Silverstone, com’è andata? Guarda la Live interattiva!

Com’è andata la gara di Silverstone?
Ecco i temi di discussione: Bagnaia è da Mondiale? Vinales farà meglio di Espargaro? Chi merita la sella rossa fra Martin e Bastianini? Per Honda HRC non era meglio Rins?
E tanto altro!


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Scopri anche il commento Live della gara con le interazioni dei lettori di Misterhelmet!

Moto3: Ricorso Leopard, KTM nei guai: hanno barato? 26 moto nei guai!

Il maxi reclamo del Team Leopard, se fosse accolto, cambierebbe la faccia del campionato del Mondo Moto3 e la storia del motociclismo recente. Ecco i dettagli!

Durante la Moto3 sarebbe emersa la news di un reclamo che il Team Leopard avrebbe fatto nei confronti di KTM.
Intervistato direttamente, Christian Lundberg, avrebbe rimandato la spiegazione ma ecco di cosa si tratterebbe:

KTM avrebbe, e non si può. cambiato i cablaggi alle sue moto. Per regolamento questa cosa non è ammessa dato che gli sviluppi sono attualmente bloccati, congelati da due anni.
Team Leopard tramite il suo direttore tecnico Christian Lundberg, avrebbe sporto reclamo all’IRTA, dichiarandosi disposto a rivolgersi al TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport a Losanna, per un’attività irregolare non da poco e, vista la situazione in pista, di vasta scala.


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Trattandosi di KTM, infatti, il problema si estenderebbe (il condizionale è d’obbligo)  anche a CFMoto, Gas Gas e Husqvarna, e la faccenda sarebbe abbastanza fastidiosa.
Parliamo di 26 moto in totale di cui 18KTM,  3 Husqvarna, 3 GasGas, 2 CF Moto.

Ecco i piloti eventualmente coinvolti:
GasGas: Sergio Garcia e Guevara (in testa alla classifica) e David Alonso.
Husqvarna: Sasaki McPhee e Salvador
CF Moto: Tatay e Artigas.
Per quanto riguarda KTM ecco i piloti eventualmente interessati:
Masia, Oncu, Yamanaka, Toba, Holgado, Moreira, Ortola, Munoz, Nepa, Fernandez, Bartolini, Kelso, Bertelle, Carrasco, Lunetta, Riu Male, Carraro e Marc Garcia,

MotoGP, Silverstone: Bagnaia vince su Vinales e Miller. Quartararo ed Espargaro soffrono!

Pecco Bagnaia fa sua Silverstone ma non senza un filo di thrilling, con un Vinales ad un passo dal prenderlo ed un Miller che spara le sue ultime cartucce in rosso!

Bagnaia, Vinales, Miller, Bastianini, Martin, Oliveira, Rins, Quartararo, Espagaro e Bezzecchi a chiudere i 10.
La gara è una sorpresa continua con Quartararo fortissimo all’inizio ma inefficace dopo il long lap penalty che, di fatto, gli rovina una gara già a rischio a causa della scelta di gomme (soft all’anteriore, media al posteriore). A soffrire anche Aleix Espargaro, causa infortunio, e Zarco, velocissimo ed in testa per metà gara fino al lancio della sua rossa-viola.


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Il resto scivola via fra attese confermate, Bagnaia, speranze realizzate, Vinales che fa paura con il suo secondo podio consecutivo e in gara spaventa Bagnaia, e delusioni ripetute come Rins e Mir, con il primo a sgonfiarsi ed il secondo ad annullarsi.
A sorprendere è invece Bastianini, che dopo una gara opaca rinviene nel finale con uno slalom da film che lo porta davanti a tanti ma soprattutto davanti a Martin, che deve accontentarsi di qualcosa in meno dopo aver aspirato a qualcosa in più. Bastianini, desiderato ma forse non troppo atteso, riapre i giochi per la moto rossa ed un posto nel team interno che però sembra assegnato a Martin. Questa gara e quella Austriaca chiariranno molte cose.
Il malcontento, però, deve attanagliare Yamaha, deludente oggi nonostante sia ancora in testa con Quartararo, e anche Suzuki, che potrebbe chiudere meglio, ma soprattutto KTM, ormai rincalzo fisso con l’eccezione dell’epurato Oliveira, e Honda, disastrata assoluta con un baratro che sembra sprofondare sempre di più.
Il mondiale è riaperto? Ancora no. Ma potrebbe esserlo presto se le cose andassero così anche in Austria!

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento alla gara di Silverstone!
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Lorenzo vs Ducati parte2: la toppa è peggio del buco!

No ma dai, che valore può avere il giudizio di Lorenzo sulla Ducati fattagli provare da Pirro?
Un test tanto per…
Cosa vuoi che gliene freghi a Ducati?
Ma sììì tanto Ducati vende le moto comunque, mica le comprano per le recensioni.

Ma quale antimarketing, dai… è stata una cosa così, che rilevanza vuoi che abbia… sarà presto dimenticata.

Ehh proprio così.

Non solo ha avuto rilevanza mondiale, questa figuraccia che ho descritto nel video che è linkato ma ci è stata messa persino una toppa inutile, che è peggiore del buco.


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Andiamo per ordine. Nell’altro video e articolo ho spiegato chiaramente la mia opinione.
Non importa cosa ha detto JL ma quello che conta è che JL 5 volte campione del mondo e notoriamente schietto lo ha detto a Michele Pirro dipendente Ducati e qualunque cosa sia, conta perché l’ha detta JL in un contesto sicuramente ed evidentemente non pilotato, non artefatto, improvvisato. Quindi quel giudizio sulla Ducati magari non è onesto da parte di Lorenzo perché ha delle motivazioni dietro, ma è sicuramente vero e reale.

E ho già spiegato che per la prima volta dopo tanto tempo Ducati, abituata al giornalismo addomesticato, si è arrischiata, tramite una persona che non avrebbe dovuto farlo, in un territorio da anni in Italia inesplorato: quello dei giudizi senza filtro non moderati e non concordati, almeno non esplicitamente.

Dopo la figuraccia, alla faccia di quelli che dicono che non ha avuto rilevanza etc etc, cosa ha fatto Ducati?
Ha riportato il gioco sul piano abituale:

Ha preso una moto Bautista level, gli ha messo una targa e i fari e ha ricreato una situazione naturale in cui la fa “ricasualmente” riprovare a Lorenzo tramite la stessa persona.
Com’è la moto? Una bestiaaaa!!!!

E molto probabilmente è anche servita una telefonata di Pirro che spiegava a JL che se non ci andava dopo quel casino lui perdeva il posto… e molto probabilmente è servito un cinquantello o un centello perché Jorge Lorenzo gratis non va nemmeno in bagno, figuriamoci a fare un test dove gli viene evidentemente richiesto di correggere il tiro. Deve essere lo stesso cinquantello preso da Pirro per fargli da coach in MotoGP quell’anno e chissà se l’ha pagato Pirro o Ducati, visto il casino e il costo di tutta la faccenda. Perché questa, badate bene, non è pubblicità, ma un’operazione di salvataggio vera e propria. E’ come quando hai del letame e invece di farlo asciugare, lo rimescoli. Puzza di più o puzza di meno?

Solo un frolloccone crede che la seconda opinione di JL sia vera tanto quanto la prima e non FIxed, aggiustata, come dicono gli americani.
Solo un frolloccone crede alla genuinità della seconda uscita.
E’ evidente, dai, come cazzo si fa.

Io non mi attribuisco tutta l’importanza di pensare che questo secondo test sia stato fatto perché ho fatto il video io in cui ho detto certe cose precise. Sarei un super egocentrico. Cosa che sono ma non a quel punto.
Però nel video dico una cosa: siamo talmente disabituati ad un contesto di recensioni, informazione e opinioni non filtrate… DISABITUATI EH, che quando si verificano le situazioni non controllate, e ci sono gli schiaffi, invece di far passare la cosa, che sarebbe la situazione migliore, ci stupiamo sia da protagonisti che da spettatori.

E cosa facciamo? Riteniamo doveroso ricrearle fino ad avere il risultato ammansito, addomesticato, filtrato, credibile, che vogliamo noi. Ducati non è in grado di accettare che qualcuno come Lorenzo gli dica che una sua moto non va bene.
E quindi fa rifare il test in modo da avere un risultato più “logico” anche per chi guarda.
Ahhhhh adesso Lorenzo l’ha provata bene e infatti dice che è una bestia.

La mia opinione è che se prima si poteva pensare che l’opinione di Lorenzo fosse dettata da livore o chissà che e quindi non fosse vera, adesso con questo test RIORGANIZZATO l’opinione di Lorenzo acquista ancora più valore. La coda di paglia di Ducati prende fuoco e questo secondo test è evidentemente sponsorizzato.
A chissà quale costo diventa credibile tanto quanto tutto il resto delle prove aggiustate, dei redazionali e tutto il resto. Credibilità: zero.
E in tutto questo, Lorenzo riesce a vincere un’altra volta, perché lui quello che doveva e voleva dire su Ducati l’ha già detto al Mugello e adesso è evidentemente che sta solo recitando un copione. Se è evidente che reciti, non stai ingannando nessuno.
Non era facile per i protagonisti ottenere in così pochi giorni una doppia vittoria (per Lorenzo) e una doppia figuraccia (per Ducati) sullo stesso tema.
Ci sono riusciti entrambi e uno è stato pagato per dire quello che veramente pensa, anche se ha dovuto dire due volte due cose diverse.

E in tutto questo: la servitù editoriale del giornalismo lubrificato, favorisce la diuresi dell’informazione.

Danilo Petrucci: gli USA sono comunque un’isola felice! Super Intervista!

Di chiacchierate con Danilo Petrucci ne faccio spesso, almeno una a settimana.
Questa volta, però, abbiamo deciso di “cazzeggiare” un po’ anche a beneficio del pubblico!


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Segui Danilo questo w.e. al MotoAmerica nella sua
lotta per il titolo!

JL99 vs Ducati: svelata l’identità di Shpalman!

Un episodio di marketing autolesionista di una casa con il suo prodotto di punta, una moto da pista, avvenuto nel modo e nel momento peggiore possibile ad opera di due protagonisti fra i più efficaci possibili, uno in senso positivo, l’altro all’opposto.

Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.


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Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.

E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.

Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.

Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.

Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.

Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.

Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.

Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla
Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo?
C’è la maschera di ferro
C’è la maschera di Pippo
Ma la maschera di merda
Te la fa solo Shpalman

Perché è arrivato Shpalman
Che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
Che tutti shpalmerà
Autografi la faccia di tutti i miei nemici
E il volto gli incornici con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto
Ed ogni farabutto shpalmato resterà…

La vastità del cazzo che gliene frega della MotoGP al pubblico generalista!

Il flop colossale della Docu Series MotoGP Unlimited in onda su Amazon Prime e la sua cancellazione sono un grave sintomo per la MotoGP. Non raggiungerà mai il pubblico mainstream della Formula1.

La vastità del cazzo che gliene frega della MotGP a chi non è nel giro della MotoGP.
Come si può misurare questa vastità? Ve lo dico io.
Avete visto la prima stagione della Docu Series MotoGP Unlimited su Amazon?
Se sì è perché siete appassionati nemmeno di moto, ma di MotoGP e vi sorbite tutto quello che la riguarda. E quindi leggete anche i siti di merda perché siete divoratori di cose di moto…gp. Se no, non vi preoccupate, è normale. L’hanno vista in pochi al di fuori del giro degli appassionati.


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E comunque i più hanno mollato dopo la prima puntata, perché non si capisce niente e non c’è quella che nel marketing si chiama “reason why” per una determinata action, sempre di marketing, che catturi una audience o un target mainstream, cioè che vada oltre quello specifica di riferimento (l’ho fatto apposta a parlare americheno). Un po’ come le gare di karate che facevo io. Belle eh, ma anche agli europei c’erano a malapena i parenti degli atleti mentre nelle partite di calcio di terza categoria è pieno di tifosi.

Il top del flop farlocco emerge sin dell’inizio in cui il più grosso aspetto thriller è legato al fatto che Bagnaia riesca o meno a farsi da solo il nodo della cravatta. Per fare un esempio, eh. Quando hai il coraggio di dedicare 2-3 minuti a una cosa così vuol dire che non ti vergogni di niente e soprattutto non hai niente di meglio da far vedere. Il resto del buco lo fanno le situazioni fintamente costruite, più finte della color correction che Barbara D’Urso fata di luce, levati proprio. Cieli viola, prati fluo, gomme arancioni, asfalto celeste, ma che cazzo… Per non parlare dei colpi di scena così fintamente casuali che nemmeno nei reality in cui trovano i diamanti nei container abbandonati di cui non pagano l’affitto. Questi ultimi fanno il resto, anzi non lo fanno, perché non c’è. Era già finito prima.
Nella docu series viene, e non è facile, trovato il modo di raccontare un campionato già finito l’anno prima di cui tutti sanno l’epilogo in un modo che diventino poco credibili anche le cose che sono successe veramente. Un po’ come quando il cazzaro del bar un giorno dice che ha vinto alla lotteria e non gi crede nessuno anche se è vero.

Cover

Ovviamente non si può dire che questa cosa realizzata da Media Pro (gli stessi delle Docu Series “All or Nothing” che invece vanno benissimo)  è andata come il business di quello che vende vincotto all’inferno e quindi i siti di leccapiedi riportano “pare pare”, come si dice a Roma, le dichiarazioni che gli chiedono di riportare.

“Dorna congela le riprese della seconda stagione di MotoGP Unlimited”. Manuel Arroyo, Managing Director: Ciò che non vogliamo è fare le cose in fretta. Siamo molto soddisfatti del prodotto che è uscito fuori, però ci sono sempre aspetti che si possono migliorare.”
Tipo che magari un certo prodotto lo guardi anche qualcuno. E che la piattaforma dove lo produci non ti dica che visto come è andato l’anno scorso, per quest’anno, non fa niente.
Siamo molto soddisfatti però interrompiamo assomiglia a “ti lascio perché ti amo troppo” oppure “ti lascio perché lei ha più bisogno di me di quanto ne abbia tu”. Insomma una stronzata.

La verità è che la MotoGP ogni tanto prova ad essere come la Formula1 (e questa di Amazon aveva il sogno di rispondere alla Docu Series su Netflix che va in onda da parecchie stagioni)  ma, mentre la Formula1 interessa a tutti, anche quelli che non guidano, la MotoGP non interessa nemmeno a tutti quelli che vanno in moto. A livello insiemistico, questa cosa è una strage. La MotoGP non si regge in piedi da sola e gli sponsor presenti, lo dimostrano. Ditemi se a parte un paio di casi il 90% dei brand non è assolutamente sconosciuto.
E inoltre continuiamo a guardarla con l’occhio di chi in MotoGP ci lavora e la paura di chi poi la settimana dopo deve incontrare nel paddock qualcuno che ci ha messo le mani. E questo non va bene perché a nessuno fa schifo mangiare dal proprio piatto. E’ un po’ come quando ti cade un biscotto per terra a casa tua. C’è chi soffia e lo mangia e chi mente.
Provate a farlo con il cliente pagante di un ristorante e vediamo cosa succede.
La verità è che non è facile essere ignorati in una piattaforma magica come Amazon Prime dove qualsiasi cosa, fa audience ed ha successo come una ragazza carina in un cantiere edile.
Il resto lo fanno le recensioni. Ditemi che ne pensate, quando a fatica riuscite a trovarle. Perché quando di un programma mancano anche quelle, oltre ai dati di ascolto, vuol dire che l’inferno è servito perché è successa la cosa peggiore possibile: non ti ha cagato nessuno e chi l’ha prodotta si vergogna.

“Vogliamo analizzare tutte le informazioni per poter prendere le migliori decisioni possibili. Se è necessario fare qualche cambio, lo faremo.”
Queste le parole di Arroyo che vorrei tranquillizzare. Nel senso che la miglior decisione possibile è stata già presa. Interrompere le riprese già a Austin.
E vuol dire che per quest’anno si salta, dato che riprendere adesso significherebbe offrire un prodotto con un buco temporale inaccettabile.
Ecco la verità di chiusura: la MotoGP, al di fuori della cerchia di appassionati, è messa malissimo. Una cosa brutta la puoi migliorare, ma una cosa di cui non frega niente a nessuno, come la salvi?
Vi chiedo, cosa pensate, nei commenti. E sappiate che se comincerete con qualcosa tipo “no dai, non è granché però nemmeno troppo terribile…” beh sappiate che dentro di voi l’avete già bocciata ma vi trattenete solo perché, in fondo, siete appassionati di moto e vi sorbite tutto dato che alla fine siete brave persone e vi dispiace massacrare lo sport che amate.

Garcia, Guevara e Foggia. Fuga dalla Moto3 e destinazione certa!

Il burn out (e non parliamo di gomme bruciate ma di selle) è sempre più veloce per chi non si adatta. I talenti spingono e i posti devono liberarsi. Ecco qualche movimento!

I primi tre del ranking della moto3 sono le pedine più pregiate di un mercato caldissimo.
Uno dei due fra Izam Guevara e Garcia dovrebbe aver chiuso il suo accordo con Aspar anche per il Mondiale Moto2 2023 (fuori Arenas) mentre Dennis Foggia, ipotizzo fortemente, avrebbe firmato già con Italitrans al posto di Lorenzo Dalla Porta.



Dalla porta, pilota delle Fiamme Oro, da tempo legato al il team bianco azzurro che ha investito molto su di lui, potrebbe essere lasciato andare per mancanza di risultati in favore del rider romano, che è invece in grandissimo spolvero.
Va detto che Dalla Porta, vero talento e campione del mondo Moto3 nel 2019, più che artefice è vittima della sua situazione.
I suoi infortuni, grave quello alla spalla, ed un sacco di altre vicissitudini, gli hanno reso la vita sportiva e non solo praticamente impossibile nell’ultimo periodo, tanto da limitarlo fortemente nel suo potenziale e quindi anche nelle performance. A questo si aggiunge il fatto che c’è un limite di tempo per le occasioni di tutti e che quindi la crescita di Dennis Foggia potrebbe dare il colpo di grazia definitivo ad una situazione contrattuale che ormai si trascina da un po’.
Se è vero che c’è sempre posto per i talenti, è anche vero che i tempi che corrono lasciano sempre meno margini a chi non realizza subito le aspettative delle squadre. Non va bene ma è così che va ultimamente.

MotoGP, Honda: è il momento di cacciare qualcuno!

 

Che tipo di casino bisogna fare in un’azienda per essere buttati fuori? Honda sembra avere i requisiti più elevati!

Immaginate di essere un allenatore e di fare un casino, tipo di mandar via uno dei vostri migliori atleti, l’equilibrio dello spogliatoio e il suo preparatore, così, perché vi sta sulle palle da tempo e appena arrivati segate tutti e due. E questi vanno a portare i loro schemi altrove.
E poi di fare in modo che la stella della squadra, che vi ha fatto vincere praticamente da solo tanti campionati, l’unico in grado di combinare qualcosa, una volta infortunato, torni prematuramente rischiando di porre fine alla sua carriera. E questa gestione è colpa vostra.
In sostituzione decidete di affidere le sorti del team a due che proprio non ce la fanno e nel frattempo riuscite a litigare con tutto l’ambiente mentre la vostra squadra trascorre annate terribili, ma comunque mai tanto terribili come quelle che stanno per arrivare.
Troppo difficile? Vediamo se riusciamo a a trovare un’analogia più alla nostra portata.


Immaginate di essere a capo di un gruppo di lavoro e di cacciare l’unico che sviluppa i prodotti dell’azienda e il suo collaboratore perché vi sta sulle palle mentre portate allo stress estremo il miglior progettista e venditore costringendolo a lavorare mentre non sta bene e nel frattempo litigate con tutti i i concorrenti ma anche con partner e fornitori, mandando l’azienda a puttane per un tot di anni assicurati dopo aver assunto due vostri amici che non ne risolvono una?

Più chiaro così? Cosa vi farebbero? Vi butterebbero fuori a calci e invece siete ancora lì belli aggressivi e spocchiosi rifiutandovi di capire quello che invece hanno capito tutti quelli intorno a voi, amici e… “nemici”.
In quanti contesti sareste ancora al vostro posto? Nemmeno se lavoraste ad un chiosco sulla spiaggia. Ve lo garantisco.

Figuriamoci in MotoGP. Non sareste al vostro posto in Ducati, in KTM, in Yamaha e nemmeno in Suzuki. Vi avrebbero preso a calci con uno stivale da cow boy… così in profondità che dovreste farvi aiutare per estrarre gli speroni dal culo. E’ un po’ forzato ma spero di aver reso l’idea.

E allora perché Puig è ancora in Honda, dopo aver fatto andare Pedrosa a ben lavorare in KTM solo perché gli stava sulle palle il suo manager?
Perché è ancora in Honda dopo aver gestito male Lorenzo, aver consentito (ma in pratica costretto) il più grande campione di Honda degli ultimi 20 anni a rientrare anzitempo e a rimanere forse mutilato per sempre? Per non parlare dell’acquistone Espargaro e di Bradl che sa collaudare e sviluppare come io so fare le missioni di pace?
Perché i giapponesi, Honda specialmente, ci mettono un po’. Però, e qui la notizia, il tempo e la pazienza sarebbero finiti perchè dopo aver toccato il fondo, Honda HRC ha iniziato anche a scavare.

Pulizia piloti: fatta. Dopo il Sachsenring rimane Marc Marquez (e vorrei vedere) in attesa di recupero ma vanno a casa Espargaro, Alex Marquez e Nakagami perché arrivano Mir, Rins e Ogura.

Poi serve uno che sia capace, che non litighi con chicchessia, che abbia un buon rapporto con i piloti e che soprattutto riesca a gestire le cose con il suo datore di lavoro. Insomma il contrario di Puig. Vi viene in mente qualcuno di libero?
Due che vengono da Suzuki. Il primo è Suppo,che è stato chiamato per riprendere in mano le cose dopo ma l’azienda ha chiuso il negozio e anche le strade in Yamaha sembrerebbero, per ora, sbarrate come spiegato il 20 febbraio
Il secondo, più lontano ancora da Puig e quindi preferibile, è Brivio, di cui abbiamo già parlato come candidato per Suzuki qualche mese fa, però Suzuki sappiamo…

Brivio è, vale ancora il mio video precedente, sì blindato in Alpine ma non è più in F1 perché è stato parcheggiato a fare altro.

Ecco qui il pezzo di gennaio

Per lui la serie A delle moto sarebbe meglio che allenare le giovanili delle auto, per fare un’analogia.
Le trattative sarebbero ancora in corso ma come è blindato Brivio in Alpine è blindato anche Puig in Honda Repsol. Quindi va trovata la spinta per

Se non fosse per il fatto che entro breve potrebbe non esserci più una Honda Repsol dato che abbiamo parlato il 14 magggio del fatto che ci potrebbe essere un “avvicendamento petrolifero”.

In super sintesi Repsol punta sulle rinnovabili mentre Petronas vende ancora carburante in Asia.
Quindi alla fine a capo della Honda ci potrebbe tranquillamente essere Davide Brivio, e la livrea della honda potrebbe essere tranquillamente questa qui!
E non è detto che sia necessariamente il 2024. Potrebbe succedere tutto anche prima, anche sei i giapponesi non amano rivoluzioni plateal.
Ma quando partono, poi arrivano…
Ma per adesso, e non sono il solo a pensarlo, l’importante è che parta Puig ma soprattutto, che arrivi Marc Marquez.