VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!

Misano Gialla

Valentino Rossi does not care about MotoGP.
At least not about the one where he doesn’t race, and that’s normal.
After so many years, with a career end certainly not to be remembered, a child on the way and new car racing interests, it is understandable.
Valentino Rossi is a star, certainly not a second level personality capable of adapting to a supporting role.
Valentino Rossi is an athlete, a sportsman, and the fact that he quits MotoGP certainly doesn’t mean that he has to stop being a protagonist.
He is on his way to being in cars and whatever else he will do, without necessarily getting tired as in the last 20 years.

Rossi has the press on his side, then he has the fans and has all the deserved attention from a system that has revolved around him for years.
The role of team manager requires work, hours as an entrepreneur, responsibility and a lot of presence behind the scenes. It is not for him and he explicitly stated so.

Everyone who is close to him knows this too. The academy, the ranch and all the young riders he put on the track are something incredible and commendable, initially served to give him stimuli and motivation. Now, however, the whole mechanism must go on alone.
Rossi’s luck is that there are a lot of collaborators who can pick up the toy. The bad luck is that not everyone is able to handle it properly.
The story of Tanal, the Prince, the fake architect, the fantastic cities, and all those sponsors that then vanished, between never completed projects and non-existent companies (it does not matter that the press does not talk about it) are proof of this.
A colossal fool that would have made anyone the funny target of the media. Not Valentino who, after being spared by the press, called himself out and declared that it was not his problem, reproaching those who persisted in insisting on certain issues. Amazing enough for something that still bears his name.
In short, Valentino Rossi is not interested in the future of VR46 after his retirement, Luca Marini included. He did what he could but he can’t work miracles.
Rossi has left behind him a structure, a brand, some money, and a signed contract, but someone will have to walk alone and will have to make do.

And if at the end of October no official announcement was made, as far as the team is concerned, it means that there are problems.
Seven months have flown by waiting for the Saudis, complete with fairings covered with stickers of non-existent and most likely non-paying companies.
And now it’s late. There is a contract with Ducati but to race the Italian bikes, even two and in the 2021 version, money is required.
The 5 million from Dorna are not enough and without the 90 million of Tanal the matter becomes serious.

The latest news seeing WithU on Yamaha with Razali, is the latest blow.
The energy company puts about 2 million euros and there are no other resources to distribute. No sponsor fragmentation like last year.
For this reason VR46 has to look for other aids. There may be SKY but it is not clear if it is enough.
There are 4 teams to cover. The Moto3 team, the Moto2 team, a second Moto2 team made with Yamaha, and the team of Marini and Bezzecchi.
All interesting projects but Valentino may not even be on the track and has declared his lack of interest and this does not help money collection.
For this reason either Misano will be the site of a definitive announcement of the VR46 or the problem is big.
So big that rumors come from some insiders.
Considering impossible the most daring ones that see Rossi giving up even the MotoGP (two slots have been booked on the grid and the prestige of the VR46 is at stake), there are some that see VR46, given the lack of funds, settle for two second class Ducatis, and others that even see VR46 giving up Ducati in favor of Yamaha.
This would allow Razali to make the leap in quality and VR46 to remain “in the family” with reduced costs.
For Marini and Bezzecchi, certainly not first-class riders, it wouldn’t change much, but for those who have to take the money, instead, it would.
With Ezpeleta’s money and a pool of minor sponsors, two Ducatis or two Yamahas can be bought.
We’ll see if this weekend brings one of these emergency solutions or VR will be able, as usual, to get the rabbit out of the hat.

In the meantime, the press, like time, forgives everything, without even the time having elapsed. And the Rossi Week End, VR’s farewell weekend at home, lends itself extraordinarily to distracting attention, even if sooner or later it will be necessary to face reality.



VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti!

Misano Gialla

A Valentino Rossi della MotoGP non interessa.
Almeno non di quella in cui lui non corre, ed è normale.
Dopo tanti anni, con un fine carriera non di certo da ricordare, una bambina in arrivo e nuovi interessi automobilistici, è comprensibile.
Valentino Rossi è una star, di certo non una personalità in grado di adattarsi ad un ruolo di comprimario.
Valentino Rossi è un atleta, uno sportivo, e il fatto che smetta con la MotoGP di certo non significa che debba smettere di essere protagonista.
Si avvia ad esserlo nelle auto e in qualsiasi altra cosa farà, senza necessariamente affaticarsi come negli ultimi 20 anni.

Rossi ha la stampa, ha i fans, ha tutta l’attenzione, meritata, di un sistema che da anni ruota intorno a lui.
Il ruolo di team manager prevede lavoro, orari da imprenditore, responsabilità e tanta presenza dietro alle quinte. Non fa per lui e lo ha dichiarato esplicitamente.

Lo sanno anche tutti quelli che gli sono vicino. L’accademy, il ranch e tutti giovani piloti che ha messo in pista sono qualcosa di incredibile ed encomiabile, inizialmente servita per dargli stimoli e motivazioni. Adesso però tutto il meccanismo deve andare avanti da solo.
La fortuna di Rossi è che ci sono un sacco di collaboratori che possono prendere in mano il giocattolo. La sfortuna è che non tutti sono in grado di gestirlo adeguatamente.
La vicenda di Tanal, del Principe, dell’architetto, delle città fantastiche, e di tutti quegli sponsor che poi sono svaniti, fra progetti mai completati ed aziende inesistenti (non importa che la stampa non ne parli) ne sono la dimostrazione.
Una figuraccia colossale che avrebbe reso chiunque lo zimbello dei media. Non Valentino che dopo essere stato risparmiato dalla stampa, si è chiamato fuori e ha dichiarato che non si trattava di un suo problema, rimproverando chi si ostinava ad insistere su certi temi. Abbastanza incredibile per qualcosa che porta comunque il suo nome.
Insomma a Valentino Rossi il futuro della VR46 dopo il suo ritiro, Luca Marini incluso, interessa il giusto. Ha fatto quello che ha potuto ma non può fare miracoli.
Rossi ha lasciato alle sue spalle una struttura, un brand, dei soldi, e un contratto firmato, ma qualcuno dovrà camminare da solo e dovrà arrangiarsi.

E se alla fine del mese di ottobre non è stato fatto nessun annuncio ufficiale, per quanto riguarda il team, vuol dire che ci sono problemi.
Sette mesi sono volati aspettando i Sauditi, con tanto di carene tappezzate di adesivi di aziende inesistenti e molto probabilmente non paganti.
E adesso è tardi. C’è un contratto con Ducati ma per far correre le moto italiane, addirittura due e in versione 2021, servono i soldi.
I 5 milioni di Dorna non bastano e senza i 90 milioni di Tanal la faccenda si fa seria.

Le ultime notizie che vedono WithU su Yamaha con Razali, sono l’ultimo colpo.
L’azienda energetica mette circa 2 milioni di euro e non ci sono altre risorse da distribuire. Niente frammentazione di sponsor come l’anno scorso.
Per questo motivo VR46 deve cercare altri aiuti. Ci può essere SKY ma non è chiaro se è sufficiente per due MotoGP.
Ci sono 4 team da coprire. Il team Moto3, il team Moto2, un secondo team Moto2 fatto con Yamaha, e la squadra di Marini e Bezzecchi.
Tutti progetti interessanti ma Valentino di fatto forse non sarà nemmeno in pista e ha dichiarato il suo disinteresse. Così è più difficile raccogliere soldi.
Per questo o Misano sarà sede di un annuncio definitivo della VR46 oppure il problema è grosso.
Così grosso che da alcuni addetti ai lavori giungono delle voci.
Considerando impossibili le più azzardate che vedono Rossi rinunciare addirittura alla MotoGP (sono stati prenotati due posti in griglia e ne va del prestigio della VR46), ve ne sono alcune che vedono VR46, data la mancanza di fondi, accontentarsi di due Ducati di second’ordine, e altre che addirittura vedono VR46 rinunciare alle Ducati in favore di Yamaha.
Questo consentirebbe a Razali di fare il salto di qualità e a VR46 di rimanere “in famiglia” con costi ridotti.
Per Marini e Bezzecchi, non di certo rider di prima fascia, non cambierebbe molto, ma per chi invece deve prendere i soldi, invece, sì.
Con i soldi di Ezpeleta e un pool di sponsor minori si possono prendere due Ducati o due Yamaha.
Vedremo se questo week end porterà una di queste soluzioni di emergenza oppure VR riuscirà, come al solito, a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Nel frattempo la stampa come il tempo, perdona tutto, senza che nemmeno il tempo sia trascorso. E il Rossi Week End, week end di addio di VR in casa, si presta straordinariamente a distogliere l’attenzione, anche se prima o poi bisognerà affrontare la realtà.




MotoGP e Moto2: Tanal e gli altri, “fuori dai giochi”

MotoGP Game

Il gioco è la medicina più grande
– Lao Tze –

 

Tanal fuori dai giochi. Letteralmente.
Non quelli degli sponsor, nonostante tutti gli interlocutori sembrino scomparsi e resta da vedere, in caso arrivino i soldi, come arrivano  e da dove.

Se ne attende un ultimo guizzo a Misano ma non è dato sapere con certezza.
La Holding del Principe Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud non si è fatta più né vedere né sentire ma non è solo un problema di MotoGP.

Su internet della holding c’è molto poco. Un sito web alquanto strano (ne abbiamo parlato qui), qualche contenzioso finito male (ne abbiamo parlato qui), ma soprattutto un brand che, di fatto NON ESISTE.
Tanal fatturerebbe, a detta del principe in persona durante una surreale conferenza stampa, 100 miliardi di dollari, ma non ha un marchio registrato.

E questa è una di quelle cose che fanno incazzare i produttori di videogiochi.
Saranno anche giochini ma quello è un business serio, che muove milioni di euro, finisce su dispositivi di un certo livello, e rimane stampato per sempre nei prodotti destinati ad essere giocati a lungo.

Ma cosa vuol dire che Tanal e le altre aziende arabe sono fuori dai giochi?
Che Tanal, presente sulle moto di VR46 con adesivi e loghetti, insieme ad altre aziende dello stesso blocco non sarà invece presente sulle moto che compariranno nel gioco MotoGP. Non si può fare.

Milestone che aggiorna le livree dei giochi non aggiornerà quelle di VR46 con i loghi Tanal a causa di problemi di licensing perché, riportano dei rumors, il marchio non esiste. Non è successo come in altri casi in F1 che il produttore del gioco non ha trovato accordi con le aziende. In questo caso, mancano proprio le aziende e i marchi non sono registrati.

 

Renault F1 Reale
Renault F1 Reale con marchi reali

 

Renault F1 game
Renault F1 game senza marchi non autorizzati

 

Moto2 reale
Moto2 reale con marchi attuali

 

Moto2 game
Moto2 game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

MotoGP reale
MotoGP reale con tutti marchi

 

MotoGP Game
MotoGP game senza marchi Tanal, Maic, KSA

 

Quali siano le modalità della sponsorizzazione di Tanal e VR46 non è dato sapere. Uccio Salucci ha dichiarato di aver ricevuto del danaro ma, di fatto, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, non sono marchi registrati da nessuna parte. Per non parlare del fatto che di Maic Technologies non esiste proprio niente da nessuna parte. Per questo motivo non compariranno, a meno di qualche cambiamento dell’ultim’ora, nemmeno nel gioco.
Per quanto riguarda Aramco, non ne parliamo neanche…

Questo è l’unico caso in cui qualcuno si preoccupa della differenza fra aziende paganti come SKY, WithU etc, e aziende non paganti.
Perché se invece sono paganti emerge la curiosità del come e del perché, visto che non esistono.

Insomma, gli unici a fare le cose sul serio, sembrano essere quelli che fanno i giochi.

 



MotoGP and Moto2: Tanal and the others, “out of the game”

MotoGP Game

Play is the greatest medicine
– Lao Tze –

 

Tanal out of the game. Literally.
And this is not about the sponsoring game, since all the interlocutors seem to have disappeared. There’s still to check, if money will arrive, where from and how it will come out.

A final flash is expected in Misano but it is not known for sure.
The Holding of Prince Abdul Aziz Bin Abdullah Bin Saud Bin Abdul Aziz Al Saud has no longer been seen or heard but it is not just a MotoGP problem.

On the internet there’s very little trace of the holding. A rather strange website (we talked about it here), some litigation ended badly (we talked about it here), but above all a brand that, at the facts, DOES NOT EXIST.
Tanal would bill, according to the Prince himself during a surreal press conference, 100 billion dollars, but does not have a registered trademark.

And that’s one of those things that piss off video game makers.
They are games but that is a serious business, which moves millions of euros, ends up on devices of a certain level, and remains forever printed in products destined to be played for a long time.

But what does it mean that Tanal is out of the game?
That Tanal, present on the VR46 bikes with stickers and logos, together with other companies of the same block will not be present on the bikes that will appear in the MotoGP game graphics. It can not be done.

Milestone company updating the liveries of the games will not update those of VR46 with the Tanal logos due to licensing problems because, according to rumors, the brand does not exist, actually.  It has not happened as in other cases in F1 that the game manufacturer has not found agreements with the companies. In this case, the companies are missing and the brands are not registered.

 

Renault F1 Reale
Real Renault F1 with real brands

 

Renault F1 game
Game Renault F1 without non authorized brands

 

Moto2 reale
Real Moto2 with current brands

 

Moto2 game
Game Moto2 without Tanal, Maic, KSA brands

 

MotoGP reale
Real MotoGP with current brands

 

MotoGP Game
Game MotoGP without Tanal, Maic, KSA brands

 

What are the methods of sponsorship of Tanal and VR46 is not known. Uccio Salucci stated that he received some money but, and this is a fact, Tanal, Maic Technologies, Fantastic City KSA, are not registered trademarks anywhere. Not to mention the fact that there is absolutely nothing of Maic Technologies anywhere and anyhow.
For this reason they will not appear, unless some last minute changes, not even in the game.

This is the only case in this story where anyone cares about the difference between paying companies like SKY, WithU etc, and non-paying companies.
Because if they are paying, the curiosity of how and why emerges, given that they do not exist.

In short, the only ones who do things seriously seem to be the ones who play.

 



MotoGP, Austin: Marquez torna re davanti a Quartararo. Bagnaia terzo grazie ai giochi di squadra!

Marquez Austin

In Texas va tutto in scena come se fossimo nel 2019 o anche prima.
C’è Marquez e gli altri guardano perché lui in giù, Quartararo incluso, non ce n’è.
Lo spagnolo scava un canyon dietro di lui mentre le forze in campo sono quelle del campionato con la forzatura di un Bagnaia che riceve un podio in regalo in virtù di maldestri giochi di squadra che fanno letteralmente scansare Miller prima e Martin, poi. Fa bene a non festeggiare.
Il resto, tutto noiosamente nella norma a parte Bastitnini che è magnificamente sesto. Dopo di lui il nulla di anziani, raccomandati e gente che non riesce a venire fuori dai problemi: insomma, comprimari.

MIni cronaca.
Al comando ci va subito Marquez seguito da Quartararo e Rins mentre Bagnaia soffre e Nakagami cade.
Alle spalle di Marquez, che in pochi giri ha un gap di un secondo, ci sono Qurtararo, Martin, Miller e Rins che cede qualche posizione in pochi giri.
In difficoltà netta, invece, Bagnaia che fatica a stare con i migliori.
Nel frattempo va out Zarco mentre Bastianini cresce ed entra in top ten.
!! giri da fare: con il vantaggio di Marquez che sale a 2.3 secondi cade anche Espargaro.
A meno 7 Miller fa pateticamente passare Bagnaia per ordini di scuderia mentre Marquez ha un vantaggio di quesi quattro secondi. Fra Bagnaia e Quartararo, però, c’è Martin che non sembra voler rallentare.
Alla fine i giochi di squadra colpiscono duro anche Martin che oltre a far passare Bagnaia deve anche scontare un long lap penalty. La tristezza.

Marquez vince comodo davanti a Quartararo, Bagnaia, Rins, Martin, Bastianini, Mir, MIller, Binder e Pol Espargaro a chiudere i 10.

 

Pagelline
Marquez
E’ il vero Texas Ranger. Stile Chuck Norris da lui arrivano solo calci girati. Non c’è niente da fare. Per oggi è guarito.
Voto10

Quartararo
Fa la gara migliore possibile. Non potendo prendere Marquez sceglie di provare a vincere il campionato. Diversamente da altri non ha compagni di squadra in grado di aiutarlo. E’ tutta roba sua.
Voto 9,5

Bagnaia
Fa fatica al via, poi si riprende. Per fargli ottenere il podio però, va detto, si scansano Miller e Martin. Anche volendo far finta di non vederlo, è innegabile e plateale. La stampa estera è perplessa, la nostra fa finta di niente. Fa bene a non festeggiare, anche se dichiara altre motivazioni.
Voto 7,5

Rins
E’ uno che in Texas sa vincere ma non oggi. Fa il possibile e ne viene fuori una bella gara in cui cerca di spingere fino all’ultimo.
Voto 8

Martin
Appuntito fino a che non deve scontare un long lap e, allo stesso tempo, far passare Bagnaia. Poi cede una posizione di troppo. Un’altra.
Voto 8

Bastianini
A lui la Ducati peggiore del lotto. Eppure è lì a pettinare Mir e compagnia.
L’antiraccomandato che ci piace. Il fatto che la Ducati 2021 andrà a Marini provoca tutti i sintomi dell’intossicazione alimentare.
Voto 8

Mir
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrebbe pensare a quando ha dato a Marquez del succhiascie. Una gara buia.
Voto 5,5

Miller
Anche lui è un castrato politico. Poi alla fine crolla, anche. E male.
Voto 5,5

Binder
Non si vede granché durante la gara. Una delle cose degne di nota è il crollo negli ultimi 5 giri. Ma sulla KTM nessuno meglio di lui.
Voto 6

Pol Espargaro
Ecco quanto vale la Honda senza Marquez. Meno di una ducati del 2019.
Meno di una KTM guidata bene e sicuramente meno delle Suzuki.

Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pagelline

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

VR46: Aramco di nuovo in gioco ma con interlocutori credibili? I nuovi rumors!

VR46 aramco

25 milioni per tre anni coprirebbero MotoGP e Moto2.
In quel caso i Sauditi ci sarebbero per davvero (senza principe e tutto l’apparato che abbiamo imparato a conoscere) e anche il logo Aramco ormai caro, che farebbe il giro largo tramite un’agenzia di Sport Marketing a quota 15% di commissione, riprenderebbe la sua posizione originaria. Per davvero.

Questi, in breve, i rumors che spuntano in merito alla sponsorizzazione in arrivo per il team VR46 che salverebbe comunque l’onore presentando “quasi” gli stessi sauditi con un player che aveva prima negato ed era quindi scomparso e adesso torna in auge coinvolto da operatori di un livello decisamente diverso con un progetto di tutt’altro tipo.
Niente città, parchi a tema, automotive che non esiste e nemmeno mongolfiere, droni e film di fantascienza,  assurdità industriali o acquisizioni folli.

Aramco avrebbe fatto così il giro lungo per il tempo necessario a smarcarsi e avrebbe seguito il percorso previsto il 6 maggio, percorso che aveva ipotizzato un arrivo reale del petroliere ma ad opera di vettori credibili.

Insomma una sponsorizzazione vera e realistica che però  E’ STATA SMENTITA DAi PORTAVOCE DI ARAMCO DIRETTAMENTE A QUESTO SITO DURANTE IL DOVUTO FACT CHECKING.
Riportare i rumors e la smentita serve comunque a delimitare la situazione. Chi legge questa cosa altrove, ne può identificare i punti salienti.

Se tutto dovesse essere vero, comunque, alla fine VR46 potrebbe davvero farcela a mettere un brand petrolifero Saudita sulle carene delle sue moto e sarebbe addirittura lo stesso di inizio storia.
E allo stesso tempo potrebbe riuscire a liberarsi di un bel po’ di elementi a zero credibilità. Per ora, però, si tratta solo di rumors, per di più smentiti.



Valentino Rossi: “il team VR46 non è un mio problema”. Stampa spaventata, Sky Sugar Daddy e aziende sponsor inesistenti!

Sponsors

Ianieri, Gazzetta dello Sport [leggere con tono umile e deferente]

“Ciao Vale, io ero un attimo sul discorso dello sponsor [solo un attimo, con dolcezza e umiltà, sia chiaro ]… dici che non ne sai tanto ma se adesso dovessi scommettere 10 euro [che se vuoi maestà posso eventualmente anticipare io eh], scommetteresti su avere gli arabi come sponsor della tua squadra o no?
Cioè, il piano B che diventerà piano A o si va in quello che stiamo aspettando tutti di cercare di capire” [qui purtroppo la modestia si scontra con il timore reverenziale e si trasforma in confusione]?

VR46: “Sai che non lo so, boh, non ho mica capito.
Sinceramente doveva essere tutto a posto maaaaa, ci sono, no, ci sonooooo delle, no delle… criticità, da quello che ho capito.
Però fortunatamente non è proprio un mio problema, ecco.”

Se non è preoccupante questo, spiegateci cosa lo è.

A parte i toni di completa sottomissione della stampa che finalmente (va dato atto a Gazzetta), dopo 5 mesi di sonno e paura, con estrema umiltà e deferenza chiede, a testa bassa, senza avere il coraggio di fare una domanda diretta, né di replicare alla supercazzola ricevuta quale sia la situazione, fa paura la risposta stessa.

Valentino Rossi dichiara che il team che dovrebbe portare il suo nome e il suo brand, fatto con i soldi che arrivano solo grazie a lui  per una squadra messa su perché altrimenti suo fratello Luca Marini non potrebbe correre in MotoGP, non è affar suo.
Non è un suo problema e lui non è informato.
E di chi è il problema, quindi? Chi dovrebbe sapere qualcosa?

Della stampa no di sicuro, dato che due domande timide vengono scansate e si ritorna a trastullare il padrone chiedendogli di Bagnaia, di calcio e di qualunque cosa non lo faccia arrabbiare.

Per chi non è a libro paga di VR46, perdonateci, sembra abbastanza evidente che la situazione sia tragica, sia dal punto di vista specifico, visto che lo sponsor saudita non esiste, sia dal punto di vista del comportamento della stampa, che è veramente indecente e sottomesso più di quanto gli si chieda.

Arrivano i primi fastidi anche a livello internazionale.
Ci sono infatti quelli che iniziano a sollevare la bandiera ed a riconoscere l’effettiva gravità della situazione e il fatto che qualcuno da un po’ ne sta parlando, e quelli che continuano a negarla con sdegno, dicendo che comunque non ne hanno parlato perché a loro nessuno ha mai detto niente direttamente
Come se le cose succedessero, di fatto, solo se qualcuno li avverte. Si chiama Oversleeping. Essere poco gentili con chi c’è intorno solo perché ci si è svegliati tardi non porterà indietro l’orologio. Nemmeno quello delle star del giornalismo abituate ad avere ragione.

E adesso è il momento di parlare di soldi, facendo una domanda concreta e diretta. Non ci sembra di averla mai letta da parte di nessuno.

SKY da sempre ha gestito i contratti di VR46 in Moto2 e MotoGP ma evidentemente non ha gestito gli ultimissimi.
Chiediamo in modo diretto a SKY, al suo direttore motori Guido Meda, a Valentino Rossi, Uccio Salucci, Alberto Tebaldi, se Tanal e Maic Technologies, due aziende, una inesistente e l’altra senza alcuna attività reale identificabile, hanno pagato per stare in carena o no, insieme a Monster e SKY che sono aziende sicuramente paganti. Questo perché l’architetto Marco Bernardini ha dichiarato che gli adesivi sono lì perché ci devono essere e il pagamento non ha importanza. Invece ne ha perché da questo dipendono alcune cose fondamentali.
Noi vogliamo sapere se un’azienda come SKY che ha 690milioni di euro di perdite ed ha ricevuto da parte di Comcast un assegno da 1.34 miliardi per rimanere in piedi, è contenta di fare lo SUGAR DADDY sulle carene delle moto di Valentino che, come ringraziamento ha detto che del progetto non gliene frega niente.



Aragon; Bagnaia vince, Marquez torna, Quartararo subisce, Bastianini stupisce!

Bagnaia Aragon

Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie  a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.

La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.

Pagelline

Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10

Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5

Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9

Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5

Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5

Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8

Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7

Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5

Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5

Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5

Quando Tanal Global Holdings cercò di truffare il Governo della Costa d’Avorio

Sezione News Tanal

Anno 2015-2016.
Oggetto costruzione di una strada in Costa d’Avorio, la Boundiali – Odienné, finanziata da Islamic Development Bank, valore dell’appalto, circa 120 milioni di euro.
Per farla breve, Tanal Global Holdings si presenta alla gara d’appalto e passa la pre selezione.
Nella fase successiva, però, 3 giorni di indagini portano ad un risultato abbastanza eclatante. In Costa d’Avorio vale la prigione ma i tempi ristretti impongono la semplice esclusione di Tanal Global Holdings dalla gara.  Ma Tanal nonostante sia stata scoperta, fa ricorso. Respinto.
Ecco il documento relativo all’esclusione e al respingimento del ricorso.
Per chi non avesse voglia di leggere il documento completo, che abbiamo anche tradotto, ecco una sintesi.

– Certificato fiscale non aggiornato e falsificato
– Certificato sociale non aggiornato e falsificato;
– Linea di credito da verificare e falsificata in quanto non ancora ottenuta dall’offerente.
– Personale non conforme con CV falsificati non solo non avendo tutte le esperienze richieste, ma avendo fatto false dichiarazioni nei loro CV.
– Materiale molto insufficiente giustificato da documenti falsi per la maggior parte.

Ricorso respinto perché infondato. TANAL GLOBAL HOLDING, infatti,  “non avrebbe mai potuto  passare la fase di pre qualificazione senza aver reso false dichiarazioni su  tutti gli aspetti aziendali e sulla sua esperienza in lavori stradali, la maggior parte dei quali dovrebbe essere acquisita anche prima del suo anno di esistenza o almeno dell’anno di inizio delle sue attività nel settore stradale”;

Quasi si tratti di una società fatta apposta per partecipare ad una gara.

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