Ducati e Suzuki: pronte per la Moto2!

Kalex

La notizia è di quelle facili da riportare:
Il trend che vede aumentare, anno dopo anno, l’impegno in Moto2 delle case coinvolte anche in MotoGP è destinato a crescere.
Dopo MV, KTM e dal prossimo anno, anche Yamaha, impegnate nella classe cadetta con Moto2 che hanno un motore ovviamente Triumph e un telaio proprio o comunque derivato da qualcosa già in griglia (Kalex, principalmente), ecco arrivare altri big.
Ducati, ma soprattutto Suzuki, questi i rumors, sarebbero pronti ad entrare in Moto2 a partire dal 2023 ma visto il tipo di impegno qualcuno potrebbe fare anche prima..
Suzuki, nello specifico, sarebbe già molto avanti nelle trattative, avendo un canale aperto con il team Aspar per completare l’operazione anche se Aspar sembrerebbe aver già chiuso con Gas Gas.

Il grande cambiamento, che potrebbe aver luogo addirittura a partire dal 2023, è in realtà un cambiamento piccolo.
Non si tratta di progettare nuove moto o di far entrare realmente delle case in un campionato che non hanno mai corso, ma solo di allargare la griglia o, addirittura, nel caso si ritenga che il numero di moto attualmente schiarate sia sufficiente, iniettare un paio di brand in team già esistenti.

Una volta chiarito il rumor, è il momento di capire il perché di tutto questo. Ovvero a cosa può servire esattamente, chiamare Ducati o Suzuki delle Kalex motorizzate Triumph.

La prima ragione è legata al mercato. Per una casa è molto più semplice e meno costoso mettere su un team (o addirittura chiamare col suo nome uno già esistente), che pagare a suon di milioni per avere piloti già sotto contratto con altre squadre come KTM o Yamaha, che invece hanno i loro top rider su un binario sin dalle classi junior. KTM, Team Asia, insegnano che ormai i rider si mettono sotto contratto subito e la cosa è dimostrata dal fatto che KTM ha i migliori rookies disponibili in automatico per l’anno prossimo, tanto da non sapere dove metterli.

La seconda ragione è legata al Brand.
Del pubblico attuale, solo una ridotta percentuale è consapevole del fatto che una classe che fa fatica ad ottenere un’attenzione mainstream, schieri moto con motore Triumph e telaio Kalex o Boscoscuro che sia.

Le moto vengono chiamate con il nome del team che comunicano, o dello sponsor. La stampa di rincoglioniti, fa il resto. Addormentata sui macrotemi finanziari e politici e occupata com’è solo a rastrellare click con dichiarazioni distorte, fattoidi, desideri e speranze del beniamino di turno, non passerebbe certo le giornate a ripetere che le Ducati Moto2 non sono veramente delle Ducati, come del resto non accade attualmente nemmeno per le MV o per le KTM.
La stampa, ed è ormai conclamato, anche in caso di siti cosiddetti specializzati, è interessata solo al mass clicking e quest’ultimo non si consegue di certo con quelli che per casalinghe e ragazzini sono tecnicismi.
Già c’è da sopravvivere al ritiro di Valentino, figuriamoci se si va tanto per il sottile con dettagli scaccia click.
E Dorna è contenta di fare la brutta copia della F1, quindi basterebbe già questo per far tornare tutto.



MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

MotoGP Game

Il gioco è la medicina più grande
– Lao Tze –

 

Tanal fuori dai giochi. Letteralmente.
Non quelli degli sponsor, nonostante tutti gli interlocutori sembrino scomparsi e resta da vedere, in caso arrivino i soldi, come arrivano  e da dove.

Se ne attende un ultimo guizzo a Misano ma non è dato sapere con certezza.
La Holding del Principe Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud non si è fatta più né vedere né sentire ma non è solo un problema di MotoGP.

Su internet della holding c’è molto poco. Un sito web alquanto strano (ne abbiamo parlato qui), qualche contenzioso finito male (ne abbiamo parlato qui), ma soprattutto un brand che, di fatto NON ESISTE.
Tanal fatturerebbe, a detta del principe in persona durante una surreale conferenza stampa, 100 miliardi di dollari, ma non ha un marchio registrato.

E questa è una di quelle cose che fanno incazzare i produttori di videogiochi.
Saranno anche giochini ma quello è un business serio, che muove milioni di euro, finisce su dispositivi di un certo livello, e rimane stampato per sempre nei prodotti destinati ad essere giocati a lungo.

Ma cosa vuol dire che Tanal e le altre aziende arabe sono fuori dai giochi?
Che Tanal, presente sulle moto di VR46 con adesivi e loghetti, insieme ad altre aziende dello stesso blocco non sarà invece presente sulle moto che compariranno nel gioco MotoGP. Non si può fare.

Milestone che aggiorna le livree dei giochi non aggiornerà quelle di VR46 con i loghi Tanal a causa di problemi di licensing perché, riportano dei rumors, il marchio non esiste. Non è successo come in altri casi in F1 che il produttore del gioco non ha trovato accordi con le aziende. In questo caso, mancano proprio le aziende e i marchi non sono registrati.

 

Renault F1 Reale
Renault F1 Reale con marchi reali

 

Renault F1 game
Renault F1 game senza marchi non autorizzati

 

Moto2 reale
Moto2 reale con marchi attuali

 

Moto2 game
Moto2 game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

MotoGP reale
MotoGP reale con tutti marchi

 

MotoGP Game
MotoGP game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

Quali siano le modalità della sponsorizzazione di Tanal e VR46 non è dato sapere. Uccio Salucci ha dichiarato di aver ricevuto del danaro ma, di fatto, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, non sono marchi registrati da nessuna parte. Per non parlare del fatto che di Maic Technologies non esiste proprio niente da nessuna parte. Per questo motivo non compariranno, a meno di qualche cambiamento dell’ultim’ora, nemmeno nel gioco.
Per quanto riguarda Aramco, non ne parliamo neanche…

Questo è l’unico caso in cui qualcuno si preoccupa della differenza fra aziende paganti come SKY, WithU etc, e aziende non paganti.
Perché se invece sono paganti emerge la curiosità del come e del perché, visto che non esistono.

Insomma, gli unici a fare le cose sul serio, sembrano essere quelli che fanno i giochi.

 



MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”

MotoGP Game

Play is the greatest medicine
– Lao Tze –

 

Tanal out of the game. Literally.
And this is not about the sponsoring game, since all the interlocutors seem to have disappeared. There’s still to check, if money will arrive, where from and how it will come out.

A final flash is expected in Misano but it is not known for sure.
The Holding of Prince Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud has no longer been seen or heard but it is not just a MotoGP problem.

On the internet there’s very little trace of the holding. A rather strange website (we talked about it here), some litigation ended badly (we talked about it here), but above all a brand that, at the facts, DOES NOT EXIST.
Tanal would bill, according to the Prince himself during a surreal press conference, 100 billion dollars, but does not have a registered trademark.

And that’s one of those things that piss off video game makers.
They are games but that is a serious business, which moves millions of euros, ends up on devices of a certain level, and remains forever printed in products destined to be played for a long time.

But what does it mean that Tanal is out of the game?
That Tanal, present on the VR46 bikes with stickers and logos, together with other companies of the same block will not be present on the bikes that will appear in the MotoGP game graphics. It can not be done.

Milestone company updating the liveries of the games will not update those of VR46 with the Tanal logos due to licensing problems because, according to rumors, the brand does not exist, actually.  It has not happened as in other cases in F1 that the game manufacturer has not found agreements with the companies. In this case, the companies are missing and the brands are not registered.

 

Renault F1 Reale
Real Renault F1 with real brands

 

Renault F1 game
Game Renault F1 without non authorized brands

 

Moto2 reale
Real Moto2 with current brands

 

Moto2 game
Game Moto2 without Tanal, Maic, KSA brands

 

MotoGP reale
Real MotoGP with current brands

 

MotoGP Game
Game MotoGP without Tanal, Maic, KSA brands

 

What are the methods of sponsorship of Tanal and VR46 is not known. Uccio Salucci stated that he received some money but, and this is a fact, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, are not registered trademarks anywhere. Not to mention the fact that there is absolutely nothing of Maic Technologies anywhere and anyhow.
For this reason they will not appear, unless some last minute changes, not even in the game.

This is the only case in this story where anyone cares about the difference between paying companies like SKY, WithU etc, and non-paying companies.
Because if they are paying, the curiosity of how and why emerges, given that they do not exist.

In short, the only ones who do things seriously seem to be the ones who play.

 



Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

Il principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud

Le mie posizioni sul tema Tanal-Vr46 sono note.  Le ho espresse in un video e vari articoli o post. E potete leggere gli articoli principali qui.

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

 

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

 

Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

 

 

Ho molti dubbi e li ho documentati tutti.
Nonostante io abbia, diversamente da altri, spiegato tutte le mie ragioni, e forse proprio per questo, sono stato ignorato, poi sminuito, attaccato e insultato. Come potessi essere io l’ostacolo verso una partnership nella quale ogni giorno si crede sempre meno ma non lo si vuole ammettere.

Scrivo per l’amore che ho per il motorsport e la paura che qualche piccolo operatore sia danneggiato da quella che io credo sia una bufala.
Non so se ci siano truffatori. Di sicuro c’è tanto dilettantismo e ingenuità. Gli ingredienti più pericolosi quando si parla di soldi.

Solo una persona ingenua non riscontra anomalie al limite dell’assurdo in tutta questa storia e, ancora di più, nell’ultima conferenza stampa del Principe con un ristretto numero di giornalisti e due collaboratori.

1) Come mai è stata invitata solo la stampa Italiana?
2) Come mai sono stati invitati solo 7 giornalisti, due solo dei quali, extra settore?
3) Come mai moltissimi siti di motori ad alta visibilità non sono stati inclusi?
4) Come mai non erano presenti, né emissari di Dorna, né di VR46 che pure dovrebbero essere partner dell’iniziativa?
5) Come mai non è stata invitata Ducati nonostante in occasione della presentazione della nuova avventura, la foto è stata fatta con Ezpeleta, Salucci e Dall’Igna?
6) Come mai non è stata organizzata una piattaforma professionale e il governante di uno stato si è connesso ad una app pubblica, con tutti i pericoli del caso?
7) Come mai non è stato indicato alcun advisor per l’operazione, né tantomeno una banca garante, oltre agli studi legali delle due parti, cosa obbligatoria? 
8) come mai SKY, che aveva due giornalisti presenti, da settimane non nomina nemmeno più Tanal?
9) Come mai SKY che fa 8 post al giorno su Rossi, da giorni non nomina più alcun principe dopo che per settimane non ha parlato d’altro e ha aspettato 3 giorni per fare un post sulla conferenza?

L’idea che ci siamo fatti è che la conferenza stampa è servita a mostrare che esiste un principe. Perché questa cosa era stata messa in dubbio e perché, secondo qualcuno, sarebbe bastato far vedere una persona in tunica per legittimare tutto. Perché del resto, sull’onda delle altre affermazioni, hanno pensato che così come era da ritenere impossibile che tutte queste iniziative fossero dubbie, sarebbe stato altrettanto impossibile poter dubitare di un Principe, dopo averlo visto, seppure nella modalità sgranata di una conference call male organizzata.

Invece secondo chi scrive, e purtroppo secondo veramente pochi altri (solo Massimo Calandri di Repubblica ha espresso marcate perplessità), non è andata molto bene.

I personaggi che hanno “gestito” la conferenza, non hanno la credibilità necessaria per un’operazione del livello che vogliono far credere di avere.

“Prima che entra il principe”, ha esordito l’Architetto Bernardini (che architetto non è), sbagliando in apertura il primo di alcuni congiuntivi. Un architetto che parla male il francese, quasi per niente l’inglese, e che sbaglia le citazioni latine (l’Errata “Corrìgge” richiestami al telefono ancora mi rimbomba nella testa) e i congiuntivi italiani. Uno che confonde Overseas con Oversize la dice già lunga. 

Per non parlare della Head of Press and Communication Tanal Entertainment, Arianna Pasquale, che non sa il francese e soprattutto ha un livello di inglese da bambino, non conoscendo la differenza fra questions e answers, coniugando frasi mischiando lingue diverse come Salvatore ne Il nome della Rosa.
E’ il primo Head of Press and Communication che non parla le due lingue delle entità che rappresenta e che non ha alcuna esperienza di conunicazione e relazioni pubbliche internazionali, dato che non esiste nessuna traccia della sua attività in merito. Del resto nei comunicati non c’è un suo contatto personale, quindi almeno non dovrà rispondere ai giornalisti come invece dovrebbe fare chi ricopre il suo ruolo. Meglio così, perché in conferenza stampa la performance è ben al di sotto degli standard di una piccola Pro Loco.

Sul principe i dubbi crescono. Non assomiglia molto a quello di Wikipedia e, soprattutto, nonostante abbia studiato in UK, così dice l’enciclopedia, l’inglese lo parla male. Il francese, invece, è quello dei nordafricani che venivano a comprare le barche e i motori da mio nonno, mediatore di Pescherecci a Molfetta, che mi presentava questi personaggi che quando vanno all’estero si vestono da arabi per avere più credibilità, ma sono invece Maghrebini.
Qualche collegamento con la Korean Moroccan Holding Group gestito sempre da Bernardini verrebbe spontaneo, ma lasciamo perdere, dato che ci sono dubbi ben maggiori.

Lo sfondo della conferenza stampa, di cui siamo riusciti a rimediare sia audio che video e ve lo stiamo dimostrando con i dettagli, sarà anche quello della residenza estiva, ma noi una austerità di questo livello non l’abbiamo vista nemmeno in un centro massaggi (non chiedeteci da dove scaturisca questa analogia).
Qualcuno ci dice che questo signore, con un mini pc sulle gambe (non ha uno schermo da conference hall), che dovrebbe essere laureato in una prestigiosa università europea con passato di ministro è il vero principe? Va bene. A questo punto ci dispiace che lasci rispondere alle domande al suo rappresentante. E che i numeri delle sue iniziative, o non li conosca, o li spari a caso (le cifre riportate sono a livello di Microsoft, Google e Facebook). Per non parlare di Tanal che ovviamente fa tutto pur non essendoci da nessuna parte, prova di niente.

Il responsabile di un fondo privato che sta per spendere un miliardo, dichiara apertamente di aver sbagliato a mettere in piedi l’operazione che andrebbe comunicata prima in Arabia Saudita che all’estero. Vorrebbero costruire città, parchi, circuiti, automobili e moto, ma non sanno che i comunicati si devono rilasciare prima internamente. Eppure sulla stampa saudita NON ESISTE NIENTE IN MERITO ALLE ATTIVITA’ DI TANAL. Tanal non risulta mai se non quando si parla di un quartiere di case a Rhyad. Dilettantismo.
Tanal non esiste se non nei comunicati fatti rimbalzare sui siti delle due ruote e non solo, i quali hanno pubblicato tutto quello che hanno ricevuto, senza verificarlo mai, e facendolo diventare superficialmente credibile  grazie ad una link popularity di cui sono stati complici.

Chissà perché, invece, contemporaneamente, un altro fondo privato saudita, il PIF, ha acquisito la Pagani Automobili senza avvertire proprio nessuno, comunicando però, a cosa fatta, azionisti (con tanto di dettaglio %), banche coinvolte, board degli advisors, studi legali e cariche aziendali.
Quindi da una parte abbiamo UBS Investment Bank in qualità di advisor finanziario esclusivo di Pagani, Withers Studio Legale come consulente legale per gli azionisti venditori, Rothschild & Co e Freshfields Bruckhaus Deringer come advisor finanziari e consulenti legale del fondo.
Dall’altra, invece abbiamo Bernardini, Arianna Pasquale, che non ha alcuna esperienza in ambito comunicazione con agenzie internazionali, Uccio Salucci, Alberto Tebaldi e Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing che li ha accompagnati tutti da Carmelo Ezpeleta.
E nemmeno una banca garante o degli avvocati. Quasi uguale.

Si parla di 18 milioni per 5 anni e non si capisce chi, come, quando e con che tramite pagherà.
Ho comprato auto con più scartoffie e persone coinvolte.
Alle timide domande, il trio rilancia e spiazza con una ipotetica sponsorizzazione, anche per Dorna. E’ uno dei cliché che va in scena da aprile.

I progetti illustrati nella conferenza stampa più maldestra di tutti i tempi, con giornalisti timorosi di fare il loro lavoro per non scoprire qualcosa che non gli piace e conferenzieri lasciati galoppare nei pascoli della fantasia, sono gli stessi dei surreali comunicati già rilasciati in passato.
Quelli che ci avevano allertati, per intenderci. E adesso altri dettagli ci allarmano ulteriormente.

Prendete carta e penna per fare il conto.
I parchi diventano un investimento da 300 milioni.
Le città sono più di una, con quella che vede impegnato il solo Principe, Fantastic City, a costare, da sola, 75 miliardi.

200 milioni sono per le fabbriche di auto e motoveicoli. Auto e moto che, forse il principe non lo sa, diventerebbero il primo caso di produzione  automotive nei paesi arabi.
E il principe non si chiede come mai non vi siano precedenti in merito. Ma la famiglia del Principe, motociclista moderato che in passato correva ma adesso va piano, “ha importato per anni in Arabia Saudita Moto Guzzi, Ferrari, Autobianchi e Lancia”. Un particolare goloso da scrivere sui giornali, che quindi è per forza verosimile e che invece non è vero, perchè Autobianchi e Lancia in Arabia Saudita non sono mai state importate, e le Ferrari arrivano dagli Emirati dove l’importatore è Al Tayer. Fate voi e spiegateci anche questa.

Del resto, vista la poca resistenza del contraddittorio, anche sul tema Aramco, che viene liquidato con “avevamo detto che non ne parlavamo”, il rilancio è avvenuto a ruota libera.

L’interesse nel motorsport dei comunicati e delle dichiarazioni precedenti diventa, nel corso della conferenza stampa, l’acquisto del circuito di Modena oltre alla costruzione di una pista per test in Arabia Saudita.

L’amore per i motori, diventa l’acquisto di un team di F1, senza specificare però quale possa essere.

Per non parlare della costruzione (finalmente) di un circuito in Arabia Saudita per poter poi organizzare (finalmente) un GP nel paese, dimenticando che un circuito, in Arabia Saudita c’è già, a Jeddah, e lo ha costruito Tilke, che è architetto davvero. E c’è anche già un Grand Prix, previsto dal 3 al 5 dicembre di quest’anno. Altro che gli eventi Tanal che non si fanno mai.
L’account della Formula1 ha pubblicato già una simulazione di gara con le 27 curve della pista, il 18 marzo. Lo hanno visto in 600mila ma non il trio di press conferenzieri.
Questi signori, insomma, credono di essere pionieri di una cosa che esiste già da un po’. E nessuno dei giornalisti di motori presenti (alcuni direttori di testata) , fra SKY, Gazzetta dello Sport, GPOne, Motosprint, fa una piega a riguardo. Mio padre, però, che ha 76anni e non naviga su Internet, lo sa. Lo ha letto su Il Mesaggero.

 

E via così anche per tutto il resto.
Rilanciato il Fantastic Trophy, che per essere un progetto che parte a settembre è leggermente in ritardo, non essendo stata ancora costruita la moto con cui si deve correre, mentre le mongolfiere che avrebbero dovuto seguire la manifestazione, prendono vita e si trasformano, secondo Bernardini, in un evento internazionale:

“L’organizzazione di un campionato internazionale di mongolfiere che si chiama Ambassador Cup che nei vari comunicati stampa non è stato mai annunciato perché negli ultimi due mesi ne abbiamo lette di tutti i colori”, dice l’architetto.

Noi le abbiamo lette, ma qualcuno le ha scritte.
Per non parlare del fatto che l’Ambassador Cup di Mongolfiere, che si terrà, immaginiamo, in Umbria, esiste già con un altro nome.
Si chiama Sagrantino Cup, si tiene a Todi da 34 Lanni, ed è organizzata dall’aeronauta britannico Ralph Shaw.
Le foto mostrate in conferenza stampa sono prese proprio dal sito dell’evento Umbro. Chissà cosa ne pensa Shaw.

 

Sagrantino Cup
Sagrantino Cup

 

Questa fissazione per l’Umbria e per la presa in prestito, facendoli propri, di progetti che esistono già, è un leit motiv che abbiamo già avuto modo di segnalare.
Su una sede, un’idea, un evento, si mette il marchio Tanal, va bene anche Photoshop, e si lancia nel futuro. L’elenco è lungo. I giornali scrivono fiduciosi e si crea il tamtam mediatico che determina una credibilità con cui presentarsi.

Ma prima o poi bisogna pagare.
Mercoledì sono attesi i soldi e quindi vedremo se è tutto come dicono, nonostante il sistema di semafori ministeriali che da mesi posticipano l’accordo che viene dichiarato come firmato ma senza alcuna elargizione (altro mistero).
Ma anche se il denaro fosse vero, qualcuno deve spiegare il perché di tutte queste false credenziali, delle sedi fasulle, dei progetti che non esistono, dei numeri inventati e di un Principe che non è informato su niente di quello su cui sta per investire, coadiuvato da una struttura che, in pratica, non esiste e non assomiglia niente di quello che viene messo su in questi casi.

E comunque non è vero che se arrivano i soldi va tutto bene.
Al primo posto ci devono essere trasparenza e tracciabilità.
Se così non fosse potremmo associarci con chiunque, inclusi gli stati che violano continuamente i diritti umani ad ogni livello.
Ma forse questo qualcuno è già disposto a farlo.
E l’idea piace così tanto che non si bada a nient’altro e sembra tutto normale.



Moto3: Max Biaggi cambia team e si trasferisce da Gresini!

Biaggi

Max Biaggi cambia team.
Gresini darà in gestione il team Moto3 e lo darà a Max Biaggi che porterà con se lo sponsor Sterilgarda.
Max, attualmente appoggiato come logistica ad un team tedesco, lascia quindi il pacchetto attuale e trasferisce tutto in una struttura migliore.
Cosa cambia, di fatto? Per il momento niente, se non che Max Biaggi sarà in grado di lavorare meglio, dato che la struttura “cresciuta” da Fausto Gresini è sicuramente top level.
Sterilgarda, come già detto, da sempre legata al Corsaro, seguirà il 6 volte campione del mondo in questo passaggio.

 

Misterhelmet querelato ma ci sono tante “dimenticanze e coincidenze”!

Corsedimoto

Il sito Corsedimoto ha diffuso una news pubblicata dal sito www.mattiapascal.com che afferma che nei miei confronti è stata proposta una querela.
SORPRENDENTEMENTE però non viene precisato che è stato lo stesso Paolo Gozzi, direttore di Corsedimoto a querelarmi . Se ne è dimenticato.

Il  GUP ha disposto il rinvio a giudizio per un processo tutto da iniziare e NON SONO STATO CONDANNATO.
Faccio notare che la querela è stata proposta subito dopo la mia richiesta di essere pagato per la collaborazioni con il suddetto sito.

PER QUESTA VICENDA PAOLO GOZZI, DIRETTORE DEL SITO CORSEDIMOTO, E’ INVECE GIÀ STATO CONDANNATO DAL TRIBUNALE IN VIA DEFINITIVA CON SENTENZA N 81 DEL 2020 ED HA GIA’ EFFETTUATO IL BONIFICO.
ANCHE DI  QUESTA COSA NEL SUO ARTICOLO, SI E’ DIMENTICATO.

PUÒ SEMBRARE UNA COINCIDENZA MA QUESTE COSE SUCCEDONO CON SINGOLARE TEMPISMO ALLORCHÉ SI RACCONTA LA VERITÀ, VERITÀ CHE SARÀ DIMOSTRATA ANCHE NELLE OPPORTUNE SEDI GIUDIZIARIE.
TERRÒ TUTTI AGGIORNATI DELL’ULTERIORE SÈGUITO.
BUONA LETTURA.

 

 

 

Mattia
Mattia

 

Corsedimoto
Corsedimoto


Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

Last press

DISCLAIMER
Di solito chi fa il guastafeste non è mai simpatico e sembra che lo faccia per invidia, ripicca o chissà che.  Ammesso che sia questo il caso, ossia che stiamo davvero guastando una festa, è bene chiarire il senso di questo pezzo. L’unico scopo è quello di tutelare tutti coloro che potrebbero, come vittime collaterali, incappare in una faccenda che rischia di essere poco chiara. Ovviamente crediamo nella buona fede di tutte le parti in causa ma, allo stesso tempo ci permettiamo di evidenziare qualche dubbio sulla faccenda. Molte cose non tornano e solleviamo una bandierina. Se abbiamo sbagliato qualcosa siamo pronti a rettificare. Per l’ultima volta, saremmo felici se tutta questa vicenda fosse un grosso malinteso.
Tutta la documentazione, le telefonate registrate, le email e le comunicazioni che abbiamo raccolto, è a disposizione della Magistratura. 

PROLOGO
Sin dal 6 maggio su questo sito ci siamo occupati di cercare informazioni e dipanare alcuni dubbi sulla comunicata partnership fra Tanal Entertainment Sport and Media, e VR46 con la sponsorizzazione di Aramco, per l’avventura in MotoGP del 2022 su Ducati.
Con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio, purtroppo solo da parte nostra, relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

LE PRIME SMENTITE
Da fine aprile sono passati oltre tre mesi, quasi quattro, e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera, Aramco Oversea, Al Murri.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco non in UK ma nel mondo.
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco Oversea, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Va comunque detto che Aramco avrebbe potuto e potrebbe sforzarsi un po’ di più per smentire e dire, in via ufficiale e una volta per tutte, le stesse cose che ha detto ai vari giornalisti faccia a faccia o mail a mail, insomma come ha fatto con noi. 

 

Questi tre macigni, con l’aggiunta dell’ultima smentita che abbiamo ricevuto anche noi direttamente da Brunswick Group il 27 luglio, chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi. Sempre che tutto sia vero, incluso il principe che compare in fotografia accanto a rassicuranti dichiarazioni, ma mai in un video o di persona.E consentiteci, ognuno è libero di avere dubbi e manifestarli. Anche perché Tanal Global Holding è una cosa, e Tanal Entertainment Sport and media, un’altra… e vedremo che almeno una delle due non sembra esistere.

 

IL CONSIGLIERE ITALIANO DEL PRINCIPE SAUDITA E LO STRANO UFFICIO STAMPA

Siamo stati recentemente contattati dal Consigliere del Principe, Architetto Marco Bernardini che ci ha tenuto a fare alcune precisazioni che però altro non sono che dichiarazioni simili a quelle già emanate tramite comunicati.

Facciamo presente che all’Ordine degli Architetti non siamo riusciti a trovare se non un omonimo in Liguria. Il “nostro” Architetto Marco Bernardini, non ci risulta.

Tornando alla telefonata, l’architetto  ci ha tenuto ad illustrare come dal sito Tanal e dal network di comunicati, avremmo potuto desumere la bontà e l’assoluta affidabilità dell’iniziativa. Peccato che l’architetto non si riferisca a Tanal Global Holding ma a Tanal Entertainment, e di quest’ultima non via sia traccia alcuna sul web.

Ci ha in seguito scritto la signora Arianna Pasquale (non ne abbiamo trovato alcuna traccia da nessuna parte), Head Press Officer di Tanal Entertainment e Media, che però ha suscitato in noi ulteriori dubbi e perplessità. Vediamoli.

INDIRIZZO EMAIL E UFFICIO STAMPA
Abbiamo trovato abbastanza singolare che una multinazionale della comunicazione con un sito dedicato non abbia un indirizzo email personalizzato, anche se in realtà Tanal Entertainment un sito proprio non ce l’ha. La mail ci è arrivata da tanalentertainment.press@gmail.com
E’ una cosa mai riscontrata in un ambito simile.
Realizzano città del futuro e non hanno una mail aziendale dedicata.
Lo stesso messaggio, a firma di Arianna Pasquale, non conteneva alcun recapito telefonico, né personale, né dell’ufficio.
Compito di un ufficio stampa è quello di farsi rintracciare per fornire informazioni e chiarimenti. Non è questo il caso.
L’ufficio non ha indirizzo, email, telefono fisso, mobile, fax, etc. Non è indicato nemmeno il sito web. Ce lo siamo andati a cercare. E non lo abbiamo trovato.
Tanal Entertainment and Media sta gestendo diverse partnership da milioni di dollari con diversi partner internazionali e non ha un sito. Abbiamo però trovato quello di Tanal Global Holding, anch’esso preoccupante.

 

Mail Press Office
Mail Press Office

DUBBI SUL SITO WEB DELLA MULTINAZIONALE TANAL GLOBAL HOLDING

Innanzitutto la non corrispondenza fra Tanal Entertainment e Tanal Global Holding. Il sito web della Tanal Global Holdings con la S
https://www.tanalglobalholdings.com/ è abbastanza singolare.
E’ innanzitutto realizzato con un programma per siti pre confezionati, nello specifico Jimdo. Ci si può fare un sito con pochi euro copiando da vari template pre confezionati.
Una multinazionale che realizza progetti da miliardi di dollari non ha affidato ad una web agency la realizzazione del suo sito. Abbastanza singolare.
E comunque si vede. Il sito è realizzato in modo approssimativo.

Non è inoltre presente il multilingua. Anche questo abbastanza strano per una multinazionale che opera in 37 paesi del mondo.

LE NEWS NON CI SONO
Con tutte le iniziative di elevato prestigio e visibilità, la sezione news è stranamente in costruzione. Vengono inviati i comunicati e quindi le news ci sarebbero, ma stranamente non sono sul sito. E’ il primo caso di questo genere per una holding di alto livello. E anche di livello un po’ meno alto.

Presidente e Vice Presidenti di Tanal Global Holdings sono due principi sauditi i cui nomi sono però leggermente diversi da quelli della famiglia reale che si trovano su Wikipedia, per intenderci, anche se corrispondono ai proprietari di Tanal Entertainment Sport and Media.
Può succedere che alcune trascrizioni non siano proprio identiche.
Possiamo soprassedere anche su questo.

C’è un global network con mappa e città in cui ci sarebbero le sedi. Non c’è però nemmeno un indirizzo per raggiungerle. Nemmeno un recapito di nemmeno una sede. Eppure parliamo di circa 40 sedi in 37 paesi del mondo, nessun continente escluso.

Come advisor c’è un nome ed un recapito telefonico.
Nessuna risposta alla chiamata. Come indirizzo email una mail @tanalglobalholdings a nome Omar, e un indirizzo gmail.
Anche questa volta, abbastanza singolare. Omar ha una mail senza cognome in una multinazionale.

Sezione News Tanal
Sezione News Tanal

 

UN PORTFOLIO CLIENTI SENZA CLIENTI
Nel portfolio c’è l’elenco delle attività in cui è coinvolta Tanal.
Sono tantissime ma nel portfolio clienti non è indicato nemmeno un cliente. Non è indicata nemmeno un’iniziativa precisa fra le tante elencate nei vari comunicati. Abbastanza singolare.

Fra i partners presenti, ne abbiamo chiamati alcuni.
Di quelli che parlano inglese nessuno conosce Tanal ma un paio ci hanno già detto che è stata fatta loro questa domanda. Hanno chiesto a noi come mai. Forse è qualcuno che ha le nostre stesse curiosità.

SEZIONE GLOBAL DEI SITO
Molti uffici di varie nazioni hanno lo stesso indirizzo email nonostante i referenti siano persone con nomi diversi.
In vari paesi anche lontani fra loro risponde sempre Omar il quale ha un indirizzo email gmail in comune con altri referenti.
Strano anche questo però magari sono cose che succedono.

La privacy policy del sito è quella standard di google e non è nemmeno personalizzata per il sito di riferimento.
Un po’ di pigrizia, ma è comunque illegale. In Tanal forse non lo sanno.

I CURIOSI COMUNICATI RICEVUTI
Tanal, Global Holding o Entertainmente che sia, non risulta aver mai effettuato attività prima di maggio.
Tutte le iniziative sembrano partire da quel mese, a seguito dei comunicati dell’accordo con VR46 di fine aprile.
Potrebbero essere state selezionate solo le ultime attività, ma anche sul web non si trova quasi niente di precedente quel periodo.

Il primo comunicato di cui parleremo è l’ultimo in ordine cronologico riguarda l’imminente (ma è già passata senza essere avvenuta) partecipazione di TANAL ENTERTAINMENT SPORT & MEDIA CON YAYA EVENTS ALL’ANDALUSIA RALLY 2021 TEST LIVE prologo di un non ben chiarito FANTASTIC TROPHY COMPETITION, che dovrebbe essere una competizione intercontinentale di gaming mista a realtà iperrealistica.

Non è chiaro il nesso ma va bene. Però l’Andalusia Rally è un evento di auto. Sulle foto c’è invece un signore che dovrebbe fare la Dakar in moto. Il pilota in oggetto è anche amministratore delegato di una società di Edutainment che compare spesso nei comunicati e nei partner di Tanal. Jader Giraldi, è fotografato accanto ad una moto ma partecipa ad un rally di auto. O almeno così viene spiegato. Abbastanza curioso. O non abbiamo capito noi.
Abbiamo cercato di raggiungere il sig Giraldi ma non si è stato posibiile parlarci.

L’elenco dei vari partner per il resto è abbastanza chiaro: oltre a Tanal Entertainment Sport and Media abbiamo Yaya Events, società del motociclista automobilista, Maic Technologies, specialista nei sistemi di biorilevazione.
Tutti questi partner sarebbero parte del polo tecnologico Tiburtec, supervisionato dall’Architetto Bernardini, il consigliere del Principe, all’interno della sede di via Peroni, nel Tecnopolo Tiburtino, fra Roma e Tivoli.

Nel comunicato compare anche la sede del grande e moderno edificio, con tutti i loghi delle numerose aziende partner in bella vista.
L’edificio però è un render, una prova grafica.
Nella realtà il palazzo esiste ma su Google sono leggermente diversi il colore, i giardini e la facciata che non presenta i loghi aziendali mostrati nel conunicato.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO  Tanal Entertainment-Andalusia Rally-Fantastic Trophy

 

TIBURTEC TANAL
TIBURTEC NEL COMUNICATO TANAL

 

TIBURTEC GOOGLE
TIBURTEC SU GOOGLE

 

TIBURTEC REAL
TIBURTEC COME E’ REALMENTE

Ci siamo recati sul posto ed effettivamente sulla facciata non c’è alcun logo. Abbiamo parlato con alcuni impiegati e con il portierato dell’edificio e ci è stato confermato che nessuna delle società elencate ha mai risieduto all’interno del complesso né ha mai ricevuto posta. O per lo meno loro, forse a parte la Korean,  non le conoscono. Non tutte le società è necessario che siano censite in un complesso ma allora come mai è stata fornita un immagine non veritiera di un edificio che invece quei loghi non li ha? A cosa serve mostrare una sede contraffatta?
Il portiere e gli impiegati del palazzo ci hanno garantito che sull’edificio non sono stati mai presenti i loghi che invece fanno bella mostra nella foto del Tiburtec inserita nel comunicato di Tanal. Per la cronaca, Tiburtec è una società realmente esistente ma amministra condomini.

Fra le tante società citate, abbastanza interessante la KMHG – Korean Moroccan Holding Group, una associazione di espatriati marocchini in Corea, almeno questo abbiamo trovato noi, che viene descritta come esperta in analytics.
E’ una Holding che però, salvo nostri errori, ci risulta avere un solo impiegato. Deve essere uno molto bravo che sa fare un sacco di cose. Ma essendo, tale società, presieduta da Marco Bernardini, ci viene il dubbio che l’architetto sia modesto e non voglia comparire troppe volte per non prendersi troppi meriti.

Nel comunicato trova posto anche, così, un po’ a sorpresa, la presentazione di un progetto di una moto ibrida a 4 ruote motrici che dovrebbe partire da un videogame e passare per un film basato su un libro, per poi essere prodotta.

 

Moto ibrida Tanal
Moto ibrida Tanal

Il video game non siamo riusciti a trovarlo. Il libro esiste ma non abbiamo trovato traccia delle riprese che dovrebbero essere in corso da un anno nella città di Gubbio oltre a Roma, New York Jeddah, Riyad e Mosca. Per New York Mosca e le altre città straniere abbiamo rinunciato ma al comune di Roma e a quello di Gubbio non abbiamo trovato nessuno al corrente del fatto che da un anno stiano girando un film nella loro città.
Però siamo contenti che il prototipo di moto esclusivo che sarà utilizzato anche sul set del film che si chiama “Edward Loth – Najima The Fantastic City” prodotto da Tanal Entertainmet Sport & Media insieme ad una co-produzione italiana e altri partner internazionali, basato sul libro dell’autore best seller Philip Osbourne, darà il via alla produzione in serie della moto in oggetto disegnata da C Creative, una società di Claudio Castiglioni, in uno stabilimento situato a Terni e gestito da Giampiero Sacchi, la stessa persona che al Mugello ha accompagnato insieme agli uomini VR46, l’architetto Bernardini in Dorna da Carmelo Ezpeleta sperando che questo progetto abbia risultati diversi da quelli dal fallimento dell’azienda racing ternana di Sacchi, la Ioda Racing, che purtroppo vede i suoi beni oggetto di asta giudiziaria e diverse persone lasciate senza lavoro e con pagamenti da ricevere.
La moto comunque, seppur solo un disegno, è bella e speriamo che venga prodotta veramente.
Unica cosa: in un altro comunicato, sempre di Tanal, viene annunciato che la moto verrà invece prodotta in Arabia Saudita.
C’è un po’ di incertezza. Qualcuno lo dica a Giampiero Sacchi, che magari sta preparando lo stabilimento a Terni.
Per adesso comunque non ci sono grandi pericoli, dato che tutti i progetti sono futuri e non è stato realizzato ancora nulla.

 

LA SUPERCAR MAZZANTI CHE ANCORA NON ESISTE

Un po’ più semplice il comunicato sulla Hyper car Mazzanti Evantra, che per fortuna esiste anche se in modelli precedenti ed è prodotta nel numero di 5 esemplari l’anno. In verità dal 2015 non ci sono modelli targati. Solo qualche prototipo, almeno così ci sembra.
La Mazzanti risulta avere meno di 10 dipendenti con un costo annuo del personale di circa 81.000 euro. E quindi si presume che alla Mazzanti, a meno di non essere davanti ad uno sfruttamento, i dipendenti dovrebbero essere giusto un paio.

Tornando all’auto del comunicato, di questo modello che invece ancora non esiste, ne dovranno essere prodotte, da una fabbrica che attualmente non ne ha targata nemmeno una, 57, in una versione potenziata da 1111hp blindata e resistente al fuoco con antifurto inviolabile. Le auto verranno, naturalmente in futuro, prodotte in un impianto di 275mila mq diretto sempre dall’Architetto Bernardini, che vedrà la luce nel futuro in Arabia Saudita e che permetterà di impiegare centinaia di ingegneri arabi a partire dal 2030. Un made in Italy made in Arabia Saudita. E sarebbe la prima fabbrica di automobili nella storia situata in uno di quei paesi.

Evantra-MBS-ONE-1111-HP
Evantra-MBS-ONE-1111-HP (render)

E’ ovviamente tutto molto interessante ma anche abbastanza lanciato in avanti negli anni, soprattutto se parliamo di una hypercar.
Nel frattempo però l’auto apparirà, nemmeno a dirlo, nel già citato film “Edward Loth – Najima The Fantastic City” e in vari videogame sotto forma di carrarmato volante in modalità effetto speciale dato che, come affermato sopra, non esiste. Succede tutto in quel film.

La fortuna, questa volta, è che sul sito di Mazzanti Automobili c’è un richiamo al comunicato anche se le parole sono le stesse di Luxurious Magazine che riporta a sua volta il comunicato Tanal, come se Mazzanti riportasse il comunicato di altri su un’iniziativa propria. “Assomiglia ad una Lotus”, dicono, ma è solo un disegno. L’auto sarà diversa. Mazzanti non ha rilasciato informazioni su questo tema. Bisognerà aspettare qualche anno per la produzione dello stabilimento e poi delle auto. Ci vuole pazienza.
Nel frattempo però Tanal i suoi proclami li manda in giro e la stampa li riprende fiduciosa e con partnership dichiarate e riprese dalla stampa è un po’ più semplice trovare altre partnership.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO Tanal Evantra MBS 1111 hp

 

FANTASTIC TROPHY COMPETITION
In uno dei comunicati riguardanti la associazione con la VR46, infatti, forse uno di quelli meno letti in quanto non parla direttamente della Motogp, c’è un’altra iniziativa alquanto curiosa che merita attenzione: il FANTASTIC TROPHY COMPETITION, definito una nuova competizione sportiva a due ruote progettata da
Tanal Entertainment Sport & Media per creare un nuovo format di gara con caratteristiche uniche. A differenza delle più note competizioni, recita il comunicato, Fantastic Trophy Competition utilizza due diversi tipi di percorsi: nel deserto in Arabia Saudita e su strade sterrate in Italia. Come in tutte le iniziative Tanal si parte dall’Umbria e si finisce in Arabia Saudita facendo il verso alla Parigi Dakar in una sorta di Perugia-Riad.

Il format della competizione, continua il comunicato, è simile a un videogioco: immerso nella realtà, utilizzando l’interazione tra due ruote, satelliti, droni, mongolfiere; interazione in tempo reale con la scuderia in campo e con il pubblico da casa. L’utilizzo di tecnologie avanzate di realtà virtuale, di comunicazione e navigazione, di piattaforme interattive per la gestione dei flussi digitali e telemetrici sarà garantito da Korean Moroccan Holding Group, in collaborazione con i principali player coreani del settore.
Non ci dimentichiamo però che la Korean Moroccan Holding Group, risulta un’associazione di emigrati marocchini in Corea ed ha, se non ci sbagliamo, un solo impiegato, il suo presidente, l’architetto Bernardini, che ovviamente se crede può correggere e smentire le nostre affermazioni. Per non parlare del fatto che i flussi telematici in altri comunicati erano affidati alla Maic.
Tenete a mente queste due società.

Però in questo caso dal punto di vista temporale siamo fortunati perché il format definitivo sarà presentato entro settembre 2021 e quindi, dice il comunicato, potrebbe annunciare un test di gara da novembre a dicembre su due percorsi, uno italiano e uno saudita.
Uno in KSA – nel deserto da Fantastic City, che ancora come città ricordiamo, non esiste a KAEC sul Mar Rosso – ed uno su fuoristrada in Italia, a partire da Tavullia, a Gubbio e Terni, dove MAIC Technologies sta progettando e realizzando il primo prototipo di motocicletta fuoristrada a quattro ruote motrici con propulsione ibrida, termica ed elettrica, mentre la produzione di impianti è prevista in Arabia Saudita.
Qui c’è un problema con un comunicato precedente dato che la moto sembrava essere destinata, come produzione a Terni.
E Maic Technologies, in base ad un altro comunicato, ci risultava impegnata in attività di rilevazione biometrica e non di produzione motociclistica.
Da un comunicato all’altro, MAIC e KMHG si sono scambiati i ruoli.

Fantastic Trophy Competition, continua il comunicato, sarà un vero e proprio hub per la selezione dei giovani piloti sauditi, il cui talento potrà emergere con il prezioso supporto di VR46.
Chissà se in Arabia Saudita sanno di questa opportunità tutta italiana di diventare come Valentino, Morbidelli e Bezzecchi mentre gareggiano seguiti da droni, satelliti e mongolfiere e pubblico da casa, su una moto ibrida a quattro ruote motrici che verrà realizzata nei prossimi anni proprio in Arabia Saudita, oppure a Terni.

Segue nel comunicato, una lode al Principe saudita e alle società marocchino-coreane, presiedute dall’Architetto Bernardini, riconosciuto rappresentante della tecnologia coreana e della creatività italiana. Di quest’ultima i comunicati non sono mancanti perché dell’impegno in ambito urbanistico, edilizio, tecnologico e universitario non c’è alcun progetto effettivamente ancora realizzato. E speriamo che il principe Saudita non si arrabbierà per questo.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY / VR46

Sui restanti comunicati relativi agli specifici accordi fra Tanal Global e VR46, quelli con obiettivo KSA New Cities E ARAMCO, poco da aggiungere se non che presentano tutti gli stessi stereotipi: progetti ancora tutti da realizzare, dichiarazioni tutte da verificare, comunicati unilaterali, e società partner che compaiono, sempre le stesse, in tutti i progetti comunicati da Tanal. E l’unico sponsor, ARAMCO, che non sa più come smentire.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 MOTOR SECTOR

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO inglese

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

Per il resto aveva ragione, l’architetto Bernardini quando, in occasione della sua telefonata, mi aveva detto che analizzando bene il network di notizie, comunicati e iniziative, i conti sarebbero effettivamente tornati.

Il filo conduttore è lui: Marco Bernardini, amministratore della Systech di Terni, azienda che fa quadri elettrici (così riporta il web, dato che la società non ha un sito), con la passione per l’Arabia Saudita, già direttore dei lavori dimissionario del parco Cardeto di Terni, e fautore come spettatore di progetti di moto elettriche che nel 2017 volevano partecipare al campionato MotoE (non ce l’hanno fatta) e negli anni successivi di auto elettriche da corsa mai nate, torri energetiche multifunzionali mai innalzate e città intelligenti saudite non ancora costruite, con progetti che da alcuni anni vengono lanciati nel futuro ma che poi, quando il futuro arriva, non si vedono mai.
Un’altra cose che ci lascia dubbiosi, è il non aver trovato traccia, all’Ordine degli Architetti dell’Architetto Marco Bernardini. C’è un suo omonimo ma ha uno studio in Liguria.  Speriamo sia almeno geometra. Possiamo ovviamente sbagliarci e siamo pronti ad ogni rettifica.

 

CHI RISCHIA DI ESSERE DANNEGGIATO?

In tutta questa ragnatela di vicende, comunicati e società, chi rischia di rimetterci è VR46 che sembra essere più utilizzato che sponsorizzato.
Abbiamo chiamato VR46 nella persona di Uccio Salucci il quale, molto cortesemente, ci ha confermato  la partnership con Tanal e di avere delle sponsorizzazioni già attive in ambito CIV e CEV, con relativo supporto finanziario e sponsor in carena ma, in seguito a nostre ulteriori richieste, ci ha indirizzato verso Alberto Tebaldi il quale però, impegnato, ha promesso di richiamarci. Stiamo aspettando da alcuni giorni.

Oltre a VR46, in una posizione ovviamente marginale, c’è anche Ducati, che dovrà fornire due moto ufficiali oltre a tecnici e ingegneri. Ovviamente l’azienda non è in pericolo ma ci potrebbe comunque essere un danno di immagine o qualche elemento da riconsiderare.
Per quanto riguarda  Dorna che rischia di non poter contare sui flussi di denaro che una sponsorizzazione così sontuosa dovrebbe portare, ovviamente darà il suo contributo al team, ma è evidente che si troverebbe davanti ad un progetto in salita che dovrebbe cercare un’altra sponsorizzazione, a questo punto, last minute.

Insomma, siamo sicuri che il team VR46 MotoGP si farà e sarà anche un successo. Principi, faccendieri, petrolieri… crediamo sia tutto vero. L’unica cosa che non ci torna è riferita alle credenziali fino ad ora esibite dal suo sponsor. Che saremo ben lieti di smentire.

 

UPDATE IMPORTANTE 

Questo articolo è pronto da qualche giorno, circa una settimana. Abbiamo chiesto delucidazioni e abbiamo dato il tempo di risponderci ma abbiamo ricevuto approcci molto aggressivi oltre a reazioni scomposte.
Nella giornata di sabato 31 luglio, è uscito sull’importante sito GPONE un articolo relativo al lancio di una conferenza stampa che si terrà a Riad anche se, atipico per un comunicato di questo tipo, manca la data.  Siamo sicuri che GPONE avrà fatto le sue verifiche. A noi però continua a non tornare.
Nel comunicato c’è un video che è ancora una volta un render e rappresenta l’edificio fatto a forma di auto da F1. Cosa c’entra con Tanal?
E’ scomparsa inoltre ARAMCO oltre al SIg. Bernardini e gli sponsor sono diventati POTENZIALI.
Cosa vorrà dire? Qualcuno ci dia una mano.

 

Comunicato Press Conference Tanal1
Comunicato Press Conference Tanal1

 

Comunicato Press Conference Tanal2
Comunicato Press Conference Tanal2


La tentata truffa ad Althea Racing. Compagnia aerea e petrolieri. Ad un passo dal colpaccio!

Althea Fly

Pensate che certe cose esistano solo nei film tipo Ocean’s Eleven (e tutto il resto della saga) oppure nei libri gialli o di spionaggio?
Nemmeno per idea.
E’ di qualche anno, ma è stata rilasciata solo in questi giorni sotto forma di intervista ESCLUSIVA voluta da Genesio Bevilacqua, la storia della tentata truffa al team Althea Racing, sfiorata di poco qualche anno fa quando il team di Civita Castellana aveva appena vinto il mondiale Superbike.
Genesio Bevilacqua, prodigo di aneddoti, dettagli e dati, ha raccontato come faccendieri, principi, petrolieri e… agenti segreti, siano stati “abbastanza vicini” a truffare la squadra di Bevilacqua e altri malcapitati, cosa che è poi successa anche alla società calcistica Internazionale.

Il video dura un po’ ma ci sono così tanti dettagli che forse val proprio la pena valutare per capire quali cose strane possono succedere!

 



Sofuoglu e Razgatlioglu: altrimenti ci arrabbiamo! Ad un passo da Ducati, rinnova con Yamaha!

Razgatluoglu

Kenan Sofuoglu è una persona chiara e limpida.
Lo era da pilota, e ha dimostrato di esserlo da manager.
Bastone e carota, con poche carote. Così lo ha definito il suo amico ed ex team manager Manuel Puccetti.
Sofuoglu sa cosa vuole per lui e per i suoi. In questo modo ha piazzato una mezza dozzina di demoni nei campionati più importanti.

Questa introduzione per far caso ad un paio di dettagli.
1) I piloti di Sofuoglu parlano poco e parla poco anche lui.
2) Sofuoglu ha le idee chiare e non perde tempo in stancanti trattative.

E’ vero che i turchi sono un popolo di commercianti e negoziatori instancabili, ma Sofuoglu non è un commerciante. Al suo paese è un eroe nazionale e un’autorità politica. Negozia molto poco e ha il vantaggio di aver vissuto sportivamente gli alti e bassi delle decisioni premature.

Per Razgatlioglu, in seguito allo smacco della 8h di Suzuka da parte di Kawasaki, ci sono stati i bagagli in direzione Yamaha.
Era già chiaro per il turco e il suo manager che il team Provec non avrebbe mai consentito al ragazzo di esprimersi per non danneggiare l’equilibrio con Rea. Decisione presa in 2 giorni, zero pippe giornalistiche e accordo fatto.
Via al volo verso la casa dei diapason dove però le cose non funzionano.

Non funziona la moto, non funziona il team e i piani non coincidono con quelli che ha in mente in buon Kenan: vincere il mondiale Superbike ed andare in MotoGP passando per la porta principale.

Il team Superbike di Paul Denning non è all’altezza, la moto non è buona per vincere e anche in MotoGP Petronas non è il posto giusto per Toprak Razgatlioglu.E’ proprio Yamaha che è indecisa. Non va bene.

Sofuoglu ha detto che Razgatlioglu farà altri due anni in Superbike ma si è guardato bene dal dire con chi perché l’idea era quella di parlare con Ducati.
A Bologna sono delusi da Redding e hanno deciso piuttosto di investire su Rinaldi. Forse avrebbero preferito Gerloff, altrettanto talentuoso e giovane, ma Razgatlioglu non ha grilli per la testa, non si lamenta mai pubblicamente ed uno che si comporta sempre bene… altrimenti guai a lui.
Se i patti sono chiari il turco è uno di quelli che apre il gas senza fiatare e senza fare cinema quando non serve.
Basta non far arrabbiare il suo manager. E invece niente. Sofuoglu si è mosso chiaro, pulito e veloce.
Mentre Ducati tentennava, è arrivata la contro offerta di Yamaha. Il contratto è con Yamaha Europe e prevede anche un piano di sviluppo sensato in MotoGP.
Per una volta Yamaha impara dagli errori di Kawasaki e tiene a sé uno dei suoi talenti migliori. Ducati, invece, perde l’ennesimo treno.

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Valentino Rossi e Petronas: niente happy days, ma è a rischio anche l’happy ending!

Happy ending

Abbiamo visto tutti che gli happy days fra VR46 e Petronas, non ci sono stati. E’ iniziata che erano tutti amici e alla fine sono a rischio anche i rapporti con Morbidelli, legato giustamente più al suo “capo” che ad una squadra che, dopo un secondo posto nel mondiale, non lo ha di certo gratificato (per colpa del suo capo, comunque).
Ma la storia è così tesa che oltre ad essere venuti meno gli happy days, è a rischio anche l’happy ending, soprattutto anche in virtù delle recenti frasi del boss di Petronas, Razlan  Razali .

1) “E’ stato interessante e costruttivo avere a che fare con Valentino ma è stata stata un’eccezione perché di solito ingaggiamo giovani talenti.”
2) “Il contratto con Rossi scade a novembre quando finisce la stagione.”
3) “Non abbiamo detto né che rinnoviamo, né che lo rilasciamo.”

Queste tre frasi significano, detta all’orientale, che

1) Rossi è stato imposto o per lo meno scelto in base a criteri non puramente sportivi.
Questa spiegazione è supportata anche da altre recenti dichiarazioni che parlavano, da parte di Petronas, di “soddisfazioni comunque commerciali”.
Un messaggio che va letto, se si conoscono gli orientali con “non ha funzionato niente ma non ci abbiamo rimesso” (diciamo che è un messaggio più in direzione azionisti).

2) Ci sono obblighi contrattuali che vincolano il pilota a chiudere la stagione.
Che non gli venga in mente di chiudere prima.

3) Petronas non ha ancora detto che lo rilascia perché solitamente è Petronas che non rinnova, non il contrario.
Quando Petronas deciderà di comunicare che non rinnova con Rossi, si sapra da Petronas.
Un po’ come quando è stato stipulato il contratto. Ha deciso Petronas come e quando sancirlo ufficialmente.

Queste cose qui, chi conosce gli orientali (ancora più complesso interagire con orientali musulmani), sa che sono fondamentali.
Innanzitutto non è finita bene, ma questo lo avete già letto su questo sito ad aprile e a maggio.

Secondariamente, diversamente da quello che vuol far credere la stampa amica (di Rossi, si intende), non è quest’ultimo che decide.
In realtà nessuno potrebbe costringere a correre un pilota che non vuole farlo, ma se questo pilota ha fretta o vuole imporre certe clausole, potrebbe non finire come dice lui.

Insomma, bisogna chiudere in amicizia, oppure, dopo gli happy days rischia di sfumare anche l’happy ending.
E sappiamo più o meno tutti quanto in certe cose il finale felice, sia importante.

 

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