Pagelle Aragon MotoGP: Bastianini sfancula i giochi di squadra, Bagnaia gongola, Quartararo Subisce!

Eccoci qui per le pagelle di Aragon.
Bastianini, Bagnaia, Espargaro, Binder, Miller, Martin, Marini, Zarco, Rins, Bezzecchi!
Bastianini batte Bagnaia e i giochi di squadra ma è Bagnaia il vincitore di giornata! Out Quartararo e Marquez, ottimo Espargaro.
Eh ma ha vinto allora perché dici che ci sono dei giochi di squadra bla bla comblotto

Il fatto che Bastianini abbia deciso di battere Bagnaia come già avrebbe potuto fare a Misano (onorando il suo team e i suoi sponsor) dimostra che non ha obbedito ai giochi di squadra, non che i giochi di squadra non vi fossero. A parte il fatto che mi sono sbagliato perché personalmente pensavo che sarebbe stata un’altra Misano, solo un idiota può rivendicare cose tipo “visto che non ci sono i giochi di squadra?” dopo le dichiarazioni di Domenicali e Dall’Igna a Misano. E dopo aver visto lo sguardo di Tardozzi ai box, rassicurato e abbracciato dai suoi per farlo calmare e come a dirgli che “dai va tutto bene comunque”. Una specie di clinch di quelli che si fanno in discoteca per calmare l’amico e non fargli fare una rissa. Tardozzi fa il suo lavoro e aspira alla vittoria del suo pilota per cui ha ragione. Ma dire che non ci si aspettasse che Bastianini non vincesse, è da sordociechi disonesti.

E va veramente tutto bene perché oggi il vero vincitore è Bagnaia, al di là del secondo posto. Perché il ritardo su Quartararo ormai è insignificante e il francese deve dormire veramente preoccupato per i 10 punti di vantaggio che possono essere annullati in qualsiasi momento. e in più è dolorante per una caduta e col morale sicuramente down.
La gara, però, consentitemi, di fatto, non c’è. Il sorpasso di Bastianini fa il 70% del totale ma decide “solo” la vittoria.
Il resto lo fa MM93 che fa uno zero e con lui Quartararo che lo tampona incolpevolmente (e Nakagami).
Non ci sono molti altri episodi rilevanti se non la grinta di Aleix Espargaro, di Binder, di Marini e di Bezzecchi, oltre a quella di Crutchlow. Questi piloti, seppur per posizioni diverse, danno tutto e dimostrano cose importanti ognuno rispetto al suo ambito.
Il processo a Marquez? Inutile e da poracci.

A Motegi il mondiale è praticamente azzerato e, paradossalmente, lo possono vincere in tre. Ok, forse Espargaro non è fra i favoriti ma il cartoncino delle probabilità e quello degli imprevisti, possono pescarlo in tanti.

Vediamo adesso le pagelle, iniziando dalle case.


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MotoGP: A stato Puting a chiudere il gasse a WithU e a togliere lo sponsor ad Aprilia!

Abbiamo visto che salta withu come sponsor Aprilia Razali per il 2023. Discorso aperto e già chiuso perché nessuno ne vuole parlare. Come per la storia dello sceicco. Non conviene. E’ stato vissuto tutto come una vicenda sorprendente ma non lo era. Era nell’aria. Guardate la cronistoria di una storia già scritta.


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GUARDATE QUI I LINK A PARTIRE DA UN ANNO FA!

28 ottobre 2021 WithU: soldi in prestito per sponsorizzare la Yamaha, il Monza Calcio e il Bergamo Basket? https://www.misterhelmet.com/withu-soldi-in-prestito-per-sponsorizzare-la-yamaha-il-monza-e-il-bergamo-basket/

22 gennaio 2022 Le ambizioni di Razali e i rumors clamorosi su WithU in chiusura. L’azienda smentisce! https://www.misterhelmet.com/le-ambizioni-di-razali-e-i-rumors-clamorosi-su-withu-in-chiusura-lazienda-smentisce/

1 giugno 2022 Europe Energy in concordato preventivo: A rischio le sponsorizzazioni WithU? https://www.misterhelmet.com/europe-energy-in-concordato-preventivo-a-rischio-le-sponsorizzazioni-withu/

12 settembre 2022 MotoGP: qualcuno avverta Razali che non ha più il main sponsor WithU! https://www.misterhelmet.com/motogp-qualcuno-avverta-razali-che-non-ha-piu-il-main-sponsor-withu/

 

Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.

MotoGP: Marquez torna a correre ad Aragon ma ad una condizione…

Dopo i test di Misano, chiarissimi, il comunicato parla ancora più

 chiaro: Marc Marquez, dichiarato fit, tornerà in pista ad Aragon.
Eppure c’è un però…

 

Marc Marquez può tornare. Gli è stata data via libera. Marc Marquez vuole tornare. E’ ormai fermo da troppo tempo.
E Marc Marquez è in grado di tornare, perché nei test di Misano è stato, nonostante il lungo stop, il più veloce fra i piloti Honda. Tanto dovrebbe bastare. E poi Marc Marquez deve tornare, perché ci sono delle pressioni di politica e sponsor.

Ma Marc Marquez è stato comunque dicotomico nelle sue dichiarazioni. Le sue sensazioni si dividono in due: da un lato si sente bene ed è a posto, in grado di macinare persino 40 giri, dall’altro si stanca presto. L’osso è guarito ma i muscoli si devono riabituare. Anche lui, persino lui, ha bisogno solo di una cosa per abituarsi a fare tanti giri e quella cosa è fare tanti giri.
Per questo motivo ha dichiarato di essersi stancato molto e di non essere probabilmente in grado di fare una gara intera, chiaramente al livello che vorrebbe lui.
Lo ha detto. Il che è diverso da non essere guarito però, per usare un parallelismo calcistico, non ha i 90minuti nelle gambe. Nelle moto si può anche non finire la gara, sia chiaro, ma non è la stesssa cosa che uscire dopo il primo tempo per essere sostituito. Non ci va nemmeno vicino.
E’ per questo che, al di là di quello che gli confermano i medici, che però non sono in moto con lui, Marquez, per capire se è in grado di portare a casa un week end di gara, deve entrare in modalità gara.
Lo farà ad Aragon con attenzione decidendo, questi i rumors, se cambiare idea dopo le prime libere.
Ha tempo fino alle FP3. E le sessioni dovrebbero essere sufficienti per capire se può fare anche la gara.
Si deve far bastare 3 turni così come Honda, gli sponsor e il sistema, si devono far bastare questa sua volontà positiva di rientrare. Esiste una via di mezzo fra rientrare troppo presto e perdersi un’altra stagione intera? Esiste una via di mezzo fra non fare una gara e scoprire, in gara, di non essere pronto? Ovviamente no. Quella di fare le FP e decidere, e magari far finta di sorprendersi nel caso non ce la faccia, è la cosa che ci va più vicina. Chiaramente senza dichiararla, una cosa così, perché dire “provo” annullerebbe ogni tipo di credibilità professionale del pilota e di chi lo consiglia e sarebbe un altro caso medico sportivo.
Però le cose stanno per andare così. Insomma, ci siamo capiti.

Petrucci a Misterhelmet: la situazione non è rosea? A Barber ce la giochiamo!

Ducati in America è fresca di titolo ma non è sulla Supersport vinta da Josh Herrin con la Panigale V2 (nonostante l’americano abbia strapazzato i rivali vincendo il campionato con tre gare d’anticipo) che sono puntati i riflettori.
Se Petrucci dovesse spuntarla arriverebbe un titolo 28 anni dopo la vittoria di Troy Corser nel 1994. E arriverebbe la vittoria in due campionati con due sole moto schierate.
Una pepita d’oro per Bologna e per Eraldo Ferracci, riferimento di Ducati negli Stati Uniti e vero deus ex machina delle imprese rosse d’oltre Oceano.
Il team Warhorse Ducati NY è solo un team “normale” catapultato alla vittoria in modo un po’ inatteso e sicuramente lontano dal blasone di chi il MotoAmerica lo domina da ben prima del 2015, ossia da quando ancora si chiamava AMA.

Le chiacchierate con Petrucci sono così.
Quando vuole manda vocali o risponde alle domande. Gli orari sono diversi e incompatibili e gli stati d’animo non sempre quelli giusti.

Come va, gli chiedo dopo gara1?
Adesso bene, risponde dopo gara2.

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“Gara1 in di sabato (nel New Jersey) è stata la gara più difficie della stagione al pari di quella in Virginia (entrambi quarti posti e peggior risultato per Danilo).
Sapevamo che c’era zero grip, una pista piccola e piena di buche ed avvallamenti. Abbiamo fatto fatica a tener la moto sull’asfalto.
Ieri ho fatto quello che ho potuto ed è un peccato perché siamo stati molto lontani e in difficoltà.
In gara2 ci ha aiutato molto l’acqua anche se a dire i vero non ha piovuto tanto, era solo umido. Per quello abbiamo anche finito le gomme a tre quattro giri dalla fine. Proprio in quel momento ha ricominciato a piovere e infatti sono caduti in tanti perché la gomma posteriore era una wet finita che è diventata slick proprio mentre è iniziato a diluviare.
Peccato per le cadute di Petersen e Yates perché saremmo potuti andare in testa al campionato Però alla fine va bene anche così.
Gagne è stato spesso più veloce di noi ma arriviamo a Barber e lottiamo. Anche se la situazione non è rosea, ce la possiamo giocare”.

La verità è che per numero di vittorie (11-5) Gagne è impressionante. L’americano conosce le piste e guida una Yamaha praticamente imbattibile. Ma Danilo, regolare, non ha mai fatto peggio di quarto e porta sul ruolino un solo zero (la mancata partenza a Road Atlanta causa rottura del motore in griglia) oltre ad una capacità di adattamento che lo ha visto vincere al debutto persino nel deserto.
E’ per questo che in Alabama, fra due settimane, nel pieno del periodo più piovoso dell’anno, Ducati potrebbe ottenere il secondo titolo in pochi giorni.
Se esiste un sogno americano, con i dovuti scongiuri di casa nostra, è proprio questo!

Gli incredibili risultati di Petrucci al MotoAmerica 2022!

Guarda la Live di Gara2 nel New Jersey con la vittoria di Petrucci!

MotoAmerica, New Jersey: Petrucci vince Gara2 sotto la pioggia. Gagne pesca un podio last minute!

Sotto la pioggia Petrucci va via e rifila 11 secondi agli inseguitori prima di tranquillizzarsi. L’americano Gagne, in crisi, battuto da Scholtz e dal suo compagno di squadra, pesca un jolly last minute per la caduta di quest’utimo e rimane a + 4 in classifica generale.

 

Petrucci, Scholtz, Gagne, Barbera, Petersen, questo l’ordine dei 5 che se la sono più o meno giocata in gara o meglio, che hanno fatto lo stesso sport al New Jersey Motorsport Park. L’intro è sempre quella.


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Petrucci è inquadrato poco dalla regia a stelle e strisce perché al via salta davanti e non lo vedono più, con tanto di giro veloce ad ogni passaggio. Si calma, il ternano, solo quando ha 11 secondi di vantaggio sull’inseguitore momentaneo, quel Cameron Petersen, sudafricano compagno di Gagne, che è l’unico ad avere un passo da  pilota da bagnato, seppur nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Petrucci. Questo fino a che l’altro sudafricano, Scholtz, non inizia una rimonta che lo rende protagonista ed autore del giro veloce in gara. Scholtz si libera di Yates e Gagne e insidia Petersen che poi cade e lascia a Gagne un podio pescato solo con la pazienza. Non fa in tempo Ahton Yates, BMW, ad attaccare il campione nonostante ne abbia di più, perché un errore prima, e la bandiera a scacchi poi, favoriscono un Barbera più lento ma più costante.  Il campione in carica e leader della carica, sotto l’acqua non ne ha nemmeno un po’ e guida veramente sulle uova però oggi gli basta.
Impossibile commentare una gara fatta da un uomo in fuga e irraggiungibile, Petrucci, ed un’unica rimonta, quella di Scholtz, con tanti, troppi rider in difficoltà sotto la pioggia. Persino Barbera fa una gara così così, ormai definitivamente disabituato al bagnato. Il podio, seppur fortunoso, tiene Gagne in testa alla classifica generale con 4 punti di vantaggio, 331 a 327 per un finale in Alabama che si preannuncia davvero infuocato!

Guarda la Live con il commento di Misterhelmet!

Superbike, Magny Cours: Gara2 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Bassani. Rea perde la testa e dà una spallata a Bautista!

Razgatlioglu, Rinaldi, Bassani, Lowes, Rea, Redding, Locatelli, Gerloff, Baz e Lecuona. Finalmente Rinaldi e ottimo Bassani.
Gestaccio di Rea che perde la testa e butta fuori Bautista con una spallata.

E’ davvero un peccato che una gara bellissima con un meteo perfetto (a Magny Cours è cosa rara) verrà ricordata soprattutto per un gesto indecente, quello di Jonathan Rea, assolutamente non in linea con il livello della competizione e il blasone di chi lo ha compiuto. Una spallata netta, come se non bastasse l’entrata kamikaze, su un Bautista che lo aveva umiliato in Superpole Race e lo stava regolando senza problemi anche in Gara2. Deve essere stata la sensazione di impotenza dell’ex campione del mondo a spegnergli totalmente le luci ed a portarlo ad un fallo di frustrazione che sarebbe bene fosse sanzionato con qualcosa di più del long lap penalty assegnato in gara. L’entrata di Rea cambia le sorti di un campionato che altrimenti sarebbe stato chiuso e lo denota il ritardo che comunque i due contendenti soffrono nei confronti dello spagnolo di casa Ducati: 30 punti da recuperare per Razgatlioglu e 47 per Rea, che sarebbero potuti essere tranquillamente almeno 50 e 67.

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Chiuso questo passaggio squallido della giornata, rimane da raccontare una gara bellissima, vissuta sugli attacchi e le prodezze di un Bassani ormai pronto al passaggio in ufficiale e un Rinaldi che invece tiene duro e non vuole mollare la sella tutta rossa. RInaldi trova la forza di lottare per la vittoria e di non far rimpiangere il suo caposquadra. Dopo le numerose critiche, va detto, meritate, oggi è la sua giornata e nessuno gli toglie un secondo posto che vale vittoria.
Come spesso accade ultimamente, spumeggiante Bassani e implacabile (questa volta senza errori) Razgatlioglu.
Ridimensionato e piccolo piccolo, invece, un Jonathan Rea che soffre da inizio gara e delude sotto l’aspetto sportivo e umano. Non c’è niente di peggio che non saper perdere dopo che hai vinto così tanto.
Ma a far bene non sono solo i tre del podio. E’ buona anche la gara di Lowes, finalmente, nonché quelle di Redding e Gerloff. Peccato che siano tutti  troppo lontani da quello che conta. E’ una Superbike ai margini dell’impero che fa solo numero e non influenza quasi mai le cose che stanno per succedere. Mancando Rea e Bautista ci si aspetterebbe uno dei vecchi senatori a prendere le redini della gara. E invece ci sono due giovani. Forse è meglio così.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

MotoAmerica, New Jersey: Gagne irraggiungibile in Gara1. A Petrucci sfugge anche il podio!

L’americano è imbattibile e Petrucci incappa in una giornata no dal punto di vista tecnico. Gli sfugge anche il podio e ora è a -13 dalla vetta!

Gagne, Petersen, Scholtz, Petrucci, Jacobsen, questo l’ordine dei 5 che se la sono più o meno giocata in gara o meglio, che hanno fatto lo stesso sport al New Jersey Motorsport Park.


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Niente salva tutta la griglia del MotoAmerica dalla 11ma vittoria di Jake Gagne, nemmeno la bandiera rossa per l’incomprensibile scelta di Hector Barbera di rimanere in mezzo ai piedi quando avrebbe potuto spostare la sua BMW in panne.
Resta il fatto che Gagne fa due volte il vuoto anche partendo terzo in entrambi gli start. Quando vuole è l’unico a scendere sotto l’1.22 mostrando di giocare per tutto il tempo.
Per Petrucci una gara in salita nonostante la presenza del tecnico Giovanni Crupi, venuto dall’Italia. Prima la lotta con con Jacobsen e poi la necessità di tenerlo dietro. Il ternano è in ritardo già da subito e mostra di avere tutto il repertorio dei problemi lamentati per tutto il campionato: chattering, gestione dell’elettronica e incompatibilità con le durissime Dunlop made in USA:
Al contrario, le Yamaha, volano subito e bene. con l’aggiunta del fatto che Jake Gagne ci mette del suo. Al primo start dopo un giro sposta letteralmente Petersen con una spallata per mettersi in testa e fare la gara. Al secondo start non ne ha nemmeno bisogno e se lo porta dietro fino a che il compagno non è messo in pericolo dalla rimonta di Scholtz, anche lui appuntito e sempre su Yamaha. Appena vede che Scholtz è pericoloso, l’americano va via e lascia i sudafricani a sbrigarsela fra loro, rifilando un minimo di 5 secondi abbondanti al primo inseguitore.
Per Petrucci è dramma sopravvivenza, con un quarto posto che è comunque oro, viste le condizioni tecniche che deve affrontare. L’italiano fa i numeri per non farsi passare dalla BMW di Jacobsen e il suo secondo quarto posto, nonostante sia il peggior risultato della stagione, è comunque di grande valore se si considera il gap fra le Yamaha e l’unica Ducati.
Gagne è adesso a +13. Difficile pensare ad un recupero domani ma nelle corse tutto può succedere.

Guarda la Live con il commento di Misterhelmet!

Superbike, Magny Cours: Gara1 a Bautista, tutto cervello. Rea e Razgatlioglu vanno out. Redding e Bassani sul podio!

Bautista, Redding, Bassani Lowes, Gerloff Rinaldi, Locatelli, Oettle, Lecuona, Mahias!

Bautista, talento e cervello, Rea e Ratzga, out. Bassani nuova speranza italiana della SBK!

Se c’è un organo che rappresenta la Superbike di Magny Cours in gara1, non è il cuore e nemmeno il polso, ma il cervello.
E il cervello è quello di Alvaro Bautista che non parte in prima fila, sbaglia anche una marcia, ma rimane tranquillo e nonostante questo riesce a tenere il trenino dei primi.
Rea e Razgatlioglu si sfogano e sbagliano, vanno out e buttano via la gara. A niente serve il rimontone del turco perché i punti che prende addolciscono solo una pillola amarissima.

Lo spagnolo va a dormire con un vantaggio di 56 punti, tantissimi per una pista che in teoria non lo vedeva favorito. E questo succede perché ragiona, fa sfogare tutti, Redding incluso, e poi va a vincere comodamente una gara in merito alla quale pochi avrebbero puntato su di lui.
Due che hanno cuore, loro sì, e gli serve, sono Redding e Bassani, rispettivamente secondo e terzo. L’uomo BMW fa quello che può, e Bassani fa quello che deve: surclassare Rinaldi che purtroppo spreca ancora e vede allontanarsi il suo posto in Aruba.


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Il resto, diciamocelo, non è molto, perché la gara vive soo dei duelli al vertice e dei recuperi del turco.
Lowes, Gerloff, Oettle, fanno una gara generosa ma lontana da quello che conta. Così come generoso è Baz, che nella gara di casa cade quando sembra poter chiudere sul podio.
La curiosità è tutta alla gara Sprint. L’unica soluzione che può cambiare le cose. Sempre che in così pochi giri i soliti non facciano in tempo a sbagliare.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

Remy Gardner ripara in Superbike: non è più a piedi! Sistemati anche Gerloff e Aegerter!

Le selle sono poche, i soldi anche e bisogna sbrigarsi.
Gerloff  ed Aegerter si accasano e l’australiano, Campione del Mondo Moto2, rimasto improvvisamente a piedi in virtù dell’incomprensibile scelta di KTM, arriva anche lui in Superbike!

 

 


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Le selle sono poche, il periodo è quello che è e Remy Gardner e il suo manager non hanno perso tempo.
L’australiano, campione del mondo Moto2, correrà nel Mondiale Superbike in sella alla Yamaha del team GRT che attualmente schiera Gerloff e Nozane.
Il team GRT schiera sicuramente un’ottima moto ma avere Remy Gardner è davvero un colpaccio.
L’australiano sostituirà Garret Gerloff che approderà in BMW Bonovo.
Per quanto riguarda Dominique Aegerter, probabile campione Supersport e già campione MotoE, è molto plausibile il suo passaggio, sempre con Yamaha, nel team GMT94.