Lorenzo vs Ducati parte2: la toppa è peggio del buco!

No ma dai, che valore può avere il giudizio di Lorenzo sulla Ducati fattagli provare da Pirro?
Un test tanto per…
Cosa vuoi che gliene freghi a Ducati?
Ma sììì tanto Ducati vende le moto comunque, mica le comprano per le recensioni.

Ma quale antimarketing, dai… è stata una cosa così, che rilevanza vuoi che abbia… sarà presto dimenticata.

Ehh proprio così.

Non solo ha avuto rilevanza mondiale, questa figuraccia che ho descritto nel video che è linkato ma ci è stata messa persino una toppa inutile, che è peggiore del buco.


Go to Shop!

Andiamo per ordine. Nell’altro video e articolo ho spiegato chiaramente la mia opinione.
Non importa cosa ha detto JL ma quello che conta è che JL 5 volte campione del mondo e notoriamente schietto lo ha detto a Michele Pirro dipendente Ducati e qualunque cosa sia, conta perché l’ha detta JL in un contesto sicuramente ed evidentemente non pilotato, non artefatto, improvvisato. Quindi quel giudizio sulla Ducati magari non è onesto da parte di Lorenzo perché ha delle motivazioni dietro, ma è sicuramente vero e reale.

E ho già spiegato che per la prima volta dopo tanto tempo Ducati, abituata al giornalismo addomesticato, si è arrischiata, tramite una persona che non avrebbe dovuto farlo, in un territorio da anni in Italia inesplorato: quello dei giudizi senza filtro non moderati e non concordati, almeno non esplicitamente.

Dopo la figuraccia, alla faccia di quelli che dicono che non ha avuto rilevanza etc etc, cosa ha fatto Ducati?
Ha riportato il gioco sul piano abituale:

Ha preso una moto Bautista level, gli ha messo una targa e i fari e ha ricreato una situazione naturale in cui la fa “ricasualmente” riprovare a Lorenzo tramite la stessa persona.
Com’è la moto? Una bestiaaaa!!!!

E molto probabilmente è anche servita una telefonata di Pirro che spiegava a JL che se non ci andava dopo quel casino lui perdeva il posto… e molto probabilmente è servito un cinquantello o un centello perché Jorge Lorenzo gratis non va nemmeno in bagno, figuriamoci a fare un test dove gli viene evidentemente richiesto di correggere il tiro. Deve essere lo stesso cinquantello preso da Pirro per fargli da coach in MotoGP quell’anno e chissà se l’ha pagato Pirro o Ducati, visto il casino e il costo di tutta la faccenda. Perché questa, badate bene, non è pubblicità, ma un’operazione di salvataggio vera e propria. E’ come quando hai del letame e invece di farlo asciugare, lo rimescoli. Puzza di più o puzza di meno?

Solo un frolloccone crede che la seconda opinione di JL sia vera tanto quanto la prima e non FIxed, aggiustata, come dicono gli americani.
Solo un frolloccone crede alla genuinità della seconda uscita.
E’ evidente, dai, come cazzo si fa.

Io non mi attribuisco tutta l’importanza di pensare che questo secondo test sia stato fatto perché ho fatto il video io in cui ho detto certe cose precise. Sarei un super egocentrico. Cosa che sono ma non a quel punto.
Però nel video dico una cosa: siamo talmente disabituati ad un contesto di recensioni, informazione e opinioni non filtrate… DISABITUATI EH, che quando si verificano le situazioni non controllate, e ci sono gli schiaffi, invece di far passare la cosa, che sarebbe la situazione migliore, ci stupiamo sia da protagonisti che da spettatori.

E cosa facciamo? Riteniamo doveroso ricrearle fino ad avere il risultato ammansito, addomesticato, filtrato, credibile, che vogliamo noi. Ducati non è in grado di accettare che qualcuno come Lorenzo gli dica che una sua moto non va bene.
E quindi fa rifare il test in modo da avere un risultato più “logico” anche per chi guarda.
Ahhhhh adesso Lorenzo l’ha provata bene e infatti dice che è una bestia.

La mia opinione è che se prima si poteva pensare che l’opinione di Lorenzo fosse dettata da livore o chissà che e quindi non fosse vera, adesso con questo test RIORGANIZZATO l’opinione di Lorenzo acquista ancora più valore. La coda di paglia di Ducati prende fuoco e questo secondo test è evidentemente sponsorizzato.
A chissà quale costo diventa credibile tanto quanto tutto il resto delle prove aggiustate, dei redazionali e tutto il resto. Credibilità: zero.
E in tutto questo, Lorenzo riesce a vincere un’altra volta, perché lui quello che doveva e voleva dire su Ducati l’ha già detto al Mugello e adesso è evidentemente che sta solo recitando un copione. Se è evidente che reciti, non stai ingannando nessuno.
Non era facile per i protagonisti ottenere in così pochi giorni una doppia vittoria (per Lorenzo) e una doppia figuraccia (per Ducati) sullo stesso tema.
Ci sono riusciti entrambi e uno è stato pagato per dire quello che veramente pensa, anche se ha dovuto dire due volte due cose diverse.

E in tutto questo: la servitù editoriale del giornalismo lubrificato, favorisce la diuresi dell’informazione.

JL99 vs Ducati: svelata l’identità di Shpalman!

Un episodio di marketing autolesionista di una casa con il suo prodotto di punta, una moto da pista, avvenuto nel modo e nel momento peggiore possibile ad opera di due protagonisti fra i più efficaci possibili, uno in senso positivo, l’altro all’opposto.

Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.


Go to Shop!

Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.

E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.

Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.

Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.

Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.

Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.

Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.

Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla
Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo?
C’è la maschera di ferro
C’è la maschera di Pippo
Ma la maschera di merda
Te la fa solo Shpalman

Perché è arrivato Shpalman
Che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
Che tutti shpalmerà
Autografi la faccia di tutti i miei nemici
E il volto gli incornici con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto
Ed ogni farabutto shpalmato resterà…