Motocorsa e Mauri vogliono un pilota con la M maiuscola! Manzi e Masia i candidati!

Dopo la vittoria come miglior Independent Team (guidava Bassani), nel 2023, Motocorsa ha vissuto un 2024 un po’ così con Rinaldi, sostituito quest’anno da un debuttante che cresce, ma che ancora non realizza pienamente le ambizioni del team lombardo.

Ci sono, questi i rumors, sponsor vicini alla squadra di Lorenzo Mauri che vorrebbero affiancare al giovane british un pilota maturo e già in grado di riportare la squadra nel giro di quelli che si giocano le gare e i podi.

Con la M i due candidati. A Mauri di Motocorsa  piace molto Stefano Manzi, classe 99, attualmente pilota Pata Yamaha Ten Kate in testa al campionato Supersport con 185 punti e decisamente diretto verso la Superbike, ma piace molto anche Jaume Masia, classe 2000, che in classifica è messo meno bene ma che ha vinto un mondiale Moto3 solo due anni fa e che in Supersport, nonostante la poca esperienza in categoria, ha mostrato di saper vincere e lottare.
Quello che vorrebbe il pool di sponsor di Motocorsa, è che la squadra tornasse stabilmente sotto ai riflettori e per questo serve un nome solido ma in salita, per evitare delusioni.

Ovviamente far provare preventivamente la Ducati a questi due piloti ha senso il giusto, dato che la moto sta per cambiare, però almeno farebbe capire se con una Superbike, in particolare con una Ducati, c’è quel feeling che serve per stare davanti.
Purtroppo solo uno può salirci subito, Masia, perché Manzi resta pilota Yamaha almeno fino a fine stagione e comunque ha come sponsor Pata che potrebbe “dirigerlo” verso Go Eleven.
Voi chi scegliereste?
Per la cronaca: Lorenzo Mauri si è rifugiato dietro una serie di NO-COMMENT!

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Martin chi? Bezzecchi sbanca Silverstone davanti a Zarco e Marquez! Quartararo sfortunato e Bagnaia KO!

Dopo una sprint vinta da Alex Marquez che batte Marc Marquez e Fabio di Giannantonio, la gara lunga sta per vincerla Quartararo ma un guasto tecnico la consegna a Bezzecchi.
Non la regala, però, perché Bezzecchi se la merita tutta, davanti a uno Zarco confermato e ad un Marc Marquez che si riprende il podio da Morbidelli all’ultima curva. Giù dai gradini Alex Marquez e disastroso Bagnaia, che la lancia e si allontana in classifica dopo un w.e. da dimenticare!

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Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!

I 9 a punti nella sprint: Alex Marquez, Marc Marquez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Zarco, Bagnaia, Quartararo, Acosta, Miller

I dieci al traguardo della gara lunga a Silverstone: Bezzecchi, Zarco, Marc Marquez, Morbidelli, Alex Marquez, Pedro Acosta, Jack Miller, Marini, Aldeguer, Di Giannantonio.

Una gara pazza consegna una classifica inaspettata e ne sta per consegnare una da far impazzire i book makers fino al momento in cui, Fabio Quartararo, in vantaggio di 5 secondi abbondanti, non è costretto al ritiro per problemi all’abbassatore ei book makers forse impazziscono lo stesso. La gara se la porta a casa Bezzecchi che però non è un passante che raccoglie un portafoglio gonfio. E’ forte sin dal venerdì e nella sprint è quarto dopo aver fatto vedere cose buone in qualifica.

L’italiano guida un’Aprilia che a Silverstone è fortissima sempre e sceglie, lui e gli altri più veloci, la soft all’anteriore. L’unico fra quelli davanti ad avere una media è Marquez che, come ao solito, lotta contro mille demoni sin dalla prima partenza.
Eh già perché lui, suo fratello, Aleix Espargaro e Morbidelli sono graziati da una red flag sbandierata causa olio della caduta-contatto fra Morbidelli ed Espargaro, quando però i due fratelli erano volati nella ghiaia, soli e altrove, ancora prima dei tre giri. Si riparte e qui Bagnaia cambia quasi subito la sua classifica e le preoccupazioni dei fratelli lanciando la sua Ducati per non ripartire mai più.
Quando succede questo, va detto, Quartararo e Bezzecchi sono già altrove e la questione è solo fra loro due.
Come è finita lo sappiamo ma vanno elencati millemila capovolgimenti di fronte nel resto della classifica causa sportellate, errori e lunghi, il più emblematico dei quali, prima della caduta del 63, vede protagonisti Marquez e Bagnaia, che segue lo spagnolo replicando esattamente il suo errore e andando fuorissimo.

Lo spagnolo si riprenderà fino a scalare la classifica per raggiungere il podio. L’italiano invece andrà in marasma e butterà un’altra occasione importante per rimanere attaccato al trenino dei punti. Spiace dirlo ma Pecco è ancora una volta INGUARDABILE. La GP25 sarà quel che sarà, ma Marc Marquez e Di Giannantonio portano a casa un podio nella Sprint (lui sesto), e ancora Marquez riesce a fare terzo nella lunga (lui out).
Che giustificazioni ci sono?
Ancora meno giustificazioni avrà, da oggi, Jorge Martin, pettinato mentre è in smart working da uno che il mondiale lo ha iniziato in grigio ma almeno lo ha iniziato senza rompere le scatole, frignare, far uscire mezze dichiarazioni e senza tirarsela immotivatamente. A Martì, te posso toccà? Vieni che c’è da lavorare e qualcuno che tira la carretta c’è già e non sei tu!
L’immagine con Bez che si sobbarca tutto il peso Aprilia, fatta a mo’ di meme, che mi tocca marchiare perché qui si fottono tutto, torna utilissima dopo oggi.

Il resto della gara parla di KTM defunte, tranne quella di Acosta e giapponesi finalmente vive.
Zarco a momenti ne posta casa un’altra e Quartararo non vince per un problemino che non c’entra niente con i tempi sul giro e la crescita generale. Grande gara la fa anche Miller, a lungo protagonista mentre Marini dimostra che, in mano ad uno più capace, sarebbe possibile anche qualcosa in più.
Attenzione però: quella di oggi non è Le Mans. Non è una gara bagnata in cui si estraggono i numeri alla lotteria. Quindi oggi si registra che a dominare non sono state le Ducati e che solo il solito polso n93 ha salvato la situazione. Il resto dei risultati del pacchetto di Bologna è buono ma non buonissimo e le cose potrebbero essere in procinto di cambiare. Servono tutti gli uomini in rosso svegli e partecipi. Non si può buttare più nulla perché gli altri non stanno più a guardare!

 

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I tifosi di Bagnaia hanno deciso che Marquez è DIO!

Immaginate questa scena: siete tifosi di Marc Marquez. Lo avete sempre difeso, sempre sostenuto. Ma a un certo punto vi guardate intorno… e chi trovate a fare il tifo per lui più di voi? I tifosi di Bagnaia ex valentino! Sì, proprio loro. Gli stessi che per anni lo hanno insultato, sminuito, odiato perché osava vincere contro il loro idolo precedente… Valentino Rossi.

E oggi, nel tentativo disperato di giustificare ogni fatica di Pecco, si stanno trasformando nei più accesi – e inconsapevoli – fan di Marquez. Tifano Marquez mooooolto pù di voi.
Non ci credete? Ve lo faccio vedere.

 

 

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Secondo certa narrativa, il Mondiale MotoGP 2025 sarebbe una grande sfida tra Marc Marquez e Pecco Bagnaia. Una rivalità da copione. Peccato che le classifiche dicano altro: oggi, i fatti parlano di una vera lotta tra Marquez e… suo fratello Alex. Però non importa. Magari finirà così ma per adesso va in un altro modo. 

Lasciamo stare i numeri, qui il punto è un altro: i tifosi di Bagnaia – e con loro la stampa storicamente schierata con VR46 – pur di proteggere Pecco, stanno costruendo una statua a Marquez, senza neanche accorgersene.

Lo fanno mentre pronunciano frasi tipo: “Marquez sta mascherando i difetti della GP25”.

Aspetta Aspetta… cosa? Fino a ieri era quello che “non sapeva sviluppare”, che “aveva distrutto la Honda”, che “vinceva solo con la moto più forte”. Oggi, invece, Marquez è quello che fa andare una moto nuova, sviluppata da Bagnaia, che Bagnaia stesso non riesce a far funzionare che poi questa cosa può anche finire eh, magari mentre registro questo video.

E la GP25, dicono ora, sarebbe una moto sbagliata. Ma aspetta un attimo: chi l’ha sviluppata? Proprio Pecco. E chi la fa andare forte? Marquez.

La prima pennellata data dai tifosi avversari di marquez quindi dipinge Marquez come superiore agli altri piloti.

 

E quindi che succede?

Marquez non sa sviluppare → però risolve i problemi della GP25.
Bagnaia è un grande collaudatore → però ha sviluppato una moto che non va.
Ducati fa le moto perfette → però ora serve Marquez per farla andare.
Marquez in Honda guidava una moto sviluppata da Pedrosa che però non vinceva mai mentre lui sì. Se ne è andato e non ha vinto più niente nessuno
Bagnaia è uno sviluppatore ma con Marquez nel box sta diventando come Pedrosa.
Marquez avrebbe rovinato Ducati → invece è l’unico che tiene in piedi la GP25.
E nel frattempo Pecco si lamenta, si lamenta, si lamenta…

E Marquez fa una vittoria dietro l’altra e un risultato dietro l’altro,  apparendo irraggiungibile.
Ecco un’altra pennellata a Marquez che diventa un uomo in fuga. Imprendibile su una GP25 nonostante sia difettosa. Che poi non è vero che MM è imprendibile. Basti guardare certe uscite.

Ricordate la teoria “la GP24 è uguale alla GP23”? Smentita clamorosamente. La GP24 è nata perfetta, superiore in tutto alla 23 fin da subito. L’unico anno in cui la moto nuova è stata subito meglio della vecchia. Ma adesso, con la GP25, siamo tornati alla normalità: la moto nuova ha problemi, e l’unico a farla andare… è quello che non doveva nemmeno esserci. Quindi ecco l’unico che trionfa su tutto. Un’altra immagine creata dagli avversari di marquez.

E qui arriva il colpo di scena finale: ricordate quando dicevano che Martin per Ducati sarebbe stato meglio di Marquez? Un pilota più semplice, meno “ingombrante” che non rompeva il clima? Beh… oggi Martin sta affondando con Aprilia, dove ha creato un clima di merda, mentre Marquez sta tenendo in piedi Ducati. Mentre distrugge tutti gli altri

 

 

 

E la cosa ancora più assurda? Martin aveva battuto Bagnaia nel 2024. E nonostante questo, veniva considerato più “gestibile” rispetto a Marquez. Il motivo è semplice: Marquez faceva più paura. Non tanto in pista – anche se pure lì – ma come personalità. Come potenziale ribaltatore degli equilibri interni.

E oggi, tutto quel terrore che hanno avuto… si è rivelato giustificato. Ma al contrario. Perché Marquez non solo non ha distrutto l’equilibrio Ducati: l’ha salvata. L’ha sollevata da un progetto tecnico sbagliato e da un pilota che oggi sembra più nervoso che determinato.
Però in crisi c’è bagnaia il quale mette in discussione la GP25
E quindi, io l’ho detto, anche Dall’Igna viene messo in discussione come progettista da Bagnaia ma Marquez risolve i problemi e terrorizza entrambi. Perché adesso c’è bisogno di lui.

Alla fine, proprio quei tifosi che lo volevano fuori, oggi sono costretti – per difendere Bagnaia – a riconoscere che Marquez è più forte, più concreto, e più utile alla Ducati. Nemmeno gli ultras di Cervera sarebbero riusciti a scrivere un’ode così efficace a Marc.

Ma ce l’hanno fatta… Franchino valeyellow46 e Fragolina_46. I tifosi ereditari, quelli passati da Vale a Pecco senza passare dal via, hanno finalmente dipinto Marquez come Dio, come nessun tifoso di Marquez stesso aveva fatto fino ad ora. Hanno fatto tutto loro eh. Ecco il penultimo passaggio.

E alla fine, il risultato che tutti si inginocchiano davanti a Marc Marquez, 

e i primi a farlo sono, anche se non lo ammettono, i suoi detrattori. + dall’igna che lo deve ringraziare perché fa funzionare la GP25 che altrimenti sarebbe in difficoltà contro le moto dell’anno scorso.

 

E quindi, come la vedete? Io la trovo una commedia meravigliosa. Ma se anche voi volete continuare a smontare queste ipocrisie con una bella risata e due dati reali…

 Iscrivetevi al canale, attivate la campanella e fate girare il video oppure questo pezzo. Condividetelo con quel vostro amico che ha ancora la cover di Rossi e il nick giallo ma oggi tifa Pecco  immaginando complotti e mafie. Magari non se ne accorge, ma sta tifando Marquez anche lui.

Da Misterhelmet, è tutto. Alla prossima!

 

KTM: trovati i soldi? Ecco però cosa succede!

La notizia che sarebbero stati trovati i soldi entro la fatidica scadenza del 23 maggio, è arrivata e lo dichiara la stessa Pierer Mobility. Però non è un prestito e nemmeno un regalo. Ecco cosa succede, nel bene e nel male!

 

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Dopo le rassicurazioni di qualcuno — che diceva “è tutto a posto, ragazzi, tranquilli!” — oggi arriva la notizia bomba:
PIERER Mobility AG: garantito il pacchetto di finanziamento per la ristrutturazione di KTM!
 Ma attenzione… non correte a stappare lo spumante!
I piani di ristrutturazione di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH potranno sì, essere realizzati… ma solo perché i soldi per la scadenza del 23 maggio sono stati trovati.
Il 25 febbraio 2025, i creditori hanno approvato il piano con una quota del 30%, da versare entro — indovina un po’? — proprio il 23 maggio.
Totale da raccattare? Circa 600 milioni di euro.
E Pierer Mobility ha annunciato che — a patto che si firmi tutto come previsto — il finanziamento c’è.
Quindi KTM è salva?
No. È salva dalla scadenza del 23 maggio. Punto.
Volete sapere il resto? Guardate questo video fino in fondo o leggete il pezzo.

 

In questo 24mo video su KTM, La prima domanda che faccio è: perché se KTM è salva e la situazione è semplice, perché quellli che sono andati davanti alla fabbrica chiusa a dire che andava tutto bene e quegli altri che prima lavoravano per un sito di KTM scrivonoi articoli lunghissimi per spiegare le cose?
Quello che è successo è questo: Pierer Mobility ha trovato i soldi per tappare momentaneamente il buco, o almeno così sembra.

lo dice qui https://www.pierermobility.com/en/newsroom/eqsfeed/2990330?type=adhoc 

Come annunciato, il 25 febbraio 2025 i creditori di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH hanno approvato una quota del 30% del piano di ristrutturazione, pagabile entro il 23 maggio 2025. L’importo totale necessario per finanziare la quota nell’ambito dei tre piani di ristrutturazione ammonta a circa 600 milioni di euro.
Ma attenzione… non è un rilancio. È un paracadute temporaneo.
Dal 24 maggio in poi, KTM — che ricordiamolo, ha la produzione ferma — torna a perdere soldi. O comunque, non ne incassa.
Questi 600 milioni, che secondo le indiscrezioni arrivano da Bajaj, cambiano completamente la natura dell’azienda.
In altre parole?  KTM non sarà più l’azienda austriaca che conoscevamo tutta champagne e sprechi
Sta per diventare  una azienda indiana.
E quando sento che “le preoccupazioni del governo austriaco stanno svanendo”… boh, io non capisco.
Un’azienda indiana investe 800 milioni in un’azienda al collasso e… lascia tutto com’era?
Ma per piacere.
È molto più probabile che Bajaj trasformi l’investimento in capitale, aumentando il proprio controllo su KTM e scalando le quote di Pierer.
Perché se invece fosse un prestito, KTM si troverebbe con un altro debito enorme da rimborsare. Non avrebbe senso.
Fra l’altro c’è da sistemare anche la questione di un’altro prestito, quello di 80 milioni di Zochling di Remus. Essendo scaduto il prestito , Zochling vorrebbe delle azioni, come abbiamo detto nel video qui sotto e nell’articolo qui.

 

 

Quindi, attenzione: questa iniezione ferma l’orologio, ma non fa ripartire l’azienda.
E non c’è alcun piano industriale sul tavolo. Lo dovranno implementare e ci vorranno altri soldi. Chi li metterà?
Quindi  cosa succede ora? Succede che da questo momento comandano gli indiani di Bajaj.
E potrebbero cambiare tutto.

  • Produzione tutta in India per risparmiare sprechi e controllare tutto

  • Molti meno modelli, soprattutto grossi

  • Probabile fine dei brand Husqvarna e Gas Gas, o quantomeno una loro forte riduzione

  • In Europa resteranno: il design, il museo che è vietato chiamare museo, qualche ufficio di rappresentanza… e magari le squadre corse. Quindi non più 7000 dipendendi come spera il governo austriaco, a meno che non sia stato promesso questo e io non l’ho letto da nessuna parte.
    Tornando alla squadra corse, attenzione: le squadre, se restano, saranno gestite molto più rigidamente.

 Altro che “facciamo le corse perché ci divertiamo”… il punto è vincere. Il punto sarà chiudere il budget. Quindi non piu super hospitality, centinaia di persone, tutto nuovo, tutti in business, tutti al top. Soprattutto in motogp
E la MotoGP? Continuerà?

 

Non è affatto detto che la motogp continuerà soprattutto in vista del 2027.
KTM ha sempre smesso le corse al cambio di regolamento. E’ successo 15 volte. La squadra corse potrebbe addirittura essere scorporata.
Diventare una cosa a sé stante. Con il brand KTM… oppure no.
Potrebbe addirittura essere venduta come asset di pregio. Di questo ne hanno parlato loro stessi ultimamente
E la storia che “pagava tutto Red Bull”? Evidentemente non era vera o non era vera al 100%. Magari Red Bull prende tutto e continua sotto il suo nome. Non lo sappiamo. però poi qualcuno deve fare delle moto.
In sintesi: Bajaj ha tappato il buco urgente… ma non lo ha fatto per beneficenza. Si sta prendendo KTM.
E la gestirà come si gestisce un’azienda: senza sprechi, e per fare utili.
Eh ma hai visto misterhelmet che KTMn chiude, si salva e vivrà. Ok. Ma che ktm sarà? Non quella che è stata fino ad ora.
Pensate davvero che abbiano messo 600 milioni più gli altri messi prima, per fare un regalo? Ci credete ancora a Babbo Natale?
Vedrete che ancora una volta, nello stile Pierer, ci hanno detto le cose a metà per poi svelarle poco a poco. Avevano negato persino la crisi. 

Ditemi cosa ne pensate.
Vi aspetto anche nelle live per gli approfondimenti.
Che l’informazione sia con voi.
 Misterhelmet!

 

Rinaldi al posto di Rabat? Una bocciatura che diventa promozione!

Nel pomerigio ci sono stati rumors che vedevano Rinaldi tagliato da GMT94 per scarso rendimento. Il pilota ha smentito senza fornire troppe spiegazioni. Poi altri rumors che vedrebbero uno stop di Rabat, attualmente impiegato in Superbike nel team MotoXRacing e da qui la costruzione di un salvataggio di Rinaldi che prenderebbe il suo posto. Soluzione presa al volo e pubblicata anche da altri siti.

 

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Rinaldi non ammetterà mai di essere stato silurato e sarà anche vero che la separazione è qualcosa di simile alla separazione consensuale ma la verità è che un week end in cui Mahias ha fatto una pole e due podi  e lui un 18° e un 20°, il team non ci deve aver visto più e quindi ciao.
Le chiacchiere stanno a zero.

Il fatto che poi Rinaldi riesca a saltare sulla moto di Rabat,  una specie di salvataggio, non è certo un premio da parte di Yamaha, ma è legato al fatto che Tito si è anche un po’ stufato (e si vede), con 750milioni di fatturato dell’azienda di famiglia e un caveau come quello dei cattivi di James Bond in cui tuffarsi come Zio Paperone.

 

Alla fine Rinaldi, salterà anche nuovamente in Superbike, come riportato poi sempre da Misterhelmet, 1h dopo (e anche lì tutti a copiare), ma la verità è che la mossa è comunque esotica, perché il 19° in classifica della Supersport, a 168 punti dalla vetta, finisce per saltare in Superbike al posto del penultimo in classifica, che attualmente è a 249 punti dalla vetta. Al posto di uno che pagava, ne arriva un altro e bisogna capire chi pagherà. Ok.

Poi d’accordo che ci sarà Misano e lì Rinaldi farà bene ma sarà un salvagente lanciato nella tempesta, perché poi arriva Donington e lì l’acqua è alta, e non si tocca coi piedini. Per non parlare del casino che c’è in calendario dopo fino ad Aragon (altra pista in cui Rinaldi non va male) ma che ormai è la terzultima data del Mondiale.
Poi se ci vogliamo raccontare le storie è un’altra cosa. Ma questa è la realtà, che poi riguarda il contorno del contorno del contorno, perché le telecamere sono decisamente altrove.  

 

Most, la copisteria della Superbike! Toprak dominatore meno qualcosa. Ottimi Bulega e Petrucci!

A Toprak Razgatlioglu, più forte a Most, non riesce l’impresa di eguagliare la tripletta di Bulega a Cremona. Il turco è fortissimo in qualifica, e in tutte le gare ma in Gara2 si fa beffare all’ultima curva da un Bulega sornione. Concretissimo Petrucci che vola in classifica come seconda Ducati e miglior indipendente!

 

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Gara1
Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Bautista, Sam Lowes, Lecuona, Montella, Vierge e Rea

Superpole Race
Razgatliotlu, Bulega, Petrucci, Sam Lowes, Bautista, Lecuona, Alex Lowes, Vierge, Locatelli e Rea


Gara2

Bulega, Razgatlioglu, Petrucci, Lowes, Gardner, Bassani, Lecuona, Montella, Locatelli, Gerloff

 

Questi i risultati di Most che a livello di gare e classifica sembra quasi una copisteria con Razgatlioglu più appuntito di tutti, Bulega ad aspettare l’errore e Petrucci, non vicinissimo a chiudere un podio con prestazioni concretissime.
In gara1 fa scalpore il pasticcio in cui si trova Bautista, in grado di rimontare 11 posizioni. Lo spagnolo si ripete in Superpole Race ma in Gara2 è nuovamente sfortunato, centrato in una carambola innescata da Rea, che cresce e migliora ma fa anche dei discreti disastri.
Tornando al tema principale della gara, è il turco a decidere ogni cosa, a partire dalle qualifiche. Aspetta, poi passa e va via. Lo fa in Gara1 e in Superpole Race, ma non in Gara2 perché, per una volta, Bulega riesce a sorprenderlo e a fare il colpaccio. Una terza sconfitta nel w.e., dopo il botto del venerdì, non sarebbe stata comunque male, ottenendo tre secondi posti, ma l’italiano riesce anche a fare quella sorpresa che lo porta conferma in testa in classifica con un vantaggio di 31 punti. Non un tesoretto ma niente male se si pensa ai due zeri rimediati causa problemi tecnici ad Assen.
A proposito di botti, il venerdì succede una cosa strana. la D2050, gomma di sviluppo pro Phillip Island, portata precocemente al limite su una pista fredda e sporca (11 gradi di mattina, nelle FP1), diventa involontaria protagonista di un minigiallo, spento poi sul nascere. Resta il fatto che nessuno la utilizzerà più per tutto il w.e., perdendo così l’occasione di provarla per la prossima Australia.

Tornando alla gara, e precisamente agli italiani, buono Montella, altalenante Locatelli, sotto i ferri Iannnone (per la caduta di venerdì), in crescita Bassani, solidissimo Petrucci mentre Bulega si avvia ad essere l’uomo su cui investire.
Per quanto riguarda Toprak, ottimo il suo week end e con esso la speranza che non riprenda la litania delle lamentela che sale quando le cose non vanno bene. Non c’è molto altro. Le Bimota, le Honda e le Yamaha si sforzano. I fratelli Lowes fanno il loro, Rea boccheggia e il cronometro è molto cattivo con chi finisce oltre la top 5.  Incluso Bautista che per finire vicino al podio deve fare sempre gare esotiche, con quel simbione di zavorra che si porta dietro.  La Superbike non può reggersi su due che duellano e altri due-tre che sperano in qualche briciola. Deve fare molto di più.

 

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Zarco sbaraglia Le Mans davanti un Marquez intelligente ed un Aldeguer sorprendente! Bagnaia indecente!

Zarco strapazza tutti, incluso Marc Marquez a cui infila una baguette lunga 20 secondi! Le Mans è casa sua! Poi appunto Marc Marquez, Aldeguer, Acosta, Vinales, Nakagami, Raul Fernandez, Di Giannantonio, Savadori al suo miglior risultato di sempre in MotoGP.
Bagnaia per terra a inizio gara rientra ma chiude 16°. Il suo w.e. francese è DISASTROSO. In Classifica mondiale è terzo a 51 punti da Marc Marquez che ne ha 22 sul fratello!

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I dieci al traguardo della gara lunga a Le Mans: Zarco, M.Marquez, Aldeguer, Acosta, Vinales, Nakagami, R.Fernandez, Di Giannantonio, Savadori, Ogura.

Segnateveli perché sono i più pazzi che vedrete in questo 2025 per via di una gara decisa dal meteo, dai box, e della combo: pilota + strategia dei garage.
Non è la prima volta che Le Mans regala un risultato “esotico” ma è la prima volta dal 1954 che un francese vince la gara di casa. E’ giusto che tocchi a Zarco che sull’acqua è uno dei più forti un circolazione, uno che conosce bene la pista, uno che ci ha girato in ogni condizione e uno che ha un box di volponi, che gli suggerisce di partire con le rain e quindi la gara la vince subito perché gli altri partono in gruppone dalla pit lane e devono fare, sempre in gruppo, un doppio long lap penalty che cambia le carte.

Alla fine quando le cose si stabilizzano un minimo, fra qualche scroscio di pioggia che bagna la pista e qualche folata di vento che l’asciuga, il francese è troppo lontano e fa paura. Fa paura perché nonostante il vantaggio mostruoso continua a martellare e a rischiarsela sempre a ogni giro mentre Marc Marquez, con Bagnaia out da subito e suo fratello out nel finale (2 crash in una stessa gara), capisce che un secondo posto va bene come una vittoria perché sommata alla sprint di ieri, questa uscita vale 22 punti sul fratello e 51 sul suo compagno di box che incarta un deprimente doppio zero. Una roba grossa. Sorpassi? Pochi. Ne fa un tot Aldeguer, che stupisce sul podio con una gara davvero matura. Ne fanno un tot le due KTM di Acosta e Vinales che non sprecano mentre invece sono orribili gli altri due, Binder e Bastianini.
Nakagami chiude la seconda parte della lezione dei non ufficiali Honda così come Fernandez e Ogura, concretissimi, completano gli schiaffi ad Aprilia factory, defunta con Bezzecchi e salvata solo da Lorenzo Savadori, 9°, nel suo miglior risultato di sempre in MotoGP!

Un commento su Bagnaia. DI-SA-STRO-SO! Anche sfortunato ma in Francia non ha proprio lucidità. Invece il suo compagno di Box, fino ad oggi imperfetto nel suo non voler capire quando non deve esagerare, fa un ulteriore step a livello di intelligenza e questa cosa è pesante un tot!

La gara sprint di ieri? Più classica con una ennesima vittoria show di Marquez, un Alex al top e un Aldeguer che iniziava il suo percorso show. E Bagnaia ancora out.

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KTM: rissa fra manager. Chi denuncia chi? E perché?

Col disastro sempre più imminente, chi aveva messo dentro soldi suoi, cerca di riprenderseli. E’ il caso di Zochling che vuole indietro il prestito scaduto. E Pierer lo denuncia. Chi è Zochling. Quanto aveva messo realmente, e perché? Come e perché sta bloccando tutto? Perchè invece di denunciare lui Pierer, succede il contrario?

 

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Rieccoci qua: mentre il resto del mondo si accorge che per KTM arriva la scadenza e che  stanno litigando, solo noi – qui su Misterhelmet – è da giugno 2024 che ve la raccontiamo. Questo è il 23° video sull’argomento. E senza contare le live, e i video su MV Agusta, perché i destini delle due aziende sono ormai legati. Perché MV Agusta, e poi ne parleremo, ancora si porta dietro gli strascichi della sciagurata acquisizione da parte degli austriaci.

Oggi però la situazione ha superato ogni limite: Stefan Pierer, il boss di KTM, ha fatto causa a Stephan Zöchling. Sì, proprio Zöchling, presidente del consiglio di sorveglianza di Pierer Mobility, membro del CdA di Pierer Industrie. Ma chi è davvero? Nessuno ve lo spiega, ve lo avevo già detto io chi era Zochling, in questo video qui del 20 febbraio:

I siti di proprietà di Pierer, ovvero Speedweek che è un vero e proprio houseorgan, e poi a seguire GPOne, tramite Wiesinger che di Speedweek è stato per anni il direttore, parlavano di un prestito di alcune centinaia di milioni. Adesso si scoprono essere 80 e basta. Faceva già ridere a febbraio, l’idea che Remus avrebbe salvato KTM con alcune centinaia di milioni quando ne mancavano all’epoca 800. Adesso scopriamo che  ne ha messi 80 e se la vuole inc****e e fa ancora più ridere, si fa per dire. Perché ci sono di mezzo migliaia di famiglie. 

Cioè, come è successo:  Zöchling è il presidente di Remus, l’azienda di marmitte che fornisce le case auto e moto, e che era fornitore diretto di KTM per tutto il primo impianto di scarico.

Quando KTM ha iniziato a barcollare, Zöchling si è detto: o la salvo – e salvo anche i miei affari – o rischio di perdere tutto. Così, nell’ottobre 2024, presta 80 milioni di euro  (non alcune centinaia) alla Pierer Konzern Gesellschaft, in cambio di azioni in pegno di Pierer Industrie AG. Perché? Perché se KTM si fosse salvata, lui si garantiva il futuro: un cliente vivo, la gratitudine di Pierer, magari anche del governo austriaco. Ma se le cose fossero andate male… almeno si portava a casa delle azioni, e attenzione: Pierer Industrie non è solo moto, ma anche aziende come Rosenbauer, quella dei camion dei pompieri comprata a ottobre quando la situazione era già disperata, e tante altre.

E oggi? Le cose vanno male. Malissimo. Anzi, vanno male da un anno, solo che adesso non si possono più raccontare fesserie E allora Zöchling fa finta di scoprire ora che Pierer non aveva avvisato del diritto di prelazione di Bajaj per poter chiedere indietro i soldi del prestito scaduto. Una scusa, perché, di Bajaj, lo sapevano tutti. Ma così ora reclama le azioni: o per venderle a Bajaj, o per rompere il gioco con BRP-Can Am (che però vuole solo asset tecnologici, non azioni), o – mossa più pericolosa – per provare a scalare lui stesso Pierer Industrie.

E la cosa incredibile? Che Pierer lo aveva messo lì, nel consiglio e come presidente dell’organo di vigilanza! Pensava fosse l’ennesimo pupazzo, ma stavolta il pupazzo si è animato e cerca di fregarlo.

Intanto si avvicina la scadenza del 23 maggio, entro la quale servono 600 milioni di euro per non far saltare tutto. E mentre loro litigano, il consiglio è paralizzato perché Zochling ha un peso importante nel cda e nell’organo di vigilanza.

E la MotoGP? Sempre più appesa a un filo. 50 milioni di euro l’anno per correre, una spesa insostenibile per un’azienda che affonda. Quindi non era nemmeno vero che le corse di KTM si sostenevano da sole grazie allo sponsor. Carmelo Ezpeleta lo sa. E già si parla nel paddock di chi potrebbe prendere i 4 posti di KTM in griglia. Che poi sono 2, perché 2 sono di Poncharal con Team Tech3, che se domani si sveglia può andare con chi vuole. 

Pit Beirer. l’uomo sul campo di Pierer, dice che cercano investitori per salvare il progetto MotoGP, magari rendendolo semi-privato. Cosa  vuol dire, semi privato, nessuno lo sa. Ma chi si infilerebbe in un’impresa del genere, ovvero salvare un team che non ha una factory alle spalle? Nessuno.

E sugli investitori? Apollo? BlackRock? Non sono mai stati interessati davvero. Solo nomi messi lì per fare scena. Non funziona così.

Vi dico un’altra cosa, segnatevela: NESSUNO E’ COSI CRETINO DA PRESTARE SOLDI AD UN MORIBONDO. E’ MOLTO PIU FACILE ASPETTARE CHE MUOIA E PRENDERE TUTTO UN TANTO AL KG.  TECNOLOGIE, POSTI IN GRIGLIA, ASSET, TUTTO.

 

Infatti BRP – i canadesi di Can-Am – osservano dall’alto, pronti a prendere solo ciò che serve davvero: brevetti, tecnologia, magari propedeutica ai motori Rotax che già gli forniscono. Non certo azioni. Ammesso che non siano un ennesimo nome fatto uscire da Pierer come fa per tutte le cose, da mesi. 

E qui torno al punto chiave, il concetto più importante: non è cambiato nulla rispetto a un anno fa. È solo che, nello stile Pierer, si è comunicato poco per volta, per non far crollare tutto subito. Ma la realtà era questa da mesi. Se guardate i contenuti di Misterhelmet, o anche solo il titolo in borsa, vedrete che le cose stavano già così. Proprio uguali uguali ad adesso.

Ora ci avviciniamo al weekend di Silverstone, 22-25 maggio. Segnatevi queste date, perché lì potrebbe arrivare l’annuncio che chiude un’epoca. Proprio mentre sono tutti in pista. 

Quindi ragazzi, restate qui su Misterhelmet, perché –se volete sapere cosa succede davvero, qui lo raccontiamo da quasi un anno. Gli altri se lo fanno raccontare un po’ alla volta dai siti di Pierer e scrivono sotto dettatura. Mi dispiace, ma è così. Dimostratemi il contrario.

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Cremona, la casa delle triplette! Bulega poi Razgatlioglu e Bautista, per 3 volte !

Nicolò Bulega è tre volte il più forte a Cremona Circuit. Dopo di lui Razgatlioglu e Bautista per tre podi fotocopia. Le gare, però, sono diverse e mostrano le crescita di Sam Lowes e delle giapponesi. Gli appassionati italiani tornano a casa, ancora una volta, con una tripletta da ricordare!

 

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Gara1
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Iannone, Vierge, Gardner, Petrucci, Van Der mark, Bassani, Redding, Lowes, Aegerter, Montella, Gerloff
Superpole Race
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Lowes, Vierge, Petrucci, Locatelli, Iannone, Van Der MarkGara2

Gara2
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Petrucci, Lowes, Lecuona, Vierge, Locatelli, Van Der Mark, Gardner, Lowes, Gerloff, Redding, Iannone, Bassani

 

Questi i risultati di Cremona Circuit che diventa la Casa delle triplette con un passaggio di testimone che va da Petrucci 2024, tre volte vincitore, a Niccolo Bulega, con la differenza che quest’anno sono identici i podi delle tre gare.
Super spettacolo e pathos? Non proprio, ma gare tecniche per intenditori con i protagonisti del campionato sempre davanti a sfidarsi a suon di giri velocissimi e un Round Italiano che sorride all’idolo di casa mentre il turco trova il modo di difendersi in attesa di piste più congeniali a lui e alla sua BMW.
Terzo incomodo, sempre Bautista che (rumors) vorrebbe continuare con Aruba mentre voci di mercato lo vedono partente dal team Ducati di riferimento.
Meno gloria, nonostante l’impegno, per gli altri italiani fra cui spiccano più Petrucci e Locatelli che Iannone e Bassani. Il ternano non si conferma anche a causa di una Superpole maledetta che lo vede partire tredicesimo mentre per Locatelli un out e una doppia fatica. Non male in gara1 Iannone che però trova difficoltà nella Superpole Race e in gara2. Poco fuoco anche per Locatelli, il pilota più di casa di tutti ma out in gara1 e in top ten nelle altre due.
Ducati e Bulega si confermano i più forti con il Golden Boy che, non più rookie da quest’anno, sembra già il veterano solido su cui fare all in.
Cosa può desiderare di più, Ducati? Forse un dominio simile alla MotoGP, perché le altre “rosse” non sono tutte davanti, nonostante la crescita di Sam Lowes du Ducati Marc VDS. Ma questa è la fortuna della Superbike.
BMW, Yamaha e qualche Honda, possono sempre dire la loro con le case jap che sembrano sempre più della partita. Se c’è un Rea ancora in disarmo, c’è la crescita di Locatelli e quella di Gardner mentre in Honda Vierge e Lecuona, round dopo Round, si avvicinano al podio.
Alla fine, la Superbike, regno delle sportellate, si è trasformata nel campionato per intenditori, con gare tecniche e duelli a distanza ma con più protagonisti a poter dire la loro.

Cremona Circuit a due passi da Milano ce la mette tutta per diventare il punto di riferimento degli appassionati. Bene così per gli organizzatori che si impegnano e per i tifosi che glielo riconoscono!

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Gara1
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