Lorenzo Savadori: da ragazzo di bottega a pilota MotoGP

Savadori

“Facciamo così… se riesce a dirmi così all’istante qual era l’aspettativa di vita di un sottotenente lanciato in una zona calda del Vietnam del 68, io le dirò tutto quello che mi ricordo […]
“Una settimana.” “Negativo… 16 minuti. Sì. 16 merdosi minuti.”

– Regole d’Onore – film – 2000 – 

Eppure Lorenzo Savadori ce l’ha fatta. Paracadutato in MotoGp dopo l’affare Iannone come uno di quei telespettatori che vincono un concorso che gli consentirà di vivere l’ambiente per un giorno per poi tornare a casa stanco ma felice e pieno di gadget, è riuscito a sopravvivere alla presenza di Bradley Smith e all’illusione di Dovizioso fino ad andare oltre il singolo episodio e le aspettative di tutto un mondo intorno a lui.
Qualcosa di più che sopravvivere dietro le linee nemiche.

Sia chiaro, Lorenzo Savadori pilota lo era già, ma con il suo passato così lontano dal mondo dei prototipi e fatto di 3 moto diverse cambiate nel solo anno precedente, per lui è stato lo stesso che iscriversi a ingegneria direttamente dalle scuole medie fatte in un paese straniero. Si può fare solo con talento, cuore e cervello, oltre ovviamente con tutto l’aiuto e la pazienza che si possono riuscire a mettere insieme da parte di tutte le parti coinvolte.

La trasformazione necessaria ad una persona per sopravvivere e la sopravvivenza destinata a trasformarla, è un esperimento che abbiamo visto fallire così tante volte, che nessuno avrebbe mai puntato su Savadori e su Aprilia. Nessuno tranne Savadori e Aprilia… e forse in qualche momento nemmeno loro.

Piloti più prestigiosi e titolati, su moto più performanti e vincenti, si sono fatti molto più male in molto meno tempo. Non è evidentemente questo il caso.

La considerazione e l’articolo che ne segue sarebbero finiti qui se non ci fosse anche il piacere di analizzare l’intero percorso compiuto, fatto di sottovalutazione, critiche, e considerazioni amare nei confronti di quello che era ritenuto un corpo estraneo in un progetto fallimentare.
A Savadori, di fatto, non è mancato niente, neppure la ferita in battaglia. Un infortunio che è paradossalmente più un segno del fatto che stesse finalmente iniziando a far parte in pianta stabile del contesto, che di una sua inadeguatezza.
Un contesto che è passato dal biasimarlo al rivalutarlo, fino a considerarlo titolare meritato di un ruolo inizialmente ricevuto in regalo. Insomma a rispettarlo.
Lo dimostrano le ultime immagini: Lorenzo Savadori, appena sostituito da Maverick Vinales, che invece di risentirsi per quanto perduto, si impegna a trasferire, ascoltato con attenzione da chi gli ha preso il posto, quel tanto o poco che sa di quella che per gli ultimi mesi è stata la sua scuola.

L’ultima mossa di Aprilia è giusta come tutte le altre.
Per il 2022, contratto da tester e wild card per un ragazzo che è salito sull’Aprilia da ragazzo di bottega  e ne è sceso da piota MotoGP.

Savadori group
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