La tentata truffa ad Althea Racing. Compagnia aerea e petrolieri. Ad un passo dal colpaccio!

Althea Fly

Pensate che certe cose esistano solo nei film tipo Ocean’s Eleven (e tutto il resto della saga) oppure nei libri gialli o di spionaggio?
Nemmeno per idea.
E’ di qualche anno, ma è stata rilasciata solo in questi giorni sotto forma di intervista ESCLUSIVA voluta da Genesio Bevilacqua, la storia della tentata truffa al team Althea Racing, sfiorata di poco qualche anno fa quando il team di Civita Castellana aveva appena vinto il mondiale Superbike.
Genesio Bevilacqua, prodigo di aneddoti, dettagli e dati, ha raccontato come faccendieri, principi, petrolieri e… agenti segreti, siano stati “abbastanza vicini” a truffare la squadra di Bevilacqua e altri malcapitati, cosa che è poi successa anche alla società calcistica Internazionale.

Il video dura un po’ ma ci sono così tanti dettagli che forse val proprio la pena valutare per capire quali cose strane possono succedere!

 



Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

L’asterisco positivo di oggi va su Gerloff, che senza aver mai visto moto, pista, gomme, batte Marini, a cui va l’asterisco negativo. E’ davvero pensabile dare a lui la moto ufficiale e negarla a Bastianini che gli finisce davanti regolarmente?
Ok i soldi ma un limite ci deve essere. Peggio di lui, solo il suo fratellastro, ormai ombra di se stesso. Quello su Rossi è accanimento terapeutico. Veramente si vuole assistere alla sua croccante panatura settimanale nella ghiaia?

Tornando alla gara di oggi, è evidente che la partita è chiusa. Ci sono tanti piloti impegnati a trovare una sella e a combattere battaglie personali ma solo uno pensa a vincere la guerra.

 

Mini cronaca della gara

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Nel frattempo è emblematico quanto appassionante il duello fra Rossi e Gerlof per il penultimo posto. L’esperienza di Rossi con 10 vittorie e moto ufficiale contro Gerloff che non ha mai corso ad Assen e quida una moto di 2 anni fa che non conosce con gomme che non conosce!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

Con una gara movimentata nonostante un Quartararo in fuga favorito anche dalla rissa alle sue spalle, Zarco è la miglior Ducati in pista mentre anche Marquez fa la sua parte, cercando di passare Bagnaia. Non ci riuscirà.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pagelline

Quartararo
Il vincitore di oggi è anche quello che si porta a casa il mondiale. E’ quasi certo a meno di sconvolgimenti e hara kiri.
Voto 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
Se è convinto di portare a casa il mondiale così, buon per lui.
Ma deve fare qualcosa di meglio che arrivare dietro a Quartararo tutte le volte.
Voto 8,5

Zarco
In una pista non favorevole a Ducati, il francese gira forte, perde tempo, lo recupera e finisce col giocarsi il podio. Davvero non lo si vuole in rosso? Perché?
Voto 8,5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
Non è una pista Ducati ma qualcuno fa meglio di lui. Le dichiarazioni pre gara sono di quelle aggressive e quindi è ovvio attendersi qualcosa in più. Nonostante abbia il tracciato inciso nella pelle, il piemontese non incide, sbaglia, perde tempo, e non si gioca niente di importante.
Voto 5,5

Marquez
Fa una gara di rimonta dopo essere partito ventesimo. Paradossalmente, quando dovrebbe essere esausto, fa vedere il miglior se stesso.
Voto 7

Aleix Espargaro
Sempre bravo lo spagnolo. Ha capito che la chiave è non sprecare.
Vista in positivo, insomma, lui capitalizza sempre.
Voto 7,5

Nakagami
Bravissimo per tutta la gara, alla fine cala di brutto.
La prestazione, però, è positiva.
Voto 6,5

Pol Espargaro
Dovrebbe essere la prima guida, quella che sta bene, quella chiamata per tirar su Honda. Non sta andando secondo le aspettative. Nemmano questa volta fa una gara da ricordare.
Voto 5

MotoGP: Marquez torna re al Sachsenring, poi Oliveira e Quartararo. Bene Aprilia, Ducati bocciate!

MM93 win

La gara del Sachsenring che consegna a Fabio Quartararo ancora una volta la leadership del mondiale, è fatta di un solo tema: Marc Marquez sì, Marc Marquez no.
E invece i temi sono tanti, nonostante la gara si basi solo sulla fuga per la vittoria del numero 93.
Ci sono le Yamaha in crisi, perché a parte Quartararo è un dramma vero, ci sono le KTM che ormai funzionano bene (Petrucci e Lecuona sono invece nel dramma), c’è l’Aprilia in crescita che prima o poi si impossesserà del podio che le spetta.
Le Honda, invece, sono destinate ad essere legate a doppio filo ad un solo uomo mentre invece, le Ducati pagano dazio.
La pur incredibile rimonta di Bagnaia non può essere sufficiente per essere felici a Bologna. Manca sempre qualcosa e se il cavallo che parte davanti non è quello che arriva per primo, qualcosa non va. Niente da dire sulle Suzuki, anonime all’inverosimile .

Minicronaca della gara
Ma proprio mini, diciamo micro. Al via Marquez al comando davanti ad Aleix Espargaro fino alle prime gocce di pioggia che poi si interrompono per riprendere qualche giro dopo.
Sono i due momenti decisivi perché con la pioggia lo spagnolo si prende due volte la libertà di rischiare tutto. E sono quelle due scelte che gli regalano una gara che sembra disegnata per lui.
Quello che succede dietro è indefinibile: disastro totale Yamaha, conferma KTM e tanti errori da parte di tutti.
Bagnaia fa lo slalom e questo significa che ci sono tante cose che non vanno. Zarco sbaglia e si spaventa, Miller come lui, ed Espargaro ci crede ma non basta. Non ci sono eventi specifici, solo dejavu.

Così comunque all’arrivo:
Marquez, Oliveira, Quartararo, Binder, Bagnaia, Miller, Aleix Espargaro, Zarco, Mir, Pol Espargaro a chiudere i dieci.

Due righe sulle qualifiche. Impensabile vedere piloti che pascolano in attesa di un gancio. Se Zarco, Miller e Quartararo hanno lavorato da soli, lo possono fare anche gli altri. Inutile pretendere correttezza dai junior della Moto3 se poi gli adulti si comportano anche peggio.

 

Pagelline
Marquez
Ok è la sua pista ma la vittoria non è scontata.
Lo spagnolo fa due scelte folli e viene ripagato.
Da lì si capisce che la storia è scritta
Voto 10

Oliveira
L’anti Marquez non concretizza ma fa comunque paura.
Ktm con lui funziona e son tre podi di fila.
Voto 9,5

Quartararo
Vedendo i compagni di marca deve bere prosecco a garganella.
Oggi quello che gli interessa è tenere in piedi il campionato e così va, e quindi è un podio che vale vittoria.
Voto 9

Binder
Appena sotto al podio vuol dire che la moto funziona. Lui è un po’ più altalenante e non ancora un top rider ma la crescita è evidente.
Voto 8

Bagnaia
E’ vero che arriva quinto dopo una gara in cui si trova anche sedicesimo ma non si può essere sempre assolti per tutto.
I top rider devono saper fare anche le rimonte, oltre a saper partire bene in griglia. Bagnaia ha tutti i numeri per non dover cercare scuse e la gara di oggi lo dimostra.
Voto 7,5

Miller
Forte, determinato, e anche pulito, ma alla fine cede.
Non ci crede ed è solo colpa sua. Al netto dei problemi, perde uno scontro diretto che non dovrebbe perdere.
Voto 7

Aleix Espargaro
Qualcuno si lamenta che è lento e che ostacola gli avversari.
La verità è che Espargaro lotta con quello che ha e dà sempre tutto. Anche quanco le cose non vanno bene, Espargaro non si tira mai indietro.
Voto 8

Zarco
Da candidato per la vittoria a vittima di una candid camera.
Crolla subito e non si riprende più.
Voto 5

Mir
Ok puntare sulla rimonta, ok anche quella di oggi, ma non ci si può basare solo su questo. Mir porta a casa una gara tanto spettacolare quanto inutili per il tipo di classifica a cui dovrebbe ambire lui.
Voto 5

Pol Espargaro
Con Marquez che vince e Pol Espargaro che chiude i dieci, si spiegano tante cose. Ossia che una moto vale quanto vale il suo secondo pilota.
Voto 5

Montmelo: Oliveira, Zarco e Miller. Quartararo sesto con la patta aperta. Orrore Honda!

Oliveira Win

A Montmelo una gara divertente e dal risultato inatteso, almeno se non si segue con attenzione la MotoGP.
E’ evidente dal venerdì che Quartararo è l’uomo da battere ma non guida la moto da battere. Le moto da battere sono i super mostri Ducati e KTM, che in rettilineo non si limitano a sorpassare, ma pretendono, riuscendoci, anche di sottomettere gli avversari.
E le due europee sono guidate da personaggi capaci… forse imprevedibili ma sicuramente adeguati ai risultati che contano.
Tutto il resto è inconsistente. Le Yamaha, a parte Vinales (ma solo nelle qualifiche) non esistono. Morbidelli annaspa e Rossi è indecente prima di cadere. L’unica Suzuki, invece, troppo… moderata. E troppo poco affilato Mir per tagliare davvero.
Ma chi fa veramente orrore è Honda che i suoi, o li manda in terra, o li narcotizza, dato che non sembra possibile guidare la RCV con l’ambizione di stare davanti. Marquez almeno cade quando ci prova… ma gli altri, una pena.
Non c’è niente da dire su Honda. Niente che non siano volgarità.
Niente da aggiungere nemmeno sullo scenario generale, se non che KTM lavora per il lungo periodo ed è quindi i discorsi di inizio stagione, non hanno senso. Aprilia, invece, troppo nelle mani di Espargaro, che fa?

 

Minicronaca della gara
Miller parte a razzo e Oliveira beffa subito Quartararo davanti a Mir e Zarco, poi infilato da Espargaro su Aprilia.
Due giri e Oliveira è addirittura in testa davanti a Miller e Mir, poi sostituito da Espargaro.
A meno 17 con Oliveira e Quartararo a giocarsi la vittoria seppur distanti, va out anche Marquez, che segue il volo di Pol Espargaro.
A meno 13, gli eventi sono la caduta di Aleix Espargaro e la fine della fuga di Oliveira, che è preso e passato da Quartararo.
I due sportellano nel misto ma nel dritto è la moto Austriaca quella da battere. Mir, invece, perde il disturbo di Miller e trova quello di Zarco, che lo sottomette in rettilineo.
Gli ultimi giri sono il calvario di Quartararo. Già violentato da Oliveira, si ritrova tuta aperta e protezione del petto che gli vola via… ammesso che non sia lui ad aprirla per motivi ignoti.
Lo passa Zarco e lo aggredisce anche Miller.
Per il francese persino il podio sembra oro e infatti con la penalità di tre secondi per manovra fuori traiettoria, nemmeno quello porta a casa. Ma è sempre meglio della squalifica che meriterebbe. Non si possono consentire quattro giri in condizioni così pericolose.
Oliveira, Zarco, Miller, Quartararo, Mir, Vinales, Bagnaia, Binder, Morbidelli e Bastianini a chiudere i dieci.

Oliveira
Essere il vincitore plausibile ed essere il vincitore reale, non è la stessa cosa. Oliveira questa se la vince meritandola, anche di testa. Non è vero che Quartararo gioca con lui. E’ esattamente il contrario. Il solo motore non basta. E infatti non si sono viste altre KTM sul podio.
Voto 10
Zarco
La Ducati più costante. Il francese con altri due giri avrebbe potuto sognare. I giri non c’erano e va bene anche così.
Una gara quasi perfetta. Le qualifiche facevano presagire qualcosa, ma qui siamo oltre. Perché, diversamente dagli altri ducatisti, lui ha il controllo della situazione e non è in balia degli eventi.
Voto 9,5

Miller
La verità è che gli regalano un podio, ma cambia poco.
Comunque lui è lì. Di certo gli manca essere artefice, nel bene, del proprio destino.
Voto 7,5

Quartararo
Non è chiaro il motivo dell’apertura della sua tuta (un insetto, un problema alla zip, non si sa)… ma la faccenda gli costa solo il podio, perché la gara non l’avrebbe mai vinta. Rimane l’uomo da battere che però non guida la moto migliore. Per quanto riguarda oggi, una bandiera nera non avrebbe guastato.
Update: altri tre secondi di penalizzazione per guida irresponsabile. Sesto posto per lui.
Voto 8

Mir
Lo spagnolo sembra non forzare mai e sembra essere troppo morbido.
Diversamente dal suo compagno di squadra, rimane in piedi, ma non è così che si vincono i mondiali. Il 2020 è stata un’eccezione.
Voto 6,5

Vinales
Aspettarsi di più era lecito, ma un sesto posto non è male.
Certo non è un pacchetto da mondiale… ma c’è chi fa peggio.
Voto 6

Bagnaia
Un week end negativo. E una gara nel completo anonimato.
Non brutta. Anonima, che forse è peggio.
Voto 5

Binder
Fa belle cose nel w.e. e in gara, ma il risultato è lontano da quello del suo compagno di squadra.
Voto 5

Morbidelli
In confusione, in difficoltà…ma non da oggi.
Troppo altalenante.
Voto 5

Bastianini
Best rookie. Altro che Marini e Martin. Due che hanno il futuro garantito ma fanno ben peggio di lui… che in verità fa una gran gara.
Voto 7

VR46: pilota e team, annunci in arrivo!

VR46

Non è un segreto che Rossi dovrebbe annunciare cose importanti entro brevissimo.
Riguardano il suo futuro e quello del team VR46 di cui è previsto il debutto in MotoGP nel 2022.
Per quanto riguarda il pilota, le dichiarazioni di inizio campionato parlavano di quattro-cinque gare di tempo per capire se VR sarebbe stato ancora competitivo e, da lì, le decisioni.
Possiamo dire senza paura di essere smentiti che le prime quattro uscite sono state un vero disastro e che quindi,  dovendo mantenere le promesse per Valentino Rossi  non ci dovrebbe essere nessuna stagione 2022 da pilota.
Resta da capire se il dottore finirà la stagione o la concluderà addirittura anzitempo, magari compiendo il “beau geste” di girarla al “suo” Morbidelli.
Difficile che accada. Troppi sponsor, accordi, situazioni sospese. Però potrebbe essere.
Altra opzione è che, considerato un Mugello senza pubblico,  il dottore decida di annunciare qualcosa  a Misano, che è casa sua, e che potrebbe consentirgli i giusti omaggi da parte della tifoseria. A Misano potrebbe arrivare una notizia fondamentale.

In realtà a Misano potrebbe arrivare anche qualcos’altro, ovvero qualcosa che riguarda le moto con cui il team VR46 correrà la prossima stagione.
In pole position, a distanziare le altre concorrenti, c’è Ducati. Sarebbe comodo per tutto il sistema, i piloti rimarrebbero quelli attuali del team Avintia (che scomparirà), al netto eventuale di Bastianini (nel caso non andasse in Pramac).
Insomma una situazione comoda e discretamente competitiva. Sicuramente meno destabilizzante di una lotta con Petronas per ottenere le Yamaha, e sicuramente più prestigiosa di una partnership con Aprilia, dato che a Noale si sono dimostrati disponibili ma si sono dichiarati ancora non pronti per un accordo così.
I veneti dovrebbero prediligere una liason con il team Gresini, fatta di storicità e di cuore, e quindi niente VR.
Alla fine, quindi, Misano, con i dati di Le Mans e del Mugello, sarà una data chiave per Valentino Rossi e per la sua struttura.
Dovrebbero arrivare finalmente gli annunci che tutti attendono… inclusa un po’ di chiarezza in merito alla partnership con Tanal e Aramco, annunciata e poi sapientemente silenziata da protagonisti e media.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Possiamo aiutarla? No grazie, davo solo un’occhiata!

Dovi Test

Posso aiutarla?
No grazie, davo solo un’occhiata.
Quante volte vi è capitato, da clienti?
O magari, se siete commercianti, da venditori?
Quanto fastidio dà uno che vaga per il negozio e curiosa dappertutto, magari per ore?
Il giusto. Sempre meno di uno che vi fa tirar giù mezzo magazzino ma poi, dopo mille domande, mille richieste, mille eccezioni, va via e non compra niente.
Nelle moto non esiste un paragone analogo ma la verità è che più di uno si sta chiedendo cos’altro possa volere Dovizioso da Aprilia.
Ricostruiamo.
Che Dovi sia utile ad Aprilia, lo diciamo da mesi. Abbiamo spiegato tutte le motivazioni che renderebbero la collaborazione sensata e sostenibile.
Però è un’utilità a scadenza, dato che più la moto migliora, e meno Dovizioso diventa vitale, perché procedendo con lo sviluppo e arrivando i primi risultati e non si capisce come possa essere ancora essenziale affidarsi ad un pilota così esperto.
Per non parlare del fatto che Aprilia sta chiudendo con un team clienti, che quindi avrà una configurazione ed una serie di esigenze che potranno servire la causa.

Insomma su Dovizioso pendono alcune considerazioni.
1) E’ a piedi da un anno.
2) Ha 35 anni
3) Il giro dei team lo ha completato e sono arrivate solo risposte negative, soprattutto in merito ad un ingaggio che l’entourage del rider definisce non importante, ma che alla fine è sempre stratosferico (KTM ne è rimasta inorridita).
4) L’unica risposta positiva, più che positiva, è arrivata da Aprilia che addirittura lo corteggia facendogli fare un po’ come gli pare, dimenticando anche di aver preso un due di picche poco tempo addietro.
5) Aprilia spende parole, tempo e risorse per cercare di invogliare un duo, pilota e manager, che continua a rimanere fastidiosamente freddo e distaccato.
6) Viene proposta (forse sì o forse no, ma poco cambia) una wild card che vuol dire che esiste la concreta possibilità di provare il pacchetto nella più realistica delle condizioni possibili… ma le dichiarazioni sono di disinteresse.

C’è un limite a tutto. Sia che Dovi sia realmente freddo e distaccato, sia che adotti un comportamento atto ad impreziosire la sua posizione, direi che siamo oltre.

Aprilia, abbondantemente imbarazzata, si dimostra molto paziente e parla di discussioni relative al 2022. E’ evidente che amerebbe chiudere qualcosa subito ma, come un’amante che aspetta che la persona con cui sta parli finalmente con il suo coniuge, è lì appesa, mite e remissiva. Anche troppo.
Niente wild card nel 2021, niente contratto, solo qualche test.
Per quanto si può andare avanti?

Ma a noi cosa importa? Tutto e niente.
Non che si debba costruire un giornalismo sul nulla fuffico, ci mancherebbe.
Ma se una cosa diventa surreale e fa ridere, come operatori e appassionati, è giusto esercitare il diritto di espressione.
Poi magari hanno anche firmato, ma a questo punto, davanti alla montagna che partorisce l’ennesimo topo, chi se ne frega.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

APRILIA RACING FIR CON DORNA FINO AL 2026: IN PISTA LE MOTO UFFICIALI!

APRILIA RACING FIRMA L’ACCORDO CON DORNA FINO AL 2026

DALLA STAGIONE 2022 LE RS-GP SARANNO IN PISTA COL TEAM UFFICIALE APRILIA RACING

Aprilia Racing è lieta di annunciare la firma dell’accordo con Dorna Sports per la partecipazione al campionato del mondo MotoGP fino al 2026.

Per le prossime cinque stagioni Aprilia Racing sarà tra i protagonisti nella massima competizione motociclistica mondiale, riaffermando così la sua missione di eccellenza tecnologica di ricerca e sperimentazione all’interno del Gruppo Piaggio.

Dal 2022 Aprilia Racing sarà presente come costruttore, le RS-GP ufficiali saranno portate in pista dal team factory essendo concluso l’accordo con Gresini Racing che, dal 2015, ha accompagnato Aprilia Racing nella sua partecipazione al campionato. Al team Gresini, e nel commosso ricordo di Fausto, vanno la stima e il ringraziamento di Aprilia Racing per questi anni insieme. 

Aprilia è tra i marchi più vincenti nella storia del motociclismo sportivo avendo conquistato nella sua giovane storia 54 titoli mondiali, 38 nel Motomondiale, 7 in Superbike e 9 nelle discipline Off Road. Con 294 affermazioni nei GP, è il marchio europeo che ha vinto più gare nel Motomondiale. Con le moto di Noale hanno esordito, vinto e corso molti dei piloti che hanno fatto la storia del motociclismo negli ultimi decenni. Tra questi i Campioni del Mondo Max Biaggi, Loris Capirossi, Alex Gramigni, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Manuel Poggiali, Marco Simoncelli e Alvaro Bautista.

Massimo Rivola – AD Aprilia Racing
“Ovviamente sono felice di questo accordo. Dalla prossima stagione saremo presenti come Aprilia Racing Factory Team, si aprono nuove e speriamo grandi opportunità e dovremo gestire tante nuove responsabilità in più. E’ un passo naturale, che compiamo proprio mentre si cominciano a vedere i primi segni positivi del grande lavoro che abbiamo svolto a Noale, prima di tutto sulla nostra struttura e di conseguenza sulle nostre bellissime RS-GP. In questo momento il pensiero e la gratitudine vanno a Gresini Racing che ci ha accompagnato in questi anni, nel ricordo commosso di Fausto auguro al team e a tutte le sue persone i migliori successi per le prossime stagioni”.
Carmelo Ezpeleta – AD Dorna Sports
“La partnership tra Dorna e Aprilia Racing è una gran bella notizia per il Campionato del Mondo MotoGP FIM. Siamo entusiasti di proseguire questa collaborazione col costruttore italiano in un progetto che si pone tanti obiettivi, tutti affascinanti, non solo in ottica di prestazione sportiva ma anche nella crescita nell’eccellenza tecnica complessiva del campionato”.

Gresini + Ducati = VR46+ Aprilia?

Miller MotoGP

Team Gresini alla fine dovrebbe farcela ad andare in MotoGP, adeguatamente supportato da Dorna, anche in base alle dichiarazioni esplicite di Carmelo Ezpeleta. Indonesian Racing, sponsor della squadra di Fausto, vorrebbe Ducati per far correre Fabio di Giannantonio.
Il romano infatti ha già un contratto in mano e rimarrebbe giustamente legato alla squadra anche nella classe regina.

Ma il tema che interessa di più è quello legato a VR46.
La squadra di Valentino Rossi ha una mega partnership con il gruppo Tanal, ma anche con Hyundai e Withu, colosso dell’energia che già compare sulle moto di Tavullia.
Ad innaffiare il tutto, ovviamente, anche Monster, l’energy drink legatissimo al dottore.
La squadra di Rossi potrebbe chiamarsi VR46 Aramco e avrà interessi che spaziano quindi nel beverage, nell’energia, nell’automotive ma anche in ambiziosi progetti edilizi in corso nei paesi sauditi e asiatici. I capitali sono esteri ma c’è molto di italiano nella progettazione.
Chi andrebbe via sarebbe SKY, che senza diritti TV non avrebbe molto interesse ad investire così massicciamente in una squadra corse. Ma è ancora tutto da vedere.
In pista, quindi, rimarrebbero i team Moto2 e MotoGP.

Per quanto riguarda le moto, la situazione sembrerebbe sbrogliarsi.
Suzuki non è pronta, quindi fumata nera. Con Yamaha non c’è una grande armonia… e quindi anche qui non ci sarebbe spazio.

Anche Ducati non sarebbe una scelta amica, dato che ha già fatto capire di voler investire su Bastianini, che potrebbe serenamente prendere il posto di Zarco, il quale andrebbe a rimpiazzare l’insoddisfacente (a meno di stravolgimenti nel corso della stagione) Jack Miller.

Sarebbe per questo motivo che Rossi starebbe navigando in direzione Noale, anche perché la moto adesso inizia ad andare forte e non è più una scelta così esotica. Certo gli investitori preferirebbero una Ducati, ma è pur sempre made in Italy…e a Rossi interessa poter piazzare Luca Marini, e potersi riservare di decidere se fare un’altra stagione (romantica) a fianco del fratello.
Sarebbe una chiusura di carriera sulla stessa moto con cui ha iniziato. Una vera e proprio ciclo che termina.

L’altra opportunità potrebbe essere, nel caso il dottore decidesse per il ritiro, quella di collocare sulla moto veneta Franco Morbidelli, qualora Yamaha decidesse di non fornirgli un trattamento da “ufficiale”.
Del resto Morbidelli può anche aspettare dato che non è uno di quelli che fa fatica a trovare una sella.

Tutto questo condizionale perché siamo ovviamente nella valle delle ipotesi più spinte.
Giusto qualche ragionamento… eppure…

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Perché Dovizioso dovrebbe firmare a tutti i costi con Aprilia?

Adesso che il Dovi è ad un passo dalla firma con Noale (non è un segreto che ci stanno girando attorno e sembri quasi fatta) è il caso di recuperare un video di qualche settimana fa.
Eh sì perché se è proseguita la contrattazione, le motivazioni e le spiegazioni sono sempre quelle.
Perché Dovi dovrebbe firmare con Noale e dovrebbe farlo a tutti i costi?
Per i motivi elencati nel video…