Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.

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