Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
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E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!
Come si spiegano le recenti dichiarazioni di Paolo Ciabatti, direttore sportivo Ducati, riguardanti Marc Marquez? Con un’analisi della situazione di Bologna e delle condizioni di Marquez. A meno che…
Hanno parlato tutti e quindi voglio dire anch’io la mia, velocemente, sullo scazzo fra Bautista e Carrasco. E dico Bautista e Carrasco, non Bautista e LA Carrasco, proprio perché voglio offrire un trattamento paritario e voglio parlare di piloti, non di uomini e donne.
E’ successa una cosa molto brutta? Sì, ma non quella che dice qualche sfigato buonista. E non è questione di punti di vista ma di cronometro. La verità, senza andare a guardare il foglio dei tempi che renderebbe tutto ancora più impietoso, è che Carrasco ha girato, quando è andata bene, 7 secondi più lenta, quando è andata bene. Con traiettorie a volte abbastanza esotiche e con situazioni di 11 secondi più lenta degli avversari. E sono numeri inutili perché oltre i 4 secondi sei già un corpo estraneo e ti devi levare velocemente dal cazzo.
Quindi se un pilota come Bautista è caduto o anche ha perso un giro importante per questo motivo, fa bene a rilevarlo. Non ha offeso nessuno, Ha semplicemente detto che il pilota Carrasco era in mezzo ai piedi e lo ha fatto andare nello sporco con conseguente caduta. Carrasco ha girato come un pilota che non fa parte del contesto di quei test.Questo ha detto Bautista.
PRIMA COSA. In un mondo di pagliacci perbenisti buffoni e burattini Alvaro Bautista, che ricordiamo è il campione in carica della Superbike, ha detto quello che pensava. Non ha insultato nessuno ed è quindi da applaudire per questo.
Bautista è da applaudire perché ha trattato Carrasco come un suo pari, come un pilota e non come una donna e gli ha detto cose da pilota, non da donna. Non ha giudicato il suo sedere, i suoi capelli, le sue tette ma la sua guida. Non ha avuto riguardi per il fatto che Carrasco sia una donna. Questa è la più grande forma di rispetto possibile.
SECONDA COSA: Ana Carrasco, prima vuole cimentarsi con gli uomini e poi parla di atteggiamenti maschilisti quando non ci riesce. Ana Carrasco è un pilota assolutamente rispettabile di Supersport 300, dove le differenze fisiche con gli uomini possono essere annullate e ha fatto anche gare discrete in altre categorie. Purtroppo non è un pilota da mondiale Supersport e non può correre con gli uomini. Quindi non è maschilismo. E’ motociclismo.
Non ho mai visto Alessia Polita, Paola Cazzola, Katia Pongsen o Letizia Marchetti rompere i coglioni.
Eppure hanno corso in periodi in cui per le donne era molto più difficile di adesso dato che nessuno regalava niente e di certo non c’era il mee too imperante salvaculo che c’è adesso.
Il motociclismo è uno sport violento. Più violento della Boxe. Più violento delle arti marziali, perché oltre al corpo a corpo ha il cronometro. E’ lo sport più sessista che c’è.
O ti uccide il cronometro o ti uccide il corpo a corpo o ti uccidono tutti e due insieme.
Quindi c’è solo una soluzione per non rompere i coglioni e realizzarsi: fare le gare del proprio livello e non crearsi false aspettative.
Esiste un motociclismo femminile? Esistono dei campionati misti ma alla portata? Ecco.
Alle donne dico: Ana Carrasco è stata trattata da Bautista, non da donna, ma da pilota. Vale di più. Alle donne dico: il rispetto e la compassione sono cose diverse.
Il rispetto si ottiene combattendo senza chiedere favoritismi. La compassione travestita da rispetto è un boccone avvelenato!
Chi dice che in pista è successa una cosa brutta tra Bautista e la Carrasco, ha ragione.
E’ successo che un pilota fermo ha fatto rischiare la vita a uno che è lì per giocarsi il mondiale. Niente di più. Se uno è fermo gli devi dire che è fermo, se gli dici un’altra cosa, sei disonesto e Bautista non è un disonesto. Chi strumentalizza tutto questo e si mette a parlare di modi, toni, educazione, opportunità, in pista o fuori, è uno sfigato perché fa benaltrismo e si rifiuta di dare ragione all’unica cosa che conta nel motociclismo: il cronometro.
Immaginate di incontrare il rappresentante in pista di una casa come Ducati e chiedergli tutto. Impossibile? Invece no. Paolo Ciabatti si è fatto intervistare per un’ora e venti minuti ed ha risposto a tutto.
Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Le vittorie di Superbike, MotoGP, e tutti i titoli vinti.
Quale si sarebbe aspettato e quale no.
Quale vale di più e chi lo ha meritato di più fra Bautista e Bagnaia
Bagnaia e Bautista terranno il 63 o prenderanno il n1?
L’avversario perdente dell’anno.
Il peso di Gigi Dall’Igna
Il peso di Audi
Le troppe Ducati in pista
Il comportamento in pitlane e ai muretti altrui
Darth Dozzi
I giochi di squadra
La MotoE
Il passaggio di VR46 in Yamaha.
Aspettative e impegno con Petrucci, Bautista, Rinaldi e Bassani.
Che moto avrà Petrucci
Regole sulla zavorra 2024
8h di Suzuka ed eventuale tenuta fisica di Tardozzi
Regolamento Supersport:
La nuova categoria bicilindrica
Desert X e gare nel deserto
Ombrelline
Casa da battere e da temere.
Varie ed eventuali, come nelle assemblee di condominio!
Le pagelle live con gli utenti, sono andate bene. Però sul tema Bastianini mi sono beccato del bugiardo. Non esiste alcun audio di Enea che dice di aver ricevuto un segnale e di aver avuto un occhio di riguardo. Invece l’audio c’è.
Ecco pagelle e audio, che dà anche la copertina al pezzo!
Guarda la live con le pagelle discusse con gli utenti!
Rins, Marquez, Bagnaia, Bezzecchi, Bastianini, Marini, Martin, Zarco, Aleix Espargaro, Binder.
Sono i primi 10 di una gara surreale e al limite del sospetto per quanto è bella.
Una gara in cui ognuno fa quello che deve fare, nel bene e nel male, ad eccezione di Quartararo che piomba all’inferno!
La gara di Phillip Island è la più bella da molto tempo a questa parte e restituisce il campionario completo di spettacolo e giustizia, piacere e dolore e anche un po’ di amarezza.
Rins dà un bacio ad una Suzuki ingrata regalandole una vittoria tanto romantica quanto immeritata per le scelte effettuate partendo dalla decima casella (!), Marquez dimostra di essere necessario ad Honda e ancora di più alla MotoGP che ha bisogno del suo effetto detonante in uno scenario di piattume e mediocrità (sì, l’ho scritto) e Bagnaia fa un capolavoro, portando a casa una gara intelligente ed efficace anche se a tratti messa in pericolo da un pizzico di ingordigia, dovuto alla volontà di far vedere che si merita quanto sta per ottenere.
Il piemontese, bravissimo, che adesso si trova a più 14 sul suo diretto avversario dopo avergli recuperato oltre 100 punti, combatte contro un disperato senza una moto che si lancia all’inferno ma nonostante questo continua ad essere tentato di far capire quanto questo recupero sia solo suo. Non ne ha bisogno, nonostante il suo successo, costruito dal suo polso e dalla moto di un dio meccanico, sia platealmente appannato da un’orrenda quanto inutile processione di 5 Ducati che negli ultimi giri fanno a gara per non superarlo e non superarsi.
Non ci prova Bezzecchi che ne ha clamorosamente ed evidentemente di più, non ci provano gli altri, così spaventati da ordini, briefing, warning, allusioni contrattuali da sembrare gatti nella notte davanti ai fari di un’auto. Spaventati e ormai dimentichi di essere piloti e di dover assecondare la loro natura. E’ un trenino triste per turisti che portano a spasso una sagra del freno a mano che a momenti è anche pericolosa. Non è difficile immaginarsi nel paradosso della satira, un Miller che frena mentre torna al box con lo scooter dopo essere caduto, e un Di Giannantonio che per sicurezza chiude il gas per solidarietà, nonostante si trovi ad anni luce da quello che conta.
Il resto della gara è fatta di Aprilia che non concretizzano come sarebbe bello facessero, di KTM che rantolano, di Yamaha che sparano a salve fra Honda che non esistono e che solo in Marquez trovano un senso.
E’ brutto per me essere così feroce ma sarebbe, credetemi, ancora più brutto e disonesto non rilevare situazioni così marchiane.
Plateale in negativo è anche un’informazione che, dopo una giornata intera di attacchi squallidi e offensivi ad un Marquez dipinto come un delinquente abituale, recidivo e intenzionale, responsabile di un malcostume spudorato (sono tutte parole effettivamente utilizzate) per la questione della scia, attraverso post fatti ad arte per fomentare la parte più becera dei social, si esprime per tutta la gara in una telecronaca ancora più faziosa, tifosa, preda di un delirio eccitato infantile al limite della costruzione di frasi di senso compiuto, in una polluzione precoce da primo bacio in spiaggia con tanto di pantaloncino croccante, terminando con l’invenzione di statistiche senza senso che vedono Bagnaia facilmente campione grazie a calcoli affrettati, ulteriormente arricchita da un “guai ai vinti” sui giochi di squadra che non vuole vedere la grottesca processione finale che tanto assomiglia al più grosso volemose bene dello sport a motore degli ultimi anni, in barba a sponsor e pubblico pagante.
Non è spiegabile come si possa, nonostante i segnali che numerosi arrivano da un pubblico pagante e senza scelta, decidere di continuare a rendersi così evidentemente schierati, togliendo paradossalmente valore e rendendo antipatico quello che si vuole esaltare.
Il sorpasso di Bagnaia, il ritorno di Marquez, l’inferno di Quartararo, il romanticismo di Rins sono un diadema di gemme preziose più che sufficienti a giustificare un abbonamento, eppure vengono sporcate da un atteggiamento che confeziona un prodotto che ne minaccia la purezza.
Il mondiale si riapre in Thailandia grazie ad un Quartararo fuori dai punti. Succedono tante cose in una gara partita molto in ritardo, ma non tutte sono attese dai book makers! Oliveira vince ma Bagnaia festeggia anche grazie a Zarco che non ci prova. Col francese della Yamaha nei guai, in lotta per il mondiale adesso sono in 5!
Oliveira, Miller, Bagnaia, Zarco, Marquez, Bastianini, Vinales Alex Marquez, Martin Binder.
E’ una top ten inedita perché mancano due che sono in lotta per il mondiale ma tornano in auge i top rider della MotoGP degli ultimi anni. La gara scorre senza colpi di scena particolari, per essere un evento partito con oltre un’ora di ritardo fra mille dubbi e qualche pilota riluttante alla partenza sul super wet.
Alla fine il poleman Bezzecchi si neutralizza da solo con una gara del gambero mentre tocca a Zarco tirare un po’ il freno a mano, dichiarandolo anche nel post gara, per non bersi un Bagnaia che fa, per quanto lo riguarda, la gara più intelligente della stagione. Il piemontese porta a casa un podio di platino mettendosi a soli due punti dalla testa della classifica e, allo stesso tempo, facendo una bella figura non disturbando il secondo posto di Miller che pur partente non viene messaggiato dal muretto. L’australiano avrebbe dovuto rallentare parecchio e, per fortuna, non gli viene chiesto. Quelli patetici sono tutti quelli che cercano di far dire al francese delle cose e nonostante ne dica delle altre provano a rivoltare una frittata mal riuscita.
Tornando alla gara, è nera per Quartararo (non va nemmeno alle interviste post gara), difficile per le Aprilia, che comunque salvano la faccia, e fortunata per le Honda, che col bagnato vanno un po’ meglio, ma non c’è molto altro da segnalare, se non il fatto che sono solo due le cadute (pochissime per una gara bagnata). Vanno out Gardner e Marini, nel suo primo zero della stagione.
E Petrucci? Un ventesimo posto sul bagnato è quello che si può ottenere partendo così indietro. Va bene anche così.
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