Superbike, Jerez: Razgatlioglu davanti a Rea e Redding, ma vince l’ipocrisia

Razgatlioglu Jerez

Nella gara che a nostro avviso non sarebbe stata da disputare dopo la morte del quindicenne Dean Berta Vinales durante la gara della Supersport 300 di sabato, succede quello che succede ultimamente. Rea che le busca da Razgatlioglu e Redding guarda due che si giocano il mondiale. Non c’è nient’altro se non routine con Locatelli che va forte e Bautista in crescita. La novità è Baz che dimostra più fame del pilota che sostituisce, il che è ovviamente comprensibile, almeno dal punto di vista delle botte prese. E quelle di Davies, sulla moto Go Eleven, non sono poche. Di BMW che ormai è una cosa ridicola tanto quanto le assegnano i soliti record senza transponder, non è il caso di parlare.
Mentre invece una considerazione bisognerebbe farla sul team Honda MIIE che, con Kuwata presente, manda in pista Mercado con il semimanubrio destro che viene via. Roba da tentato omicidio.
Sull’aver corso la gara, due parole. Ipocrisia e menefreghismo. Raccontarci che i motori sono così, che la famiglia e il morto avrebbero voluto che si corresse, che tanto questa è la vita e che i piloti sanno quello che fanno, sarà anche vero ma non è il motivo per il quale ieri si sono saltate le sessioni e oggi si sono recuperate tutte.  Prendano per il culo qualcun altro.

Micro cronaca
Al via è Rea che comanda mentre Razgatlioglu fa linee diverse ma rimane alla ruota. E’ forte anche Locatelli seguito da Rinaldi, Redding, Haslam, Bautista, Lowes, Van der Mark e Bassani che chiude i 10 davanti a Baz.
Due giri e non cambia niente se non l’attacco di Rinaldi al compagno di squadra che poi scivola fuori nella ghiaia.
Al giro 13 la cosa più eclatante, mentre la gara scorre noiosa, è la perdi ta di un semimanubrio da parte di Mercado, alla faccia della sicurezza…
Fino al passaggio di Razgatlioglu la gara è in mano a Rea che però la perde.
Razgatlioglu, Rea, Redding, Locatelli, Bautista, Baz, Van Der Mark, Bassani, Lowes e Gerloff a chiudere i 10.

Razgatlioglu
Punisce Rea come e quando vuole.
E’ il Bautista del 2022 ma con meno sbavature.
Voto 10

Rea
La moto non lo asseconda ma non è solo quello. Sembra manchi quella voglia di sgomitare un filo in più.
Voto 9

Redding
Spettatore distante, è sul podio ma non è un pericolo per i suoi avversari.
Quasi un arbitro.
Voto 8

Locatelli
Ormai punta al podio e ci manca sempre poco, se non lo raggiunge.
Locatelli è la rivelazione del mondiale 2021.
Voto 8,5

Bautista
Cresce lui e la Honda. E mentre Haslam annaspa, lui saluta…
Voto 8

Baz
Ha quella fame e quella integrità fisica che a Davies è mancata per tutta la stagione. Fa una grande gara con un gran risultato, per essere al debutto.
Voto 8,5

Van Der Mark
La BMW è una barzelletta che non fa ridere e i suoi piloti vengono bruciati. Un impegno ufficiale, milioni di euro spesi senza vincere niente. E andrà anche peggio.
Voto 5

Bassani
Sempre in top ten ma non al top come in un paio di gare fa. E’ vero che deve imparare. Speriamo venga aiutato.
Voto 7

Lowes
La mano rotta forse gli fa addirittura bene, nel senso che guida più tranquillo.
Voto 6,5

Gerloff
Torna nei 10 ma è ancora appannato. Nessuno riuscirà a far scomparire i dubbi che sia stato addomesticato.
Voto 7

Catalunya: Gara2 a Rinaldi davanti a Razgatlioglu e Redding! Rea battuto, paura per Sykes!

Rinaldi

La gara due a Barcellona è un successo pieno di Rinaldi che duella, sì, ma poi se ne va e fa capire che può alternare gare totalmente no a giornate da trionfatore.
Razgatlioglu non vorrebbe accontentarsi ma è costretto. Porta a casa un secondo posto che vale la leadership mondiale davanti ad un Rea in completo imbarazzo tecnico. Per lui le gare sono ormai possibili solo se brevi. Altrimenti la sua Kawa crolla e nemmeno lui può farci nulla.
Le altre note positive? Locatelli, Bautista che inizia a far volare la Honda e poco altro. Gerloff prova ad essere quello di inizio stagione ma sembra non essere ancora il momento. Redding è un Rinaldi al contrario. Quando c’è l’italiano, non c’è lui.  Le BMW non esistono e in più c’è paura per Sykes, centrato al via da Mahias e ancora in attesa di far sapere esattamente come sta.

 

Micro cronaca

Via. Ed è subito red flag per vari incidenti, più importante fra tutti quello occorso a Sykes, travolto da Mahias.
Alla ripartenza è subito duello a tre fra Razgatlioglu, Rinaldi e Rea mentre Bautista, quarto, osserva da vicino, poi passato da Locatelli.
Pochi giri e in testa ci va Rinaldi mentre dopo il trio piace Bautista che lotta con Redding e cerca di riprendere Locatelli.
A metà gara Rea inizia a cedere. E’ ormai preda di Locatelli e vede il duo di testa fuggire senza problemi.
A meno 7 Razgatlioglu passa mentre Rea cede a Redding e a Bautista ma Rinaldi replica e torna in testa alla gara.
Finisce così
Rinaldi torna alla vittoria davanti a Razgatlioglu, Redding, Bautista, Locatelli, Rea, Gerloff, Bassani, van der Mark, Nozane.
Doppietta Ducati sul podio e turco in testa al mondiale. Come nota il risveglio di Bautista… poi i soliti!

Pagelline

Rinaldi
Si prende la gara e lo fa di prepotenza. Il duello c’è ma finisce ben prima dell’arrivo. Per lui ci sono gare buie o gare splendenti. Oggi va alla grande.
Voto 10

Razgatlioglu
Torna in testa al campionato e lo fa rischiando perché prova anche a vincere la gara nonostante sappia delle difficoltà di Rea. Sempre affamato.
Voto 9,5

Redding
Sbaglia a contare i giri, così dice… ma porta a casa un podio prezioso.
Oggi non lotta per la vittoria, però fa una bella gara.
Voto 8,5

Bautista
Gara agguerrita, da vero lottatore. La moto funziona un po’ meglio e lui tira fuori un po’ di classe.
Voto 8

Locatelli
Lotta per il podio ma cede all’ultimo giro. Locatelli, però, è sempre presente.
Voto 7,5

Rea
Giornata no, come sembrano essercene sempre di più. La Kawasaki ha evidentemente qualche mancanza cui nemmeno lui riesce a rimediare. Quanta fatica se la gara è lunga. E in più perde anche la leadership di campionato.
Voto 7

Gerloff
Quasi riattivato, non è ancora quello di inizio campionato. Però almeno si inizia a rivedere qualcosa.
Voto 6,5

Bassani
Una top ten, dopo l’acuto di ieri, sembra poca roba. Eppure è molto per un rookie su una moto clienti.
Voto 7

Van der Mark
Un po’ pochino per essere quello che deve risollevare le sorti di BMW. Se sta bene ai tedeschi…
Voto 6

Nozane
Il rookie Yamaha inizia a far vedere qualcosa di interessante.
Era ora.
Voto 6,5

Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pagelline

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

Superbike, Catalunya: Gara1 a Redding su Bassani meraviglia. Terzo Rinaldi e Toprak out!

cat ded 3

Gara bellissima condizionata in modo spettacolare dalla pioggia che non fa troppe vittime ma cambia, stravolge la classifica.
Una buona partenza non basta per finire davanti, una brutta partenza non punisce eccessivamente.
In un carosello di duelli e sorpassi, tutti miracolosamente puliti, le Ducati, moto equilibrate e potenti, la spuntano facilmente.
Sorpresa Redding, che vince ripartendo dalle retrovie, sorpresa Bassani, che spende anche qualche giro al comando, e sorpresa Rinaldi, terzo nonostante i problemi alla visiera del casco. Il crollo di Rea, quarto dopo aver dominato la gara, è beneficiato dalla rottura di Razgatlioglu, out con la sua Yamaha quando guidava con la gara in mano. Il resto è un grande canyon. Le BMW soffrono, le Honda annaspano e le seconde guide, tutte, subiscono. Eppure è spettacolo perché tutti, comunque sgomitano fino al traguardo.

Micro cronaca 

Al via Rea comanda dopo aver vinto un veloce duello con Razgatlioglu che fatica anche a contenere Bassani, efficacissimo sul bagnato.
I due lottano e Rea fugge… mentre alle loro spalle fa una bella gara van der Mark, poi Lowes, Rinaldi, Redding, Haslam, Sykes e Locatelli a chiudere i 10.
Due giri e Rea è preso. Fuga annullata. Il turco entra… ed entra anche Bassani quando mancano 8 giri al termine.
A meno 6 il turco rompe il motore e Bassani è in testa davanti a Rinaldi con il crollo di Rea che subisce anche da Redding.
Il britannico della Ducati è carico… e cerca Bassani attaccandolo ed entrando a meno 3… mentre dietro di lui non cambia nulla.

Vince Redding davanti a Bassani, Rinaldi, Rea, van der Mark, Lowes, Haslam, Sykes, Bautista, Davies a chiudere i 10.
Redding ci crede fino alla fine, Bassani meraviglia e Rea riceve un regalo da Razgatlioglu. Si rimane in testa al mondiale anche così.

Pagelline

Redding
Ci crede fino alla fine e fa bene perché è il più maturo fra quelli rimasti in lizza. Una vittoria d’oro.
Voto 10

Bassani
Che gara magnifica. Chiunque avrebbe pagato per veder vincere un rookie… ma va bena anche così. Un serpende marino il nostro.
Rookie magnifico!
Voto 10

Rinaldi
Con il problema alla visiera che ha, fa anche troppo. Forse rinvenendo prima…
Voto 9

Rea
Subisce una sconfitta ma al suo avversario diretto va ben peggio. Massacra la gomma e paga il conto. Eppure…
Voto 7,5

van der Mark
Aggressivo e avvelanato ma tardivo nella sua rimonta.
Voto 8

Lowes
Qualunque cosa succeda, non ci stancheremo mai di dirlo, Lowes è sempre alle spalle di Rea. Un mistero matematico.
Voto 7,5

Haslam
Una tantum davanti a Bautista, il britannico guida bene e lotta come ai vecchi tempi. Sembra che la Honda cresca.
Voto 7,5

Sykes
La pioggia lo manda in tilt. Dopo una qualifica spettacolare parte male e fa tanta fatica.
Voto 7

Bautista
Mai della partita, oggi subisce il bagnato nonostante l’acqua dovrebbe favorire la Honda, ancora problematica dal punto di vista dell’elettronica.
Eppure va così.
Voto 6

Davies
Non più best independent, anzi molto lontano dal parco chiuso. Brutto vederlo così, lotano lontano dalla lotta. Le aspettative erano altre.
Voto 5

Aragon; Bagnaia vince, Marquez torna, Quartararo subisce, Bastianini stupisce!

Bagnaia Aragon

Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie  a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.

La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.

Pagelline

Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10

Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5

Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9

Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5

Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5

Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8

Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7

Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5

Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5

Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5

Magny Cours, gara2: ancora Ratzgaglioglu davanti a Rea. Terzo Redding, ma lontano.

Razgatlioglu

Una delle gare più belle dell’anno è fatta di un duello solo e poi basta. Un duello Ettore-Achille in cui il vincitore, per chi ne ha un’idea, è chiaro sin dall’inizio ma resta sempre il piacere, o il dubbio, di vedere quanto ci mette il torero a far arrendere il toro.
Non è chiaro se Rea non sia a posto di moto o di motore, ma poco importa. Più di lui, e più di tutti, è a posto Razgatlioglu il quale fa, con la Yamaha, un po’ quello che vuole anche se mai completamente indisturbato perché Rea ogni volta quasi riesce a colmare il gap.
Il resto, perdonateci, veramente non c’è. Il terzo posto è di Redding, super altalenante, e il resto è fatto di comprimari che si spartiscono le briciole. Sempre bene Locatelli, sempre in zona grigia BMW, e mini crescita per Bautista su Honda.
Davvero non c’è altro e niente di niente può scalfire la barriera che separa i primi due che lottano per la vittoria dal resto dei partecipanti.
Lo spettacolo è un’altra cosa.

Micro cronaca
E’ bagarre sin da curva uno. Il turco è in testa davanti a Lowes, Rea e Redding seguito da Locatelli.
Al giro 4 è duello aperto fra Rea e Razgatlioglu con Redding spettatore distante per il terzo posto. Altra guerra è quella fra Van Der Mark, Locatelli e Davies che cercano di rimanere attaccati al trenino di testa. Sarà così per tutta la gara.
La battaglia sembra eterna  ma finisce a due dal termine quando Rea capisce che non può star dietro al turco.
Razgatlioglu, Rea, Redding, Locatelli, Davies, Bautista, Rinaldi, Van Der Mark, Gerloff, Sykes. Questi i dieci.

Pagelline
Razgatlioglu
Già detto: il più forte. Problemi di Rea o meno, lui è un funambolo e l’eventuale successore naturale del nord irlandese. La tripletta è meritata al 100%.
Voto 10

Rea
Non molla fino a quando capisce che non può fare altrimenti. Lui guarda al campionato. E’ la scelta giusta quando non puoi vincere la gara singola.
Voto 9,5

Redding
E’ sul podio ma è lontano. E non è regolare. Grande gara ma…
Voto 8

Locatelli
Abbonato al podio, male che vada alla top five, Locatelli è, lo ripetiamo, la rivelazione de facto del campionato.
Voto 9

Davies
Si mostra felice di essere il primo degli indipendenti ma non ci crede nessuno. Le prospettive per lui erano altre. O per lo meno così gli avevano fatto credere.
Voto 7

Bautista
La Honda cresce e lui la lascia. I numeri parlano chiaro. Però è giusto così. E’ atteso su Ducati per gli esami di riparazioni di Bologna.
Voto 7,5

Rinaldi
Si era acceso sabato ma torna un po’ opaco in gara2.
Voto 6,5

Van Der mark
La BMW sulle sue spalle. Un po’ strette. I risultati non arrivano, è innegabile. A parte i risultati senza transponder dei test pre campionato, la tedesca non brilla mai.
Voto 5

Gerloff
A costo di essere ripetitivi: nessuno ci toglie dalla testa che dopo il contatto con Razgatlioglu e i conseguenti cazziatoni, l’americano per qualche motivo, tecnico o psicologico, sia stato disattivato.
Voto 6

Sykes
Se le gare sono lunghe e non iniziano come vuole lui, il britannico si spegne. Come questa volta.
Voto 5

Magny Cours: gara1 a Razgatlioglu davanti a Rea. Meraviglia Locatelli!

Razgatlioglu

Gara1 di Magny Cours non è spettacolare ma è significativa.
Razgatlioglu mostra la sua forza e Rea, dopo aver provato a resistere, cede sapendo che forzare sarebbe peggio.
Il mondiale se lo giocano loro due e non avrebbe senso invitare qualcun altro a spartirsi il piatto. Redding dimostra che non è l’uomo giusto per Ducati e forse nemmeno per una carriera da vincente mentre il resto, Rinaldi e Bassani sono, per il momento, solo promesse su cui lavorare.
E mentre la Honda è in coma e respira solo grazie a qualche exploit di un Bautista che ha già la testa altrove, il resto è tutto molto lontano. Lontane le BMW, lontane tutte le seconde guide, che non c’entrano niente con i loro riferimenti nel box. Inspiegabile la fiducia a Lowes, inspiegabile come Davies potesse solo pensare di stare con quelli davanti.
Incomprensibile la castrazione tecnica di Gerloff, sacrificato alla tranquillità dei diapason mentre faceva vedere, seppur maldestro, il più grosso talento potenziale degli ultimi anni.

Minicronaca
Al via è protagonista Rea, seguito da Razgatlioglu e un sorprendente Rinaldi davanti a Lowes e Locatelli.
Secondo giro e Rinaldi perde la posizione mentre il down è quello di Redding che è malamente in top ten.
Al terzo giro Rea e Ratzgagliotlu rischiano quasi il contatto ma il turco passa per vantaggio di traiettoria.
Il resto della gara è un duello mentale. Rea ha la scia e ha gli spazi ma, di fatto, non entra mai.
Alle loro spalle il vuoto, colmato dopo quasi 3 secondi da Lowes, Rinaldi Locatelli e Van Der Mark davanti alle due Honda di Bautista e Haslam.
Con l’autoeliminazione di Lowes a 4 giri dal termine, Locatelli vede il podio virtuale dopo aver infilato Rinaldi.
Mentre Haslam crolla undicesimo, passato da Bassani Davies, Sykes e Redding, lo stesso Redding scivola si ritrova dodicesimo.
Alla fine, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Rinaldi, Van Der Mark, Bautista, Davies, Bassani, Sykes, Haslam.

 

Pagelline

Razgatlioglu
Il più forte, il più in forma. Al momento, il più tutto.
Incluso lo stoppie all’arrivo. Mai visto.
Voto 10

Rea
Spaventa che perda, ma rassicurante è il suo atteggiamento saggio che gli impedisce di strafare.
Voto 9,5

Locatelli
La rivelazione degli ultimi tempi e il terzo podio vale oro.
E’ il degno scudiero di Razgatlioglu e a Yamaha piace.
Voto 9

Rinaldi
Oggi gara sì, niente da dire. E’ mancata un po’ di grinta ma non molto del resto. Da Bautista imparerà sicuramente di più che da Redding.
Voto 8

Van Der Mark
Si sentono lodi ma non è chiaro il perché. Oggi arriva davanti al suo compagno di squadra ma non fa molto di più. Non è a rischio vittoria. In BMW stiano tranquilli.
Voto 6,5

Bautista
Il risultato non è di certo brillante ma chi parla di un Bautista demotivato, sta guardando altre gare. Sicuramente con la testa già in Ducati, lo spagnolo sta comunque onorando il contratto.
Voto 6,5

Davies
SUfficienza piena. A Magny Cours ci si aspetta molto da lui, ma è evidente che i fasti di inizio stagione, quando era quasi alla pari delle Ducati rosse, sono lontani.
Voto 6

Bassani
Le sue sono sempre meno top ten. Bassani è uno di quelli che migliora. Gradualmente, ma migliora.
Voto 7

Sykes
In disarmo dopo non aver nemmeno gradito l’eventuale retrocessione al team clienti. Brutto momento per l’ex campione del mondo.
Voto 5,5

Haslam
Se c’è uno in disarmo è proprio Haslam. Anni a cercare il contratto garantito senza strafare… e oggi nemmeno più quello. Con Davies nei dintorni, potrebbe non essere solo Bautista a lasciare Honda.
Voto 5

SKY rinnova e salva VR46 e WithU. Yamaha salva SRT. Ecco come Valentino esce dalla figuraccia con Tanal!

Marini VR46

In prossimità della terza scadenza per il pagamento da parte di Tanal, parliamo del 31 agosto, giorno di confronto dei quattro Ministeri, e di Sua Altezza Reale Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin AbdulAziz Al Saud per tramite del suo emissario Architetto Marco Bernardini, il gioco si fa duro e pericoloso per il team VR46 che però, è ormai sicuro, ha il suo Piano B, il quale altro non è che il piano A precedente all’arrivo del Principe, ossia il coinvolgimento degli sponsor attuali con un aumento di Budget.
Quindi il team si farà al 100%, non c’è dubbio.

Quanti soldi servono e quanti ne mancano?
5 milioni sono a carico di Irta. Per fare le cose fatte bene, ne mancano altri 5-6.
Questo parlando solo del 2022.
Anche mancassero uno o due milioni, non ci sarebbero grossi problemi
Per garantire i 5 anni, invece, ci vorrebbe un pacchetto di 6-7 milioni all’anno erogati da aziende serie che credono in un progetto pluriennale.
Al momento però, si lavora per risolvere le emergenze, anche se il rinnovo di SKY, di cui è appena giunta la notizia, calma molto le acque.

Nel paddock, da Ezpeleta in giù, da diverse settimane, tutti sono ormai convinti che il progetto sia sfumato e VR46 si stia giustamente muovendo per comunicare, per Misano o nei giorni immediatamente successivi, il suo distaccamento da Tanal e tutto quello che li riguarda, dichiarando che i tempi sauditi non sono compatibili con le esigenze sportive della squadra. Difficile possa ammettere che il suo gruppo di lavoro ha preso un abbaglio.
Serve un’uscita elegante.

WithU  è davvero così impoertante?
WithU è l’argomento di discussione principale e il dubbio dovrebbe essere svelato a Misano eppure da oggi non è più così importante.
Molti danno l’azienda energetica un po’ ovunque ma con un utile di 1,42 milioni di euro, è difficile che abbia la possibilità di sponsorizzare tutti con un budget massiccio
Secondo alcuni dovrebbe supportare l’ex team Petronas e Dovizioso mentre secondo altri dovrebbe seguire VR46.

Secondo le nostre informazioni, WithU è arrivata in Petronas grazie a VR46 per via di Morbidelli.
A WithU interessava un pilota ITALIANO appartenente all’Accademy.
WithU e Morbidelli sarebbero arrivati quindi insieme sulla Yamaha Petronas.

Per questo motivo, nel momento in cui VR46 avesse un problema di Budget, a meno di un amore spassionato per Morbidelli, che comunque è destinato al team factory, difficilmente WithU sceglierebbe SOLTANTO la Yamaha di Dovizioso che è un pilota a fine carriera ed estraneo a VR46.
Difficile quindi pensare che WithU SCELGA di fare SOLTANTO il title sponsor dell’ex team Petronas rinunciando ai vantaggi che VR46 gli porterebbe. Marini, Bezzecchi o chiunque VR46 vorrà mettere sulle Ducati sono un’offerta più appetibile di Dovizioso e Binder.

Anche fossero “solo” 2 milioni, difficilmente VR46 in un momento così delicato si lascerebbe sfuggire anche una briciola di uno sponsor che ha essa stessa fatto entrare nel paddock. Però WithU non ha la forza di essere title sponsor. Per questo c’è SKY che è rimasta in silenzio sul tema del Principe e adesso rinnova per 4 anni salvando  la faccia di VR46 e ottenendo, dopo aver perso tutto il calcio, almeno i motori. L’opzione migliore è che WithU accetti di essere presente sia sulla Yamaha Petronas che su VR46 ma senza essere title sponsor. NON CI SAREBBE NEMMENO BISOGNO DI CAMBIARE LE CARENE!

Cosa farà SRT?
Il team SRT è un team in pericolo.
Al momento nessuno della squadra ha un contratto oltre la scadenza. Nel 2022 ci sarà una società gestita da Stigefelt e Razali. Di Razali non si sa molto mentre Stigefelt, prima di Petronas ha un passato in Superbike con la Honda messa in pista da Oral, con cui ha vissuto momenti oscuri.
In questi anni di lauta sponsorizzazione Petronas i conti potrebbero essere tornati a posto ma, senza i malaysiani, in uno scenario stravolto, la squadra non si reggerebbe. Il destino di SRT è tutto da decidere.

L’aiuto di Yamaha ha sapore di gratitudine
Yamaha factory è stata costretta a prendere in mano una situazione delicata, mettendo sotto contratto Dovizioso.
Negli anni il team SRT, grazie a Petronas, era una mucca da mungere, adesso invece è il momento di soccorrerlo .
Il team factory, infatti, ha un grosso debito don SRT dato che la squadra di Stigefelt e Razali ha cresciuto Quartararo e Morbidelli, così bravi da meritare la moto ufficiale con la possibilità concreta (per Quartararo) di vincere anche il mondiale.
Questa evoluzione non è dovuta alla politica di Jarvis ma alle scelte di Petronas che ora potrebbero essere ricompensate.
I giapponesi, seppur in ritardo come al solito, avrebbero capito che SRT va salvata e che è il momento di riparare il giocattolo rotto che ha portato tanti benefici.

Con l’addio di Vinales e il risparmio che ne è conseguito, circa 8 milioni, c’è tutto il margine per operare in tranquillità.

Ipotizzando un compenso di 2 milioni per Dovizioso e di qualche spicciolo per Binder (un rookie dalla Moto2 percepisce circa 200-300mila euro e quindi uno della moto3 anche meno), rimarrebbero circa 6 milioni.
Con questi, anche pagando bene Morbidelli (ipotizziamo 2 milioni anche per lui) rimane un discreto budget che consentirebbe uno sconto a SRT sul leasing delle moto almeno per un anno (per tenerlo in piedi). Sono tutti soldi già a budget e quindi già pronti.

Questo nell’attesa di risolvere il problema immediato che consenta di schierare tranquillamente le moto di Stigefelt.
Yamaha, che si è trovata una situazione inaspettata, avrebbe comunque la possibilità di uscire dal problema.
I prossimi anni, ovviamente, sono un’altra cosa.

La situazione di Dorna
Qualche difficoltà in più, invece, per Dorna.
Se a VR46 mancassero uno o due milioni, non ci sarebbero comunque problemi. VR46 va aiutata per evitare di perdere un team importante e per salvare l’immagine.
Anche qui la toppa sarebbe però per il solo 2022.
Dorna ha perso circa 100milioni nel 2020 e si accinge a perderne molti anche nel 2021. Gli anni d’oro sono passati e quello che Dorna non vuole, è essere costretta a risolvere i problemi di VR46 per i prossimi 5 anni.
A questo serve SKY. Dorna fa uno sconto all’emittente che salva così VR46 ed evita a Dorna di impegnarsi in modo massiccio.

La situazione VR46
Come vorrà gestire esattamente la situazione VR46, non è chiaro.
Oltre a dire addio pubblicamente al Principe, parlando di tempi ristretti o ammettendo di aver preso un abbaglio, c’è il problema dei piloti.
Marini è dato per certo ma non è stato ancora annunciato ufficialmente. Bezzecchi è ipotizzato ma nemmeno lui è stato confermato, con l’aggiunta che è ovvio che per lui non esiste più alcuna offerta di SRT. La moto buona di Stigefelt e Razali andrà a Dovizioso e quindi Bezzecchi deve essere schierato ad ogni costo con VR46.

VR46 ha sicuramente in corso valutazioni che vanno oltre Tanal
Questo emerge anche dal fatto che gli sponsor ex moto2 interpellati stanno già valutando le nuove richieste e sono in agitazione.
La stessa SKY, che ha appena confermato il rinnovo, grazie ad una Dorna molto elastica, si è messa in moto per salvare VR46.
Resta solo da capire come e quando Valentino (solo lui può fare una comunicazione di questo tipo) uscirà dall’impasse nel modo più elegante possibile.
E’ importante capire se Rossi si rivarrà sul misterioso contratto firmato con Tanal, andando allo scontro con gli arabi o se farà finta di niente, avendo capito che non c’è alcun risarcimento da prendere.



Silverstone: Quartararo mette le mani sul mondiale, Rins ritorna ma è Espargaro a far ruggire Noale!

Aleix Espargaro

Non è giusto rubare la copertina a un vincitore ma il leone di Noale che torna a ruggire è un italian masterpiece che in Inghilterra, per chi ama il motociclismo, vale un europeo, un oro olimpico, uno sbarco di Giulio Cesare.
Ok, torniamo nei ranghi ma è dovere sottolineare un podio che non è arrivato fortuitamente ma è stato, invece, costruito e guadagnato.
Nella giornata di Quartararo che mette due mani sul mondiale, c’è finalmente il ritorno di Rins e il podio di cui abbiamo già parlato.
Finalmente a Silverstone, week end delle sorprese, anche il ritorno Honda, brillantissima, seppur solo a tratti, con Marquez, ma concreta solo con Pol Espargaro.
E’ la gara in cui sei costruttori diversi piazzano le prime sei moto. Eh già perché a Silverstone va benone anche KTM che nei dieci ne mette tre. Minicrollo per Ducati ma almeno c’è Miller.  La MotoGP che ci piace è questa qui.

Minicronaca
Pol Espargaro è in fuga e tutto regolare fino a che Marquez va giù con Martin. Incidente di gara. Voler vedere altre cose è da frustrati.
Con 18 giri da fare la storia mette due fratelli in prima e seconda posizione. Pol e Aleix a guidare la gara, seguiti da Quartararo e Bagnaia. Il duo Espargaro dura poco perché Quartararo buca l’Aprilia e poi anche la Honda mentre Mir cresce ed è quinto.
Il parapiglia vede Quartararo in testa e Aleix al secondo posto…
A meno 11 Quartararo, Aleix Espargaro, Rins, Pol Espargaro, Mir, Miller, Bagnaia, Alex Marquez, Rossi e Nakagami a chiudere i dieci.
Aleix non resiste a Rins che passa e lo lascia a qualche metro mentre Quartararo è irraggiungibile con oltre 3 secondi di vantaggio.
L’ultimo giro è una lotta terribile fra Aleix e Miller. La spunta l’Aprilia mentre nelle retrovie cambiano un sacco di cose, inclusa la scomparsa di Rossi, che annega in coda.
Quartararo, Rins, Aleix Espargaro, Miller, Pol Espargaro, Binder, Lecuona, Alex marquez, Mir, Petrucci a chiudere i 10.

Pagellina

Quartararo
Non sbaglia niente. Aspetta il giusto e si prende quello che è suo.
E’ l’uomo più forte, al momento. E le mani sono sul mondiale.
Voto 10

Rins
Fuoriclasse ritrovato. Era una sofferenza leggere le sue spiegazioni delle infinite gare andate male. E straccia anche il suo compagno. E’ quello che gli serviva.
Voto 9,5

Aleix Espargaro
Ha sempre parlato tanto, qualcuno dice troppo. Ma è giusto che sia lui ad aver portato l’Aprilia nella storia con un podio che si è guadagnato al 110%. Aleix ha sempre detto cose bellissime di Aprilia e ha sempre creduto in se stesso e nel suo gruppo di lavoro. Aleix, in un mondo di ultramercenari, è uno a cui voler bene. Come spazza via i preconcetti lui, nessuno oggi.
Voto 9,5

Miller
Lotta come un leone ma il leone, almeno oggi, è l’Aprilia.
Gara comunque positiva per lui. Peccato il risveglio tardivo.
Voto 9

Pol Espargaro
L’inizio fa ben sperare, poi errori e il crollo. Ma c’è di che gioire, comunque.
Voto 8

Binder
In silenzio, emerge quando gli altri soffrono. La migliore di ben 3 ktm piazzate in top ten.
Voto 8

Lecuona
Indemoniato. Fa anche belle cose. E le fa fino all’ultimo giro.
Voto 7,5

Alex Marquez
E’ il saggio della famiglia. Dimostra che con la calma si ottengono belle cose.
Voto 7

Mir
Debacle. Fa faville a inizio gara fino ad arrivare a sognare il podio ma poi… oggi non è lui a comandare in casa.
Voto 6

Petrucci
Ottiene una top ten dolceamara. Va benino e addirittura ha un guizzo finale.
Voto 6

Vibrano i diapason. Da Iwata decisioni irrevocabili verso il team?

Jarvis Vinales

Il motivo per il quale fra Vinales e Yamaha non ha funzionato (soprattutto dopo il rinnovo, si intende), lo abbiamo scritto qui il 28 giugno.

Vinales, via da Yamaha. Motivazioni, scenari futuri e ingaggi dei top rider!

Dopo la firma direttamente in Giappone, lo spagnolo è andato di traverso agli operativi sul posto, rovinando i piani di Lin Jarvis e compagnia esattamente come li rovinava Spies quando serviva che si levasse dei piedi e come li rovinava Lorenzo quando era quello sbagliato a vincere il mondiale. La gestione Yamaha, dal muro nel box, alle performance di Uccio che allontanava (non si sa in base a quale ruolo) Marquez e i suoi che andavano a chiarire, passando per le scuse a Rossi quando non riusciva a vincere, fino agli spostamenti di Forcada, Galbusera etc con Gerloff, Crutchlow e Razgatlioglu fatti sfilare nei box, è stata sempre surreale e la gestione del rapporto con Petronas, che saluta la compagnia lasciando due Yamaha nude, deve aver fatto crollare quelle poche tessere del domino rimaste in piedi.

Tornando alle cronache più recenti, Vinales è stato pretestuosamente punito (le sgasate saranno state anche vere ma il provvedimento è sproporzionatissimo), prima con una sospensione che ha reso Yamaha ridicola, e poi con un licenziamento che l’ha resa addirittura clownesca. Pesa anche il regalo ad Aprilia. Se Maverick e la moto veneta dovessero funzionare, per Yamaha sarebbe veramente fastidioso.

Che Jarvis sia anagraficamente in uscita o meno, in Giappone non hanno gradito. Va bene tutto ma dopo un po’ è troppo.
Va bene gestire le cose, anche male come stanno facendo da anni in Yamaha Racing, ma non va bene contraddire la Casa madre in maniera così plateale, macellando in un modo così grandguignolesco un pilota che aveva firmato direttamente con Iwata.
In Giappone i diapason devono essere vibrati così tanto da generare alcuni rumors.

Secondo alcune informazioni, dal Quartier Generale avrebbero deciso di prendere le cose in mano ancora più direttamente e di gestire il racing direttamente in Giappone.
Verrebbero meno entro breve e quindi perderebbero peso, sia Yamaha Europe che Belgarda, incluso gestione, logistica, manovre test team, etc.
A nulla servono le numerose dichiarazioni di Jarvis e tutto l’impegno a dipingere Vinales come un hooligan pericoloso.
Cacciare in modalità no return un pilota assunto centralmente, non è stato furbo. Sicuramente i giapponesi avranno avallato e lasciato fare, ma altrettanto sicuramente hanno preso nota dopo aver messo alla prova il racing “europeo”.
Il passaggio non sarà né plateale né rumoroso ma sarà alla giapponese: inequivocabile. La festa sembra proprio finita.