Tanal-VR46: Aprilia, prima scelta, non aveva abboccato. Arrivano numerose testimonianze!

Moda

Mentre i giorni passano e nella storia fra Tanal e VR46 si raccolgono scadenze come si raccolgono punti del supermercato perché i 18 milioni promessi non arrivano, tutti sono silenziosi e immobili come lucertole.

Sta in silenzio chi i soldi li dovrebbe dare, dato che non sa più cosa inventare. Principe, portavoce, Ufficio Stampa e amico presentatore ex team manager: scomparsi.

Sta in silenzio chi li dovrebbe ricevere, perché deve decidere se ammettere che è stato preso in giro oppure dichiarare che non ci sono in tempi e bisogna quindi prendere un’altra strada.

Sta in silenzio chi ha parlato per mesi con sicurezza estrema dello sceicco fino a che, concretamente, è emerso che la faccenda proprio non regge più. 100 post al giorno, diventano 0.

A parlare è rimasto solo qualche irriducibile, qualche talebano che sembra quasi venga pagato perché una cosa ormai ridicola, sia creduta possibile.

Abbiamo una figura non bella di un team-azienda come la VR46, che non si capisce quali controlli abbia fatto e a chi si sia affidata.

Abbiamo una figuraccia totale della stampa di settore, che ha scritto 3500 articoli e nemmeno dopo la conferenza surreale del Principe ha avuto il coraggio di alzare la mano (fossi stato io sarei impazzito durante ed è il motivo per il quale forse non mi hanno invitato), nonché della stampa extra settore, che solo timidamente ha detto qualcosa.

Abbiamo una figura un po’ indecifrabile della stampa internazionale, che naturalmente vede la VR46 come un’entità infallibile e che quindi fa fatica a credere possa essere vittima di un smile farsa. Per non parlare del fatto che non è mai stata coinvolta direttamente. Se così fosse se ne sarebbe già accorta.

Abbiamo una figuraccia di Dorna che fa entrare senza alcuna verifica un po’ chiunque a parlare con Carmelo Ezpeleta e che non prende pubblicamente ed ufficialmente le distanze da quella che è chiaramente una farsa, nemmeno quando è evidente.

Ma quelli che fanno più tenerezza sono i fanboys, portaborse, faccendieri, giornalisti in pensione o in attività, che sostengono una cosa che da mesi non esiste più. Anzi, che non è mai esistita, al grido di “secondo voi è possibile che una grande azienda si faccia fregare così?” oppure “ma a chi gioverebbe tutto questo e come ci guadagna?”

È il momento di spiegarlo svelando altri retroscena sconvolgenti.

 

VR46 come terza scelta. Ad aprilia sono bastati 15 minuti

E’ un mistero che può essere spiegato solo con il fatto che  Uccio Salucci e Alberto Tebaldi manchino del background per gestire certe cose. Senza offesa. La VR46 apparel e l’Accademy sono eccellenze nel loro campo ma per un certo tipo di business forse ci vogliono altri assetti.

E’ però sconvolgente che le chiavi della cassa del più grande sportivo italiano degli ultimi 20 anni siano in certe mani con certi margini di azione.

Tornando alla storia e al il trio Ternano-Saudita, Principe-Consigliere-Team Manager, voci non confermate né smentite ufficialmente da Aprilia ma che trovano riscontro da alcune fonti interne, parlano di un approccio precedente a quello di VR46.

Il consigliere-architetto, presentato ancora una volta da Giampiero Sacchi, che con Aprilia ha ancora contatti per via del suo passato, sarebbe stato liquidato in 15′. Meno ancora di quanto ci avrebbe messo ad essere congedato da Ducati quando cercò di proporgli un parco a tema che poi fu fatto a Mirabilandia. “C’ho questo amico che è amico di un principe”, in Aprilia non ha funzionato come con VR46 e con Dorna.

Aprilia (Piaggio), è un gigante a volte all’antica, ma che fa controlli rigorosi. Il passato racing ha insegnato molto e da quel momento Mister Colaninno i controlli li affida a società esterne a cui rimette certe decisioni in base a certi parametri. Piaggio è un’azienda di appalti governativi e non governativi, nazionali e internazionali. Queste cose le fa per mestiere, i controlli sono certificati e la giostra si ferma al primo allarme sicurezza. Non ci sarebbe da stupirsi se proprio essere accompagnato da Giampiero Sacchi avrebbe costituito titolo tutt’altro che preferenziale.

Per quanto riguarda il secondo team contattato prima di VR46 (fa ridere ma è così), una squadra privata importante, deve essere andato a senso o a conoscenza diretta, ma il risultato è stato identico.
Meno male che c’è VR46, che risponde alla prima domanda (come è stato possibile?).
Sono bravissimi ma in altre cose. Da oggi in poi siamo sicuri che saranno più bravi anche in queste.


È il momento della seconda domanda: a chi giova tutto questo e come ci guadagna?

E qui c’è da aver paura.
Con la pubblicazione su questo sito dei pezzi su Aramco, sul Principe e sul Consigliere, sono iniziate ad arrivare alcune segnalazioni sul medesimo, davvero impegnato in numerose attività megalitiche in diversi settori.

Oltre al progetto motociclistico, infatti, “l’architetto”, a nome del principe e della Holding Italo- Marocchina – Coreana (di cui è CEO italiano senza essere mai stato in Corea in vita sua) e delle sue emanazioni, sarebbe impegnato in molti altri mega progetti, alcuni dei quali illustrati e incrociati anche nei comunicati riguardanti la partnership con VR46.

Ed ecco a voi la realizzazione in contemporanea di:

a) 4 film per il cinema (la trilogia di Edward Loth più il film The Swordsman) , con attori come Steven Seagal, Daniel RedCliffe, Orlando Bloom, Tom Hardy, Sam Worthington, Luke Evans, oltre a un’altra decina di attori ed attrici cinesi e coreani tutti famosi. Oltre naturalmente al regista premio Oscar Coreano Bong Joon Ho, regista di Parasite e The Snowpiercer.

Bong Joon-ho
Bong Joon-ho
Edward Loth
Edward Loth

 


Swordman Cast
Swordman Cast

 

b) Diversi progetti di moda fra Italia, Korea e Arabia Saudita sotto il brand di Moda Live

c) Progetti musicali internazionali tramite la super band Coreana BTS, con megaconcerti e sponsorship legate al fashion.

d) Un paio di città nel deserto già note agli appassionati di motociclismo in quanto nominate nei comunicati

e) progetti edilizi di varie dimensioni (hotel, resort, aziende, fabbriche)

f) alcuni progetti sportivi da portare avanti nel tempo libero quali team di formula1, MotoGP e squadre di calcio di Serie A.

E’ tutto vero e negli ultimi giorni c’è stata una specie di gara a raccontare gli episodi più bizzarri, tutti però confermati da immagini, telefonate registrate e chat da parte di chi ha avuto a che fare con questi progetti ed episodi ed ha faticato a farsi pagare persino compensi da poche centinaia di euro.

 

 

Giro l’Italia col Doblò, mi annoio un po’!

“Ci sono probabilmente problemi personali”. E’ quello che prima o poi dicono tutti coloro che chiamano o scrivono per raccontare le loro esperienze con l’architetto che gira per il centro Italia (raramente si spinge più a nord, mai al Sud) con il suo furgoncino. Scrocca pranzi, cene, pernottamenti, abbigliamento, prodotti, come un venditore porta a porta, ma al contrario, giacca nera e t-shirt merchandising dei suoi progetti sempre più esagerati, sempre più complessi e sempre più pretenziosi. Tutti fermi allo stato embrionale.

Con  partecipanti ai vari gruppi di “lavoro”, che chiamano facendo i nomi delle loro aziende, officine, laboratori,  condivide pubblicamente dettagli, documenti, schermate di chat, conversazioni telefoniche, audio e video per convincere i malcapitati della bontà dei progetti in corso nonché della veridicità dei contatti e del livello delle conoscenze coinvolte. Progetti diversi ma stessi contenuti che si intrecciano e si integrano. Tutto così grande da essere credibile, tutto così complesso da richiedere tempo e fiducia. I soldi sono destinati ad arrivare alla fine dei progetti ma nessun progetto finisce mai.

E’ così che diverse persone che non si conoscono fra loro finiscono per raccontare a questo sito, versioni che coincidono, con protagonisti personaggi anche importanti (sindaci, governatori, grandi imprenditori), spesso veri e quasi sempre ignari di essere parte garante di qualcosa che non esiste realmente. Persone diverse inviano gli stessi documenti, facendo gli stessi nomi e raccontando gli stessi progetti.

Il tentativo di acquisto dell’A.C. Milan per conto del Principe con tanto di telefonata intrattenuta con il presidente Scaroni, è uno di questi. Ovviamente viene poi comunicato che il contatto è in corso ma non come va a finire, volta per volta. Chissà se al Milan sanno di essere oggetto di discussione in diverse chat di Whatsapp in cui ci sono architetti, maestranze cinematografiche, orafi, sarti, fotografi etc.

AC Milan
AC Milan

L’acquisto dell’ex Ariston (40 milioni di euro sembrano troppi per i Coreani rappresentati da Bernardini  ma 30 potrebbero anche andar bene), sfumata a suo dire per un capriccio di Mr Lee di Samsung che avrebbe cambiato idea riguardo all’importare tecnologia marchigiana nel suo paese. Strano perché da sempre l’Umbria e le Marche  esportano elettronica in Corea…Nel frattempo l’azienda, in difficoltà, fallisce.

Ariston
Ariston

Abbastanza curiosa anche la telefonata in francese ad Airbus per l’acquisto di un jet. Le difficoltà di spostamento a causa del Covid-19, infatti, avrebbero spinto il Principe ad acquistare un aereo per far muovere più liberamente il suo consigliere. Un deciso miglioramento rispetto al Fiat Doblò!
Sempre target top di gamma e acquisto dato per scontato con conseguente vanto  fra i “partner”. Dov’è l’aereo?
Nello stesso posto in cui sono i 18 milioni destinati a VR46, noi pensiamo.

Airbus
Airbus

 

Anche la boy band koreana BTS, vestita grazie al progetto Italo-Koreano-Saudita Moda Live (sempre in partenza), supervisionato da Bernardini anche per quanto riguarda l’ambito cinematografico ( i costumi dei film provengono da Moda Live), avrebbe beneficiato dei progetti dell’architetto. Il premio per i partner delle varie aziende? Recitare nel film per il quale sono state già ingaggiate tutte le maestranze. Inclusi un domatore di leoni ed un falconiere.

 

BTS Band
BTS Band

E nemmeno per il concerto si sarebbe andati a risparmio. Opera dell’architetto, infatti, un palco lungo 200m e largo 50 da trasportare con tre super trucks da far viaggiare fra Italia, Korea e Arabia Saudita, con il benestare dei Samsung (sempre lui, Mr Lee, e sua sorella stilista) e Hyundai per la quale Moda Live starebbe realizzando gli interni delle nuove autovetture.
Hyundai è un po’ una fissazione, dato che compare anche sul mockup delle MotoGP Aramco. Chissà se è informata.

 

Stage
Stage

 

KIHG_Hyundai_BTS
KIHG_Hyundai_BTS
VR46 Aramco
VR46 Aramco

Ci sono i documenti. Come dubitare? Soprattutto se ogni progetto viene definito ormai ad un passo dalla sua conclusione, salvo qualcuno che esiste già perché è stato costruito, anche se da altri architetti, come alcuni parchi veri, alcune costruzioni vere e alcuni edifici veri, fatti da architetti veri ed utiilizzati con sfacciataggine anche nei comunicati inviati.

f1render
f1render

Telefonate e trattative per realizzare il palco, per acquistare i super truck e per acquistare dei manichini robotici che avrebbero consentito di prendere le misure degli abiti di Moda Live in automatico. Costo di ciascun manichino: circa 7000 euro, ordinandone almeno 200.
Chiamate, accordi, visite ai produttori, tutto come fatto. Business plan e documenti progettuali ottenuti a costo zero con la promessa di essere parte del business o facendo lavorare degli studenti o dei giovani professionisti. Quale azienda si tira dietro per un preventivo? Persino Pininfarina ha fornito dei bozzetti senza sapere che sarebbero diventati le macchine volanti di un film.  Noi li abbiamo visti, è giusto che li vediate anche voi.

Pininfarina
Pininfarina

 

Vuoi essere pagato? Allora ti compro!

Per chi non vuole lavorare gratis o inizia a protestare, il cliché è sempre lo stesso. Alle prime richieste di denaro da parte di qualche partecipante, la controproposta di acquistare l’azienda, lo stabile, il marchio, in modo da ottenere altro tempo necessario alla trattativa, continuando così a far lavorare il “partner” senza spendere un centesimo. Partono offerte per ogni tipo di azienda, officina, persino multinazionali. Tanto paga o Mr Lee o il Principe.

Ogni incontro è positivo. Come fatto!
E qualora qualche incontro non andasse bene, come con Braccialini o Aprilia, dove l’architetto viene buttato fuori, c’è comunque una presentazione in più da far girare in chat con foto e numeri. “L’incontro è andato molto bene, attendiamo risposta”. E tutti “Bravo, complimenti”, e via così, come ad una riunione di multilevel marketing, ma in chat. Per chi ancora ci casca, resta solo da lavorare. Naturalmente gratis.

 

Le prime defezioni

È così che una sartoria a Gubbio, per la quale il consigliere del principe è visto inizialmente come opportunità ma poi diventa un passatempo divertente del suo titolare, passa da partner illuso ad amico paziente che per quieto vivere fa passare in cavalleria qualche cena scroccata, una scrivania in ufficio (Bernardini non ha una sede), qualche abito mai ritirato e qualche tunica principesca poi vista in occasione di una conferenza stampa nota a tutti.   Valore della tunica: 500 euro più spedizione…a Gubbio, la nuova Riyad. Ecco il costo degli abiti di un principe. Ci sono teen ager del centro che spendono di più.

L’ambientazione della press conference, invece, dicono le malelingue della chat, è quella dell’inquilino marocchino di Bernardini, in ritardo con l’affitto.   Malelingue di invidiosi, speriamo, almeno queste.
Eppure anche qui le informazioni coincidono.

 

La stessa sartoria di Gubbio, entrata per prima nelle file dei “partner”, è la prima ad uscire, nel periodo in cui Misterhelmet inizia a scrivere. Seguita da altri “insoddisfatti” che hanno aperto gli occhi. Ci invia le foto della tunica che tutti abbiamo imparato a conoscere. Tanto Moda Live sembra che non riuscirà mai a decollare, figurarsi se arriva in Arabia Saudita.

Moda Live Vest
Moda Live Vest

Non sono architetto, ma gli arabi sono ingenui e non gliene frega un c…!

“Gli arabi sono ingenui. A loro non interessano i titoli, gli bastano i fatti”, avrebbe ripetuto Bernardini in più di una conversazione.  “Scopo di un progettista è far partire progetti giganteschi. Non importa che vadano tutti in porto. Me ne basta uno per diventare ricco e fine della storia.”

Ma alla fine della storia siamo ancora lontani, sia perché nessun progetto è andato in porto, sia perché ci sono ancora molte cose da raccontare e molti personaggi da coinvolgere.
Nel frattempo, aspettiamo i pagamenti.



Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

Il principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud

Le mie posizioni sul tema Tanal-Vr46 sono note.  Le ho espresse in un video e vari articoli o post. E potete leggere gli articoli principali qui.

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

 

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

 

Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

 

 

Ho molti dubbi e li ho documentati tutti.
Nonostante io abbia, diversamente da altri, spiegato tutte le mie ragioni, e forse proprio per questo, sono stato ignorato, poi sminuito, attaccato e insultato. Come potessi essere io l’ostacolo verso una partnership nella quale ogni giorno si crede sempre meno ma non lo si vuole ammettere.

Scrivo per l’amore che ho per il motorsport e la paura che qualche piccolo operatore sia danneggiato da quella che io credo sia una bufala.
Non so se ci siano truffatori. Di sicuro c’è tanto dilettantismo e ingenuità. Gli ingredienti più pericolosi quando si parla di soldi.

Solo una persona ingenua non riscontra anomalie al limite dell’assurdo in tutta questa storia e, ancora di più, nell’ultima conferenza stampa del Principe con un ristretto numero di giornalisti e due collaboratori.

1) Come mai è stata invitata solo la stampa Italiana?
2) Come mai sono stati invitati solo 7 giornalisti, due solo dei quali, extra settore?
3) Come mai moltissimi siti di motori ad alta visibilità non sono stati inclusi?
4) Come mai non erano presenti, né emissari di Dorna, né di VR46 che pure dovrebbero essere partner dell’iniziativa?
5) Come mai non è stata invitata Ducati nonostante in occasione della presentazione della nuova avventura, la foto è stata fatta con Ezpeleta, Salucci e Dall’Igna?
6) Come mai non è stata organizzata una piattaforma professionale e il governante di uno stato si è connesso ad una app pubblica, con tutti i pericoli del caso?
7) Come mai non è stato indicato alcun advisor per l’operazione, né tantomeno una banca garante, oltre agli studi legali delle due parti, cosa obbligatoria? 
8) come mai SKY, che aveva due giornalisti presenti, da settimane non nomina nemmeno più Tanal?
9) Come mai SKY che fa 8 post al giorno su Rossi, da giorni non nomina più alcun principe dopo che per settimane non ha parlato d’altro e ha aspettato 3 giorni per fare un post sulla conferenza?

L’idea che ci siamo fatti è che la conferenza stampa è servita a mostrare che esiste un principe. Perché questa cosa era stata messa in dubbio e perché, secondo qualcuno, sarebbe bastato far vedere una persona in tunica per legittimare tutto. Perché del resto, sull’onda delle altre affermazioni, hanno pensato che così come era da ritenere impossibile che tutte queste iniziative fossero dubbie, sarebbe stato altrettanto impossibile poter dubitare di un Principe, dopo averlo visto, seppure nella modalità sgranata di una conference call male organizzata.

Invece secondo chi scrive, e purtroppo secondo veramente pochi altri (solo Massimo Calandri di Repubblica ha espresso marcate perplessità), non è andata molto bene.

I personaggi che hanno “gestito” la conferenza, non hanno la credibilità necessaria per un’operazione del livello che vogliono far credere di avere.

“Prima che entra il principe”, ha esordito l’Architetto Bernardini (che architetto non è), sbagliando in apertura il primo di alcuni congiuntivi. Un architetto che parla male il francese, quasi per niente l’inglese, e che sbaglia le citazioni latine (l’Errata “Corrìgge” richiestami al telefono ancora mi rimbomba nella testa) e i congiuntivi italiani. Uno che confonde Overseas con Oversize la dice già lunga. 

Per non parlare della Head of Press and Communication Tanal Entertainment, Arianna Pasquale, che non sa il francese e soprattutto ha un livello di inglese da bambino, non conoscendo la differenza fra questions e answers, coniugando frasi mischiando lingue diverse come Salvatore ne Il nome della Rosa.
E’ il primo Head of Press and Communication che non parla le due lingue delle entità che rappresenta e che non ha alcuna esperienza di conunicazione e relazioni pubbliche internazionali, dato che non esiste nessuna traccia della sua attività in merito. Del resto nei comunicati non c’è un suo contatto personale, quindi almeno non dovrà rispondere ai giornalisti come invece dovrebbe fare chi ricopre il suo ruolo. Meglio così, perché in conferenza stampa la performance è ben al di sotto degli standard di una piccola Pro Loco.

Sul principe i dubbi crescono. Non assomiglia molto a quello di Wikipedia e, soprattutto, nonostante abbia studiato in UK, così dice l’enciclopedia, l’inglese lo parla male. Il francese, invece, è quello dei nordafricani che venivano a comprare le barche e i motori da mio nonno, mediatore di Pescherecci a Molfetta, che mi presentava questi personaggi che quando vanno all’estero si vestono da arabi per avere più credibilità, ma sono invece Maghrebini.
Qualche collegamento con la Korean Moroccan Holding Group gestito sempre da Bernardini verrebbe spontaneo, ma lasciamo perdere, dato che ci sono dubbi ben maggiori.

Lo sfondo della conferenza stampa, di cui siamo riusciti a rimediare sia audio che video e ve lo stiamo dimostrando con i dettagli, sarà anche quello della residenza estiva, ma noi una austerità di questo livello non l’abbiamo vista nemmeno in un centro massaggi (non chiedeteci da dove scaturisca questa analogia).
Qualcuno ci dice che questo signore, con un mini pc sulle gambe (non ha uno schermo da conference hall), che dovrebbe essere laureato in una prestigiosa università europea con passato di ministro è il vero principe? Va bene. A questo punto ci dispiace che lasci rispondere alle domande al suo rappresentante. E che i numeri delle sue iniziative, o non li conosca, o li spari a caso (le cifre riportate sono a livello di Microsoft, Google e Facebook). Per non parlare di Tanal che ovviamente fa tutto pur non essendoci da nessuna parte, prova di niente.

Il responsabile di un fondo privato che sta per spendere un miliardo, dichiara apertamente di aver sbagliato a mettere in piedi l’operazione che andrebbe comunicata prima in Arabia Saudita che all’estero. Vorrebbero costruire città, parchi, circuiti, automobili e moto, ma non sanno che i comunicati si devono rilasciare prima internamente. Eppure sulla stampa saudita NON ESISTE NIENTE IN MERITO ALLE ATTIVITA’ DI TANAL. Tanal non risulta mai se non quando si parla di un quartiere di case a Rhyad. Dilettantismo.
Tanal non esiste se non nei comunicati fatti rimbalzare sui siti delle due ruote e non solo, i quali hanno pubblicato tutto quello che hanno ricevuto, senza verificarlo mai, e facendolo diventare superficialmente credibile  grazie ad una link popularity di cui sono stati complici.

Chissà perché, invece, contemporaneamente, un altro fondo privato saudita, il PIF, ha acquisito la Pagani Automobili senza avvertire proprio nessuno, comunicando però, a cosa fatta, azionisti (con tanto di dettaglio %), banche coinvolte, board degli advisors, studi legali e cariche aziendali.
Quindi da una parte abbiamo UBS Investment Bank in qualità di advisor finanziario esclusivo di Pagani, Withers Studio Legale come consulente legale per gli azionisti venditori, Rothschild & Co e Freshfields Bruckhaus Deringer come advisor finanziari e consulenti legale del fondo.
Dall’altra, invece abbiamo Bernardini, Arianna Pasquale, che non ha alcuna esperienza in ambito comunicazione con agenzie internazionali, Uccio Salucci, Alberto Tebaldi e Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing che li ha accompagnati tutti da Carmelo Ezpeleta.
E nemmeno una banca garante o degli avvocati. Quasi uguale.

Si parla di 18 milioni per 5 anni e non si capisce chi, come, quando e con che tramite pagherà.
Ho comprato auto con più scartoffie e persone coinvolte.
Alle timide domande, il trio rilancia e spiazza con una ipotetica sponsorizzazione, anche per Dorna. E’ uno dei cliché che va in scena da aprile.

I progetti illustrati nella conferenza stampa più maldestra di tutti i tempi, con giornalisti timorosi di fare il loro lavoro per non scoprire qualcosa che non gli piace e conferenzieri lasciati galoppare nei pascoli della fantasia, sono gli stessi dei surreali comunicati già rilasciati in passato.
Quelli che ci avevano allertati, per intenderci. E adesso altri dettagli ci allarmano ulteriormente.

Prendete carta e penna per fare il conto.
I parchi diventano un investimento da 300 milioni.
Le città sono più di una, con quella che vede impegnato il solo Principe, Fantastic City, a costare, da sola, 75 miliardi.

200 milioni sono per le fabbriche di auto e motoveicoli. Auto e moto che, forse il principe non lo sa, diventerebbero il primo caso di produzione  automotive nei paesi arabi.
E il principe non si chiede come mai non vi siano precedenti in merito. Ma la famiglia del Principe, motociclista moderato che in passato correva ma adesso va piano, “ha importato per anni in Arabia Saudita Moto Guzzi, Ferrari, Autobianchi e Lancia”. Un particolare goloso da scrivere sui giornali, che quindi è per forza verosimile e che invece non è vero, perchè Autobianchi e Lancia in Arabia Saudita non sono mai state importate, e le Ferrari arrivano dagli Emirati dove l’importatore è Al Tayer. Fate voi e spiegateci anche questa.

Del resto, vista la poca resistenza del contraddittorio, anche sul tema Aramco, che viene liquidato con “avevamo detto che non ne parlavamo”, il rilancio è avvenuto a ruota libera.

L’interesse nel motorsport dei comunicati e delle dichiarazioni precedenti diventa, nel corso della conferenza stampa, l’acquisto del circuito di Modena oltre alla costruzione di una pista per test in Arabia Saudita.

L’amore per i motori, diventa l’acquisto di un team di F1, senza specificare però quale possa essere.

Per non parlare della costruzione (finalmente) di un circuito in Arabia Saudita per poter poi organizzare (finalmente) un GP nel paese, dimenticando che un circuito, in Arabia Saudita c’è già, a Jeddah, e lo ha costruito Tilke, che è architetto davvero. E c’è anche già un Grand Prix, previsto dal 3 al 5 dicembre di quest’anno. Altro che gli eventi Tanal che non si fanno mai.
L’account della Formula1 ha pubblicato già una simulazione di gara con le 27 curve della pista, il 18 marzo. Lo hanno visto in 600mila ma non il trio di press conferenzieri.
Questi signori, insomma, credono di essere pionieri di una cosa che esiste già da un po’. E nessuno dei giornalisti di motori presenti (alcuni direttori di testata) , fra SKY, Gazzetta dello Sport, GPOne, Motosprint, fa una piega a riguardo. Mio padre, però, che ha 76anni e non naviga su Internet, lo sa. Lo ha letto su Il Mesaggero.

 

E via così anche per tutto il resto.
Rilanciato il Fantastic Trophy, che per essere un progetto che parte a settembre è leggermente in ritardo, non essendo stata ancora costruita la moto con cui si deve correre, mentre le mongolfiere che avrebbero dovuto seguire la manifestazione, prendono vita e si trasformano, secondo Bernardini, in un evento internazionale:

“L’organizzazione di un campionato internazionale di mongolfiere che si chiama Ambassador Cup che nei vari comunicati stampa non è stato mai annunciato perché negli ultimi due mesi ne abbiamo lette di tutti i colori”, dice l’architetto.

Noi le abbiamo lette, ma qualcuno le ha scritte.
Per non parlare del fatto che l’Ambassador Cup di Mongolfiere, che si terrà, immaginiamo, in Umbria, esiste già con un altro nome.
Si chiama Sagrantino Cup, si tiene a Todi da 34 Lanni, ed è organizzata dall’aeronauta britannico Ralph Shaw.
Le foto mostrate in conferenza stampa sono prese proprio dal sito dell’evento Umbro. Chissà cosa ne pensa Shaw.

 

Sagrantino Cup
Sagrantino Cup

 

Questa fissazione per l’Umbria e per la presa in prestito, facendoli propri, di progetti che esistono già, è un leit motiv che abbiamo già avuto modo di segnalare.
Su una sede, un’idea, un evento, si mette il marchio Tanal, va bene anche Photoshop, e si lancia nel futuro. L’elenco è lungo. I giornali scrivono fiduciosi e si crea il tamtam mediatico che determina una credibilità con cui presentarsi.

Ma prima o poi bisogna pagare.
Mercoledì sono attesi i soldi e quindi vedremo se è tutto come dicono, nonostante il sistema di semafori ministeriali che da mesi posticipano l’accordo che viene dichiarato come firmato ma senza alcuna elargizione (altro mistero).
Ma anche se il denaro fosse vero, qualcuno deve spiegare il perché di tutte queste false credenziali, delle sedi fasulle, dei progetti che non esistono, dei numeri inventati e di un Principe che non è informato su niente di quello su cui sta per investire, coadiuvato da una struttura che, in pratica, non esiste e non assomiglia niente di quello che viene messo su in questi casi.

E comunque non è vero che se arrivano i soldi va tutto bene.
Al primo posto ci devono essere trasparenza e tracciabilità.
Se così non fosse potremmo associarci con chiunque, inclusi gli stati che violano continuamente i diritti umani ad ogni livello.
Ma forse questo qualcuno è già disposto a farlo.
E l’idea piace così tanto che non si bada a nient’altro e sembra tutto normale.