Il ritorno di Suzuki in Superbike e MotoGP. Dettagli, retroscena e pericoli! La notizia è trapelata: c’è l’intenzione di tornare alle corse e precisamente in MotoGP passando per la Superbike. I regolamenti favoriscono questa mossa ma prima bisogna passare dal mercato. Però è una decisione tutt’altro che presa, nonostante i rumors provengano direttamente dalla presidenza dell’azienda di Hamamatsu. Il perché lo scoprirete nel video!
Di solito sono io a intervistare piloti e addetti ai lavori, questa vola sono io a “subire”.
Chi vuole ed ha tempo può scoprire come è nato Misterhelmet e perché, ma soprattutto come ragiona, dal punto di vista “editoriale” su hater, etica, giornalismo, youtubers, comunicazione, notizia e considerazione dei lettori. Ammesso che ragioni, sia chiaro.
Sembra un insulto ma è una difesa dei piloti che ormai sono solo dei pupazzi. Guardate tutte le situazioni che, alla fine, li riducono a semplici pupazzi. Sportivamente, politicamente, contrattualmente e dal punto di vista della loro tutela a livello di salute ma anche di immagine. La più grande risorsa del motorsport, ridotta ad un manipolo di marionette. Li fanno sfilare come trofei e li rendono attori sottopagati di fotoromanzi social dal sapore sempre più lontanamente sportivo. Sono tutto eppure, di fatto, non contano più niente.
Sono stato denunciato per minacce, danneggiamento di proprietà e diffamazione aggravata e continuata a mezzo di larga pubblicità dal giornalista Paolo Gozzi direttore di Corsedimoto ex collaboratore della Gazzetta dello sport. Sono stato processato e sono stato assolto con formula pienaperché il fatto non sussiste. Durata del procedimento: 7 anni. Unica colpa aver chiesto di essere pagato per il mio lavoro da un giornalista POTENTE che nel frattempo ha intentato anche una causa civile per danni.
Non ho accettato le intimidazioni e Paolo Gozzi è stato condannato in via definitiva a pagarmi per il mio lavoro.
Volete la storia? E io ve la racconto.
Dopo aver collaborato per circa un anno con il sito Corsedimoto, sito che ho anche contribuito a lanciare attraverso i miei canali, il direttore Paolo Gozzi ha deciso di interrompere la nostra collaborazione.
Contestualmente ha anche cancellato tutti gli 81 articoli scritti per il sito e ha deciso do non corrispondermi le ultime fatture.
Sono stato quindi costretto a rivolgermi a dei legali. Da quel momento il Signor Gozzi mi ha denunciato per danneggiamento, minacce e ripetutamente per Diffamazione aggravata e continuata.
La denuncia per danneggiamento e minacce è stata subito archiviata grazie a dei testimoni mentre le querele per diffamazione sono state diverse e il procedimento è andato avanti per anni fino alla mia assoluzione con formula piena PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE.
Nel frattempo il Direttore Paolo Gozzi è stato condannato con sentenza definitiva del Tribunale di Tivoli n81 del 2020 al pagamento degli emolumenti.
Prima della mia assoluzione sono però usciti due articoli che parlavano di Misterhelmet come di un diffamatore seriale ripetutamente querelato per comportamenti abitudinari negli anni.
Il primo articolo è stato pubblicato dalla testata giornalistica www.mattiapascal.com (stranamente al momento offline e quindi postiamo l’immagine dell’articolo), diretta dalla Signora Elisabetta Lubrani, collaboratrice anche di Corsedimoto e moglie di Paolo Gozzi.
Contestualmente Paolo Gozzi, quale direttore di Corsedimoto ha affidato alla Signora Federica Gualdani la ripresa dell’articolo sul suo sito a questo link, clicca qui: https://www.corsedimoto.com/barsport/basta-offese-sui-social-misterhelmet-magazine-a-processo/
Curiosamente viene omesso il nome del presunto “diffamato” ovvero lo stesso Paolo Gozzi, e il fatto che quest’ultimo, al momento dell’articolo, fosse già stato condannato per non aver voluto pagare il suo ex collaboratore Gianluigi Ragno, ovvero Misterhelmet.
Il sito Corsedimoto promette, nel suo articolo, di informare i suoi lettori su tutte le tappe del procedimento ma, al momento non ha fatto menzione né della condanna di Gozzi, né dell’ASSOLUZIONE di Misterhelmet Gianluigi Ragno.
Nel frattempo io stesso evidenziavo, ritenendo di non avere nulla da nascondere, sia il fatto di essere stato rinviato a giudizio, sia il fatto che Paolo Gozzi era già stato condannato a pagarmi il dovuto. Ecco il link all’articolo di Misterhelmet, clicca qui: https://www.misterhelmet.com/misterhelmet-querelato-ma-ci-sono-tante-dimenticanze-e-coincidenze/
In seguito Paolo Gozzi ha intentato una causa civile di risarcimento danni per gli stessi fatti di cui sopra (per i quali sono stato assolto), chiedendo, in due procedimenti di mediazione, prima Euro 25.000, poi Euro 70.000.
Il blog Misterhelmet e il suo autore Gianluigi Ragno, reagiscono ai soprusi, rivendicano quanto gli spetta e sono pronti a battersi sui media e nelle aule di giustizia per tutelare i loro diritti. Essere solo dei blogger non significa dover sottostare ai capricci di chi ha più mezzi e vuole abusare della propria posizione.
Informazioni più dettagliate sono presenti all’interno del video e altre saranno rilasciate, eventualmente, a mia discrezione.
Michel Fabrizio, ex pilota ed ex un sacco di altre cose, un vero transformer, si è adoperato, e non è la prima volta, in un attacco malriuscito. Per mettersi in buona luce verso Fabio Di Giannantonio, pilota MotoGP, ha deciso di far credere che io ne sia un detrattore, che lo abbia insultato e, in tutto questo, tiri fango sul motociclismo romano. Cosa che invece fa lui, dicendo che a Roma le moto non sanno nemmeno che cosa siano. Saranno contenti tutti quelli che, da Vallelunga in poi, lavorano per il motociclismo della capitale. Questo attacco porta alla luce alcune vecchie abitudini dell’uomo dai mille mestieri, Michel Fabrizio.
Se c’è da affrontare il tema del passaggio di Marc Marquez in Gresini, pochi hanno il polso della situazione che ha Enrico Borghi, direttore di Slick con qualche decennio di Motomondiale e tante situazioni paradossali. E per parlare di regolamento Superbike, pochi hanno l’esperienza di Enrico e l’autorevolezza di due team, privati sì, ma di grande livello.
Marco Barnabò (Team Barni) e Lorenzo Mauri (Motocorsa) si sono confrontati con gli ormai imprescindibili Luca Scassa e Alex Polita.
L’abbiamo chiamata “LA LIVE DEI CETRIOLI” perché ne abbiamo fatti volare di ogni tipo, su tutti i temi trattati. Una live così, per parlare esplicitamente e senza filtri di regolamento Superbike, CIV, Motomondiale, con tutte le dinamiche viste da chi ci lavora e ci mette del proprio, è una cosa che ha fatto bene sia a noi che al pubblico. Ne siamo sicuri. O per lo meno siamo sicuri di avercela messa tutta.
Marco Barnabò del team Barni e Lorenzo Mauri del team Motocorsa, sono rivalissimi ma per una volta possiamo dire che si sono trovati dalla stessa parte.
Stessa cosa per la vicenda Marquez-Gresini, analizzata con esperienza insieme ad Enrico Borghi, direttore di SLICK e autore di numerosi testi che parlano di moto, motori, uomini e vicende. Con lui, Luca Scassa e Alex Polita, abbiamo portato a casa un’altra live senza filtro e soprattutto senza timori reverenziali.
Jake Gagne è stato beccato con carburante irregolare in seguito del penultimo round del MotoAmerica, al COTA. Non facevano controlli da 5 ANNI.
Stranamente l’anno scorso sempre al COTA (unico posto dove fanno i controlli), Gagne ha fatto solo gara due (forse dopo essersi assicurato che i controlli non c’erano). Come li ha vinti questi titoli? Ma soprattutto: come ha vinto quello dell’anno scorso, di soli 20 punti?
Da quanto tempo è irregolare la Yamaha di Gagne? E come lavorano questi?
Sono ben tre i campioni di benzina presi dalla Yamaha YZF-R1 Fresh N Lean Progressive di Jake Gagne dopo Gara2 al COTA nel MotoAmerica Medallia Superbike.
Il direttore tecnico del MotoAmerica Tige Daane ha effettuato il prelievo dalla Ducati Warhorse HSBK Racing di Josh Herrin (primo posto), dalla BMW Tytlers Cycle Racing BMW di PJ Jacobsen (terzo posto) e della Yamaha di Gagne (secondo posto). “Si trattava di un test pre programmato e non li facevamo da un po’”. Un po’ tanto, però.
Ben cinque anni, secondo il direttore delle corse AMA Bill Cumbow.
Tenete conto che in quasi tutti i campionati il test viene effettuato, a campione sì, ma seguito di ogni gara.
Al Motoamerica è obbligatorio utilizzare il carburante VP Racing, che è anche sponsor dal 2019, guarda caso da quando non si effettuano i controlli.
VP dovrebbe fornire carburanti specifici a tutte le moto con l’eccezione delle baggers.
Nel caso della Yamaha di Gagne il combustibile è stato trovato irregolare per tre volte.
Una prima volta in sede di gara, poi in base ad un controllo del fornitore VP, ed in seguito anche dal laboratorio indipendente Intertek (lo stesso che fa le analisi per il World Superbike) a seguito di controanalisi richieste dal team “incriminato”.
Lo Steward panel dovrà adesso pronunciarsi sulle possibili sanzioni disciplinari per Gagne che al momento includono:
Un avvertimento privato o pubblico (capirai).
Punti di penalità per il pilota che possono portare alla partenza della gara successiva dal fondo della griglia o dalla pit lane o alla squalifica dall’evento successivo (inutile per uno che ha già vinto il campionato).
Una multa fino a 10.000 dollari (fastidiosa ma niente di che).
Squalifica dalla manifestazione in questione (qui sarebbe interessante ma bisognerebbe capire se si tratta del round o del campionato).
La perdita di punti in campionato (gliene dovrebbero togliere 149 per privarlo del titolo).
Non è esclusa l’applicazione di più sanzioni fra quelle sopraelencate.
Il team farà ovviamente appello ma la parte divertente è già iniziata in quanto Richard Stanboli, il proprietario, ha criticato apertamente i carburanti VP dicendo di essere stato costretto alla sostituzione di ben tre motori, proprio per la scarsa qualità della benzina.
“Secondo me, il carburante è una schifezza totale”, ha detto Stanboli durante un podcast dal vivo durante la stagione 2023. “VP può fare molto meglio. Sono un’azienda gigantesca. Fanno ottimi carburanti per altre serie, ma in questo caso particolare sono solo un po’ meglio di quelli del distributore. È quello che è e noi sappiamo di cosa si tratta”.
Le accuse di Stomboli riguardano esplicitamente i lotti della benzina prodotti nel 2023, che VP dice essere identici a quelli degli anni precedenti.
Ora può anche essere che verso Fresh N Lean sia in corso una “vendetta” per lo “sputtanamento” di uno sponsor da parte del proprietario del team, ma è anche certificato che il carburante è stato trovato irregolare per tre volte anche ad opera di un ente terzo.
Va notato che Jake Gagne, con la benzina “illegale”, ha polverizzato il record del circuito del COTA vincendo in Gara1 e arrivando secondo in Gara2 (l’anno scorso Petrucci aveva vinto entrambe le manche e Gagne aveva portato a casa solo un podio in gara2).
Chissà da quanto tempo va avanti questa storia, non tanto per i 148 punti rifilati quest’anno al ducatista Herrin, quanto per il margine ridotto con cui l’ha spuntata su Danilo Petrucci. Solo 20 punti nel 2022. Sarebbe bastata una squalifica per portare il titolo del MotoAmerica a Terni. E invece gli americani non controllano la benzina dal 2018, nonostante un cambio di sponsor tecnico. O forse, proprio per questo.
Così, per scherzi abbiamo chiesto agli utenti a quale pilota si affiderebbero per fuggire dai cattivi e salvarsi la vita. La risposta parla chiaro e fa paura!
Non ci sono i piloti che ci si aspetterebbe. I campioni di oggi, della velocità, del cross, sono assenti. Nessun top rider di MotoGP e Superbike, in pratica, governa le fantasie dei lettori ed è preso in considerazione per salvare loro la vita. Ci sono nomi del passato, alcuni dei quali mai vincitori, ci sono nomi esotici del road racing e tante variabili impreviste di non vincitori che però appassionano, danno fiducia e rimangono nel cuore. Manca, con pochissime eccezioni, praticamente tutta la griglia che domina la MotoGP e la Superbike attuale. Incredibile, ma c’è una ragione. Eccola spiegata nel video. Vai al post di Facebook e leggi i commenti dei lettori!
Intervista a 3 con Serafino Foti e Niccolò Bulega. Si parte piano e poi ci si scioglie, chiudendo con una stoccata a BMW!
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole old style
Differenze fra Dunlop e Pirelli
Differenze fra SBK e MotoGP
Regolamento Supersport
A chi assomiglia Bulega, secondo Serafino Foti?
Yamaha & Co
Ricetta vincente e qualche consiglio a BMW
Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!
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