Tanal-VR46, la conferenza stampa del Principe: 90 milioni arrivano in mongolfiera!

Il principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud

Le mie posizioni sul tema Tanal-Vr46 sono note.  Le ho espresse in un video e vari articoli o post. E potete leggere gli articoli principali qui.

Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

 

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

 

Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

 

 

Ho molti dubbi e li ho documentati tutti.
Nonostante io abbia, diversamente da altri, spiegato tutte le mie ragioni, e forse proprio per questo, sono stato ignorato, poi sminuito, attaccato e insultato. Come potessi essere io l’ostacolo verso una partnership nella quale ogni giorno si crede sempre meno ma non lo si vuole ammettere.

Scrivo per l’amore che ho per il motorsport e la paura che qualche piccolo operatore sia danneggiato da quella che io credo sia una bufala.
Non so se ci siano truffatori. Di sicuro c’è tanto dilettantismo e ingenuità. Gli ingredienti più pericolosi quando si parla di soldi.

Solo una persona ingenua non riscontra anomalie al limite dell’assurdo in tutta questa storia e, ancora di più, nell’ultima conferenza stampa del Principe con un ristretto numero di giornalisti e due collaboratori.

1) Come mai è stata invitata solo la stampa Italiana?
2) Come mai sono stati invitati solo 7 giornalisti, due solo dei quali, extra settore?
3) Come mai moltissimi siti di motori ad alta visibilità non sono stati inclusi?
4) Come mai non erano presenti, né emissari di Dorna, né di VR46 che pure dovrebbero essere partner dell’iniziativa?
5) Come mai non è stata invitata Ducati nonostante in occasione della presentazione della nuova avventura, la foto è stata fatta con Ezpeleta, Salucci e Dall’Igna?
6) Come mai non è stata organizzata una piattaforma professionale e il governante di uno stato si è connesso ad una app pubblica, con tutti i pericoli del caso?
7) Come mai non è stato indicato alcun advisor per l’operazione, né tantomeno una banca garante, oltre agli studi legali delle due parti, cosa obbligatoria? 
8) come mai SKY, che aveva due giornalisti presenti, da settimane non nomina nemmeno più Tanal?
9) Come mai SKY che fa 8 post al giorno su Rossi, da giorni non nomina più alcun principe dopo che per settimane non ha parlato d’altro e ha aspettato 3 giorni per fare un post sulla conferenza?

L’idea che ci siamo fatti è che la conferenza stampa è servita a mostrare che esiste un principe. Perché questa cosa era stata messa in dubbio e perché, secondo qualcuno, sarebbe bastato far vedere una persona in tunica per legittimare tutto. Perché del resto, sull’onda delle altre affermazioni, hanno pensato che così come era da ritenere impossibile che tutte queste iniziative fossero dubbie, sarebbe stato altrettanto impossibile poter dubitare di un Principe, dopo averlo visto, seppure nella modalità sgranata di una conference call male organizzata.

Invece secondo chi scrive, e purtroppo secondo veramente pochi altri (solo Massimo Calandri di Repubblica ha espresso marcate perplessità), non è andata molto bene.

I personaggi che hanno “gestito” la conferenza, non hanno la credibilità necessaria per un’operazione del livello che vogliono far credere di avere.

“Prima che entra il principe”, ha esordito l’Architetto Bernardini (che architetto non è), sbagliando in apertura il primo di alcuni congiuntivi. Un architetto che parla male il francese, quasi per niente l’inglese, e che sbaglia le citazioni latine (l’Errata “Corrìgge” richiestami al telefono ancora mi rimbomba nella testa) e i congiuntivi italiani. Uno che confonde Overseas con Oversize la dice già lunga. 

Per non parlare della Head of Press and Communication Tanal Entertainment, Arianna Pasquale, che non sa il francese e soprattutto ha un livello di inglese da bambino, non conoscendo la differenza fra questions e answers, coniugando frasi mischiando lingue diverse come Salvatore ne Il nome della Rosa.
E’ il primo Head of Press and Communication che non parla le due lingue delle entità che rappresenta e che non ha alcuna esperienza di conunicazione e relazioni pubbliche internazionali, dato che non esiste nessuna traccia della sua attività in merito. Del resto nei comunicati non c’è un suo contatto personale, quindi almeno non dovrà rispondere ai giornalisti come invece dovrebbe fare chi ricopre il suo ruolo. Meglio così, perché in conferenza stampa la performance è ben al di sotto degli standard di una piccola Pro Loco.

Sul principe i dubbi crescono. Non assomiglia molto a quello di Wikipedia e, soprattutto, nonostante abbia studiato in UK, così dice l’enciclopedia, l’inglese lo parla male. Il francese, invece, è quello dei nordafricani che venivano a comprare le barche e i motori da mio nonno, mediatore di Pescherecci a Molfetta, che mi presentava questi personaggi che quando vanno all’estero si vestono da arabi per avere più credibilità, ma sono invece Maghrebini.
Qualche collegamento con la Korean Moroccan Holding Group gestito sempre da Bernardini verrebbe spontaneo, ma lasciamo perdere, dato che ci sono dubbi ben maggiori.

Lo sfondo della conferenza stampa, di cui siamo riusciti a rimediare sia audio che video e ve lo stiamo dimostrando con i dettagli, sarà anche quello della residenza estiva, ma noi una austerità di questo livello non l’abbiamo vista nemmeno in un centro massaggi (non chiedeteci da dove scaturisca questa analogia).
Qualcuno ci dice che questo signore, con un mini pc sulle gambe (non ha uno schermo da conference hall), che dovrebbe essere laureato in una prestigiosa università europea con passato di ministro è il vero principe? Va bene. A questo punto ci dispiace che lasci rispondere alle domande al suo rappresentante. E che i numeri delle sue iniziative, o non li conosca, o li spari a caso (le cifre riportate sono a livello di Microsoft, Google e Facebook). Per non parlare di Tanal che ovviamente fa tutto pur non essendoci da nessuna parte, prova di niente.

Il responsabile di un fondo privato che sta per spendere un miliardo, dichiara apertamente di aver sbagliato a mettere in piedi l’operazione che andrebbe comunicata prima in Arabia Saudita che all’estero. Vorrebbero costruire città, parchi, circuiti, automobili e moto, ma non sanno che i comunicati si devono rilasciare prima internamente. Eppure sulla stampa saudita NON ESISTE NIENTE IN MERITO ALLE ATTIVITA’ DI TANAL. Tanal non risulta mai se non quando si parla di un quartiere di case a Rhyad. Dilettantismo.
Tanal non esiste se non nei comunicati fatti rimbalzare sui siti delle due ruote e non solo, i quali hanno pubblicato tutto quello che hanno ricevuto, senza verificarlo mai, e facendolo diventare superficialmente credibile  grazie ad una link popularity di cui sono stati complici.

Chissà perché, invece, contemporaneamente, un altro fondo privato saudita, il PIF, ha acquisito la Pagani Automobili senza avvertire proprio nessuno, comunicando però, a cosa fatta, azionisti (con tanto di dettaglio %), banche coinvolte, board degli advisors, studi legali e cariche aziendali.
Quindi da una parte abbiamo UBS Investment Bank in qualità di advisor finanziario esclusivo di Pagani, Withers Studio Legale come consulente legale per gli azionisti venditori, Rothschild & Co e Freshfields Bruckhaus Deringer come advisor finanziari e consulenti legale del fondo.
Dall’altra, invece abbiamo Bernardini, Arianna Pasquale, che non ha alcuna esperienza in ambito comunicazione con agenzie internazionali, Uccio Salucci, Alberto Tebaldi e Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing che li ha accompagnati tutti da Carmelo Ezpeleta.
E nemmeno una banca garante o degli avvocati. Quasi uguale.

Si parla di 18 milioni per 5 anni e non si capisce chi, come, quando e con che tramite pagherà.
Ho comprato auto con più scartoffie e persone coinvolte.
Alle timide domande, il trio rilancia e spiazza con una ipotetica sponsorizzazione, anche per Dorna. E’ uno dei cliché che va in scena da aprile.

I progetti illustrati nella conferenza stampa più maldestra di tutti i tempi, con giornalisti timorosi di fare il loro lavoro per non scoprire qualcosa che non gli piace e conferenzieri lasciati galoppare nei pascoli della fantasia, sono gli stessi dei surreali comunicati già rilasciati in passato.
Quelli che ci avevano allertati, per intenderci. E adesso altri dettagli ci allarmano ulteriormente.

Prendete carta e penna per fare il conto.
I parchi diventano un investimento da 300 milioni.
Le città sono più di una, con quella che vede impegnato il solo Principe, Fantastic City, a costare, da sola, 75 miliardi.

200 milioni sono per le fabbriche di auto e motoveicoli. Auto e moto che, forse il principe non lo sa, diventerebbero il primo caso di produzione  automotive nei paesi arabi.
E il principe non si chiede come mai non vi siano precedenti in merito. Ma la famiglia del Principe, motociclista moderato che in passato correva ma adesso va piano, “ha importato per anni in Arabia Saudita Moto Guzzi, Ferrari, Autobianchi e Lancia”. Un particolare goloso da scrivere sui giornali, che quindi è per forza verosimile e che invece non è vero, perchè Autobianchi e Lancia in Arabia Saudita non sono mai state importate, e le Ferrari arrivano dagli Emirati dove l’importatore è Al Tayer. Fate voi e spiegateci anche questa.

Del resto, vista la poca resistenza del contraddittorio, anche sul tema Aramco, che viene liquidato con “avevamo detto che non ne parlavamo”, il rilancio è avvenuto a ruota libera.

L’interesse nel motorsport dei comunicati e delle dichiarazioni precedenti diventa, nel corso della conferenza stampa, l’acquisto del circuito di Modena oltre alla costruzione di una pista per test in Arabia Saudita.

L’amore per i motori, diventa l’acquisto di un team di F1, senza specificare però quale possa essere.

Per non parlare della costruzione (finalmente) di un circuito in Arabia Saudita per poter poi organizzare (finalmente) un GP nel paese, dimenticando che un circuito, in Arabia Saudita c’è già, a Jeddah, e lo ha costruito Tilke, che è architetto davvero. E c’è anche già un Grand Prix, previsto dal 3 al 5 dicembre di quest’anno. Altro che gli eventi Tanal che non si fanno mai.
L’account della Formula1 ha pubblicato già una simulazione di gara con le 27 curve della pista, il 18 marzo. Lo hanno visto in 600mila ma non il trio di press conferenzieri.
Questi signori, insomma, credono di essere pionieri di una cosa che esiste già da un po’. E nessuno dei giornalisti di motori presenti (alcuni direttori di testata) , fra SKY, Gazzetta dello Sport, GPOne, Motosprint, fa una piega a riguardo. Mio padre, però, che ha 76anni e non naviga su Internet, lo sa. Lo ha letto su Il Mesaggero.

 

E via così anche per tutto il resto.
Rilanciato il Fantastic Trophy, che per essere un progetto che parte a settembre è leggermente in ritardo, non essendo stata ancora costruita la moto con cui si deve correre, mentre le mongolfiere che avrebbero dovuto seguire la manifestazione, prendono vita e si trasformano, secondo Bernardini, in un evento internazionale:

“L’organizzazione di un campionato internazionale di mongolfiere che si chiama Ambassador Cup che nei vari comunicati stampa non è stato mai annunciato perché negli ultimi due mesi ne abbiamo lette di tutti i colori”, dice l’architetto.

Noi le abbiamo lette, ma qualcuno le ha scritte.
Per non parlare del fatto che l’Ambassador Cup di Mongolfiere, che si terrà, immaginiamo, in Umbria, esiste già con un altro nome.
Si chiama Sagrantino Cup, si tiene a Todi da 34 Lanni, ed è organizzata dall’aeronauta britannico Ralph Shaw.
Le foto mostrate in conferenza stampa sono prese proprio dal sito dell’evento Umbro. Chissà cosa ne pensa Shaw.

 

Sagrantino Cup
Sagrantino Cup

 

Questa fissazione per l’Umbria e per la presa in prestito, facendoli propri, di progetti che esistono già, è un leit motiv che abbiamo già avuto modo di segnalare.
Su una sede, un’idea, un evento, si mette il marchio Tanal, va bene anche Photoshop, e si lancia nel futuro. L’elenco è lungo. I giornali scrivono fiduciosi e si crea il tamtam mediatico che determina una credibilità con cui presentarsi.

Ma prima o poi bisogna pagare.
Mercoledì sono attesi i soldi e quindi vedremo se è tutto come dicono, nonostante il sistema di semafori ministeriali che da mesi posticipano l’accordo che viene dichiarato come firmato ma senza alcuna elargizione (altro mistero).
Ma anche se il denaro fosse vero, qualcuno deve spiegare il perché di tutte queste false credenziali, delle sedi fasulle, dei progetti che non esistono, dei numeri inventati e di un Principe che non è informato su niente di quello su cui sta per investire, coadiuvato da una struttura che, in pratica, non esiste e non assomiglia niente di quello che viene messo su in questi casi.

E comunque non è vero che se arrivano i soldi va tutto bene.
Al primo posto ci devono essere trasparenza e tracciabilità.
Se così non fosse potremmo associarci con chiunque, inclusi gli stati che violano continuamente i diritti umani ad ogni livello.
Ma forse questo qualcuno è già disposto a farlo.
E l’idea piace così tanto che non si bada a nient’altro e sembra tutto normale.



Tanal-VR46: senza Arabi né petrolieri, che si fa? Ma soprattutto quando? E chi paga?

Residenza

Negli ultimi giorni è successo un po’ di tutto.
Persino i siti da parrucchieri (non si offendano i coiffeur) pieni di gente (finché dura) e di relativi click nonostante la presenza di nessun contenuto ragionato che non sia legato al mouse, si sono accorti che nell’affare Tanal-VR46 qualcosa non va e che sta crollando il castello di sabbia e saliva con cui tutto è stato impastato e somministrato.

Di tutto quello che è stato annunciato e poi calciato in avanti per quattro mesi, come nei cartoni di Holly e Benji in cui la partita non finiva mai, niente è ancora veramente successo. E fidatevi che niente succederà. L’impegno per qualcuno al momento è quello di scomparire per qualcun altro è quello di mettersi al lavoro per cercare di arginare una figuraccia rimediata dopo cinque mesi di comportamento volutamente cieco e irresponsabile. I fatti sono sempre stati sul tavolo e non vederli ha richiesto un certo impegno. Se le capacità impiegate fossero state di tipo manageriala (ovviamente non esistono) invece che di altro tipo, il problema non si sarebbe nemmeno presentato, invece… forse il management non c’è.

Le tante conferenze stampa mai avvenute

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza immediata in cui sarebbe stato chiarito sia il destino di Valentino, che alcuni dettagli su tutti i progetti Italo Sauditi che erano stati pianificati così male (eppure se li erano bevuti in gruppo) da intontire solo chi era già tonto di suo.
La conferenza non c’è stata.

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza in cui il Principe dal nome lunghissimo e il suo Consigliere “architetto” di Terni avrebbero dovuto aprire le porte della residenza saudita, ma non è stato rivelato né il giorno né il luogo. Sarebbe da andare a Ryadh a citofonare al Principe e chiedere se c’è Sua Altezza o almeno il sig Bernardini, consigliere del medesimo, che invece sembra essersi dato alla macchia, presumibilmente in Umbria dove ha sempre collocato tutte le sue iniziative.

Ci sarebbe dovuta essere una conferenza di Misano in cui Rossi avrebbe dovuto comunicare il suo futuro, presumibilmente e possibilmente legato ad una sua ultima annata su moto italo-saudite, insieme al fratellastro Luca Marini e ai petrolsoldi.
Rossi si è invece ritirato in Austria, attraverso un commiato triste in una conferenza senza tavolino e senza quelli con cui ha sempre condiviso i suoi momenti sportivi.
Lì è stata fatta una prova. E’ stata invitata solo la stampa più malleabile e addomesticata. Nessuna domanda, infatti, sulla sponsorizzazione del secolo che avrebbe dovuto comprendere un team di MotoGP ma anche (la grandeur della truffa) anche l’acquisto della VR46 e dell’Accademy.Quella sarà l’audience della prossima conferenza stampa, vedrete. Poca gente che annuisce e lubrifica.

A questo punto, considerando che gli Arabi sembrano proprio non esserci, gli architetti ternani nemmeno e i petrolieri non ci sono mai stati, chi sponsorizzerà VR46 e per fare cosa e a che livello?

Ma soprattutto, visto che la conferenza in cui si aprono le porte del Principe non ha una data né un luogo (perché è inventata) e quella di Misano (legata al futuro di VR) è stata fatta in Austria, che conferenza dobbiamo aspettare? E per quando? Come dicono a Roma: de che dovemo parlà?

Niente Fantastic Trophy fra Gubbio e Rihad, niente moto elettriche ibride a quattro ruote, niente Accademy italo saudita, niente città del futuro, niente parchi a tema a parte quello costituito da un murales e un pollo di plastica gigante già fatto a Tavullia, niente hypercar Mazzanti da 1.111hp (che sappiatelo, non esiste), niente aziende italo-marocchino-coreane e nemmeno la Confartigianato di Terni che pare stia prendendo le distanze da certi soggetti, inclusi i plurifalliti che erano stati titolati e accreditati all’interno dei progetti inesistenti.

Nei prossimi giorni, sarà tentato qualcosa. Mercoledì potrebbe esserci una conferenza a porte semichiuse (solo con i fidati) in cui verranno confezionate e distribuite le nuove giustificazioni per non vergognarsi completamente.
Da qualche parte c’è chi sta cercando di non andare in galera  mentre nelle sale stampa c’è chi cerca di non essere asfaltato sul lavoro per aver preso 4 mesi e mezzo di cantonate volontarie, anche se qualcuno sta già girando la frittata dicendo che ci era arrivato, che non poteva essere vero, etc.
C’è invece chi i soldi li deve mettere e che già da qualche settimana, immaginiamo, altrimenti vuol dire che siamo davanti ad un management alla Totò e Peppino, sta cercando di recuperare qualcosa.

Noi li avevamo avvisati. E non è un modo di dire. Avevamo proprio telefonato a tutti i diretti interessati, uo ad uno,i proponendo dati, indagini materiali, e informazioni.  Insomma aiuto. Ci avevano detto che andava tutto bene.
Abbiamo quasi voglia che qualcuno ci smentisca così possiamo esaminare tutto il materiale audio e video per renderci conto ancora meglio di cosa è successo e come.



MotoGP, Stiria: gara delle meraviglie! Binder batte Bagnaia e Martin! Quartararo sconfitto!

Binder

L’Austria regala una gara bellissima e piena di sorprese dal punto di vista tecnico e umano. Vince, anzi, stravince Binder che rifila 9 secondi al secondo e ne restituisce 3 per essere passato sul verde all’ultimo giro.
La vittoria è comunque sua e, con la moto di casa, su pista di casa, batte un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno questa volta. Per il resto le cose si rimettono quasi a posto, nel senso che il podio lo chiude Martin davanti a Mir, altro che aveva cambiato moto e Marini, quinto all’arrivo e secondo di quelli che non avendo nulla da perdere non si sono fatti spaventare dall’acqua. Il rischio ripaga, oltre a Binder, anche lui e Lecuona, che finiscono davanti a Quartararo e Rossi (che sceglie anche lui di giocarsi il tutto per tutto). Alex Marquez e Aleix Espargaro, anche loro scelgono di non rientrare, chiudono i 10.
Alla fine, in Stiria vincono sempre gli outsider e succedono sempre cose che sembrano scritte per un film. Ma per oggi va così. Non interessa quasi a nessuno il perché e il “per come” di un esito che fa contenti quasi tutti.
Di buono, quindi, KTM e i coraggiosi. Di cattivo, invece, se di cattivo si può parlare, un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno quando dovrebbe, e un Marquez che finisce in zona grigia. Lo spagnolo è tornato forte ma sbaglia cose che in passato, forse, non avrebbe sbagliato.
Il resto, compreso Quartararo, è solo sconfitta anche quando sembra che sia stata messa una pezza dal punto di vista della gara e della classifica generale.
Credeteci: la classifica generale, almeno oggi, è un discorso da fare a parte.

Mini cronaca
Al via comanda Bagnaia davanti a Martin mentre Quartararo commette errori che lo puniscono subito e lo spingono dietro.
Terzo è Zarco davanti a Marquez, Miller e Quartararo, appunto.
Con 25 giri da fare Marquez passa Zarco ed è terzo mentre alle spalle del francese arriva l’altro transalpino Quartararo che ci mette tre giri a passare in terza posizione per poi subire il contrattacco di Marquez e Martin e restituire volta per volta i colpi ricevuti. Il duello centrale della gara, è fra loro. Sarà qui che perderanno il tempo che renderà vano il cambio moto.

A meno 10 dal termine va out Zarco mentre e quinto ma sono le immagini della carena saltata via a Bastianini a monopolizzare l’attenzione per la pericolosità e l’assurdità dell’evento.
A meno 9 Marquez passa Quartararo che per resistere va largo. Meno 7 e Marquez passa Bagnaia che però replica di motore. Altro leit motiv.

Con la pioggia forte Rins e Miller cambiano moto mentre davanti è guerra aperta fra Marquez, Quartararo, Martin e Bagnaia.

A meno tre i leader cambiano moto aanche loro, seguiti poi da tanti altri… ma rientrano con Binder e Aleix Espargaro in testa seguiti da Rossi. Gli unici ad aver ignorato il bagnato.
Mentre Marquez butta via la gara scivolando nonostante la gomma nuova, a rimanere davanti è Binder sulla moto di casa.
Clamorosamente con un giro da fare, il sudafricano in testa è seguito seppur da lontano da Aleix Espargaro e Lecuona. Il vantaggio del sudafricano è spaventoso.
Nell’ultimo mezzo giro succede di tutto: Vince Binder con le gomme “sbagliate” davanti a Bagnaia, Martin, Mir, Marini, Lecuona, Quartararo, Rossi, Alex marquez, e Aleix Espargaro.
Il sudafricano restituisce 3 secondi per essere passato sul verde ma nulla cambia. Vince con 6 di vantaggio. Ed è festa.

 

Pagelline

Binder
E’ quello che ha più attributi… o meno cervello, fate voi.
Quello che conta è che vince una gara che si ricorderà a lungo.
Voto 10

Bagnaia
Non si può dare un voto più basso del 9 a uno che arriva secondo.
Eppure Bagnaia oggi ha un rimpianto ed è quello di non riuscire a calciare un rigore a porta quasi vuota. Ok, recupera in classifica ma non ci crede nessuno che non sia arrabbiato per aver perso l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP .
Voto 9

Martin
Porta a casa un altro risultato eccezionale. Anche lui cambia la moto un po’ tardi ma nel suo caso va bene così. Pole e podio, e vittoria l’altra volta…
Voto 9

Mir
Tanto cervello e sempre risultati eccellenti. Manca però l’acuto.
Voto 8,5

Marini
Fra quelli che non hanno nulla da perdere, dopo Binder, che però è un pilota di livello superiore, Marini è quello che fa meglio.
In pratica non ha scelta ma tenere la moto in piedi è un’altra cosa. La sua gara dell’anno.
Voto 8

Lecuona
Sicuramente avrebbe sperato in qualcosa in più, anche per rinfacciarlo a KTM ma alla fine va bene anche così. Almeno lui c’è.
Voto 7

Quartararo
Lo sconfitto di oggi è lui. Sbaglia per tutta la gara, in avvio e nella parte centrale. Il finale è in linea con il resto della corsa.
Voto 5

Rossi
Viene trattato come un vincitore. Un po’ troppo? Forse, però è un risultato di quelli che fanno morale. Certo, riferirsi a Rossi come ci si riferisce a Lecuona e a Marini, fa un po’ strano, vista la sua esperienza e il suo palmares, ma questa è la sua condizione. Se la gioca bene comunque. Di sicuro meglio di Quartararo.
Voto 6,5

Alex Marquez
Chi lo ha visto? Fa una gara da retrovie e si trova in top ten.
Deve esserne contento. Il fratello maturo sembra lui.
Voto 6,5

Aleix Espargaro
C’è un momento in cui lotta con i primi, un momento in cui è sul podio e un finale che lo vede con i “soliti” risultati.
Da un lato va applaudito un pilota che non molla mai, dall’altro c’è curiosità di capire cosa potrebbe fare un top rider sulla moto veneta.
Voto 6,5

Team VR46: rumors Ducati preoccupata di un possibile raggiro. Mercoledì una conferenza stampa di salvataggio?

Ciabatti e Domenicali

Le voci che emergono sono quelle di una Ducati preoccupata per la faccenda VR46.
Una Ducati ormai convinta del raggiro da parte dl Tanal che non c’è, Aramco che si è chiamata fuori dal primo giorno, e dei principi che non compaiono. Per non parlare degli architetti che non sono architetti e si sono dati, anche questi, alla macchia con tutto il pacchetto. Almeno così risulta.

Ducati è garantita da Dorna, si intende, che pagherà quei 5 milioni pattuiti e necessari, quindi la faccenda non è tragica, ma resta il fatto che 5 milioni non bastano. Ne servono altrettanti per fare tutte le cose che VR46 e Ducati avevano concordato, nel modo in cui avevano deciso di farlo. Va anche detto che sempre i soliti rumors parlano di una Ducati già allarmata da tempo, anche da prima degli articoli di chi scrive.

5 milioni per un team ufficiale, non bastano e quindi resta da capire, anche ammettendo di voler e poter rinunciare a qualcosa, se gli sponsor verranno “recuperati” da Dorna oppure verrà fatto un rimpasto da quello che attualmente alimenta le casse dei team VR46. Parliamo ovviamente di SKY, WithU etc.

Queste sono le cose che dovrebbero essere chiarite in occasione della tanto attesa conferenza stampa che “sarebbe” stata annunciata per mercoledì prossimo e vi sarebbero stati invitati solo “giornalisti selezionati” fra cui ovviamente non c’è Misterhelmet che ha rotto tanto le scatole e quindi non è “selezionabile” né tanto meno gestibile.
Chi sarà seduto al tavolo della conferenza stampa, non è dato saperlo, basterà vedere i partecipanti per capire quale sarà la direzione finanziaria del team VR46.
L’idea è quella che non vedremo principi, emiri e petrolieri ma qualche sponsor di recupero, anche se Valentino Rossi, intervistato ieri, ha nuovamente dichiarato di essere uno che tende a fidarsi e che quindi, è tranquillo.
Come già sostenuto, è ovvio che il Team VR46 si farà,  solo che magari ci sarà da stringere un po’ la cinghia.



Faccendieri, principi, petrolieri e aziende “sospette”: qualcuno sfrutta a sua insaputa VR46 e Valentino? I nuovi comunicati non convincono!

Last press

DISCLAIMER
Di solito chi fa il guastafeste non è mai simpatico e sembra che lo faccia per invidia, ripicca o chissà che.  Ammesso che sia questo il caso, ossia che stiamo davvero guastando una festa, è bene chiarire il senso di questo pezzo. L’unico scopo è quello di tutelare tutti coloro che potrebbero, come vittime collaterali, incappare in una faccenda che rischia di essere poco chiara. Ovviamente crediamo nella buona fede di tutte le parti in causa ma, allo stesso tempo ci permettiamo di evidenziare qualche dubbio sulla faccenda. Molte cose non tornano e solleviamo una bandierina. Se abbiamo sbagliato qualcosa siamo pronti a rettificare. Per l’ultima volta, saremmo felici se tutta questa vicenda fosse un grosso malinteso.
Tutta la documentazione, le telefonate registrate, le email e le comunicazioni che abbiamo raccolto, è a disposizione della Magistratura. 

PROLOGO
Sin dal 6 maggio su questo sito ci siamo occupati di cercare informazioni e dipanare alcuni dubbi sulla comunicata partnership fra Tanal Entertainment Sport and Media, e VR46 con la sponsorizzazione di Aramco, per l’avventura in MotoGP del 2022 su Ducati.
Con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio, purtroppo solo da parte nostra, relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

LE PRIME SMENTITE
Da fine aprile sono passati oltre tre mesi, quasi quattro, e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera, Aramco Oversea, Al Murri.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco non in UK ma nel mondo.
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco Oversea, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Va comunque detto che Aramco avrebbe potuto e potrebbe sforzarsi un po’ di più per smentire e dire, in via ufficiale e una volta per tutte, le stesse cose che ha detto ai vari giornalisti faccia a faccia o mail a mail, insomma come ha fatto con noi. 

 

Questi tre macigni, con l’aggiunta dell’ultima smentita che abbiamo ricevuto anche noi direttamente da Brunswick Group il 27 luglio, chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi. Sempre che tutto sia vero, incluso il principe che compare in fotografia accanto a rassicuranti dichiarazioni, ma mai in un video o di persona.E consentiteci, ognuno è libero di avere dubbi e manifestarli. Anche perché Tanal Global Holding è una cosa, e Tanal Entertainment Sport and media, un’altra… e vedremo che almeno una delle due non sembra esistere.

 

IL CONSIGLIERE ITALIANO DEL PRINCIPE SAUDITA E LO STRANO UFFICIO STAMPA

Siamo stati recentemente contattati dal Consigliere del Principe, Architetto Marco Bernardini che ci ha tenuto a fare alcune precisazioni che però altro non sono che dichiarazioni simili a quelle già emanate tramite comunicati.

Facciamo presente che all’Ordine degli Architetti non siamo riusciti a trovare se non un omonimo in Liguria. Il “nostro” Architetto Marco Bernardini, non ci risulta.

Tornando alla telefonata, l’architetto  ci ha tenuto ad illustrare come dal sito Tanal e dal network di comunicati, avremmo potuto desumere la bontà e l’assoluta affidabilità dell’iniziativa. Peccato che l’architetto non si riferisca a Tanal Global Holding ma a Tanal Entertainment, e di quest’ultima non via sia traccia alcuna sul web.

Ci ha in seguito scritto la signora Arianna Pasquale (non ne abbiamo trovato alcuna traccia da nessuna parte), Head Press Officer di Tanal Entertainment e Media, che però ha suscitato in noi ulteriori dubbi e perplessità. Vediamoli.

INDIRIZZO EMAIL E UFFICIO STAMPA
Abbiamo trovato abbastanza singolare che una multinazionale della comunicazione con un sito dedicato non abbia un indirizzo email personalizzato, anche se in realtà Tanal Entertainment un sito proprio non ce l’ha. La mail ci è arrivata da tanalentertainment.press@gmail.com
E’ una cosa mai riscontrata in un ambito simile.
Realizzano città del futuro e non hanno una mail aziendale dedicata.
Lo stesso messaggio, a firma di Arianna Pasquale, non conteneva alcun recapito telefonico, né personale, né dell’ufficio.
Compito di un ufficio stampa è quello di farsi rintracciare per fornire informazioni e chiarimenti. Non è questo il caso.
L’ufficio non ha indirizzo, email, telefono fisso, mobile, fax, etc. Non è indicato nemmeno il sito web. Ce lo siamo andati a cercare. E non lo abbiamo trovato.
Tanal Entertainment and Media sta gestendo diverse partnership da milioni di dollari con diversi partner internazionali e non ha un sito. Abbiamo però trovato quello di Tanal Global Holding, anch’esso preoccupante.

 

Mail Press Office
Mail Press Office

DUBBI SUL SITO WEB DELLA MULTINAZIONALE TANAL GLOBAL HOLDING

Innanzitutto la non corrispondenza fra Tanal Entertainment e Tanal Global Holding. Il sito web della Tanal Global Holdings con la S
https://www.tanalglobalholdings.com/ è abbastanza singolare.
E’ innanzitutto realizzato con un programma per siti pre confezionati, nello specifico Jimdo. Ci si può fare un sito con pochi euro copiando da vari template pre confezionati.
Una multinazionale che realizza progetti da miliardi di dollari non ha affidato ad una web agency la realizzazione del suo sito. Abbastanza singolare.
E comunque si vede. Il sito è realizzato in modo approssimativo.

Non è inoltre presente il multilingua. Anche questo abbastanza strano per una multinazionale che opera in 37 paesi del mondo.

LE NEWS NON CI SONO
Con tutte le iniziative di elevato prestigio e visibilità, la sezione news è stranamente in costruzione. Vengono inviati i comunicati e quindi le news ci sarebbero, ma stranamente non sono sul sito. E’ il primo caso di questo genere per una holding di alto livello. E anche di livello un po’ meno alto.

Presidente e Vice Presidenti di Tanal Global Holdings sono due principi sauditi i cui nomi sono però leggermente diversi da quelli della famiglia reale che si trovano su Wikipedia, per intenderci, anche se corrispondono ai proprietari di Tanal Entertainment Sport and Media.
Può succedere che alcune trascrizioni non siano proprio identiche.
Possiamo soprassedere anche su questo.

C’è un global network con mappa e città in cui ci sarebbero le sedi. Non c’è però nemmeno un indirizzo per raggiungerle. Nemmeno un recapito di nemmeno una sede. Eppure parliamo di circa 40 sedi in 37 paesi del mondo, nessun continente escluso.

Come advisor c’è un nome ed un recapito telefonico.
Nessuna risposta alla chiamata. Come indirizzo email una mail @tanalglobalholdings a nome Omar, e un indirizzo gmail.
Anche questa volta, abbastanza singolare. Omar ha una mail senza cognome in una multinazionale.

Sezione News Tanal
Sezione News Tanal

 

UN PORTFOLIO CLIENTI SENZA CLIENTI
Nel portfolio c’è l’elenco delle attività in cui è coinvolta Tanal.
Sono tantissime ma nel portfolio clienti non è indicato nemmeno un cliente. Non è indicata nemmeno un’iniziativa precisa fra le tante elencate nei vari comunicati. Abbastanza singolare.

Fra i partners presenti, ne abbiamo chiamati alcuni.
Di quelli che parlano inglese nessuno conosce Tanal ma un paio ci hanno già detto che è stata fatta loro questa domanda. Hanno chiesto a noi come mai. Forse è qualcuno che ha le nostre stesse curiosità.

SEZIONE GLOBAL DEI SITO
Molti uffici di varie nazioni hanno lo stesso indirizzo email nonostante i referenti siano persone con nomi diversi.
In vari paesi anche lontani fra loro risponde sempre Omar il quale ha un indirizzo email gmail in comune con altri referenti.
Strano anche questo però magari sono cose che succedono.

La privacy policy del sito è quella standard di google e non è nemmeno personalizzata per il sito di riferimento.
Un po’ di pigrizia, ma è comunque illegale. In Tanal forse non lo sanno.

I CURIOSI COMUNICATI RICEVUTI
Tanal, Global Holding o Entertainmente che sia, non risulta aver mai effettuato attività prima di maggio.
Tutte le iniziative sembrano partire da quel mese, a seguito dei comunicati dell’accordo con VR46 di fine aprile.
Potrebbero essere state selezionate solo le ultime attività, ma anche sul web non si trova quasi niente di precedente quel periodo.

Il primo comunicato di cui parleremo è l’ultimo in ordine cronologico riguarda l’imminente (ma è già passata senza essere avvenuta) partecipazione di TANAL ENTERTAINMENT SPORT & MEDIA CON YAYA EVENTS ALL’ANDALUSIA RALLY 2021 TEST LIVE prologo di un non ben chiarito FANTASTIC TROPHY COMPETITION, che dovrebbe essere una competizione intercontinentale di gaming mista a realtà iperrealistica.

Non è chiaro il nesso ma va bene. Però l’Andalusia Rally è un evento di auto. Sulle foto c’è invece un signore che dovrebbe fare la Dakar in moto. Il pilota in oggetto è anche amministratore delegato di una società di Edutainment che compare spesso nei comunicati e nei partner di Tanal. Jader Giraldi, è fotografato accanto ad una moto ma partecipa ad un rally di auto. O almeno così viene spiegato. Abbastanza curioso. O non abbiamo capito noi.
Abbiamo cercato di raggiungere il sig Giraldi ma non si è stato posibiile parlarci.

L’elenco dei vari partner per il resto è abbastanza chiaro: oltre a Tanal Entertainment Sport and Media abbiamo Yaya Events, società del motociclista automobilista, Maic Technologies, specialista nei sistemi di biorilevazione.
Tutti questi partner sarebbero parte del polo tecnologico Tiburtec, supervisionato dall’Architetto Bernardini, il consigliere del Principe, all’interno della sede di via Peroni, nel Tecnopolo Tiburtino, fra Roma e Tivoli.

Nel comunicato compare anche la sede del grande e moderno edificio, con tutti i loghi delle numerose aziende partner in bella vista.
L’edificio però è un render, una prova grafica.
Nella realtà il palazzo esiste ma su Google sono leggermente diversi il colore, i giardini e la facciata che non presenta i loghi aziendali mostrati nel conunicato.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO  Tanal Entertainment-Andalusia Rally-Fantastic Trophy

 

TIBURTEC TANAL
TIBURTEC NEL COMUNICATO TANAL

 

TIBURTEC GOOGLE
TIBURTEC SU GOOGLE

 

TIBURTEC REAL
TIBURTEC COME E’ REALMENTE

Ci siamo recati sul posto ed effettivamente sulla facciata non c’è alcun logo. Abbiamo parlato con alcuni impiegati e con il portierato dell’edificio e ci è stato confermato che nessuna delle società elencate ha mai risieduto all’interno del complesso né ha mai ricevuto posta. O per lo meno loro, forse a parte la Korean,  non le conoscono. Non tutte le società è necessario che siano censite in un complesso ma allora come mai è stata fornita un immagine non veritiera di un edificio che invece quei loghi non li ha? A cosa serve mostrare una sede contraffatta?
Il portiere e gli impiegati del palazzo ci hanno garantito che sull’edificio non sono stati mai presenti i loghi che invece fanno bella mostra nella foto del Tiburtec inserita nel comunicato di Tanal. Per la cronaca, Tiburtec è una società realmente esistente ma amministra condomini.

Fra le tante società citate, abbastanza interessante la KMHG – Korean Moroccan Holding Group, una associazione di espatriati marocchini in Corea, almeno questo abbiamo trovato noi, che viene descritta come esperta in analytics.
E’ una Holding che però, salvo nostri errori, ci risulta avere un solo impiegato. Deve essere uno molto bravo che sa fare un sacco di cose. Ma essendo, tale società, presieduta da Marco Bernardini, ci viene il dubbio che l’architetto sia modesto e non voglia comparire troppe volte per non prendersi troppi meriti.

Nel comunicato trova posto anche, così, un po’ a sorpresa, la presentazione di un progetto di una moto ibrida a 4 ruote motrici che dovrebbe partire da un videogame e passare per un film basato su un libro, per poi essere prodotta.

 

Moto ibrida Tanal
Moto ibrida Tanal

Il video game non siamo riusciti a trovarlo. Il libro esiste ma non abbiamo trovato traccia delle riprese che dovrebbero essere in corso da un anno nella città di Gubbio oltre a Roma, New York Jeddah, Riyad e Mosca. Per New York Mosca e le altre città straniere abbiamo rinunciato ma al comune di Roma e a quello di Gubbio non abbiamo trovato nessuno al corrente del fatto che da un anno stiano girando un film nella loro città.
Però siamo contenti che il prototipo di moto esclusivo che sarà utilizzato anche sul set del film che si chiama “Edward Loth – Najima The Fantastic City” prodotto da Tanal Entertainmet Sport & Media insieme ad una co-produzione italiana e altri partner internazionali, basato sul libro dell’autore best seller Philip Osbourne, darà il via alla produzione in serie della moto in oggetto disegnata da C Creative, una società di Claudio Castiglioni, in uno stabilimento situato a Terni e gestito da Giampiero Sacchi, la stessa persona che al Mugello ha accompagnato insieme agli uomini VR46, l’architetto Bernardini in Dorna da Carmelo Ezpeleta sperando che questo progetto abbia risultati diversi da quelli dal fallimento dell’azienda racing ternana di Sacchi, la Ioda Racing, che purtroppo vede i suoi beni oggetto di asta giudiziaria e diverse persone lasciate senza lavoro e con pagamenti da ricevere.
La moto comunque, seppur solo un disegno, è bella e speriamo che venga prodotta veramente.
Unica cosa: in un altro comunicato, sempre di Tanal, viene annunciato che la moto verrà invece prodotta in Arabia Saudita.
C’è un po’ di incertezza. Qualcuno lo dica a Giampiero Sacchi, che magari sta preparando lo stabilimento a Terni.
Per adesso comunque non ci sono grandi pericoli, dato che tutti i progetti sono futuri e non è stato realizzato ancora nulla.

 

LA SUPERCAR MAZZANTI CHE ANCORA NON ESISTE

Un po’ più semplice il comunicato sulla Hyper car Mazzanti Evantra, che per fortuna esiste anche se in modelli precedenti ed è prodotta nel numero di 5 esemplari l’anno. In verità dal 2015 non ci sono modelli targati. Solo qualche prototipo, almeno così ci sembra.
La Mazzanti risulta avere meno di 10 dipendenti con un costo annuo del personale di circa 81.000 euro. E quindi si presume che alla Mazzanti, a meno di non essere davanti ad uno sfruttamento, i dipendenti dovrebbero essere giusto un paio.

Tornando all’auto del comunicato, di questo modello che invece ancora non esiste, ne dovranno essere prodotte, da una fabbrica che attualmente non ne ha targata nemmeno una, 57, in una versione potenziata da 1111hp blindata e resistente al fuoco con antifurto inviolabile. Le auto verranno, naturalmente in futuro, prodotte in un impianto di 275mila mq diretto sempre dall’Architetto Bernardini, che vedrà la luce nel futuro in Arabia Saudita e che permetterà di impiegare centinaia di ingegneri arabi a partire dal 2030. Un made in Italy made in Arabia Saudita. E sarebbe la prima fabbrica di automobili nella storia situata in uno di quei paesi.

Evantra-MBS-ONE-1111-HP
Evantra-MBS-ONE-1111-HP (render)

E’ ovviamente tutto molto interessante ma anche abbastanza lanciato in avanti negli anni, soprattutto se parliamo di una hypercar.
Nel frattempo però l’auto apparirà, nemmeno a dirlo, nel già citato film “Edward Loth – Najima The Fantastic City” e in vari videogame sotto forma di carrarmato volante in modalità effetto speciale dato che, come affermato sopra, non esiste. Succede tutto in quel film.

La fortuna, questa volta, è che sul sito di Mazzanti Automobili c’è un richiamo al comunicato anche se le parole sono le stesse di Luxurious Magazine che riporta a sua volta il comunicato Tanal, come se Mazzanti riportasse il comunicato di altri su un’iniziativa propria. “Assomiglia ad una Lotus”, dicono, ma è solo un disegno. L’auto sarà diversa. Mazzanti non ha rilasciato informazioni su questo tema. Bisognerà aspettare qualche anno per la produzione dello stabilimento e poi delle auto. Ci vuole pazienza.
Nel frattempo però Tanal i suoi proclami li manda in giro e la stampa li riprende fiduciosa e con partnership dichiarate e riprese dalla stampa è un po’ più semplice trovare altre partnership.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO Tanal Evantra MBS 1111 hp

 

FANTASTIC TROPHY COMPETITION
In uno dei comunicati riguardanti la associazione con la VR46, infatti, forse uno di quelli meno letti in quanto non parla direttamente della Motogp, c’è un’altra iniziativa alquanto curiosa che merita attenzione: il FANTASTIC TROPHY COMPETITION, definito una nuova competizione sportiva a due ruote progettata da
Tanal Entertainment Sport & Media per creare un nuovo format di gara con caratteristiche uniche. A differenza delle più note competizioni, recita il comunicato, Fantastic Trophy Competition utilizza due diversi tipi di percorsi: nel deserto in Arabia Saudita e su strade sterrate in Italia. Come in tutte le iniziative Tanal si parte dall’Umbria e si finisce in Arabia Saudita facendo il verso alla Parigi Dakar in una sorta di Perugia-Riad.

Il format della competizione, continua il comunicato, è simile a un videogioco: immerso nella realtà, utilizzando l’interazione tra due ruote, satelliti, droni, mongolfiere; interazione in tempo reale con la scuderia in campo e con il pubblico da casa. L’utilizzo di tecnologie avanzate di realtà virtuale, di comunicazione e navigazione, di piattaforme interattive per la gestione dei flussi digitali e telemetrici sarà garantito da Korean Moroccan Holding Group, in collaborazione con i principali player coreani del settore.
Non ci dimentichiamo però che la Korean Moroccan Holding Group, risulta un’associazione di emigrati marocchini in Corea ed ha, se non ci sbagliamo, un solo impiegato, il suo presidente, l’architetto Bernardini, che ovviamente se crede può correggere e smentire le nostre affermazioni. Per non parlare del fatto che i flussi telematici in altri comunicati erano affidati alla Maic.
Tenete a mente queste due società.

Però in questo caso dal punto di vista temporale siamo fortunati perché il format definitivo sarà presentato entro settembre 2021 e quindi, dice il comunicato, potrebbe annunciare un test di gara da novembre a dicembre su due percorsi, uno italiano e uno saudita.
Uno in KSA – nel deserto da Fantastic City, che ancora come città ricordiamo, non esiste a KAEC sul Mar Rosso – ed uno su fuoristrada in Italia, a partire da Tavullia, a Gubbio e Terni, dove MAIC Technologies sta progettando e realizzando il primo prototipo di motocicletta fuoristrada a quattro ruote motrici con propulsione ibrida, termica ed elettrica, mentre la produzione di impianti è prevista in Arabia Saudita.
Qui c’è un problema con un comunicato precedente dato che la moto sembrava essere destinata, come produzione a Terni.
E Maic Technologies, in base ad un altro comunicato, ci risultava impegnata in attività di rilevazione biometrica e non di produzione motociclistica.
Da un comunicato all’altro, MAIC e KMHG si sono scambiati i ruoli.

Fantastic Trophy Competition, continua il comunicato, sarà un vero e proprio hub per la selezione dei giovani piloti sauditi, il cui talento potrà emergere con il prezioso supporto di VR46.
Chissà se in Arabia Saudita sanno di questa opportunità tutta italiana di diventare come Valentino, Morbidelli e Bezzecchi mentre gareggiano seguiti da droni, satelliti e mongolfiere e pubblico da casa, su una moto ibrida a quattro ruote motrici che verrà realizzata nei prossimi anni proprio in Arabia Saudita, oppure a Terni.

Segue nel comunicato, una lode al Principe saudita e alle società marocchino-coreane, presiedute dall’Architetto Bernardini, riconosciuto rappresentante della tecnologia coreana e della creatività italiana. Di quest’ultima i comunicati non sono mancanti perché dell’impegno in ambito urbanistico, edilizio, tecnologico e universitario non c’è alcun progetto effettivamente ancora realizzato. E speriamo che il principe Saudita non si arrabbierà per questo.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO FANTASTIC TROPHY / VR46

Sui restanti comunicati relativi agli specifici accordi fra Tanal Global e VR46, quelli con obiettivo KSA New Cities E ARAMCO, poco da aggiungere se non che presentano tutti gli stessi stereotipi: progetti ancora tutti da realizzare, dichiarazioni tutte da verificare, comunicati unilaterali, e società partner che compaiono, sempre le stesse, in tutti i progetti comunicati da Tanal. E l’unico sponsor, ARAMCO, che non sa più come smentire.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 MOTOR SECTOR

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COMUNICATO TANAL VR46 ARAMCO inglese

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL COUNICATO TANAL VR46 ARAMCO ITALIANO

Per il resto aveva ragione, l’architetto Bernardini quando, in occasione della sua telefonata, mi aveva detto che analizzando bene il network di notizie, comunicati e iniziative, i conti sarebbero effettivamente tornati.

Il filo conduttore è lui: Marco Bernardini, amministratore della Systech di Terni, azienda che fa quadri elettrici (così riporta il web, dato che la società non ha un sito), con la passione per l’Arabia Saudita, già direttore dei lavori dimissionario del parco Cardeto di Terni, e fautore come spettatore di progetti di moto elettriche che nel 2017 volevano partecipare al campionato MotoE (non ce l’hanno fatta) e negli anni successivi di auto elettriche da corsa mai nate, torri energetiche multifunzionali mai innalzate e città intelligenti saudite non ancora costruite, con progetti che da alcuni anni vengono lanciati nel futuro ma che poi, quando il futuro arriva, non si vedono mai.
Un’altra cose che ci lascia dubbiosi, è il non aver trovato traccia, all’Ordine degli Architetti dell’Architetto Marco Bernardini. C’è un suo omonimo ma ha uno studio in Liguria.  Speriamo sia almeno geometra. Possiamo ovviamente sbagliarci e siamo pronti ad ogni rettifica.

 

CHI RISCHIA DI ESSERE DANNEGGIATO?

In tutta questa ragnatela di vicende, comunicati e società, chi rischia di rimetterci è VR46 che sembra essere più utilizzato che sponsorizzato.
Abbiamo chiamato VR46 nella persona di Uccio Salucci il quale, molto cortesemente, ci ha confermato  la partnership con Tanal e di avere delle sponsorizzazioni già attive in ambito CIV e CEV, con relativo supporto finanziario e sponsor in carena ma, in seguito a nostre ulteriori richieste, ci ha indirizzato verso Alberto Tebaldi il quale però, impegnato, ha promesso di richiamarci. Stiamo aspettando da alcuni giorni.

Oltre a VR46, in una posizione ovviamente marginale, c’è anche Ducati, che dovrà fornire due moto ufficiali oltre a tecnici e ingegneri. Ovviamente l’azienda non è in pericolo ma ci potrebbe comunque essere un danno di immagine o qualche elemento da riconsiderare.
Per quanto riguarda  Dorna che rischia di non poter contare sui flussi di denaro che una sponsorizzazione così sontuosa dovrebbe portare, ovviamente darà il suo contributo al team, ma è evidente che si troverebbe davanti ad un progetto in salita che dovrebbe cercare un’altra sponsorizzazione, a questo punto, last minute.

Insomma, siamo sicuri che il team VR46 MotoGP si farà e sarà anche un successo. Principi, faccendieri, petrolieri… crediamo sia tutto vero. L’unica cosa che non ci torna è riferita alle credenziali fino ad ora esibite dal suo sponsor. Che saremo ben lieti di smentire.

 

UPDATE IMPORTANTE 

Questo articolo è pronto da qualche giorno, circa una settimana. Abbiamo chiesto delucidazioni e abbiamo dato il tempo di risponderci ma abbiamo ricevuto approcci molto aggressivi oltre a reazioni scomposte.
Nella giornata di sabato 31 luglio, è uscito sull’importante sito GPONE un articolo relativo al lancio di una conferenza stampa che si terrà a Riad anche se, atipico per un comunicato di questo tipo, manca la data.  Siamo sicuri che GPONE avrà fatto le sue verifiche. A noi però continua a non tornare.
Nel comunicato c’è un video che è ancora una volta un render e rappresenta l’edificio fatto a forma di auto da F1. Cosa c’entra con Tanal?
E’ scomparsa inoltre ARAMCO oltre al SIg. Bernardini e gli sponsor sono diventati POTENZIALI.
Cosa vorrà dire? Qualcuno ci dia una mano.

 

Comunicato Press Conference Tanal1
Comunicato Press Conference Tanal1

 

Comunicato Press Conference Tanal2
Comunicato Press Conference Tanal2


Valentino Rossi e Aramco: i dubbi crescono. Si svegliano stampa e finanza, ma non da noi!

VR46 aramco

Chi vuole sorbirsi un gigantesco “ve lo avevo detto” può andare a leggere questo pezzo del 6 maggio in cui, con le dichiarazioni di partnership Aramco-VR46 ancora fresche, veniva già alla luce qualche dubbio relativo al fatto che, prima di tutto nel comunicato stampa non vi fossero né firme né virgolettati, e poi erano arrivate già le prime smentite da parte della compagnia petrolifera.
Da fine aprile sono passati oltre due mesi e di smentite ce ne sono state altre due. La prima è arrivata a fine giugno e la seconda, ad Assen. Quest’ultima è davvero la più pesante, in quanto proviene dalla bocca dell’amministratore delegato della compagnia petrolifera.
Facciamo brevemente la cronistoria sintetica.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco:
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

Questi tre macigni chiariscono il punto di vista di Aramco e ridimensionano le reiterate rassicurazioni che sarebbero arrivate dal Principe Saudita. Probabilmente, nonostante l’indubbia buona fede, c’è una certa distanza tra la volontà di sponsorizzare direttamente (tramite Aramco) o indirettamente, facendo passare Aramco tramite Tanal Entertainment, e il poterlo realmente fare con leggerezza, finendo in carena con determinati marchi.

Le multinazionali, anche quelle controllate dalle famiglie reali di paesi nei quali non si va troppo per il sottile, in quanto internazionalmente quotate, devono rispondere a dei criteri gestionali che non hanno troppi margini di interpretazione.
Ci sono i board, i consigli di amministrazione, i bilanci, il codice etico, e tutti i criteri di utilità aziendale che devono essere soddisfatti da una società sotto osservazione internazionale.

Nessuno ha dubbi che VR46 troverà uno sponsor munifico per la sua avventura. Semplicemente rischia di non essere questo, a meno che non vengano fatti importanti cambiamenti nei vertici delle società nominate.

Ma la cosa più grave non è quella di uno sponsor che sarà, molto probabilmente, sostituito da un altro, vista l’elevata appetibilità del team VR46, quanto il dilettantismo di tutti coloro che dovrebbero giudicare professionalmente la situazione per poi raccontarla, almeno così dovrebbe essere, con distacco.

Nei comunicati di apertura non si sono visti né virgolettati, né firme. Non si è nemmeno compreso nel dettaglio il collegamento fra le entità in gioco, Tanal Entertainment e Aramco, laddove la prima appare più un mediatore di interessi e attività e la seconda una multinazionale che gioca una partita di alto livello ed è sottoposta a regole precise. Si sono poi viste delle dichiarazioni sì nominali, ma mai congiunte, sullo stesso foglio degli impegni specifici di sponsorizzazione, per intenderci. Per non parlare delle smentite pesanti del petroliere, che sembra essere tutto tranne che controllato dai Principi.

Tanal e Aramco sono sì “di proprietà” dalla famiglia reale Saudita ma, il concetto di controllo finanziario e di famiglia reale saudita sono molto ampi a livello di significato.
Una multinazionale petrolifera non è un negozio di bottoni e ci sono consigli di amministrazione, board, azionisti da tenere in considerazione. L’amministratore delegato non è un cameriere ma una persona nominata per tutelare, a costo della sua stessa sopravvivenza, i privilegi dell’azienda la cui amministrazione gli è stata affidata. Una famiglia reale, in Arabia Saudita, è qualcosa di complicato, dal punto di vista del numero degli esponenti e degli equilibri fra i medesimi. Una rivalità, anche piccola, può avere un peso inimmaginabile.

Di tutte queste cose non visibili, oltre che di quelle visibili, dovrebbe tener conto un professionista dell’informazione.

Con l’eccezione di qualche sito straniero e di un paio solo dei nostri, invece, è stato come camminare a piedi nudi nel deserto del sahara del dilettantismo, fra le maestose dune dell’accondiscendenza.
Tutti i siti e le testate si sono comportate peggio di un ufficio stampa, dato che persino un responsabile comunicazione lavora su un minimo di virgolettato dei suoi capi, per mantenere il posto di lavoro.

La gara invece è stata solo quella di entrare nei dettagli economici mai scritti (20 milioni da dove spuntano?), nel fascino dell’operazione, e nelle pieghe bagnate del sogno populista di un Valentino pilota per un altro anno (e anche qui non si capisce il masochismo).
Ci si è soffermati sulle specifiche tecniche di moto che non si sa da chi verranno pagate e sui dettagli di piloti di un team che, per ora, c’è solo nelle intenzioni.
Diventa clamoroso, a questo punto, anche l’accordo con Ducati, se lo sponsor non ci sarà, e la certezza di tutti i protagonisti che, in barba alla mancanza di una qualsiasi sicurezza firmata, sono così tranquilli su tutto.
Questo perché significherebbe che un organizzatore come Dorna e un’azienda come Ducati, basano le loro scelte aziendali e commerciali su presupposti e desiderata che possono anche tranquillamente non esistere. Se anche lo sponsor ci sarà ma sarà diverso, sarà comunque gravissimo. Perché non è su quello che è stato un accordo pluriennale multimilionario. Quindi, in pratica, vorrebbe dire che “si è andati un po’ a culo”.

E alla fine, bisogna anche ringraziarla, Aramco, la quale, in seguito a tutti i render variopinti di moto, tute, caschi, etc, si è limitata a smentire e a chiedere rimozione di articoli, ma ancora non si è irritata per l’uso, a questo punto arbitrario di nome, marchio e coinvolgimento di un’azienda pur sempre quotata in borsa.
A qualcun altro sarebbe costato caro, dal punto di vista legale e mediatico. La zimbellitudine da paddock avrebbe raggiunto livelli stellari.

Insomma, quando anche sia tutto vero, qualcuno alla fine dovrà spiegare come mai c’è tanta resistenza da parte di un’azienda che dovrebbe fare quello che vuole il padrone ma, di fatto, sta cercando (riuscendoci) di non farlo, e tanta accondiscendenza da chi su queste cose ci dovrebbe ragionare.

Alla fine, in sintesi:
1) L’accordo è stato annunciato male e preso per oro colato nonostante mancassero i presupposti di base.
2) Le società Tanal e Aramco risponderanno anche alla stessa proprietà ma sembra siano invece in conflitto.
3) Alla stampa si può raccontare quello che si vuole che tanto sceglie sempre la soluzione che le consente di mettere in scena più storie e raccimolare più click, indipendentemente dagli indizi che le arrivano o dal buonsenso che servirebbe nell’analisi. Anche a costo di prostrarsi in modo da farla diventare una nuova categoria di Youporn.

Ma questo, perché?
Per gli stessi ingredienti che servono perché una truffa abbia successo (anche se qui non è di truffa che si parla):
Sparare in alto, pensare in grande e tirare dentro nomi troppo grossi perché ne venga messa in dubbio la veridicità.
E in questo caso siamo tutti davanti ad un sogno. Un principe vero, un principe dello sport, tanti soldi provenienti da chi nell’immaginario collettivo può disporne come vuole, e un brand, quello di Ducati, che è sicuramente il più appetibile per un romanticismo di successo.

Poi c’è un altro particolare: tutte le politiche di investimento di società saudite legate al governo di riferimento (lo sono quasi tutte), sono sotto osservazione per via della storica e reiterata violazione dei diritti umani sui quali il paese arabo si è dimostrato abbastanza disinvolto. Lo sport washing, ossia l’attività che prevede sponsorizzazioni massicce ad alto impatto per ingraziarsi i tessuti sociali e opinione pubblica di destinazione (edilizia residenziale, parchi divertimento, impianti sportivi) è da tempo sotto osservazione da parte di tutti i paesi Europei e non solo, oltre che di tanta stampa internazionale (a parte la nostra).

Sia chiaro: il team si farà, nessuno dubita, anche a costo di trovare un altro contributor o di far pagare tutto a Dorna. Ma la figuraccia rischia comunque di essere di quelle alcooliche.
Il reato è quello di informazione in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta da click.

 



Yamaha Petronas, rumors: Razali infuriato per la “gestione” Morbidelli!

Morbidelli

La notizia è recente anche se non è certo una novità. Franco Morbidelli, salvo decisioni dell’ultim’ora, non tornerà prima di Misano, il che vuol dire altre quattro gare out.
La notizia è frutto di un comunicato di Yamaha Petronas, che ha dichiarato di voler Morbidelli solo ed esclusivamente in condizioni di perfect fit, per non rischiare pilota e moto.
La verità è che in Petronas non stanno vivendo bene il 2021.
Rossi è decisamente sotto le aspettative e, almeno apparentemente, sta tenendo la squadra in scacco in merito al suo ritiro. Morbidelli è il vice campione del mondo ma sta arrancando tanto quanto il suo mentore, con l’aggravante di essersi anche lamentato per la moto (mai successo da parte di Morbidelli) e l’ulteriore tegola dell’infortunio.
Quello che è recente sono le voci. Rumors non troppo benevoli dicono che in VR46 ci stiano un po’ marciando. L’infortunio è assolutamente reale e si è visto nel cambio moto in cui Franco è letteralmente incespicato tirando giù tutto ma il successivo infortunio in allenamento è sembrato una vera leggerezza al limite del sospetto. Quale preparatore si è dimenticato di tutelare un atleta a cui aveva già ceduto il ginocchio? Tanto più che già in Qatar, nella bolla, Franco era stato visto correre sul tapis roulant, l’ultima cosa che chi è infortunato al ginocchio dovrebbe fare, soprattutto perché ci sono tante modalità di allenamento cardio che non mettono a rischio la gamba, da poter praticare.
Insomma in VR46 avrebbero deciso per l’operazione, sia perché tanto la stagione non è di quelle che si possono salvare,sia par lanciare un messaggio.

Incastrando i tasselli, la tensione fra Rossi, Petronas e VR46 avrebbe portato all’operazione e l’operazione avrebbe causato un irrigidimento di Razali. Il tutto con l’aggiunta del neonato team VR46 per il quale lo sponsor (se esiste) vorrebbe un Valentino che invece non vuole correre e per il quale si deve cercare qualcosa di meglio di Marini e Bezzecchi. In Petronas temono che Valentino Rossi voglia portarsi via Morbidelli e che comunque la stessa cosa potrebbe farla Yamaha factory trasferendolo in blu ufficiale. Da qui il problema opportunità degli asiatici: mettere sulla moto qualcuno che possa veramente dire chi è il problema nel pacchetto. Con Gerloff impegnato in Superbike, il destinatario naturale sarebbe Crutchlow, che però fa il tester di moto da sviluppare e non il pilota di Yamaha vecchie di due anni (sue parole testuali). Ma Razali si toglierà ben presto il suo di sassolino dalla scarpa, annunciando ben prima del ritorno di Morbidelli, la sua lineup per il 2022.
Chi salirà sulla Yamaha Petronas, non è importante. L’importante è capire come si è arrivati a tutto questo, ossia a indisporre in questo modo un manager come Razali, che vive, dopo il sogno 2020, un incubo sportivo e gestionale da cui non riesce a venir fuori.

Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

L’asterisco positivo di oggi va su Gerloff, che senza aver mai visto moto, pista, gomme, batte Marini, a cui va l’asterisco negativo. E’ davvero pensabile dare a lui la moto ufficiale e negarla a Bastianini che gli finisce davanti regolarmente?
Ok i soldi ma un limite ci deve essere. Peggio di lui, solo il suo fratellastro, ormai ombra di se stesso. Quello su Rossi è accanimento terapeutico. Veramente si vuole assistere alla sua croccante panatura settimanale nella ghiaia?

Tornando alla gara di oggi, è evidente che la partita è chiusa. Ci sono tanti piloti impegnati a trovare una sella e a combattere battaglie personali ma solo uno pensa a vincere la guerra.

 

Mini cronaca della gara

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Nel frattempo è emblematico quanto appassionante il duello fra Rossi e Gerlof per il penultimo posto. L’esperienza di Rossi con 10 vittorie e moto ufficiale contro Gerloff che non ha mai corso ad Assen e quida una moto di 2 anni fa che non conosce con gomme che non conosce!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

Con una gara movimentata nonostante un Quartararo in fuga favorito anche dalla rissa alle sue spalle, Zarco è la miglior Ducati in pista mentre anche Marquez fa la sua parte, cercando di passare Bagnaia. Non ci riuscirà.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pagelline

Quartararo
Il vincitore di oggi è anche quello che si porta a casa il mondiale. E’ quasi certo a meno di sconvolgimenti e hara kiri.
Voto 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
Se è convinto di portare a casa il mondiale così, buon per lui.
Ma deve fare qualcosa di meglio che arrivare dietro a Quartararo tutte le volte.
Voto 8,5

Zarco
In una pista non favorevole a Ducati, il francese gira forte, perde tempo, lo recupera e finisce col giocarsi il podio. Davvero non lo si vuole in rosso? Perché?
Voto 8,5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
Non è una pista Ducati ma qualcuno fa meglio di lui. Le dichiarazioni pre gara sono di quelle aggressive e quindi è ovvio attendersi qualcosa in più. Nonostante abbia il tracciato inciso nella pelle, il piemontese non incide, sbaglia, perde tempo, e non si gioca niente di importante.
Voto 5,5

Marquez
Fa una gara di rimonta dopo essere partito ventesimo. Paradossalmente, quando dovrebbe essere esausto, fa vedere il miglior se stesso.
Voto 7

Aleix Espargaro
Sempre bravo lo spagnolo. Ha capito che la chiave è non sprecare.
Vista in positivo, insomma, lui capitalizza sempre.
Voto 7,5

Nakagami
Bravissimo per tutta la gara, alla fine cala di brutto.
La prestazione, però, è positiva.
Voto 6,5

Pol Espargaro
Dovrebbe essere la prima guida, quella che sta bene, quella chiamata per tirar su Honda. Non sta andando secondo le aspettative. Nemmano questa volta fa una gara da ricordare.
Voto 5

Vinales, retroscena! Ad un passo da Ducati, Yamaha Japan lo ha voluto nonostante Jarvis. E adesso…

Vinales Piece

Non che ci sia un particolare interesse a difendere un pilota piuttosto che un altro (è roba da lasciare ad altri) però è innegabile che la situazione di Maverick Vinales sia quantomeno singolare e richieda approfondimento.

Questo suo desiderio di affrancarsi da Valentino Rossi, rivendicato in passato è un tema a cui mettere un asterisco perché potrebbe essere, nel bene e nel male, la base di una storia interessante e forse anche di qualche spiegazione, ammesso che ne serva una.
Non giustificazione, ma spiegazione forse sì perché va detto che in merito a Vinales e tutto quello che gli gira intorno, qualche elemento di valutazione in più servirebbe proprio.

Innanzitutto lo spagnolo era attesissimo al varco.
Più di Morbidelli, che aveva fatto un exploit, più di Quartararo, che lo aveva fatto l’anno prima. E più di Valentino Rossi, che solo una grave forma di ipocrisia patologica può far considerare ancora della partita.

E quindi lo spagnolo paga un pedaggio salatissimo, soprattuto nei confronti di coloro che pensano che far scontare a lui la mancanza di competitività di Valentino Rossi o di Morbidelli, possa avere un qualche valore catartico.
Il problema è che questa immaturità non nasce dai tifosi (a cui da questo punto di vista tutto può essere concesso), ma da quei media che negli ultimi mesi (e fino a novembre di quest’anno) si occuperanno di accanirsi terapeuticamente nei confronti di quello che li nutre, cercando di alleviarne il più possibile le sofferenze sportive per differenza, ossia facendo vedere quanto il mal comune possa essere una sorta di mezzo gaudio.

In sintesi: Ma Vinales non era quello “tappato” da Rossi e che senza Rossi avrebbe dovuto risorgere? Non era quello che “vi faccio vedere io cosa combino se mi lasciate dire, fare, sviluppare”?

In realtà il buon Maverick divideva il pedaggio con Marquez ma il pluricampione ha pensato bene di tornare a vincere con una vittoria che vale sicuramente di più della prima uscita in Qatar del numero 12. E quindi adesso il  n12 è da solo.

Poi, sia chiaro: chi nega che Maverick alterni gare da campione ad episodi di vagabondaggio in stato confusionale, vuol dire che è matto. Ma forse bisognerebbe anche cercare di analizzare quello che succede e perché. Analizzare non è giustificare, che è più una cosa da fans, da uffici stampa o da personaggi che tengono famiglia.
E per questo è più difficile e pericoloso.

Ripetiamolo chiaramente. Vinales in carriera di cose strane ne ha fatte e continua a farne. Ha segato Ramon Forcada (non ha senso), e recentemente Garcia per Galbusera (altro cambiamento dettato dalla disperazione e non ce ne voglia il buon Silvano). Si narra poi di una serie di scleri mestruali e numeri da soubrette anziana, alternati ad episodi di santità sportiva. Esattamente come in pista, dove è oro e fango senza alcuna prevedibilità. Se qualcuno ci raccontasse che un Maverick Vinales si alterna ad un gemello caratterialmente opposto, non sarebbe difficile crederlo.

Però non è così, e quindi va capito prima di tutto cosa gli succede in testa e intorno.

La casa dei diapason come mala gestione tecnica è messa male come Honda se non addirittura peggio, se si considerano la varietà e la profondità temporale degli errori commessi.
L’aver lasciato andare via Lorenzo, il rapporto con e fra i piloti nello sviluppo dopo la vittoria dell’ultimo titolo, la mai chiarita assgnazione dei ruoli tecnici fra i suoi piloti (lo stesso Lorenzo vs Rossi e poi Quartararo vs Vinales), gli sviluppi multidirezionali, i muri concessi, la storia delle valvole e della squalifica, la giostra dei capitecnici, una mancanza di polso generale nella gestione delle piccole cose come gli equilibri sportivi e quelli disciplinari.

La verità è che in Yamaha è sempre successo di tutto ed sono sempre state perseguite troppe strade contemporaneamente.

Il duo Jarvis-Meregalli non ha mai avuto né l’autorevolezza tecnica di Dall’Igna, né la morbidezza diplomatica e rassicurante di Brivio, né tantomeno quella carismatico dittatoriale di Puig, senza scomodare Suppo o gli altri big.
E il nostro retroscena, chiamatela pure storia, inizia da qui.

Ci sono rumors che solo recentemente sono stati lasciati fluire che parlano di una storia Yamaha, quella dal 2020 in poi, che non è andata come previsto. Nel box, infatti Jarvis e Meregalli, si erano fatti un film diverso.

Il team ufficiale 2021 sarebbe dovuto essere composto da Quartararo e Rossi, questo in virtù dell’addio di Vinales, ormai ad un passo da Ducati. Avete letto bene.

Per la firma con Bologna, mancavano solo i dettagli ma lo spagnolo preso da mille dubbi e ripensamenti, sarebbe volato dal Qatar (dove risiede), direttamente in Giappone e avrebbe firmato, proprio in azienda, un contratto che lo avrebbe rassicurato e accontentato su tutto, a partire dal siluramento di Rossi in direzione Petronas. Un contratto però che avrebbe dovuto firmare, nel caso, in un altro posto e con altri interlocutori.
Chiaramente a Iwata contano più che in Olanda, ma lo scavalcamento (che in un’azienda non si fa mai), non deve essere molto piaciuto a Jarvis, che da direttore sportivo, si troverebbe un pilota che non voleva, che ha rinnovato scavalcandolo e quindi delegittimandolo, e che, guarda un po’, va malissimo.

Da qui in poi scegliete lo scenario che volete, tanto il presente non cambia.

1) Con un Quartararo che funziona, Vinales è abbandonato al suo essere altalenante, ed è punito da Jervis, così impara a mettersi contro chi comanda sul campo. Si va dietro a chi vince.

2) Vinales sarebbe stato un disastro comunque e quindi le cose non hanno alcuna correlazione. Jarvis non c’entra e Vinales si è sportivamente tappato da solo, come ha sempre fatto negli ultimi anni.

Di sicuro c’è uno scenario n3, che si interseca comunque con i due precedenti.
Ovvero quello che vede una Yamaha che se fosse un pilota dovrebbe essere lasciata lei a piedi per prima, per aver permesso la proiezione dello stesso film per l’ennesima volta.
Il film è quello della direzione incerta e di quello sviluppo sbilanciato che lascia sempre, sistematicamente un pilota orfano.
Come successo con Vinales quando era con Rossi, fra Rossi e Lorenzo prima, e fra Vinales e Quartararo adesso.
Con l’aggravante, di essere comunque colpevolizzato quando non va.
Non una seconda guida, quindi, ma due prime guide di cui una funziona e l’altra viene vista come un peso. E viene biasimata.
Una cosa che non succede in nessun altra squadra e che quando succede è sempre e solo l’inizio di una mega implosione.

Quindi adesso Vinales, che evidentemente è un incostante, un mai contento, un indeciso, ma anche un super talento, si trova ad avere solo lati negativi. E chiede a Yamaha di poter avere quello che ha firmato nel contratto, con il dettaglio che sul campo come interlocutore c’è proprio la persona che ha scavalcato.

Alla fine, al di là dei retroscena e dello scenario scelto, la situazione non cambia. Vinales rimane quello che è, Yamaha è davanti all’ennesimo paradosso gestionale, perché anche se Quartararo rischia di vincere il mondiale, se tre piloti su quattro sono disastrosi, qualche domanda bisogna farsela, e c’è uno spreco di talento e di risorse. E in più nessuno, ma proprio nessuno, è contento.
Avrà ragione, Vinales? Parlano i punti, ma almeno c’è qualche elemento in più per valutare le cose.

Chi festeggia, è Ducati, che ha rischiato di trovarsi nel box un fantasma. Oppure magari, chissà, con lo sliding door del caso, magari in un contesto diverso avrebbe pescato un campione.

Valentino Rossi e Petronas: niente happy days, ma è a rischio anche l’happy ending!

Happy ending

Abbiamo visto tutti che gli happy days fra VR46 e Petronas, non ci sono stati. E’ iniziata che erano tutti amici e alla fine sono a rischio anche i rapporti con Morbidelli, legato giustamente più al suo “capo” che ad una squadra che, dopo un secondo posto nel mondiale, non lo ha di certo gratificato (per colpa del suo capo, comunque).
Ma la storia è così tesa che oltre ad essere venuti meno gli happy days, è a rischio anche l’happy ending, soprattutto anche in virtù delle recenti frasi del boss di Petronas, Razlan  Razali .

1) “E’ stato interessante e costruttivo avere a che fare con Valentino ma è stata stata un’eccezione perché di solito ingaggiamo giovani talenti.”
2) “Il contratto con Rossi scade a novembre quando finisce la stagione.”
3) “Non abbiamo detto né che rinnoviamo, né che lo rilasciamo.”

Queste tre frasi significano, detta all’orientale, che

1) Rossi è stato imposto o per lo meno scelto in base a criteri non puramente sportivi.
Questa spiegazione è supportata anche da altre recenti dichiarazioni che parlavano, da parte di Petronas, di “soddisfazioni comunque commerciali”.
Un messaggio che va letto, se si conoscono gli orientali con “non ha funzionato niente ma non ci abbiamo rimesso” (diciamo che è un messaggio più in direzione azionisti).

2) Ci sono obblighi contrattuali che vincolano il pilota a chiudere la stagione.
Che non gli venga in mente di chiudere prima.

3) Petronas non ha ancora detto che lo rilascia perché solitamente è Petronas che non rinnova, non il contrario.
Quando Petronas deciderà di comunicare che non rinnova con Rossi, si sapra da Petronas.
Un po’ come quando è stato stipulato il contratto. Ha deciso Petronas come e quando sancirlo ufficialmente.

Queste cose qui, chi conosce gli orientali (ancora più complesso interagire con orientali musulmani), sa che sono fondamentali.
Innanzitutto non è finita bene, ma questo lo avete già letto su questo sito ad aprile e a maggio.

Secondariamente, diversamente da quello che vuol far credere la stampa amica (di Rossi, si intende), non è quest’ultimo che decide.
In realtà nessuno potrebbe costringere a correre un pilota che non vuole farlo, ma se questo pilota ha fretta o vuole imporre certe clausole, potrebbe non finire come dice lui.

Insomma, bisogna chiudere in amicizia, oppure, dopo gli happy days rischia di sfumare anche l’happy ending.
E sappiamo più o meno tutti quanto in certe cose il finale felice, sia importante.

 

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