whatever else he will do, without necessarily getting tired as in the last 20 years.

Rossi has the press on his side, then he has the fans and has all the deserved attention from a system that has revolved around him for years.
The role of team manager requires work, hours as an entrepreneur, responsibility and a lot of presence behind the scenes. It is not for him and he explicitly stated so.

Everyone who is close to him knows this too. The academy, the ranch and all the young riders he put on the track are something incredible and commendable, initially served to give him stimuli and motivation. Now, however, the whole mechanism must go on alone.
Rossi’s luck is that there are a lot of collaborators who can pick up the toy. The bad luck is that not everyone is able to handle it properly.
The story of Tanal, the Prince, the fake architect, the fantastic cities, and all those sponsors that then vanished, between never completed projects and non-existent companies (it does not matter that the press does not talk about it) are proof of this.
A colossal fool that would have made anyone the funny target of the media. Not Valentino who, after being spared by the press, called himself out and declared that it was not his problem, reproaching those who persisted in insisting on certain issues. Amazing enough for something that still bears his name.
In short, Valentino Rossi is not interested in the future of VR46 after his retirement, Luca Marini included. He did what he could but he can’t work miracles.
Rossi has left behind him a structure, a brand, some money, and a signed contract, but someone will have to walk alone and will have to make do.

And if at the end of October no official announcement was made, as far as the team is concerned, it means that there are problems.
Seven months have flown by waiting for the Saudis, complete with fairings covered with stickers of non-existent and most likely non-paying companies.
And now it’s late. There is a contract with Ducati but to race the Italian bikes, even two and in the 2021 version, money is required.
The 5 million from Dorna are not enough and without the 90 million of Tanal the matter becomes serious.

The latest news seeing WithU on Yamaha with Razali, is the latest blow.
The energy company puts about 2 million euros and there are no other resources to distribute. No sponsor fragmentation like last year.
For this reason VR46 has to look for other aids. There may be SKY but it is not clear if it is enough.
There are 4 teams to cover. The Moto3 team, the Moto2 team, a second Moto2 team made with Yamaha, and the team of Marini and Bezzecchi.
All interesting projects but Valentino may not even be on the track and has declared his lack of interest and this does not help money collection.
For this reason either Misano will be the site of a definitive announcement of the VR46 or the problem is big.
So big that rumors come from some insiders.
Considering impossible the most daring ones that see Rossi giving up even the MotoGP (two slots have been booked on the grid and the prestige of the VR46 is at stake), there are some that see VR46, given the lack of funds, settle for two second class Ducatis, and others that even see VR46 giving up Ducati in favor of Yamaha.
This would allow Razali to make the leap in quality and VR46 to remain “in the family” with reduced costs.
For Marini and Bezzecchi, certainly not first-class riders, it wouldn’t change much, but for those who have to take the money, instead, it would.
With Ezpeleta’s money and a pool of minor sponsors, two Ducatis or two Yamahas can be bought.
We’ll see if this weekend brings one of these emergency solutions or VR will be able, as usual, to get the rabbit out of the hat.

In the meantime, the press, like time, forgives everything, without even the time having elapsed. And the Rossi Week End, VR’s farewell weekend at home, lends itself extraordinarily to distracting attention, even if sooner or later it will be necessary to face reality.



VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

Misano Gialla

A Valentino Rossi della MotoGP non interessa.
Almeno non di quella in cui lui non corre, ed è normale.
Dopo tanti anni, con un fine carriera non di certo da ricordare, una bambina in arrivo e nuovi interessi automobilistici, è comprensibile.
Valentino Rossi è una star, di certo non una personalità in grado di adattarsi ad un ruolo di comprimario.
Valentino Rossi è un atleta, uno sportivo, e il fatto che smetta con la MotoGP di certo non significa che debba smettere di essere protagonista.
Si avvia ad esserlo nelle auto e in qualsiasi altra cosa farà, senza necessariamente affaticarsi come negli ultimi 20 anni.

Rossi ha la stampa, ha i fans, ha tutta l’attenzione, meritata, di un sistema che da anni ruota intorno a lui.
Il ruolo di team manager prevede lavoro, orari da imprenditore, responsabilità e tanta presenza dietro alle quinte. Non fa per lui e lo ha dichiarato esplicitamente.

Lo sanno anche tutti quelli che gli sono vicino. L’accademy, il ranch e tutti giovani piloti che ha messo in pista sono qualcosa di incredibile ed encomiabile, inizialmente servita per dargli stimoli e motivazioni. Adesso però tutto il meccanismo deve andare avanti da solo.
La fortuna di Rossi è che ci sono un sacco di collaboratori che possono prendere in mano il giocattolo. La sfortuna è che non tutti sono in grado di gestirlo adeguatamente.
La vicenda di Tanal, del Principe, dell’architetto, delle città fantastiche, e di tutti quegli sponsor che poi sono svaniti, fra progetti mai completati ed aziende inesistenti (non importa che la stampa non ne parli) ne sono la dimostrazione.
Una figuraccia colossale che avrebbe reso chiunque lo zimbello dei media. Non Valentino che dopo essere stato risparmiato dalla stampa, si è chiamato fuori e ha dichiarato che non si trattava di un suo problema, rimproverando chi si ostinava ad insistere su certi temi. Abbastanza incredibile per qualcosa che porta comunque il suo nome.
Insomma a Valentino Rossi il futuro della VR46 dopo il suo ritiro, Luca Marini incluso, interessa il giusto. Ha fatto quello che ha potuto ma non può fare miracoli.
Rossi ha lasciato alle sue spalle una struttura, un brand, dei soldi, e un contratto firmato, ma qualcuno dovrà camminare da solo e dovrà arrangiarsi.

E se alla fine del mese di ottobre non è stato fatto nessun annuncio ufficiale, per quanto riguarda il team, vuol dire che ci sono problemi.
Sette mesi sono volati aspettando i Sauditi, con tanto di carene tappezzate di adesivi di aziende inesistenti e molto probabilmente non paganti.
E adesso è tardi. C’è un contratto con Ducati ma per far correre le moto italiane, addirittura due e in versione 2021, servono i soldi.
I 5 milioni di Dorna non bastano e senza i 90 milioni di Tanal la faccenda si fa seria.

Le ultime notizie che vedono WithU su Yamaha con Razali, sono l’ultimo colpo.
L’azienda energetica mette circa 2 milioni di euro e non ci sono altre risorse da distribuire. Niente frammentazione di sponsor come l’anno scorso.
Per questo motivo VR46 deve cercare altri aiuti. Ci può essere SKY ma non è chiaro se è sufficiente per due MotoGP.
Ci sono 4 team da coprire. Il team Moto3, il team Moto2, un secondo team Moto2 fatto con Yamaha, e la squadra di Marini e Bezzecchi.
Tutti progetti interessanti ma Valentino di fatto forse non sarà nemmeno in pista e ha dichiarato il suo disinteresse. Così è più difficile raccogliere soldi.
Per questo o Misano sarà sede di un annuncio definitivo della VR46 oppure il problema è grosso.
Così grosso che da alcuni addetti ai lavori giungono delle voci.
Considerando impossibili le più azzardate che vedono Rossi rinunciare addirittura alla MotoGP (sono stati prenotati due posti in griglia e ne va del prestigio della VR46), ve ne sono alcune che vedono VR46, data la mancanza di fondi, accontentarsi di due Ducati di second’ordine, e altre che addirittura vedono VR46 rinunciare alle Ducati in favore di Yamaha.
Questo consentirebbe a Razali di fare il salto di qualità e a VR46 di rimanere “in famiglia” con costi ridotti.
Per Marini e Bezzecchi, non di certo rider di prima fascia, non cambierebbe molto, ma per chi invece deve prendere i soldi, invece, sì.
Con i soldi di Ezpeleta e un pool di sponsor minori si possono prendere due Ducati o due Yamaha.
Vedremo se questo week end porterà una di queste soluzioni di emergenza oppure VR riuscirà, come al solito, a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Nel frattempo la stampa come il tempo, perdona tutto, senza che nemmeno il tempo sia trascorso. E il Rossi Week End, week end di addio di VR in casa, si presta straordinariamente a distogliere l’attenzione, anche se prima o poi bisognerà affrontare la realtà.




Gara2 a Redding poi Rea e Razgatlioglu. Bene anche Bassani…

Redding Argentina
  • Gara2 è un mondo parallelo rispetto a quanto visto durante il week end.
    C’è un surrogato di spettacolo che vede duellare Rea con Razgatlioglu e Redding ma dopo pochi giri è già chiaro come va a finire.
    La spunta Redding in una pista Ducati piena di Rosse mentre Rea e Razgatlioglu si giocano il loro duello personale disinteressandosi della vittoria.
    Il resto non c’è, né come Ducati, né come Yamaha e Kawasaki. Valgono solo i risultati dei caposquadra. La noia.
  • Minicronaca
    Rea parte aggressivo e la spunta me il duello fra lui e il turco, con inserti di Redding, è aperto e infinito fino a che, addirittura l’uomo Ducati inizia a vincere qualche duello.
    Ed è così tutta la gara. Se non è Razgatlioglu a fuggire, è Redding, con Rea sempre ansimante dietro al leader di turno e spesso anche al terzo posto.
    La gara è questa con Regging addirittura in fuga da metà gara e i due contendenti al mondiale a contendersi anche il secondo gradino del podio.
  • A meno 5 dal termine Redding è inarrivabile mentre Rea ha già passato Razgatlioglu per dargli subito qualche metro.
    Lo spettacolo è over da un pezzo perché la regia non offre niente che non sia i primi 3 che girano… e la gara finisce:
  • Redding, Rea, Razgatlioglu, Bassani, Rinaldi, VDMark, Locatelli, Gerloff, Davies, Bautista che chiude i 10.

    Pagelline

    Redding
    Ci crede e fa bene. E’ la sua gara e in più gli altri due pensano al loro campionato.
    Via libera.
    Voto 10

    Rea
    Tiene duro e rimanda la festa del turco. 30 punti si possono ancora recuperare.
    Voto 9,5

  • Razgatlioglu
    Avrebbe voluto allungare ma, di fatto, si accontenta di tenere il passo.
    Due vittorie su tre sono abbastanza.
    Voto 9

    Bassani

  • La vera rivelazione della gara e del week end. Bassani è un rookie che sembra un veterano.
    Voto 8,5
  • Rinaldi
    Non è una buona gara se davanti c’è anche una Ducati privata.
    Rinaldi prende paga e Bassani  bussa alla sua porta per l’ennesima volta.
    Voto 6,5

    VDMark
    BMW rantola a mezza classifica. Milioni spesi e non c’è nemmeno l’ombra del podio.
    Proprio i tedeschi non ci arrivano.
    Voto 6,5

  • Locatelli
    La sua moto va e lui fa il suo ma potrebbe andare meglio.
    Voto 7,5
  • Gerloff
    Un po’ di giri veloci, un po’ di numeri. Lenta ripresa di Garrett lo sgridato.
    Voto 7,5
  • Davies
    Ormai in disarmo, c’è ancora il ricordo di Baz l’indiavolato.
    Voto 5,5

    Bautista
    Rimane in piedi e lotta con la sua elettronica.
    Conto alla rovescia per risalire sulla Ducati.
    Voto 6

 

Superbike, Argentina. Razgatlioglu batte Rea e Rinaldi ma non la noia!

Razgatlioglu

Gara 1 in Argentina è da ultimi giorni di scuola. E Razgatlioglu la vince di forza, niente da dire. Dietro di lui, però, il nulla, se si esclude il duello breve fra Bassani e Lowes.
La telecronaca non aiuta. Le uniche emozioni sono i mesaggi di Biaggi.
C’à veramente da pungersi con la forchetta per non venire meno.

Al via Redding è in pole ma dura 1 curva, anzi meno… A fuggire è Raztaglioglu con Rea alle sue spalle mentre lottano Lowes, Locatelli e Bassani, bruciato al via.
Va out Bautista al secondo giro così come va out Isaac Vinales.
Il terzo giro racconta già la fuga di Razgatlioglu davanti a Rea e Bassani.
Il turco guadagna su Rea e sembra imbattibile mentre alle sue spalle succede qualcosa solo oltre i primi 5.
Con 10 giri da fare Rinaldi buca Bassani per il podio ma il rider di Motocorsa resiste.
Tutto uguale, invece il resto con Lowes che stranamente tiene ed è al sicuro dato il ritardo di Van Der Mark.
Con quattro giri da fare succede ben poco a parte il sorpasso di Lowes su Bassani,unico duello che ha senso di guardare in quanto l’unico duello vero in pista.

Razgatlioglu vince su Rea, Rinaldi, Lowes, Bassani, Van Der Mark, Gerloff, Locatelli, Redding e Haslam che chiude i 10.
Una gara di una noia mortale. A parte la superiorità di Razgatlioglu e il duello fra Bassani e Lowes, veramente il nulla.

Razgatlioglu
Vince e non si accorge nemmeno che la gara è finita.
Come Forrest Gump. Non c’è proprio niente da fare per nessuno.
Voto 10

Rea
Battuto anche oggi e senza alcuna possibilità di dire la sua.
Domato e bastonato.
Voto 9

Rinaldi
Si risveglia e salva l’onore di Ducati. Almeno questo, almeno oggi.
Voto 8,5

Lowes
Almeno oggi, non la lancia. Anzi, si batte bene e tiene duro quando serve.
Voto 8

Bassani
Super gara di Bassani, che tiene duro per il podio fino a pochi giri dal termine. Finisce primo fra gli indipendenti e dà una lezione a Davies & Co.
Voto 8,5

Van Der Mark
Disastroso lui e la sua BMW che sfiamma come se l’avesse carburata il figlio del portiere. Povero Redding.
Voto 7,5

Gerloff
L’uomo Yamaha è bello caldo in qualifica ma in gara si raffredda subito.
Niente da fare, non riesce a tornare appuntito come prima.
Voto 7

Locatelli
Fino a metà gara è uomo da podio. Poi si affievolisce. E scivola giù.
Voto 7

Redding
Butta via la gara prima della prima curva. E poi rinasce. E’ un nono posto quasi clamoroso, il suo.
Voto 6

Haslam
Bautista va out, ok, ma almeno ci va quando è davanti.
Haslam passa la gara a tirare avanti. Pacioso.
Voto 5

MotoGP, Austin: Marquez torna re davanti a Quartararo. Bagnaia terzo grazie ai giochi di squadra!

Marquez Austin

In Texas va tutto in scena come se fossimo nel 2019 o anche prima.
C’è Marquez e gli altri guardano perché lui in giù, Quartararo incluso, non ce n’è.
Lo spagnolo scava un canyon dietro di lui mentre le forze in campo sono quelle del campionato con la forzatura di un Bagnaia che riceve un podio in regalo in virtù di maldestri giochi di squadra che fanno letteralmente scansare Miller prima e Martin, poi. Fa bene a non festeggiare.
Il resto, tutto noiosamente nella norma a parte Bastitnini che è magnificamente sesto. Dopo di lui il nulla di anziani, raccomandati e gente che non riesce a venire fuori dai problemi: insomma, comprimari.

MIni cronaca.
Al comando ci va subito Marquez seguito da Quartararo e Rins mentre Bagnaia soffre e Nakagami cade.
Alle spalle di Marquez, che in pochi giri ha un gap di un secondo, ci sono Qurtararo, Martin, Miller e Rins che cede qualche posizione in pochi giri.
In difficoltà netta, invece, Bagnaia che fatica a stare con i migliori.
Nel frattempo va out Zarco mentre Bastianini cresce ed entra in top ten.
!! giri da fare: con il vantaggio di Marquez che sale a 2.3 secondi cade anche Espargaro.
A meno 7 Miller fa pateticamente passare Bagnaia per ordini di scuderia mentre Marquez ha un vantaggio di quesi quattro secondi. Fra Bagnaia e Quartararo, però, c’è Martin che non sembra voler rallentare.
Alla fine i giochi di squadra colpiscono duro anche Martin che oltre a far passare Bagnaia deve anche scontare un long lap penalty. La tristezza.

Marquez vince comodo davanti a Quartararo, Bagnaia, Rins, Martin, Bastianini, Mir, MIller, Binder e Pol Espargaro a chiudere i 10.

 

Pagelline
Marquez
E’ il vero Texas Ranger. Stile Chuck Norris da lui arrivano solo calci girati. Non c’è niente da fare. Per oggi è guarito.
Voto10

Quartararo
Fa la gara migliore possibile. Non potendo prendere Marquez sceglie di provare a vincere il campionato. Diversamente da altri non ha compagni di squadra in grado di aiutarlo. E’ tutta roba sua.
Voto 9,5

Bagnaia
Fa fatica al via, poi si riprende. Per fargli ottenere il podio però, va detto, si scansano Miller e Martin. Anche volendo far finta di non vederlo, è innegabile e plateale. La stampa estera è perplessa, la nostra fa finta di niente. Fa bene a non festeggiare, anche se dichiara altre motivazioni.
Voto 7,5

Rins
E’ uno che in Texas sa vincere ma non oggi. Fa il possibile e ne viene fuori una bella gara in cui cerca di spingere fino all’ultimo.
Voto 8

Martin
Appuntito fino a che non deve scontare un long lap e, allo stesso tempo, far passare Bagnaia. Poi cede una posizione di troppo. Un’altra.
Voto 8

Bastianini
A lui la Ducati peggiore del lotto. Eppure è lì a pettinare Mir e compagnia.
L’antiraccomandato che ci piace. Il fatto che la Ducati 2021 andrà a Marini provoca tutti i sintomi dell’intossicazione alimentare.
Voto 8

Mir
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrebbe pensare a quando ha dato a Marquez del succhiascie. Una gara buia.
Voto 5,5

Miller
Anche lui è un castrato politico. Poi alla fine crolla, anche. E male.
Voto 5,5

Binder
Non si vede granché durante la gara. Una delle cose degne di nota è il crollo negli ultimi 5 giri. Ma sulla KTM nessuno meglio di lui.
Voto 6

Pol Espargaro
Ecco quanto vale la Honda senza Marquez. Meno di una ducati del 2019.
Meno di una KTM guidata bene e sicuramente meno delle Suzuki.

Portimao: gara2 a Rea davanti a Redding e Baz! Razgatlioglu perde i pezzi e va knock out!

Rea Portimao

Gara2 restituisce a Rea un po’ di quello che fino ad ora è stato suo: una vittoria a Portimao. Nonostante sia arrivata per un errore di Razgatlioglu dovuto ad un problema tecnico (qualcosa si è staccato in percorrenza di curva dalla moto del turco), la vittoria di Rea è perentoria e sarebbe arrivata comunque. Vanno bene le Ducati, inclusa quella di Loris, mano pesante, Baz (stende Bautista durante un duello), vanno bene le Yamaha, con Locatelli e Gerloff vivaci ed efficaci. Non c’è molto altro, perché Bautista è ok ma lo mettono ko, e le BMW tornano all’anonimato di sempre, dopo la vittoria bagnata in Superpole Race da parte di Van Der Mark. Il campionato? E’ riaperto. 24 punti di vantaggio per Razgatlioglu non sono niente con 6 gare ancora da correre.

Mini cronaca
Il via di gara2 è tormentato per un malfunzionamento al semaforo.
Partenza annullata, un altro giro di warmup e un giro in meno per la gara.
Al via Redding va al comando ma Rea recupera 8 posizioni in mezzo giro bruciando anche Razgatlioglu e attaccando Redding subito dopo il primo rettilineo.
Alle spalle dei soliti tre, Locatelli, Van Der Mark, Bassani, Rinaldi, Baz,
Bautista, e Haslam a chiudere i 10.

Al giro 3 Redding e Razgatlioglu umiliano Rea in rettilineo ma gli errori ci sono per tutti. Altro passaggio e Rea è nuovamente in testa per poi cedere, regolarmente, alla staccata del rettilineo.
A meno 10 il turco vola nella ghiaia nello stesso punto in cui era volato Rea. Caduta meno rovinosa e resa sospetta da un pezzo che sembra volare via prima del crash…
Meno 6 e Rea è saldamente in vantaggio. Alle sue spalle Redding, poi Baz e Bautista che lottano per il podio e precedono Locatelli Van Der Mark e Gerloff.
Rea vince su Redding, Baz, Locatelli, Gerloff, Van der Mark, Rinaldi, Haslam, Bassani e Laverty a chiudere i 10 davanti a Mercado, ancora miracoloso!

 

Pagelline

Rea
Si riprende Portimao. Non scaccia via il fantasma degli schiaffi presi ma almeno il week end non è tutto nero.
Voto 10

Redding
Capisce che non può e non deve forzare. La tabella premi rinrazia.
Voto 9

Baz
Torna a casa con il terzo podio del week end e ricorda a tutti che lui esiste. Per il Moto America è sprecato. La scorrettezza su Bautista, però, è reale e va oltre il semplice incidente di gara. Nessuna tragedia, ma il francese è colpevole.
Voto 8

Locatelli
Bella gara, ancora una volta. Gli errori sono dovuti al fatto che, giustamente, sceglie di provardi.
Voto 8

Gerloff
E’ rinato. Piazza una serie di giri veloci e ha il ritmo di quelli davanti.
Peccato il risveglio tardivo!
Voto 8

Van Der Mark
Parte in pole e viene inghiottito. Poi scompare.
Voto 5

Rinaldi
Ancora dolorante dalla caduta in Superpole Race, fa quello che può.
Non un week end da incorniciare.
Voto 6

Haslam
Parte sempre forte poi cala. Problemi di tenuta fisica?
Voto 6

Bassani
Lui c’è ma non può sempre fare miracoli. Ci saranno altre occasioni.
Voto 6,5

Laverty
Torna da supplente e non va affatto male. In BMW ufficiale i posti sono già assegnati. E’ un peccato.
Voto 7

Superbike, Portimao: Razgatlioglu, Redding, Baz. Rea out, mani turche sul Mondiale!

Razgatlioglu Portimao

Gara1 di Portimao segna la fine del dominio di Rea in Portogallo e riporta alla vittoria la Yamaha all’Algarve per la prima volta dal 2011 (vittoria di Melandri in Gara2). e un turco per la prima volta molto vicino ad un titolo mondiale con 45 punti di vantaggio sul campione in carica.

E’ chiaro che Rea non ne ha e per averne va oltre la fisica e la dinamica, volando e spaventando. La Yamaha, però, è solo Toprak perché Locatelli va out e Gerloff migliora ma non lotta per vincere. Sono invece competitive le Ducati con Redding a giocarsi la vittoria e Baz a salire sul podio dopo aver costretto Bautista all’errore. Le Honda, però, funzionano, e si avviano verso un finale di campionato in crescita. Non c’è molto altro se non la gloria di Bassani, altra grande gara, e di Mercado, miracolosamente ottavo con una Honda che nulla ha a che fare con quelle del team factory. Un altro messaggio è quello di Laverty. E’ lui il pilota dal quale BMW dovrebbe cominciare a lavorare.

Mini cronaca
L’avvio della gara è già caldo per l’attacco di Rea su Razgatlioglu con il turco che replica e consente a Redding di attaccare a sua volta.
La gara è magnifica con il ducatista a prevalere di motore e gli altri due a lottare curva dopo curva con carenate al limite del regolamento fino a che, al quinto giro, Rea va out ad altissima velocità.
Se la giovano Redding e Razgatlioglu con Baz in arrivo ed in lotta con Rinaldi.
La gara sembra infinita ma siamo solo a metà. Il turco passa e inizia a lasicare metri dietro di se.
La nuova configurazione della gara vede Razgatlioglu davanti a Redding, Baz e Bautista mentre Locatelli e Van Der Mark vanno a contatto ed entrambi a terra. La colpa è di Locatelli ma Van der Mark va a pogare sull’Italiano.

La lotta a due giri dalla fine è ancora viva. Il ducatista passa di motore, Razgatlioglu di guida e ciclistica.
Un’altra bella lotta è quella fra Bautista e Baz che combattono per il podio fino a che Bautista va out a mezzo giro dal termine.
Razgatlioglu chiude l’ultima curva e va a vincere davanti a Redding, Baz, Rinaldi, Haslam, Gerloff, Bassani, Mercado, Laverty e Ponsson.

Pagelline

Razgatlioglu
Fa un po’ quello che vuole e ci mette anche un filo di strafottenza.
Sente che è il momento di passare ad incassare quello per cui ha lavorato mentre qualcun altro incassa i colpi.
Voto 10

Redding
Risveglo tardivo. Il britannico inizia a far andare come si deve la sua rossa. Almeno non sembra più spento e rinunciatario.
Voto 9,5

Baz
Porta un po’ di pan di stelle dopo tanto pane duro in casa di Go Eleven.
E’ quello che serve ad una squadra e ad un pilota che hanno avuto un ultimo periodo travagliato.
Voto 9

Rinaldi
Battuto ancora una volta da un cliente… però comunque combattivo.
Non è per niente una brutta gara, la sua.
Voto 8

Haslam
Ottime le qualifiche, discreta la gara. Senza la caduta di Bautista sarebbe stata, però, un’ennesima sconfitta interna.
Voto 7

Gerloff
In ripresa. Sembra meno appannato…e non ancora quello di inizio campionato.
Però c’è.
Voto 7,5

Bassani
Altra gara da leoncino. Bassani merita una moto ufficiale o, quantomeno, un po’ di attenzione da parte di Ducati.
Voto 7,5

Mercado
E’ forte da venerdì. E ci mette il 130%. La speranza è che arrivi del materiale che lo renda in grado di lottare per qualcosa di più.
Voto 8

Laverty
Il lavoro di BMW dovrebbe partire proprio da lui. E invece è in panchina.
Voto 7,5

Ponsson
Una top ten anche per lui, che fatica sempre e che viene sempre critica.
Oggi, bella gara.
Voto 7

Jerez: all’insegna del vecchio format, Razgatlioglu, Rea e Bautista!

Razgatlioglu Jerez

In gara due, che per i motivi che sappiamo riassume il palinsesto di gara dei vecchi tempi (due gare di domenica a poche ore l’una dall’altra), Razgatlioglu prende un vantaggio di 20 punti su Rea (davvero in difficoltà), Redding ritorna competitivo e Bautista va sul podio come succedeva un paio di anni fa. Nullo il resto. Nullo e lontano. In un clima abbastanza mesto.

Al via le quattro R di Razgatlioglu, Rinaldi, Rea e Redding siglano il via e parlano chiaro.
Al terzo giro per Rea iniziano già a manifestarsi i fantasmi del rendimento e infatti il nord irlandese cede a Redding e fatica a contenere Locatelli che infatti ci mette un solo giro a passare.
Quando mancano 7 giri al termine succedono un po’ di cose, poche, tutte insieme. Rea completa il suo crollo cedendo a Rinaldi e Bautista mentre Locatelli è più veloce di tutti e va alla ricerca di Redding in modo da lottare per il secondo posto.
Lontano e irraggiungibile, invece, è ormai Razgatlioglu.
Servono altri tre giri per vedere qualcos’altro. Rea infila Rinaldi (poi passato anche da Bassani) e Redding punisce Razgatlioglu mettendosi in testa alla corsa anche se il turco replica immediatamente.
Razgatlioglu, Redding, Bautista, Locatelli, Rea, Bassani, Rinaldi, Van Der Mark, Baz e Gerloff a chiudere i 10. Finisce così.

 

 

Razgatlioglu
Si prende la gara e 20 punti di vantaggio in classifica su Rea.
Nient’altro da aggiungere. Risulta al momento non raggiungibile.
Voto 10

Redding
Sembra anche poter vincere. Potrebbe accadere contro Rea, che è in difficoltà, ma non contro il turco.
Voto 9

Bautista
Va come un siluro. Jerez è pista Honda e si vede bene. Chissà se c’è una qualche sorta di pentimento in HRC o a casa Bautista.
Voto 9

Locatelli
Altro podio mancato ma l’italiano va forte. Si sta meritando tutto.
Voto 8,5

Rea
Prende gli schiaffi, punto. La storia dei 500giri in meno regge e non regge.
Non sembrano proprio essere quelli i problemi del campione in carica. Con buona pace dei tifosetti.
Voto 6,5

Bassani
E’ un’altra buona gara ma se si è abituato bene forse è il caso che qualcuno lo aiuti a fare di più.
Voto 7,5

Rinaldi
Così non va bene. Non sono le gare che ci si aspettano da lui. E’ tornato il Rinaldi luci e ombre che speravamo si fosse fatto da parte.
Voto 7

Van Der Mark
Questi sono ormai i risultati BMW. Inutile commentare all’infinito le stesse cose nello stesso modo.
Voto 5,5

Baz
Una buona gara ma con qualche difficoltà in più rispetto a gara1.
Una top ten su cui lavorare se solo ci fosse un’altra possibilità.
Voto 6,5

Gerloff
L’americano va a punti e ci va lottando. Chissà se e quando si riaccenderà.