At first glance, they are very normal test photos showing the bike in a non-definitive configuration.
In reality there is an absolutely innovative technical element to start taking into consideration.
In the 2022 season, the SC-Project exhaust for the Aprilia RS-GP22 of Espargaró and Vinales will have Italian technology of the highest level. This is a new valve that chokes the exhaust gases and is managed by the motorcycle’s electronics. These valves are already used in MotoGP but that of SC-Project is done differently.
This valve, made entirely from solid titanium, helps – with the engine brake – to give the rider a particular feeling when entering and mid-corner.
On opening, however, the valve opens completely to give the maximum passage of the exhaust gases.
The collaboration between SC-Project and Aprilia, in fact, should come from over a year of studies through the development of the exhaust for the RS 250 SP, for the RS 660 Trofeo and for the RSV4 of the Nuova M2 racing Team that competes at the CIV, to arrive , in 2021, to the development of the exhaust for the RS-GP 2022.
At first glance we notice that this configuration is slightly different (for obvious technical reasons), from the valve that appeared on Stefan Bradl’s bike, a component marked SC-Project very similar to that of the RS-GP. Will this valve also appear on the exhaust of the Honda of Marc Marquez and Pol Espargarò? Probably yes, we will see it in a few days.
Here is the made in Italy that unites two teams and four completely different riders.
You can see it in the enlarged detail on the bike used today by Lorenzo Savadori, in the tests!
A prima vista sono normalissime foto di test in cui si vede la moto in configurazione non definitiva.
In realtà c’è un elemento tecnico assolutamente innovativo da iniziare a prendere in considerazione.
Nella stagione 2022 lo scarico SC-Project per le Aprilia RS-GP22 di Espargaró e Vinales avrà una tecnologia italiana di altissimo livello. Si tratta di una nuova valvola che parzializza i gas di scarico ed è gestita dall’elettronica della moto. Già le valvole sono utilizzate in MotoGP ma quella di SC-Project è fatta diversamente.
Questa valvola, realizzata in titanio totalmente dal pieno, aiuta – con il freno motore – a dare feeling al pilota in entrata e centro curva.
All’apertura, invece, la valvola si apre totalmente per dare il massimo passaggio dei gas di scarico.
La collaborazione fra SC-Project e Aprilia, infatti, deriverebbe da oltre un anno di studi attraverso lo sviluppo dello scarico per la RS 250 SP, per le RS 660 Trofeo e per le RSV4 del Team Nuova M2 racing che gareggiano al CIV, per arrivare, nel 2021, allo sviluppo dello scarico per le RS-GP 2022.
A prima vista notiamo che questa configurazione è leggermente diversa (per ovvi motivi tecnici), dalla valvola apparsa sulla moto di Stefan Bradl, componente marchiato SC-Project molto simile a quello delle RS-GP. Questa valvola comparirà anche sullo scarico della Honda di Marc Marquez e Pol Espargarò? Probabilmente si, lo vedremo tra pochi giorni
Ecco il made in Italy che accomuna due team e quattro piloti completamente diversi fra loro.
Lo vedete nel dettaglio ingrandito sulla moto utilizzata oggi da Lorenzo Savadori, nei test!
Tutti parlano di budget, soldi per fare la MotoGP e delle differenze di “costo” fra le varie moto.
Ma come funziona il meccanismo, in MotoGP? Quanto costano le moto?
Come si comprano, si noleggiano e soprattutto chi le paga a chi?
Funziona così.
Le moto ovviamente le costruiscono le case e le schierano in pista nel team factory per poi concederle ai team clienti.
Ho usato il termine concedere e non è un termine a caso. Le moto non si vendono. Ma i team come le pagano?
In realtà i team non le pagano, anzi vengono “forniti” da un paparino, uno sugar daddy che versa un contributo dedicato per loro conto.
Tutti i team che schierano le moto in pista, ricevono un contributo da Dorna, e nel caso dei team clienti accade senza vedere i soldi. Questo perché il contratto, anche se ci sono le garanzie dei team con vari livelli di accesso al materiale più o meno aggiornato, è fra Dorna e le case. E’ Dorna che garantisce in modo che le case ricevano il denaro e per far sì che questo succeda, i team i soldi li vedono solo passare in base al contratto di fornitura.
Il contributo, sia per i team clienti che per i team privati, è di cinque milioni di euro, per due moto per cui le moto sono quasi sempre tutte pagate e a volte, addirittura, avanza qualcosina.
Una casa, facciamo un esempio, Yamaha, che schieri un team clienti, riceve poi altri tre milioni di euro.
Quindi la somma che Yamaha, ma anche KTM riceve è di cinque milioni al team factory, cinque milioni al team clienti e altri tre milioni alla casa che schiera un team clienti.
Ma quindi Ducati, che schiera quattro team percepisce trentadue milioni?
No. Ogni team Ducati percepisce cinque milioni di euro più tre milioni per un team privato. Questo contributo viene pagato solo una volta al di là del numero di team privati schierati.
Ma le moto quanto valgono, in realtà, o meglio che prezzo hanno?
Dipende. Le case nel pacchetto moto comprendono anche anche dei servizi quali il tecnico di pista e l’elettronico ed altri tecnici il cui valore è comunque elevato, dato che parliamo di tante gare più tanti test e i giorni uomo di questi ingegneri non sono a basso costo. Questi pacchetti ci sono in versione standard, ridotta o estesa. Il contro buto di Dorna prevede quindi, oltre alla moto, un certo numero di ricambi e personale tecnico.
Quindi, da un lato chi corre con Ducati ha costi leggermente più alti mentre dall’altro, nel caso delle moto giapponesi, potrebbe avanzargli qualcosa. Potrebbe, perché le case cercano di arrivare a tariffare servizi fino a chiudere il budget, questo per sfruttare al meglio il contributo erogato. Spesso di va ben oltre.
Si può fare la cresta?
Questo è un altro discorso. Qui c’è una leggenda che dice che Razali l’anno scorso pensava che le moto costassero 8 milioni e che quindi ha dovuto stanziare più denaro, cosa che poi ha generato un certo scazzo son l’altra figura manageriale del suo team quando ha scoperto che invece il prezzo era di poco più della metà. Ma questa è un’altra storia…
La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.
Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.
Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.
Pagelline
Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10
Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5
Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5
Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9
Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6
Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5
Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5
Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7
Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7
Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5
Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.
La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.
Pagelline
Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10
Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5
Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9
Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5
Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5
Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8
Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7
Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5
Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5
Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5
Mentre i giorni passano e nella storia fra Tanal e VR46 si raccolgono scadenze come si raccolgono punti del supermercato perché i 18 milioni promessi non arrivano, tutti sono silenziosi e immobili come lucertole.
Sta in silenzio chi i soldi li dovrebbe dare, dato che non sa più cosa inventare. Principe, portavoce, Ufficio Stampa e amico presentatore ex team manager: scomparsi.
Sta in silenzio chi li dovrebbe ricevere, perché deve decidere se ammettere che è stato preso in giro oppure dichiarare che non ci sono in tempi e bisogna quindi prendere un’altra strada.
Sta in silenzio chi ha parlato per mesi con sicurezza estrema dello sceicco fino a che, concretamente, è emerso che la faccenda proprio non regge più. 100 post al giorno, diventano 0.
A parlare è rimasto solo qualche irriducibile, qualche talebano che sembra quasi venga pagato perché una cosa ormai ridicola, sia creduta possibile.
Abbiamo una figura non bella di un team-azienda come la VR46, che non si capisce quali controlli abbia fatto e a chi si sia affidata.
Abbiamo una figuraccia totale della stampa di settore, che ha scritto 3500 articoli e nemmeno dopo la conferenza surreale del Principe ha avuto il coraggio di alzare la mano (fossi stato io sarei impazzito durante ed è il motivo per il quale forse non mi hanno invitato), nonché della stampa extra settore, che solo timidamente ha detto qualcosa.
Abbiamo una figura un po’ indecifrabile della stampa internazionale, che naturalmente vede la VR46 come un’entità infallibile e che quindi fa fatica a credere possa essere vittima di un smile farsa. Per non parlare del fatto che non è mai stata coinvolta direttamente. Se così fosse se ne sarebbe già accorta.
Abbiamo una figuraccia di Dorna che fa entrare senza alcuna verifica un po’ chiunque a parlare con Carmelo Ezpeleta e che non prende pubblicamente ed ufficialmente le distanze da quella che è chiaramente una farsa, nemmeno quando è evidente.
Ma quelli che fanno più tenerezza sono i fanboys, portaborse, faccendieri, giornalisti in pensione o in attività, che sostengono una cosa che da mesi non esiste più. Anzi, che non è mai esistita, al grido di “secondo voi è possibile che una grande azienda si faccia fregare così?” oppure “ma a chi gioverebbe tutto questo e come ci guadagna?”
È il momento di spiegarlo svelando altri retroscena sconvolgenti.
VR46 come terza scelta. Ad aprilia sono bastati 15 minuti
E’ un mistero che può essere spiegato solo con il fatto che Uccio Salucci e Alberto Tebaldi manchino del background per gestire certe cose. Senza offesa. La VR46 apparel e l’Accademy sono eccellenze nel loro campo ma per un certo tipo di business forse ci vogliono altri assetti.
E’ però sconvolgente che le chiavi della cassa del più grande sportivo italiano degli ultimi 20 anni siano in certe mani con certi margini di azione.
Tornando alla storia e al il trio Ternano-Saudita, Principe-Consigliere-Team Manager, voci non confermate né smentite ufficialmente da Aprilia ma che trovano riscontro da alcune fonti interne, parlano di un approccio precedente a quello di VR46.
Il consigliere-architetto, presentato ancora una volta da Giampiero Sacchi, che con Aprilia ha ancora contatti per via del suo passato, sarebbe stato liquidato in 15′. Meno ancora di quanto ci avrebbe messo ad essere congedato da Ducati quando cercò di proporgli un parco a tema che poi fu fatto a Mirabilandia. “C’ho questo amico che è amico di un principe”, in Aprilia non ha funzionato come con VR46 e con Dorna.
Aprilia (Piaggio), è un gigante a volte all’antica, ma che fa controlli rigorosi. Il passato racing ha insegnato molto e da quel momento Mister Colaninno i controlli li affida a società esterne a cui rimette certe decisioni in base a certi parametri. Piaggio è un’azienda di appalti governativi e non governativi, nazionali e internazionali. Queste cose le fa per mestiere, i controlli sono certificati e la giostra si ferma al primo allarme sicurezza. Non ci sarebbe da stupirsi se proprio essere accompagnato da Giampiero Sacchi avrebbe costituito titolo tutt’altro che preferenziale.
Per quanto riguarda il secondo team contattato prima di VR46 (fa ridere ma è così), una squadra privata importante, deve essere andato a senso o a conoscenza diretta, ma il risultato è stato identico.
Meno male che c’è VR46, che risponde alla prima domanda (come è stato possibile?).
Sono bravissimi ma in altre cose. Da oggi in poi siamo sicuri che saranno più bravi anche in queste.
È il momento della seconda domanda: a chi giova tutto questo e come ci guadagna?
E qui c’è da aver paura.
Con la pubblicazione su questo sito dei pezzi su Aramco, sul Principe e sul Consigliere, sono iniziate ad arrivare alcune segnalazioni sul medesimo, davvero impegnato in numerose attività megalitiche in diversi settori.
Oltre al progetto motociclistico, infatti, “l’architetto”, a nome del principe e della Holding Italo- Marocchina – Coreana (di cui è CEO italiano senza essere mai stato in Corea in vita sua) e delle sue emanazioni, sarebbe impegnato in molti altri mega progetti, alcuni dei quali illustrati e incrociati anche nei comunicati riguardanti la partnership con VR46.
Ed ecco a voi la realizzazione in contemporanea di:
a) 4 film per il cinema (la trilogia di Edward Loth più il film The Swordsman) , con attori come Steven Seagal, Daniel RedCliffe, Orlando Bloom, Tom Hardy, Sam Worthington, Luke Evans, oltre a un’altra decina di attori ed attrici cinesi e coreani tutti famosi. Oltre naturalmente al regista premio Oscar Coreano Bong Joon Ho, regista di Parasite e The Snowpiercer.
Bong Joon-hoEdward Loth
Swordman Cast
b) Diversi progetti di moda fra Italia, Korea e Arabia Saudita sotto il brand di Moda Live
c) Progetti musicali internazionali tramite la super band Coreana BTS, con megaconcerti e sponsorship legate al fashion.
d) Un paio di città nel deserto già note agli appassionati di motociclismo in quanto nominate nei comunicati
e) progetti edilizi di varie dimensioni (hotel, resort, aziende, fabbriche)
f) alcuni progetti sportivi da portare avanti nel tempo libero quali team di formula1, MotoGP e squadre di calcio di Serie A.
E’ tutto vero e negli ultimi giorni c’è stata una specie di gara a raccontare gli episodi più bizzarri, tutti però confermati da immagini, telefonate registrate e chat da parte di chi ha avuto a che fare con questi progetti ed episodi ed ha faticato a farsi pagare persino compensi da poche centinaia di euro.
Giro l’Italia col Doblò, mi annoio un po’!
“Ci sono probabilmente problemi personali”. E’ quello che prima o poi dicono tutti coloro che chiamano o scrivono per raccontare le loro esperienze con l’architetto che gira per il centro Italia (raramente si spinge più a nord, mai al Sud) con il suo furgoncino. Scrocca pranzi, cene, pernottamenti, abbigliamento, prodotti, come un venditore porta a porta, ma al contrario, giacca nera e t-shirt merchandising dei suoi progetti sempre più esagerati, sempre più complessi e sempre più pretenziosi. Tutti fermi allo stato embrionale.
Con partecipanti ai vari gruppi di “lavoro”, che chiamano facendo i nomi delle loro aziende, officine, laboratori, condivide pubblicamente dettagli, documenti, schermate di chat, conversazioni telefoniche, audio e video per convincere i malcapitati della bontà dei progetti in corso nonché della veridicità dei contatti e del livello delle conoscenze coinvolte. Progetti diversi ma stessi contenuti che si intrecciano e si integrano. Tutto così grande da essere credibile, tutto così complesso da richiedere tempo e fiducia. I soldi sono destinati ad arrivare alla fine dei progetti ma nessun progetto finisce mai.
E’ così che diverse persone che non si conoscono fra loro finiscono per raccontare a questo sito, versioni che coincidono, con protagonisti personaggi anche importanti (sindaci, governatori, grandi imprenditori), spesso veri e quasi sempre ignari di essere parte garante di qualcosa che non esiste realmente. Persone diverse inviano gli stessi documenti, facendo gli stessi nomi e raccontando gli stessi progetti.
Il tentativo di acquisto dell’A.C. Milan per conto del Principe con tanto di telefonata intrattenuta con il presidente Scaroni, è uno di questi. Ovviamente viene poi comunicato che il contatto è in corso ma non come va a finire, volta per volta. Chissà se al Milan sanno di essere oggetto di discussione in diverse chat di Whatsapp in cui ci sono architetti, maestranze cinematografiche, orafi, sarti, fotografi etc.
AC Milan
L’acquisto dell’ex Ariston (40 milioni di euro sembrano troppi per i Coreani rappresentati da Bernardini ma 30 potrebbero anche andar bene), sfumata a suo dire per un capriccio di Mr Lee di Samsung che avrebbe cambiato idea riguardo all’importare tecnologia marchigiana nel suo paese. Strano perché da sempre l’Umbria e le Marche esportano elettronica in Corea…Nel frattempo l’azienda, in difficoltà, fallisce.
Ariston
Abbastanza curiosa anche la telefonata in francese ad Airbus per l’acquisto di un jet. Le difficoltà di spostamento a causa del Covid-19, infatti, avrebbero spinto il Principe ad acquistare un aereo per far muovere più liberamente il suo consigliere. Un deciso miglioramento rispetto al Fiat Doblò!
Sempre target top di gamma e acquisto dato per scontato con conseguente vanto fra i “partner”. Dov’è l’aereo?
Nello stesso posto in cui sono i 18 milioni destinati a VR46, noi pensiamo.
Airbus
Anche la boy band koreana BTS, vestita grazie al progetto Italo-Koreano-Saudita Moda Live (sempre in partenza), supervisionato da Bernardini anche per quanto riguarda l’ambito cinematografico ( i costumi dei film provengono da Moda Live), avrebbe beneficiato dei progetti dell’architetto. Il premio per i partner delle varie aziende? Recitare nel film per il quale sono state già ingaggiate tutte le maestranze. Inclusi un domatore di leoni ed un falconiere.
BTS Band
E nemmeno per il concerto si sarebbe andati a risparmio. Opera dell’architetto, infatti, un palco lungo 200m e largo 50 da trasportare con tre super trucks da far viaggiare fra Italia, Korea e Arabia Saudita, con il benestare dei Samsung (sempre lui, Mr Lee, e sua sorella stilista) e Hyundai per la quale Moda Live starebbe realizzando gli interni delle nuove autovetture.
Hyundai è un po’ una fissazione, dato che compare anche sul mockup delle MotoGP Aramco. Chissà se è informata.
Stage
KIHG_Hyundai_BTSVR46 Aramco
Ci sono i documenti. Come dubitare? Soprattutto se ogni progetto viene definito ormai ad un passo dalla sua conclusione, salvo qualcuno che esiste già perché è stato costruito, anche se da altri architetti, come alcuni parchi veri, alcune costruzioni vere e alcuni edifici veri, fatti da architetti veri ed utiilizzati con sfacciataggine anche nei comunicati inviati.
f1render
Telefonate e trattative per realizzare il palco, per acquistare i super truck e per acquistare dei manichini robotici che avrebbero consentito di prendere le misure degli abiti di Moda Live in automatico. Costo di ciascun manichino: circa 7000 euro, ordinandone almeno 200.
Chiamate, accordi, visite ai produttori, tutto come fatto. Business plan e documenti progettuali ottenuti a costo zero con la promessa di essere parte del business o facendo lavorare degli studenti o dei giovani professionisti. Quale azienda si tira dietro per un preventivo? Persino Pininfarina ha fornito dei bozzetti senza sapere che sarebbero diventati le macchine volanti di un film. Noi li abbiamo visti, è giusto che li vediate anche voi.
Pininfarina
Vuoi essere pagato? Allora ti compro!
Per chi non vuole lavorare gratis o inizia a protestare, il cliché è sempre lo stesso. Alle prime richieste di denaro da parte di qualche partecipante, la controproposta di acquistare l’azienda, lo stabile, il marchio, in modo da ottenere altro tempo necessario alla trattativa, continuando così a far lavorare il “partner” senza spendere un centesimo. Partono offerte per ogni tipo di azienda, officina, persino multinazionali. Tanto paga o Mr Lee o il Principe.
Ogni incontro è positivo. Come fatto!
E qualora qualche incontro non andasse bene, come con Braccialini o Aprilia, dove l’architetto viene buttato fuori, c’è comunque una presentazione in più da far girare in chat con foto e numeri. “L’incontro è andato molto bene, attendiamo risposta”. E tutti “Bravo, complimenti”, e via così, come ad una riunione di multilevel marketing, ma in chat. Per chi ancora ci casca, resta solo da lavorare. Naturalmente gratis.
Le prime defezioni
È così che una sartoria a Gubbio, per la quale il consigliere del principe è visto inizialmente come opportunità ma poi diventa un passatempo divertente del suo titolare, passa da partner illuso ad amico paziente che per quieto vivere fa passare in cavalleria qualche cena scroccata, una scrivania in ufficio (Bernardini non ha una sede), qualche abito mai ritirato e qualche tunica principesca poi vista in occasione di una conferenza stampa nota a tutti. Valore della tunica: 500 euro più spedizione…a Gubbio, la nuova Riyad. Ecco il costo degli abiti di un principe. Ci sono teen ager del centro che spendono di più.
L’ambientazione della press conference, invece, dicono le malelingue della chat, è quella dell’inquilino marocchino di Bernardini, in ritardo con l’affitto. Malelingue di invidiosi, speriamo, almeno queste.
Eppure anche qui le informazioni coincidono.
La stessa sartoria di Gubbio, entrata per prima nelle file dei “partner”, è la prima ad uscire, nel periodo in cui Misterhelmet inizia a scrivere. Seguita da altri “insoddisfatti” che hanno aperto gli occhi. Ci invia le foto della tunica che tutti abbiamo imparato a conoscere. Tanto Moda Live sembra che non riuscirà mai a decollare, figurarsi se arriva in Arabia Saudita.
Moda Live Vest
Non sono architetto, ma gli arabi sono ingenui e non gliene frega un c…!
“Gli arabi sono ingenui. A loro non interessano i titoli, gli bastano i fatti”, avrebbe ripetuto Bernardini in più di una conversazione. “Scopo di un progettista è far partire progetti giganteschi. Non importa che vadano tutti in porto. Me ne basta uno per diventare ricco e fine della storia.”
Ma alla fine della storia siamo ancora lontani, sia perché nessun progetto è andato in porto, sia perché ci sono ancora molte cose da raccontare e molti personaggi da coinvolgere.
Nel frattempo, aspettiamo i pagamenti.
“Facciamo così… se riesce a dirmi così all’istante qual era l’aspettativa di vita di un sottotenente lanciato in una zona calda del Vietnam del 68, io le dirò tutto quello che mi ricordo […] “Una settimana.” “Negativo… 16 minuti. Sì. 16 merdosi minuti.”
– Regole d’Onore – film – 2000 –
Eppure Lorenzo Savadori ce l’ha fatta. Paracadutato in MotoGp dopo l’affare Iannone come uno di quei telespettatori che vincono un concorso che gli consentirà di vivere l’ambiente per un giorno per poi tornare a casa stanco ma felice e pieno di gadget, è riuscito a sopravvivere alla presenza di Bradley Smith e all’illusione di Dovizioso fino ad andare oltre il singolo episodio e le aspettative di tutto un mondo intorno a lui.
Qualcosa di più che sopravvivere dietro le linee nemiche.
Sia chiaro, Lorenzo Savadori pilota lo era già, ma con il suo passato così lontano dal mondo dei prototipi e fatto di 3 moto diverse cambiate nel solo anno precedente, per lui è stato lo stesso che iscriversi a ingegneria direttamente dalle scuole medie fatte in un paese straniero. Si può fare solo con talento, cuore e cervello, oltre ovviamente con tutto l’aiuto e la pazienza che si possono riuscire a mettere insieme da parte di tutte le parti coinvolte.
La trasformazione necessaria ad una persona per sopravvivere e la sopravvivenza destinata a trasformarla, è un esperimento che abbiamo visto fallire così tante volte, che nessuno avrebbe mai puntato su Savadori e su Aprilia. Nessuno tranne Savadori e Aprilia… e forse in qualche momento nemmeno loro.
Piloti più prestigiosi e titolati, su moto più performanti e vincenti, si sono fatti molto più male in molto meno tempo. Non è evidentemente questo il caso.
La considerazione e l’articolo che ne segue sarebbero finiti qui se non ci fosse anche il piacere di analizzare l’intero percorso compiuto, fatto di sottovalutazione, critiche, e considerazioni amare nei confronti di quello che era ritenuto un corpo estraneo in un progetto fallimentare.
A Savadori, di fatto, non è mancato niente, neppure la ferita in battaglia. Un infortunio che è paradossalmente più un segno del fatto che stesse finalmente iniziando a far parte in pianta stabile del contesto, che di una sua inadeguatezza.
Un contesto che è passato dal biasimarlo al rivalutarlo, fino a considerarlo titolare meritato di un ruolo inizialmente ricevuto in regalo. Insomma a rispettarlo.
Lo dimostrano le ultime immagini: Lorenzo Savadori, appena sostituito da Maverick Vinales, che invece di risentirsi per quanto perduto, si impegna a trasferire, ascoltato con attenzione da chi gli ha preso il posto, quel tanto o poco che sa di quella che per gli ultimi mesi è stata la sua scuola.
L’ultima mossa di Aprilia è giusta come tutte le altre.
Per il 2022, contratto da tester e wild card per un ragazzo che è salito sull’Aprilia da ragazzo di bottega e ne è sceso da piota MotoGP.
Non è giusto rubare la copertina a un vincitore ma il leone di Noale che torna a ruggire è un italian masterpiece che in Inghilterra, per chi ama il motociclismo, vale un europeo, un oro olimpico, uno sbarco di Giulio Cesare.
Ok, torniamo nei ranghi ma è dovere sottolineare un podio che non è arrivato fortuitamente ma è stato, invece, costruito e guadagnato.
Nella giornata di Quartararo che mette due mani sul mondiale, c’è finalmente il ritorno di Rins e il podio di cui abbiamo già parlato.
Finalmente a Silverstone, week end delle sorprese, anche il ritorno Honda, brillantissima, seppur solo a tratti, con Marquez, ma concreta solo con Pol Espargaro.
E’ la gara in cui sei costruttori diversi piazzano le prime sei moto. Eh già perché a Silverstone va benone anche KTM che nei dieci ne mette tre. Minicrollo per Ducati ma almeno c’è Miller. La MotoGP che ci piace è questa qui.
Minicronaca
Pol Espargaro è in fuga e tutto regolare fino a che Marquez va giù con Martin. Incidente di gara. Voler vedere altre cose è da frustrati.
Con 18 giri da fare la storia mette due fratelli in prima e seconda posizione. Pol e Aleix a guidare la gara, seguiti da Quartararo e Bagnaia. Il duo Espargaro dura poco perché Quartararo buca l’Aprilia e poi anche la Honda mentre Mir cresce ed è quinto.
Il parapiglia vede Quartararo in testa e Aleix al secondo posto…
A meno 11 Quartararo, Aleix Espargaro, Rins, Pol Espargaro, Mir, Miller, Bagnaia, Alex Marquez, Rossi e Nakagami a chiudere i dieci.
Aleix non resiste a Rins che passa e lo lascia a qualche metro mentre Quartararo è irraggiungibile con oltre 3 secondi di vantaggio.
L’ultimo giro è una lotta terribile fra Aleix e Miller. La spunta l’Aprilia mentre nelle retrovie cambiano un sacco di cose, inclusa la scomparsa di Rossi, che annega in coda.
Quartararo, Rins, Aleix Espargaro, Miller, Pol Espargaro, Binder, Lecuona, Alex marquez, Mir, Petrucci a chiudere i 10.
Pagellina
Quartararo
Non sbaglia niente. Aspetta il giusto e si prende quello che è suo.
E’ l’uomo più forte, al momento. E le mani sono sul mondiale.
Voto 10
Rins
Fuoriclasse ritrovato. Era una sofferenza leggere le sue spiegazioni delle infinite gare andate male. E straccia anche il suo compagno. E’ quello che gli serviva.
Voto 9,5
Aleix Espargaro
Ha sempre parlato tanto, qualcuno dice troppo. Ma è giusto che sia lui ad aver portato l’Aprilia nella storia con un podio che si è guadagnato al 110%. Aleix ha sempre detto cose bellissime di Aprilia e ha sempre creduto in se stesso e nel suo gruppo di lavoro. Aleix, in un mondo di ultramercenari, è uno a cui voler bene. Come spazza via i preconcetti lui, nessuno oggi.
Voto 9,5
Miller
Lotta come un leone ma il leone, almeno oggi, è l’Aprilia.
Gara comunque positiva per lui. Peccato il risveglio tardivo.
Voto 9
Pol Espargaro
L’inizio fa ben sperare, poi errori e il crollo. Ma c’è di che gioire, comunque.
Voto 8
Binder
In silenzio, emerge quando gli altri soffrono. La migliore di ben 3 ktm piazzate in top ten.
Voto 8
Lecuona
Indemoniato. Fa anche belle cose. E le fa fino all’ultimo giro.
Voto 7,5
Alex Marquez
E’ il saggio della famiglia. Dimostra che con la calma si ottengono belle cose.
Voto 7
Mir
Debacle. Fa faville a inizio gara fino ad arrivare a sognare il podio ma poi… oggi non è lui a comandare in casa.
Voto 6
Petrucci
Ottiene una top ten dolceamara. Va benino e addirittura ha un guizzo finale.
Voto 6
L’Austria regala una gara bellissima e piena di sorprese dal punto di vista tecnico e umano. Vince, anzi, stravince Binder che rifila 9 secondi al secondo e ne restituisce 3 per essere passato sul verde all’ultimo giro.
La vittoria è comunque sua e, con la moto di casa, su pista di casa, batte un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno questa volta. Per il resto le cose si rimettono quasi a posto, nel senso che il podio lo chiude Martin davanti a Mir, altro che aveva cambiato moto e Marini, quinto all’arrivo e secondo di quelli che non avendo nulla da perdere non si sono fatti spaventare dall’acqua. Il rischio ripaga, oltre a Binder, anche lui e Lecuona, che finiscono davanti a Quartararo e Rossi (che sceglie anche lui di giocarsi il tutto per tutto). Alex Marquez e Aleix Espargaro, anche loro scelgono di non rientrare, chiudono i 10.
Alla fine, in Stiria vincono sempre gli outsider e succedono sempre cose che sembrano scritte per un film. Ma per oggi va così. Non interessa quasi a nessuno il perché e il “per come” di un esito che fa contenti quasi tutti.
Di buono, quindi, KTM e i coraggiosi. Di cattivo, invece, se di cattivo si può parlare, un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno quando dovrebbe, e un Marquez che finisce in zona grigia. Lo spagnolo è tornato forte ma sbaglia cose che in passato, forse, non avrebbe sbagliato.
Il resto, compreso Quartararo, è solo sconfitta anche quando sembra che sia stata messa una pezza dal punto di vista della gara e della classifica generale.
Credeteci: la classifica generale, almeno oggi, è un discorso da fare a parte.
Mini cronaca
Al via comanda Bagnaia davanti a Martin mentre Quartararo commette errori che lo puniscono subito e lo spingono dietro.
Terzo è Zarco davanti a Marquez, Miller e Quartararo, appunto.
Con 25 giri da fare Marquez passa Zarco ed è terzo mentre alle spalle del francese arriva l’altro transalpino Quartararo che ci mette tre giri a passare in terza posizione per poi subire il contrattacco di Marquez e Martin e restituire volta per volta i colpi ricevuti. Il duello centrale della gara, è fra loro. Sarà qui che perderanno il tempo che renderà vano il cambio moto.
A meno 10 dal termine va out Zarco mentre e quinto ma sono le immagini della carena saltata via a Bastianini a monopolizzare l’attenzione per la pericolosità e l’assurdità dell’evento.
A meno 9 Marquez passa Quartararo che per resistere va largo. Meno 7 e Marquez passa Bagnaia che però replica di motore. Altro leit motiv.
Con la pioggia forte Rins e Miller cambiano moto mentre davanti è guerra aperta fra Marquez, Quartararo, Martin e Bagnaia.
A meno tre i leader cambiano moto aanche loro, seguiti poi da tanti altri… ma rientrano con Binder e Aleix Espargaro in testa seguiti da Rossi. Gli unici ad aver ignorato il bagnato.
Mentre Marquez butta via la gara scivolando nonostante la gomma nuova, a rimanere davanti è Binder sulla moto di casa.
Clamorosamente con un giro da fare, il sudafricano in testa è seguito seppur da lontano da Aleix Espargaro e Lecuona. Il vantaggio del sudafricano è spaventoso.
Nell’ultimo mezzo giro succede di tutto: Vince Binder con le gomme “sbagliate” davanti a Bagnaia, Martin, Mir, Marini, Lecuona, Quartararo, Rossi, Alex marquez, e Aleix Espargaro.
Il sudafricano restituisce 3 secondi per essere passato sul verde ma nulla cambia. Vince con 6 di vantaggio. Ed è festa.
Pagelline
Binder
E’ quello che ha più attributi… o meno cervello, fate voi.
Quello che conta è che vince una gara che si ricorderà a lungo.
Voto 10
Bagnaia
Non si può dare un voto più basso del 9 a uno che arriva secondo.
Eppure Bagnaia oggi ha un rimpianto ed è quello di non riuscire a calciare un rigore a porta quasi vuota. Ok, recupera in classifica ma non ci crede nessuno che non sia arrabbiato per aver perso l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP .
Voto 9
Martin
Porta a casa un altro risultato eccezionale. Anche lui cambia la moto un po’ tardi ma nel suo caso va bene così. Pole e podio, e vittoria l’altra volta…
Voto 9
Mir
Tanto cervello e sempre risultati eccellenti. Manca però l’acuto.
Voto 8,5
Marini
Fra quelli che non hanno nulla da perdere, dopo Binder, che però è un pilota di livello superiore, Marini è quello che fa meglio.
In pratica non ha scelta ma tenere la moto in piedi è un’altra cosa. La sua gara dell’anno.
Voto 8
Lecuona
Sicuramente avrebbe sperato in qualcosa in più, anche per rinfacciarlo a KTM ma alla fine va bene anche così. Almeno lui c’è.
Voto 7
Quartararo
Lo sconfitto di oggi è lui. Sbaglia per tutta la gara, in avvio e nella parte centrale. Il finale è in linea con il resto della corsa.
Voto 5
Rossi
Viene trattato come un vincitore. Un po’ troppo? Forse, però è un risultato di quelli che fanno morale. Certo, riferirsi a Rossi come ci si riferisce a Lecuona e a Marini, fa un po’ strano, vista la sua esperienza e il suo palmares, ma questa è la sua condizione. Se la gioca bene comunque. Di sicuro meglio di Quartararo.
Voto 6,5
Alex Marquez
Chi lo ha visto? Fa una gara da retrovie e si trova in top ten.
Deve esserne contento. Il fratello maturo sembra lui.
Voto 6,5
Aleix Espargaro
C’è un momento in cui lotta con i primi, un momento in cui è sul podio e un finale che lo vede con i “soliti” risultati.
Da un lato va applaudito un pilota che non molla mai, dall’altro c’è curiosità di capire cosa potrebbe fare un top rider sulla moto veneta.
Voto 6,5
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