Il team VR46 è ormai una squadra consolidata e non è più solo il giocattolo di Valentino. Da questo derivano alcune scelte importanti che riguardano Bezzecchi e Marini, ma anche sponsor che vanno via e sponsor che arrivano!
Immaginate di essere un allenatore e di fare un casino, tipo di mandar via uno dei vostri migliori atleti, l’equilibrio dello spogliatoio e il suo preparatore, così, perché vi sta sulle palle da tempo e appena arrivati segate tutti e due. E questi vanno a portare i loro schemi altrove.
E poi di fare in modo che la stella della squadra, che vi ha fatto vincere praticamente da solo tanti campionati, l’unico in grado di combinare qualcosa, una volta infortunato, torni prematuramente rischiando di porre fine alla sua carriera. E questa gestione è colpa vostra.
In sostituzione decidete di affidere le sorti del team a due che proprio non ce la fanno e nel frattempo riuscite a litigare con tutto l’ambiente mentre la vostra squadra trascorre annate terribili, ma comunque mai tanto terribili come quelle che stanno per arrivare.
Troppo difficile? Vediamo se riusciamo a a trovare un’analogia più alla nostra portata.
Più chiaro così? Cosa vi farebbero? Vi butterebbero fuori a calci e invece siete ancora lì belli aggressivi e spocchiosi rifiutandovi di capire quello che invece hanno capito tutti quelli intorno a voi, amici e… “nemici”.
In quanti contesti sareste ancora al vostro posto? Nemmeno se lavoraste ad un chiosco sulla spiaggia. Ve lo garantisco.
Figuriamoci in MotoGP. Non sareste al vostro posto in Ducati, in KTM, in Yamaha e nemmeno in Suzuki. Vi avrebbero preso a calci con uno stivale da cow boy… così in profondità che dovreste farvi aiutare per estrarre gli speroni dal culo. E’ un po’ forzato ma spero di aver reso l’idea.
E allora perché Puig è ancora in Honda, dopo aver fatto andare Pedrosa a ben lavorare in KTM solo perché gli stava sulle palle il suo manager?
Perché è ancora in Honda dopo aver gestito male Lorenzo, aver consentito (ma in pratica costretto) il più grande campione di Honda degli ultimi 20 anni a rientrare anzitempo e a rimanere forse mutilato per sempre? Per non parlare dell’acquistone Espargaro e di Bradl che sa collaudare e sviluppare come io so fare le missioni di pace?
Perché i giapponesi, Honda specialmente, ci mettono un po’. Però, e qui la notizia, il tempo e la pazienza sarebbero finiti perchè dopo aver toccato il fondo, Honda HRC ha iniziato anche a scavare.
Pulizia piloti: fatta. Dopo il Sachsenring rimane Marc Marquez (e vorrei vedere) in attesa di recupero ma vanno a casa Espargaro, Alex Marquez e Nakagami perché arrivano Mir, Rins e Ogura.
Poi serve uno che sia capace, che non litighi con chicchessia, che abbia un buon rapporto con i piloti e che soprattutto riesca a gestire le cose con il suo datore di lavoro. Insomma il contrario di Puig. Vi viene in mente qualcuno di libero?
Due che vengono da Suzuki. Il primo è Suppo,che è stato chiamato per riprendere in mano le cose dopo ma l’azienda ha chiuso il negozio e anche le strade in Yamaha sembrerebbero, per ora, sbarrate come spiegato il 20 febbraio
Il secondo, più lontano ancora da Puig e quindi preferibile, è Brivio, di cui abbiamo già parlato come candidato per Suzuki qualche mese fa, però Suzuki sappiamo…
Brivio è, vale ancora il mio video precedente, sì blindato in Alpine ma non è più in F1 perché è stato parcheggiato a fare altro.
Ecco qui il pezzo di gennaio
Per lui la serie A delle moto sarebbe meglio che allenare le giovanili delle auto, per fare un’analogia.
Le trattative sarebbero ancora in corso ma come è blindato Brivio in Alpine è blindato anche Puig in Honda Repsol. Quindi va trovata la spinta per
Se non fosse per il fatto che entro breve potrebbe non esserci più una Honda Repsol dato che abbiamo parlato il 14 magggio del fatto che ci potrebbe essere un “avvicendamento petrolifero”.
In super sintesi Repsol punta sulle rinnovabili mentre Petronas vende ancora carburante in Asia.
Quindi alla fine a capo della Honda ci potrebbe tranquillamente essere Davide Brivio, e la livrea della honda potrebbe essere tranquillamente questa qui!
E non è detto che sia necessariamente il 2024. Potrebbe succedere tutto anche prima, anche sei i giapponesi non amano rivoluzioni plateal.
Ma quando partono, poi arrivano…
Ma per adesso, e non sono il solo a pensarlo, l’importante è che parta Puig ma soprattutto, che arrivi Marc Marquez.
Quanto fastidio deve dare uno che ha vinto dei mondiali che più di uno non voleva che vincesse… e lo ha fatto contro un compagno di squadra predestinato (Valentino Rossi), amato e coccolato da un team che tifava tutto per lui e per la vittoria dello spagnolo quasi non ha festeggiato… ed un connazionale ancora più designato dal fato e dai media, quel Marc Marquez che in Spagna, da catalano e da simpaticone para…vento, tira più di lui per mille motivi?
Immaginate quanto dia fastidio uno che come “amico del cuore” e mentore si è scelto da subito uno che dalla MotoGP è stato epurato ed è andato a vincere in Superbike (Biaggi) un attimo prima che arrivassero gli stessi di Dorna che lo avevano cacciato via e che se padroni della WSBK non lo avrebbero mai accettato nemmeno lì. Con tanto di supporto morale in occasione della vittoria dei due mondiali di quest’ultimo.
Un cinque volte campione della MotoGP che va a confortare un “maestro” che ha vinto meno di lui e che è l’anti per eccellenza in un periodo nel quale il suo avversario di sempre, se la vede brutta brutta.
Con tanto di abbraccioni, cenette, e complicità sportive e umane.
Pensate all’unico che abbia mai alzato davvero la voce in ambito sicurezza. Quella della pista, tante volte, e quella dell’aria che si respira, quando in occasione della tragedia di Fukushima fece capire, lui unico, che correre in Giappone sarebbe stata una fessacchiotteria.
Lorenzo quella volta fu riportato alla ragione da Ezpeleta ma solo perché aveva qualcosa da perdere… e non fu nemmeno facile per il grande capo. Non si registrano altri episodi nei quali qualcuno lo abbia mai costretto a fare qualcosa.
Ecco. Figuriamoci adesso che JL non ha più niente che gli possa essere tolto.
Potrebbe essere una risorsa preziosa per il circus, il 99, ma non va bene.
Non va bene come commentatore, perché è veramente un dito rotante dove sapete. Non va bene come esperto e responsabile della sicurezza, perché, diciamocelo, non è come quegli altri due che ormai sono dei politici. Bravi, per carità, ma molto, troppo attenti alla ragione aziendale. Lorenzo non andrebbe bene, visto come è fatto. Me lo vedo già a impuntarsi, anche fisicamente, sulle cose che ritiene sacrosante. Fissarsi sulle minuterie e battere i piedini con smorfia da bambino fino a dover essere trascinato via. Sarebbe così curva per curva.
Jorge Lorenzo non farà mai parte dell’ambiente con un ruolo attivo perché non fa nessuno sforzo, né di essere simpatico, né di essere comprensivo e comprensibile.
Non è che non ne abbia bisogno, è che ha deciso sempre che sarebbe stato così. Caratterialmente Jorge Lorenzo è un Casey Stoner che si trattiene… ma solo un po’. Sa di avere autorevolezza ma non vuole che gli sia riconosciuta. Se la riconosce da solo e tanto gli basta, anche se per il business non va bene.
Per questo motivo, lo ribadiamo, difficilmente farà parte dell’ingranaggio mediatico, politico, organizzativo, per lo meno non con lo status che meriterebbe il suo palmares.
Chi mai vorrebbe, con tutti i grattacapi che già ci sono, uno che ti dice veramente le cose come stanno con l’aggravante di dirle senza alcuna delicatezza e di aver sempre ragione? Eh già perché Jorge Lorenzo, come fosse un Biaggi mischiato con un’ulteriore forma di puntiglio, un Melandri convinto al cubo, ha sempre, implacabilmente, ragione.
Molto fastidioso quando esprime opinioni sui colleghi e paradossalmente più irritante quando li elogia, che quando li critica. Perché un elogio di Lorenzo, così esigente e intollerante, ti fa quasi sentire in debito per un regalo ricevuto.
Quando invece critica, ci si può solo attaccare ai modi ed ai toni (decisamente molto isolani)… perché non c’è molto altro dietro cui rifugiarsi.
Ma chi pensa che le sue analisi post gara, presenti nel video blog che ha messo in piedi su Youtube siano rognose, dovrebbe ascoltare le sue previsioni. Ne sa qualcosa Jack Miller, condannato ad una previsione che si auto avvera per il solo cercare di rifuggirla.
Quelle di Jorge Lorenzo sono sentenze senza processo fatte da un tribunale di guerra. E’ così sicuro che andrà come dice lui, che è quasi un regalo che non finisca anche peggio per come ha sempre, maledettamente, ragione.
Ma la cosa più irritante è che quando parla i toni non sono mai corrispondenti ai contenuti. I modi sono sempre rotondi, la voce morbida, il tono basso… Molto più di Melandri, altro commentatore competente che ha ragione ma un po’ ti lascia credere che possa andare diversamente. E con una cadenza molto più decisa di quella di Biaggi, che sembra sempre voler misurare quello che dice.
Alla fine sembra che l’unico fra noi tutti che sta facendo lo sforzo per non blastarti sia lui, la stessa persona che prima o poi, ti blasterà.
Cosa si può fare? Niente. Ringraziare di non essere un suo bersaglio. E godersi tutto quanto.
Misterhelmet Gianluigi Ragno
