Anno 2015-2016.
Oggetto costruzione di una strada in Costa d’Avorio, la Boundiali – Odienné, finanziata da Islamic Development Bank, valore dell’appalto, circa 120 milioni di euro.
Per farla breve, Tanal Global Holdings si presenta alla gara d’appalto e passa la pre selezione.
Nella fase successiva, però, 3 giorni di indagini portano ad un risultato abbastanza eclatante. In Costa d’Avorio vale la prigione ma i tempi ristretti impongono la semplice esclusione di Tanal Global Holdings dalla gara. Ma Tanal nonostante sia stata scoperta, fa ricorso. Respinto.
Ecco il documento relativo all’esclusione e al respingimento del ricorso.
Per chi non avesse voglia di leggere il documento completo, che abbiamo anche tradotto, ecco una sintesi.
– Certificato fiscale non aggiornato e falsificato
– Certificato sociale non aggiornato e falsificato;
– Linea di credito da verificare e falsificata in quanto non ancora ottenuta dall’offerente.
– Personale non conforme con CV falsificati non solo non avendo tutte le esperienze richieste, ma avendo fatto false dichiarazioni nei loro CV.
– Materiale molto insufficiente giustificato da documenti falsi per la maggior parte.
Ricorso respinto perché infondato. TANAL GLOBAL HOLDING, infatti, “non avrebbe mai potuto passare la fase di pre qualificazione senza aver reso false dichiarazioni su tutti gli aspetti aziendali e sulla sua esperienza in lavori stradali, la maggior parte dei quali dovrebbe essere acquisita anche prima del suo anno di esistenza o almeno dell’anno di inizio delle sue attività nel settore stradale”;
Quasi si tratti di una società fatta apposta per partecipare ad una gara.
Mentre i giorni passano e nella storia fra Tanal e VR46 si raccolgono scadenze come si raccolgono punti del supermercato perché i 18 milioni promessi non arrivano, tutti sono silenziosi e immobili come lucertole.
Sta in silenzio chi i soldi li dovrebbe dare, dato che non sa più cosa inventare. Principe, portavoce, Ufficio Stampa e amico presentatore ex team manager: scomparsi.
Sta in silenzio chi li dovrebbe ricevere, perché deve decidere se ammettere che è stato preso in giro oppure dichiarare che non ci sono in tempi e bisogna quindi prendere un’altra strada.
Sta in silenzio chi ha parlato per mesi con sicurezza estrema dello sceicco fino a che, concretamente, è emerso che la faccenda proprio non regge più. 100 post al giorno, diventano 0.
A parlare è rimasto solo qualche irriducibile, qualche talebano che sembra quasi venga pagato perché una cosa ormai ridicola, sia creduta possibile.
Abbiamo una figura non bella di un team-azienda come la VR46, che non si capisce quali controlli abbia fatto e a chi si sia affidata.
Abbiamo una figuraccia totale della stampa di settore, che ha scritto 3500 articoli e nemmeno dopo la conferenza surreale del Principe ha avuto il coraggio di alzare la mano (fossi stato io sarei impazzito durante ed è il motivo per il quale forse non mi hanno invitato), nonché della stampa extra settore, che solo timidamente ha detto qualcosa.
Abbiamo una figura un po’ indecifrabile della stampa internazionale, che naturalmente vede la VR46 come un’entità infallibile e che quindi fa fatica a credere possa essere vittima di un smile farsa. Per non parlare del fatto che non è mai stata coinvolta direttamente. Se così fosse se ne sarebbe già accorta.
Abbiamo una figuraccia di Dorna che fa entrare senza alcuna verifica un po’ chiunque a parlare con Carmelo Ezpeleta e che non prende pubblicamente ed ufficialmente le distanze da quella che è chiaramente una farsa, nemmeno quando è evidente.
Ma quelli che fanno più tenerezza sono i fanboys, portaborse, faccendieri, giornalisti in pensione o in attività, che sostengono una cosa che da mesi non esiste più. Anzi, che non è mai esistita, al grido di “secondo voi è possibile che una grande azienda si faccia fregare così?” oppure “ma a chi gioverebbe tutto questo e come ci guadagna?”
È il momento di spiegarlo svelando altri retroscena sconvolgenti.
VR46 come terza scelta. Ad aprilia sono bastati 15 minuti
E’ un mistero che può essere spiegato solo con il fatto che Uccio Salucci e Alberto Tebaldi manchino del background per gestire certe cose. Senza offesa. La VR46 apparel e l’Accademy sono eccellenze nel loro campo ma per un certo tipo di business forse ci vogliono altri assetti.
E’ però sconvolgente che le chiavi della cassa del più grande sportivo italiano degli ultimi 20 anni siano in certe mani con certi margini di azione.
Tornando alla storia e al il trio Ternano-Saudita, Principe-Consigliere-Team Manager, voci non confermate né smentite ufficialmente da Aprilia ma che trovano riscontro da alcune fonti interne, parlano di un approccio precedente a quello di VR46.
Il consigliere-architetto, presentato ancora una volta da Giampiero Sacchi, che con Aprilia ha ancora contatti per via del suo passato, sarebbe stato liquidato in 15′. Meno ancora di quanto ci avrebbe messo ad essere congedato da Ducati quando cercò di proporgli un parco a tema che poi fu fatto a Mirabilandia. “C’ho questo amico che è amico di un principe”, in Aprilia non ha funzionato come con VR46 e con Dorna.
Aprilia (Piaggio), è un gigante a volte all’antica, ma che fa controlli rigorosi. Il passato racing ha insegnato molto e da quel momento Mister Colaninno i controlli li affida a società esterne a cui rimette certe decisioni in base a certi parametri. Piaggio è un’azienda di appalti governativi e non governativi, nazionali e internazionali. Queste cose le fa per mestiere, i controlli sono certificati e la giostra si ferma al primo allarme sicurezza. Non ci sarebbe da stupirsi se proprio essere accompagnato da Giampiero Sacchi avrebbe costituito titolo tutt’altro che preferenziale.
Per quanto riguarda il secondo team contattato prima di VR46 (fa ridere ma è così), una squadra privata importante, deve essere andato a senso o a conoscenza diretta, ma il risultato è stato identico.
Meno male che c’è VR46, che risponde alla prima domanda (come è stato possibile?).
Sono bravissimi ma in altre cose. Da oggi in poi siamo sicuri che saranno più bravi anche in queste.
È il momento della seconda domanda: a chi giova tutto questo e come ci guadagna?
E qui c’è da aver paura.
Con la pubblicazione su questo sito dei pezzi su Aramco, sul Principe e sul Consigliere, sono iniziate ad arrivare alcune segnalazioni sul medesimo, davvero impegnato in numerose attività megalitiche in diversi settori.
Oltre al progetto motociclistico, infatti, “l’architetto”, a nome del principe e della Holding Italo- Marocchina – Coreana (di cui è CEO italiano senza essere mai stato in Corea in vita sua) e delle sue emanazioni, sarebbe impegnato in molti altri mega progetti, alcuni dei quali illustrati e incrociati anche nei comunicati riguardanti la partnership con VR46.
Ed ecco a voi la realizzazione in contemporanea di:
a) 4 film per il cinema (la trilogia di Edward Loth più il film The Swordsman) , con attori come Steven Seagal, Daniel RedCliffe, Orlando Bloom, Tom Hardy, Sam Worthington, Luke Evans, oltre a un’altra decina di attori ed attrici cinesi e coreani tutti famosi. Oltre naturalmente al regista premio Oscar Coreano Bong Joon Ho, regista di Parasite e The Snowpiercer.
Bong Joon-hoEdward Loth
Swordman Cast
b) Diversi progetti di moda fra Italia, Korea e Arabia Saudita sotto il brand di Moda Live
c) Progetti musicali internazionali tramite la super band Coreana BTS, con megaconcerti e sponsorship legate al fashion.
d) Un paio di città nel deserto già note agli appassionati di motociclismo in quanto nominate nei comunicati
e) progetti edilizi di varie dimensioni (hotel, resort, aziende, fabbriche)
f) alcuni progetti sportivi da portare avanti nel tempo libero quali team di formula1, MotoGP e squadre di calcio di Serie A.
E’ tutto vero e negli ultimi giorni c’è stata una specie di gara a raccontare gli episodi più bizzarri, tutti però confermati da immagini, telefonate registrate e chat da parte di chi ha avuto a che fare con questi progetti ed episodi ed ha faticato a farsi pagare persino compensi da poche centinaia di euro.
Giro l’Italia col Doblò, mi annoio un po’!
“Ci sono probabilmente problemi personali”. E’ quello che prima o poi dicono tutti coloro che chiamano o scrivono per raccontare le loro esperienze con l’architetto che gira per il centro Italia (raramente si spinge più a nord, mai al Sud) con il suo furgoncino. Scrocca pranzi, cene, pernottamenti, abbigliamento, prodotti, come un venditore porta a porta, ma al contrario, giacca nera e t-shirt merchandising dei suoi progetti sempre più esagerati, sempre più complessi e sempre più pretenziosi. Tutti fermi allo stato embrionale.
Con partecipanti ai vari gruppi di “lavoro”, che chiamano facendo i nomi delle loro aziende, officine, laboratori, condivide pubblicamente dettagli, documenti, schermate di chat, conversazioni telefoniche, audio e video per convincere i malcapitati della bontà dei progetti in corso nonché della veridicità dei contatti e del livello delle conoscenze coinvolte. Progetti diversi ma stessi contenuti che si intrecciano e si integrano. Tutto così grande da essere credibile, tutto così complesso da richiedere tempo e fiducia. I soldi sono destinati ad arrivare alla fine dei progetti ma nessun progetto finisce mai.
E’ così che diverse persone che non si conoscono fra loro finiscono per raccontare a questo sito, versioni che coincidono, con protagonisti personaggi anche importanti (sindaci, governatori, grandi imprenditori), spesso veri e quasi sempre ignari di essere parte garante di qualcosa che non esiste realmente. Persone diverse inviano gli stessi documenti, facendo gli stessi nomi e raccontando gli stessi progetti.
Il tentativo di acquisto dell’A.C. Milan per conto del Principe con tanto di telefonata intrattenuta con il presidente Scaroni, è uno di questi. Ovviamente viene poi comunicato che il contatto è in corso ma non come va a finire, volta per volta. Chissà se al Milan sanno di essere oggetto di discussione in diverse chat di Whatsapp in cui ci sono architetti, maestranze cinematografiche, orafi, sarti, fotografi etc.
AC Milan
L’acquisto dell’ex Ariston (40 milioni di euro sembrano troppi per i Coreani rappresentati da Bernardini ma 30 potrebbero anche andar bene), sfumata a suo dire per un capriccio di Mr Lee di Samsung che avrebbe cambiato idea riguardo all’importare tecnologia marchigiana nel suo paese. Strano perché da sempre l’Umbria e le Marche esportano elettronica in Corea…Nel frattempo l’azienda, in difficoltà, fallisce.
Ariston
Abbastanza curiosa anche la telefonata in francese ad Airbus per l’acquisto di un jet. Le difficoltà di spostamento a causa del Covid-19, infatti, avrebbero spinto il Principe ad acquistare un aereo per far muovere più liberamente il suo consigliere. Un deciso miglioramento rispetto al Fiat Doblò!
Sempre target top di gamma e acquisto dato per scontato con conseguente vanto fra i “partner”. Dov’è l’aereo?
Nello stesso posto in cui sono i 18 milioni destinati a VR46, noi pensiamo.
Airbus
Anche la boy band koreana BTS, vestita grazie al progetto Italo-Koreano-Saudita Moda Live (sempre in partenza), supervisionato da Bernardini anche per quanto riguarda l’ambito cinematografico ( i costumi dei film provengono da Moda Live), avrebbe beneficiato dei progetti dell’architetto. Il premio per i partner delle varie aziende? Recitare nel film per il quale sono state già ingaggiate tutte le maestranze. Inclusi un domatore di leoni ed un falconiere.
BTS Band
E nemmeno per il concerto si sarebbe andati a risparmio. Opera dell’architetto, infatti, un palco lungo 200m e largo 50 da trasportare con tre super trucks da far viaggiare fra Italia, Korea e Arabia Saudita, con il benestare dei Samsung (sempre lui, Mr Lee, e sua sorella stilista) e Hyundai per la quale Moda Live starebbe realizzando gli interni delle nuove autovetture.
Hyundai è un po’ una fissazione, dato che compare anche sul mockup delle MotoGP Aramco. Chissà se è informata.
Stage
KIHG_Hyundai_BTSVR46 Aramco
Ci sono i documenti. Come dubitare? Soprattutto se ogni progetto viene definito ormai ad un passo dalla sua conclusione, salvo qualcuno che esiste già perché è stato costruito, anche se da altri architetti, come alcuni parchi veri, alcune costruzioni vere e alcuni edifici veri, fatti da architetti veri ed utiilizzati con sfacciataggine anche nei comunicati inviati.
f1render
Telefonate e trattative per realizzare il palco, per acquistare i super truck e per acquistare dei manichini robotici che avrebbero consentito di prendere le misure degli abiti di Moda Live in automatico. Costo di ciascun manichino: circa 7000 euro, ordinandone almeno 200.
Chiamate, accordi, visite ai produttori, tutto come fatto. Business plan e documenti progettuali ottenuti a costo zero con la promessa di essere parte del business o facendo lavorare degli studenti o dei giovani professionisti. Quale azienda si tira dietro per un preventivo? Persino Pininfarina ha fornito dei bozzetti senza sapere che sarebbero diventati le macchine volanti di un film. Noi li abbiamo visti, è giusto che li vediate anche voi.
Pininfarina
Vuoi essere pagato? Allora ti compro!
Per chi non vuole lavorare gratis o inizia a protestare, il cliché è sempre lo stesso. Alle prime richieste di denaro da parte di qualche partecipante, la controproposta di acquistare l’azienda, lo stabile, il marchio, in modo da ottenere altro tempo necessario alla trattativa, continuando così a far lavorare il “partner” senza spendere un centesimo. Partono offerte per ogni tipo di azienda, officina, persino multinazionali. Tanto paga o Mr Lee o il Principe.
Ogni incontro è positivo. Come fatto!
E qualora qualche incontro non andasse bene, come con Braccialini o Aprilia, dove l’architetto viene buttato fuori, c’è comunque una presentazione in più da far girare in chat con foto e numeri. “L’incontro è andato molto bene, attendiamo risposta”. E tutti “Bravo, complimenti”, e via così, come ad una riunione di multilevel marketing, ma in chat. Per chi ancora ci casca, resta solo da lavorare. Naturalmente gratis.
Le prime defezioni
È così che una sartoria a Gubbio, per la quale il consigliere del principe è visto inizialmente come opportunità ma poi diventa un passatempo divertente del suo titolare, passa da partner illuso ad amico paziente che per quieto vivere fa passare in cavalleria qualche cena scroccata, una scrivania in ufficio (Bernardini non ha una sede), qualche abito mai ritirato e qualche tunica principesca poi vista in occasione di una conferenza stampa nota a tutti. Valore della tunica: 500 euro più spedizione…a Gubbio, la nuova Riyad. Ecco il costo degli abiti di un principe. Ci sono teen ager del centro che spendono di più.
L’ambientazione della press conference, invece, dicono le malelingue della chat, è quella dell’inquilino marocchino di Bernardini, in ritardo con l’affitto. Malelingue di invidiosi, speriamo, almeno queste.
Eppure anche qui le informazioni coincidono.
La stessa sartoria di Gubbio, entrata per prima nelle file dei “partner”, è la prima ad uscire, nel periodo in cui Misterhelmet inizia a scrivere. Seguita da altri “insoddisfatti” che hanno aperto gli occhi. Ci invia le foto della tunica che tutti abbiamo imparato a conoscere. Tanto Moda Live sembra che non riuscirà mai a decollare, figurarsi se arriva in Arabia Saudita.
Moda Live Vest
Non sono architetto, ma gli arabi sono ingenui e non gliene frega un c…!
“Gli arabi sono ingenui. A loro non interessano i titoli, gli bastano i fatti”, avrebbe ripetuto Bernardini in più di una conversazione. “Scopo di un progettista è far partire progetti giganteschi. Non importa che vadano tutti in porto. Me ne basta uno per diventare ricco e fine della storia.”
Ma alla fine della storia siamo ancora lontani, sia perché nessun progetto è andato in porto, sia perché ci sono ancora molte cose da raccontare e molti personaggi da coinvolgere.
Nel frattempo, aspettiamo i pagamenti.
“Facciamo così… se riesce a dirmi così all’istante qual era l’aspettativa di vita di un sottotenente lanciato in una zona calda del Vietnam del 68, io le dirò tutto quello che mi ricordo […] “Una settimana.” “Negativo… 16 minuti. Sì. 16 merdosi minuti.”
– Regole d’Onore – film – 2000 –
Eppure Lorenzo Savadori ce l’ha fatta. Paracadutato in MotoGp dopo l’affare Iannone come uno di quei telespettatori che vincono un concorso che gli consentirà di vivere l’ambiente per un giorno per poi tornare a casa stanco ma felice e pieno di gadget, è riuscito a sopravvivere alla presenza di Bradley Smith e all’illusione di Dovizioso fino ad andare oltre il singolo episodio e le aspettative di tutto un mondo intorno a lui.
Qualcosa di più che sopravvivere dietro le linee nemiche.
Sia chiaro, Lorenzo Savadori pilota lo era già, ma con il suo passato così lontano dal mondo dei prototipi e fatto di 3 moto diverse cambiate nel solo anno precedente, per lui è stato lo stesso che iscriversi a ingegneria direttamente dalle scuole medie fatte in un paese straniero. Si può fare solo con talento, cuore e cervello, oltre ovviamente con tutto l’aiuto e la pazienza che si possono riuscire a mettere insieme da parte di tutte le parti coinvolte.
La trasformazione necessaria ad una persona per sopravvivere e la sopravvivenza destinata a trasformarla, è un esperimento che abbiamo visto fallire così tante volte, che nessuno avrebbe mai puntato su Savadori e su Aprilia. Nessuno tranne Savadori e Aprilia… e forse in qualche momento nemmeno loro.
Piloti più prestigiosi e titolati, su moto più performanti e vincenti, si sono fatti molto più male in molto meno tempo. Non è evidentemente questo il caso.
La considerazione e l’articolo che ne segue sarebbero finiti qui se non ci fosse anche il piacere di analizzare l’intero percorso compiuto, fatto di sottovalutazione, critiche, e considerazioni amare nei confronti di quello che era ritenuto un corpo estraneo in un progetto fallimentare.
A Savadori, di fatto, non è mancato niente, neppure la ferita in battaglia. Un infortunio che è paradossalmente più un segno del fatto che stesse finalmente iniziando a far parte in pianta stabile del contesto, che di una sua inadeguatezza.
Un contesto che è passato dal biasimarlo al rivalutarlo, fino a considerarlo titolare meritato di un ruolo inizialmente ricevuto in regalo. Insomma a rispettarlo.
Lo dimostrano le ultime immagini: Lorenzo Savadori, appena sostituito da Maverick Vinales, che invece di risentirsi per quanto perduto, si impegna a trasferire, ascoltato con attenzione da chi gli ha preso il posto, quel tanto o poco che sa di quella che per gli ultimi mesi è stata la sua scuola.
L’ultima mossa di Aprilia è giusta come tutte le altre.
Per il 2022, contratto da tester e wild card per un ragazzo che è salito sull’Aprilia da ragazzo di bottega e ne è sceso da piota MotoGP.
In prossimità della terza scadenza per il pagamento da parte di Tanal, parliamo del 31 agosto, giorno di confronto dei quattro Ministeri, e di Sua Altezza Reale Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin AbdulAziz Al Saud per tramite del suo emissario Architetto Marco Bernardini, il gioco si fa duro e pericoloso per il team VR46 che però, è ormai sicuro, ha il suo Piano B, il quale altro non è che il piano A precedente all’arrivo del Principe, ossia il coinvolgimento degli sponsor attuali con un aumento di Budget.
Quindi il team si farà al 100%, non c’è dubbio.
Quanti soldi servono e quanti ne mancano?
5 milioni sono a carico di Irta. Per fare le cose fatte bene, ne mancano altri 5-6.
Questo parlando solo del 2022.
Anche mancassero uno o due milioni, non ci sarebbero grossi problemi
Per garantire i 5 anni, invece, ci vorrebbe un pacchetto di 6-7 milioni all’anno erogati da aziende serie che credono in un progetto pluriennale.
Al momento però, si lavora per risolvere le emergenze, anche se il rinnovo di SKY, di cui è appena giunta la notizia, calma molto le acque.
Nel paddock, da Ezpeleta in giù, da diverse settimane, tutti sono ormai convinti che il progetto sia sfumato e VR46 si stia giustamente muovendo per comunicare, per Misano o nei giorni immediatamente successivi, il suo distaccamento da Tanal e tutto quello che li riguarda, dichiarando che i tempi sauditi non sono compatibili con le esigenze sportive della squadra. Difficile possa ammettere che il suo gruppo di lavoro ha preso un abbaglio.
Serve un’uscita elegante.
WithU è davvero così impoertante?
WithU è l’argomento di discussione principale e il dubbio dovrebbe essere svelato a Misano eppure da oggi non è più così importante.
Molti danno l’azienda energetica un po’ ovunque ma con un utile di 1,42 milioni di euro, è difficile che abbia la possibilità di sponsorizzare tutti con un budget massiccio
Secondo alcuni dovrebbe supportare l’ex team Petronas e Dovizioso mentre secondo altri dovrebbe seguire VR46.
Secondo le nostre informazioni, WithU è arrivata in Petronas grazie a VR46 per via di Morbidelli.
A WithU interessava un pilota ITALIANO appartenente all’Accademy.
WithU e Morbidelli sarebbero arrivati quindi insieme sulla Yamaha Petronas.
Per questo motivo, nel momento in cui VR46 avesse un problema di Budget, a meno di un amore spassionato per Morbidelli, che comunque è destinato al team factory, difficilmente WithU sceglierebbe SOLTANTO la Yamaha di Dovizioso che è un pilota a fine carriera ed estraneo a VR46.
Difficile quindi pensare che WithU SCELGA di fare SOLTANTO il title sponsor dell’ex team Petronas rinunciando ai vantaggi che VR46 gli porterebbe. Marini, Bezzecchi o chiunque VR46 vorrà mettere sulle Ducati sono un’offerta più appetibile di Dovizioso e Binder.
Anche fossero “solo” 2 milioni, difficilmente VR46 in un momento così delicato si lascerebbe sfuggire anche una briciola di uno sponsor che ha essa stessa fatto entrare nel paddock. Però WithU non ha la forza di essere title sponsor. Per questo c’è SKY che è rimasta in silenzio sul tema del Principe e adesso rinnova per 4 anni salvando la faccia di VR46 e ottenendo, dopo aver perso tutto il calcio, almeno i motori. L’opzione migliore è che WithU accetti di essere presente sia sulla Yamaha Petronas che su VR46 ma senza essere title sponsor. NON CI SAREBBE NEMMENO BISOGNO DI CAMBIARE LE CARENE!
Cosa farà SRT?
Il team SRT è un team in pericolo.
Al momento nessuno della squadra ha un contratto oltre la scadenza. Nel 2022 ci sarà una società gestita da Stigefelt e Razali. Di Razali non si sa molto mentre Stigefelt, prima di Petronas ha un passato in Superbike con la Honda messa in pista da Oral, con cui ha vissuto momenti oscuri.
In questi anni di lauta sponsorizzazione Petronas i conti potrebbero essere tornati a posto ma, senza i malaysiani, in uno scenario stravolto, la squadra non si reggerebbe. Il destino di SRT è tutto da decidere.
L’aiuto di Yamaha ha sapore di gratitudine
Yamaha factory è stata costretta a prendere in mano una situazione delicata, mettendo sotto contratto Dovizioso.
Negli anni il team SRT, grazie a Petronas, era una mucca da mungere, adesso invece è il momento di soccorrerlo .
Il team factory, infatti, ha un grosso debito don SRT dato che la squadra di Stigefelt e Razali ha cresciuto Quartararo e Morbidelli, così bravi da meritare la moto ufficiale con la possibilità concreta (per Quartararo) di vincere anche il mondiale.
Questa evoluzione non è dovuta alla politica di Jarvis ma alle scelte di Petronas che ora potrebbero essere ricompensate.
I giapponesi, seppur in ritardo come al solito, avrebbero capito che SRT va salvata e che è il momento di riparare il giocattolo rotto che ha portato tanti benefici.
Con l’addio di Vinales e il risparmio che ne è conseguito, circa 8 milioni, c’è tutto il margine per operare in tranquillità.
Ipotizzando un compenso di 2 milioni per Dovizioso e di qualche spicciolo per Binder (un rookie dalla Moto2 percepisce circa 200-300mila euro e quindi uno della moto3 anche meno), rimarrebbero circa 6 milioni.
Con questi, anche pagando bene Morbidelli (ipotizziamo 2 milioni anche per lui) rimane un discreto budget che consentirebbe uno sconto a SRT sul leasing delle moto almeno per un anno (per tenerlo in piedi). Sono tutti soldi già a budget e quindi già pronti.
Questo nell’attesa di risolvere il problema immediato che consenta di schierare tranquillamente le moto di Stigefelt.
Yamaha, che si è trovata una situazione inaspettata, avrebbe comunque la possibilità di uscire dal problema.
I prossimi anni, ovviamente, sono un’altra cosa.
La situazione di Dorna
Qualche difficoltà in più, invece, per Dorna.
Se a VR46 mancassero uno o due milioni, non ci sarebbero comunque problemi. VR46 va aiutata per evitare di perdere un team importante e per salvare l’immagine.
Anche qui la toppa sarebbe però per il solo 2022.
Dorna ha perso circa 100milioni nel 2020 e si accinge a perderne molti anche nel 2021. Gli anni d’oro sono passati e quello che Dorna non vuole, è essere costretta a risolvere i problemi di VR46 per i prossimi 5 anni. A questo serve SKY. Dorna fa uno sconto all’emittente che salva così VR46 ed evita a Dorna di impegnarsi in modo massiccio.
La situazione VR46
Come vorrà gestire esattamente la situazione VR46, non è chiaro.
Oltre a dire addio pubblicamente al Principe, parlando di tempi ristretti o ammettendo di aver preso un abbaglio, c’è il problema dei piloti.
Marini è dato per certo ma non è stato ancora annunciato ufficialmente. Bezzecchi è ipotizzato ma nemmeno lui è stato confermato, con l’aggiunta che è ovvio che per lui non esiste più alcuna offerta di SRT. La moto buona di Stigefelt e Razali andrà a Dovizioso e quindi Bezzecchi deve essere schierato ad ogni costo con VR46.
VR46 ha sicuramente in corso valutazioni che vanno oltre Tanal
Questo emerge anche dal fatto che gli sponsor ex moto2 interpellati stanno già valutando le nuove richieste e sono in agitazione.
La stessa SKY, che ha appena confermato il rinnovo, grazie ad una Dorna molto elastica, si è messa in moto per salvare VR46.
Resta solo da capire come e quando Valentino (solo lui può fare una comunicazione di questo tipo) uscirà dall’impasse nel modo più elegante possibile.
E’ importante capire se Rossi si rivarrà sul misterioso contratto firmato con Tanal, andando allo scontro con gli arabi o se farà finta di niente, avendo capito che non c’è alcun risarcimento da prendere.
Non è giusto rubare la copertina a un vincitore ma il leone di Noale che torna a ruggire è un italian masterpiece che in Inghilterra, per chi ama il motociclismo, vale un europeo, un oro olimpico, uno sbarco di Giulio Cesare.
Ok, torniamo nei ranghi ma è dovere sottolineare un podio che non è arrivato fortuitamente ma è stato, invece, costruito e guadagnato.
Nella giornata di Quartararo che mette due mani sul mondiale, c’è finalmente il ritorno di Rins e il podio di cui abbiamo già parlato.
Finalmente a Silverstone, week end delle sorprese, anche il ritorno Honda, brillantissima, seppur solo a tratti, con Marquez, ma concreta solo con Pol Espargaro.
E’ la gara in cui sei costruttori diversi piazzano le prime sei moto. Eh già perché a Silverstone va benone anche KTM che nei dieci ne mette tre. Minicrollo per Ducati ma almeno c’è Miller. La MotoGP che ci piace è questa qui.
Minicronaca
Pol Espargaro è in fuga e tutto regolare fino a che Marquez va giù con Martin. Incidente di gara. Voler vedere altre cose è da frustrati.
Con 18 giri da fare la storia mette due fratelli in prima e seconda posizione. Pol e Aleix a guidare la gara, seguiti da Quartararo e Bagnaia. Il duo Espargaro dura poco perché Quartararo buca l’Aprilia e poi anche la Honda mentre Mir cresce ed è quinto.
Il parapiglia vede Quartararo in testa e Aleix al secondo posto…
A meno 11 Quartararo, Aleix Espargaro, Rins, Pol Espargaro, Mir, Miller, Bagnaia, Alex Marquez, Rossi e Nakagami a chiudere i dieci.
Aleix non resiste a Rins che passa e lo lascia a qualche metro mentre Quartararo è irraggiungibile con oltre 3 secondi di vantaggio.
L’ultimo giro è una lotta terribile fra Aleix e Miller. La spunta l’Aprilia mentre nelle retrovie cambiano un sacco di cose, inclusa la scomparsa di Rossi, che annega in coda.
Quartararo, Rins, Aleix Espargaro, Miller, Pol Espargaro, Binder, Lecuona, Alex marquez, Mir, Petrucci a chiudere i 10.
Pagellina
Quartararo
Non sbaglia niente. Aspetta il giusto e si prende quello che è suo.
E’ l’uomo più forte, al momento. E le mani sono sul mondiale.
Voto 10
Rins
Fuoriclasse ritrovato. Era una sofferenza leggere le sue spiegazioni delle infinite gare andate male. E straccia anche il suo compagno. E’ quello che gli serviva.
Voto 9,5
Aleix Espargaro
Ha sempre parlato tanto, qualcuno dice troppo. Ma è giusto che sia lui ad aver portato l’Aprilia nella storia con un podio che si è guadagnato al 110%. Aleix ha sempre detto cose bellissime di Aprilia e ha sempre creduto in se stesso e nel suo gruppo di lavoro. Aleix, in un mondo di ultramercenari, è uno a cui voler bene. Come spazza via i preconcetti lui, nessuno oggi.
Voto 9,5
Miller
Lotta come un leone ma il leone, almeno oggi, è l’Aprilia.
Gara comunque positiva per lui. Peccato il risveglio tardivo.
Voto 9
Pol Espargaro
L’inizio fa ben sperare, poi errori e il crollo. Ma c’è di che gioire, comunque.
Voto 8
Binder
In silenzio, emerge quando gli altri soffrono. La migliore di ben 3 ktm piazzate in top ten.
Voto 8
Lecuona
Indemoniato. Fa anche belle cose. E le fa fino all’ultimo giro.
Voto 7,5
Alex Marquez
E’ il saggio della famiglia. Dimostra che con la calma si ottengono belle cose.
Voto 7
Mir
Debacle. Fa faville a inizio gara fino ad arrivare a sognare il podio ma poi… oggi non è lui a comandare in casa.
Voto 6
Petrucci
Ottiene una top ten dolceamara. Va benino e addirittura ha un guizzo finale.
Voto 6
Da giorni ormai un uomo sta cercando di mettere una pezza a tutte le fake news, i fake projects, e le fake credentials messe in giro da lui stesso e mai controllate da nessuno.
False dal primo giorno, e ogni settimana sempre più grandi, sempre più incredibili e ormai incontrollabili e impossibili da gestire anche per l’uomo che le ha inventate.
Da giorni quell’uomo telefona a quei pochi che pensa gli credano ancora per “sistemare” le cose e da giorni gira per l’Italia per recuperare qualche piccola dose di credibilità.
Cerca appuntamenti, incontra i potenziali sponsor. Con i vestiti mai cambiati dopo giorni di viaggio nel suo Fiat Doblo grigio, non è più credibile. La forma è sostanza e uno come lui dovrebbe saperlo, ma ci sono problemi più grandi in questo momento.
Quell’uomo cerca di calciare avanti una data di pagamento che sa non esistere. Non c’è nessun bonifico, non c’è nessun principe. I soldi non sono mai esistiti. Gli unici soldi sono forse quelli rimediati da qualche piccolo sponsor che vuole diventare parte dell’avventura. Spiccioli. Finiti.
Quell’uomo ha inventato tutto ma ha esagerato. E adesso è esposto dai fatti.
Eppure da maggio, dalla prima smentita di Aramco, qualcuno dubita…ma nonostante questo, viene ignorato. La stampa è tranquilla.
Il 28 luglio in un’intervista a SKY, Uccio Salucci, responsabile racing VR46 dichiara sprezzante che la parte più difficile dell’organizzazione di un team, è l’hospitality.
Chissà se non dovrà occuparsi davvero solo di questo, quando valentino Rossi verrà a sapere che il giorno stesso, questo sito aveva cercato di avvertirlo sull’inconsistenza di Tanal e dei suoi portavoce, Principe compreso. Un progetto da 100 milioni che non è mai esistito.
Parla dell’hospitality come prima difficoltà di un team come Maria Antonietta parlava di brioches agli affamati. Un insulto, soprattutto dopo essere stato avvertito.
Un sarcastico, Uccio, al telefono con chi scrive.
Garantisce di aver ricevuto i soldi da Tanal (da quanto ci risulta non è vero) e assicura di aver fatto le dovute ricerche (complimenti).
Passati ad Alberto Tebaldi, nemmeno una risposta. Rimbalzati. Abbiamo chiesto di parlare con Valentino Rossi. Respinti.
Due giorni dopo Misterhelmet pubblica tutta la documentazione in italiano. 4 giorni dopo, in inglese.
Sono settimane difficili. A livello nazionale ed internazionale, ignorati, sminuiti, insultati, ridicolizzati.
Poi una conferenza stampa surreale mette in pericolo anche le certezze più dure. Troppo ridicolo il Principe, troppo incredibili il Consigliere in t shirt e l’ufficio stampa internazionale che non parla inglese. La stampa internazionale non viene invitata. Mancano Dorna, VR46 e Ducati. Il Principe ha alle sue spalle una tenda Ikea.
Sappiate che il principe di cui stiamo parlando non esiste e quello che avete visto in video e sulle foto, è qualcun altro e ha un forte accento maghrebino.
Valentino Rossi ha parlato 8 volte al telefono con qualcuno che credeva essere un Principe Saudita. Cosa si saranno detti?
Il consigliere del Principe, Architetto Bernardini, non risulta essere un vero architetto. Nessuno ha mai controllato a parte noi.
Tante esperienze come imprenditore, tutte fallite o finite prematuramente. Ascensori, quadri elettrici, impianti energetici, ristrutturazioni, lavori mai consegnati, dicono, nella sua città. Contenziosi con municipio, regione, aziende, finanziamenti, soci in affari. A Terni è bruciato, dicono. Qualcuno parla anche di problemi giudiziari.
Le tracce dei progetti creativi di Bernardini e la sua passione per l’Arabia Saudita, si perdono negli anni a partire dal 2017.
Nessuno lo ha mai fermato.
I progetti sono così eclatanti, futuristici, ottimistici, da trovare sempre terreno fertile sui giornali. Tutti vogliono scrivere cose belle e moderne. Progetti green, progetti cinematografici, tecnologici, in cui una piccola città del centro Italia, Terni, città di Bernardini, insegna le cose all’Arabia Saudita ricca ma arretrata.
Bernardini usa gli articoli della stampa come credenziali. Con quelle spinge le sue idee nel futuro. Ma sono solo invenzioni.
“Ma lei ha cercato su Il Corriere della Sera?” Chiede spesso.
Sulla stampa i progetti dell’Architetto compaiono centinaia di volte e gli danno una web credibility pericolosa per il brutto vizio che ha la stampa di non verificare le fonti. Nemmeno un progetto è stato realizzato ma ognuno è un trampolino di credibilità. E’ con quello che probabilmente va a proporre altri progetti e a farsi credere per crearne altri ancora. Se gli piace qualcosa, Bernardini lo ripropone come suo, come accaduto con la manifestazione di mongolfiere Sagrantino Cup (evento reale), che diventa Ambassador Cup ma non esiste.
Internet credibility, web presence networking. Bernardini riempie il web di articoli, iniziative, siti web, tutti falsi, e si presenta come l’uomo dei tanti progetti, dimenticando di dire che nessuno è reale. “Guardi la ragnatela di informazioni e comunicati”, ripete spesso.
Nelle ultime telefonate disperate a chi non gli crede, il delirio è psichedelico.
Tanal (una scatola vuota) passa mese dopo mese dalla sponsorizzazione a VR46 a voler sponsorizzare Dorna. Poi dalla Dorna all’acquisto di un team di Formula1. Il team diventa, ci riferiscono alcuni, Alfa Tauri, in altri casi, Ferrari, fino ad arrivare all’intero acquisto di Liberty Media.
Nemmeno il calcio si salva da Bernardini. Ogni tanto all’architetto scappa il nome di qualche squadra prestigiosa. Sempre a nome di un Principe Saudita.
Ferrari saudita 🙂
Le amicizie (presunte) di Bernardini vanno da Ecclestone, al presidente della Hyundai o di Samsung. Le sue società esistono tutte, ma sembrano scatole vuote senza una sede. Le sedi sono palazzi veri con i loghi in Photoshop. Sono vicino Roma. Siamo andati a controllare. Tutto falso.
Bernardini negli anni si presenta in Ducati per vendere un parco a tema. Viene buttato fuori. Prova a produrre film, comprare aziende, impianti sportivi, propone hotel, resort, parchi, poli universitari, non ci riesce mai ma nessuno parla e nessuno lo espone.
In questo momento preciso, mentre tratta ancora l’affare VR46, sta provando a comprare un circuito automobilistico i cui proprietari sono freschi di un altro tentativo di truffa.
Bernardini viaggia con centinaia di slide che sembrano fatte da bambini, come i suoi comunicati falsi, senza indirizzi, senza recapiti, che nessuno controlla mai. Loghi contraffatti, progetti di piste che sono circuiti esistenti capovolti, loghi copiati e contraffatti. Tutto fatto alla buona con Paint e Word. Un mare di materiale che disorienta qualunque interlocutore distratto.
I tentativi di Bernardini negli anni sono buchi neri fino a che riesce, con l’aiuto di Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing e suo concittadino, ad arrivare a Carmelo Ezpeleta. Ci va con VR46 (Salucci e Tebaldi) e con tanti articoli di giornali che parlano bene di lui. VR46 firma un contratto, vero, con Ducati, e un contratto, impossibile con Tanal che, senza pagare (secondo le nostre informazioni) un centesimo, finisce sulle carene e sulle tute VR46. Sarà una faccenda da spiegare. Però funziona. Se Tanal è sulle moto VR46 allora deve essere per forza tutto vero anche perché Uccio Salucci dice che hanno pagato. CIV, CEV, Moto2, MotoGP. E’ lo stesso uccio a mandare foto, video e messaggi audio in cui si vanta della partnership.
Tanal e altri loghi di progetti che non esistono sono sulle carene e sulle tute.
Per mesi, parlando di Tanal/VR46, decine di dichiarazioni, telefonate, comunicati stampa. Non è necessario sforzarsi per credere a Marco Bernardini semplicemente perché nessuno controlla mai niente. Se VR46 e il suo staff dicono che è tutto vero, allora la stampa non può dubitare.
Nemmeno le smentite di Aramco riescono a bloccare il circo. Ci deve essere un misunderstanding. Il Principe ha garantito. Chi non crede è un hater.
Chi ha dubbi viene contattato da Bernardini che provvede a mandare decine di documenti. E’ successo così anche con noi che però, i documenti, li abbiamo controllati.
La stampa ha pubblicato per mesi senza problemi. Qualche volta, in una gara di visibilità, ha addirittura ingrandito i progetti fino a inventare cose che nemmeno Bernardini ha mai detto.
Moto ibride elettriche, hypercar antiproiettile e resistenti al fuoco, campionati mondiali di mongolfiere, città del futuro, parchi a tema, film, libri. Milioni, miliardi, passa tutto senza controllo come sotto ipnosi.
Fino al giorno del pagamento. Qualcuno si sorprende che dei soldi che non sono mai esistiti, non sono mai partiti e non sono mai arrivati.
Valentino scende in campo.
Da qualche giorno ha capito e ha detto ai suoi che al team ci pensa lui. Non parla più del Principe. Nemmeno SKY, lo fa, passando da 10 news al giorno a zero.
Il piano B sono gli sponsor che VR46 ha già. Quelli veri.
WithU, Bardahl, Monster, forse SKY.
Valentino risolverà i suoi problemi in casa come ha sempre risolto quelli in pista. Da solo. Come ha sempre fatto.
Del resto, se questo è l’aiuto che ha dal suo staff, è meglio pensare alle cose personalmente
Il pericolo, però, è reale. Il tempo è scaduto e mancano i 18 milioni di quest’anno oltre ai 72 fino al 2026, e manca anche il secondo pilota per il suo team.
Valentino è costretto ad occuparsi personalmente di cose che non avrebbe mai voluto seguire. Cambiano tutte le priorità, per colpa di un progetto inventato, un dorato Piano A, diventa un affannato Piano B.
Ancora una volta in MotoGP entra chiunque. Nessuno controlla. Nessuno si vergogna.
Last Minute E’ dell’ultimo momento, 26 agosto, ore 18.15, un ultimo disperato comunicato. E’ scritto in inglese ma è diretto solo a sette giornalisti italiani. Un mistero. Scritto in Word, pieno di errori, non è nemmeno impaginato e lascia una pagina vuota nell’anteprima di stmpa. Sembra scritto in auto, magari in direzione aeroporto. Dopo ne arriverà un altro impaginato, ma comunque ridicolo Forse qualcuno ha davvero capito che deve cambiare aria.
Dopo la firma direttamente in Giappone, lo spagnolo è andato di traverso agli operativi sul posto, rovinando i piani di Lin Jarvis e compagnia esattamente come li rovinava Spies quando serviva che si levasse dei piedi e come li rovinava Lorenzo quando era quello sbagliato a vincere il mondiale. La gestione Yamaha, dal muro nel box, alle performance di Uccio che allontanava (non si sa in base a quale ruolo) Marquez e i suoi che andavano a chiarire, passando per le scuse a Rossi quando non riusciva a vincere, fino agli spostamenti di Forcada, Galbusera etc con Gerloff, Crutchlow e Razgatlioglu fatti sfilare nei box, è stata sempre surreale e la gestione del rapporto con Petronas, che saluta la compagnia lasciando due Yamaha nude, deve aver fatto crollare quelle poche tessere del domino rimaste in piedi.
Tornando alle cronache più recenti, Vinales è stato pretestuosamente punito (le sgasate saranno state anche vere ma il provvedimento è sproporzionatissimo), prima con una sospensione che ha reso Yamaha ridicola, e poi con un licenziamento che l’ha resa addirittura clownesca. Pesa anche il regalo ad Aprilia. Se Maverick e la moto veneta dovessero funzionare, per Yamaha sarebbe veramente fastidioso.
Che Jarvis sia anagraficamente in uscita o meno, in Giappone non hanno gradito. Va bene tutto ma dopo un po’ è troppo.
Va bene gestire le cose, anche male come stanno facendo da anni in Yamaha Racing, ma non va bene contraddire la Casa madre in maniera così plateale, macellando in un modo così grandguignolescoun pilota che aveva firmato direttamente con Iwata.
In Giappone i diapason devono essere vibrati così tanto da generare alcuni rumors.
Secondo alcune informazioni, dal Quartier Generale avrebbero deciso di prendere le cose in mano ancora più direttamente e di gestire il racing direttamente in Giappone.
Verrebbero meno entro breve e quindi perderebbero peso, sia Yamaha Europe che Belgarda, incluso gestione, logistica, manovre test team, etc.
A nulla servono le numerose dichiarazioni di Jarvis e tutto l’impegno a dipingere Vinales come un hooligan pericoloso.
Cacciare in modalità no return un pilota assunto centralmente, non è stato furbo. Sicuramente i giapponesi avranno avallato e lasciato fare, ma altrettanto sicuramente hanno preso nota dopo aver messo alla prova il racing “europeo”.
Il passaggio non sarà né plateale né rumoroso ma sarà alla giapponese: inequivocabile. La festa sembra proprio finita.
Ho molti dubbi e li ho documentati tutti.
Nonostante io abbia, diversamente da altri, spiegato tutte le mie ragioni, e forse proprio per questo, sono stato ignorato, poi sminuito, attaccato e insultato. Come potessi essere io l’ostacolo verso una partnership nella quale ogni giorno si crede sempre meno ma non lo si vuole ammettere.
Scrivo per l’amore che ho per il motorsport e la paura che qualche piccolo operatore sia danneggiato da quella che io credo sia una bufala.
Non so se ci siano truffatori. Di sicuro c’è tanto dilettantismo e ingenuità. Gli ingredienti più pericolosi quando si parla di soldi.
Solo una persona ingenua non riscontra anomalie al limite dell’assurdo in tutta questa storia e, ancora di più, nell’ultima conferenza stampa del Principe con un ristretto numero di giornalisti e due collaboratori.
1) Come mai è stata invitata solo la stampa Italiana? 2) Come mai sono stati invitati solo 7 giornalisti, due solo dei quali, extra settore? 3) Come mai moltissimi siti di motori ad alta visibilità non sono stati inclusi? 4) Come mai non erano presenti, né emissari di Dorna, né di VR46 che pure dovrebbero essere partner dell’iniziativa? 5) Come mai non è stata invitata Ducati nonostante in occasione della presentazione della nuova avventura, la foto è stata fatta con Ezpeleta, Salucci e Dall’Igna? 6) Come mai non è stata organizzata una piattaforma professionale e il governante di uno stato si è connesso ad una app pubblica, con tutti i pericoli del caso? 7) Come mai non è stato indicato alcun advisor per l’operazione, né tantomeno una banca garante, oltre agli studi legali delle due parti, cosa obbligatoria? 8) come mai SKY, che aveva due giornalisti presenti, da settimane non nomina nemmeno più Tanal? 9) Come mai SKY che fa 8 post al giorno su Rossi, da giorni non nomina più alcun principe dopo che per settimane non ha parlato d’altro e ha aspettato 3 giorni per fare un post sulla conferenza?
L’idea che ci siamo fatti è che la conferenza stampa è servita a mostrare che esiste un principe. Perché questa cosa era stata messa in dubbio e perché, secondo qualcuno, sarebbe bastato far vedere una persona in tunica per legittimare tutto. Perché del resto, sull’onda delle altre affermazioni, hanno pensato che così come era da ritenere impossibile che tutte queste iniziative fossero dubbie, sarebbe stato altrettanto impossibile poter dubitare di un Principe, dopo averlo visto, seppure nella modalità sgranata di una conference call male organizzata.
Invece secondo chi scrive, e purtroppo secondo veramente pochi altri (solo Massimo Calandri di Repubblica ha espresso marcate perplessità), non è andata molto bene.
I personaggi che hanno “gestito” la conferenza, non hanno la credibilità necessaria per un’operazione del livello che vogliono far credere di avere.
“Prima che entra il principe”, ha esordito l’Architetto Bernardini (che architetto non è), sbagliando in apertura il primo di alcuni congiuntivi. Un architetto che parla male il francese, quasi per niente l’inglese, e che sbaglia le citazioni latine (l’Errata “Corrìgge” richiestami al telefono ancora mi rimbomba nella testa) e i congiuntivi italiani. Uno che confonde Overseas con Oversize la dice già lunga.
Per non parlare della Head of Press and Communication Tanal Entertainment, Arianna Pasquale, che non sa il francese e soprattutto ha un livello di inglese da bambino, non conoscendo la differenza fra questions e answers, coniugando frasi mischiando lingue diverse come Salvatore ne Il nome della Rosa.
E’ il primo Head of Press and Communication che non parla le due lingue delle entità che rappresenta e che non ha alcuna esperienza di conunicazione e relazioni pubbliche internazionali, dato che non esiste nessuna traccia della sua attività in merito. Del resto nei comunicati non c’è un suo contatto personale, quindi almeno non dovrà rispondere ai giornalisti come invece dovrebbe fare chi ricopre il suo ruolo. Meglio così, perché in conferenza stampa la performance è ben al di sotto degli standard di una piccola Pro Loco.
Sul principe i dubbi crescono. Non assomiglia molto a quello di Wikipedia e, soprattutto, nonostante abbia studiato in UK, così dice l’enciclopedia, l’inglese lo parla male. Il francese, invece, è quello dei nordafricani che venivano a comprare le barche e i motori da mio nonno, mediatore di Pescherecci a Molfetta, che mi presentava questi personaggi che quando vanno all’estero si vestono da arabi per avere più credibilità, ma sono invece Maghrebini. Qualche collegamento con la Korean Moroccan Holding Group gestito sempre da Bernardini verrebbe spontaneo, ma lasciamo perdere, dato che ci sono dubbi ben maggiori.
Lo sfondo della conferenza stampa, di cui siamo riusciti a rimediare sia audio che video e ve lo stiamo dimostrando con i dettagli, sarà anche quello della residenza estiva, ma noi una austerità di questo livello non l’abbiamo vista nemmeno in un centro massaggi (non chiedeteci da dove scaturisca questa analogia).
Qualcuno ci dice che questo signore, con un mini pc sulle gambe (non ha uno schermo da conference hall), che dovrebbe essere laureato in una prestigiosa università europea con passato di ministro è il vero principe? Va bene. A questo punto ci dispiace che lasci rispondere alle domande al suo rappresentante. E che i numeri delle sue iniziative, o non li conosca, o li spari a caso (le cifre riportate sono a livello di Microsoft, Google e Facebook). Per non parlare di Tanal che ovviamente fa tutto pur non essendoci da nessuna parte, prova di niente.
Il responsabile di un fondo privato che sta per spendere un miliardo, dichiara apertamente di aver sbagliato a mettere in piedi l’operazione che andrebbe comunicata prima in Arabia Saudita che all’estero. Vorrebbero costruire città, parchi, circuiti, automobili e moto, ma non sanno che i comunicati si devono rilasciare prima internamente. Eppure sulla stampa saudita NON ESISTE NIENTE IN MERITO ALLE ATTIVITA’ DI TANAL. Tanal non risulta mai se non quando si parla di un quartiere di case a Rhyad. Dilettantismo. Tanal non esiste se non nei comunicati fatti rimbalzare sui siti delle due ruote e non solo, i quali hanno pubblicato tutto quello che hanno ricevuto, senza verificarlo mai, e facendolo diventare superficialmente credibile grazie ad una link popularity di cui sono stati complici.
Chissà perché, invece, contemporaneamente, un altro fondo privato saudita, il PIF, ha acquisito la Pagani Automobili senza avvertire proprio nessuno, comunicando però, a cosa fatta, azionisti (con tanto di dettaglio %), banche coinvolte, board degli advisors, studi legali e cariche aziendali.
Quindi da una parte abbiamo UBS Investment Bank in qualità di advisor finanziario esclusivo di Pagani, Withers Studio Legale come consulente legale per gli azionisti venditori, Rothschild & Co e Freshfields Bruckhaus Deringer come advisor finanziari e consulenti legale del fondo. Dall’altra, invece abbiamo Bernardini, Arianna Pasquale, che non ha alcuna esperienza in ambito comunicazione con agenzie internazionali, Uccio Salucci, Alberto Tebaldi e Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing che li ha accompagnati tutti da Carmelo Ezpeleta.
E nemmeno una banca garante o degli avvocati. Quasi uguale.
Si parla di 18 milioni per 5 anni e non si capisce chi, come, quando e con che tramite pagherà.
Ho comprato auto con più scartoffie e persone coinvolte.
Alle timide domande, il trio rilancia e spiazza con una ipotetica sponsorizzazione, anche per Dorna. E’ uno dei cliché che va in scena da aprile.
I progetti illustrati nella conferenza stampa più maldestra di tutti i tempi, con giornalisti timorosi di fare il loro lavoro per non scoprire qualcosa che non gli piace e conferenzieri lasciati galoppare nei pascoli della fantasia, sono gli stessi dei surreali comunicati già rilasciati in passato.
Quelli che ci avevano allertati, per intenderci. E adesso altri dettagli ci allarmano ulteriormente.
Prendete carta e penna per fare il conto. I parchi diventano un investimento da 300 milioni.
Le città sono più di una, con quella che vede impegnato il solo Principe, Fantastic City, a costare, da sola, 75 miliardi.
200 milioni sono per le fabbriche di auto e motoveicoli. Auto e moto che, forse il principe non lo sa, diventerebbero il primo caso di produzione automotive nei paesi arabi.
E il principe non si chiede come mai non vi siano precedenti in merito. Ma la famiglia del Principe, motociclista moderato che in passato correva ma adesso va piano, “ha importato per anni in Arabia Saudita Moto Guzzi, Ferrari, Autobianchi e Lancia”. Un particolare goloso da scrivere sui giornali, che quindi è per forza verosimile e che invece non è vero, perchè Autobianchi e Lancia in Arabia Saudita non sono mai state importate, e le Ferrari arrivano dagli Emirati dove l’importatore è Al Tayer. Fate voi e spiegateci anche questa.
Del resto, vista la poca resistenza del contraddittorio, anche sul tema Aramco, che viene liquidato con “avevamo detto che non ne parlavamo”, il rilancio è avvenuto a ruota libera.
L’interesse nel motorsport dei comunicati e delle dichiarazioni precedenti diventa, nel corso della conferenza stampa, l’acquisto del circuito di Modena oltre alla costruzione di una pista per test in Arabia Saudita.
L’amore per i motori, diventa l’acquisto di un team di F1, senza specificare però quale possa essere.
Per non parlare della costruzione (finalmente) di un circuito in Arabia Saudita per poter poi organizzare (finalmente) un GP nel paese, dimenticando che un circuito, in Arabia Saudita c’è già, a Jeddah, e lo ha costruito Tilke, che è architetto davvero.E c’è anche già un Grand Prix, previsto dal 3 al 5 dicembre di quest’anno. Altro che gli eventi Tanal che non si fanno mai.
L’account della Formula1 ha pubblicato già una simulazione di gara con le 27 curve della pista, il 18 marzo. Lo hanno visto in 600mila ma non il trio di press conferenzieri. Questi signori, insomma, credono di essere pionieri di una cosa che esiste già da un po’. E nessuno dei giornalisti di motori presenti (alcuni direttori di testata) , fra SKY, Gazzetta dello Sport, GPOne, Motosprint, fa una piega a riguardo. Mio padre, però, che ha 76anni e non naviga su Internet, lo sa. Lo ha letto su Il Mesaggero.
E via così anche per tutto il resto.
Rilanciato il Fantastic Trophy, che per essere un progetto che parte a settembre è leggermente in ritardo, non essendo stata ancora costruita la moto con cui si deve correre, mentre le mongolfiere che avrebbero dovuto seguire la manifestazione, prendono vita e si trasformano, secondo Bernardini, in un evento internazionale:
“L’organizzazione di un campionato internazionale di mongolfiere che si chiama Ambassador Cup che nei vari comunicati stampa non è stato mai annunciato perché negli ultimi due mesi ne abbiamo lette di tutti i colori”, dice l’architetto.
Noi le abbiamo lette, ma qualcuno le ha scritte. Per non parlare del fatto che l’Ambassador Cup di Mongolfiere, che si terrà, immaginiamo, in Umbria, esiste già con un altro nome. Si chiama Sagrantino Cup, si tiene a Todi da 34 Lanni, ed è organizzata dall’aeronauta britannico Ralph Shaw. Le foto mostrate in conferenza stampa sono prese proprio dal sito dell’evento Umbro. Chissà cosa ne pensa Shaw.
Sagrantino Cup
Questa fissazione per l’Umbria e per la presa in prestito, facendoli propri, di progetti che esistono già, è un leit motiv che abbiamo già avuto modo di segnalare.
Su una sede, un’idea, un evento, si mette il marchio Tanal, va bene anche Photoshop, e si lancia nel futuro. L’elenco è lungo. I giornali scrivono fiduciosi e si crea il tamtam mediatico che determina una credibilità con cui presentarsi.
Ma prima o poi bisogna pagare. Mercoledì sono attesi i soldi e quindi vedremo se è tutto come dicono, nonostante il sistema di semafori ministeriali che da mesi posticipano l’accordo che viene dichiarato come firmato ma senza alcuna elargizione (altro mistero).
Ma anche se il denaro fosse vero, qualcuno deve spiegare il perché di tutte queste false credenziali, delle sedi fasulle, dei progetti che non esistono, dei numeri inventati e di un Principe che non è informato su niente di quello su cui sta per investire, coadiuvato da una struttura che, in pratica, non esiste e non assomiglia niente di quello che viene messo su in questi casi.
E comunque non è vero che se arrivano i soldi va tutto bene. Al primo posto ci devono essere trasparenza e tracciabilità.
Se così non fosse potremmo associarci con chiunque, inclusi gli stati che violano continuamente i diritti umani ad ogni livello.
Ma forse questo qualcuno è già disposto a farlo.
E l’idea piace così tanto che non si bada a nient’altro e sembra tutto normale.
Con Augusto Fernandez che andrà a far compagnia a Pedro Acosta in KTM AJO, per Tony Arbolino, fra i migliori italiani in Moto2, si sblocca l’opzione Kalex di Marc VDS insieme a Sam Lowes, riconfermato.
Per Tony, una soluzione favorevole ma anche pericolosa, perché metterà il talento tricolore davanti alla realtà.
Sulle moto di Marc VDS e con il pacchetto tecnico offerto, tocca far bene e non ci sono scuse.
Fino ad ora nessuno ha mai sfigurato.
Non è ufficiale, eh… ma dovrebbe andare così.
Negli ultimi giorni è successo un po’ di tutto.
Persino i siti da parrucchieri (non si offendano i coiffeur) pieni di gente (finché dura) e di relativi click nonostante la presenza di nessun contenuto ragionato che non sia legato al mouse, si sono accorti che nell’affare Tanal-VR46 qualcosa non va e che sta crollando il castello di sabbia e saliva con cui tutto è stato impastato e somministrato.
Di tutto quello che è stato annunciato e poi calciato in avanti per quattro mesi, come nei cartoni di Holly e Benji in cui la partita non finiva mai, niente è ancora veramente successo. E fidatevi che niente succederà. L’impegno per qualcuno al momento è quello di scomparire per qualcun altro è quello di mettersi al lavoro per cercare di arginare una figuraccia rimediata dopo cinque mesi di comportamento volutamente cieco e irresponsabile. I fatti sono sempre stati sul tavolo e non vederli ha richiesto un certo impegno. Se le capacità impiegate fossero state di tipo manageriala (ovviamente non esistono) invece che di altro tipo, il problema non si sarebbe nemmeno presentato, invece… forse il management non c’è.
Le tante conferenze stampa mai avvenute
Ci sarebbe dovuta essere una conferenza immediata in cui sarebbe stato chiarito sia il destino di Valentino, che alcuni dettagli su tutti i progetti Italo Sauditi che erano stati pianificati così male (eppure se li erano bevuti in gruppo) da intontire solo chi era già tonto di suo.
La conferenza non c’è stata.
Ci sarebbe dovuta essere una conferenza in cui il Principe dal nome lunghissimo e il suo Consigliere “architetto” di Terni avrebbero dovuto aprire le porte della residenza saudita, ma non è stato rivelato né il giorno né il luogo. Sarebbe da andare a Ryadh a citofonare al Principe e chiedere se c’è Sua Altezza o almeno il sig Bernardini, consigliere del medesimo, che invece sembra essersi dato alla macchia, presumibilmente in Umbria dove ha sempre collocato tutte le sue iniziative.
Ci sarebbe dovuta essere una conferenza di Misano in cui Rossi avrebbe dovuto comunicare il suo futuro, presumibilmente e possibilmente legato ad una sua ultima annata su moto italo-saudite, insieme al fratellastro Luca Marini e ai petrolsoldi.
Rossi si è invece ritirato in Austria, attraverso un commiato triste in una conferenza senza tavolino e senza quelli con cui ha sempre condiviso i suoi momenti sportivi.
Lì è stata fatta una prova. E’ stata invitata solo la stampa più malleabile e addomesticata. Nessuna domanda, infatti, sulla sponsorizzazione del secolo che avrebbe dovuto comprendere un team di MotoGP ma anche (la grandeur della truffa) anche l’acquisto della VR46 e dell’Accademy.Quella sarà l’audience della prossima conferenza stampa, vedrete. Poca gente che annuisce e lubrifica.
A questo punto, considerando che gli Arabi sembrano proprio non esserci, gli architetti ternani nemmeno e i petrolieri non ci sono mai stati, chi sponsorizzerà VR46 e per fare cosa e a che livello?
Ma soprattutto, visto che la conferenza in cui si aprono le porte del Principe non ha una data né un luogo (perché è inventata) e quella di Misano (legata al futuro di VR) è stata fatta in Austria, che conferenza dobbiamo aspettare? E per quando? Come dicono a Roma: de che dovemo parlà?
Niente Fantastic Trophy fra Gubbio e Rihad, niente moto elettriche ibride a quattro ruote, niente Accademy italo saudita, niente città del futuro, niente parchi a tema a parte quello costituito da un murales e un pollo di plastica gigante già fatto a Tavullia, niente hypercar Mazzanti da 1.111hp (che sappiatelo, non esiste), niente aziende italo-marocchino-coreane e nemmeno la Confartigianato di Terni che pare stia prendendo le distanze da certi soggetti, inclusi i plurifalliti che erano stati titolati e accreditati all’interno dei progetti inesistenti.
Nei prossimi giorni, sarà tentato qualcosa. Mercoledì potrebbe esserci una conferenza a porte semichiuse (solo con i fidati) in cui verranno confezionate e distribuite le nuove giustificazioni per non vergognarsi completamente.
Da qualche parte c’è chi sta cercando di non andare in galera mentre nelle sale stampa c’è chi cerca di non essere asfaltato sul lavoro per aver preso 4 mesi e mezzo di cantonate volontarie, anche se qualcuno sta già girando la frittata dicendo che ci era arrivato, che non poteva essere vero, etc.
C’è invece chi i soldi li deve mettere e che già da qualche settimana, immaginiamo, altrimenti vuol dire che siamo davanti ad un management alla Totò e Peppino, sta cercando di recuperare qualcosa.
Noi li avevamo avvisati. E non è un modo di dire. Avevamo proprio telefonato a tutti i diretti interessati, uo ad uno,i proponendo dati, indagini materiali, e informazioni. Insomma aiuto. Ci avevano detto che andava tutto bene.
Abbiamo quasi voglia che qualcuno ci smentisca così possiamo esaminare tutto il materiale audio e video per renderci conto ancora meglio di cosa è successo e come.
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