MotoGP: Le Aprilia e la Honda di Marquez hanno un particolare Made in Italy in comune!

SC

A prima vista sono normalissime foto di test in cui si vede la moto in configurazione non definitiva.
In realtà c’è un elemento tecnico assolutamente innovativo da iniziare a prendere in considerazione.
Nella stagione 2022 lo scarico SC-Project per le Aprilia RS-GP22 di Espargaró e Vinales avrà una tecnologia italiana di altissimo livello. Si tratta di una nuova valvola che parzializza i gas di scarico ed è gestita dall’elettronica della moto. Già le valvole sono utilizzate in MotoGP ma quella di SC-Project è fatta diversamente.
Questa valvola, realizzata in titanio totalmente dal pieno, aiuta – con il freno motore – a dare feeling al pilota in entrata e centro curva.
All’apertura, invece, la valvola si apre totalmente per dare il massimo passaggio dei gas di scarico.

La collaborazione fra SC-Project e Aprilia, infatti, deriverebbe da oltre un anno di studi attraverso lo sviluppo dello scarico per la RS 250 SP, per le RS 660 Trofeo e per le RSV4 del Team Nuova M2 racing che gareggiano al CIV, per arrivare, nel 2021, allo sviluppo dello scarico per le RS-GP 2022.

A prima vista notiamo che questa configurazione è leggermente diversa (per ovvi motivi tecnici), dalla valvola apparsa sulla moto di Stefan Bradl, componente marchiato SC-Project molto simile a quello delle RS-GP. Questa valvola comparirà anche sullo scarico della Honda di Marc Marquez e Pol Espargarò? Probabilmente si, lo vedremo tra pochi giorni
Ecco il made in Italy che accomuna due team e quattro piloti completamente diversi fra loro.
Lo vedete nel dettaglio ingrandito sulla moto utilizzata oggi da Lorenzo Savadori, nei test!


Guarda il video o ascolta il podcast!



Che fine fanno le vecchie MotoGP VERAMENTE? Ma veramente eh!

Fattoide

Ogni tanto parlando con qualche lettore o qualche collega, salta fuori un qualche luogo comune, che è vero in parte ma non al 100% oppure, come in questo caso, più che un dato di fatto, è un fattoide.

fattoide

Che fine fanno davvero le MotoGP degli anni passati?

Ci sono delle differenze, dirà qualcuno, che sa, nel senso che mentre le moto giapponesi a fine vita vengono pressate ed hanno un ciclo vita più breve, nel caso di Ducati c’è proprio un sistema di noleggio a vari livelli di andata e ritorno che rimette il materiale in circolo e ci sono vari step evolutivi circolanti. Insomma le moto durano un po’ e poi… e poi…
In realtà, se avete sentito anche voi la storia delle moto giapponesi che vengono pressate, sappiate che è una leggenda metropolitana.
E’ stato fatto pubblicamente in un paio di occasioni proprio per stoppare certi commerci e dire: se la trovate in giro sappiate che è farlocca perché noi le pressiamo. Vedete che la pressiamo? Ne schiacciamo un paio in un paio di occasioni.
Ovviamente voi sapete come fa le indagini la nostra stampa e avendo visto che ne pressavano una, hanno pensato che avvenga sempre così, e ai giapponesi fa piacere crederlo. E alla stampa fa piacere compiacere.
Ma sappiate, che non è così. Le moto jap vengono fatte sparire. Nel senso che hanno un ciclo di vita più breve e poi finiscono in luoghi certificati come alcuni musei ufficiali delle case, alcuni stabilimenti importanti come quello Honda di Atessa e cose simili. Quindi capite da voi che se ce ne sono alcune in alcuni luoghi, è ovvio che non vengono pressate. Al massimo vengono ritirate. Ma quindi se trovate una moto gp giapponese in vendita, allora forse è vera? No al 99.9%.

Se lo notate, le moto giapponesi anche ufficiali ci sono, ma quelle che ci sono, risalgono al massimo a metà degli anni 80. Poi c’è stato uno stop. Perché ovviamente c’era un commercio esagerato come con le reliquie dei santi e i collezionisti sono spesso vittime dei cazzari. Gli impicci che abbiamo fatto noi in Italia e in nord Europa con le motogp e non solo, taroccate, specialmente alcune parti speciali, rimangono negli “anali” del collezionismo.
Insomma, nessuno pressa milioni di euro, tranquilli però nemmeno le potete trovare in giro, queste moto. E’ solo che non fanno vedere a voi dove le mettono. Giustamente.

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Quanto costano le MotoGP? Chi le paga? Cos’è compreso nel prezzo?

MotoGP Bikes

Tutti parlano di budget, soldi per fare la MotoGP e delle differenze di “costo” fra le varie moto.
Ma come funziona il meccanismo, in MotoGP? Quanto costano le moto?
Come si comprano, si noleggiano e soprattutto chi le paga a chi?
Funziona così.
Le moto ovviamente le costruiscono le case e le schierano in pista nel team factory per poi concederle ai team clienti.

Ho usato il termine concedere e non è un termine a caso. Le moto non si vendono.
Ma i team come le pagano?
In realtà i team non le pagano, anzi vengono “forniti” da un paparino, uno sugar daddy che versa un contributo dedicato per loro conto.
Tutti i team che schierano le moto in pista, ricevono un contributo da Dorna, e nel caso dei team clienti accade senza vedere i soldi. Questo perché il contratto, anche se ci sono le garanzie dei team con vari livelli di accesso al materiale più o meno aggiornato, è fra Dorna e le case. E’ Dorna che garantisce in modo che le case ricevano il denaro e per far sì che questo succeda, i team i soldi li vedono solo passare in base al contratto di fornitura.

Il contributo, sia per i team clienti che per i team privati, è di cinque milioni di euro, per due moto per cui le moto sono quasi sempre tutte pagate e a volte, addirittura, avanza qualcosina.

Una casa, facciamo un esempio, Yamaha, che schieri un team clienti, riceve poi altri tre milioni di euro.
Quindi la somma che Yamaha, ma anche KTM riceve è di cinque milioni al team factory, cinque milioni al team clienti e altri tre milioni alla casa che schiera un team clienti.
Ma quindi Ducati, che schiera quattro team percepisce trentadue milioni?
No. Ogni team Ducati percepisce cinque milioni di euro più tre milioni per un team privato. Questo contributo viene pagato solo una volta al di là del numero di team privati schierati.

Ma le moto quanto valgono, in realtà, o meglio che prezzo hanno?
Dipende. Le case nel pacchetto moto comprendono anche anche dei servizi quali il tecnico di pista e l’elettronico ed altri tecnici il cui valore è comunque elevato, dato che parliamo di tante gare più tanti test e i giorni uomo di questi ingegneri non sono a basso costo. Questi pacchetti ci sono in versione standard, ridotta o estesa. Il contro buto di Dorna prevede quindi, oltre alla moto, un certo numero di ricambi e personale tecnico.

Quindi, da un lato chi corre con Ducati ha costi leggermente più alti mentre dall’altro, nel caso delle moto giapponesi, potrebbe avanzargli qualcosa. Potrebbe, perché le case cercano di arrivare a tariffare servizi fino a chiudere il budget, questo per sfruttare al meglio il contributo erogato. Spesso di va ben oltre.

Si può fare la cresta?
Questo è un altro discorso. Qui c’è una leggenda che dice che Razali l’anno scorso pensava che le moto costassero 8 milioni e che quindi ha dovuto stanziare più denaro, cosa che poi ha generato un certo scazzo son l’altra figura manageriale del suo team quando ha scoperto che invece il prezzo era di poco più della metà. Ma questa è un’altra storia…

 

 



Quartararo vuole “farla ingelosirla” e forse ci può “riuscirla”

Ingelosirla

Sono affascinato dal meme “Ingelosirla” e ho pensato che forse è quello che vuole fare Quartararo con Yamaha, dato che è in corso una trattativa di rinnovo che si preannuncia quanto meno articolata.
Può funzionare? Ecco la spiegazione!

In podcast e video. Durano meno di due minuti!



Yamaha ignora WithU: nessuno alla presentazione del team. Un segnale?

Yamaha WithU

Tante presenze ma soprattutto tante assenze illustri alla presentazione del team Yamaha WithU di Razali

Bellissima la presentazione del team Yamha WithU nella splendida cornice, come si dice sempre, del Teatro Filarmonico di Verona, una città spaccacuore che rende vincente ogni evento perché è una degli scenari più belli del mondo.
Una MotoGP in piazza Bra è una win win situation e le immagini hanno vinto su tutto, ovviamente unite alle performance liriche, perfettamente in tono con la location.
Forse la presentazione MotoGP più elegante degli ultimi anni.

Tecnicamente la live di Youtube è andata a scatti per quasi tutti i viewers mentre il link a zoom non è partito, almeno al sottoscritto. Abbiamo avuto una password ed un codice e quindi forse la stampa (non solo io), magari si sarebbe aspettata la possibilità di fare domande. Ma questo non è importante perchè il team di Razali ha dimostrato, fino ad ora, di avere l’ufficio stampa fra i più reattivi e disponibili della storia.

Le presenze
Presente lo sponsor WithU, nella persona di Matteo Ballarin (che però non ha spiegato come ci aveva invece garantito, le problematiche ed i progetti della sua azienda), Razlan Razali e Mirko Zeelemberg, rispettivamente team owner e team manager, Filippo Conti di GRT, associato alla squadra per il Mondiale MotoE, autorità locali, Antonio Boselli di SKY a presentare e, ovviamente, i piloti Dovizioso, Binder, Canepa (MotoE) e Bradley Smith (presente in video conference, probabilmente per motivi logistici).

Quello che mi ha stupito, però, è un elemento inedito, ovvero le assenze. Posso capire che per via delle normative contro il Covid-19 siano mancati altri elementi del team ma non si è visto nemmeno un giapponese.
E’ la prima volta che una squadra che schiera una moto (nipponica) ed un pilota ufficiale (Andrea Dovizioso) non vede la presenza di un giapponese a rappresentare il marchio.
E’ una prassi consolidata, praticamente una regola.
Anzi, in verità, più giapponesi ci sono, più c’è l’imprimatur dell’azienda.
E’ una cosa importante per noi e vitale per gli asiatici.
Sarebbe bastata anche la presenza di Paolo Pavesio, che è italiano ma è il n2 di Yamaha Europe.
Rumorosamente assente anche Lin Jarvis, che almeno un collegamento video avrebbe potuto farlo.
Lo ha fatto Bradley Smith ma non il manager olandese, che pure è quello che paga le moto di Razali e ha deciso, negli ultimi anni, i piloti dell’unico team clienti Yamaha.

L’ufficio stampa ci ha garantito che non è stata una sorpresa ma che è stato tutto programmato, e questo mi meraviglia ancora di più.
Non traiamo conclusioni qui altrimenti facciamo la parte dei troppo pignoli.
Ognuno faccia le sue valutazioni sul fatto che nessuno di Yamaha si sia fatto vivo alla presentazione di una moto e un pilota ufficiali.

Ascoltate qui il podcast o guardate il video!



Razali’s ambitions and the sensational rumors about WithU at the end. The company denies!

Razali_withU

The energy sponsor loses 30% of its customers in a single day. Will it be able to pay?

Razlan Razali, founder of the RNF team (this is the title he prefers to be attributed to him), said he was aiming for a sponsorship budget of around 11-13 million euros to manage the two Yamahas entrusted to Binder and Dovizioso.
Every aspiration is legitimate even if, looking at the sponsor panel, one wonders how the money is counted and how the missing gap can be filled.
Let’s analyze the sponsors on the panel.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: does not offer money but takes care of the bikes and the remuneration of the riders.
Green Power: produces generators and is a small sticker on the frames.
GPNFTS: produces digital tokens and also occupies a small space.
Telcowin: although the name suggests a telecommunications company, it is a small consulting agency with local action.
Considering that the RNF sticker is that of the same team, the remaining stickers are those of technical partners and suppliers such as Barracuda, WRS, Ixon, KYT,  Akrapovic, and Beta brands already known to motorcyclists.
Added to these there are companies that are certainly not big spenders: a coffee company from Modena (Giacomelli) which can be found in all hospitality areas, an insurance company, Lange Gruppe, which probably provides policies to drivers and teams.
Then there are RCB, which makes accessories for scooters and Lotus, which makes kitchen furnitures. Certainly reputable contributors but equally certainly not millionaires.

In fact, one wonders how much money these “partners” really bring if WithU, which is the main sponsor and the biggest name in the hull, offers “only” 3 million to be in the foreground.
Is 13 million euros really a plausible target?
Does this budget include the 5 million passed by IRTA for motorcycle coverage?
If this were not the case, the matter would tend towards the dream.
And again: are the rumors  that Razali has applied for a bank loan to carry out the first tests because none of these sponsorships has yet been transformed into a bank transfer to support the activities on the track, somehow true?

Last question: why a private team, which does not pay either the bikes or the riders and which has already found a main sponsor, feels the need for ambitious proclamations, even a week before the presentation and a few days before the first tests?
Isn’t it a statement dictated by the need to show undecided or renounced investors that his project is a nice train to jump on in any case and that the noisy difficulties are not real?

In short, doubts remain and would already be sufficient if the “commercial news” did not report a rumor that can be summarized in three heavy words

¹WithU ²in ³trouble

Concerns continue to reach this site through direct reports from customers and professionals but can also be found on official channels, on consumer pages and in the mailbox of a large number of customers who have received a communication informing them of the termination of their energy supply contract by Europe Energy SpA (WithU) due to the interruption of energy supply by Terna (National Operator) to Zenergia which in turn supplies Europe Energy and WithU, which no longer supplying energy cannot collect money from around 23,000 customers from one day to the ‘other, to be precise starting  December 21, 2021.

All the customers involved are notified of their passage, ex officio to the national manager and are advised not to make payments to WithU.
The letter arrived in the homes of many Italians, you can see it here.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In summary, barring misinterpretations, this means that the Yamaha sponsor RNF has lost at least 25% of its customers even if some say that the percentage is much higher.

There is no company in the world, not even CocaCola or Google, that can afford a 25% cut of its customers without an internal earthquake.

And this happens at the worst historicaal moment of the tariff system which is based on costs per cubic meter under which operators like WithU are not competitive.

Those who signed a contract with this operator, in fact, paid 1.24euros per cubic meter for gas while the costs offered by the national operator are less than 60 cents. Less than half.
It is obvious that for operators like WithU (dozens of similar companies have already gone bankrupt) there are no longer the commercial levers to recover lost customers and perhaps not even  keeping those who are left who are, mathematically, on the run.
Nobody would be remain with a supplier who sells  on the free market, energy at double the price of the protected market.
Up to here it would be a one-way article in which doubts are exposed which, despite the documentation, would still be based on rumors without hearing the other party involved.

For this Misterhelmet turned to WithU and was later contacted by telephone by the founder and president Matteo Ballarin, in person.
“You are partially right on this issue as it is true that one of our suppliers, not us, had the dispatching contract closed and therefore about a quarter of our customers, 20 thousand out of about 85 thousand we have, have returned to a more protected market. All these customers should have received a letter from us in which we inform them that we are taking them back and we have deliberately favored this protection market because in December the prices of that market were lower than the free market, so when the problem arose we I thought that customers could have passed on to the market for greater protection and then returned to the free market when prices would have dropped. Users should have all received this communication (we could not find this – ed -).
I would like to underline a very important point, namely that our contract has not been closed but that of one of our suppliers as written in the letter sent by the Single Buyer. Authority (Acquirente Unico).
Many are writing that we changed their supplier without saying anything but it is not true, indeed we got very angry. “

Ballarin continues reassuring the solidity of WithU … and telling us that they have almost gladly lost 25% of customers.
“Misinterpreted, it could seem a sign of crisis of a company that has closed a dispatching contract and has lost customers. This is not what happened. Our company is one of those that are doing better in a very difficult time for the company. free market … “

Not problems but opportunities.
According to Ballarin, there are neither business problems nor sponsorship problems.

“The day of the presentation of the team (next Monday – ed -) will be an opportunity to explain a series of corporate aspects with an increase in the strength of the WithU brand. We are setting up insurance services, telemedicine, etc. Sponsorship is important but it is a minority part of all the investment we are making on the whole WithU project. Guaranteeing sponsorship is the least of the problems, so much so that we have also extended it to other sports such as volleyball and basketball in Verona. ” (WithU also sponsors Monza Calcio in Serie B – ed).

Ballarin is confident and is not afraid to tackle the issue.
“I’m not afraid to talk about it. I work in a market with powerful competitors and so I take every opportunity I have to explain who we are, it’s not a problem. We are always here.”

The responsiveness and friendliness of WithU’s top management are beyond expectations and certainly reassuring, but nothing provides more certainty than time, so we just have to wait.
The hardest part is finding a closure for this piece, hoping that it matches with the happy ending of a story that seems to be made up of problems while it is instead made up, they explain, of opportunities.
We all want to see Dovizioso and Binder’s Yamaha WithUs on TV, paying for electricity at the lowest possible price.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali


Le ambizioni di Razali e i rumors clamorosi su WithU in chiusura. L’azienda smentisce!

Razali_withU

Lo sponsor energetico perde il 30% dei suoi clienti in un giorno solo. Ce la farà a pagare?

Razlan Razali, fondatore del team RNF (questo è il titolo che preferisce gli sia attribuito), ha dichiarato di mirare ad un budget di sponsor di circa 11-13 milioni di euro per gestire le due Yamaha affidate a Binder e Dovizioso.
Ogni aspirazione è legittima anche se, guardando lo sponsor panel, viene da chiedersi come vengano conteggiati i denari e come possa essere colmato il gap mancante.
Analizziamo gli sponsor sul pannello.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: non offre denaro ma si occupa delle moto e della retribuzione dei piloti.
Green Power: produce generatori ed è un piccolo sticker in carena.
GPNFTS: produce token digitali e occupa, anche questo un piccolo spazio.
Telcowin: nonostante il nome faccia pensare ad una compagnia di telecomunicazioni, è una piccola agenzia di consulenza ad azione locale.
Considerando che l’adesivo RNF è quello dello stesso team, gli stickers restanti sono quelli di partner e fornitori tecnici quali Barracuda, WRS, Ixon, KYT e Akrapovic, marchi già noti ai motociclisti.
A questi si aggiungono aziende che di certo non sono big spender: una ditta di caffé di Modena (Giacomelli) che si trova in tutte le hospitality, un’azienda di assicurazioni, Lange Gruppe che probabilmente fornisce delle polizze a piloti e team.
Ci sono poi RCB, che fa accessori per scooter e Lotus che fa cucine. Sicuramente contributor rispettabili ma altrettanto certamente non milionari.

C’è da chiedersi infatti quanto denaro davvero portino questi “partner” se WithU, che è il main sponsor ed il nome più grande in carena, per essere in primo piano offre “solo” 3 milioni.
Davvero 13 milioni di euro è un obiettivo plausibile?
In questo budget sono inclusi i 5 milioni passati da IRTA per la copertura delle moto?
Se così non fosse la faccenda tenderebbe all’onirico.
E ancora: sono veri i rumors che riferiscono che Razali abbia chiesto un prestito bancario per effettuare i primi test perché nessuna di queste sponsorizzazioni si è ancora trasformata in bonifico bancario a supporto delle attività in pista?

Ultima domanda: perché un team privato, che non paga né le moto né i piloti e che ha già trovato un main sponsor sente la necessità di proclami ambiziosi, addirittura una settimana prima della presentazione ed a pochi giorni dai primi test?
Non è forse una dichiarazione dettata dalla necessità di far vedere ad investitori indecisi o rinunciatari che il suo progetto è un bel treno su cui saltare in ogni caso e che le difficoltà rumoreggiate non sono davvero reali?

I dubbi, insomma, restano e sarebbero già sufficienti se le “cronache commerciali” non riportassero una voce che può essere sintetizzata in tre parole pesanti

¹WithU ²in ³difficoltà

Le preoccupazioni continuano a giungere a questo sito tramite segnalazioni dirette di clienti e addetti ai lavori ma sono riscontrabili anche sui canali ufficiali, nelle pagine dei consumatori e nella posta di un numero elevato di clienti i quali si sono visti recapitare una comunicazione che li informa della risoluzione del loro contratto di fornitura energetica da parte di Europe Energy S.p.A. (WithU) a causa dell’interruzione della fornitura di energia da parte di Terna (Gestore Nazionale) a Zenergia che a sua volta fornisce Europe Energy e WithU, la quale non fornendo più energia non può riscuotere denaro da circa 23.000 clienti da un giorno all’altro, per la precisione dal 21 dicembre 2021.

Tutti gli utenti coinvolti vengono avvertiti del loro passaggio, d’ufficio al gestore nazionale e viene raccomandato loro di non effettuare pagamenti a WithU.
La lettera arrivata nelle case di molti italiani, la vedete qui.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In sintesi, salvo interpretazioni errate, questo significa che lo sponsor di Yamaha RNF ha perso come minimo il 25% dei suoi clienti anche se c’è chi dice che la percentuale sia ben più alta.

Non esiste azienda al mondo, nemmeno la Cocacola o Google, che si possa permettere un taglio del 25% della sua clientela senza che vi sia un terremoto interno.

E la cosa capita nel momento storico peggiore del sistema tariffario che si basa su costi al metro quadro in base al quale gli operatori come WithU non sono competitivi.
Chi ha firmato un contratto con tale gestore, infatti, pagava il gas 1,24 euro al metro cubo mentre i costi offerti dal gestore nazionale sono inferiori ai 60 centesimi. Meno della metà.
E’ ovvio che per gli operatori come WithU (sono già fallite decine di aziende simili) non ci sono più le leve commerciali per riprendersi gli utenti perduti e forse nemmeno per mantenere quelli rimasti che sono, matematicamente, in fuga.
Nessuno rimarrebbe con un gestore che gli vende, sul mercato libero energia al doppio del prezzo del mercato tutelato.
Fino qui sarebbe un articolo a senso unico in cui vengono esposti dei dubbi che, nonostante la documentazione, sarebbero comunque basati su rumor senza sentire l’altra parte in causa.

Per questo Misterhelmet si è rivolto a WithU ed è stato in seguito contattato telefonicamente di persona dal fondatore e presidente Matteo Ballarin.
“Ha parzialmente ragione sul tema in quanto è vero che un nostro fornitore, non noi, ha avuto il contratto di dispacciamento chiuso e quindi circa un quarto dei nostri clienti, 20mila su 85mila circa che abbiamo, sono tornati su un mercato di maggior tutela. Tutti questi clienti dovrebbero aver ricevuto una nostra lettera in cui gli comunichiamo che li riprendiamo e un po’ volutamente abbiamo favorito questo mercato della tutela perché a dicembre i prezzi di quel mercato erano più bassi del mercato libero, quindi quando si è creato il problema abbiamo pensato che i clienti sarebbero potuti passare sul mercato a maggior tutela per poi tornare sul mercato libero quando i prezzi si sarebbero abbassati. Gli utenti dovrebbero aver ricevuto tutti questa comunicazione (questa non siamo riusciti a trovarla – ndr – ).
Ci tengo a sottolineare un punto molto importante, ossia che non è stato chiuso il nostro contratto ma quello di un nostro fornitore come scritto nella lettera inviata dall’Acquirente Unico.

In molti stanno scrivendo che gli abbiamo cambiato fornitore senza dirgli nulla ma non è vero, anzi ci siamo arrabbiati molto.”

Continua Ballarin rassicurando sulla solidità di WithU… e dicendoci  che hanno perso quasi volentieri il 25% dei clienti.
“Letta male potrebbe sembrare un segnale di crisi di una società a cui hanno chiuso un contratto di dispacciamento ed ha perso i clienti. Non è quello che è successo. La nostra società è una di quelle che stanno meglio in un momento molto difficile per il mercato libero… “

Non problemi ma opportunità.
Secondo Ballarin non ci sono né problemi aziendali né tantomeno problemi per la sponsorizzazione.

“Il giorno della presentazione del team (lunedì prossimo – ndr -) sarà occasione per spiegare una serie di aspetti societari con un aumento di forza del marchio WithU. Stiamo mettendo in piedi servizi assicurativi, telemedicina, etc. La sponsorizzazione è importante ma è una parte minoritaria di tutto l’investimento che stiamo facendo su tutto il progetto WithU. Garantire la sponsorizzazione è l’ultimo dei problemi tanto che l’abbiamo estesa anche ad altri sport quali pallavolo e pallacanestro a Verona.” (WithU sponsorizza anche il Monza Calcio in Serie B – ndr).

Ballarin è sicuro e non ha paura di affrontare il tema.
“Non mi fa paura parlarne. Lavoro in un mercato con concorrenti potenti e quindi colgo tutte le possibilità che ho di spiegare chi siamo, non è un problema. Siamo sempre qui.”

La responsività e la cordialità del top management di WithU sono oltre le aspettative e certamente rassicuranti, ma niente fornisce più certezze del tempo, quindi non resta che aspettare.
La parte più difficile è trovare una chiusura per questo pezzo, sperando che coincida con quella a lieto fine di una storia che sembra fatta di problemi mentre è invece costituita, ci spiegano, da opportunità.
Tutti vogliamo vedere in TV le Yamaha WithU di Dovizioso e Binder, pagando l’elettricità al prezzo più basso possibile.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali


Melandri, il Covid e i clickbaiter di merda

Clickbait

Se questo non è il primo articolo clickbait della mia vita, allora davvero non ne vedrete altri.
Vi ho avvertito e potete smettere qui.
Altrimenti scoprirete in meno di un minuto, perché non ho ancora scritto o detto niente sulle opinioni di Marco Melandri in merito al tema che tutti conoscete.

Per quanto richiesta da qualcuno di voi, non darò un’opinione non autorevole e non necessaria (la mia) su un’altra opinione non autorevole e non necessaria, solo per raccattare click e commenti da consenso, critica o discussione.

E’ come se un fruttivendolo e un commercialista parlassero di chimica molecolare e un ferramenta dicesse la sua perché un venditore di auto gli chiede di farlo.

“Eh ma chi fa informazione deve parlare di tutto”.
Non è vero. Non si può impedire alla gente di parlare di quello che vuole ma non è per forza necessario farci sopra una finta informazione da sciacalli.
L’informazione è come la musica. A volte sono le pause a dare qualità alla melodia.
E’ quel silenzio che nell’informazione si chiama credibilità.

Ascolta il podcast o guarda il video…che in questo caso, è la stessa cosa…



 

 

 

 

Misterhelmet e Genesio Bevilacqua che la tocca piano su MotoGP, SBK, SS e Petrucci!

Misterhelmet&Genesio

Avrebbe dovuto essere una call invece Genesio Bevilacqua mi ha calamitato a Moto dei Miti per  rilasciare un’intervista in cui non si è tirato indietro.
Analizza MotoGP, Superbike, ruolo dei team factory e privati oltre che di Dorna e Federazioni.
Ci sono le idee maturate in 30 anni di corse e anche qualche proposta.
La Supersport è un tipo particolare di futuro e su Petrucci ha un’idea controcorrente.

Disponibile in Video e Podcast. Scegliete voi!

 



Danilo Petrucci ha rotto il ca**o due volte. Ecco perché!

Danilo ha rotto!

Petrucci ha rotto il cazzo. Due volte.
Ve lo dico. In due modi ed in tutti i sensi.
Il primo è che deve averlo rotto davvero, altrimenti certe cose non si spiegano.
Alcune sue uscite alla Dakar, ormai troppe, iniziano ad essere viziate da problemi tecnici e intoppi che sinceramente potrebbero essere evitati.
Piccole disattenzioni meccaniche, quasti da mille lire, insomma roba che una casa ufficiale, in una competizione ufficiale, non si può permettere.
Con l’aggiunta che un conto è correre in pista, dove se ti succede qualcosa cadi “in sicurezza” e poi ti accompagnano al box con lo scooter, un conto è cadere nel deserto. Se la moto si ammutolisce per una piccolezza mentre stai cercando di superare un ostacolo e batti la capoccia su una pietra, rischi di rimanere lì fino a che l’elicottero ti viene a pescare. Con calma…
E non credo si debba aggiungere altro.
La verità è che senza gridare al complottismo, la sensazione è che qualcuno abbia misurato male la partecipazione di Danilo alla Dakar.
Gli toccava, era la riparazione di un torto subito, lo portiamo, tanto cosa vuoi che combini… insomma andiamo morbidi. Con la gente morbida e l’impegno morbido.
E invece questo ha dato lezione ai top rider… si può dire? Umiliandoli.
Non dico che KTM stia punendo Petrux perché va troppo forte, ma di sicuro qualche domanda sugli specialisti se la fa, se un newcomer arriva e li mette dietro. Quindi insomma non è bello se a Petrux capitano delle cose, sia chiaro, però meglio a lui che ad altri. Anche perché quello che doveva dimostrare lo ha dimostrato. E quindi, dai, let’s take it easy.
Dal punto di vista racing, KTM assomiglia un po’ a BMW. Piuttosto che ammettere, dover spiegare… insomma ci siamo capiti.
E questa cosa qui, mi sa che non la penso solo io, se Petrucci lamenta apertamente una certa leggerezza da parte dei meccanici, chiedendosi come mai fra tutte le KTM si rompe solo la sua. Quella sensazione di essere non troppo gradito, un po’ estraneo al meccanismo… voi vi ci siete mai trovati?

E comunque Danilo ha rotto il cazzo due volte.
Primo, lo ha rotto KTM, andando più forte di quello che dovrebbe fare uno a cui viene regalato un biglietto per la Dakar.
Secondo, perché lamentandosi così non fa una cosa furba. Presta il fianco alle critiche di lamentosità, e di ricerca delle scuse di quello che insomma non è mai colpa sua se non va.

Ma dopo queste rotture, chiudiamo con una solida ma triste certezza.
Il fatto che da anni Danilo debba vivere un ciclo che si ripete all’infinito. Essere sottovalutato, poi criticato, poi dimostrare che vale, poi subire nonostante tutto, lamentarsi e via daccapo.
A noi la mattina tocca alzarci, a lui tocca risorgere…

Guarda il video e ascolta il podcast!

 

https://www.spreaker.com/user/4555095/petrucci-ha-rotto