Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto!

Circuito di Brno: addio alla curva Schwantz. E anche a tutto il resto.

Parleremo di un evento triste, cercando di rendere onore ad una pista storica.

Il circuito di Brno (denominato ufficialmente originariamente circuito Masaryk dal nome del primo presidente cecoslovacco Tomáš Masaryk) è la sede storica del Gran Premio motociclistico della Repubblica Ceca ed è situato a 14 km a nord-ovest della località omonima della Repubblica Ceca (1 km dall’uscita 182 dell’autostrada D1). Era, perché da un po’ è uscito dal network delle piste iridate.


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Saltando tutta la parte degli anni 20, dell’inizio delle competizioni motociclistiche degli anni 50, continuate anche sotto il comunismo, dell’accorciamento della pista del 1975 e dell’incremento delle gare internazionali del Motomondiale, del Mondiale Superbike, del Campionato FIA GT negli anni 2000, dovuto suprattutto alla famiglia Abraham, divenuta proprietaria del circuito grazie alla passione di Karel, discreto mestierante (con valigia) di tante stagioni del Motomondiale e del Mondiale Superbile, rigorosamente su cessi a pedali, arriviamo alla recente crisi economica che ha visto sopprimere, a Brno, tanti eventi di tanti campionati iridati.

Vediamo al volo come è fatto il circuito adesso e come è stato negli anni.

Dicevamo, la crisi…
La verità è che la crisi c’è, ma c’è anche e soprattutto la crisi motivazionale dei proprietari, leader nella produzione di valvole cardiache ed apparecchiature elettromedicali, che però non hanno più un rampollo pilota.
E quindi, come tutte le multinazionali, stufi del giocattolo, diversificano.

Qui vediamo quanto abbiano contato gli Abraham a Brno, con questa immagine in cui AB Cardion è sponsor in un podio del Sic esattamente 11 anni fa.

Gli Abraham, avrebbero così deciso di far seguire al Circuito di Brno, lo stesso destino di Kyalami e Rio de Janeiro: villette. Non domani, perché l’Autodrom rantolerà ancora un pochino ma il progetto c’è anche se si lotta per salvare il tracciato.
Ne faranno villette in una Repubblica Ceca che forse è in crisi motoristica ma non in crisi edilizia.
Possiamo raccontarci la storia del Motorsport che non tira e tutte le menate buone e giuste, ma il fatto è che, questa volta, si tratta di concause. Alla famiglia interessano, giustamente, altre cose, e quindi il destino di uno dei circuiti più belli d’Europa, è legato a delle scelte imprenditoriali, almeno sensate, aiutate da un Europa che è contro il motorsport come dovrebbe essere.

Perdiamo quindi una pista che è un pezzo di storia…che seppure cambiando conformazione e venendo ridimensionata negli anni ha visto record di Rudolph Caracciola su Mercedes (nella prima conformazione), o del Principe Bira su Maserati (nel primo dopoguerra), ma anche di Gianfranco Bonera su MV Agusta 500 (nella terza nel 74), fino ad arrivare a Johnny Cecotto su Yamaha YZR500 nella versione 75-87) per chiudere con Ingo Gerstl su Toro Rosso in quella attuale (e partliamo di record assoluti), ma anche dei record di Pedrosa, Crutchlow e Marquez per le moto che interessano a noi. Una pista che è al secondo posto per campionati motociclistici disputati dopo il TT Circuit di Assen, dove ha corso praticamente qualsiasi cosa anche in un periodo nel quale, un paese del Patto di Varsavia come la Cecoslovacchia, faceva fatica ad aprirsi e questo tipo di eventi erano un’eccezione che portava una boccata di ossigeno ad un popolo, diciamolo, oppresso.

A Brno mi legano ricordi bellissimi delle prime stagioni all’estero, seguendo la Superbike, dove ho potuto incontrare gente completamente diversa da quella che avevo incontrato, nemmeno diciottenne, prima della caduta del muro. Diversa, ma rimasta identica nella passione per i motori, ancora una volta mutilata dal fatto che l’Europa non è più il cuore dei motorsport, non tanto perché manchino i soldi, quanto per il fatto che ha deciso di ucciderlo.

Ce la caveremo senza Brno? Ce la caveremo come senza Kyalami e senza Rio de Janeiro e senza tante altre piste che moriranno, ma di certo Most non la sostituisce degnamente, a meno che qualcuno non decida di farci degli investimenti seri.
Si cercano altri Abraham con figli piloti.
Altrimenti, siamo fottuti.

Mi dispiace per la brutta notizia ma magari, che ne so, se andate in Repubblica Ceca, riuscite a farci un ultimo salto.

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