L’unico vero bersaglio mancato da Honda nel 2022!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Honda che, in realtà, nel 2022 ha mancato solo un bersaglio fra quelli che avrebbe voluto centrare!

 

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Capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate. Da dove vogliamo cominciare?

Questo è il primo di tre video/articoli che parleranno delle chiavi di lettura senza senso su Honda, Yamaha e Ducati, buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.

Parliamo di Honda e delle sue difficoltà, della tragedia che vive, per non vincere, dei malumori, etc. Marquez smette, se ne vuole andare, c’è un malcontento totale, etc. E poi alla fine vi do l’unico vero bersaglio mancato del 2022-2023.

Parliamo di Honda
Chiunque corre, corre per vincere. Sono sicuro che Pol Espargaro sia scontento, ovviamente perchè ha fatto un brutto campionato. Sono convinto che Bradl sia insoddisfatto perché guadagna poco ma per tutto il resto credo che contento di quello che fa e del fatto che ha una moto su cui sedersi.
E guardate un po’ sono anche convinto che Marc Marquez da un lato sia deluso della sua prestazione e dall’altro sia carico per il 2023 seppur con qualche dubbio.
Sono ovvietà che scrive chi non ha altro da dire.

Ma Honda, che problemi può avere oltre al fatto che da qualche anno non vince? E soprattutto, è davvero un problema?
Mi sembra evidente che le corse di fanno per vincerle ma può anche capitare che non succeda.
Honda ha vinto tantissimo e per anni si è alternata a Yamaha nella spartizione dei mondiali. Honda-Yamaha, Honda-Yamaha, con qualche altra breve parentesi.
Ma tenete conto che è anche giusto, è anche statistica, che a volte questo duopolio sia interrotto e vincano altri, come Suzuki o Ducati.

Una persona normale veramente pensa che Honda si aspetti di vincere ogni anno? L’anomalia non è se Honda e Yamaha non vincono ma se non vincono mai gli altri. E’ arrivato il turno di Suzuki, è tornata alla vittoria anche Ducati. Vedrete che il meccanismo consentirà anche a KTM e Aprilia di prendersi delle soddisfazioni. E’ questa la normalità, non che vinca sempre uno.

Qualcuno dirà che il problema di Honda, senza vittoria del mondiale, è quello di non aver vinto nemmeno una gara.
Sicuramente è brutto ma pensate che Honda non se ne sia accorta? Sappiamo tutti da cosa dipende. Dalla salute di Marquez. Ecco l’unica cosa di cui Honda si deve preoccupare. Ed è anche l’unica cosa che non dipende, non più, da Honda.
Honda per anni ha vinto PRATICAMENTE grazie a Marquez e ne è consapevole. Negli ultimi anni non ha vinto perché Marquez non era in salute, e ne è consapevole. Ci sarà sicuramente un allarme tecnico ma non è sicuramente dell’entità di cui ci vogliono far credere.

Honda si ritira, Honda lascia, Honda vuole cambiare le cose, sono solo affermazioni di chi non ha capito quale sia la visione globale di Honda e quanto conti Honda nello scenario mondiale.

Per Honda le corse non sono importanti come possono esserlo per Ducati. A Honda non interessa solo vincere. A Honda interessa ANCHE VINCERE.

Vi dico qual è la più grossa preoccupazione INDUSTRIALE di Honda.
L’elettrico. Deve svilupparlo ma anche controllarlo per poter continuare a dominare nei mercati in cui è presente. E’ questa cosa la può fare solo in un modo: con i biocarburanti. E questo percorso continua con Repsol fino a che Repsol non passerà definitivamente come annunciato alle energie rinnovabili. I carburanti alternativi si sviluppano in gara. Per questo Honda HRC, a partire dal campionato giapponese, lavorerà su questo. Se potrà farà in modo che si utilizzino anche in MotoGP e Superbike.

E adesso vi dico qual è la più grossa preoccupazione sportiva di Honda HRC in MotoGP.
Sviluppare una moto mediamente competitiva per fare in modo che Marquez o il suo successore ci metta del suo per vincere. Se può.

Marquez o il suo successore e qui arriva la news.
Mir è un ripiego. Volete sapere come mai l’ingaggio di Mir, che pure era a piedi, è stato così complicato nonostante Mir non avesse grosse chance? Non per colpa di Mir. Perché l’obiettivo non era Mir.
L’obiettivo 2023 era Pedro Acosta. Ma visto che ancora non sbarca in MotoGP, sono tutti tranquilli. Vedrete cosa succederà quando la sua situazione si sbloccherà.

Questa la mia fotografia sulla situazione di Honda. Che ne pensate?
La cosa più importante non è cercare le news dove non ci sono ma ragionare e guardare un po’ più in là. Lo fanno le aziende, dovremmo farlo anche noi.

KTM e SpeedUP (Boscoscuro). Storia d’amore o acquisizione per tornare in Moto2?

Vi racconto la storia di Davide (SpeedUP/Boscoscuro) e Golia (KTM) con finale alternativo. Diventano amici invece di prendersi a sassate

 

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Da una notizia che non ho tirato fuori io ma l’unico sito che poteva farlo, ovvero Speedweek, che praticamente è KTM Redbull, sono partito con alcune indagini, valutazioni, ho fatto le mie ricerche e quindi posso ipotizzare quanto segue.

KTM sta per fare un’altra “collaborazione”. Le acquisizioni si chiamano così perché altrimenti poi la gente si offende. KTM sta per collaborarsi dentro Boscoscuro (Speed UP, per chi le conosce ancora così). Boscoscuro non si offenderà perché è una persona intelligente, una delle persone che io stimo di più nel motociclismo. Da lontano, perché non lo conosco.

Vi racconto una breve storia.
KTM faceva la moto2, poi nel 2019 ha mollato.

I team KTM sono tornati sulle Kalex (AJO) e sulle Moto3 di KTM (Tech3).

Pierer Mobility adesso è in Moto2 con 3 marchi.
Nessuno a questi livelli. KTM, GASGAS e Husqvarna.

Eppure, nessuno di questi è un marchio KTM. Tutti usano Kalex.
KTM di fatto in Moto2 non è un costruttore.
Può vincere tutti i titoli tranne quello.

Invece la small factory Boscoscuro cpn SpeedUP  eccome se lo è. E vince anche le gare.

Pierer lo ha confermato a Speedweek.
“Passo dopo passo, abbiamo stabilito tutti e tre i marchi nel Campionato del Mondo Moto2″
“Ora abbiamo trovato una soluzione pulita in entrambe le classi con il team Intact e Peter Öttl per Husqvarna. Questo ci mette in una posizione pulita con Husqvarna nel Campionato del Mondo. Allo stesso tempo, Luca Boscoscuro è un produttore e proprietario di un team che fa un lavoro serio ed è competitivo, senza dubbio. Il nostro direttore del motorsport, Pit Beirer, sta negoziando con lui”.

Fonte Speedweek perché io sono uno che cita le fonti.

Vediamo cosa dice Pierer.
O meglio, chissà cosa pensa dopo che ha mollato la Moto2 perché costava quasi come una MotoGP dato che se costruisci tu i telai in Moto2 il gioco ti costa 3-4 milioni l’anno, e adesso si trova a spendere cifre non troppo lontane con le Kalex rimanendo senza niente in mano.

A KTM servono i telai, a Boscoscuro serve tutto il resto a partire da finanziamenti. Quindi a KTM e Boscoscuro si incastrano benissimo.
E la bravura di Boscoscuro è dimostrata da Lopez e Aldeguer.

Poi c’è la faccenda di WP e questa ve la spiego io insieme a tutta la faccenda Kalex!

Vi dico una cosa. Sui contratti Kalex ci sono scritte un sacco di cose. Una di questa è che non si possono assolutamente usare sospensioni WP (azienda di KTM). L’altra, non scritta ma vera, è che nel box non ci possono essere tecnici KTM.

E poi c’è un problema di soldi.
Kalex in Moto2 è praticamente un monopolio.
Quando hai un monopolio, il prezzo lo fai tu.
Però non fai solo il prezzo. Fai anche il catalogo delle racing parts.

Se sei un cliente Kalex devi comprare gli aggiornamenti Kalex. La dico meglio: se Kalex fa gli aggiornamenti e vuoi stare davanti, li devi comprare.

Kalex ogni anno tira fuori telai, forcelloni e tu spendi milioni. Spendi meno che se li sviluppassi tu, ma non è mai roba tua e corri in un monomarca. Ti ammazzi per diventare fornitore in MotoGP e Moto3 e poi in Moto2 sei un cliente che non può usare la sua azienda di sospensioni e quindi questa perde soldi e un’occasione per sviluppare.

Ecco cosa fa KTM, secondo me.
1) Mette le mani su Speed UP Boscoscuro
2) Investe denaro
3) Ci mette le sospensioni WP

RUMOR n1: WP STA GIA’ LAVORANDO SU SOSPENSIONI Moto2.

Come sarebbe una Boscoscuro con le WP? Vediamolo qui!

Ma KTM l’ha decisa da sola, questa mossa?
Quasi. Sembra ci sia stato un meeting in cui molti team Moto2 si sono lamentati dei costi sempre crescenti di Kalex che in quanto monopolista decide i prezzi e decide gli aggiornamenti.
L’unica che può fare qualcosa in questo ambito è KTM. Ok, KTM e Boscoscuro. Davide e Golia.

Rumor n2: la tentazione di far provare le Boscoscuro agli altri “clienti” KTM c’era già nel 2022.
La tentazione aveva causato un tentativo, poi non andato a buon fine.
Nel 2023 succederà anche questo.

 

 

Petrucci, perché lo hai fatto?

C’era già stata l’anticipazione di Misterhelmet poi era emersa anche nell’intervista che avevamo fatto in cui era evidente che fra MotoAmerica e Superbike, avrebbe scelto Superbike. E così alla fine è stato.
Ma ci sono retroscena? Le motivazioni quali sono? Tecniche? Soldi? Personali?

 

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Petrucci, nonostante potesse scegliere solo Ducati, fra Ducati MotoAmerica e Ducati Superbike, è riuscito a fare uno sgarbo a Ducati stessa.
Paolo Ciabatti, direttore Sportivo Ducati parlando a nome della sua azienda diceva:
“Nel mondiale Superbike abbiamo Bautista, Rinaldi e Bassani per vincere e salire sul podio. non ci serve un altro pilota che dimostri quanto sia competitiva la Ducati”.
Curioso notare che non è stato nominato né il team Barni, né il team Go Eleven, che pure sono partner da molti anni. Non fanno parte dei piani.

Poi continuava Ciabatti dando un’ulteriore “indicazione”.
“Stiamo solo mettendo sul tavolo quelle che possiamo fare per lui negli Stati Uniti”
Ed era evidentemente convinto Ciabatti, di avere delle carte da giocare, perché alla fine chiudeva con
“secondo me sceglierà gli Stati Uniti”.
Ducati parlava chiaro: In superbike non ci servi, abbiamo i nostri piani. Se vieni in Superbike, ce li rovini.
In America, invece, il piano sei tu. Se non ci vai, ci crei problemi.
E infatti adesso a Ducati toccherà probabilmente promuovere Josh Herrin, campione della Supersport.

Ducati voleva Petrucci in America, Il MotoAmerica voleva Petrucci lì, ma nessuno si chiedeva cosa volesse Danilo e quali fossero le sue aspettative. Come al solito.
Ma soprattutto perché se Petrucci era il piano di Ducati nel MotoAmerica, non ci è andato?

La verità è che Petrucci, stanco di fare il sostituto e il pilota last minute dei progetti last minute, sente di dover fare il mondiale e soprattutto capisce la pericolosità di correre un altro MotoAmerica senza essere in condizioni di vincerlo.
Infatti nell’intervista a Misterhelmet che trovate qui, dice: Se vinco il MotoAmerica, ok. Ma se non lo vinco, come ci torno al Mondiale?
Questo perché se il team Barni è un team che non può garantirgli la vittoria del titolo (non per colpa sua ma perché è un team privato), è altrettanto evidente che non vincere al secondo tentativo il MotoAmerica contro piloti che in Europa prendono schiaffoni, sarebbe il colpo di grazia alla carriera.
E’ per questo che non ci è andato. Ma perché non è in grado di vincerlo? Perché Ducati dice tante belle cose ma non ha in USA un team adeguato e non ha fatto, per la Panigale, uno sviluppo adeguato su gomme Dunlop. Lo spiega bene Petrucci a Misterhelmet.

E quindi Petrucci prende l’ultimo treno disponibile per il mondiale anche se sa che in Ducati non lo vogliono e anche se sa che non ha la moto per vincere.
Sale sul treno al volo sull’ultima carrozza con l’idea di camminare e arrivare in prima classe.
Se Bassani guarda alla moto di Rinaldi, Petrucci guarda alla moto di Bautista che nel 2024 avrà 40anni mentre Petrucci ne avrà 34. Petrucci-Bassani potrebbe essere il team del futuro. Ed è il motivo per il quale, sia Bassani che Petrucci hanno rinunciato a più soldi per fare le cose giuste. Nel caso di Petrucci, il doppio dell’ingaggio che arrivava per guidare una moto inadatta e vivere in Hotel invece che una moto buona e vivere a casa sua.

Contento Petrucci, contenti i tifosi e, soprattutto, contenta Dorna che ha un altro nome di cartello. Tutti contenti tranne Ducati che potrebbe essere costretta a scoprire che la moto con cui ha vinto un mondiale può essere guidata bene anche da un altro. Per di più italiano. E ce lo avevano in casa da anni.
E’ così brutto? Io certi malumori non li capisco. E’ proprio vero che, quando non hai problemi, finisce che te li crei.

 

Superbike, Australia, G2: Bautista chiude una doppietta davanti a Rea e Lowes. Red Flag!

Bautista chiude il suo mondiale con una doppietta davanti a Rea, Lowes, Razgatlioglu, Locatelli, Redding, Rinaldi, Oettl, Nagashima, Baz.

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L’ultima gara del mondiale Superbike a Phillip Island  è un contenitore di elementi ma non di emozioni.
C’è tutto: la doppietta di Bautista che porta a casa la Superpole Race e Gara2, il segnale di Rea e Kawasaki (c’è anche Lowes) che non sono domati, una Yamaha in declino, un Rinaldi che fa discutere perché è troppo lontano dal suo compagno di squadra, e una bandiera rossa che arricchisce le emozioni. Laverty al centro medico e news da attendere fiduciosi.
Ci sono anche una BMW che con Redding fa credere di poter fare qualcosa di buono oltre ad un Nagashima che come risultato però fa come Lecuona e Vierge, quando questi ci sono e non si stendono.
Quindi di nuovo niente, perché i protagonisti sono sempre i soliti tre e i loro compagni di squadra compaiono di rado, troppo spesso impegnati a rientrare nei 10.
Cosa ha da offrire la Superbike dal punto di vista delle emozioni pure? Un duello a tre e basta. E niente fa pensare che l’anno prossimo le cose possano andare diversamente!

Superbike, Australia, G1: Rea rompe il digiuno, davanti a Razgatlioglu! Sorpresa Smith!

Rea, Razgatlioglu, Lowes, Locatelli, Bautista, Gerloff, Bassani, Vierge, Baz, Nagashima a chiudere i 10 con la sorpresa Smith 12° alle spalle di Rinaldi. Una gara d’altri tempi, nel bene e nel male!

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A Phillip Island va in scena la penultima gara vera (la Superpole Race, perdonatemi, non lo è) del Mondiale Superbike 2022 con titolo già assegnato ma con ancora dei conti da regolare in classifica e dal punto di vista del morale.

A Bautista una Superpole mostruosa, sengno di una superiorità che sembra confermarsi anche sul bagnato ma solo per i primi giri. Poi lo spagnolo appare appannato e appagato e lascia che siano altri a lottare per quello che conta. Da parte sua solo qualche sprazzo per il pubblico e per fingere di crederci.
A lottarsela sono Rea, a digiuno da troppo tempo, e Razgatlioglu, rancoroso come non mai, come avesse perso un titolo per un capello e non per due palate di punti.

Nel mezzo la pioggia che aumenta e poi smette, unita ad un sole che costringe tutti al balletto del cambio gomme.
Una danza che coinvolge tutti tranne i più ostili, fra cui spiccano Scott Redding, ostinato, e lo sappiamo, e Kyle Smith, pilota di Pedercini che decide di non cambiare le gomme e chiude dodicesimo dopo essere partito ultimissimo fuori dal tempo di qualifica di un’esagerazione.
Il britannico si fa qualche giro in testa e capisce, romanticamente e cocciutamente, che va bene e gli conviene così.
E’ la chiave della gara, dove emerge una Superbike che non esiste più se non oggi e che ormai vede seconde guide ufficiali e piloti da ingaggi veri prendere una lezione così.
Leggete l’ordine di arrivo. La gara, non è molto di più.

 

 

MV Agusta vuole TAPPARE LA BOCCA a MISTERHELMET!

MV Agusta vuole che io stia ZITTO e mi ha fatto scrivere dagli avvocati per togliere i miei articoli dal web!
MV Agusta vuole limitare la libertà di informazione senza spiegare per quale motivo gli articoli di Misterhelmet dovrebbero essere tolti dal web. Lo ordina e basta.

 


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Andiamo ai fatti con un velocissimo riepilogo.
Il giorno 30 ottobre ho scritto un articolo con video in cui anticipavo l’accordo fra KTM e MV Agusta.  30 ottobre. Ecco il pezzo.

Molti hanno ripreso la notizia, altri copiato, ok. Solite storie.

Il 1° novembre sono uscito con un secondo articolo e video in cui ho inserito ulteriori elementi con dettagli e mie impressioni, anticipando quello che secondo me sarebbe successo. 1° novembre, occhio.

Il pomeriggio del 3 novembre è finalmente uscita la notizia che io avevo anticipato il 30 ottobre, ovvero quella dell’accordo fra KTM ed MV con le percentuali da me anticipate. 5 giorni dopo.

Ecco il comunicato.

Il giorno dopo, il 4 novembre, sono uscito con il terzo articolo con video.

Nell’articolo riportavo la notizia, alcuni dati, parlavo della situazione di MV e di alcuni nomi in uscita. Facevo poi quella che si chiama un’ipotesi evolutiva sulla situazione che si sarebbe potuta delineare. Ricordate: 4 novembre.

Passato qualche giorno in cui ho raccolto informazioni e dati finanziari dalle mie fonti in Italia e in Austria, il 12 novembre sono uscito con il mio quarto pezzo.

Questo articolo con video ha suscitato un po’ di attenzione. Ho inserito un po’ di numeri relativi ai debiti e alla situazione aziendale e finanziaria di MV, ai valori in campo, ad un po’ di compensi delle varie figure aziendali, fino ad aggiungere delle news e delle voci, chiaramente evidenziate come tali.

3 cose sono importanti di questo articolo.

La prima è aver delineato la possibile strategia della famiglia Sardarov, quella di aumentare il capitale per mantenere le quote.

La seconda quella di aver anticipato due nomi di dirigenti KTM che sarebbero entrati nel board MV Agusta.

La terza, quella di aver fatto il nome di un ipotetico presidente di MV Agusta.

O mi so procurare le informazioni o sono un indovino. Nel frattempo, dopo 14 giorni, nessuna richiesta di precisazione o smentita è mai arrivata né da MV Agusta né da KTM. NESSUNA.

Il giorno martedì 15 novembre, sapendo dell’imminente firma della lettera di intenti (Che poi è avvenuta) per l’aumento del capitale, invece di scrivere un altro pezzo, ho scritto alla Signora Alessia Riboni, capo della comunicazione di MV Agusta tramite Whatsapp.

“Buongiorno Sig.ra Riboni, sono Gianluigi Ragno, del sito Misterhelmet. Non so se mi conosce e se ha letto i miei articoli. Nel caso non lo abbia fatto, glieli posso mandare.
So che oggi c’è una firma importante. Sarebbe possibile avere un’intervista con il Sig. Sardarov, magari nel pomeriggio?”

Ero a conoscenza che MV e KTM stavano firmando la lettera di intenti e quindi ho voluto offrire ad MV la possibilità di fornire una propria versione dei fatti o eventualmente di smentire quanto da me scritto. Mi sembra una dimostrazione di disponibilità e correttezza.

La signora Alessia Riboni, responsabile comunicazione MV Agusta, mi ha risposto così:

“Buongiorno Gianluigi, più tardi il nostro legale interno Le risponderà.”

Mi chiama Gianluigi perché evidentemente sente una certa confidenza anche se io personalmente non mi ricordo di avergliela mai data, ma ok.
Il giorno dopo il legale interno, l’avvocato Paolo Neroni, mi ha scritto intimandomi di rimuovere tutti gli articoli e i video inerenti MV Agusta.

L’avvocato Paolo Neroni non ha chiesto una smentita o una rettifica. L’avvocato Paolo Neroni non ha specificato cosa avrei dovuto rimuovere. L’avvocato Paolo Neroni ha chiesto di rimuovere tutto. Tutto quello che parla di MV sul mio sito Tutto quanto.

Ecco la lettera che tutti volevate vedere.

30 minuti dopo aver ricevuto la comunicazione dell’avvocato Neroni ho visto un comunicato di MV Agusta in cui, guardate un po’, annunciavano due cose che avevo scritto sarebbero successe nell’articolo del 12 novembre. 4 giorni prima. Faccio presente che Misterhelmet è stato rimosso dalla mailing list di MV Agusta perché magari pensano che non ricevendo i comunicati, non sono in grado di scrivere articoli, non lo so.  Di nuovo Misterhelmet il sensitivo

Guardiamo insieme la comunicazione e scopriamo che c’è una ricapitalizzazione e io lo avevo scritto qui e che 2 persone di KTM entrano in MV. Cosa che avevo scritto indicando anche nomi, cognomi e ruoli aziendali in KTM, avendolo scritto nello stesso articolo. Quindi ho diciamo “indovinato” un’altra volta.

Quindi mi chiedo:
Quali articoli devo togliere se le cose che ho scritto in anticipo si sono tutte verificate? Se ce n’è qualcuna non vera, perché non mi viene indicata né dalla signora Alessia Riboni né dall’avvocato Paolo Neroni?

Non è che per caso il signor Timur Sardarov si dimentica di non essere più in Russia e per qualche motivo che io non so, pensa di essere Putin?

Io non cancello niente.
E da questo momento garantisco il massimo impegno a scrivere tutto quello che so, tutto quello che penso e tutto quello che voglio su questa vicenda che riguarda KTM ed MV Agusta.

Denuncerò tutti i tentativi di intimidazione e di ridurmi al silenzio.
Con buona pace dell’oligarca Sardarov, dell’Avvocato Neroni e della Signora Riboni, anzi Alessia, visto che siamo in confidenza.

MV Agusta wants to SHUT DOWN MISTERHELMET’S MOUTH!

MV Agusta wants me to keep QUIET and has had lawyers write to me to take my articles off the web!
MV Agusta wants to restrict freedom of information without explaining why Misterhelmet’s articles should be taken off the web.
They just order it. 

 


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Watch video with subtitles in 13 languages!

Let’s go to the facts with a very quick summary.
On October 30th I wrote an article with video in which I anticipated the agreement between KTM and MV Agusta.  October 30th. Here’s the piece. Many picked up on the news, others copied it, OK. Usual stories.

 

On November 1st I launched a second article and video in which I included further elements with details and my impressions, anticipating what I thought would happen. November 1st, watch out.

On the afternoon of November 3rd, the news finally came out that I had anticipated on October 30th, that of the agreement between KTM and MV with the percentages I had anticipated. 5 days later.

Here’s the press release.

The next day, November 4th, I published the third article with video.

 

In the article I reported the news, some data, talked about MV’s situation and some names coming out. I then made what is called an evolutionary hypothesis on the situation that might have emerged.
Remember: November 4th.

After a few days in which I gathered information and financial data from my sources in Italy and Austria, I came out with my fourth piece on November 12th.
This article with the video has attracted some attention. I have included a few numbers relating to MV’s debts and corporate and financial situation, values in the field, a bit of compensation for the various company figures, and even added some news and items, clearly highlighted as such.

Three things are important about this article:

The first is to have outlined the possible strategy of the Sardarov family, that of increasing capital to maintain shares.
The second is to have anticipated two names of KTM executives who would join the MV Agusta board.
The third, that of having mentioned the name of a hypothetical president of MV Agusta.

Either I can get the information or I’m a fortune teller. Meanwhile, after 14 days, no request for clarification or denial has ever come from either MV Agusta or KTM. NONE.

On Tuesday November 15th, knowing of the imminent signing of the letter of intent (which then took place) for the capital increase, instead of writing another piece, I wrote to Ms. Alessia Riboni, head of communications at MV Agusta via WhatsApp.

“Good morning Ms. Riboni, I’m Gianluigi Ragno, from the Misterhelmet website. I don’t know if you know me and if you have read my articles. In case you haven’t, I can send them to you.
I know there is an important signing today. Would it be possible to have an interview with Mr. Sardarov, perhaps in the afternoon?”

I was aware that MV and KTM were signing the letter of intent and so I wanted to offer MV the chance to give their own version of the facts or possibly deny what I had written. It seems to me a demonstration of willingness and fairness.

Ms. Alessia Riboni, MV Agusta communications manager, replied to me as follows:

“Good morning Gianluigi, our in-house lawyer will reply to you later.”

She calls me Gianluigi because she evidently feels a certain confidence even if I personally don’t remember ever giving her one, but OK.
The next day the in-house lawyer, Paolo Neroni, wrote to me ordering me to remove all articles and videos concerning MV Agusta.

The lawyer, Paolo Neroni, did not ask for a denial or rectification. He, Paolo Neroni, did not specify what I should remove. Paolo Neroni asked for everything to be removed. Everything about MV on my site. Everything.

Here is the letter you all wanted to see:

 

 

30 minutes after receiving the communication from lawyer Neroni, I saw a press release from MV Agusta in which, look, they announced two things that I had written would happen in the article of November 12th. 4 days earlier. I point out that Misterhelmet has been removed from MV Agusta’s mailing list because maybe they think that since they don’t receive the press releases, they are unable to write articles, I don’t know.
Misterhelmet, the mentalist, again.

 

 

We look at the communications together and find that there is a recapitalisation and I had written it here that 2 people from KTM are joining MV. Which I had also written with names, surnames and company roles in KTM.

 So I kind of ‘guessed’ again.

 So I wonder:

Which articles should I remove if the things I wrote in advance have all occurred? If there is any that is not true, why is it not pointed out to me by either Ms. Alessia Riboni or the lawyer Paolo Neroni?


Is it not by chance that Mr. Timur Sardarov forgets that he is no longer in Russia and for some reason that I do not know, thinks he is Putin?


I don’t delete anything.

And from this moment on I am going to write everything I know, everything I think and everything I want about this affair involving KTM and MV Agusta.

I will denounce all attempts to intimidate and silence me.

 With peace of mind to oligarch Sardarov, lawyer Neroni and Ms. Riboni, or rather Alessia, since we’re on friendly terms.

Un po’ di figa, qua? Una questione seria

Fa ridere questo video in allegato, per come inizia. Un’uscita di altri tempi, fatta da un personaggio, Gianni Giudici che chi lo conosce sa quanto sia fuori dalle righe. Con modi spicci chiedeva un po’ di colore per il podio. Erano altri tempi. Si facevano un sacco di cose senza pensare. Nel bene e nel male. Ma anche meno seghe mentali. Sentite che poesia!
Però la questione è seria, davvero. e non si può ridurla a semplice desiderio di figa.


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Tutti noi abbiamo fra i nostri amici quello fissato, che parla sempre di figa, non ha nient’altro in testa.Quello che manda solo donne e i filmatini su Whatsapp, che parla solo di quello. Tutto il tempo. Monotematico.
Simpatico, però, dopo un po’, uno pensa sia malato. E non va bene. E’ un problema. Perché tratta le donne come oggetti e l’aspetto sessuale passivo come parte principale della vita che non è solo quello e soprattutto della donna, che è molto di più del suo involucro. Poi c’è invece quello che ti fa paura per il motivo opposto. Non ne parla mai, che sembra quasi spaventato, inibito, quasi fobico, al contrario. Quello che è infastidito da tutto quello che è inerente a quella sfera.
Due che si baciano, una ragazza che va in giro scollata, troppo disinibita. E non va bene nemmeno quello. Altro problema.Su questa base dobbiamo parlare della novità del racing, ovvero del fatto che dal 2023 nelle corse di motociclismo vogliono togliere le ombrelline. E vista così, superando il commento maschilista da motociclista intutato con la birra in mano o da ragazzetto bimbominkia che va a EICMA nella speranza di strofinarsi sulle modelle, SEMBREREBBE ache una cosa giusta ed evoluta. E invece è un problema.Se la necessità è evolversi. Allora è giusto smettere di strumentalizzare la donna. Se non vuole. E di questo ne possiamo parlare. E’ giusto e dovremmo anche crescere.

Però dovrebbero iniziare i giornali che sono ancora degli insuperabili morti di fica con i loro video sulle ragazze di EICMA o della Motogp fatti apposta per fomentare quattro allupati come loro e raccogliere qualche click.

Ultimamente per fare meno la figura da poveretti ci hanno aggiunto una notizia tipo: guardate quanto si guadagna a fare la hostess e roba simile.  Rimanete dei disperati acchiappa click che vi rivolgete alla peggiore ricotta del web.
Il problema che mentre il pubblico non ha colpe, perché certe se le trova davanti, la stampa una colpa ce l’ha, perché certe schifezze, le produce.

Ma allora a Misterhelmet non piacciono le ragazze?
Certo che sì, ma le preferisco come parte del contesto, non come ragione del contesto stesso. Un contesto è fatto di diversi elementi armonizzati fra loro, non di esasperazioni che non stanno insieme.

La chiave è il contesto.
Parliamo del contesto racing e apro google cercando MOTOGP PADDOCK su google. E’ fatto di rumore, di colore, di sponsor, di puzza di benzina, di pneumatici bruciati, di ragazze con l’ombrellino. Ed è l’applicazione di quello che ama e del modo in cui vive il suo pubblico dei motori.
E’ un insieme, incomprensibile per chi non è interessato, ma perfetto per chi ama un determinato mondo. Guardate. C’è di tutto e una foto ogni tanto parla di girls. Fra l’altro molte è Dorna a inserirle. Spesso proprio le più audaci.

Andate ad una fiera di body Building, BODYBUILDING EXPO trovate un certo tipo di persone e cose per voi incomprensibili. Ad una fiera delle armi da fuoco, WEAPONS FAIR altri tipi di persone e altre esagerazioni che magari non riuscite a condividere.
Ad una fiera del sesso SEX FAIR trovate donne nude, falli di gomma, signorine aperte a compasso etc.

Ad un evento racing trovate quello che abbiamo detto sopra. Ad ognuno il suo contesto.

In nome dell’educazione e della crescita morale ed etica dal racing ci hanno tolto gli alcoolici, NASTRO AZZURRO ci hanno tolto il tabacco, MOTOGP TOBACCO  ci vogliono togliere il rumore, la puzza di benzina… e magari un giorno le gomme bruciate. Tutte cose che “in teoria” fanno male e sono diseducative. Ma chi lo ha deciso? Però gli energy drink fanno bene MOTOGP ENERGY DRINK SPONSOR. Fino a quando non decideranno che non è così. E sono etiche anche le cryptovalute, lasciamo perdere.

Io questa cosa non la capisco. A casa mia ci sono sempre state 200 bottiglie di liquore perché avevamo ospiti, ma io non ho mai bevuto. Idem per il tabacco. Ho iniziato a fumare il sigaro a 30 anni. Ma non importa.

VUOL DIRE CHE E’ UNA QUESTIONE PERSONALE
E BISOGNA EDUCARE LE PERSONE, NON PROIBIRE LE COSE.

Il problema è questo. Se volete togliere le ragazze e tutto il resto in nome di una evoluzione che non si capisce. Siete dei bacchettoni bigotti. Insegnate a rispettare le donne. non a farle sparire.

Ma la verità è che Dorna toglie le ragazze perché è una organizzazione di sottoni sottomessi che vuole ridurre il racing ad una cosa fatta di social, puttanate, influencer, nella speranza sfigatissima di sostituire il suo pubblico. E nella speranza di compiacere gli stati canaglia in cui va a correre.

La verità è che Dorna un’azienda disperata, alla canna del gas, fatta di conflitti di interesse e gestita come un minimarket con il padre al bancone del pane, la madre alla cassa e il figlio ai salumi, ed è messa completamente doggy style nei confronti di tutte le dittature dove va a correre. E nelle dittature, conta l’apparenza. Non si può bere alcool e dobbiamo bere quella schifezza alla rosa però si fanno sparire quelli che non sono d’accordo. Le umbrella girls non vanno bene perché la donna deve essere rispettata però la rispetti tutta infagottata come un burrito che non può guidare, DONNA ISLAM  non può votare e non può avere un conto in banca, e ci si mette a posto così.

Dorna è disposta a tutto, anche a smentire il suo stesso contesto storico.

Le girls devono sparire in nome della modernità ma a capo della Safety commission Ezpeleta ci mette il nipote e poi si va a correre in certe nazioni di merda dove se bevi una birra ti arrestano.

Io voglio gli alcoolici per decidere di berli o non berli.
Voglio fumare o non fumare
Voglio due ragazze con le mammelle gonfie per guardarle o non guardarle.
E anche due coi baffi che si baciano. MUSTACHE Sono fatti loro. Voglio decidere io cosa fare. Voglio scegliere. Voglio anche gli ombrellini maschi bonazzi perché le donne li guardino. OMBRELLINI MASCHI
Fa bene la Carrasco.
Voglio poter comprare le patatine al gusto fica! PATATINE GUSTO FICA

E non voglio correre nei posti di merda dove si violano i diritti umani. Questo non voglio. No due ragazze in costume, consenzienti, che spesso parlano più lingue dei giornalisti in sala stampa. Poi insegnerò io a mio nipote che una donna va rispettata e non è che solo perché è lì con un ombrello la puoi palpeggiare o darle della troia.

Chi non vuole l’alcool, il tabacco, le ragazze, perché è un bigotto deve andare alla fiera degli abiti religiosi e sono tutti fatti suoi. Chi invece le vuole perché è un depravato, è un idiota spero che si vergogni.

Ma le persone normali hanno diritto di vivere il proprio contesto in maniera normale, moderata, senza paranoie in una direzione o nell’altra. I bambini devono essere preservati dagli orrori, non dalla figa.

Vi spiego in sintesi perché vanno difese le ombrelline:
Le ombrelline che non sono costrette da nessuno, sono l’ultimo baluardo del racing come contesto tradizionale. Il racing tutto intero.
Sono come il rumore dei motori, la puzza della benzina e delle gomme, le salsicce nel paddock.

Meno sponsor fasulli, piu figa
Meno moto che non fanno rumore, più figa
Meno vecchi di 90 anni vestiti da tirolesi, più figa.
Meno parenti incompetenti, più figa
Meno seghe mentali, più figa.
E anche meno seghe fisiche.

Difendo la figa.
Voglio la figa
Nessuno tocchi la figa.