Aruba: intervista a 3 con Bulega e Foti! Senza esclusione di colpi!

Intervista a 3 con Serafino Foti e Niccolò Bulega. Si parte piano e poi ci si scioglie, chiudendo con una stoccata a BMW!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole old style
Differenze fra Dunlop e Pirelli
Differenze fra SBK e MotoGP
Regolamento Supersport
A chi assomiglia Bulega, secondo Serafino Foti?
Yamaha & Co
Ricetta vincente e qualche consiglio a BMW

Go Eleven: intervista a 3 con Ramello e Sacchetti! On fire e senza esclusione di colpi!

Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!

Bautista vs Carrasco Maschilismo? No. Motociclismo!

Hanno parlato tutti e quindi voglio dire anch’io la mia, velocemente, sullo scazzo fra Bautista e Carrasco.
E dico Bautista e Carrasco, non Bautista e LA Carrasco, proprio perché voglio offrire un trattamento paritario e voglio parlare di piloti, non di uomini e donne. 

 

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E’ successa una cosa molto brutta? Sì, ma non quella che dice qualche sfigato buonista.
E non è questione di punti di vista ma di cronometro.
La verità, senza andare a guardare il foglio dei tempi che renderebbe tutto ancora più impietoso, è che Carrasco ha girato, quando è andata bene, 7 secondi più lenta, quando è andata bene. Con traiettorie a volte abbastanza esotiche e con situazioni di 11 secondi più lenta degli avversari.  E sono numeri inutili perché oltre i 4 secondi sei già un corpo estraneo e ti devi levare velocemente dal cazzo. 

Quindi se un pilota come Bautista è caduto o anche ha perso un giro importante per questo motivo, fa bene a rilevarlo. Non ha offeso nessuno, Ha semplicemente detto che il pilota Carrasco era in mezzo ai piedi e lo ha fatto andare nello sporco con conseguente caduta. Carrasco ha girato come un pilota che non fa parte del contesto di quei test.Questo ha detto Bautista. 

PRIMA COSA. In un mondo di pagliacci perbenisti buffoni e burattini Alvaro Bautista, che ricordiamo è il campione in carica della Superbike, ha detto quello che pensava. Non ha insultato nessuno ed è quindi da applaudire per questo.

Bautista è da applaudire perché ha trattato Carrasco come un suo pari, come un pilota e non come una donna e gli ha detto cose da pilota, non da donna.  Non ha giudicato il suo sedere, i suoi capelli, le sue tette ma la sua guida. Non ha avuto riguardi per il fatto che Carrasco sia una donna. Questa è la più grande forma di rispetto possibile. 

SECONDA COSA: Ana Carrasco, prima vuole cimentarsi con gli uomini e poi parla di atteggiamenti maschilisti quando non ci riesce. Ana Carrasco è un pilota assolutamente rispettabile di Supersport 300, dove le differenze fisiche con gli uomini possono essere annullate e ha fatto anche gare discrete in altre categorie. Purtroppo non è un pilota da mondiale Supersport e non può correre con gli uomini. Quindi non è maschilismo. E’ motociclismo. 

Non ho mai visto Alessia Polita, Paola Cazzola, Katia Pongsen o Letizia Marchetti rompere i coglioni. 

Eppure hanno corso in periodi in cui per le donne era molto più difficile di adesso dato che nessuno regalava niente e di certo non c’era il mee too imperante salvaculo che c’è adesso.

Il motociclismo è uno sport violento. Più violento della Boxe. Più violento delle arti marziali, perché oltre al corpo a corpo ha il cronometro. E’ lo sport più sessista che c’è. 

O ti uccide il cronometro o ti uccide il corpo a corpo o ti uccidono tutti e due insieme.  

Quindi c’è solo una soluzione per non rompere i coglioni e realizzarsi: fare le gare del proprio livello e non crearsi false aspettative.

Esiste un motociclismo femminile? Esistono dei campionati misti ma alla portata? Ecco. 

Alle donne dico: Ana Carrasco è stata trattata da Bautista, non da donna, ma da pilota. Vale di più. Alle donne dico: il rispetto e la compassione sono cose diverse.

Il rispetto si ottiene combattendo senza chiedere favoritismi.  La compassione travestita da rispetto è un boccone avvelenato!

Chi dice che in pista è successa una cosa brutta tra Bautista e la Carrasco, ha ragione. 

E’ successo che un pilota fermo ha fatto rischiare la vita a uno che è lì per giocarsi il mondiale. Niente di più. Se uno è fermo gli devi dire che è fermo, se gli dici un’altra cosa, sei disonesto e Bautista non è un disonesto.
Chi strumentalizza tutto questo e si mette a parlare di modi, toni, educazione, opportunità, in pista o fuori,  è uno sfigato perché fa benaltrismo e si rifiuta di dare ragione all’unica cosa che conta nel motociclismo: il cronometro. 

SUPERBIKE 2023: ROKIT, sponsor di BMW già in BANCAROTTA?

In questi giorni è uscita la Entry list della World Superbike per il 2023.
Fra le tante novità mi è balzata agli occhi una cosa abbastanza sorprendente.
Il title sponsor di BMW, Rokit, è abbastanza chiacchierato ed è stato dichiarato in bancarotta dopo esperienze negative con Williams F1 e squadre di basket NBA e di football NFL!

 

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Sono sicuro che se ne sono accorti anche tanti altri ma è chiaro che o sono pigri e vogliono far fare il lavoro sporco a me, oppure vogliono farmi un favore e farmi fare un altro dei miei video in cui scopro un’ennesima anomalia, sempre io, solo io.
Oggi parleremo di un importante team della Superbike clamorosamente sponsorizzato da un’azienda in bancarotta mondiale di centinaia di milioni di dollari in 5 continenti, da molto tempo!
Ecco la Entry list del mondiale Superbike. Nel riquadrino rosso vedete le due BMW Ufficiali sponsorizzate Rokit. L’anomalia è questa.

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Ecco la Entry list del mondiale Superbike. Nel riquadrino rosso vedete le due BMW Ufficiali sponsorizzate Rokit. L’anomalia è questa.

Il 10 novembre 2022, a fine stagione, BMW ha annunciato, lo vediamo qui dal sito ufficiale BMW, una partnership pluriennale con Rokit con uno dei comunicati più lunghi e dettagliati della storia delle sponsorizzazioni. A partire dal 2023 con tanto di nome Rokit all’interno del team BMW. Addirittura, viene detto, la title sponsorship vede espandere Rokit nel mondo delle due ruote in Superbike.

Rokit, spiegano nel comunicato che apriamo da qui  “ha un portafoglio diversificato di prodotti e servizi aziendali innovativi tra cui telefoni cellulari, ROKiT Cities (che implementa l’accesso fuori casa in wi-fi a livello internazionale), un portafoglio di marchi di bevande, una grande società di distribuzione di bevande, una divisione di licenze di prodotti, abbigliamento e accessori, eBike e produzione di contenuti 3D, sviluppo e distribuzione di film e musica. Il 2023 porterà anche una gamma di elettronica e gadget sotto il loro marchio ROKiT Life che sono complementari allo spirito della partnership ROKiT e BMW Motorrad WorldSBK Team, tra cui una gamma di occhiali intelligenti e smartwatch digitali eleganti e personalizzabili, per l’alimentazione a ricarica rapida pacchi”. Elon Musk spostati, Zuckemberg nasconditi. Sceicco levati di mezzo, proprio.

Rokit si espande anche nelle moto e che fortuna che ha la Superbike ad averla!
Poi ci sono tutte le dichiarazioni delle due parti ma ve le risparmio. Ve le potete leggere da soli perché Rokit ormai si sta espandendo anche alle moto.
Ma dove altro si è espansa, in questi anni? Un po’ dappertutto con le sue aziende, e non con sponsorizzazioni irrilevanti, anzi, scegliendo sempre il top.

La società fondata dall’ex proprietario di Patrón Spirits Co. John Paul De Joria che qualche anno fa ha venduto la sua quota del 70% del gigante della tequila a Bacardi a 5,1 miliardi di dollari (lui è miliardario sul serio e possiede anche Paul Mitchell, prodotti per capelli) ha come CEO Jonathan Kendrick, ex gommista e faccendiere. Quest’ultimo figura come presidente e CEO, responsabile operativo di tutto.

Vediamo un po’ di sponsorizzazioni con accanto delle cifre che poi vi spiegherò, anzi ve le spiego subito: sono i soldi concordati che ancora devono pagare e non pagheranno.

NFL Los Angeles Chargers: 400mila dollari
Tennis Channel TV: 624mila dollari
Williams F1 con due aziende del gruppo: 15.5Milioni di dollari più altri 18.5
Poi NBA, con gli Houston Rockets: 11.2Milioni di dollari
Ancora NFL: Las Vegas Raiders: circa 2 milioni di dollari.
Si sono invece salvati quelli del Manchester United che hanno mangiato la foglia.

Ci sono poi altre sponsorizzazioni personali come quella al giocatore di football americano Derwin james, del fratello di Hamilton della pilota Chadwick e di O’Sullivan campione del mondo di biliardo ma anche Max Biaggi… e ho dimenticato decine di altre sponsorizzazioni  dal rally ad impianti sportivi, tennisti come Wavrinka, team maschili e femminili di calcio nell’est europa, tennisti, piloti, team di FormulaE, campionati interi, Indycar e Nascar. Di tutto un bel po’.

Trovate tutto sul sito Rokitphones pieno di prodotti non disponibili o inesistenti e di servizi al pubblico mai avviati, ma anche sui vari siti delle varie aziende che, sotto l’ombrello Rokit hanno sponsorizzato per centinaia di milioni di dollari, ai livelli di RedBull e Monster ma anche di più, con contratti fino a 5 anni.
Con la differenza, rispetto a RedBull e Monster, che questi non hanno pagato quasi nessuno. QUASI NESSUNO.

Quindi chi dice che nello sport e nei motori in particolare queste cose capitano a sorpresa, è un rincoglionito oppure è connivente. Perché un conto è una piccola azienda che non riesce a pagare UNA sponsorizzazione perché ha un problema LAST MINUTE, ben altra cosa è un’azienda che sceglie di sponsorizzare per centinaia di milioni, NON PAGA NESSUNO e in giro si sa.
Ripeto, questa tabella è quella di gente che non è stata pagata.
E sono quasi tutte sponsorizzazioni passate. Quindi faccio fatica a credere, anche se mi posso sbagliare, che BMW verrà pagata per una sponsorizzazione chiusa a fine 2022 per il 2023, non essendo ancora iniziata.
Perché faccio fatica a crederlo? Perché ROKIT è in Chapter11, ovvero in bancarotta in USA. E lì non si scherza. E a chi mi dice che magari le società del gruppo sono tante e magari alcune sono in fallimento e altre no, chiedo di spiegarmi allora quale Rokit sponsorizzerà BMW perché, in pratica, risulta che nessuna stia pagando.
E sono anche dei farlocchi perché a Williams F1, quindi non gli ultimi arrivati, hanno mandato ricevute di bonifici che si sono poi rivelate false a partire dal 2020. Quindi sono 2 anni che li prendono in giro come hanno probabilmente preso in giro il team Formula E Maserati, ex team Venturi, gestito dalla moglie di Toto Wolff. E dunque è un mistero che BMW abbia siglato una partnership a fine 2022 con un’azienda che era già in Chapter11. Anche se non è stata BMW Germania a fare l’accordo ma il team SMR Racing, la domanda me la faccio lo stesso.
Come facevano a non sapere niente di Williams ed AJ Foyt se google non parla d’altro? Oppure mi sbaglio io e sono pronto a chiedere scusa e a rettificare.
Nel frattempo possiamo cercare Rokit and Williams F1 su Google, giusto per darvi un esempio e capire che Rokit è stata condannata.
Eh ma Misterhelmet scopre queste cose, poi però non si sa mai niente perché nessuno lo dice, come Tanal, come WithU, etc.
Non è che nessun altro lo dice perché le cose non succedono veramente. Nessun altro lo dice perché siamo davanti a dei vigliacchi o a degli opportunisti che hanno convenienza a far finta di niente o a sminuire la realtà quando è brutta. Come per Tanal dove carta cantava o dove gli avevano detto di farsi gli affari loro. O come con WithU dove la colpa era di Putin. Nel mondo dei motori succede anche questa volta. Eppure qualcuno lo ha detto.
Il sito Sportico.com, specializzato in Sport Business il 10 ottobre lo scriveva già. RICORDATEVI: 10 OTTOBRE
Io mi sono svegliato a fine dicembre, e chiedo scusa, quando ho letto la entry list della sbk, attenzionato dalla blogger Lyla Oakes.
Cosa scriveva Sportico, in un inglese che vi traduco perchè vi voglio bene? Scriveva questo (cliccate per i link): 
“La volubile compagnia di telefonia mobile di John Paul DeJoria si è abbattuta sulla scena sportiva professionistica nel 2018, ottenendo sponsorizzazioni con Rockets, Raiders, Chargers e Williams Racing. Ma da allora Rokit si è salvato da tutti loro e, a quanto pare, molto di più.”
Nel senso che non ha pagato nessuno di questi e molti altri.

Continua Sportico
“Rokit lascia una scia di milioni di affari abbandonati, cause legali e fallimenti.”
Il resto ve lo potete leggere, tanto vi metto il link a disposizione.

E a parte i pagamenti già scaduti, scoprirete che i milioni promessi e mai dati sono molti di più di quelli che ho scritto sopra perché i contratti erano e sono PLURIENNALI fino a 5 anni e quindi vedete bene quanti soldi dovrebbero pagare questi signori e che danno hanno fatto.

Parliamo di un gruppo industriale che non ha mai avuto più di 60 dipendenti a tempo pieno, dove agli impiegati che non performavano faceva indossare, sempre secondo SportiCO un tesserino con l’acronimo FUCK. Gli stessi impiegati hanno rilasciato dichiarazioni tipo “Spesso sembrava che le cose fossero fatte apposta per non fare profitto.” Chissà come sono contenti in BMW di questo bel ritorno di immagine che stanno ottenendo grazie a questa partnership di cui in tutto il web e in diversi tribunali si parla malissimo.

Se vi racconto la lunga lista di debiti, creditori, passività, udienze fallimentari etc vi mando in confusione e finiamo tutti a parlare da soli scalzi a Campo dei Fiori con la chitarra e quindi lascio che ve le andiate a leggere ma prima vi dico una cosa: Rokit e le sue società controllate vanno avanti così dal 2014 fra un cambio di nome e nuovi modelli di business con milioni di pagine di documentazione fallimentare, contenziosi, scazzi e gente che aspetta i soldi e quindi non si capisce come ci siano potuti cascare quelli del football e quelli della F1. Però almeno questo era prima dei fallimenti reali del 2018-2020. Il vero mistero è come ci sia cascata BMW il 10 novembre 2022 quando ha rilasciato il comunicato tramite BMW Global, quindi non il team SMR ma proprio quelli del quartier generale di Monaco. Il 10 novembre è un mese dopo l’articolo che vi sto leggendo. E tutti i giornali già parlavano del contenzioso con Williams F1, Houston Rockets, etc. Basta andare su google.
Se quelli di BMW mi avessero telefonato gli avrei consigliato di lasciar perdere. Lo avrei fatto gratis.
Ma Soprattutto: per chiamare un team Rokit BMW Motorrad World Superbike Team, non ci vorranno almeno 2 milioni? Gliene avranno dati almeno una parte? E visto che player importanti come Williams e i Chargers non sono stati pagati, posso avere qualche dubbio che anche BMW sia a rischio?

Ci tengo a dirvi che quelli di cui ho parlato non sono solo contenziosi in corso. Per la gran parte di queste cose Rokit è già stata condannata a pagare non solo le somme ma anche i danni (vedi la sentenza con gli Houston Rockets) ma Kendric, il CEO, li ha denunciati a sua volta. E si è opposto anche in tutti gli altri casi denunciando a sua volta inadempienze contrattuali di vario tipo. Gli farei conoscere un paio di personaggi che anche in Italia, per non pagare, querelano. Magari possono andare a cena insieme e diventare amici.

Non ce la faccio a leggere tutta la lista degli sportivi “sponsorizzati” nel tennis, motori, calcio, biliardo, etc né la lista delle perdite di tutte le società che fanno capo a Rokit ma dovete sapere che TUTTE le società del gruppo sono in perdita (liquori, telefoni, media, pubblicità, abbigliamento) e praticamente quasi nessuna sponsorizzazione è stata pagata completamente. Non è una cosa che dico io. La trovate nell’articolo di SportiCO da cui ho preso le informazioni e ci sono tutte le fonti. Ci sono TUTTI I NUMERI, tutte le cause e tutto lo storico dei contenziosi a partire da quelli di Sony e Warner Music risalenti al 2014 quando Rokit si chiamava Rok Mobile ed era un operatore telefonico virtuale.
Ci sono le sentenze, gli esiti degli arbitrati, uno per uno con tutte le parti in causa.

Volete passare un paio di ore interessanti? Leggete il pezzo che vi linko qui nel video ma mettetevi comodi perché ci vuole un po’ di tempo.
https://www.sportico.com/business/sponsorship/2022/rokit-nfl-nba-deals-1234690627/

 

Io, questa cosa, mi sono stancato solo a spiegarvela.
Ah, dimenticavo: se mi sono sbagliato, datemi tutti i dettagli perché sono a disposizione per rettificare. Nel frattempo permettetemi di esprimere tutta la mia meraviglia per questa operazione.

DUCATI, Paolo CIABATTI: intervista senza ESCLUSIONE DI COLPI!

Immaginate di incontrare il rappresentante in pista di una casa come Ducati e chiedergli tutto. Impossibile? Invece no. Paolo Ciabatti si è fatto intervistare per un’ora e venti minuti ed ha risposto a tutto.

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Le vittorie di Superbike, MotoGP, e tutti i titoli vinti.
Quale si sarebbe aspettato e quale no.
Quale vale di più e chi lo ha meritato di più fra Bautista e Bagnaia
Bagnaia e Bautista terranno il 63 o prenderanno il n1?
L’avversario perdente dell’anno.
Il peso di Gigi Dall’Igna
Il peso di Audi
Le troppe Ducati in pista
Il comportamento in pitlane e ai muretti altrui
Darth Dozzi
I giochi di squadra
La MotoE
Il passaggio di VR46 in Yamaha.
Aspettative e impegno con Petrucci, Bautista, Rinaldi e Bassani.
Che moto avrà Petrucci
Regole sulla zavorra 2024
8h di Suzuka ed eventuale tenuta fisica di Tardozzi
Regolamento Supersport:
La nuova categoria bicilindrica
Desert X e gare nel deserto
Ombrelline
Casa da battere e da temere.
Varie ed eventuali, come nelle assemblee di condominio!

 

 

 

Sensazionale! Nuova classe in Superbike: tutte le moto e i dettagli!

Anche se non è una notizia importante come il ritorno di Iannone al CIV o come la notizia del primo natale di Giulietta Rossi, vorrei darvi comunque una news che cambierà, per certi versi, il motociclismo sportivo delle derivate di serie quando succederà.

Niente di che: l’aggiunta di una classe di mezzo in Superbike.
Siete pronti?

 

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Ci vorrà qualche mese perché bisognerà studiarla bene ma la necessità è doppiamente motivata.
Prima di tutto dal punto di vista tecnico. I piloti della Supersport 300 hanno un problema, anzi due. Smettono perché non trovano sponsor e sono troppi, e soprattutto sono troppo spesso acerbi per il passaggio in Supersport 600 anche dopo anni di militanza nella classe di entrata delle derivate, che ha una griglia troppo affollata e poco appetibile dal punto di vista mediatico nonostante le gare siano spesso avvincenti perché si tratta più di bagarre che di gare tecniche. Le 300 sono moto che si vendono ma dal punto di vista del racing non se le fila quasi nessuno perché c’è più gente a partecipare che a guardare. E inoltre non sono nemmeno lontane parenti di quelle a cui dovrebbero preparare chi le guida.

Ultimamente poi, ci sono altre moto che si vendono per andare su strada, non solo nei paesi emergenti, ma anche in Europa e di certo non parliamo delle Superbike e nemmeno delle Supersport 600, che nella variante meno frazionata arrivano ad essere 1000.
Troppo potenti anche quelle e troppo sovradimensionate per l’uso di tutti giorni.
Troppo estreme e scomode per poter essere godute fuori dalla pista.

Quelle che si usano e quindi, si vendono, sono moto dalla “parvenza” sportiva, ma comunque accessibili e guidabili. Sono “sportiveggianti” già di serie e, o vanno già forte, o possono essere pepate ex post.

Volete sapere quali moto sono il futuro delle derivate di serie “gareggiabili” ma anche vendibili in quanto “circolabili” e “acquistabili”? Da questo poi capiremo che nuova categoria nascerà. Intanto ve le faccio vedere.

Aprilia 660 bicilindrico frontemarcia 660, una fetta di RSV4
CFMoto 650 con poca potenza. Non è naturalmente usabile per le competizioni ma c’è e qualcosa di può fare. E’ lo stesso motore delle Kawasaki ER6 650.
Kawasaki ER6 o Ninja 650 che ha circa 70cv
Le Suzuki SV con bicilindrico a L 650, molto vendute negli USA e di prossima sostituzione
Yamaha R7 con motore 650 CP2 bicilindrico frontemarcia da circa 75cv ma vedremo che le cose stanno diversamente
Ci sarebbe anche poi il Ducati 695 che ha circa 80cv.
Per quanto riguarda la KTM ci sarebbe il 790… un po’ troppo ma lo mettiamo da parte e magari ne parliamo più avanti.
E Honda? Ne parliamo un’altra volta!

Attenzione che ci sono grosse differenze fra queste moto dal punto di vista dei motori perché il motore Aprilia è potentissimo con oltre 100cv mentre il motore Yamaha CP2 ne ha circa 75 ma poi vedremo che possono essere molti di più. Si tratta di un motore multiruolo che però viene utilizzato così com’è ovunque mentre il motore Aprilia, è un motore da corsa multiruolizzato, ovvero che quando viene utilizzato, ad esempio, sul Tuareg, viene mappato con 20 cv in meno e quindi depotenziato. E ricordatevelo, questo.

Gli altri motori citati, invece, hanno circa metà della potenza e quindi non vanno bene ma abbiamo visto tutti che tipo di ridimensionamenti e configurazioni si possono fare dal punto di vista elettronico.

Per capire meglio: la nuova categoria introdotta dovrebbe essere quella del bicilindrici fino a 700 – 800 con ridimensionamento per le Aprilia e un certo tipo di kit per gli altri in modo da pareggiare la faccenda.

E’ importante essere onesti: se le cose rimanessero così, per questo “campionato” ci dovrebbero essere solo due case di cui solo una veramente competitiva MA elettronicamente e dal punto di vista dei KIT sono moltissime le cose che si possono fare. Del resto anche la Triumph Supersport è una Street Triple carenata e quindi questo vuol dire che con i dovuti aggiustamenti, tanti possono entrare in gioco, sia perché sono già pronti, sia perché possono esserlo con qualche kit e qualche modifica in modo da soddisfare i mercati giusti.

A chi pensa che tutto questo sia una cazzata e che questa cosa non si possa veramente fare, dico che questa cosa la stanno già facendo negli Stati Uniti.
Nel MotoAmerica esiste una classe che si chiama REV’IT! Twins Cup Race, fatta apposta per facilitare il passaggio dalla STG Junior Cup, la loro 300 e la Supersport e vede gareggiare ben 3 factory. Nel 2022 fra regolari e wild card ci sono stati 87 partecipanti! Ci sono le Aprilia, naturalmente, ma anche le Yamaha e le Suzuki, ovvero le moto che ho citato sopra e, sorpresa delle sorprese, il titolo non l’ha vinto la moto naturalmente migliore del lotto, bensì una Yamaha.
Blake Davies su Yamaha ha rifilato 20 punti a Jody Barry e Anthony Mazziotto su Aprilia. Gli stessi punti che Gagne su Yamaha ha rifilato a Petrucci su Ducati che pure all’uscita dalla fabbrica è una moto migliore.
E’ il regolamento che fa tutto, o meglio, il pilota, che ha battuto ben 3 Aprilia, dimostrando che le Yamaha sono equivalenti alle Aprilia, se non migliori
E lo saranno anche le Suzuki dopo che Hamamatsu ha dichiarato di voler sostituire il bicilindrico 650 con il nuovo 776 della GSX8S. Nel caso facessero rientrare le Suzuki potrebbe rientrare anche KTM con il 790.

Quello che succederà, possibilmente nel 2024, sarà che Aprilia finalmente riuscirà ad avere un ambito racing nelle derivate di serie a parte il V4 1100 che sta omologando mentre le altre case come Yamaha faranno partire un bel mercato di kit racing per andare a giocarsela con la moto italiana.
Eh ma i kit chi li potrebbe fare? Per Yamaha Il n1 in Europa e forse nel mondo per questo tipo di cose.
Ten Kate, infatti, ha siglato un accordo con Yamaha e, nello specifico, con Yamaha Thailand, per gestire questo tipo di faccende e la parte motori delle corse in Asia. Dopo un importante passato con Honda, il team Olandese si è ben riciclato con Yamaha e ha vinto facilmente il titolo Supersport. Preparare le medie cilindrate è la cosa che in Ten Kate sanno fare meglio. Vedrete che andrà così.
Ecco un’altra news molto molto anticipata. Così tanto che quando tutto succederà mi toccherà ricordare quanto tempo prima l’ho data.
Dejavu…

Danilo Petrucci: svela un progetto che lo trasforma in maschio Alpha!

Potrebbe essere il titolo di un articoletto acchiappaclick che sfrutta l’onda del buzz di Petrucci, fresco vincitore ad Austin nel MotoAmerica, invece no.
E’ una vera chicca per appassionati e in realtà ha origine già da sabato.


In una delle mie chiacchierate notturne con Danilo, è emersa una cosa che farà impazzire di gioia e stima anche i suoi più accaniti detrattori.
Parlando del più e del meno e saltando fuori il discorso della King of the Baggers, il ternano notturno si è espresso con due parole pesanti: voglio farla!

Ok. Adesso non resta che adoperarsi affinché questa cosa succeda veramente. Che non gli venga in mente di tirarsi indietro!

King of Baggers
Si tratta di un campionato assurdo inserito all’interno del palinsesto racing del MotoAmerica in cui bicilindriche Cruiser gareggiano con borse e cupolone ma con scarichi aperti e kit performance che le portano a circa 2200cc con oltre 130cv, sospensioni Ohlins e freni Brembo da 300. Pur alleggerite degli accessori di base e della strumentazione, i mastodonti arrivano a pesare comunque anche 300kg.
Il campionato, prodotto da Harley Davidson e Indian, pur soltanto al secondo anno, è già una tradizione per gli americani, abituati a mettere in gara qualsiasi mezzo abbia un motore, creando un giro di denaro legato a special parts, kit preparazione e merchandising che non ha pari.
Le date per il 2022 sono 6, su piste dove si fa fatica anche ad immaginare che questi aggeggi possano curvare. Kyle Wyman difenderà il suo titolo ma in queste gare sono stati visti anche nomi illustri come Ben Bostrom, con un’attenzione mediatica che ha stupito gli stessi organizzatori.
E quindi vuol dire che bisogna scrollarsi di dosso i preconcetti e aprirsi a tutto il motociclismo possibile.

2021 Harley-Davidson King of the Baggers Road Glide Special race bike right side profile