Marc sbaglia, Alex vince, Quatararo sorprende. Bagnaia ok, ma manca qualcosa!

Alex Marquez vince meritatamente una gara davanti ad un altro grande ritorno, Fabio Quartararo. Bagnaia ancora sul podio, sbaglia però un calcio di rigore e perde un’occasione per annullare il gap in classifica. In campionato Alex comanda con 140 punti, segue Marc con 139, poi Bagnaia con 120.

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Alex Marquez vince meritatamente una gara davanti ad un altro grande ritorno, Fabio Quartararo. Bagnaia ancora sul podio. Poi Vinales, Di Giannantonio, Binder, Acosta, Ogura, Bastianini, Marini, Zarco, Marquez che rimedia 4 punti, Rins, Espargaro wild card e Bezzecchi.

La gara questa volta non la decide Marc Marquez, che  cade quando non è nemmeno davanti, ma suo fratello Alex, che va in testa e si lascia alle spalle sia Quartararo (fantastico il suo ritorno e ottima gara partendo dalla pole) e soprattutto Bagnaia, che vince, seppur a distanza il duello con Marc Marquez, ma non sfrutta al massimo l’occasione per colmare il gap!

In campionato Alex comanda con 140 punti, segue Marc con 139, poi Bagnaia con 120.
Se avesse vinto avrebbe cambiato la classifica dal punto di vista dei distacchi e avrebbe lanciato un segnale fortissimo. Invece ne lancia solo uno mediamente forte perché, anche se la vittoria manca, nel caso non si fosse capito, il campionato si vince con le vittorie ma ancora di più facendo sempre più punti possibile, cosa che Marquez sembra non voler capire. Marc Marquez, come abbiamo detto anche troppe volte, è il decision maker nel bene e nel male e, paradossalmente, “sceglie” di volare sempre quando la posta in palio è la più alta. Il recupero di qualche posizione e di punti è una magra consolazione per chi potrebbe fare molto molto di più.
Questa faccenda che lui controlla, non è esattamente vera ed è il momento di smontarla definitivamente. Non esagera? Non importa. Però non si capisce perché succede.

Il resto della gara ritrova una Yamaha incredibile, almeno con Quartararo, che è la vera sorpresa del w.e. OK anche Vinales, migliore delle arancioni, tutte allo sbando tranne la sua. Non la migliore giornata per le altre Ducati con Aldeguer a rischiare troppo e Morbidelli sotto osservazione in ospedale.  Diggia invece non è male. Lo aspettiamo alle prossime.
Honda? In bianco e nero. Chi ci prova finisce a terra, gli altri, raccolgono poco.
Aprilia? Ogura è ancora il migliore. Bezzecchi è decisamente insufficiente e uno scambio moto, seppur impossibile sarebbe quasi logico.

Domani ci sono i test.
Ducati e i suoi devono solo capire come mai non vince assolutamente tutto. Gli altri, invece, devono solo recuperare.

 

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Brutto report su KTM che sta per essere fatta a pezzi e rischia di dover vendere la MotoGP!

25 aprile: un’assemblea straordinaria di Pierer Mobility. che arriva dopo il fallimento degli aumenti di capitale proposti ad aprile, dopo la perdita di oltre metà del capitale sociale, e con le linee di produzione KTM ferme per mancanza di liquidità. Nel frattempo, in MotoGP: wild card annullate, test ridotti, piloti scontenti. E la domanda ora non è più “quale sarà il futuro di KTM?”, ma piuttosto: KTM riuscirà a finire la stagione MotoGP o dovrà addirittura venderla?  E a chi? Se vi sembra tutto improvviso, è solo perché non seguite Misterhelmet. Questa crisi l’abbiamo annunciata, spiegata, documentata da un anno. Tutto si è avverato. E tutto continua a peggiorare. E noi facciamo un altro Misterhelmet Report!

 

 

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Disclaimer!
Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
Vi posso solo dire di continuare a seguire Misterhelmet. Tutta la documentazione di cui parlo, la trovate qui: https://www.pierermobility.com/en/newsroom/ad-hoc-news

 

 

Parliamo di KTM, ma potremmo dire: facciamo un’“autopsia in diretta” di un gruppo che si sta smontando pezzo per pezzo.
Il 25 aprile, oggi per chi guarda il video il primo giorno, Pierer Mobility terrà un’assemblea straordinaria che ha già perso gran parte del suo significato,
perché le misure che dovevano salvare la situazione… sono state ritirate.

Aumenti di capitale: tentativo fallito

Il 4 aprile, Pierer Mobility aveva annunciato un piano disperato: 150 milioni in aumento di capitale cash, con diritto di sottoscrizione.
200 milioni in prestiti da Bajaj, da convertire in azioni a 7,50 euro. Sembrava il piano della speranza. È diventato carta straccia alla partenza.
Né il mercato né i piccoli azionisti hanno risposto, e il rischio legale legato a eventuali ricorsi ha fatto il resto. Risultato?
Le misure sono state eliminate dall’agenda dell’assemblea del 25 aprile. Un piano di salvataggio, insomma, morto prima di nascere.

Capitale dimezzato, bilancio fantasma

Il problema resta: oltre metà del capitale sociale è evaporata. Il bilancio 2024 è stato posticipato perché non si può più chiudere con la continuità aziendale garantita. E senza un bilancio, senza capitale, senza investitori… tutto il gruppo cammina nel vuoto.

Produzione: bloccata da mesi, ora sospesa del tutto

Il vero cortocircuito però è industriale. Meno di 4.000 moto prodotte nei primi mesi del 2025. Produzione di nuovo sospesa dal 28 aprile.
E l’obiettivo dichiarato di 230.000 moto da giugno… fa ridere per non piangere. Ufficialmente si parla di mancanza di componenti.
Ma la realtà è che le componenti non sono state comprate perché da mesi mancano i soldi. E non dimentichiamolo: ci sono ancora decine di migliaia di moto invendute in stock. Quindi: produrre cosa? Perché? Per chi? Con che soldi?

MotoGP: un asset svuotato, in modalità sopravvivenza

E adesso guardiamo alla MotoGP.
Un tempo era la cosa da salvare, il fiore all’occhiello da proteggere mentre l’azienda si bloccava. Oggi è diventata la cosa da sacrificare per provare a salvare quello che resta dell’azienda. E attenzione: non solo non è più etico continuare a correre con un’azienda in crisi mentre lavoratori e fornitori restano appesi, ma non è più nemmeno sostenibile economicamente.
La MotoGP è ormai l’unico gioiello rimasto in una corona arrugginita, l’unico asset con ancora un po’ di valore, e quindi il più facilmente cedibile.
Però è a rischio anche lei e non è vero che va avanti con fondi “a parte” o con sponsor separati.
È una favola. Una favola comoda, che oggi non regge più. E ve lo dimostro.
Le wild card? Annullate. E non per ragioni tecniche. Le scuse sono ridicole e patetiche.
I test? Ridotti all’osso.
Beirer ci racconta che “i quattro piloti ufficiali testano direttamente in pista”. Certo, come no. Favole.

Intanto i piloti iniziano a parlare apertamente, e dietro le quinte è caccia al contratto. Acosta? È già perduto. Ma su questo facciamo un contenuto a parte. La domanda vera è semplice e scomoda: KTM finirà davvero la stagione MotoGP?
Per me, se ci arriva, sarà uno zombie, anche se alle riunioni MSMA gli austriaci fanno finta di essere vivi con proteste continue e pretese assurde.

Investitori: solo storytelling

I nomi ventilati nei mesi scorsi? FountainVest ha investito altrove. CFMoto non si è mai fatta vedere. Bajaj, seppur coinvolta, non ha mai dichiarato di voler salvare KTM. Al limite comprerà il cadavere un tanto al kg e lo farà a pezzi.
E BMW, forse interessata… ma solo agli slot in griglia, non a KTM in quanto tale.

Quella che doveva essere una rete di salvataggio si è rivelata una nuvola di vapore comunicativo.
Solo storielle, comunicati, promesse e stampa di pompieri a libro paga.
Mesi di balle da parte di Stephen Pierer per calciare la palla avanti e non perdere il controllo di quel cadavere che è diventato il suo gruppo industriale.

La rete vendita è il biglietto da visita di un’azienda ed è ridotta allo stato di abbandono commerciale, con concessionari disperati che ormai sono ridotti a fare televendite in cui cercano di regalare moto che nessuno vuole.

Assemblea del 25 aprile: senza contenuti

E così arriviamo all’assemblea straordinaria. Nata per risolvere, oggi si presenta priva dei suoi punti chiave.
L’aumento in contanti non si fa. La conversione in azioni dei prestiti nemmeno. E le vere decisioni… vengono rinviate, ancora.

Conclusione – Tutto confermato. Di nuovo.

Quello che oggi tutti fingono di scoprire, su Misterhelmet lo raccontiamo da quasi un anno.
La crisi finanziaria, quella industriale, lo spacchettamento delle attività, il rischio MotoGP…
Ogni tassello è andato esattamente dove avevamo previsto. Non siamo più intelligenti.
Semplicemente siamo andati a scuola, analizziamo i dati e non ci facciamo comprare da 2-3 moto in prova.
E oggi, mentre qualcuno si stupisce, noi confermiamo, verifichiamo, documentiamo.
E confermiamo di nuovo.

Pierer Mobility è in stallo tecnico.
KTM è senza ossigeno.
E la MotoGP potrebbe perdere un altro costruttore… prima ancora che la stagione finisca.

 

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Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
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L’intervista fake di Bagnaia spiegata bene e la guerra fra pompieri e parrucchieri!

Il cliche è sempre lo stesso. Bagnaia che fa dichiarazioni pesanti e poi o non sono vere o è stato frainteso oppure addirittura le interviste sono inventate, con tutti i virgolettati. Questa volta ci sono di mezzo TNT Sport e altre testate internazionali. Poi ci sono i pompieri a gettone e quelli che rosicano perché il ruolo di pompieri non lo hanno avuto loro. Parliamo di gente che è cintura nera di farsi gli affari suoi a comando contro gente che invece fa abitualmente giornalismo da parrucchiere. Vi spiego com’è andata, secondo me!

 

 

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Il Codice Marquez! Perfetto nella sua imperfezione! Ecco come decifrarlo.

La forza di Marc Marquez è data dalla stringa dei suoi risultati, una sequenza comunque perfetta. e dalle chiavi di lettura del personaggio, pilota e uomo. Anche quando sembra incompiuto, Marc Marquez è fastidiosamente completo nella sua imperfezione che conquista e fa arrabbiare detrattori, stampa e fans. Inclusa la stessa Ducati, che ne è ormai dipendente!

 

 

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MotoGP: Marquez, nonostante la moto danneggiata, vince anche in Qatar davanti a Vinales (poi penalizzato) e Bagnaia! Martin di nuovo KO in ospedale!

Marc Marquez, nonostante la moto danneggiata, vince anche la gara lunga e va in testa al campionato con 18 punti su suo fratello e 30 su Bagnaia*! Una gara bellissima, ricca di sorpassi e di colpi di scena. Martin out e nuovamente in ospedale!

*I punti saranno 26 per la penalizzazione di Vinales

 

 

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Marc Marquez, Vinales, Bagnaia, Morbidelli, Zarco, Aldeguer, Alex Marquez, Quartararo, Acosta e Bezzecchi.
Questi i 10 con il giallo della penalità a Vinales (pressione degli pneumatici) per una gara bellissima con decine di sorpassi, duelli e colpi di scena. Lo spagnolo verrà poi penalizzato di 16 secondi e si ritroverà alle spalle di Bagnaia  Morbidelli!
Marquez perde la leadership alla terza curva e aspetta di far sfogare prima Morbidelli, poi Bagnaia e poi Vinales che sta davanti fino agli ultimi giri.
Da lì lo spagnolo passa e inizia ad inanellare giri veloci, alcuni dei quali decisamente inutili, come è nel suo stile.
Coriaceo Vinales su KTM (qui in passato ha anche vinto), e fortissimo anche Morbidelli. La prima metà di gara comanda lui prima di spegnersi e di cedere a Bagnaia, non senza un duello.
La gara di Bagnaia? Solida, senza errori e a tratti anche aggressiva. A rendergli la vita difficile sono Marquez, prima e Morbidelli, poi. Ma il piemontese se la cava e pur incartando 4.5 secondi di ritardo dal vincitore, è meritatamente sul podio e ancora attaccato al trenino del mondiale.
Fine settimana no per Alex Marquez. Prima centra il fratello rompendogli due alette (il 93 si prenderà comunque la colpa), poi si becca un long lap per irresponsible riding su Di Giannantonio, il quale si becca una penalità per irresponsible riding su Mir. Chiude settimo una gara pasticciatissima altrimenti da podio.
Ancora peggio va a Jorge Martin. Cade e viene centrato da Di Giannantonio (sedicesimo alla fine) e si fa un giro in ospedale. Per lui contusioni e uno pneumotorace.
La lista di quelli bravi annovera Johann Zarco, quinto e miglior Honda al traguardo e Fermin Aldeguer, sesto dopo una gara davvero concreta.
Deludente Acosta ma mai quanto Bastianini e Binder. Deludenti le Yamaha Pramac di Miller, Rins e Fernandez. A Iwata si salva solo Quartararo.
Terribili ancora una volta le Honda e inconsistenti le Aprilia. In casa VR, invece, il bicchiere è mezzo pieno. Ok Morbidelli, male Di Giannantonio
Il resto, non c’è.  Il campionato si regge su due piloti ma ogni volta il colpo di scena è in agguato. Un’altra cosa: non esistono le piste favorevoli a un pilota o all’altro.

 

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Assen Superbike, Bulega: il più forte ma non basta. Vincono anche Razgatlioglu e Locatelli!

Nicolò Bulega è il più forte ad Assen ma non basta perché rompe due volte e concede spazio a  Toprak Razgatlioglu e ad Andrea Locatelli che vincono rispettivamente la Superpole Race e Gara2. L’uomo Ducati rimane leader in campionato grazie alla vittoria in gara1 l’amaro in bocca è comprensibile. Il resto del week end vede qualche novità pesante…

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Gara1
Bulega, Locatelli, Petrucci, Razgatlioglu, Lecuona, Vierge, Aegerter, Gardner, Van Der Mark, Redding.
Superpole Race
Razgatlioglu, Lowes, Bautista, Locatelli, Van Der Mark, Redding, Gardner, Montella, Mackenzie.
Gara2
Locatelli, Bautista, Gardner, Sam Lowes, Bassani, Alex Lowes, Lecuona, Razgatlioglu, Iannone, Aegerter

Il week end di Assen offre 3 gare tutto sommato spettacolari in cui Bulega è superiore pur collezionando due zeri a causa di due diversi problemi tecnici.
Si potrebbe chiudere qui la fotografia del Round di Assen ma, alla fine, l’uomo Ducati rimane in testa al campionato con un bottino molto più magro di quello che avrebbe meritato.

La riduzione dei flussi di benzina funziona troppo per BMW e niente per Ducati. Le prime sessioni vedono le moto di Bologna dominare ma poi, in gara, c’è spazio anche e soprattutto per Yamaha, Bimota e Honda. Alla fine, rotture rosse a parte, ognuno ha la sua visibilità.
Le rotture di Bulega impediscono una tripletta? Forse. Ma non sarà sempre possibile fermare l’italiano. Razgatlioglu deve portare a casa quello che può, ogni volta che può. La spettacolarità è anche questa.

Sarebbe però ingiusto non parlare del podio di Petrucci in gara1, meritatissimo, degli svarioni di Iannone, da principiante, delle performance altalenanti di un Bautista che un giorno gioca al motoscontro e un giorno sale sul podio (secondo in gara2), e di piloti come Sam Lowes che ad Assen appare una versione tirata a lucido dei pasticcioni visti negli ultimi 2 anni. La pole è sua, e anche tutta una serie di giochi di prestigio in gara.
A raccogliere finalmente qualcosa, anche le Yamaha. Con un Rea ormai lungodegente, funziona Gardner (qui gli piace, podio), e va alla grande Andrea Locatelli. Gara 2 la vince a causa dell’out di Bulega ma non ruba niente a nessuno. Sono settimane che è ad un passo dalle soddisfazioni che meriterebbe. Oggi arrivano.
Montella? Bassani? Gli italiani che piacciono e che si impegnano. Bimota? Honda? Le moto che crescono. Vickers? Redding? I ducatisti che proprio non funzionano. E Gerloff? Il suo pacchetto sembra il segnale del definitivo e silenzioso ritiro di Kawasaki dalle corse. Le Bimota funzionano già decisamente meglio.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla Superbike nei prossimi round? Un campionato castrato da astrusi movimenti regolamentari dove per vincere non basta andare forte. Bisogna sbagliare poco e stare sempre tranquilli. Per non parlare della fortuna. Oggi è stata davvero un influente compagno di squadra. Ma la fortuna non gira sempre dalla stessa parte.

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Gara1
Superpole Race
Gara2 

 

Rallisti Siciliani Reload Marc Marquez Edition: Super Ospite Rosario Siragusano!

Riguardo alla situazione di Marc Marquez che, nonostante consigliato da Tardozzi ha fatto comunque l’errore di esagerare, l’ho paragonata al famoso video dei rallisti siciliani. Poi ho fatto un meme ma alla fine, la cosa migliore era invitare il vero protagonista della sfuriata! Con noi il simpaticissimo Rosario Siragusano, navigatore e protagonista del video, che ci racconta tutti i retroscena di quella famosa giornata che, dal 2009 ha raccolto milioni di visualizzazioni!

 

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MotoGP, Marquez: strategia e caduta. Cosa ha sbagliato e perché? Che succede adesso?

La strategia di Marc Marquez in griglia al COTA, per la MotoGP, è stata veramente un colpo di genio? Perché è caduto nonostante fosse il più forte di tutti? Pressione? Vittima di se stesso? Cosa succederà adesso in campionato e quali saranno i nuovi equilibri? Ecco le risposte e le previsioni!

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