A’ stato Gigi! Ecco cosa farà adesso!

Il megasuccesso di Ducati in MotoGP e Superbike, sul mercato e in pista ha tanti nomi ma il primo è il più corto di tutti. Insomma, per dirlo come nei peggiori bar: “A’ stato Gigi!


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Vi faccio un elenco:
Campionato mondiale piloti MotoGP con Bagnaia
Mondiale Costruttori MotoGP e Mondiale Team MotoGP
Best Independent Rider MotoGP Bastianini
Best Rookie MotoGP Bezzecchi

Passando alla SBK
Mondiale piloti Superbike: Bautista
Mondiale Costruttori Superbike
Best Independent Rider Superbike: Bassani
Per non parlare delle vittorie ai mondiali come independent team… e così via.

C’è poi da considerare che il Mondiale Supersport è stato viziato da un regolamento assurdo altrimenti le cose sarebbero potute andare diversamente. Magari il titolo piloti no, ma quello costruttori…

Poi aggiungiamo il titolo Piloti Motoamerica Supersport con Josh Herrin, unica Ducati in pista.
E c’è da considerare una mancata vittoria al Motoamerica Superbike per pochi punti con un Petrucci al debutto con un’unica moto in pista e nemmeno seguita al meglio. Poi  i campionati nazionali non li conto, perché non sono capace e poi non ne usciremmo più.
La verità è che voi potete anche pensare che tutto questo sia merito solo dei piloti, delle squadre, etc, ma questo è merito soprattutto delle moto e di un progetto strutturato che va avanti da anni.
E le moto sono merito di chi le guida ma soprattutto di chi le moto le fa e le fa fare… e poi le vende.
E non parlo di concessionari ma di chi le vende in pista a quelli che poi le fanno vendere.

Ducati è stata da sempre la scelta migliore per chi voleva correre ad alti livelli senza avere una moto ufficiale ma a tutto c’è sempre stato un limite nella disponibilità.
Ma io vi dico che è stato Gigi!
Dall’Igna ha portato a livelli esagerati quello che in Aprilia aveva solo iniziato a fare ma che non aveva potuto completare per limiti strutturali dell’azienda che aveva un reparto racing più piccolo.
Ovvero creare le condizioni perché questa politica fosse possibile, quindi allo stesso tempo vincente e diffusa. Una prassi, insomma.

E inoltre è sempre sempre riuscito a fare quello che ha voluto, con la sfacciataggine, si fa per dire, di dichiararlo prima. Come se il fatto che non fosse un segreto non costituisse un problema.

Considerate una cosa: le moto vincenti si vendono più facilmente ai clienti racing.
Ma le moto con tanti clienti racing diventano vincenti perché portano dati, conoscenza, skills, experience. E diventano un modo di correre, un way of racing.

E’ un circolo vizioso. Non solo il prodotto vincente si diffonde, ma il prodotto diffuso, alla fine, in un modo o nell’altro, vince.
Alla lunga, vince.

Poi è chiaro che non si vince sempre e soprattutto non si vince subito ma se c’è un progetto specifico e una attenzione specifica, alla fine si ottiene il risultato.

Ducati ha un progetto funzionante in Superbike che adesso è anche vincente.

Come in Superbike da sempre, anche in MotoGP Ducati è diventata vincente già prima di vincere, perché le sue moto sono da tempo la scellta migliore e da tempo le corse sono pagate abbondantemente dai clienti che sono così vincenti, vedi Bastianini, da rivaleggiare addirittura con il team factory che per fortuna ha vinto a sua volta, finalmente non solo le gare e il campionato costruttori ma quello piloti. Non c’è pubblicità migliore.Vincere il camionato piloti era importante ma Ducati aveva già vinto.

Le corse costano sempre meno a Ducati. Un caso unico. Anzi no. Un caso tedesco ma abbastanza raro nelle moto.

Ma la cosa bella di Dall’igna, è che più di tutti ha portato il racing a far vendere le moto di serie.
Ducati ha sempre fatto così ma adesso non sono le vendite a sostenere le corse, bensì il contrario. E lo faranno soprattutto in futuro. Volete sapere come?

Con il mondiale Moto E, in cui Ducati ha il monopolio. Ne verranno fuori le moto elettriche più credibili e più appetibili di sempre, da vendere anche agli smanettoni più ostinati perché saranno le uniche moto elettriche che fanno un mondiale. Anche chi non ha mai dato attenzione ad una moto elettrica, lo farà solo per il fatto che c’è scritto Ducati sopra. E Ducati si farà pagare da Dorna quello che Energica non è mai riuscita a farsi pagare. Ovvero la credibilità. L’azienda che ha vinto tutto in MotoGP e Superbike, adesso fa le moto elettriche. Non Energica, che non la conosceva nessuno e non aveva una track credibility motociclistica, ma Ducati, la Ferrari delle moto. Quale moto comprereste, voi?

Tutto merito di Gigi. Poi chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi o delle critiche, tipo quelle che vedono molta conoscenza volata a Bologna e molto stile lasciato a Noale in Aprilia, oppure alcune voci che vorrebbero Dall’Igna come facciata mentre molti progetti sono gestiti da altri, tipo la Superbike il cui responsabile è di fatto Zambenedetti, ma quello che conta è che Dall’igna abbia le doti del capo e sappia quindi delegare, e scegliere oltre a saper tirare fuori il meglio da ciascun collaboratore, qualcuno dice con modi anche n po’ hard, ma non importa. L’importante che funzioni. E accidenti se funziona.

La fortuna di Ducati è quella di avere gli uomini giusti nei posti giusti anche se a volte il voler fare troppo ha ritardato le cose.

Così come le ha rovinate il far pesare a uomini e mezzi chi comanda in modo un po’ troppo ruvido.
E’ un esempio la dichiarazione su Bautista. Mentre nel caso di Bagnaia si sono visti tutti gli aiuti di squadra che Ducati gli ha dato, nel caso di Bautista non è stato così. e la dichiarazione di dall’Igna smonta un titolo storico ottenuto dall’unico che ci era andato vicino e gliene si fa anche una colpa il non averlo vinto prima.

“Ho capito fin da subito che sarebbe stata un’annata diversa rispetto alla 2019. Alvaro era veloce come tre anni fa, ma questa volta si è rivelato molto più focalizzato e concentrato, evitando ogni minimo errore. Questo mix di cose mi ha permesso di capire che il 2022 sarebbe stato l’anno giusto per il Mondiale.”

Eppure nel 2019 Bautista era stato molto più forte dei suoi avversari, soprattutto all’inizio.

Vabé. Insomma Ducati è Gigicentrica, quando ci sono anche altri figure a meritare molto.
Ma è una dote anche questa, quella di prendersi sulla schiena tutta la baracca, nel bene e nel male.

E adesso vi dirò cosa ha in mente Gigi e quali saranno i prossimi risultati che cambieranno la storia del motociclismo racing.

L’idea n1 sarebbe quella di fare una moto3 ma questo forse non succederà perché ci sarebbe uno scontro diretto con KTM. E non è il momento.
Anche perché qualcuno dice che potrebbe essere la sua prossima destinazione.

Quindi quello che Gigi si accontenterà di fare, fra virgolette, secondo me, sarà di cambiare il futuro della classe regina. Una cosetta da poco.
Chiederà di introdurre e ottenere in gara la moto ibrida e questo sarà ottenuto attraverso l’accettazione di un’idea di Honda: i biocarburanti fatti insieme a Repsol.
Le due cose insieme, saranno il futuro.

Gigi Dall’Igna, come sempre, ci riuscirà.

Superbike, Mandalika, G2: Razgatlioglu fa tripletta ma Bautista fa la storia ed è campione Superbike! #TheReturn

A Mandalika in Gara2 Toprak è ancora più forte e chiude una tripetta. Ma in Superbike c’è un nuovo Re e si chiama Bautista. E’ lui a dare alla Panigale V4R il primo titolo della sua storia!


Misterhelmet Shop Razgatlioglu, Bautista, Rea, Locatelli, Bassani, Redding, Vierge, Gerloff, Lowes, Rinaldi a chiudere i 10.
E’ un’altra gara noiosa che vede lo strapotere di Toprak Razgatlioglu che fa, come ormai da tre giorni, quello che vuole, a suon di giri veloci fino a fine gara. Sarebbe una giornata uguale alle altre due se il risultato di gara, però, non desse anche un altro responso: quello di un nuovo re delle Superbike, tale Alvaro Bautista, che torna a vincere un mondiale dopo 16 anni (l’ultimo per lui in 125 nel 2006) ed a regalarne un altro a Ducati dopo 11, nell’anno d’oro di Bologna pigliatutto!
La gara non è di quelle da raccontare se non per un’altra batosta inflitta dallo spagnolo a Rea, come a chiarire che non è lui quello da battere e nemmeno l’attore co-protagonista. Il resto della corsa Bautista se lo fa tranquillo perché l’unico che può rovinargli la festa è già davanti e di più non può fare.
Signori, se c’è un mondiale meritato, è proprio questo. Un pilota di ritorno, criticatissimo per averne perso uno nel 2019 quando ce lo aveva fra le mani, lo ha vinto di forza senza giochi e giochini, dimostrando che è lui quello che serviva alla Ducati, e non solo la Ducati ad essere servita a lui. A Bologna lo hanno capito e sono venuti a rendergli omaggio nelle persone di Ciabatti e Dall’Igna, che a partire da domani dovranno anche difendere i “privilegi tecnici” della rossa dagli attacchi dei giapponesi che non ci stanno!
Bautista #TheReturnGuarda la Live della gara con Misterhelmet!

MV Agusta,troppi debiti: KTM al 32%! Sardarov CEO, Ponzellini presidente. Ma Suppo…

La due diligence vera e propria non è ancora iniziata ma KTM ha già trovato discordanze rispetto a quanto dichiarato da MV al momento dell’accordo. Con 15 milioni adesso controllerebbe il 32%.
Entrano in campo Luca Martin e Verena Schneglberger-Grossmann.

 


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Forse i lettori non lo hanno capito ma quella fra MV Agusta e KTM non è una collaborazione commerciale ma una scalata da parte di KTM.
Il 25,1% di MV Agusta è stato pagato solo 15 milioni di euro, quindi per gli austriaci la factory, già prima di guardarci dentro, non valeva molto di più. Adesso vale ancora meno.

Entrati in azienda, gli austriaci sarebbero rimasti delusi e in più avrebbero scoperto alcune cose che non gli sono piaciute. Lo raccontano direttamente le maestranze della produzione che fra l’altro sono a casa perché quest’ultima è bloccata.
E molti, a casa, rischiano di rimanerci.

La percentuale di KTM sarebbe salita al 32 con lo stesso importo versato, queste le voci, in virtù del fatto che dal punto di vista del magazzino, la realtà di quanto riscontrato non sarebbe corrispondente a quanto dichiarato in fase di firma.
Moto in meno, ricambi mancanti e così via. Insomma un bel casino.

Il rischio è che gli austriaci alla fine si portino via il 100% di MV per meno di 40 milioni contro i 190 investiti dalla famiglia Sardarov in questi anni e questo potrebbe accadere ancor prima di quanto scritto da Misterhelmet (fine 2024).

Come CEO, amministratore delegato, sarebbe in via di conferma Timur Sardarov, figlio di Rashid che mette i soldi o che almeno li ha messi fino ad ora. Il suo yacht è sequestrato, riportano i giornali, e gli ultimi soldi per MV si dice non arrivino più dall’Europa bensì dalle Cayman. Tornando a Timur, il suo contratto triennale come amministratore delegato varrebbe 3.6 milioni di euro, ossia 100mila euro al mese, il tutto con dipendenti che non prendono lo stipendio da settembre, 60 licenziamenti in programma subito e altri in step2.
La firma di questo accordo dovrebbe avvenire entro il 15 novembre perché ci sono gli stipendi da pagare e i soldi non ci sono.
Questo per non parlare di rumor che raccontano di irregolarità contributive per gli ultimi 3 anni, tanto che l’azienda sarebbe priva del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva con arretrati di circa 12 milioni di contributi non versati.

Se fosse vero è abbastanza anomalo che la magistratura non si sia ancora interessata alla faccenda, dato che un’azienda in Concordato, con ancora 8 milioni di euro da versare per chiuderlo, non potrebbe permettersi irregolarità di questo tipo.

Quello che KTM avrebbe scoperto, ancor prima di iniziare la due diligence vera e propria, sarebbe una situazione a dir poco critica.

17 milioni di euro li aspettano i fornitori.
8 milioni, lo abbiamo già detto, servono per chiudere il Concordato, quello che in USA si chiama Chapter Eleven.
12 milioni riguardano i contributi non corrisposti con le eventuali sanzioni che potrebbero arrivare.
50 milioni potrebbero essere aggiunti per un risarcimento chiesto da Loncin per una inadempienza di MV relativa ad una partnership non andata a buon fine per la realizzazione di moto di piccola cilindrata. Questi non sono debiti ma sono un rischio che va comunque messo a bilancio.
E’ poi in piedi anche la causa con Giovanni Castiglioni per l’utilizzo del marchio Cagiva, ancora ai preliminari, per la quale si prevedono quindi tempi abbastanza lunghi.
Castiglioni avanzerebbe, questi i rumors con cifre tutte da accertare, anche 9 milioni di euro fra compensi non pagati e le royalties per alcune versioni della F4 dedicata a Claudio Castiglioni.
La somma dei numeri appena elencati fa quasi 100 milioni.

E’ facile comprendere che i 15 milioni messi da KTM sono una goccia nel mare e che le incombenze e i rischi di MV sono ben superiori sia al 25,1% delle quote inizialmente pattuito, sia al 32% ipoteticamente raggiunto in questi giorni. Facendo conti grossolani, si va ben oltre il valore dell’azienda.

Ci sono inoltre altre situazioni che devono essere quantificate. Parliamo di costi di gestione magazzino e altre attività correlate, incluse la produzione delle moto. Per queste attività servono altri soldi perché se non hai moto da consegnare, non le puoi vendere o almeno non potresti.

Alcune voci che meritano di essere verificate riporterebbero un comportamento atipico da parte di MV, ossia quello di fatturare ai rivenditori delle moto che poi non verrebbero consegnate. Le fatture sarebbero comunque girate alle banche per essere scontate in una certa percentuale per poi essere stornate ai rivenditori con la motivazione che le moto ordinate non sarebbero pronte. Questo comportamento da verificare, se effettivamente praticato, causerebbe ulteriori ammanchi tutti da accertare da parte di GENERALFINANCE, la banca di MV Agusta, per via delle moto vendute ma di fatto inesistenti. Del resto, lo abbiamo già scritto, la produzione sarebbe ferma dalla prima settimana di novembre 2022.
Il paradosso? I clienti vogliono le MV Agusta ma le moto non ci sono. Cosa verrà venduto nella rete vendita USA, Messico e Canada che KTM prenderà in carico, nessuno lo sa.

KTM e il nuovo board
Le prime mosse di Pierer e dei suoi, non si sono fatte attendere.
Alla guida di MV è stato confermato Timur Sardarov, mentre come presidente e forse anche garante, dovrebbe arrivare il banchiere Massimo Ponzellini, un curriculum prestigioso di incarichi pubblici e privati.
Nel board sarebbero però state inserite da KTM due persone, con l’idea di sostituire Sardarov non appena acquisito il controllo dell’azienda, quindi ben prima dello scadere del suo contratto.

La prima figura sarebbe quella di Luca Martin, attualmente CEO di KTM Asia. Sarebbe lui ad essere destinato alla guida di MV Agusta una volta acquisita la maggioranza.
La seconda figura, invece, sarebbe quella di Verena Schneglberger-Grossmann che attualmente ricopre il ruolo di Vice President Legal di Pierer Mobility.
Si tratta del capo degli avvocati di KTM, ossia la persona che ogni volta che troverà qualche magagna, chiederà di alzare la percentuale di controllo di KTM senza aggiungere un euro.
Nel frattempo MV Agusta  non sarà più un azienda vera ma avrà solo la produzione perché acquisti, vendite e tutto il resto saranno di KTM che fornirà i pezzi a MV e ne comprerà il prodotto. Anche CRC che si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto di MV chiuderà e sarà assorbita da KISKA.

Il contrattacco di Sardarov
In una recente intervista Timur Sardarov avrebbe dichiarato di essere saldamente alla guida dell’azienda e di non aver intenzione né di ridurre la sua partecipazione, né di vendere. E’ possibile che l’intenzione sia quella di cercare di far passare del tempo mentre i fondi di famiglia (che qualcuno dice essere bloccati), trovano il modo di arrivare a Schiranna. In quel caso la famiglia Sardarov potrebbe rallentare l’ascesa di KTM iniettando denaro per difendere le proprie quote, ma non è detto che riesca ad arrestarla.

Nelle corse che succede?
Per quanto riguarda la Supersport, legata alle moto in vendita, il contratto con RC di Quadranti, valido ancora un anno, lascerebbe le cose come sono almeno fino a fine 2023.

In Moto2, invece, è evidente che per KTM, che schiera delle Kalex, non ha senso tenere una MV che poi MV non è. Giovanni Cuzari non solo negli anni si sarebbe pagato completamente il progetto (che sarebbe quindi suo) ma da Schiranna non percepirebbe un euro. Anzi, ultimamente, gli sarebbe stato chiesto un fee di 200mila euro solo per poter utilizzare il marchio di Varese. Questa cosa lo starebbe spingendo verso la ricerca di altri partner.
Se KTM vorrà schierare un’altra Kalex marchiata MV, non è dato saperlo ma di certo non è qualcosa di entusiasmante.

Per quanto riguarda la MotoGP, Pierer ha già smentito una MV in classe regina ma non ha smentito un altra KTM re brandizzata come nel caso Gas Gas. E anche qui, non c’è da strapparsi i capelli se KTM vorrà fare come Ducati schierando però 6 moto con tre nomi diversi, anche se MV Agusta sarebbe l’unico marchio ad avere un senso. L’unica ad essere contenta sarebbe la famiglia Ezpeleta.

Super Gossip Livio Suppo!
Chi è arrivato fino a qui, dopo aver letto cose serie,  si merita un super gossip di chiusura. Qualche tempo fa in MV Agusta sarebbe stato avvistato Livio Suppo. C’è chi dice che fosse lì per parlare di bici elettriche (Suppo possiede la Thok, che fornisce bici anche a Ducati), c’è chi invece sostiene fosse lì per riorganizzare il Reparto Corse se non addirittura per portare in dote a Schiranna il materiale Suzuki in uscita dalla MotoGP. Anche se al momento un vero e proprio Reparto Corse non c’è e le priorità sono altre, l’ipotesi rimane affascinante.

 

 

MV Agusta, too many debts: KTM at 32%! Sardarov CEO, Ponzellini president. But Suppo…

The actual due diligence has not yet begun but KTM has already found discrepancies with what MV declared at the time of the agreement. With 15 million euro it would now control 32%.
Luca Martin and Verena Schneglberger-Grossmann join the field.

 


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Perhaps you, readers, haven’t realised it, but the partnership between MV Agusta and KTM is not a commercial one but a takeover by KTM. The 25.1% of MV Agusta was only paid for 15 million euro, which, for the Austrians, means the factory was not worth much more, even before they looked into it. Now it is worth even less.

When they entered the company, the Austrians were reportedly disappointed and also discovered some things that left them with a sour taste. This is directly told by the production workers, who are, among other reasons, at home because the production is at a standstill. And many, at home, are in danger of staying there at all.

KTM’s percentage would have risen to 32% with the same amount paid, meaning these items, from the point of view of the inventory, the reality of what was found would not correspond to what was declared at the time of signing. Missing bikes, missing parts and so on. In short, quite a mess.

The risk is that the Austrians will eventually take away 100% of MV for less than 40 million compared to the 190 million invested by the Sardarov family in recent years, and this could happen even earlier than Misterhelmet reported, which set the timeline for late 2024.

Confirmed is Timur Sardarov, Rashid’s son, as CEO and managing director, he who puts up the money, or at least has put it up until now. His yacht is seized, the newspapers report, and the latest money for MV is said to be coming not from Europe but from the Caymans.

Returning to Timur, his three-year contract as managing director would be valued at 3.6 million euro, or 100 thousand euro per month, all with employees who have not taken their salaries since September, with 60 layoffs planned immediately and others in step 2. This agreement should be signed by November 15 because there are salaries to be paid and the money is not there. This is not to mention rumours of contribution irregularities for the last three years, so much so that the company is said to be without a DURC, the Italian certification of labour compliance, with arrears of about 12 million euro in unpaid contributions.

If this is true, it is quite strange that the judiciary has not yet taken an interest in the matter, given that a company in agreement, with still 8 million euro to pay to close it, could not afford irregularities of this kind.

What KTM would have discovered, even before starting the actual due diligence, would be a critical situation to say the least:

  • 17 million euro await the suppliers
  • 8 million euro, as mentioned, are needed to close the agreement, what the US would call Chapter Eleven
  • 12 million euro are for unpaid contributions with possible penalties that may arrive
  • 50 million could be added for a compensation demanded by Loncin for a default by MV relating to an unsuccessful partnership for the production of small motorbikes. These are not debts, but they are a risk that must still be budgeted for.

Also pending is the lawsuit with Giovanni Castiglioni for the use of the Cagiva brand, still at the preliminary stages, for which quite a long time is expected.

Castiglioni is likely to advance, these are the rumours with figures still to be ascertained, even 9 million euro between unpaid fees and royalties for some versions of the F4 dedicated to Claudio Castiglioni.

The sum of the numbers just listed makes almost 100 million.

It is easy to understand that the 15 million euro put up by KTM is a drop in the ocean and that MV’s liabilities and risks are far greater than both the 25.1% of the shares initially agreed and the 32% hypothetically reached these days. Doing rough maths, this is well beyond the value of the company.

There are also other situations that need to be quantified. We are talking about warehouse management costs and other related activities, including the production of the motorbikes. More money is needed for these activities because if you do not have motorbikes to deliver, you cannot sell them, or at least you could not.

Some rumours that deserve to be verified would report atypical behaviour on the part of MV, namely that of invoicing dealers for motorbikes that cannot be delivered. The invoices would however be passed on to the banks to be discounted by a certain percentage and then reversed to the dealers on the grounds that the motorbikes ordered would not be ready. This behaviour to be verified, if actually practised, would cause further shortfalls to be ascertained by Generalfinance, MV Agusta’s bank, because of the motorbikes sold which in fact are non-existent. Besides, as mentioned, production has been stopped from the first week of November 2022.

The paradox? Customers want MV Agustas but the bikes don’t exist. What will be sold in the US, Mexico and Canada sales network that KTM will take over, nobody knows for certain.


KTM and the new board
The first moves by Pierer and his team were surely imminent.
At the helm of MV, Timur Sardarov has been confirmed, while he is to be joined by president and perhaps also guarantor, banker Massimo Ponzellini, who has a prestigious curriculum of public and private appointments. However, two people would be added to the board by KTM, with the idea of replacing Sardarov as soon as the Austrians gain control of the company, therefore well before his contract expires.

The first figure would be Luca Martin, currently CEO of KTM Asia. It would be him who would be destined to lead MV Agusta once the majority stake is acquired.

The second figure, on the other hand, would be Verena Schneglberger-Grossmann, currently VP of Legal at Pierer Mobility. She is the head of KTM’s lawyers, in other words, the person who, every time she finds a gap, will ask to raise the controlling percentage of KTM without adding a euro.

In the meantime, MV Agusta will no longer be a real company but will only have production because purchasing, sales and everything else will be KTM’s, which will supply the parts to MV and buy the product. CRC, which does R&D for MV, will also close and be absorbed by KISKA.

 

Sardarov’s counter-attack
In a recent interview, Timur Sardarov is said to have stated that he is firmly at the helm of the company and has no intention of reducing his stake or selling. It is possible that the intention is to try to let some time pass while the family funds (which some say are blocked) find their way to Schiranna. In that case, the Sardarov family could slow down the rise of KTM by injecting money to defend their shares, but they might not be able to stop it.

 

In racing, what happens?
As far as Supersport is concerned, linked to the bikes for sale, Quadranti’s contract with Reparto Corse, which is still valid for another year, would leave things as they are until at least the end of 2023.

In Moto2, on the other hand, it is clear that for KTM, which fields Kalex bikes, it makes no sense to keep an MV that is not MV. Giovanni Cuzari would not only have paid himself completely for the F2 project over the years (which would therefore be his) but he would not receive a euro from Schiranna. On the contrary, recently he would have been asked for a fee of 200 thousand euro just to be able to use the Varese brand. This would be pushing him towards looking for other partners. Whether KTM will want to field another MV-branded Kalex is unknown, but it is certainly not something to get excited about.

As for MotoGP, Pierer has already denied an MV in the premier class but has not denied another KTM re-branded as in the GASGAS case. And even here, there is no tearing one’s hair out if KTM wants to do as Ducati does but field six bikes under three different names, although MV Agusta would be the only brand that would make sense. The only one who would be happy would be the Ezpeleta family.

 

Super Gossip Livio Suppo!
Those who have come this far, after reading serious things, deserve a super gossip closing. Some time ago, Livio Suppo was allegedly spotted at MV Agusta. Some say he was there to talk about electric bikes (Suppo owns Thok, which also supplies bikes to Ducati), while others claim he was there to reorganise the Reparto Corse, if not even to bring Suzuki material coming out of MotoGP to Schiranna. Even if at the moment a real racing department and there are other priorities, the hypothesis remains fascinating.

Video with English subtitles!

Superbike, Mandalika: Razgatlioglu SUPERPOWER in G1 davanti a Bautista e Rea!

A Mandalika in Gara1 non c’è n’è per nessuno. Il turco saluta e se ne va. Resta in gara solo Bautista. Il resto è serie B.


Misterhelmet Shop Razgatlioglu, Bautista, Rea, Locatelli, Rinaldi, Vierge, Gerloff, Bassani, Lowes e Baz a chiudere i 10.
Toprak Razgatlioglu fa quello che vuole in Gara1 a Mandalika, errori e indecisioni incluse, che non gli costano niente se non il fastidio di dover riprendersi tutto il vantaggio su un unico avversario, Alvaro Bautista, che un po’ prova a resistere, un po’ capisce che rimandare la vittoria del mondiale è meglio che metterlo a rischio andando per terra.
Il resto, a partire da Rea comunque sul podio, è una cosa che non c’entra niente con i primi due dato che viaggia a 7 secondi dal ducatista. I distacchi sono da anomalia spazio temporale già a partire dal sottopodio con Locatelli a incassare 20 secondi, nonostante sia proprio la top ten a far vedere le uniche cose belle della gara fatta eccezione per il sorpasso di Bautista su Rea, una specie di stoccata violenta al fianco senza possibilità di replica.
Se davanti non succede più niente, nei 10 si consuma la battaglia personale delle seconde guida con Rinaldi e Locatelli a farla da protagonisti e il trio Vierge, Gerloff e Bassani ad animare il resto della festicciola. Per quanto non sia poco, non è però abbastanza perché la gara è fatta di serie A e serie B con solo due piloti a giocarsi veramente qualcosa e solo uno a poter veramente vincere. Gli altri guardano e anche da molto lontano.

Guarda la Live della gara con Misterhelmet!

L’unica MOTO che mi ha COLPITO a EICMA 2022!

Sono stato a EICMA. Ho visto tante cose belle e un clima ok, tanto miglioramento generale, tanto gap colmato. Ma per quanto riguarda le moto sono veramente pochissime le cose che mi hanno colpito. La 3-4 moto (per me) da sogno, sono moto che esistevano già. Riassumerò tutto in un video assolutamente personale ma vi anticipo che LA COSA CHE MI HA PIU’ COLPITO DI EICMA, NON E’ UNA MOTO.
E in più ci sonoun po’ di amare considerazioni…

 


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KTM BANGS MV Agusta. And the Russians peep!

KTM enters MV Agusta on tiptoe with 25.1% and starts taking measurements, before taking everything.

 


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It is useless to have articles written by puppet sites.  Bank accounts speak. MV Agusta without KTM’s intervention would not have eaten the Christmas dinner. The press release (you can find it at the bottom) is clear and confronts 2 billion in turnover and 193 million in profits before taxes (more or less what Sardarov has lost since he took over MV) and 5,000 employees against 37 world titles in black and white pictures.

For this reason, only a complete financial idiot can think that a multinational at the top of the food chain like KTM enters a company in difficulty like MV Agusta, managed in recent years without a business plan, to be told what to do only because it is in a minority, carrying on the role of happy cuckold making videos while his newly married wife is banged.
It is important to know that the financial cuckold is not Austrian, but Russian.

The rumors highlighted by Misterhelmet, on Sunday 30 October, of a 50% acquisition by the end of 2023 and of total control by 2024.
This is what plausibly will happen but the operation will be even more bloody for the current owners and there will be the same difference between those who receive a knockout punch and those who are slowlychoked or, to use less grotesque comparisons, the same difference between someone who loses everything at poker in one hand and one who is instead plucked during the evening leaving on the table even his car keys and his watch, after having believed for hours that he could return to the game.

KTM, which will manage the sales network, will put his men in the game.
In fact, Enrico Pellegrino, former head of strategies and commercial development, has been with Nolan since 2 November.
Therefore, KTM will have strategic and distributional claims that will fall on planning and production and, to be implemented, will require substantial investments of cash of 20 million by the one who is still the majority shareholder. Everything will cost dearly to the current owners until they will be slowly choked . The nice thing (so to speak) is that MV Agusta has no money, but Black Ocean, the fund that manages it, has  (if is not blocked by the Ukrainian question ) and for this reason Timur Sardarov , if he does not want to be kicked out  in record time, he will get carried away into the quicksand of illusion and will inject money until he will realize that he has only lengthened his financial agony. 

Not only will KTM take over MV as planned but it will do so at an even lower price than it would pay if it wanted to acquire it quickly. It will simply take a little longer. And the lawyers won’t be able to do anything.

 

KTM si BOMBA MV Agusta. E i Russi guardano!

KTM entra in MV Agusta in punta di piedi con il 25.1 e prende le misure, prima di prendersi tutto.

 


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Inutile farsi scrivere gli articoli dai siti burattini. Parlano i conti. MV Agusta senza l’intervento di KTM non avrebbe mangiato il panettone. Il comunicato ( lo trovate in fondo) parla chiaro e mette di fronte 2 miliardi di fatturato e 193 milioni di utili  prima delle tasse (più o meno quello che ha perso Sardarov da quando ha preso in mano MV) e 5000 dipendenti contro 37 titoli mondiali in bianco e nero.


Per questo, solo un completo idiota finanziario può pensare che una multinazionale in cima alla catena alimentare come KTM entri in un’azienda in difficoltà come MV Agusta, gestita negli ultimi anni senza un piano industriale, per farsi dire cosa fare solo perché in minoranza, portando avanti il ruolo di cuckold felice che fa i video mentre gli si fanno la moglie appena sposata.
E’ importante sapere che invece che il cuckold finanziario non è austriaco, ma russo.

I rumors evidenziati da Misterhelmet parlavano, domenica 30 ottobre, di un’acquisizione del 50% entro fine 2023 e del controllo totale entro il 2024.
E’ quello che plausibilmente accadrà ma l’operazione sarà ancora più sanguinosa per gli attuali proprietari e ci sarà la stessa differenza fra chi riceve un pugno da ko e chi viene soffocato lentamente oppure, per usare paragoni meno granguignoleschi, la stessa differenza fra uno che perde tutto a poker in una mano sola e uno che invece nell’arco della serata viene spennato di quello che ha sul tavolo fino a lasciare anche l’orologio, le chiavi della macchina e un pagherò, dopo che per ore ha creduto di poter tornare in partita.

KTM che gestirà la rete vendita, ci metterà un suo uomo.
Enrico Pellegrino, infatti, ex responsabile strategie e sviluppo commerciale, è in Nolan dal 2 novembre.
Quindi KTM avrà delle pretese strategiche e distributive che ricadranno sulla pianificazione e sulla produzione e, per essere attuate, richiederanno sostanziosi investimenti di denaro a botte di 20 milioni da parte di quello che è ancora il socio di maggioranza.
E così sarà per tutto. Tutto costerà carissimo ai proprietari attuali fino a che cederanno pian piano venendo soffocati lentamente. La cosa bella (si fa per dire) è che MV Agusta non ha soldi, ma Black Ocean, il fondo che la gestisce, sì (se non sono bloccati dalla questione Ukraina) e per questo motivo Timur Sardarov, se non vorrà essere estromesso a tempo di record, si farà trascinare nelle sabbie mobili dell’illusione e inietterà denaro fino a che non si accorgerà di aver solo allungato la sua agonia finanziaria.

Non solo KTM si approprierà di MV come previsto ma lo farà ad un prezzo ancora più basso di quello che pagherebbe se volesse controllarla subito. Semplicemente, ci metterà un po’ di più. E gli avvocati non potranno fare niente.

MotoGP a Sepang e SBK a Villicum. Com’è andata? Live e Megaintervista a Genesio Bevilacqua

Il Come è andata Live, questa settimana dedicato al doppio appuntamento di MotoGP a Sepang e Superbike a Villicum ha visto ospite Genesio Bevilacqua.
Dopo il punto della situazione la puntata si è trasformata in approfondimento con molti temi MotoGP e SBK trattati in termini di numeri, costi, progetti e regolamenti. Una puntata da non perdere!


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Superbike, Villicum. Bautista extra terrestre in una Gara2 fotocopia davanti a Razgatlioglu e Rea

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Lowes, Rinaldi, Vierge, Lecuona, Locatelli, Van Der Mark. I 10 sono questi e l’unico cambiamento rispetto a gara1 è Razgatlioglu!


Misterhelmet Shop Si potrebbe prendere il pezzo di gara1 e modificarlo perché lo spirito della gara è identico. Nei 10 c’è solo da spostare qualche nome inserendo Razgatlioglu sul podio (in realtà il turco dopo la prestazione in Superpole Race era atteso per lavittoria) e togliendo Bassani che impazzisce completamente e di fa rifilare 2 long lap e un ride through che si attarda a rispettare, crollando dalla settima-ottava piazza fino alla ventunesima.
La verità è che Gara2 rispetto a Gara1 qualche illusione la offre. Rinaldi sembra poter durare, Lowes sembra poter finire davanti a Rea e lo stesso Rea sembra essere spacciato perché piomba nel gruppone dopo un errore. E invece tutto torna elasticamente al suo posto e il magico trio chiude il solito podio.
La verità è che Bautista vorrebbe entrare morbido, vorrebbe non infierire e, di fatto, non lo fa. Ma la sua superiorità naturale quasi gli impedisce di perdere se c’è in ballo il bottino grosso. E’ come se volesse dare un po’ di ossigeno ai suoi avversari quando li vede soffocare per poi tornare a stringere le mani sul loro collo quando serve.

Il resto della gara, non c’è, lo dico sempre e oggi non fa eccezione. Ci sono dei turisti in Argentina per godersi il paesaggio a cui viene dato il privilegio di girare insieme ad altri 10 piloti veloci di cui 4-5 inarrivabili. Che volete di più? Io vorrei un mondiale vero.Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara2!