Bastianini e il Ducati-segnale: comandiamo noi. Non rompete il ca**o!

Ducati sceglie Bastianini e spiazza tutti.
Forse perché è una scelta logica e pubblico e stampa non sono abituati a vedere una scelta logica da parte di Borgo Panigale. Eppure forse ci sarebbe potuta essere una scelta ancora più giusta. Per non parlare del segnale che Bologna sta lanciando. Ed è un segnale pesante.


Dicevamo che fino all’ultimo week end di gara tutti, stampa e pubblico erano concordi su due cose.
1) Ducati avrebbe scelto Martin ma Bastianini avrebbe meritato di più.
2) Tutti erano concordi sul fatto che forse il team rosso per Enea sarebbe stato un ambiente difficile e che quindi, per il suo bene, Gresini o Pramac sarebbero stati meglio, soprattutto umanamente.
Tutto questo a titolo di “consolazione” per una imminente scelta a favore dello spagnolo.
Sono tutte cose vere se si vuole ignorare una cosa.
La MotoGP non è sedersi con la famiglia per giocare a Monopoly a Natale.

Se si vuole crescere e stare bene, magari ottenendo qualche soddisfazione, ok. Ma se si vuole vincere il mondiale, specialmente su una Ducati, l’unico modo è quello di far parte del team factory.
Il resto sono storie che vogliamo raccontarci per accontentarci.
Si può vincere qualche gara, ben figurare, farsi apprezzare e fare i romantici, ma tutto finisce quando il pilota di punta, uno dei due vestiti di rosso, e magari anche l’altro, mettono sul tavolo le loro esigenze. Alla lunga il team factory, per lo meno nel confronto con i team clienti, è come il banco. Vince sempre. Perché non solo dà le carte, ma prima le guarda anche, ed è proprietario anche del tavolo e delle sedie con cui si gioca. Punto.

Per cui, tutti quelli che auspicavano una sella rossa per Enea e scuotevano la testa per la scelta eventuale ma già data per fatta di Martin, adesso non dovrebbero veramente rompere il cazzo. Sì, il cazzo. Scritto così. Perché non c’è un altro modo per dirlo.

Enea è la scelta giusta, anche se ce ne sarebbe potuta essere una ancora più giusta. Ammesso che sia intelligente silurare Miller, sarebbe stato altrettanto furbo far fare un anno transitorio da ufficiale a Zarco, (che se lo merita perché fa quello che un secondo pilota dovrebbe fare, ovvero punti) e tenere Martin ed Enea un anno in Pramac insieme per misurarli veramente e con certezza in un ambiente neutro e uguale per entrambi, scegliendo poi chi mandare accanto a Bagnaia, sempre che, contro Zarco, fosse rimasto lui il leader.

E chi dice che magari Martin se ne sarebbe andato, parla a vuoto perché tanto non è ufficiale nemmeno adesso e quindi volendo può sempre andar via, anche se non è chiarissimo dove.

Detto questo, possiamo dire che Ducati non ha fatto benissimo ma ha fatto sicuramente molto bene. Bastianini non è una scelta sbagliata e in più costituisce un segnale, finalmente di quelli belli.

Dopo la brutta uscita di Dall’Igna, riassumibile nel fatto che i piloti Ducati non devono fare cazzate e quindi mettersi di traverso nei confronti di Pecco che cerca di vincere il titolo, proprio a quest’ultimo lancia un segnale bello, scegliendo l’unico pilota che il piemontese aveva dimostrato di non gradire.

E’ un segnale che Bagnaia è costretto a guardare dal suo piedistallo, come nella copertina e gli dice: “ti abbiamo fatto un contrattone, puntiamo su di te, ti vogliamo bene, ti supportiamo… però comandiamo noi.”
Chi vuole può estendere il Ducati segnale anche a VR46 che sta pensando, seppur non nell’immediato, di passare a Yamaha.
“Nel team factory, dice Ducati, comandiamo noi”.

Io la leggo così. A proposito, vale anche per chi ha chiesto per mesi Bastianini in rosso. Adesso non dobbiamo più rompere il cazzo.

MotoGP, Redbullring: Bagnaia vince, Quartararo Convince, Dorna è disperata: le Pagelle!

La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.

L’arrivo: Bagnaia, Quartararo, Miller, Marini, Zarco, Espargaro, Binder, Rins, Bezzecchi, Martin.

Nella giornata Ducati che, a  casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso,  Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque).
Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.

Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.
Questa la sintesi. Prima di passare alle pagelle, se vi piace tutto questo, iscrivetevi al canale, attivate le notifiche e scoprite come potete supportare Misterhelmet con lo shop, le donazioni e tutto il resto!

E ora le pagelle, guardatevi il video!


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Volete discutere la pagelle live con Misterhelmet? Ecco l’appuntamento di mercoledì 24!

Com’è andata? Live dopo Redbullring MotoGP e Pittsburgh MotoAmerica!

Come ormai di consueto, abbiamo dato un’occhiata ai temi principali dopo il Redbullring MotoGP e Pittsburgh MotoAmerica.

 


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Con la partecipazione di Luca Bologna e nonostante un uragano che ha attentato allo streaming, siamo riusciti a trattare qualche tema.
Bagnaia è da Mondiale? Bastianini e Martin sono i giusti contendenti per la seconda moto factory?
Quartararo è davvero imbattibile?
Quanto fa ridere la sprint race e quanto è burattino il presidente della FIM, Viegas?
E per quanto riguarda Petrucci: Ducati può fare qualcosa?
C’è anche un video interessante ed esclusivo sulla differenza fra Dunlop e Pirelli.

Date un’occhiata alla Live!

MotoGP, Redbullring: Bagnaia dominatore ma Quartararo dà spettacolo! Miller ancora podio!

La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.

Bagnaia, Quartararo, Miller, Marini, Zarco, Espargaro, Binder, Rins, Bezzecchi, Martin.

Nella giornata Ducati che, a  casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso,  Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque). Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.
Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.


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La gara è un duello basato sugli errori. Di Bastianini  e Mir che vanno out (e lo spagnolo è anche fratturato), di Martin che spesso esagera, e di Miller che ottiene un podio ma non riesce, ed è la seconda volta, a fare in modo che fra lui e Bagnaia non ci sia nessuno.  Il quarto posto di Marini, miglior risultato della stagione,  è meritato ed è la cartina tornasole di quello che serve fare con Ducati per ottenere grandi risultati: rimanere in piedi.
Il resto della gara quasi non c’è perché la scelta delle gomme decide la giornata.
Ma l’interrogativo è pesante: onore a Ducati e non che non sia giusto, ma è abbastanza incredibile come una casa con un potenziale tecnico così superiore rispetto ai concorrenti, debba inseguire, per il titolo, qualcuno con mezzi decisamente insufficienti.
Oggi Ducati ha vinto ma a che serve se poi sono i suoi piloti a perdere il campionato?

Guarda la Live di Misterhelmet, Luca Scassa e Luca Bologna con il commento della gara!

Leopard vs KTM: non succederà niente ma lo sputtanamento c’è!

Sulla vicenda Leopard VS KTM ci siamo già espressi riportando il retroscena e le motivazioni.
E’ sufficiente leggere l’articolo di Misterhelmet per inquadrare il tema.
Nella giornata di oggi, il team Leopard è uscito con un lungo comunicato in cui “sembra” deporre le armi ma in cui spiega bene la situazione.

 

Lo trovate qui!

Alla fine Leopard deve aver percepito che non succederà niente che possa mettere spalle al muro un gigante come KTM, impegnato con Dorna in trattative che parlano di MotoGP, e 4-5 marchi che offrono sicuramente di più di un team privato che lotta da solo per il mondiale Moto3. KTM sarà già riportata alla ragione come numero di moto e questo sarà sufficiente.
E’ qui che allora leopard decide di mettere nero su bianco quanto accaduto e “sbugiardare”, mi sia consentito, tutte le parti in causa, incluse quelle giudicanti che se ne sono lavate le mani quando non si sono voltate dall’altra parte. Il comunicato è un inglese, un po’ pesante da smaltire e sembra fatto apposta per non essere letto.  Vi metto la traduzione qui sotto e sintetizzo dicendo che Leopard riporta i fatti evidenziando come l’organizzatore e gli organi giudicanti si siano lavati le mani e si siano tenuti ben lontani dal prendere una decisione. La cosa peggiore. Penso che 3 minuti di tempo possano essere utili a farvi capire come si muovono certe cose nelle battaglie fra grandi e piccoli e come si si decidano i destini i questi ultimi quando in ballo ci sono cose molto più grandi di loro che li rendono, “sacrificabili”.
KTM la passa liscia ma secondo me lo sputtanamento è servito e Leopard ne esce da gigante.

 


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Dichiarazione di Le0pard Racing

Il punto di vista di Leopard Racing dopo la protesta per gli evidenti cambiamenti sulle Moto3

Il 9 agosto 2022 Leopard Racing ha ricevuto i motivi della decisione finale della Corte d’Appello della MotoGP in merito al reclamo presentato da Leopard Racing il 29 maggio 2022. Le circostanze che hanno portato al reclamo sono di seguito riassunte.

Al termine della stagione 2021, il 23 dicembre, un comunicato FIM annunciava che alcuni elementi delle moto Moto3, come il cablaggio completo e i relativi connettori, compresi quelli delle pulsantiere al manubrio, la pompa benzina completa con i suoi regolatore e l’intero sistema di alimentazione (cavi elettrici, tubi e collegamenti), erano diventati parti prestazionali con effetto immediato e di conseguenza non potevano essere modificati dai Team.

Questa decisione ci ha sorpreso perché le parti in questione erano esattamente le parti su cui, con l’approvazione del Direttore Tecnico della MotoGP, Mr. Danny Aldridge, avevamo lavorato per tutto il 2021 al fine di migliorare le prestazioni della nostra moto. Avevamo realizzato un cablaggio più leggero, una pulsantiera semplificata e dedicata che permettesse una migliore ergonomia del gruppo moto-pilota, una pompa benzina e un regolatore di pressione più efficienti nel rispetto del limite di pressione imposto dalle normative vigenti.

Per questo, il giorno dopo aver ricevuto il comunicato, abbiamo consultato il Direttore Tecnico chiedendo spiegazioni, come per il nostro Team, alterare queste modifiche comporterebbe non solo una perdita di prestazioni, ma anche un notevole esborso economico.

Il Direttore Tecnico ha risposto che le modifiche erano state una richiesta di KTM, a cui Honda aveva dato il suo consenso. Ha detto che non avevamo la possibilità di utilizzare le nostre parti sviluppate, poiché la decisione era stata presa nel 2021. Quindi, dal 2022 in poi, i produttori hanno dovuto omologare i componenti originali del 2021 che corrispondevano ai codici inclusi nell’ultimo elenco di parti depositato nel 2021. Inoltre, Honda Racing Corporation ha ricevuto una smentita quando ha chiesto la possibilità di aggiornare le specifiche delle nuove parti ad alte prestazioni. Di conseguenza, abbiamo dovuto affrettarci ad acquistare i componenti originali Honda 2021 e investito notevoli risorse per ridurre la perdita di prestazioni dovuta all’assemblaggio dei componenti originali 2021.

Per tutta la stagione 2022 ci siamo accorti che su tutte le moto KTM e su quelle degli altri marchi dello stesso gruppo industriale, tutte le nuove parti prestazionali (cablaggi, pompa benzina e pulsantiere al manubrio) erano state aggiornate rispetto alle specifiche utilizzate nel 2021. Per riassumere, i nostri rivali avevano aggiornato queste parti di prestazioni menzionate, mentre ci era stato detto che era impossibile farlo. A causa di una violazione così evidente delle regole, e seguendo lo spirito della competizione, la squadra ha deciso che qualcosa doveva essere fatto.

Al Gran Premio di Jerez abbiamo chiesto chiarimenti al Direttore Tecnico che, colto alla sprovvista ed evidentemente ignaro degli aggiornamenti introdotti da KTM nel 2022, ci ha chiesto di non sporgere denuncia e di dargli il tempo di approfondire la questione. Eravamo certi che le nuove parti fossero state utilizzate sperimentalmente da un pilota Ajo solo alla fine della stagione 2021, e per questo motivo non erano in nessuna delle liste delle parti depositate da KTM nel 2021.

Durante la gara del Mugello (due Gran Premi dopo il meeting di Jerez) abbiamo presentato formale protesta contro KTM e gli altri marchi appartenenti allo stesso gruppo industriale.
Dopo la gara, il Collegio dei Commissari Sportivi ha ascoltato le nostre motivazioni e ha ascoltato il Direttore Tecnico. Dopo aver sentito le parti, il Collegio dei Commissari Sportivi ha respinto la nostra protesta informandoci che i nuovi componenti KTM sarebbero stati aggiornati con l’approvazione del Direttore Tecnico, quindi come tali erano stati omologati per il 2022.

Questa risposta ci ha lasciato attoniti e avendo non una, ma numerose e-mail in cui il Direttore Tecnico negava (senza possibilità di equivoco) alla Honda di apportare le stesse modifiche concesse a KTM, abbiamo deciso di presentare ricorso, e siamo stati deferiti al competente Appeal Stewards Panel della FIM. Questo secondo panel ha dichiarato di non avere competenze tecniche sufficienti per decidere in merito e ci ha rinviato alla Corte d’Appello della MotoGP.

Resta un dato di fatto che durante un periodo di “Freeze of Performance” che dura dall’inizio della pandemia, KTM abbia omologato una moto diversa dalla specifica 2021, tanto che tutti con moto del gruppo KTM avevano rinnovato buona parte della loro pezzi di ricambio.

Il 14 luglio, il giorno dopo l’udienza, la Corte d’Appello della MotoGP ci ha comunicato di aver respinto la nostra protesta, e abbiamo preferito attendere il documento contenente le motivazioni del rigetto (ricevuto il 9 agosto) prima di esprimere il nostro parere a i media.

In fondo siamo stati svantaggiati, e riteniamo che la Honda avrebbe potuto anche aggiornare le nuove parti prestazionali, se il Direttore Tecnico non si fosse espresso nella direzione opposta.

Ciò premesso, la Corte d’Appello ha replicato che c’erano state “incomprensioni” nelle comunicazioni tra il Direttore Tecnico, Honda, e Leopard in merito all’interpretazione delle novità normative introdotte nel 2022.
La Corte d’Appello considera le e-mail e gli altri elementi di prova rilevanti come mere “conversazioni tra privati” prive di qualsiasi valore giuridico, sminuendo di fatto il ruolo cardine del Direttore Tecnico e lasciando la Moto3 nelle sole mani di un regolamento ambiguo che presta a innumerevoli interpretazioni. Ciò ha creato un precedente storico in contrasto con quanto espresso dalla normativa vigente nella definizione di tali materie tecniche, ma anche nella lunga tradizione del nostro sport (e, più in generale, del motorsport).

Pertanto, il Direttore Tecnico ha affermato di aver autorizzato questi aggiornamenti e che né Leopard né HRC capivano di poterlo fare, inoltre è stata controproducente l’attenzione nostra e della Honda nel discutere preventivamente con il Direttore Tecnico eventuali modifiche apportate alle moto, mentre il parere di il Direttore Tecnico non è apparentemente vincolante e può essere rivisto secondo necessità.

Tuttavia, permangono diversi dubbi e domande senza risposta, mentre è un dato di fatto che non tutti i team e le case costruttrici hanno ricevuto dal Direttore Tecnico della MotoGP le stesse indicazioni per quanto riguarda le modifiche al regolamento tecnico per la stagione 2022. Infatti, come risulta dai relativi atti depositati davanti alla Corte d’Appello della MotoGP, il nostro Team e Honda Racing Corporation è stato impedito dal Direttore Tecnico della MotoGP di realizzare parimenti le parti sviluppate, mentre le controparti erano espressamente autorizzate a farlo.

Inoltre, non seguiamo la Corte d’Appello della MotoGP quando stabilisce che le nuove parti prestazionali devono rimanere congelate a partire dalla stagione 2022. Infatti, alla domanda del nostro Team quali specifiche dei nuovi pezzi prestazionali dovessero essere omologate dai costruttori, il Direttore Tecnico ha risposto che i costruttori avrebbero dovuto prendere come riferimento per tale omologazione la specifica 2021, e questo perché la norma di riferimento era stata concordato a fine anno 2021.

Infine, dai documenti presentati dalle case costruttrici, è emerso abbastanza chiaramente che KTM, GasGas e Husqvarna non avevano presentato la loro Lista Ricambi, necessaria per l’approvazione delle sue Parti Performance per la stagione 2022, entro il termine previsto dal regolamento, pur senza chiedere e/o ottenere una deroga o una proroga del termine. Nonostante ciò sia stato debitamente sollevato e ampiamente discusso in udienza, la decisione della Corte d’Appello della MotoGP, sorprendentemente, non prende posizione in merito, nemmeno accennandola nella decisione finale.

Lasciamo quindi al buon senso di chi legge il nostro comunicato l’interpretazione degli eventi e il giudizio sui soggetti coinvolti. Siamo tornati a lavorare per continuare a migliorare le nostre prestazioni, e ne è stata prova l’ultima vittoria a Silverstone e le continue lotte per il podio. Allo stesso modo, speriamo solo che in futuro nessun malinteso, o comunque si voglia definirlo, possa influenzare il risultato sportivo di un campionato emozionante come quello della Moto3.

 

I retroscena del no di BMW alla MotoGP: quanto ci è mancato?

Non ha molto senso svelare i retroscena di cose che ormai non possono succedere oppure di cose che non sono successe ma a volte serve per capire il peso che certe aziende danno a certe attività e quanto invece certe altre organizzazioni mettano in giro voci al solo scopo di ottenere “valore”.

Dopo l’uscita della Suzuki dalla MotoGP, pressoché immediatamente è arrivata la news di una BMW interessata a subentrare, addirittura (follia) prendendo in mano i progetti dei giapponesi e portando in casa anche Livio Suppo come team manager. Non ci ha creduto nessuno.

Da subito Dorna ha iniziato a dichiarare che c’era una factory intenzionata ad entrare, facendo in modo di far credere che si trattasse di BMW.


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In realtà BMW sarebbe stata contattata tramite la sua emanazione motociclistica della Superbike e poi il dipartimento M, quello racing, per intenderci. E la proposta sarebbe stata anche presa in considerazione dai “tedeschi”.
Arrivati però a discutere dei termini e dei dettagli, la questione sarebbe arrivata ai board di Monaco, non quelli che vanno in giro a giocare alle corse ma quelli che contano e che decidono e la faccenda sarebbe stata immediatamente stoppata perché “non scherziamo, la Moto GP non è considerata strategica per BMW né è un valore aggiunto per il racing di Monaco.”

E’ chiaro che c’è un problema se un’azienda in super attivo come BMW, che produce auto e moto e che investe in marketing correlato sia come partecipante ai campionati che come sponsor (inclusa la stessa MotoGP), si tiene lontano dai prototipi, sia in F1 che in MotoGP, dopo aver lasciato anche la Formula E ad eccezione per la fornitura motori.

Se non c’è bisogno di sviluppare un brand (e BMW non ne ha bisogno) o non si vive di corse, tutto quello che non è concreto, non ha senso.

E la MotoGP, evidentemente, ad occhi di aziende come BMW (ma Kawasaki, per intenderci, non è diversa), non ha senso perché è lontana dalla realtà, soprattutto adesso che è fatta di marchi e non di factory reali. Che visibilità e prestigio dà un Motomondiale in cui corrono case che nemmeno esistono? Che vantaggio avrebbe un’azienda come BMW, che bada al sodo, ad essere affiancata ad una GASGAS senza vincere?
E’ la stessa conclusione a cui è arrivata Suzuki appena dopo aver vinto un mondiale.
Quale sarà la prossima factory a mollare?

Moto3: meno KTM più Honda. Out Avintia dentro Monlau. E poi la gara sprint o qualcosa del genere!

Fuori Avintia Esponsorama e un po’ di KTM in meno. Dentro Monlau e un po’ di Honda in più.
E poi qualcosa di simile ad una Gara Sprint per la MotoGP

Dall’anno prossimo avremo il marchio GasGas in MotoGP. Chi fa cross o fuoristrada, lo conosce, dicono in KTM. E la cosa fa già ridere così, perché con la MotoGP non c’entra niente.
Bisogna avere il coraggio di dire che GasGas in MotoGP è una BUFFONATA e a Dorna serve solo a mettere una toppa per Suzuki che va via. La stampa di leccapiedi servi non ce l’ha e lo festeggia come un risultato. GasGas è solo uno sponsor e non è una casa. Tanto che gli è vietato l’ingresso alle riunioni dell’associazione delle case, la MSMA che in questo momento sta discutendo l’eventuale creazione di una gara sprint in MotoGP. Una garetta tutta da definire che dovrebbe essere corsa di sabato, per mantenere “l’erezione televisiva”.

La faccenda di Gas Gas che non è una factory passa in cavalleria perché Dorna in MotoGP ha bisogno di nuove “case”, anche se sono puramente rappresentative, che è un modo per dire farlocche.


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Se questa cosa passa in MotoGP, in Moto3 si va nella direzione opposta perché Dorna, questi i rumors, sarebbe stufa del dominio in griglia da parte del marchio austriaco, soprattutto adesso che ci sono stati dei problemi “tecnici” vedi articolo di Misterhelmet sul reclamo Leopard.

Probabilmente Dorna farà in modo che non vengano presi provvedimenti drastici riguardo le irregolarità tecniche di KTM ma in cambio farà sì che gli austriaci accettino un ridimensionamento nel numero di moto schierate e, sempre rumors, anche nel numero di marchi. Parliamo di Moto3.
KTM, Husqvarna, CF Moto, GasGas… troppi marchi per essere la stessa moto, e troppo elevata la % in griglia per mantenere la credibilità di un campionato che fa già fatica e che quindi vedrebbe necessario un ribilanciamento a favore di Honda.

Da questa ghigliottina non ne uscirebbe troppo bene Avintia Esponsorama che, dopo la parentesi di splendore ritrovato grazie al lavoro di  Ruben Xaus (uscito dall’anno scorso), sarebbe tornata ai vecchi cliche fatti di difficoltà finanziarie e immagine appannata.
Dorna avrebbe deciso di chiudere il suo ciclo entro breve anche se decidesse di passare a Honda, cosa che Dorna sta cercando di favorire comunque in generale per tutti i team nuovi ma anche per tanti team attuali.

Da subito, infatti, questi i rumors, i team che vorranno fare il salto da CEV e MotoGP saranno accettati solo se utilizzeranno Honda.
Così dovrebbe fare Monlau, potentissimo player spagnolo che corre nel CEV e che dovrebbe entrare nel Motomondiale l’anno prossimo anche come squadra. Monlau è l’azienda che organizza la “fornitura” di tecnici e meccanici grazie alla sua importante scuola di formazione e management sportivo che sta monopolizzando le fila dei tecnici presenti nel Motomondiale anche abbassando il monte compensi (cosa che piace a Dorna e ai team ma molto meno al resto delle altre maestranze che per non rimanere a piedi si devono adeguare).

Tornando ad Avintia, momento chiave è stato lo sganciamento da VR46 dopo il mancato arrivo dei soldi dello sceicco. VR46 è stata salvata da Fantic che pagherà la Moto2, mentre Avintia non verrà salvata da nessuno.

Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto!

Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto.

Parleremo di un evento triste, cercando di rendere onore ad una pista storica.

Il circuito di Brno (denominato ufficialmente originariamente circuito Masaryk dal nome del primo presidente cecoslovacco Tomáš Masaryk) è la sede storica del Gran Premio motociclistico della Repubblica Ceca ed è situato a 14 km a nord-ovest della località omonima della Repubblica Ceca (1 km dall’uscita 182 dell’autostrada D1). Era, perché da un po’ è uscito dal network delle piste iridate.


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Saltando tutta la parte degli anni 20, dell’inizio delle competizioni motociclistiche degli anni 50, continuate anche sotto il comunismo, dell’accorciamento della pista del 1975 e dell’incremento delle gare internazionali del Motomondiale, del Mondiale Superbike, del Campionato FIA GT negli anni 2000, dovuto suprattutto alla famiglia Abraham, divenuta proprietaria del circuito grazie alla passione di Karel, discreto mestierante (con valigia) di tante stagioni del Motomondiale e del Mondiale Superbile, rigorosamente su cessi a pedali, arriviamo alla recente crisi economica che ha visto sopprimere, a Brno, tanti eventi di tanti campionati iridati.

Vediamo al volo come è fatto il circuito adesso e come è stato negli anni.

Dicevamo, la crisi…
La verità è che la crisi c’è, ma c’è anche e soprattutto la crisi motivazionale dei proprietari, leader nella produzione di valvole cardiache ed apparecchiature elettromedicali, che però non hanno più un rampollo pilota.
E quindi, come tutte le multinazionali, stufi del giocattolo, diversificano.

Qui vediamo quanto abbiano contato gli Abraham a Brno, con questa immagine in cui AB Cardion è sponsor in un podio del Sic esattamente 11 anni fa.

Gli Abraham, avrebbero così deciso di far seguire al Circuito di Brno, lo stesso destino di Kyalami e Rio de Janeiro: villette. Non domani, perché l’Autodrom rantolerà ancora un pochino ma il progetto c’è anche se si lotta per salvare il tracciato.
Ne faranno villette in una Repubblica Ceca che forse è in crisi motoristica ma non in crisi edilizia.
Possiamo raccontarci la storia del Motorsport che non tira e tutte le menate buone e giuste, ma il fatto è che, questa volta, si tratta di concause. Alla famiglia interessano, giustamente, altre cose, e quindi il destino di uno dei circuiti più belli d’Europa, è legato a delle scelte imprenditoriali, almeno sensate, aiutate da un Europa che è contro il motorsport come dovrebbe essere.

Perdiamo quindi una pista che è un pezzo di storia…che seppure cambiando conformazione e venendo ridimensionata negli anni ha visto record di Rudolph Caracciola su Mercedes (nella prima conformazione), o del Principe Bira su Maserati (nel primo dopoguerra), ma anche di Gianfranco Bonera su MV Agusta 500 (nella terza nel 74), fino ad arrivare a Johnny Cecotto su Yamaha YZR500 nella versione 75-87) per chiudere con Ingo Gerstl su Toro Rosso in quella attuale (e partliamo di record assoluti), ma anche dei record di Pedrosa, Crutchlow e Marquez per le moto che interessano a noi. Una pista che è al secondo posto per campionati motociclistici disputati dopo il TT Circuit di Assen, dove ha corso praticamente qualsiasi cosa anche in un periodo nel quale, un paese del Patto di Varsavia come la Cecoslovacchia, faceva fatica ad aprirsi e questo tipo di eventi erano un’eccezione che portava una boccata di ossigeno ad un popolo, diciamolo, oppresso.

A Brno mi legano ricordi bellissimi delle prime stagioni all’estero, seguendo la Superbike, dove ho potuto incontrare gente completamente diversa da quella che avevo incontrato, nemmeno diciottenne, prima della caduta del muro. Diversa, ma rimasta identica nella passione per i motori, ancora una volta mutilata dal fatto che l’Europa non è più il cuore dei motorsport, non tanto perché manchino i soldi, quanto per il fatto che ha deciso di ucciderlo.

Ce la caveremo senza Brno? Ce la caveremo come senza Kyalami e senza Rio de Janeiro e senza tante altre piste che moriranno, ma di certo Most non la sostituisce degnamente, a meno che qualcuno non decida di farci degli investimenti seri.
Si cercano altri Abraham con figli piloti.
Altrimenti, siamo fottuti.

Mi dispiace per la brutta notizia ma magari, che ne so, se andate in Repubblica Ceca, riuscite a farci un ultimo salto.

Live argomenti estivi! Domande, risposte e un paio di news su Honda!

Una live estiva fresca in cui parliamo dei temi caldi dell’estate e di un paio di temi che riguardano Honda, fra cui la fraintesa news di Bassani.

Guardate il video su Youtube. Potete però seguire Misterhelmet anche su Facebook, Twitch, Twitter, e Telegram, sempre per le dirette!


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