L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

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L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

L’unico vero bersaglio mancato da Honda nel 2022!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Honda che, in realtà, nel 2022 ha mancato solo un bersaglio fra quelli che avrebbe voluto centrare!

 

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Capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate. Da dove vogliamo cominciare?

Questo è il primo di tre video/articoli che parleranno delle chiavi di lettura senza senso su Honda, Yamaha e Ducati, buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.

Parliamo di Honda e delle sue difficoltà, della tragedia che vive, per non vincere, dei malumori, etc. Marquez smette, se ne vuole andare, c’è un malcontento totale, etc. E poi alla fine vi do l’unico vero bersaglio mancato del 2022-2023.

Parliamo di Honda
Chiunque corre, corre per vincere. Sono sicuro che Pol Espargaro sia scontento, ovviamente perchè ha fatto un brutto campionato. Sono convinto che Bradl sia insoddisfatto perché guadagna poco ma per tutto il resto credo che contento di quello che fa e del fatto che ha una moto su cui sedersi.
E guardate un po’ sono anche convinto che Marc Marquez da un lato sia deluso della sua prestazione e dall’altro sia carico per il 2023 seppur con qualche dubbio.
Sono ovvietà che scrive chi non ha altro da dire.

Ma Honda, che problemi può avere oltre al fatto che da qualche anno non vince? E soprattutto, è davvero un problema?
Mi sembra evidente che le corse di fanno per vincerle ma può anche capitare che non succeda.
Honda ha vinto tantissimo e per anni si è alternata a Yamaha nella spartizione dei mondiali. Honda-Yamaha, Honda-Yamaha, con qualche altra breve parentesi.
Ma tenete conto che è anche giusto, è anche statistica, che a volte questo duopolio sia interrotto e vincano altri, come Suzuki o Ducati.

Una persona normale veramente pensa che Honda si aspetti di vincere ogni anno? L’anomalia non è se Honda e Yamaha non vincono ma se non vincono mai gli altri. E’ arrivato il turno di Suzuki, è tornata alla vittoria anche Ducati. Vedrete che il meccanismo consentirà anche a KTM e Aprilia di prendersi delle soddisfazioni. E’ questa la normalità, non che vinca sempre uno.

Qualcuno dirà che il problema di Honda, senza vittoria del mondiale, è quello di non aver vinto nemmeno una gara.
Sicuramente è brutto ma pensate che Honda non se ne sia accorta? Sappiamo tutti da cosa dipende. Dalla salute di Marquez. Ecco l’unica cosa di cui Honda si deve preoccupare. Ed è anche l’unica cosa che non dipende, non più, da Honda.
Honda per anni ha vinto PRATICAMENTE grazie a Marquez e ne è consapevole. Negli ultimi anni non ha vinto perché Marquez non era in salute, e ne è consapevole. Ci sarà sicuramente un allarme tecnico ma non è sicuramente dell’entità di cui ci vogliono far credere.

Honda si ritira, Honda lascia, Honda vuole cambiare le cose, sono solo affermazioni di chi non ha capito quale sia la visione globale di Honda e quanto conti Honda nello scenario mondiale.

Per Honda le corse non sono importanti come possono esserlo per Ducati. A Honda non interessa solo vincere. A Honda interessa ANCHE VINCERE.

Vi dico qual è la più grossa preoccupazione INDUSTRIALE di Honda.
L’elettrico. Deve svilupparlo ma anche controllarlo per poter continuare a dominare nei mercati in cui è presente. E’ questa cosa la può fare solo in un modo: con i biocarburanti. E questo percorso continua con Repsol fino a che Repsol non passerà definitivamente come annunciato alle energie rinnovabili. I carburanti alternativi si sviluppano in gara. Per questo Honda HRC, a partire dal campionato giapponese, lavorerà su questo. Se potrà farà in modo che si utilizzino anche in MotoGP e Superbike.

E adesso vi dico qual è la più grossa preoccupazione sportiva di Honda HRC in MotoGP.
Sviluppare una moto mediamente competitiva per fare in modo che Marquez o il suo successore ci metta del suo per vincere. Se può.

Marquez o il suo successore e qui arriva la news.
Mir è un ripiego. Volete sapere come mai l’ingaggio di Mir, che pure era a piedi, è stato così complicato nonostante Mir non avesse grosse chance? Non per colpa di Mir. Perché l’obiettivo non era Mir.
L’obiettivo 2023 era Pedro Acosta. Ma visto che ancora non sbarca in MotoGP, sono tutti tranquilli. Vedrete cosa succederà quando la sua situazione si sbloccherà.

Questa la mia fotografia sulla situazione di Honda. Che ne pensate?
La cosa più importante non è cercare le news dove non ci sono ma ragionare e guardare un po’ più in là. Lo fanno le aziende, dovremmo farlo anche noi.

Un po’ di figa, qua? Una questione seria

Fa ridere questo video in allegato, per come inizia. Un’uscita di altri tempi, fatta da un personaggio, Gianni Giudici che chi lo conosce sa quanto sia fuori dalle righe. Con modi spicci chiedeva un po’ di colore per il podio. Erano altri tempi. Si facevano un sacco di cose senza pensare. Nel bene e nel male. Ma anche meno seghe mentali. Sentite che poesia!
Però la questione è seria, davvero. e non si può ridurla a semplice desiderio di figa.


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Tutti noi abbiamo fra i nostri amici quello fissato, che parla sempre di figa, non ha nient’altro in testa.Quello che manda solo donne e i filmatini su Whatsapp, che parla solo di quello. Tutto il tempo. Monotematico.
Simpatico, però, dopo un po’, uno pensa sia malato. E non va bene. E’ un problema. Perché tratta le donne come oggetti e l’aspetto sessuale passivo come parte principale della vita che non è solo quello e soprattutto della donna, che è molto di più del suo involucro. Poi c’è invece quello che ti fa paura per il motivo opposto. Non ne parla mai, che sembra quasi spaventato, inibito, quasi fobico, al contrario. Quello che è infastidito da tutto quello che è inerente a quella sfera.
Due che si baciano, una ragazza che va in giro scollata, troppo disinibita. E non va bene nemmeno quello. Altro problema.Su questa base dobbiamo parlare della novità del racing, ovvero del fatto che dal 2023 nelle corse di motociclismo vogliono togliere le ombrelline. E vista così, superando il commento maschilista da motociclista intutato con la birra in mano o da ragazzetto bimbominkia che va a EICMA nella speranza di strofinarsi sulle modelle, SEMBREREBBE ache una cosa giusta ed evoluta. E invece è un problema.Se la necessità è evolversi. Allora è giusto smettere di strumentalizzare la donna. Se non vuole. E di questo ne possiamo parlare. E’ giusto e dovremmo anche crescere.

Però dovrebbero iniziare i giornali che sono ancora degli insuperabili morti di fica con i loro video sulle ragazze di EICMA o della Motogp fatti apposta per fomentare quattro allupati come loro e raccogliere qualche click.

Ultimamente per fare meno la figura da poveretti ci hanno aggiunto una notizia tipo: guardate quanto si guadagna a fare la hostess e roba simile.  Rimanete dei disperati acchiappa click che vi rivolgete alla peggiore ricotta del web.
Il problema che mentre il pubblico non ha colpe, perché certe se le trova davanti, la stampa una colpa ce l’ha, perché certe schifezze, le produce.

Ma allora a Misterhelmet non piacciono le ragazze?
Certo che sì, ma le preferisco come parte del contesto, non come ragione del contesto stesso. Un contesto è fatto di diversi elementi armonizzati fra loro, non di esasperazioni che non stanno insieme.

La chiave è il contesto.
Parliamo del contesto racing e apro google cercando MOTOGP PADDOCK su google. E’ fatto di rumore, di colore, di sponsor, di puzza di benzina, di pneumatici bruciati, di ragazze con l’ombrellino. Ed è l’applicazione di quello che ama e del modo in cui vive il suo pubblico dei motori.
E’ un insieme, incomprensibile per chi non è interessato, ma perfetto per chi ama un determinato mondo. Guardate. C’è di tutto e una foto ogni tanto parla di girls. Fra l’altro molte è Dorna a inserirle. Spesso proprio le più audaci.

Andate ad una fiera di body Building, BODYBUILDING EXPO trovate un certo tipo di persone e cose per voi incomprensibili. Ad una fiera delle armi da fuoco, WEAPONS FAIR altri tipi di persone e altre esagerazioni che magari non riuscite a condividere.
Ad una fiera del sesso SEX FAIR trovate donne nude, falli di gomma, signorine aperte a compasso etc.

Ad un evento racing trovate quello che abbiamo detto sopra. Ad ognuno il suo contesto.

In nome dell’educazione e della crescita morale ed etica dal racing ci hanno tolto gli alcoolici, NASTRO AZZURRO ci hanno tolto il tabacco, MOTOGP TOBACCO  ci vogliono togliere il rumore, la puzza di benzina… e magari un giorno le gomme bruciate. Tutte cose che “in teoria” fanno male e sono diseducative. Ma chi lo ha deciso? Però gli energy drink fanno bene MOTOGP ENERGY DRINK SPONSOR. Fino a quando non decideranno che non è così. E sono etiche anche le cryptovalute, lasciamo perdere.

Io questa cosa non la capisco. A casa mia ci sono sempre state 200 bottiglie di liquore perché avevamo ospiti, ma io non ho mai bevuto. Idem per il tabacco. Ho iniziato a fumare il sigaro a 30 anni. Ma non importa.

VUOL DIRE CHE E’ UNA QUESTIONE PERSONALE
E BISOGNA EDUCARE LE PERSONE, NON PROIBIRE LE COSE.

Il problema è questo. Se volete togliere le ragazze e tutto il resto in nome di una evoluzione che non si capisce. Siete dei bacchettoni bigotti. Insegnate a rispettare le donne. non a farle sparire.

Ma la verità è che Dorna toglie le ragazze perché è una organizzazione di sottoni sottomessi che vuole ridurre il racing ad una cosa fatta di social, puttanate, influencer, nella speranza sfigatissima di sostituire il suo pubblico. E nella speranza di compiacere gli stati canaglia in cui va a correre.

La verità è che Dorna un’azienda disperata, alla canna del gas, fatta di conflitti di interesse e gestita come un minimarket con il padre al bancone del pane, la madre alla cassa e il figlio ai salumi, ed è messa completamente doggy style nei confronti di tutte le dittature dove va a correre. E nelle dittature, conta l’apparenza. Non si può bere alcool e dobbiamo bere quella schifezza alla rosa però si fanno sparire quelli che non sono d’accordo. Le umbrella girls non vanno bene perché la donna deve essere rispettata però la rispetti tutta infagottata come un burrito che non può guidare, DONNA ISLAM  non può votare e non può avere un conto in banca, e ci si mette a posto così.

Dorna è disposta a tutto, anche a smentire il suo stesso contesto storico.

Le girls devono sparire in nome della modernità ma a capo della Safety commission Ezpeleta ci mette il nipote e poi si va a correre in certe nazioni di merda dove se bevi una birra ti arrestano.

Io voglio gli alcoolici per decidere di berli o non berli.
Voglio fumare o non fumare
Voglio due ragazze con le mammelle gonfie per guardarle o non guardarle.
E anche due coi baffi che si baciano. MUSTACHE Sono fatti loro. Voglio decidere io cosa fare. Voglio scegliere. Voglio anche gli ombrellini maschi bonazzi perché le donne li guardino. OMBRELLINI MASCHI
Fa bene la Carrasco.
Voglio poter comprare le patatine al gusto fica! PATATINE GUSTO FICA

E non voglio correre nei posti di merda dove si violano i diritti umani. Questo non voglio. No due ragazze in costume, consenzienti, che spesso parlano più lingue dei giornalisti in sala stampa. Poi insegnerò io a mio nipote che una donna va rispettata e non è che solo perché è lì con un ombrello la puoi palpeggiare o darle della troia.

Chi non vuole l’alcool, il tabacco, le ragazze, perché è un bigotto deve andare alla fiera degli abiti religiosi e sono tutti fatti suoi. Chi invece le vuole perché è un depravato, è un idiota spero che si vergogni.

Ma le persone normali hanno diritto di vivere il proprio contesto in maniera normale, moderata, senza paranoie in una direzione o nell’altra. I bambini devono essere preservati dagli orrori, non dalla figa.

Vi spiego in sintesi perché vanno difese le ombrelline:
Le ombrelline che non sono costrette da nessuno, sono l’ultimo baluardo del racing come contesto tradizionale. Il racing tutto intero.
Sono come il rumore dei motori, la puzza della benzina e delle gomme, le salsicce nel paddock.

Meno sponsor fasulli, piu figa
Meno moto che non fanno rumore, più figa
Meno vecchi di 90 anni vestiti da tirolesi, più figa.
Meno parenti incompetenti, più figa
Meno seghe mentali, più figa.
E anche meno seghe fisiche.

Difendo la figa.
Voglio la figa
Nessuno tocchi la figa.

WhithU FALLISCE: Razali e Dovi non prendono i soldi. E chissà chi altro…

Withu è fallita. Ha fatto il botto.
L’evolversi della situazione l’abbiamo seguito in diversi articoli di Misterhelmet e in diversi video. Adesso c’è la sentenza del tribunale e qualcuno non verrà pagato!


Misterhelmet Shop Il 28 ottobre 2021, più di un anno fa, mi sono meravigliato che un’azienda chiedesse in prestito 5 milioni per fare sponsorizzazioni e pubblicità.

Però secondo qualcuno era tutto normale.Il 22 gennaio 2022 ho scritto che l’azienda era in difficoltà.

Anche qui sono stato sminuito e ho ricevuto una telefonata del suo presidente che ha smentito le voci e il mio articolo.

Il 1° giugno ho scritto che l’azienda era in concordato preventivo e che era ormai a rischio chiusura, oltre al fatto che le sponsorizzazioni sarebbero quasi sicuramente saltate.

Come risposta veniva annunciato da WithU il prolungamento della partnership con il team di Razali che nel frattempo aveva comunicato di passare da Yamaha ad Aprilia.

Tutti contenti perché visto il nuovo annuncio ero sicuramente io che mi sbagliavo.

il 12 settembre ho scritto che l’azienda mollava la MotoGP pochi giorni dopo aver confermato la partnership con Razali e Aprilia, uscendo quasi contestualmente all’articolo de L’Arena, quotidiano veronese che annunciava il disimpegno di WithU dalle moto e la concentrazione sul… volley. La colpa era di Putin e della guerra. Mentre invece le difficoltà risalivano ad almeno un anno prima.

5 giorni dopo in un video ho riassunto la vicenda con tutti i passaggi

 

Il video, con tutte le scuse e le invenzioni del management WithU lo trovate nella descrizione e ve lo linko qui.

Di ieri ‘ultima notizia: è arrivata la sentenza del fallimento di Europe Energy S.p.A., la capogruppo che ultimamente era, per farla semplice, passata sotto una srl, WithU Energy.
Rimasta senza utenti energia e gas, avrebbe venduto servizi. Adesso è tutto finito ed è stato comunicato ieri ai dipendenti.
Vi metto tutti i link nella description.
La sentenza del Tribunale inveve, eccola   la potete vedere in fondo all’articolo.

Ma a noi, che ce ne frega? Innanzitutto ci dispiace per le famiglie senza lavoro, ma dal punto di vista motociclistico, ci interessa eccome.

Innanzitutto rimangono da pagare le ultime tranche di sponsorizzazione a RNF, il team di Razali e ad Andrea Dovizioso.
Razali avanza l’ultima tranche, circa un terzo di 1.2 milioni di euro, ovvero 600mila. Dovizioso qualcosa meno di 100mila euro.
Un buco da quasi un milione con cui Razali deve ripartire. Chissà se il nuovo sponsor Cryptodata, che da qualche settimana controlla il team, fosse a conoscenza della cifra mancante. Adesso lo sa.

Questo per far capire che tipo di sponsor ci siano in MotoGP e quali siano i meccanismi di controllo dei medesimi da parte di Dorna e della stampa: NESSUNO.

Un’azienda già in difficoltà si è messa a sponsorizzare un top team e la stessa azienda in concordato ha annunciato prolungamenti di sponsorizzazione senza che Dorna si facesse domande.
E con Dorna tutta la stampa, perché nessuno ha scritto mai niente nonostante fosse tutto chiaro.
E se non era chiaro significa che Misterhelmet è l’unico intelligente mentre gli altri sono tutti cretini. E non credo che questo sia possibile.

E chi pensa che tutto questo sia normale e che queste siano cose che capitano e sono sempre capitate, vuol dire che si merita il motociclismo disastroso che abbiamo, fatto di aziende in crisi che vanno a sponsorizzare le moto per motivi misteriosi e aziende serie che invece, con qualche eccezione, ne stanno lontane.

 

A’ stato Gigi! Ecco cosa farà adesso!

Il megasuccesso di Ducati in MotoGP e Superbike, sul mercato e in pista ha tanti nomi ma il primo è il più corto di tutti. Insomma, per dirlo come nei peggiori bar: “A’ stato Gigi!


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Vi faccio un elenco:
Campionato mondiale piloti MotoGP con Bagnaia
Mondiale Costruttori MotoGP e Mondiale Team MotoGP
Best Independent Rider MotoGP Bastianini
Best Rookie MotoGP Bezzecchi

Passando alla SBK
Mondiale piloti Superbike: Bautista
Mondiale Costruttori Superbike
Best Independent Rider Superbike: Bassani
Per non parlare delle vittorie ai mondiali come independent team… e così via.

C’è poi da considerare che il Mondiale Supersport è stato viziato da un regolamento assurdo altrimenti le cose sarebbero potute andare diversamente. Magari il titolo piloti no, ma quello costruttori…

Poi aggiungiamo il titolo Piloti Motoamerica Supersport con Josh Herrin, unica Ducati in pista.
E c’è da considerare una mancata vittoria al Motoamerica Superbike per pochi punti con un Petrucci al debutto con un’unica moto in pista e nemmeno seguita al meglio. Poi  i campionati nazionali non li conto, perché non sono capace e poi non ne usciremmo più.
La verità è che voi potete anche pensare che tutto questo sia merito solo dei piloti, delle squadre, etc, ma questo è merito soprattutto delle moto e di un progetto strutturato che va avanti da anni.
E le moto sono merito di chi le guida ma soprattutto di chi le moto le fa e le fa fare… e poi le vende.
E non parlo di concessionari ma di chi le vende in pista a quelli che poi le fanno vendere.

Ducati è stata da sempre la scelta migliore per chi voleva correre ad alti livelli senza avere una moto ufficiale ma a tutto c’è sempre stato un limite nella disponibilità.
Ma io vi dico che è stato Gigi!
Dall’Igna ha portato a livelli esagerati quello che in Aprilia aveva solo iniziato a fare ma che non aveva potuto completare per limiti strutturali dell’azienda che aveva un reparto racing più piccolo.
Ovvero creare le condizioni perché questa politica fosse possibile, quindi allo stesso tempo vincente e diffusa. Una prassi, insomma.

E inoltre è sempre sempre riuscito a fare quello che ha voluto, con la sfacciataggine, si fa per dire, di dichiararlo prima. Come se il fatto che non fosse un segreto non costituisse un problema.

Considerate una cosa: le moto vincenti si vendono più facilmente ai clienti racing.
Ma le moto con tanti clienti racing diventano vincenti perché portano dati, conoscenza, skills, experience. E diventano un modo di correre, un way of racing.

E’ un circolo vizioso. Non solo il prodotto vincente si diffonde, ma il prodotto diffuso, alla fine, in un modo o nell’altro, vince.
Alla lunga, vince.

Poi è chiaro che non si vince sempre e soprattutto non si vince subito ma se c’è un progetto specifico e una attenzione specifica, alla fine si ottiene il risultato.

Ducati ha un progetto funzionante in Superbike che adesso è anche vincente.

Come in Superbike da sempre, anche in MotoGP Ducati è diventata vincente già prima di vincere, perché le sue moto sono da tempo la scellta migliore e da tempo le corse sono pagate abbondantemente dai clienti che sono così vincenti, vedi Bastianini, da rivaleggiare addirittura con il team factory che per fortuna ha vinto a sua volta, finalmente non solo le gare e il campionato costruttori ma quello piloti. Non c’è pubblicità migliore.Vincere il camionato piloti era importante ma Ducati aveva già vinto.

Le corse costano sempre meno a Ducati. Un caso unico. Anzi no. Un caso tedesco ma abbastanza raro nelle moto.

Ma la cosa bella di Dall’igna, è che più di tutti ha portato il racing a far vendere le moto di serie.
Ducati ha sempre fatto così ma adesso non sono le vendite a sostenere le corse, bensì il contrario. E lo faranno soprattutto in futuro. Volete sapere come?

Con il mondiale Moto E, in cui Ducati ha il monopolio. Ne verranno fuori le moto elettriche più credibili e più appetibili di sempre, da vendere anche agli smanettoni più ostinati perché saranno le uniche moto elettriche che fanno un mondiale. Anche chi non ha mai dato attenzione ad una moto elettrica, lo farà solo per il fatto che c’è scritto Ducati sopra. E Ducati si farà pagare da Dorna quello che Energica non è mai riuscita a farsi pagare. Ovvero la credibilità. L’azienda che ha vinto tutto in MotoGP e Superbike, adesso fa le moto elettriche. Non Energica, che non la conosceva nessuno e non aveva una track credibility motociclistica, ma Ducati, la Ferrari delle moto. Quale moto comprereste, voi?

Tutto merito di Gigi. Poi chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi o delle critiche, tipo quelle che vedono molta conoscenza volata a Bologna e molto stile lasciato a Noale in Aprilia, oppure alcune voci che vorrebbero Dall’Igna come facciata mentre molti progetti sono gestiti da altri, tipo la Superbike il cui responsabile è di fatto Zambenedetti, ma quello che conta è che Dall’igna abbia le doti del capo e sappia quindi delegare, e scegliere oltre a saper tirare fuori il meglio da ciascun collaboratore, qualcuno dice con modi anche n po’ hard, ma non importa. L’importante che funzioni. E accidenti se funziona.

La fortuna di Ducati è quella di avere gli uomini giusti nei posti giusti anche se a volte il voler fare troppo ha ritardato le cose.

Così come le ha rovinate il far pesare a uomini e mezzi chi comanda in modo un po’ troppo ruvido.
E’ un esempio la dichiarazione su Bautista. Mentre nel caso di Bagnaia si sono visti tutti gli aiuti di squadra che Ducati gli ha dato, nel caso di Bautista non è stato così. e la dichiarazione di dall’Igna smonta un titolo storico ottenuto dall’unico che ci era andato vicino e gliene si fa anche una colpa il non averlo vinto prima.

“Ho capito fin da subito che sarebbe stata un’annata diversa rispetto alla 2019. Alvaro era veloce come tre anni fa, ma questa volta si è rivelato molto più focalizzato e concentrato, evitando ogni minimo errore. Questo mix di cose mi ha permesso di capire che il 2022 sarebbe stato l’anno giusto per il Mondiale.”

Eppure nel 2019 Bautista era stato molto più forte dei suoi avversari, soprattutto all’inizio.

Vabé. Insomma Ducati è Gigicentrica, quando ci sono anche altri figure a meritare molto.
Ma è una dote anche questa, quella di prendersi sulla schiena tutta la baracca, nel bene e nel male.

E adesso vi dirò cosa ha in mente Gigi e quali saranno i prossimi risultati che cambieranno la storia del motociclismo racing.

L’idea n1 sarebbe quella di fare una moto3 ma questo forse non succederà perché ci sarebbe uno scontro diretto con KTM. E non è il momento.
Anche perché qualcuno dice che potrebbe essere la sua prossima destinazione.

Quindi quello che Gigi si accontenterà di fare, fra virgolette, secondo me, sarà di cambiare il futuro della classe regina. Una cosetta da poco.
Chiederà di introdurre e ottenere in gara la moto ibrida e questo sarà ottenuto attraverso l’accettazione di un’idea di Honda: i biocarburanti fatti insieme a Repsol.
Le due cose insieme, saranno il futuro.

Gigi Dall’Igna, come sempre, ci riuscirà.

L’unica MOTO che mi ha COLPITO a EICMA 2022!

Sono stato a EICMA. Ho visto tante cose belle e un clima ok, tanto miglioramento generale, tanto gap colmato. Ma per quanto riguarda le moto sono veramente pochissime le cose che mi hanno colpito. La 3-4 moto (per me) da sogno, sono moto che esistevano già. Riassumerò tutto in un video assolutamente personale ma vi anticipo che LA COSA CHE MI HA PIU’ COLPITO DI EICMA, NON E’ UNA MOTO.
E in più ci sonoun po’ di amare considerazioni…

 


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Valencia: a Rins la gara, a Bagnaia il titolo! Finalmente abbiamo la risposta!

Nella gara amarissima in cui Rins su Suzuki porta alla vittoria una casa che non ci  sarà più, Pecco Bagnaia riporta a Ducati dopo 15 anni un titolo mondiale e con una combo pilota/moto italiana che non aveva luogo da 50 anni! Gara orrenda ma finale che più giusto non si può!


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Rins, Binder, Martin, Quartararo, Oliveira, Mir, Marini, Bastianini, Bagnala e Morbidelli a chiudere i 10.
Ma adesso almeno abbiamo una risposta alla domanda di tanti lunedì!
La gara, lo diciamo subito, è al limite dell’orrendo, con una serie che sembra infinita di erroracci e cadute ma se ci fosse una giustizia motociclistica, sarebbe questa.: noia totale, paura, brivido e guida nei locali di una cristalleria. Potete guardare i 10 e i caduti e tanto vi basti, incluso Marquez inefficace e tornato nel baratro.
Eh sì perché Rins porta a casa una vittoria meritata che fa pentire Suzuki del ritiro (ammesso che i Giapponesi abbiano questo tipo di rimorsi davanti alle ragioni industriali) e Bagnaia, per quanto oggi sarebbe stato più difficile perderlo, questo mondiale, che vincerlo, porta a casa un titolo facendo capire che  è suo di diritto per i 114 punti recuperati e per lo strapotere dimostrato nelle ultime due gare nei confronti dei suoi avversari diretti e di tutte le combo dei bookmaker che lo vedevano irrimediabilmente perduto.
Masetti-Gilera1952, Libero Liberati-Gilera 1957, Agostini-MV Agusta 1972, queste le combo pilota italiano – moto italiana, che finalmente portano ad un Bagnaia-Ducati 2022. Ci sono stati certamente Lucchinelli, Uncini, Rossi, a vincere in classe regina, ma questo è un risultato particolare perché restituisce a Bologna il premio per un lavoro che l’ha portata ad essere indiscutibilmente la moto migliore del lotto.
Chi dice che Bagnaia non è il più forte di tutti i suoi colleghi, forse a anche ragione, ma non è quello che conta.
Quello che conta è che è l’uomo giusto sulla moto giusta al momento giusto che ha fatto le cose giuste e quindi niente può togliergli un titolo vinto così, ammesso che un titolo valga più di un altro.  Un fighter può incassare ma è il risultato finale che conta e gli ultimi round di Pecco sono stato un crescendo assoluto, al di là del fatto che Yamaha abbia vissuto un dramma tecnico che ha ne ha creato un altro umano, uccidendo un Quartararo che ha fatto più del possibile.

Gli hater si quietino perché non è stato rubato niente da nessun pilota.
Piuttosto, è giusto rimarcarlo, abbiamo subito un’informazione indecente convinta di essere stata bilanciata e dei giochi di marca spacciati per giusti giochi di squadra che hanno raggiunto l’indecenza plateale dei comportamenti in pitlane, ma soprattutto nel cercare di farci credere che non siano esistiti.

L’aggravante è che nessuno di questi comportamenti e atteggiamenti deprecabili hanno avuto influenza in un titolo che Pecco Bagnaia da Torino avrebbe vinto comunque.

Guarda la live di Misterhelmet con il commento della gara!

Max Biaggi e Razali insieme in MotoGP. Annuncio a Valencia!

Razali è pronto ad annunciare la sua lineup 2023 già a Valencia.
Non è il solo, però, a poter annunciare qualcosa. C’è anche Max Biaggi che ha una sorpresa e le due strade potrebbero incontrarsi!

 


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Razlan Razali è pronto ad annunciare la sua lineup 2023 già a Valencia.
Ci sono cose che tutti sanno, ovvero i nomi dei piloti Miguel Oliveira e Raul Fernandez, e altre che sono emerse, ovvero lo sponsor Cryptodata, giratogli da Aprilia tramite Dorna per salvare la vita finanziaria di RNF, in pericolo dopo la fuga di WithU che, come sapete, è in grossissime difficoltà finanziarie. Trovate l’inchiesta su WithU con alcuni video qui su Misterhelmet.

Razali però non è il solo a dover annunciare qualcosa, perché c’è un altro tassello che potrebbe incastrarsi.
Max Biaggi è stato, brutto da dire, estromesso dal suo team in Moto3 e non gli è stato consentito (si va per sintesi eh) di costituirne uno suo.
Si trova così fra le mani un big sponsor, Sterilgarda, che con la stessa cifra spesa in Moto3 potrebbe andare a fare il co main sponsor o il secondo sponsor in MotoGP sull’Aprilia. Biaggi diventa quindi, da qui la copertina, quella che in economia si chiama una cash cow, ovvero una mucca da mungere, finanziariamente, si intende!

Niente è certo ma, è plausibile che questo accada. Biaggi è a Valencia da qualche giorno e starebbe girando con l’Aprilia RSVX 30, nata per commemorare i 30 anni del primo titolo della factory di Noale.

Il ruolo di Biaggi in RNF non sarebbe solo quello di portatore di sponsor.
E’ ipotizzabile per lui un ruolo da direttore sportivo, qualcosa si simile a quello ricoperto da Guidotti quando era in Pramac.
Max avrebbe, anzi ha, tutte le competenze sportive per supervisionare la situazione ed affiancare Razali nella gestione dei piloti e nei rapporti con Aprilia ed è inutile spiegare che colpo da maestro sarebbe questo, per Razali, considerando le competenze di Biaggi il cui valore sarebbe assoluto anche se non portasse alcuno sponsor, vista la serietà e l’esperienza del Corsaro.
Magari con Dorna sarebbe meglio si interfacciasse qualcun altro, visto il boicottaggio subito ma, dal punto di vista sportivo, Max è il meglio sul mercato e la combo potrebbe essere sorprendente.

Ah dimenticavo: come potrebbe essere la moto? Così!

Max Biaggi and Razali join forces in MotoGP. Announcement in Valencia!

Razali is ready to announce its 2023 lineup already in Valencia.
He is not the only one, however, to announce something. There is also Max Biaggi who has a surprise and the two roads could meet!

 


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Razlan Razali is ready to announce its 2023 lineup already in Valencia.
There are things that everyone knows, for example the names of the riders Miguel Oliveira and Raul Fernandez, and others that have emerged, or the sponsor Cryptodata, turned over to RNF by Aprilia via Dorna to save the financial life of RNF, in danger after WithU’s escape that , as you know, he is in dire financial straits. Find the WithU investigation with some videos here on Misterhelmet.

Razali, however, is not the only one who has to announce something, because there is another piece that could go matghing in the puzzle.
Max Biaggi was, bad to say, has been ousted from his team in Moto3 and he was not allowed (just simplifying it) to set up his own squad.
In this way, a big sponsor, Sterilgarda, remains unused in his hands, and with the same amount spent in Moto3 could become the co main sponsor or the second sponsor in MotoGP on the RNF Aprilia. Hence, Biaggi becomes, hence the cover, what in finance is called a cash cow!

Nothing is certain but it is plausible that this will happen. Biaggi has been in Valencia for a few days testing the Aprilia RSVX 30, created to commemorate the 30th anniversary of the first title of the Noale factory.

Biaggi’s role in RNF would not only be that of sponsor.
It is conceivable for him a role as sporting director, something similar to that held by Guidotti in Pramac.
Max would have, indeed he has, all the sporting skills to supervise the situation and support Razali in managing the riders and in relations with Aprilia and it is needless to explain what a master stroke this would be, for Razali, considering the skills of Biaggi whose value would be absolute. even if it did not bring any sponsors, given the seriousness and experience of the “Corsaro”.
Maybe Max would not be the best for public relations, given the recent Dorna boycott but, from a sporting point of view, Max is the best on the market and the combo could be surprising.

Ah, I was almost forgotting. How could the bike be?
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