Vinales vs Espargaro: fight to develop the Aprilia!

Aleix Espargaro, who for years, also thanks to Iannone’s competitive suicide has been carrying out the cart, takes 1.5 million a year, a salary that, going to renew his contract in this period, would hardly be able to overcome. But in Aprilia the best thing is the prizes, which go up ti pay up to 10th place in each race.
So far, with Savadori running like a hamster with his indications, for Espargaro it seemed the best of all possible worlds, until Vinales arrived, taken more or less for the same money (much less than the salary received in Yamaha) but with different expectations than Aleix’s gradual improvement. Espargaro publicly welcomed everyone, as if to say: I really want to see if they are capable of doing what I have done with this bike.
But Espargaro hasn’t won a race in his life. Vinales, on the other hand, is a full-blown top rider who has played in the world championships and his “crises”, we know that we are more a matter of compatibility  than capability.
This is why Maverick, called for this very reason, would like to finally race for a team that lets him develop the bike.
Instead he would have found a project that takes a direction opposite to what he would like. Ok the final of last season, with few races to do and not too many developments but now?
Now the newcomer would have already shown the excesses and anger for which he is known, asking to let go of the developments of Aleix (Maverick would not have minced words) that would not have led to anything so good.
In fact, Aprilia, which like all manufacturers cannot carry out too divergent developments, must make a choice immediately.
The guarantee of the top ten and the few podiums of Aleix Espargaro who obviously has limits or the gamble of a Vinales who wins the races and makes final podiums in the world championship but who is very humorous if things don’t go as he wants? There cannot be another hybrid year and someone have to tell the “poor” Savadori what to really work on.
Espargaro to be grateful to so far or Vinales called to bring a long overdue victory?
Gratitude in racing often makes way for palmares. How long will the harmony of the photo on the cover last?
What will Aprilia decide? And you, what would you decide?

 



Vinales vs Espargaro: lotta per lo sviluppo!

Aleix Espargaro, che da anni, anche grazie al suicidio agonistico di Iannone porta avanti la carretta, prende 1.5 milioni l’anno, uno stipendio che, andando a rinnovare il contratto in questo periodo, difficilmente riuscirebbe a superare. Ma in Aprilia la cosa più bella sono i premi, che arrivano a pagare fino aol 10° posto in gara.
Fino a qui, con Savadori che girava come un criceto con le sue indicazioni, per Espargaro sembrava il migliore di mondi possibili, fino all’arrivo di Vinales, preso più o meno agli stessi soldi (molti in meno rispetto allo stipendio percepito in Yamaha) ma con aspettative diverse rispetto al miglioramento graduale preteso da Aleix. Espargaro dave pubblicamente il benvenuto a tutti, come a dire: voglio proprio vedere se sono capaci di fare, con questa moto, quello che ho fatto io.
Però Espargaro non ha vinto una gara in vita sua. Vinales, invece, è un top rider conclamato che si è giocato i mondiali e le sue “crisi”, sappiamo essere più di compatibilità che di capacità.
Per questo Maverick, chiamato proprio per questo, vorrebbe finalmente correre per un team che gli lascia sviluppare la moto.
E invece avrebbe trovato un progetto che prende una direzione opposta a quella che vorrebbe lui. Ok il finale di stagione scorso, con poche gare da fare e non troppi sviluppi ma adesso?
Adesso il nuovo arrivato avrebbe già mostrato le intemperanze e le incazzature per cui è noto, chiedendo di lasciar perdere gli sviluppi di Aleix (Maverick non avrebbe usato mezzi termini) che non avrebbero portato a niente di così buono.
Di fatto Aprilia, che come tutte le case non può portare avanti sviluppi troppo divergenti, deve fare una scelta subito.
La garanzia delle top ten e dei pochi podi di Aleix Espargaro che evidentemente ha dei limiti o l’azzardo di un Vinales che vince le gare e fa podi finali nel mondiale ma che è molto umorale se le cose non vanno come vuole lui? Non ci può essere un altro anno ibrido e bisogna dire al “povero” Savadori su che cosa lavorare veramente.
Espargaro a cui bisogna essere grati fino ad ora o Vinales chiamato per portare una vittoria attesa da troppo tempo?
La gratitudine nelle corse fa spesso posto al palmares. Quanto durerà l’armonia della foto in copertina?
Cosa deciderà Aprilia? E voi, cosa decidereste?


Il limite dei decibel in MotoGP e i maestrini del nulla!

“Tutti geni su FB, povero lettore ignaro che si vede fustigato per ignoranza…da un ignorante! Consigli del giorno per supponenti: 1) Venite ai test di Sepang 2)Esistono i regolamenti e si possono leggere”

Scrive Paolo Scalera,  (nemmeno il coraggio di taggarmi o nominarmi ma ci penso io), che è andato a trovare, nemmeno un mio post ma una mia risposta ad un utente all’interno del mio post in cui dicevo che in MotoGp non ci sono valori fonometrici da rispettare.
Eh no invece di sono, ecco 130db, Misterhelmet è ignorante e fustiga gli utenti.
Allora spieghiamo bene e perdiamo del tempo per sistemare questa faccenda.

Spieghiamo la realtà dei rilevamenti fonometrici a chi legge e decide chi è ignorante e chi no.

I limiti fonometrici in Superbike fino al 2015 erano, mi pare, di 107dB che era già un rumore assordante che hanno poi passato a 115 nel 2016. Qualcosa di insopportabile. Intendiamoci equivale al decollo di un aereo da una media distanza.
Dovete sapere che la misura in dB è una misura in scala logaritmica. Ciò significa che aumentare un livello di 10 dB (equivalente a 1 B) significa aumentare la grandezza misurata di un fattore 10.
PER AVERE UN’INTENSITA’ DOPPIA BASTA AUMENTARE IL LIVELLO DI 3 DB.

Quindi è sì vero che in MotoGP c’è un limite di 130dB ma è di fatto un non limite perché 130dB non è di fatto raggiungibile, dato che equivale al decollo di un jet, DA VICINO.
Abbiamo detto che aumentare il rumore di 3 decimi significa raddoppiarlo. Ricordate: SBK 115, MotoGP 130. Di decibel ce ne sono 15 in piu. E infatti nessuno si avvicina ad una MotoGP senza cuffie e nessuno guida una Moto GP senza tappi.
Tecnicamente, in Superbike e in Moto2 nei tubi di scarico ci sono dei fono assorbenti e dopo un po’ vano cambiati perché altrimenti si supera il limite stabilito.
In MotoGP NON ESISTE alcun tipo di fono assorbente nei tubi.
Perché a nessuno frega niente, dato che il limite di 130dB non è raggiungibile tecnicamente dai motori motogp.
E UN NON LIMITE.

E a dimostrarlo c’è il regolamento, che stabilisce un massimo di 130dB a 5.500 per i monocilindrici, bicilindrici, tricilindrici, etc. Il che vuol dire che è un parametro impossibile.

E infatti mentre in sbk ogni tot vengono fatte le fonometriche sulle moto usate in gara, in MotoGP le prove fonometriche NON VENGONO FATTE e se vengono fatte non vengono fatte per far rispettare dei limiti perché proprio non c’è pericolo.

Non vengono fatte perché, lo ripeto, 130dB è l’equivalente di un jet in decollo, da vicino e quindi è un livello di rumore non raggiungibile.
Vabbè, è evidente che l’idea era quella di rompere le scatole a me. Facendo il maestrino e puntando il ditino.
Io ho detto due cose: la valvola elettronica dello scarico di cui ho parlato, non serve a stare nei limiti fonometrici perché in MotoGP non ci sono.
Forse avrei dovuto dire che ci sono ma sono simbolici in quanto non raggiungibili.

Fanno i salvatori dei lettori ignari. Però i lettori ignari, per tutta l’estate li hanno presi per il culo con la cantonata più grande degli ultimi 20 anni nonostante fossero stati avvisati.
Sono stati a conferenze stampa farlocche di principi farlocchi e allora il lettore ignaro non era importante perché bastava raccattare dei click .
Carta canta urlavano con in mano il documento del principe che prometteva 90 milioni.
Ecco quello che sono: nozionismo inutile e  stanno ancora rosicando. Spiegano, spiegano e poi non spiegano un cazzo perché non si sono ancora ripresi e stanno ancora nella terapia intensiva della figura di merda che hanno fatto.

Accusano una figuraccia storica che si sono andati a cercare e che li marchierà per sempre.
Quella si che ha fatto rumore. Molto più dei 130dB.

 



MotoGP: Le Aprilia e la Honda di Marquez hanno un particolare Made in Italy in comune!

SC

A prima vista sono normalissime foto di test in cui si vede la moto in configurazione non definitiva.
In realtà c’è un elemento tecnico assolutamente innovativo da iniziare a prendere in considerazione.
Nella stagione 2022 lo scarico SC-Project per le Aprilia RS-GP22 di Espargaró e Vinales avrà una tecnologia italiana di altissimo livello. Si tratta di una nuova valvola che parzializza i gas di scarico ed è gestita dall’elettronica della moto. Già le valvole sono utilizzate in MotoGP ma quella di SC-Project è fatta diversamente.
Questa valvola, realizzata in titanio totalmente dal pieno, aiuta – con il freno motore – a dare feeling al pilota in entrata e centro curva.
All’apertura, invece, la valvola si apre totalmente per dare il massimo passaggio dei gas di scarico.

La collaborazione fra SC-Project e Aprilia, infatti, deriverebbe da oltre un anno di studi attraverso lo sviluppo dello scarico per la RS 250 SP, per le RS 660 Trofeo e per le RSV4 del Team Nuova M2 racing che gareggiano al CIV, per arrivare, nel 2021, allo sviluppo dello scarico per le RS-GP 2022.

A prima vista notiamo che questa configurazione è leggermente diversa (per ovvi motivi tecnici), dalla valvola apparsa sulla moto di Stefan Bradl, componente marchiato SC-Project molto simile a quello delle RS-GP. Questa valvola comparirà anche sullo scarico della Honda di Marc Marquez e Pol Espargarò? Probabilmente si, lo vedremo tra pochi giorni
Ecco il made in Italy che accomuna due team e quattro piloti completamente diversi fra loro.
Lo vedete nel dettaglio ingrandito sulla moto utilizzata oggi da Lorenzo Savadori, nei test!


Guarda il video o ascolta il podcast!



Melandri, il Covid e i clickbaiter di merda

Clickbait

Se questo non è il primo articolo clickbait della mia vita, allora davvero non ne vedrete altri.
Vi ho avvertito e potete smettere qui.
Altrimenti scoprirete in meno di un minuto, perché non ho ancora scritto o detto niente sulle opinioni di Marco Melandri in merito al tema che tutti conoscete.

Per quanto richiesta da qualcuno di voi, non darò un’opinione non autorevole e non necessaria (la mia) su un’altra opinione non autorevole e non necessaria, solo per raccattare click e commenti da consenso, critica o discussione.

E’ come se un fruttivendolo e un commercialista parlassero di chimica molecolare e un ferramenta dicesse la sua perché un venditore di auto gli chiede di farlo.

“Eh ma chi fa informazione deve parlare di tutto”.
Non è vero. Non si può impedire alla gente di parlare di quello che vuole ma non è per forza necessario farci sopra una finta informazione da sciacalli.
L’informazione è come la musica. A volte sono le pause a dare qualità alla melodia.
E’ quel silenzio che nell’informazione si chiama credibilità.

Ascolta il podcast o guarda il video…che in questo caso, è la stessa cosa…



 

 

 

 

Misterhelmet e Genesio Bevilacqua che la tocca piano su MotoGP, SBK, SS e Petrucci!

Misterhelmet&Genesio

Avrebbe dovuto essere una call invece Genesio Bevilacqua mi ha calamitato a Moto dei Miti per  rilasciare un’intervista in cui non si è tirato indietro.
Analizza MotoGP, Superbike, ruolo dei team factory e privati oltre che di Dorna e Federazioni.
Ci sono le idee maturate in 30 anni di corse e anche qualche proposta.
La Supersport è un tipo particolare di futuro e su Petrucci ha un’idea controcorrente.

Disponibile in Video e Podcast. Scegliete voi!

 



Danilo Petrucci ha rotto il ca**o due volte. Ecco perché!

Danilo ha rotto!

Petrucci ha rotto il cazzo. Due volte.
Ve lo dico. In due modi ed in tutti i sensi.
Il primo è che deve averlo rotto davvero, altrimenti certe cose non si spiegano.
Alcune sue uscite alla Dakar, ormai troppe, iniziano ad essere viziate da problemi tecnici e intoppi che sinceramente potrebbero essere evitati.
Piccole disattenzioni meccaniche, quasti da mille lire, insomma roba che una casa ufficiale, in una competizione ufficiale, non si può permettere.
Con l’aggiunta che un conto è correre in pista, dove se ti succede qualcosa cadi “in sicurezza” e poi ti accompagnano al box con lo scooter, un conto è cadere nel deserto. Se la moto si ammutolisce per una piccolezza mentre stai cercando di superare un ostacolo e batti la capoccia su una pietra, rischi di rimanere lì fino a che l’elicottero ti viene a pescare. Con calma…
E non credo si debba aggiungere altro.
La verità è che senza gridare al complottismo, la sensazione è che qualcuno abbia misurato male la partecipazione di Danilo alla Dakar.
Gli toccava, era la riparazione di un torto subito, lo portiamo, tanto cosa vuoi che combini… insomma andiamo morbidi. Con la gente morbida e l’impegno morbido.
E invece questo ha dato lezione ai top rider… si può dire? Umiliandoli.
Non dico che KTM stia punendo Petrux perché va troppo forte, ma di sicuro qualche domanda sugli specialisti se la fa, se un newcomer arriva e li mette dietro. Quindi insomma non è bello se a Petrux capitano delle cose, sia chiaro, però meglio a lui che ad altri. Anche perché quello che doveva dimostrare lo ha dimostrato. E quindi, dai, let’s take it easy.
Dal punto di vista racing, KTM assomiglia un po’ a BMW. Piuttosto che ammettere, dover spiegare… insomma ci siamo capiti.
E questa cosa qui, mi sa che non la penso solo io, se Petrucci lamenta apertamente una certa leggerezza da parte dei meccanici, chiedendosi come mai fra tutte le KTM si rompe solo la sua. Quella sensazione di essere non troppo gradito, un po’ estraneo al meccanismo… voi vi ci siete mai trovati?

E comunque Danilo ha rotto il cazzo due volte.
Primo, lo ha rotto KTM, andando più forte di quello che dovrebbe fare uno a cui viene regalato un biglietto per la Dakar.
Secondo, perché lamentandosi così non fa una cosa furba. Presta il fianco alle critiche di lamentosità, e di ricerca delle scuse di quello che insomma non è mai colpa sua se non va.

Ma dopo queste rotture, chiudiamo con una solida ma triste certezza.
Il fatto che da anni Danilo debba vivere un ciclo che si ripete all’infinito. Essere sottovalutato, poi criticato, poi dimostrare che vale, poi subire nonostante tutto, lamentarsi e via daccapo.
A noi la mattina tocca alzarci, a lui tocca risorgere…

Guarda il video e ascolta il podcast!

 

https://www.spreaker.com/user/4555095/petrucci-ha-rotto




Danilo Petrucci alla Dakar, chiacchierata esclusiva: mi davano per finito ma ho vinto anche qui!

Petrucci Dakar

Per quanto mi riguarda Danilo Petrucci è lo stesso di quando faceva il CIV.
Nelle nostre interviste negli anni non è cambiato niente e sono identiche alle nostre chat su whatsapp, eccetto qualche meme e qualche parolaccia che ovviamente in pubblico è meglio non condividere.
Danilo è la persona più amata e allo stesso sottovalutata del mondo dei motori. Tutti  riconoscono puntualmente il suo talento sempre quando è troppo tardi. E questo perché lui ogni volta è spacciato ma poi risorge.
In un mondo di piloti a cui viene data una chance dopo anni che non combinano più niente o di piloti che non hanno vinto una gara in carriera ma guidano moto ufficiali, c’è il mondo a parte di Petrucci, che sale su una moto da fuoristrada in una gara a cui non ha mai partecipato e, nonostante tutto, trova il modo di umiliare gli specialisti.
Da un lato è giusto festeggiare il fatto che forse Danilo, come ambiente e tipologia di corse, ha trovato il suo mondo. Dall’altro sarebbe giusto restituirlo a quello della velocità che conta.
Lui, e questo gli fa onore, è disposto a rientrare dalla porta secondaria del Moto America per dimostrare quello che vale e, paradossalmente, sembra avere meno fretta di noi.

L’intervista esclusiva va ascoltata o vista in video (vi mettiamo a disposizione entrambe le opzioni) ma ecco i punti chiave:
1) Il boicottaggio subito
2) I suoi progetti futuri
3) La dieta
4) I cammelli e gl incidenti diplomatici
6) L’allenamento con i cinghiali
6) La sua auto brucia gomme
7) Varie ed eventuali come nelle assemblee di condominio.



Petrucci al Motoamerica passando per la Dakar: come è successo?

Petrucci Ducati

La notizia trapelata, si fa per dire, di Petrucci su Ducati al Motoamerica ha stupito, se non altro per il fatto che i più pensavano che i rapporti con Bologna fossero completamente chiusi.
Invece tutto si sarebbe riattivato, pare, grazie alla scintilla di Genesio Bevilacqua, che avrebbe scherzosamente (ma nemmeno tanto) chiesto di Petrucci a Vergani, per fare la Supersport e poi farlo saltare in SBK… proprio quando Althea era ad un passo da Xavi Fores.
Alberto Vergani, invece,  avrebbe invece proposto un altro suo pilota, Federico Caricasulo (scelta più misurata) e avrebbe iniziato a pensare a Petrucci come candidato per il Motoamerica.
E così è andata. Petrucci ha sicuramente firmato (sabato scorso) ma essendo sotto contratto con KTM fino a febbraio, la cosa rimane sul soft dal punto di vista della comunicazione, ammesso che qualcosa che esca sui social si possa poi controllare.
Serve però non distogliere l’attenzione dai programmi precedenti perché la Dakar, chiaramente, è un progetto che rimane, almeno secondo le dichiarazioni di Danilo Petrucci.

“Certo che la faccio, è l’unica cosa sicura della mia vita in questo periodo e non la faccio?
Poi vado in America perché con KTM pensavo che i programmi fossero più duraturi e invece pare di no… per cui vado a provare a guidare una Ducati in USA.
Mi sarebbe piaciuto fare la 200 miglia di Daytona… e vincerla, ma non ci andremo.
Debutteremo l’8 aprile ad Austin, in concomitanza con la MotoGP.”

Una notizia semplice, che però si è sviluppata in maniera curiosa…ammesso che non vi siano ulteriori stravolgimenti.



Ducati and Suzuki: ready for Moto2!

Kalex

The news is one of those easy to report:
The trend that sees the commitment in Moto2 of the manufacturers involved in MotoGP increase year after year is destined to grow.
After MV, KTM and from next year, also Yamaha, engaged in the junior class with Moto2 which obviously have a Triumph engine and their own chassis or in any case derived from something already on the grid (Kalex, mainly), here are other big names.

Ducati, but especially Suzuki, these are the rumors, could be be ready to enter Moto2 starting from 2023 but given the type of commitment someone could do it even earlier ..
Suzuki, in particular, would already be far ahead in the negotiations, having an open channel with the Aspar team to complete the operation even if Aspar seems to have chosen Gas Gas already.

The big change, which could take place as early as 2023, is actually a small one.
It is not a question of designing new motorbikes or of really bringing manufacturers into a championship that have never raced, but only of widening the grid or, even, if it is believed that the number of motorcycles currently cleared is sufficient, injecting a couple of brands in existing teams.

Once the rumor is cleared, it’s time to understand why all this. That is what exactly can be used, to call Ducati or Suzuki of the Triumph-powered Kalex.

The first reason is related to the market. For a manufacturer it is much easier and cheaper to set up a team (or even to call an existing team by its name), than to pay millions to have riders already under contract with other teams such as KTM or Yamaha, which instead have the their top riders on a track since the junior classes. KTM and Team Asia are teaching that riders need to be signed up when the’re still junior and this is demonstrated by the fact that KTM has the best rookies available automatically for next year, so much so that they don’t know where to place them.

The second reason is related to the Brand.
Of the current audience, only a small percentage are aware that a class that struggles to get mainstream attention, is using bikes with a Triumph engine and either a Kalex or Boscoscuro chassis.

The bikes are called by the name of the team, or of the sponsor. The stoned press does the rest. Asleep on financial and political macro-themes and busy as it is just raking in clicks with distorted statements, factoids, desires and hopes of the darling of the moment, press would certainly not spend its days repeating that the Ducati Moto2s are not really Ducati’s, as indeed they are not currently doing it, not even for MV or KTM.
The press, and it is now well known, even in the case of so-called specialized sites, is only interested in mass clicking and the latter is certainly not achieved with those that are considered as technicalities by housewives and kids.
Already there is to survive the retirement of Valentino. There’s no place for anti-click details.
And Dorna is happy to do the bad copy of F1, so this would be enough to get everything back.