KTM rises to 51% of MV Agusta. All the numbers and what will happen now!

We are one step away from the epilogue of a story that began in October 2022, followed by Misterhelmet with previews and exclusives from day one. KTM obtains 51% of MV Agusta from the Sardarov family (nominally it is 50.1 but nothing changes) and prepares its historic change by paying an EBITDAx10, i.e. zero money to the Sardarovs. Here are all the details of the operation with the signing which should take place on Tuesday but for which there is already an agreement, some details of which I will tell you about in the video. (EN Subts).

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Prima o poi doveva ri-succedere Intervista a Misterhelmet!

Di solito sono io a intervistare piloti e addetti ai lavori, questa vola sono io a “subire”.
Chi vuole ed ha tempo può scoprire come è nato Misterhelmet e perché, ma soprattutto come ragiona, dal punto di vista “editoriale” su hater, etica, giornalismo, youtubers, comunicazione, notizia e considerazione dei lettori. Ammesso che ragioni, sia chiaro.

Un’ora abbondante di fuoco senza filtro.

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BMW: il TEST TEAM SUPERBIKE porta dritto alla MotoGP!

BMW Motorrad ha presentato il suo test team unitamente al suo nuovo capo. C’è un progetto MotoGP imminente MA SOLO SE PRIMA succedono delle cose. Ecco tutti i dettagli dei passaggi dell’operazione e dei “personaggi” coinvolti.
Le cose devono succedere in un certo ordine e non c’è nemmeno troppo tempo!

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KTM puts pressure on DORNA: MV AGUSTA in MotoGP immediately!

Are you following the story of KTM which now has increasingly complete control of MV Agusta? Like all Pierer Group brands, MV Agusta also has a racing position and for the Schiranna brand, it is the most prestigious! KTM has clear ideas about ways and times and is already knocking on some teams’ door. Here are all the details!

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All other MV Agusta- KTM related pieces in order.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

KTM spinge DORNA: vuole subito MV AGUSTA in MotoGP!

State seguendo la vicenda di KTM che ormai ha il controllo sempre più completo di MV Agusta? Come tutti i marchi di Pierer Group, anche per MV Agusta c’è una collocazione racing e per il marchio di Schiranna, è la più prestigiosa! KTM ha le idee chiare su modi e tempi e sta già corteggiando alcuni team. Ecco tutti i dettagli!

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Marc Marquez in Gresini e Regolamento Superbike. Live con ospiti top!

Se c’è da affrontare il tema del passaggio di Marc Marquez in Gresini, pochi hanno il polso della situazione che ha Enrico Borghi, direttore di Slick con qualche decennio di Motomondiale e tante situazioni paradossali. E per parlare di regolamento Superbike, pochi hanno l’esperienza di Enrico e l’autorevolezza di due team, privati sì, ma di grande livello.
Marco Barnabò (Team Barni) e Lorenzo Mauri (Motocorsa) si sono confrontati con gli ormai imprescindibili Luca Scassa e Alex Polita.

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L’abbiamo chiamata “LA LIVE DEI CETRIOLI” perché ne abbiamo fatti volare di ogni tipo, su tutti i temi trattati. Una live così, per parlare esplicitamente e senza filtri di regolamento Superbike, CIV, Motomondiale, con tutte le dinamiche viste da chi ci lavora e ci mette del proprio, è una cosa che ha fatto bene sia a noi che al pubblico. Ne siamo sicuri. O per lo meno siamo sicuri di avercela messa tutta.
Marco Barnabò del team Barni e Lorenzo Mauri del team Motocorsa, sono rivalissimi ma per una volta possiamo dire che si sono trovati dalla stessa parte.
Stessa cosa per la vicenda Marquez-Gresini, analizzata con esperienza insieme ad Enrico Borghi, direttore di SLICK e autore di numerosi testi che parlano di moto, motori, uomini e vicende. Con lui, Luca Scassa e Alex Polita, abbiamo portato a casa un’altra live senza filtro e soprattutto senza timori reverenziali.

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Pirro-Zanetti, confronto live stile C’è Posta per te! “No Mister, se entra lui io esco!”

Diretta in stile C’è Posta per te, ieri sera, sul Canale di Misterhelmet.
Michele Pirro (Team Barni) e Lorenzo Zanetti (Team Broncos) si sono affrontati sì, anche molto duramente, ma a distanza.
Il n51, in diretta dall’ospedale dove ha subito un intervento chirurgico non ha, diciamo così, voluto aprire la busta per chiarirsi con Lorenzo Zanetti che aspettava nell’anticamera dello studio online.
“Se entra lui io esco”, ha affermato ripetutamente a Misterhelmet, Alex Polita e Luca Scassa.

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Lungo e accorato l’intervento di Pirro che, nei suoi oltre quaranta minuti di passione, ad alcune cose, chiaramente condivisibili per modi e toni, ha aggiunto affermazioni anche un po’ forti, decisamente over, sicuramente frutto della sua condizione.

“Zanetti è un poveretto e un pessimo esempio per i giovani”… con la chiara accusa di averlo fatto di proposito o di non aver comunque fatto niente per impedirlo.

“A me del CIV non interessa, il una carriera l’ho già avuta, il campionato italiano non cambia la vita, corriamo per pochi spiccioli quindi non ha senso farsi male…”
E poi ancora “Lorenzo mi invidia, la sua carriera non è stata come la mia e quindi sono un bersaglio per lui ma non solo per lui. Corre su di me. Il CIV non è un campionato che vale la pena correre se per pochi spiccioli mi devo fare male e se devo essere un bersaglio. Corrono tutti per fare gare ostruzionistiche su di me”.

Secondo Pirro, ancora dolorante, Zanetti sarebbe entrato in pista con il coltello fra i denti già da sabato, e già gara 1 sarebbe stata un antipasto di quello che gli è stato servito la domenica.
“Già in gara1 è andato oltre, facendo entrate pericolose”… “La sua affermazione sui social, O vittoria o ghiaia fa capire che è stato tutto intenzionale”.
Molto sentito il tema delle scuse che, secondo Pirro, non sarebbero arrivate. “E’ andato a festeggiare fregandosene, poi è venuto quando gli ha fatto comodo, questo non lo accetto…”

Questa ed altre dichiarazioni, alcune sinceramente over nei confronti di un collega, hanno reso impossibile il confronto diretto.
Lorenzo Zanetti, in collegamento pochi minuti dopo, è stato ovviamente più conciliante e disponibile, e ha detto la sua sull’incidente e sulla non intenzionalità dello stesso, anche se pur convincendo su alcune cose, non ha convinto per altre perché la responsabilità è evidente. E’ però uno Zanetti profondamente segnato, quello che si è presentato in diretta. Credibile dal punto di vista della non intenzionalità e della malizia del gesto.
“Ho sbagliato e ho chiesto scusa. Se sembra che sono entrato alla kamikaze è perché ad un certo punto ho lasciato il freno per correggere la moto. Accetto l’errore e lo ammetto ma non che sia fatto passare per gesto volontario…”  E ancora, sulle scuse: “essendo ripartito pensavo stesse bene. Ho chiesto a tutti dopo la gara e tutti mi han detto che era ok. Quelli del CIV mi hanno portato dal parco chiuso al podio e poi in sala stampa, il cerimoniale è così, dicendomi che Michele stava bene. Per questo sono andato da lui solo dopo, ma non ha voluto vedermi. Lo capisco, mi dispiace, ma non è come pensa.”

A circoscrivere la situazione come “testimone oculare” anche Alessandro Delbianco, intervenuto dopo i due protagonisti.
“Sono contento di poter dire quello che penso in diretta perché in poche ore mi hanno chiamato diverse testate giornalistiche e ognuno mi ha fatto le domande per estrapolare quello che voleva scrivere. Qua, invece, cambia tutto, qua siamo in diretta… Ho sentito arrivare Zanetti da dietro e dal rumore ho capito che non sarebbe successo niente di buono perché non avrebbe potuto rallentare. Però una cosa così non me l’aspettavo, cioè che passasse da lì e in quel modo. E pensare che con due che si giocavano il campionato così, avevo paura di essere io quello che avrebbe potuto fare una fesseria e rovinare tutto. Sinceramente non penso che lo abbia fatto apposta, non ci posso credere, ma altrettanto sinceramente non capisco la manovra.”
Per quanto riguarda il week end, ha aggiunto Delbianco, “sono partiti belli duri tutti e due. Diciamo che Pirro ne aveva di più e Zanetti ha dovuto inseguire. Forse questa è stata la chiave della diversa condotta di gara”.

La diretta è stata chiusa dall’autorevole intervento di Davide Giugliano che ha dettagliato l’incidente commentando le immagini con Alex Polita e Luca Scassa ed ha poi parlato del suo campionato,  dei suoi piloti, della presenza di Bayliss al suo box e dell’approccio da parte di QJ Motors nei confronti della sua struttura. Anche lì, pochi elementi a sostegno di Zanetti anche se forse Pirro certi commenti si troverà a volerli ridimensionare.

Un po’ lungo questo preambolo? Solo un assaggio di una trasmissione molto lunga.
Vi invito a guardarvi una diretta infuocata e storica, per la tipologia di approccio e per i contenuti!

 

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Magny Cours: in gara2 ritorna il capo! Noia e podio a Razgatlioglu e Rea!

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Gerloff, Bassani, Petrucci, Gardner, Vierge, Oettl sono un a top ten già vista e stravista. Solo che Bautista passeggia e…

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… e non ce n’è per nessuno perché lo spagnolo ammazza la gara al quinto giro. Poi le infligge colpi terribili fino a superare i 9 secondi abbondanti di vantaggio nel finale. Solo negli ultimi due giri decide di iniziare a fare tutta una serie di attività di segreteria come salutare gli spettatori (potrebbe salutarli uno a uno dato che sono quattro gatti), pagare le bollette online e telefonare alla moglie per farsi passare la bambina.
La gara, veramente, non esiste e, dopo la red flag dovuta all’incidente fra Redding e Aegerter,  vive di qualche episodio (una rimonta di Petrucci, degli sprazzi di Gerloff) e poco altro.
Le Ducati dominano ma, come in gara1, se ne rompe una. Le BMW si reggono su Gerloff (peccato che la sua rivalità con Toprak, dopo averlo castrato in Yamaha gli causerà lo stesso effetto in BMW), le Kawasaki sono solo Rea (l’anno prossimo sarà interessante) e le Yamaha solo Locatelli e Toprak, che però è evidente ci mette del suo ed è quel suo che conta.
Per quanto riguarda Honda, sembra lottare da lontano con la MotoGP per chi fa peggio! Per adesso vince la GP perché almeno le SBK stanno nei dieci, ma pensando alla mega concessione, la faccenda è ben triste!
Sintesi: veramente una gara da sonno. Bautista si merita di vincere ma noi ci meriteremmo qualcosa di più. Poi non ci si lamenti se perfino gli spalti francesi, tradizionalmente da sempre pieni di motociclisti, erano deserti.

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Ecco gli eredi di Rea con Bassani in Superpole! Movimenti, ingaggi e la penale del campione!

Quanto guadagnerà Rea in Yamaha? Chi pagherà la famosa penale? Chi sono i candidati a succedergli sulla moto verde e quali possibilità ha ciascuno di loro? Un po’ di situazioni e un po’ di numeri!

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Magny Cours: gara1 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Rea. Bautista no good!

Razgatlioglu, Rinaldi, Rea, Gerloff, Petrucci, Locatelli, Redding Lowes, Oettl, Bautista.
Lo spagnolo ha un problema e butta via la gara.
Il resto è come al solito.

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Una gara come le altre con gli stessi protagonisti che fanno le stesse cose, tranne che in due casi: l’innesto di Gerloff, che parte male ma alla fine chiude un’ottima prestazione e il disinnesto di Bautista che ha un problema tecnico e si trova ultimo quando sta dominando. Il suo recupero è una prova di forza che fa paura. Unico sotto 1.37 e decimo alla fine, anche se i protagonisti sono altri.
Da sottolineare l’ottima gara di Rinaldi (a Magny Cours sa il fatto suo come Misano e si batte da leoncino contro il turco), la vittoria di Razgatlioglu (è il vice Bautista e lo è sempre) e Rea, che alla fine un modo per salire sul podio lo trova quasi sempre.
Deludenti le altre BMW, Bassani e il resto della pattuglia Yamaha.
Asterisco per Petrucci che trova la quadra quando le gomme sono over e chiude quinto. Il trend  quello che lo vedrà, molto presto, vincere una gara. Con i dovuti scongiuri, si intende.

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