MotoGP: Valencia chiude un campionato anomalo. Doppietta Aprilia e Ducati a inseguire!

Valencia chiude un campionato tormentato, in vista di un anno di transizione poco significativo. La Ducati super dominante della stagione, sembra un ricordo mentre Aprilia sembra la prima forza. Nella sprint ok Alex Marquez, Acosta e Di Giannantonio. Nella lunga, il palco è per Bezzecchi e Fernandez. Solo Diggia è l’unica costante Ducati.

 

    Misterhelmet Shop

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara Sprint!

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara lunga!

I 9 a punti nella sprint: Alex Marquez, Acosta, Di Giannantonio, Raul Fernandez, Bezzecchi, Morbidelli, Quartararo, Binder Ogura.


I dieci al traguardo della gara lunga: Bezzecchi, Raul Fernandez, Di Giannantonio, Acosta, Aldeguer, Alex Marquez, Marini, Binder, Miller, Bastianini.

 

La sprint, fra le due, è la gara che conviene guardare. Esattamente come  a  Portimao.
Vero che Alex Marquez fa quello che vuole ma dietro, almeno, succede qualcosa.

Bezzecchi, per esempio, poleman, la gestisce male e crea i presupposti per uno spettacolo che altrimenti non ci sarebbe. Compreso Raul Fernandez davanti a lui e una serie di altri underdog, di lusso e non. Va però detto che chi si basa sulla gara corta per fare le scommesse della domenica, sbaglia proprio tutto.

La gara lunga, infatti, vede un solo e unico dominatore: Marco Bezzecchi che fa, con Aprilia, più o meno quello che hanno fatto i Marquez durante la stagione. Se ne va e ciao, lasciando agli altri le briciole. Il problema è che non è solo. Con lui c’è un Fernandez indiavolato che quasi lo va a prendere. E ha la stessa moto. I ruoli sembrano invertiti ed è Ducati che deve salvare la faccia e affidarsi a Di Giannantonio che deve usare la sua GP25 per non interrompere la striscia Ducati sul podio. Se fosse per Gresini, non sarebbe possibile, non oggi. E se fosse per il team factory,  invece, staremmo proprio freschi. Da quando non c’è Marc Marquez, il team Lenovo, nelle gare lunghe, ha fatto solo 2 punti. E li ha fatti un sottorookie, cioè  uno che non è nemmeno un debuttante, ma un sostituto che si chiama Nicolo Bulega. Bagnaia, infatti, viene toccato da Zarco e non riesce a gestire la moto nella ghiaia, finendo la sua gara al primo giro. Bulega, invece prende un punticino.
A cosa è dovuto tutto questo? Un po’ di rilassatezza del team factory, evidentemente sazio e forse poco motivato, tanta buona volontà di chi ha inseguito tutta la stagione e adesso è in forma, e  un po’ alle concessioni, che funzionano eccome.
Però da martedì bisogna ricominciare a rimboccarsi le maniche.
Il resto degli onori, onori minori, li prendono le KTM, che come al solito, però, perdono terreno da metà gara in poi, e i jap, ma solo con Honda.

La gara, o meglio, il campionato, per concludere, ha tre asterischi.

Il primo è per Morbidelli, che ne combina un’altra delle sue centrando Aleix Espargaro (già non si vogliono bene, i due), fermo alla casella di partenza. L’italiano partirà dai box per poi ritirarsi. A mio avviso Morbidelli deve fare un reset perché in pista è una mina vagante.

Il secondo asterisco è per i ritiri da infortunio: Vinales e Martin, mezzi rotti, fanno un pezzo di gara e poi tornano ai box, chi per scontare qualche penalità, chi per motivi contrattuali. La MotoGP è diventato un campionato in cui gli infortuni diventano decisivi e possono segnare le carriere. Con un campionato lunghissimo in cui bisogna schierare e far girare le moto a tutti i costi, ad un team servono ormai almeno 4 piloti veri, perché con i collaudatori che diventano sostituti, non si va da nessuna parte.

Il terzo asterisco è per il confronto Marquez-Bagnaia. Il primo può permettersi di farsi male a 10 gare dalla fine e vincere comunque il titolo con un distacco mostruoso.
Il secondo, invece, nelle stesse ultime 10 gare fa 14 punti, tutti nelle sprint, chiudendo a 0 ben 5 gare lunghe. Una cosa che nel team factory che ha vinto tutto, è decisamente impossibile da accettare.
Anche Ducati Lenovo deve fare un bel reset, perché senza Marquez è ai livelli di Honda e Yamaha, anzi peggio.
Ci vediamo presto per i test!

La classifica: Marc Marquez 545, Alex Marquez 467, Bezzecchi 353, Acosta 307, Bagnaia 288.

 

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

MotoGP, Portimao: Ad Alex Marquez, la sprint, a Bezzecchi la lunga. Bulega meglio di Bagnaia, ormai in bambola!

Se la sprint di Portimao è una gara frizzante (la vince Alex Marquez) ma c’è bagarre, la gara lunga è noiosa come una maratona delle sabbie e i distacchi sono dello stesso tipo.
Bezzecchi strappa definitivamente a Bagnaia il terzo posto nel mondiale e umilia tutti mentre il torinese si umilia da solo con una caduta e due prestazioni scoraggianti. Nella gara lunga,infatti, va anche per terra mentre il debuttante Bulega, va a punti.

 

    Misterhelmet Shop

Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!

I 9 a punti nella sprint: Alex Marquez, Acosta, Bezzecchi, Quartararo, Di Giannantonio, Aldeguer,  Zarco, Bagnaia, Binder.


I dieci al traguardo della gara lunga: Bezzecchi, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Binder, Quartararo, Ogura, Di Giannantonio, Zarco, Pol Espargaro.

La sprint, fra le due, è la gara che conviene guardare. Frizzante, un po’ scontata ma almenmo offre duelli anti sonno. Alex Marquez e Acosta se le suonano a lungo anche se si vede che il Ducatista è quello destinato a vincere. Ma lo spagnolo è un vero mostro e tutti rimpiangono il fatto che non sia dotato di una moto competitiva. Bezzecchi (poleman) perde il treno ma è evidente che lavora per qualcos’altro. E così sarà. Chi ne esce umiliato è Bagnaia. Penultima Ducati in pista, va a lezione anche da Di Giannantonio e Aldeguer. Il modo in cui perde 3 posizioni nell’ultimo giro e mezzo (due mentre arriva al traguardo) facendo passare anche Zarco, fa capire che ormai si è arreso. Una roba veramente brutta da vedere e preoccupante per team e factory. Gara no anche per Bulega che però va a terra solo perché paga l’inesperienza in frenata.

La gara lunga restituisce a Bezzecchi gli onori di una vittoria mai in dubbio. I distacchi fra lui e chi lo segue e fra gli stessi rispettivi inseguitori, trasforma la corsa in uno di quegli sport a partenza scaglionata dove non ci si sorpassa se non per qualche guasto tecnico. Una vera noia mortale che vede la griglia divisa in due. Davanti vanno via tutti tranquilli e ben snocciolati. Nelle retrovie, invece, succede il finimondo.
Aldeguer fa il rimontone fino a guardare da vicino il podio, Binder e Quartararo se le suonano, Zarco cala e si trova a lottare mentre le Jap in generale, valgono il prezzo del biglietto. E Bulega va a punti alla seconda uscita girando, a tratti, meglio di Marini e Di Giannantonio. il bionro paga la partenza nelle retrovie ma la gara è da incorniciare, considerati i non obiettivi.

Ancora disastro, invece, per Bagnaia, che va per terra quando è quinto. Per lui, nelle ultime 6 gare, si parla di una vittoria e 7 cadute. Una roba che se si definisce vergognosa si passa per hater astiosi, e invece è la realtà perché la classifica generale vede Pecco sorpassato e distanziato da Bezzecchi e raggiunto da Acosta.

Con l’assenza di Marc Marquez per infortunio, dovrebbe sobbarcarsi il lavoro del team come fa Bezzecchi, da un anno alla guida di Aprilia, orfana di Martin. E invece il torinese colleziona soprattutto zeri e piagnistei. Incredibile come Ducati, con 11 mondiali MotoGP nel box debba affidare ad Alex Marquez lo sviluppo della moto nuova. Poi non ci si lamenti.

Con i riflettori rubati da Bezzecchi che vince, Alex Marquez solidissimo, Acosta che deve rimandare ancora la sua prima vittoria e Aldeguer in crescita, le altre note riguardano il buio di Bagnaia,  e la luce di Bulega che può davvero pensare alla MotoGP.
I giapponesi sbrilluccicano con le Yamaha ( in realtà solo Quartararo)  mentre soffrono un po’ con Honda che sembra fare mezzo passo indietro. Altro non c’è.
Speravamo in un mondialito e invece abbiamo visto dell’altro.


La classifica: Marc Marquez 545, Alex Marquez 445, Bezzecchi 323, Bagnaia 288, Acosta 285.

 

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

MotoGP, Sepang: A Bagnaia la Sprint e poi la sfortuna, ad Alex Marquez, la gara lunga!

A Sepang Bagnaia inizia bene facendo pole e vittoria nella Sprint. La sfortuna lo colpisce nella gara lunga. Buca quando era comunque già battuto da Alex Marquez. Podio per Acosta e per la sorpresa Mir su Honda. Aprilia tornate a centro gruppo!

    Misterhelmet Shop

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Bagnaia, Alex Marquez, Aldeguer (poi retrocesso), Acosta, Morbidelli, Quartararo, Bezzecchi, Zarco, Bastianini. Aldeguer sarà poi penalizzato di 8 secondi per pressione irregolare pneumatici e finirà 7° alle spalle di Bezzecchi.

 

I dieci al traguardo della gara lunga: Alex Marquez, Acosta, Mir, Morbidelli, Quartararo, Di Giannantonio, Bastianini, Marini, Binder, Ogura.

 

La sprint è una gara ancora una volta noiosa. Bagnaia va via e la domina. Non ci sono né dubbi né antatonisti per il ducatista che è forte già dal sabato con una pole strepitosa.
Alle sue spalle Alex Marquez, che congela la sua seconda posizione in campionato e Aldeguer che vince (provvisoriamente perché sarà penalizzato) il titolo di Rookie of the Year. Ok anche Acosta, che lotta contro i demoni della KTM. Morbidelli e gli altri prendono gustosi distacchi e ok, sono a punti ma molto lontani. Ottima la rimonta di Bastianini, ormai un habitue di questo tipo di gare.

La gara lunga è un’altra cosa. A sembrare imbattibile è Alex Marquez che va via praticamente subito, lasciando Acosta a lottare con Bagnaia. I due animano la gara e lo spagnolo la spunta.
L’uomo Lenovo lotta me comunque ha la peggio, già prima di incappare in una foratura che, certificata da Michelin, gli toglie pressione in un paio di giri e lo costringe al ritiro quando Alex Marquez si era già involato, Cambia poco se il sorpasso subito da Mir e, prima ancora da Acosta, sia dovuto alla foratura.
Di sicuro, se non addirittura per la vittoria, Bagnaia avrebbe lottato per il podio.
Sui gradini ci salgono, invece, Acosta, in crescita, e Mir, che riporta la Honda ai vertici dopo un lungo digiuno.
Nel week end Morbidelli non è male. Sempre meglio di Di Giannantonio, mentre le Honda sono in crescita a sprazzi. Lotta, come al solito Quartararo. Cresce nel finale, come al solito, Bastianini. Combatte, come sempre anche Binder. Nessuna novità, quindi, in top ten.
A deludere sono le Aprilia. Tolto Ogura, che va in top ten, Bezzecchi e Fernandez (che nella sprint va anche per terra), sono l’ombra di loro stessi.
A deludere, anche Aldeguer che dopo la “privazione” del terzo posto della Sprint, la lancia nella lunga. Curioso anche l’episodio del lancio nel retro box. Fortunatamente senza conseguenze.
Alla fine, una gara senza troppe emozioni, a parte qualche duello iniziale Bagnaia vs Acosta, e a parte la clamorosa sfortuna di Pecco, restituisce ancora una volta un vincitore diverso, anche se “meno diverso” dal solito.
La classifica vive, adesso, di una sola emozione. La posizione di Bagnaia che torna alle spalle di Bezzecchi per via della retrocessione di Aldeguer nella sprint, prima, e per il ritiro del ducatista, poi. Attenzione: c’è ancora margine per Acosta. 26 punti di vantaggio non sono sufficienti per Bagnaia e lo spagnolo potrebbe ancora superarlo in classifica.

Un asterisco: nel week end oltre alla seconda posizione definitiva in campionato per Alex Marquez, il Team Gresini si assicura anche il titolo di Independent Team. Quello di Rookie of the Year per Aldeguer, è solo rimandato!

 

La classifica: Marc Marquez 545, Alex Marquez 413, Bezzecchi 291, Bagnaia 286, Acosta 260.

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

MotoGP, Phillip Island: Aprilia Week End! Bez nella Sprint, Fernandez nella lunga! Bagnaia KO!

A Phillip Island va in scena l’Aprilia Week End. La casa di Noale è fortissima con Bezzecchi e con  Raul Fernandez. Il podio Ducati è oscurato da un’altra doppietta negativa di Bagnaia, che fa ancora doppio Zero e due gare veramente scandalose! Una gara che non vale nulla, a campionato assegnato e con Marc Marquez assente, riesce ad offrire moltissimi spunti di riflessione. In pratica, crescono tutti tranne Ducati, che si dimostra più che mai Marquez dipendente.

    Misterhelmet Shop

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!

 


I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Raul Fernandez,  Acosta, Miller, Di Giannantonio, Alex Marquez, Quartararo, Marini, Pol Espargaro.


I dieci al traguardo della gara lunga: Raul Fernandez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Alex Marquez, Acosta, Marini, Rins, Binder, Bastianini, Pol Espargaro.

 

La sprint è una gara noiosetta in cui Bezzecchi batte il pugno sul tavolo e recupera come un tornado su un Raul Fernandez che fa le prove generali. Il ragazzo, come Aldeguer a Mandalika, manca di quel pizzico di esperienza per vincere, però è forte e lo dimostrerà.

Acosta, invece, sembra uno di quegli chef che mette in tavola un piatto sontuoso con quel poco che ha nel frigo. Se accetta di fare quello, può fare punti tutte le volte.
Anche Di Giannantonio è forte ma nella sprint non ci sono abbastanza giri per sviluppare la sua gara. Poi ci sono Alex Marquez, Quartararo, Marini e Pol Espargaro.

Marquez Junior pensa alla classifica, Quartararo a spremere la sua Yamaha, Marini a continuare il suo campionato costante e consistente ed Espargaro, pensionato e giornalista, a far parlar bene delle due categorie con una di quelle prestazioni che avrebbe dovuto fare quando correva.
Continuano le uscite deludenti del resto dei jap, di Morbidelli che nemmeno ci prova, e di Bagnaia che arriva al traguardo penultimo, seguito dal solo Pirro che sta provando chissà che cosa per Bologna. I due prendono rispettivamente 32 e 35 secondi. Se per Pirro ci può stare, per Bagnaia è roba da andare in giro con la giacca in faccia come quando si vedono gli arresti in tv.

La gara lunga sta alla sprint esattamente come le due gare di Mandalika, fra loro.
Complici i due long lap di Bezzecchi (svolti, c’è da dirlo, in maniera impeccabile a livello di esecuzione e tempistica), Raul Fernandez porta a casa la sua prima vittoria in carriera in MotoGP. Si tratta della prima vittoria anche per Trackhouse. Un boccone ghiotto per Liberty Media e i suoi propositi americaneggianti! Da domani c’è da battere il ferro e da spiegare il “GHESBORO” agli yankee.

Partito male in campionato, soprattutto se paragonato ad Ogura che invece adesso si è spento, Fernandez è cresciuto con l’Aprilia ed è diventato una macchina da podio inarrestabile.
La gara la vince per i due long lap di Bezzecchi, ma non è uno che scherza. Prima di mollare un po’ nel finale arriva a mettere in banca anche 3 secondi su un Di Giannantonio crescente e potente.
Bezzecchi ha il solo rammarico della penalità perché, di fatto, è lui il più forte in Australia.
Guida forte, sciolto, aggressivo (nella sprint rischia ancora un paio di strike) ma comunque maturo. Questo week end gli vale un sorpasso in classifica su Bagnaia (+8 punti) atteso ma non così presto. Di questo passo può fare un pensierino anche ad Alex Marquez.

Lo spagnolo è in “eco mode”. Gli servono punti e lui li fa. Solido ma non stupefacente, comunque c’è. Sembra quasi appagato ma deve stare attento perchè dalle retrovie vengono su come treni.

Alre due gare solide le fanno Acosta e Marini. Lo spagnolo ha capito che strafare = ghiaia e quindi si mette a far punti. L’italiano lo ha già capito al primo week end 2025. Marini è quello che serve a Honda in attesa di un top rider che possa anche vincere. Ottimo lavoro.

Rins, Binder, Bastianini e Pol Espargaro, sono le sorpresine finali. Rins va benino, a differenza del suo compagno di squadra, partito dalla pole ma calato come sempre, Binder si riaffaccia, Bastianini fa il suo solito recupero del finale e Pol Espargaro stupisce ancora, mandando dallo psicologo più di qualche suo collega, non solo fra i tester. Come un gattone che sembra dormire ma graffia ancora.

Le delusioni: Quartararo che dalla pole fa una brutta gara, Zarco e Mir, sempre out, Morbidelli che vaga in stato comatoso, Aldeguer che fa uno zero e solo due punti in gara lunga, e le Ducati ufficiali. Tolto Pirro che è qui a fare l’Erasmus (deve studiare per conto di Ducati e stare anche attento a non passare il compagno), Bagnaia è scandaloso a partire dalle qualifiche dove rimedia anche 3 caselle di penalizzazione per aver fatto il Morbidelli verso Bezzecchi.

In gara lunga, il suo momento sì vuol dire 13°. Poi trova il modo di calare e cadere andando quasi a muro quando è ben fuori dalla zona punti. Una cosa da licenziamento per giusta causa. Di Giannantonio gli dimostra che la GP25 sarà anche quella moto con cui domina solo Marquez, ma che comunque sul podio, ci può stare. Pecco ormai assomiglia a quelli che nelle piazze storiche vagano scalzi con la chitarra mentre parlano da soli fra l’indifferenza dei turisti. Al box non lo guardano nemmeno più. Ci sono le immagini, non sono io che me lo invento.
Un asterisco per Savadori. Non ci si aspetta molto da lui che è qui, esattamente come Pirro, con altri incarichi, ma chiude la gara, davanti alla Ducati rossa. Se l’Aprilia va così bene, è anche merito suo.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 379, Bezzecchi 282, Bagnaia 274, Acosta 233

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

MotoGP, Mandalika: Bez nella Sprint, Aldeguer nella lunga. Disastro Lenovo: Marquez in Ospedale e Bagnaia in confusione!

Mandalika, la gara delle sorprese e delle facce nuove? Ok, ma bastava anche meno.
Nella Sprint domina Bezzecchi mentre nella lunga il romagnolo abbatte Marc Marquez e lo manda in ospedale. La gara la vince Aldeguer, il rookie di Gresini che diventa il secondo pilota più giovane della storia a vincere una gara in MotoGP.
Per Lenovo è un disastro. Marquez fa un piazzamento e un giro in ospedale, Bagnaia 2 gare da Zombie! Per fortuna che il mondiale è già assegnato!
Leggi l’articolo sotto ai video delle Live!

    Misterhelmet Shop

Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Aldeguer, Raul Fernandez, Alex Marquez, Mir, Marini, Marc Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Oliveira
Ne ho messi 10 perché Marini verrà retrocesso causa pressione pneumatici e uscirà dalla zona punti.

 

I dieci al traguardo della gara lunga: Aldeguer, Acosta, Alex Marquez, Binder, Marini, Raul Fernandez, Quartararo, Morbidelli, Di Giannantonio, Rins.

La sprint è una bella gara in cui Bezzecchi esprime il suo strapotere. Rimontta un tot di posizioni e beffa Aldeguer, colpevole di essere troppo rookie per gestire le gomme come dovrebbe. Ma lo spagnolo promette bene e si vedrà nella lunga. Fortissimi anche Raul Fernandez (magnifica la livrea Gulf della sua Aprilia Trackhouse), e Alex Marquez che pensa ai punti mentre il suo inseguitore va a zero. Buone le Honda, distanziate le VR46. Fra quelli forti forti, Acosta va per terra e butta un podio sicuro. E Marc Marquez? Opaco. Un mini recupero ma appare appannato e in difficoltà. E in più deve scontare un long lap per un contatto con Rins. Si attribuirà tutte le colpe, sia dell’incidente, che delle cose da capire sulla moto e il suo rendimento.

La gara lunga è un’altra storia. Inizia con l’exploit di Aldeguer mentre si consuma il fattaccio fra Bezzecchi e Marc Marquez con l’italiano che centra in pieno il neo campione del mondo.
Per quest’ultimo, frattura alla clavicola destra con interessamento dei legamenti. Da decidere un’eventuale operazione. L’italiano si scusa e lo spagnolo accetta,  ma se il lieve contatto fra Marquez e Rins nella sprint sono costati un long lap allo spagnolo, qui dovrebbe essere la stessa cosa. Fine dei discorsi. Per quanto riguarda Bezzecchi, niente sorpasso in classifica nei confronti della seconda Ducati Lenovo. Anche questo è un peccato perché Bezzecchi è in gran forma. E comunque, visto il passo del piemontese, anche un doppio long lap penalty, non impedirebbe a Bezzecchi di arrivargli davanti.

La gara continua con Aldeguer che fa il ritmo e qualcun altro che prova a stargli dietro.
Fortissimi Marini e Rins che poi calano, fortissimo Alex Marquez che rinviene nel finale, regalando a Gresini una doppietta fantastica! Acosta? Le prova tutte. Prima cala, poi rinviene e da il 110% per un secondo posto d’oro. Il debuttante è troppo lontano da lui  e non fatica nemmeno. Curioso come il mai discusso talento Acosta non abbia ancora vinto una gara in GP mentre Aldeguer, su cui qualcuno aveva accampato dubbi, invece ha centrato il successo al primo anno. Però è anche questione di moto. KTM sembra, a parte qualche episodio, decisamente allo sbando.

Non ci sono altri elementi importanti. La gara scorre liscia con alcuni punti saldi: KTM ha una sola moto in pista (anche se Binder oggi forse fa eccezione), le Honda, almeno le HRC, sono in forte crescita (anche se Mir riprende a lanciarla) e le Yamaha provano comunque ad avvicinarsi (mancano di tenuta). Mandalika è una pista Aprilia (Fernandez fa bene per tutto il week end) e Ducati… Ducati ha un problema in Lenovo. Marquez arriva appannato, si prende delle colpe, prova a recuperare e adesso va in ospedale.
Bagnaia, invece, è un vero e proprio zombie. Non va in Q2, fa una Sprint terrificante (ultimo) e una gara lunga ancora peggiore. Sarebbe anche da pensare che, nel momento in cui è ultimissimo, distanziato anche da Chantra, il piemontese la lasci andare apposta nella ghiaia.
La caduta sembra più da stallo che da eccesso di piega. E sembra tanto la ricerca di un’uscita onorevole.
Non aiutano le dichiarazioni velenose che continuamente arrivano verso il team. Ogni intervista è un’allusione, un sottintendere, un lamentarsi, che ormai non si sopporta più.

Se è vero che Bagnaia fa fatica a farla andare, è anche vero che, dall’altra parte, si fatica anche a lavorare, per uno che si esprime così.

Il campionato è già assegnato? Meglio. Non ci sarebbe niente di peggio che vederlo rovinare da un infortunio. L’unica cosa è che, il “mundialito” del finale, quello che dovrebbe stabilire il resto degli equilibri, ce lo aspettavamo un po’ diverso.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 362, Bagnaia 274, Bezzecchi 254.

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

MotoGP, Motegi: a Bagnaia le gare, a Marc Marquez il Mondiale! Perfect Days for Ducati!

A Motegi andrebbe in scena il Bagnaia week end, ma il ritorno dell’italiano, pur significativo,  è niente paragonato al titolo 2025 assegnato a Marc Marquez che chiude il cerchio di uno dei più grandi come back della storia, non solo del motorsport. Dopo anni Marc Marquez torna sul tetto del mondo e lo fa a modo suo, dominando la stagione e chiudendo i giochi con 5 week end di anticipo.
Per Ducati è il fine settimana perfetto con una doppia doppietta nelle due gare, un contorno di primati di ogni tipo e un “nuovo inizio” in cui ha in mano tutto quello che serve per chiudere una stagione favolosa!

    Misterhelmet Shop

Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Bagnaia, Marc Marquez, Acosta, Mir, Morbidelli, Quartararo, Marini, Fernandez, Ogura.

I dieci al traguardo della gara lunga: Bagnaia, Marc Marquez, Mir, Bezzecchi, Morbidelli, Alex Marquez, Raul Fernandez, Quartararo, Zarco, Aldeguer

Motegi sarebbe la giornata del ritorno e della consacrazione di Pecco Bagnaia, imbattibile sin dalle qualifiche, poleman con record e vincitore di entrambe le gare “battendo” Marc Marquez ma le virgolette del “battendo” sono la spiegazione del perché, invece, un week end comunque pazzesco passa, per certi versi, in secondo piano.
Succede perché a Motegi, Giappone, Marc Marquez chiude quello che per lui è un cerchio significativo e completa la configurazione di uno dei più grandi ritorni della storia sportiva di tutti i tempi. Marc Marquez torna dal “regno dei morti” vincendo il suo nono mondiale con 10 gare d’anticipo, proprio nella pista della sua ex factory e nel luogo in cui aveva deciso, solo 2 anni fa, il grande cambiamento che gli ha consentito di fare all in e giocarsi il tutto per tutto.

Un cambiamento che gli ha visto “voltare le spalle” ad una Honda comunque consenziente (gli abbracci di oggi con tutti i suoi ex uomini, dicono tutto), e tentare la via della Ducati mettendosi alla prova attraverso il passaggio rischioso di un’annata a TITOLO GRATUITO con un team clienti e poi la sfida ufficiale in casa di Bagnaia che, la Ducati, l’aveva riportata al titolo dopo anni di digiuno.

E oggi, nella pista di proprietà della Honda (ma ormai regno tecnico di Ducati), lo spagnolo chiude un periodo terribile, fatto di infortuni al braccio, agli occhi, alla fiducia e al morale, con un mondiale conquistato in anticipo dopo una stagione che sembra scritta da uno sceneggiatore di Holliwood.

Marc Marquez è un rullo compressore che piange e fa piangere perché, dopo le lacrime, assolutamente inedite per uno come lui, elenca lucidamente quanto significativa sia la vittoria di oggi per quello che è successo e per le componenti in campo.
Tutto sembra incastrarsi alla perfezione. Dall’1-2 di Ducati, che quindi non è felice solo per lui  perché ritrova un Bagnaia che iniziava a credere essere “perduto”, all’ottimo risultato di Mir che sul podio insieme a lui segna comunque, da uomo Honda, un legame che diversamente da quanto vogliano pensare gli imbecilli, non si è mai interrotto.

Come in tutte le cose, Marquez è un virus positivo contagiosissimo. A Motegi è tutto perfetto. Ducati Lenovo fa una doppietta che porta il titolo e ritrova Bagnaia.
C’entra con Marquez perchè ogni titolo vale quanto valgono gli avversari di chi vince e Pecco serve performante e combattivo. Oggi l’italiano vince e convince e questo dà valore a lui, al lavoro di Ducati e anche al nuovo campione del mondo.
Marc Marquez, non più un ragazzino, non solo vince, ma domina ad un’età in cui molti arrancano e spesso continuano ad insistere quando invece dovrebbero smettere.
E festeggia con i suoi e con gli ex, come uno che, diversamente da quanto ci vuole raccontare la narrazione faziosa che solo noi italiani possiamo imbastire, unisce e si fa amare anche da quelli che ha lasciato andare. E questo, se pensiamo ad alcuni suoi predecessori, è un’altro elemento pesantemente inedito.

Il destino che tanto ha dato a Marquez ma che poi tanto gli ha tolto, fa anche in modo di regalargli sul podio le persone giuste: il suo presente-futuro (Bagnaia) e un segnale del passato (Mir in rappresentanza di Honda).
E’ come se una forza superiore decidesse che quanto sta accadendo sia giusto e sacrosanto. Un cerchio che, non solo si chiude, ma che viene anche sigillato e abbellito da tutti gli orpelli possibili.

E alla fine, il Marc Marquez ingordo che qualcuno aveva criticato per aver tolto emozione al campionato, riesce a resuscitarlo anche vincendolo con così tanto anticipo.
In questo momento, proprio adesso, incomincia un “Mundialito” che lo vede contro Bagnaia in un mini scrontro finale in cui lo spagnolo farà capire se è ancora affamato e l’italiano ci dirà, senza equivoci, se è veramente ritrovato.
Da una parte un Marquez che può pensare, ormai sollevato, a fare nuovi record, dall’altra un Bagnaia che deve chiudere con onore, diventare un vero antagonista, e scrollarsi di dosso quelli che vogliono il suo terzo posto oltre al suo posto in rosso.
I due presupposti sono possibili: Marquez è pronto per record potenziali, Bagnaia è pronto per andare decisamente oltre il gradino più basso del podio. Battere Alex è un dovere possibile.

La gara
La sintesi della gara è facile. Come nella sprint, Bagnaia è imbattibile, inarrivabile, inaffrontabile. Fa paura e se ne va, fino a quando a far paura è il fumo bianco che esce, giro dopo giro, sempre più copioso dalla sua moto.
E mentre al box Ducati gli uomini in rosso respingono gli uomini FIM come si respingono gli assedianti di un castello, la gara non ha niente da dire.

Marquez guida muovendosi come in un liquido denso. Quasi impacciato e preoccupato, come se la moto gli fosse stata prestata dal signor Ducati in persona per portarla al museo. Solo nel finale è secondo perché in effetti si trattiene ma ne ha. Il suo recupero su Pecco è dovuto al leader della gara che cerca di preservare la sua moto ma è anche evidente che al 93, come del resto ieri, niente interessa se non portare a casa la moto e la pelle, anche perché solo l’infortunio può fermare Marquez e il campione uscente  Martin (clavicola rotta per lui nella sprint), dimostra come le malvagità siano sempre dietro l’angolo.

Ottima la gara di Mir, ancora una volta. Buone le prestazioni di Bezzecchi e Morbidelli, il quale supera in classifica un Acosta che va out e rientra fuori dai punti.

Gli insegutori di Pecco, però, oggi assaggiano il Bagnaia dei vecchi tempi, quello che è capace di recuperare punti a tripla cifra. E adesso c’è un mondiale bis.
Bagnaia che si difende e può pensare al secondo posto. Bezzecchi, Morbidelli e Acosta che sognano ma che comunque sanno che un Pecco che si sveglia è un gigannte pericoloso.

Invece di lasciarci un mondiale assegnato che però sfugge aritmeticamente, anche quello che vivremo per le prossime gare è, in un certo senso, un regalo di Marc Marquez.
E per quanto riguarda il resto, dal risveglio Honda ai passi indietro di KTM e Yamaha passando per un’Aprilia martoriata, perdonateci, ma sono cose di cui parlare un’altra volta.

Marc Marquez 541, Alex Marquez 340, Bagnaia 274, Bezzecchi 229.

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

L’asterisco

Fuori dal pezzo, in quanto fuori contesto, un messaggio a complottisti, dietrologi, teloavevodettisti e sospettisti:
Oggi c’è da festeggiare per tutti. Festeggiare in modo positivo senza recriminare anche quando si vince, senza rinfacciare, come dei black block che vanno a rompere le vetrine per una rabbia troppo a lungo repressa,  senza secernere liquidi epatici o biliari, è segno di maturità ed intelligenza.
Complotti, sospetti, segreti svelati, poteri forti, scenari di marketing arcani, lasciateli stare.
Le persone normodotate accettano che, nello sport, ciò che succede è, alla fine, comunque giusto.
I se fosse e i poteri sovrannaturali che manipolano gli eventi, lasciateli ad altri. Chi crede che quello che succede sia ingiusto e pilotato solo perché non gli piace, non dovrebbe guardare, non solo le moto, ma nessuno sport.

 

 

MotoGP, Misano: Marquez sbaglia la Sprint e vince la Lunga. Grande Bezzecchi e Bagnaia KO definitivo!

A Misano Marc Marquez vince la gara lunga davanti a Bezzecchi su Aprilia dopo avergli “regalato” la Sprint con una caduta.
Ducati sbanca Misano dopo aver vinto il Mugello e chiude un week end d’oro mettendo 5 moto nelle prime 6 posizioni. Manca all’appello Bagnaia, due volte disastroso, prima tredicesimo e poi nella ghiaia. L’ex campione del mondo è l’ombra di se stesso. Irriconoscibile. Note positive: Aprilia e Bezzecchi in super crescita. Note negative: troppi bifolchi vestiti VR46 sugli spalti.

    Misterhelmet Shop

Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Alex Marquez, Di Giannantonio, Morbidelli, Acosta Aldeguer, Marini, Martin, Raul Fernandez.

I dieci al traguardo della gara lunga: Marc Marquez, Bezzecchi,  Alex Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Aldeguer, Marini, Quartararo, Oliveira, Binder.

Misano non è un GP  come gli altri. Pesano un sacco di cose. Pesano i test, pesa il fatto che è la gara di casa per tanti, pesa il tifo e pesa l’onore da difendere. Se lo giocano Ducati, con i suoi piloti, se lo giocano i team e se lo gioca Aprilia, che deve confermarsi come seconda forza.
Succede tutto questo, seppur con qualche sorpresa.
Nelle sessioni di qualifica a stupire è Bezzecchi. Continuerà per tutto il week end.
A soffrire, sempre Bagnaia, che confermerà il suo momento disastroso oltre ogni comprensione, tecnica e umana.
Ha qualche intoppo anche Marc Marquez, che ne ha meno di Bezzecchi e del fratello.
La Sprint, Marc, la butta via, facendo esplodere un manipolo (sin troppo nutrito) di teste di cazzo in una gioia che solo chi è sconfitto dalla vita, umanamente, socialmente e culturalmente, può esprimere. Bezzecchi  e Alex Marquez sono i più forti ma fa bene anche Di Giannantonio. Presenti anche Morbidelli, Marini e Acosta con la Soft. Più affaticati Martin e Raul Fernandez. Nel baratro, invece, Bagnaia, partito 8° e terminato 13° nonostante 4 cadute davanti a lui. Una miseria.

La gara lunga, è un altro discorso. Marquez aspetta un tot e poi va in testa su errore di Bezzecchi. L’italiano non passerà più ma sarà lì ad infastidirlo fino all’ultimo giro. Il catalano ne ha di più ma non come al solito. Se la deve guadagnare. Da solo, a seguire, Alex e poi la solita truppa VR46 + Aldeguer e qualche Yamaha.
Il debutto del V4 di Iwata con Augusto Fernandez è un po’ avaro, ma il motore c’è. Un po’ meno gli uomini in blu. Per Honda, le solite sofferenze con il solo Marini a tenere la bandiera.
Discorso a parte per Aprilia. Aggressiva con le Trackhouse, volenterosa con Martin (sfortunato per i due long lap causati da un problema tecnico in allineamento) e in stato di grazia con Bezzecchi, che alla fine attira a se riflettori, pensieri, desideri e aspettative. Lo fa nel modo giusto, complimentandosi con Marquez sia il sabato, quando vince, sia la domenica, quando perde.
2 menzioni per chi soffre davvero. KTM rompe due catene in due giorni e colleziona fatiche e cadute. Bagnaia, una sprint vergognosa e una caduta quando andava anche piano.

Se KTM non deve essere serena per le ultime news che la vogliono in via di smantellamento a livello industriale e forse anche sportivo, per Bagnaia lo smantellamento è iniziato già da un tot e pare inarrestabile. La seconda guida Ducati prende paga praticamente da tutte le Bolognesi e non solo. Una cosa che, a ruoli inversi, vedrebbe ogni tipo di verso animale in studio e non. Nella generale, il piemontese ha totalizzato decisamente più punti di ritardo dal suo compagno di squadra, che in pista. Ormai è a rischio anche il terzo posto in campionato che per Marc Marquez avrà un match point già a Motegi.

E lì, sugli spalti, c’è solo gente per bene.

 

Marc Marquez 512, Alex Marquez 330, Bagnaia 237, Bezzecchi 229.

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

Reaction alle dichiarazioni di Casey Stoner su Marquez, Bagnaia, Ducati e MotoGP!

Reaction a 3 dichiarazioni di Casey Stoner avvenute in occasione della sua visita al Redbullring. 1) Il motociclismo moderno 2) Bagnaia vs Ducati 3) L’opinione su Marc Marquez. Cosa ne pensate? Stoppate il video e commentate dopo ciascun tema.
Sono solo 3 commenti! Poi confronteremo le mie risposte e le vostre!
02:10 Motociclismo Moderno

05:42 Bagnaia vs Ducati

08:28 Stoner su Marc Marquez

    Misterhelmet Shop

 

MotoGP, Balaton Park: Marquez prende ancora tutto! Bagnaia, un altro disastro!

Al Balaton Park, Marc Marquez prende Pole, Sprint, Gara Lunga e giro veloce, oltre al giro record della pista. Il catalano si lascia alle spalle l’Ungheria con una leadership assoluta e inattaccabile dato che, sia il fratello Alex che Pecco Bagnaia, hanno prestazioni opache e costellate di errori. Alex Marquez è a 175 punti da Marc mentre Pecco ha un ritardo di 227 lunghezze. Ormai il suo compagno di squadra ha praticamente il doppio dei punti.
Se la cavano molto bene le Aprilia, le KTM e le Honda, tutte decisamente in crescita. Fatica invece Yamaha. Il week end, ha risultati simili per le due gare. Quello che emerge, però, è che Ducati è sempre più Marquez dipendente.

    Misterhelmet Shop

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez,  Di Giannantonio, Morbidelli, Marini, Aldeguer, Mir, Bezzecchi, Alex Marquez, Martin

I dieci al traguardo della gara lunga al Balaton Park: Marc Marquez, Acosta, Bezzecchi, Martin, Marini, Morbidelli, Binder, Pol Espargaro, Bagnaia, Quartararo

Una volta capito che il Balaton Park è un’uscita politica e non è una pista adatta alla MotoGP cone non è adatta alla Superbike, ovvero una volta acquisito il giusto mindset, si può anche approcciare ad un week end che non ha avuto conunque storia e in cui, la superiorità schiacciante di Marc Marquez è stata solo uno dei fattori che ha reso noioso il fine settimana. Sì perché oltre ad essere pericolosa, la pistina ungherese è anche avara di possibilità di sorpasso. I piloti l’hanno promossa? Sappiamo la libertà a livello di dichiarazioni.
Fatto sta che la superiorità di Bagnaia, sbandierata nei social con la pubblicazione del suo miglior tempo nei test con la Panigale, unita all’altrettanto sorprendente dichiarazione che ha alluso alle “due cadute di qualcuno”, non ha trovato applicazione. Il torninese nella Sprint è arrivato 13mo a 15 secondi da Marquez e 13 da Di Giannantonio, con la stessa moto.
Marquez ha vinto e i due VR46 sono finiti sul podio, come a fare da contraltare (o contrappasso) alla situazione del 63 che è partito veramente male e nel warm up è riuscito a prendere 3 secondi dal compagno. La sprint ha offerto l’ottima prestazione delle due Honda e un antipasto per quelli che sono poi stati i protagonisti di domenica, ad eccezione di Marc Marquez che domina ogni cosa.

Per quanto riguarda la gara lunga, oltre a Marquez, ottima gara del battagliero Bezzecchi (poi arresosi ad Acosta), delle KTM, e ancora delle Honda, con Bagnaia 9° alle spalle di Marini e sempre impacciato e poco incisivo.  Nonostante le frasi di circostanza e comprensione da ambo le parti dopo lo scazzo austriaco, è difficile pensare che fra Pecco e Ducati possa esserci un futuro roseo.
Riassunto veloce: Honda in crescita, soprattutto per la costanza di Marini (Zarco si stende), Yamaha ancora nel pallone (a parte l’impegno di Quartararo) che però nella sprint fa una fesseria assoluta che gli costa un long lap per la gara lunga (fa un casino anche Bastianini che paga con 2 giri di penalità), KTM in ascesa anche grazie ai test, Aprilia ornmai seconda forza del mondiale e Ducati sempre competitiva, specialmente nella sprint, con la gara lunga che lascia un po’ sorpresi. Le VR46 montano la soft al posteriore (sbagliando), Alex Marquez paga ancora una brutta griglia, Aldeguer si rovina la gara da solo e Bagnaia è ormai nel dramma concalamato, arrivando persino dopo Pol Espargaro, che ormai è tester e pilota part time su una moto che di certo non va come la GP25.
2 considerazioni. La prima è che se non ci fosse Marquez, le Aprilia e le KTM, entrambe ben cresciute, darebbero davvero fastidio alle rosse.
La seconda è che, probabilmente, Marc Marquez si giocherebbe il mondiale anche se guidasse la moto di Noale. Il suo strapotere è troppo marcato per non pensare una cosa simile.
La classifica: Marc Marquez 455, Alex Marquez 280, Bagnaia 228, Bezzecchi 197.

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

MotoGP, Redbullring: Marquez domina, Aldeguer e Bezzecchi soprprendono, Bagnaia crolla!

Al Redbullring Marquez si prende tutto quello che non si è mai preso nella vita. Sprint e gara lunga, sono sue. Bagnaia, nella sprint, ha un problema ignoto mentre nella gara lunga va in tilt mentale e arriva ottavo. Le sorprese belle sono Aldeguer e Bezzecchi, che volano. Maluccio Alex che, dopo il podio della Sprint, nella lunga paga il long lap. Alla fine il 93 tiene sotto i piedi il campionato: 142 punti su Alex e 197 su Bagnaia che vede avvicinarsi Bezzecchi che con 43 punti da recuperare è più vicino che mai alla seconda guida Ducati. Pecco, nei confronti di Alex Marquez, ha ben 55 punti di ritardo.

    Misterhelmet Shop

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Acosta, Bezzecchi, Binder, Aldeguer, Bastianini, Di Giannantonio, Zarco.

I dieci al traguardo della gara lunga al Redbullring: Marc Marquez, Aldeguer, Bezzecchi, Acosta, Bastianini, Mir, Binder, Bagnaia, Raul Fernandez, Alex Marquez

Nel week end in cui Marc Marquez schiaccia il campionato, Pecco Bagnaia alza Bandiera bianca e fa allusioni pesanti. Sabato se la prende con Michelin e domenica chiede spiegazioni a Ducati, andandoci pesante soprattutto con la TV Spagnola.

A Dazn Spagna
Bagnaia: “Spero mi diano delle spiegazioni”.
Izaskun Ruiz: “Ducati?”.
Bagnaia: “Sì”.
Izaskun Ruiz: “Stai perdendo la pazienza?”.
Bagnaia: “Sì”.

La sprint ha il suo dominatore in Marc mentre Bagnaia dopo essere partito malissimo, si ritira quando è ventesimo perché la moto balla molto, ma né da Ducati né da Michelin arrivano “spiegazioni”. Resta il fatto che il torinese va malissimo anche in gara lunga e un ottavo posto non gli basta per tenere la distanza da Alex Marquez. Il “fratello di”, arriva decimo per non essersi mai ripreso dal long lap assegnatogli a Brno ma gli ruba comunque 7 punti perché nella sprint è secondo. Per Pecco ci sono le lacrime di sabato (vere, non è per dire) e il muso lungo della domenica, con tanto di accuse pesanti. Per il resto, la sprint, è l’antipasto della domenica.
Sì, perché il Redbullring offre anche cose belle, tipo la gara magnifica di Bezzecchi che tiene testa a Marc Marquez per buona parte della corsa ma soprattutto Aldeguer che viene su come una furia e chiude addirittura secondo. Dall’Igna, per lui, ha già deciso. Aldeguer è il futuro di Ducati. E i detrattori, muti. Inclusa l’intera VR46. La presenza di Valentino in persona, che dispensa consigli a tutti i suoi, non basta a scongiurare la ripassata di botte che Gresini rifila ogni week end alla sua squadra. I celesti hanno un rookie e uno con la GP24. I giallofluo, hanno un veterano come Morbidelli e una GP25 che Di Giannantonio non sfrutta sempre.
A parte il problema tecnico della domenica (la moto prende fuoco), non è comunque convincente.
Il tutto mentre Aprilia cresce (con il solo Bezzecchi, per il momento) e KTM migliora con Acosta, Bastianini e Binder. Le Jap? Ancora fatica. Yamaha ha un w.e. nerissimo mentre Honda fa cose buone con Zarco e Mir il quale, stranamente, non cade.

Piacerà agli americani questa MotoGP piena di drama e polemiche in cui uno, però, è un eroe assoluto mentre alle sue spalle ogni volta succede di tutto.
Da ricordare, la gara n1000 della classe regina, come quella del giorno in cui Marc Marquez mette sotto i piedi l’intero sistema continuando uno dei più sontuosi comeback della storia del motorsport. Da quasi morto con un braccio a penzoloni a dominatore assoluto che nemmeno con il Guanto di Thanos. Ma il futuro non è avaro. Aldeguer e Bezzecchi sono i prossimi anni della MotoGP mentre in Moto2 esplode definitivamente Moreira, il brasiliano che le jap si litigano per la classe regina!

Clicca qui per i risultati di gara!
Clicca qui per i risultati della Sprint!