Portimao, Gara1 a Bautista e Ducati campione costruttori. Ci sono più colpi di scena a messa!

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Gerloff, Lowes, Gardner, Van Der Mark, Lecuona, Locatelli, Vierge. Una gara di una noia mortale regala a Ducati il titolo costruttori e a Bautista un ulteriore tassello di quello piloti.

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Nel comprensorio dove abito, un comprensorio di campagna, c’è una piccola chiesetta che serve la comunità, ma è amministrata in modo un po’ randomico. Le messe saltano come i GP di Dorna e non sai mai chi troverai a celebrare. A volte arrivano dei preti stranieri che fai fatica persino a capirli. Un’altra volta uno ha risposto male ad un fedele e ne è nata una gazzarra. Insomma a messa da noi, non ci si annoia mai.
Sono andato tre volte e tre volte sono successe cose esotiche. La Superbike è l’esatto opposto.
In Gara1 a Portimao Vince Bautista dopo aver giocato con il pane al ristorante mentre si aspetta il primo. Ci si gioca un po’ e poi lo si fa sparire all’arrivo dell’ordinazione.
Razgatlioglu ci prova un po’, Rea parte malissimo e poi recupera, ma veramente non c’è altro. La guerra è quella che vede coinvolti Lowes, Van Der Mark (sempre impegnatissimo) e Bassani. Petrucci invece fa fatica come Locatelli, che rinviene solo nel finale.
Ok Gerloff, discreto Lowes e sorprendentemente a punto, una volta tanto, anche Gardner. Ma sono tutti personaggi secondari spesso nemmeno in lotta fra loro. Una cosa interessante? L’ennesima rottura per il povero Rinaldi che però, va detto, non stava di certo brillando, ai margini della top ten.
Domani tanto vale andare a messa.

 

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Aragon Gara2: Campionato riaperto? Bautista lo richiude!

Bautista, Razgatliotglu, Rinaldi, Rea, Bassani, Lecuona, Oettl, Vierge, Gardner, Gerloff sono i top ten di Gara2 ad Aragon. Bautista vince di forza fisica e superiorità tecnica, passando all’esterno per zittire la stampa tifosa!

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Bautista, Razgatliotglu, Rinaldi, Rea, Bassani, Lecuona, Oettl, Vierge, Gardner, Gerloff. E nei dieci si sarebbero potuti essere tranquillamente anche Locatelli e Petrucci, il primo dei quali sul podio per la super gara fino a pochi giri dal termine. I due, però, hanno rotto il motore e quindi niente gloria italiana a parte Rinaldi (un’altra super gara da parte sua) e Bassani, finalmente a punto e a super punti come meriterebbe sempre.
La gara, però, la vince Bautista e la vince di forza fisica e superiorità tecnica. Con lui e solo con lui, la Ducati è imbattibile.
I due sorpassi chiave, quello con Razgatlioglu a Rea e quello a Razgatlioglu per prendere la leadership della corsa, Alvaro li fa in curva per poi martellare una serie di giri fantastici che lo fanno diventare un fantasma in fuga di quelli che non puoi prendere mai.
Gli altri son tutti bravi ma nessuno è come lo spagnolo.
Rinaldi approfitta della rottura di un Locatelli che stava ridimensionando il suo capitano, Rea spreme la verdona più che può, lui sì in un’inferiorità tecnica che però un po’ compensa un decennio di situazione contraria.
Per quanto riguarda il contorno, ok le Honda, decenti le BMW, con Redding che non solo dovrebbe essere retrocesso in Bonovo, ma per il quale Bonovo è forse persino troppo.
La sintesi è che Bautista è l’unico artefice del proprio destino. Sta a lui decidere se sbagliare e quanto.

 

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Aragon Gara1: Vince Rinaldi davanti a Razgatlioglu e Rea. Bautista out e campionato riaperto!

In una gara normale di cui non frega niente a nessuno, in netta antitesi col circo equestre e ridicolo della MotoGP in India in cui niente è sotto controllo e succede di tutto sotto i riflettori e l’attenzione maistream, Bautista trova il modo di riaprire il campionato andando per terra due volte e facendo tutto da solo! Vince Rinaldi, vendicandosi delle battute relative alle sue dichiarazioni di mercato!

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Rinaldi, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Petrucci, Oettl, Gardner, Gerloff, Bassani e Lecuona. Questi i primi dieci di una gara noiosa ma comunque normale, accettabile, in cui, per dare un senso alla giornata, Bautista decide di riaprire il campionato riuscendo a cadere prima quando sta dominando la corsa e poi quando è ad un passo di prendere una manciata di punti.
A vincere, non senza meriti, anzi, quel Rinaldi – Calimero, appena segato dal team, che fa sorridere dicendo di essere ricercato da tutti.
E invece la seconda guida Ducati, dimostra di saper portare a casa una performance di livello, mettendosi dietro un campione come Razgatlioglu (che in realtà pensa ai punti e fa bene) e un Rea che è pur sempre sulla pista di casa del team (e si vede).

Il resto del biglietto lo vale Petrucci, da ventiquattresimo a quinto, ma si difende anche Locatelli mentre Bassani è sottotono come tutti gli altri, lontano da quello che conta. Non c’è molto altro eh, perché Honda e BMW fanno il compitino e il resto è gente che gira anche tre secondi più lenta. La Superbike è fatta di 3-4 piloti che fanno trenino fino a che qualcuno non commette qualche fesseria. Oggi tocca ad Alvaro, che rievoca, per un istante (sappiamo che è presto), lo spettro del 2019.

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I piloti di oggi non salverebbero nessuno. Sono fuori dal desiderio collettivo!

Così, per scherzi abbiamo chiesto agli utenti a quale pilota si affiderebbero per fuggire dai cattivi e salvarsi la vita. La risposta parla chiaro e fa paura!
Non ci sono i piloti che ci si aspetterebbe. I campioni di oggi, della velocità, del cross, sono assenti. Nessun top rider di MotoGP e Superbike, in pratica, governa le fantasie dei lettori ed è preso in considerazione per salvare loro la vita. Ci sono nomi del passato, alcuni dei quali mai vincitori, ci sono nomi esotici del road racing e tante variabili impreviste di non vincitori che però appassionano, danno fiducia e rimangono nel cuore. Manca, con pochissime eccezioni, praticamente tutta la griglia che domina la MotoGP e la Superbike attuale. Incredibile, ma c’è una ragione. Eccola spiegata nel video.
Vai al post di Facebook e leggi i commenti dei lettori!

 

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Petrux spruzza lontano mentre Iannone spinge e Bulega bussa!

Nel momento più difficile per lui, quando hanno iniziato ad arrivare proposte interessanti da valutare, Danilo Petrucci ha centrato due belle gare in Superbike. Alla fine sul podio lui spruzza ma continua a valutare le due grosse opportunità lontane mentre Ducati, invece, che potrebbe valorizzarlo, valuta Iannone e Bulega!

 

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Non serve una Ducati per vincere il mondiale!

Non è necessario guidare una Ducati per vincere il mondiale. Di necessaria, c’è un’altra cosa. Tifosi, giornalisti a libro paga, addetti ai lavori scontenti e rosiconi, avversari frustrati dalla situazione, si devono mettere l’anima in pace e guardare i numeri. Contro i numeri non si può nulla. E bisogna stare muti.

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Misano G2: fac simile ma senza Rinaldi. la Ducati Banana saluta e se ne va. Ok Bassani sul podio!

Chi dice che Gara1 di Misano è stata spettacolare, mente senza vergogna.
Chi dice che Gara2 è stata diversa, fa altrettanto. Unico scossone il contatto fra Rinaldi e Razgatlioglu che vede l’italiano andare out. Buono Bassani sul podio, ma non c’è altro e sarebbe da chiuderla qui.

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Sarebbe da chiudere qui il pezzo e quindi come favore vi elenco i primi 10 per capire quanto non cambi nulla o quasi, lì davanti.
Bautista, Razgatlioglu, Bassani, Rea, Vierge, Locatelli, Petrucci, Gerloff, Oettl e Gardner.
Bautista rifila 8 secondi e mezzo alla compagnia. Non lui, non Ducati, ma la combo è letale. Questo perché Rinaldi, che a Misano è sempre fortissimo, trova il modo di andare out con un contatto che lo vede colpevole comunque di frettolosità.
Razgatlioglu è il vero talento. Yamaha si deve vergognare per averlo perso e l’ultima messa in scena di dedicargli una marmitta personalizzata è veramente una cosa fra il patetico e il ridicolo. Bisognava pensarci prima. I giovani dicono “cringe”.

Alla fine quello figo è Bassani. Il telecronista dice che il suo team corre con due pere e un cocomero ( o roba simile). Falso.
Il team Motocorsa ci mette tanto e comunque tutto quello che può. E fa meglio di Barni e Go Eleven, quindi di che parliamo.
Locatelli è un comprimario in crescita. Rea è un protagonista ormai comprimario. I fans si offenderanno ma il Nord Irlandese si avvia velocemente al suo tramonto motivazionale (sportivo non lo so).
Lowes dovrebbe lasciare la Kawa a qualcuno più meritevole. Offre un apporto disutile e non c’è mai quando serve.
Per quanto riguarda Redding siamo oltre i limiti dell’indecenza. Si presenta in gara fuori forma, le becca anche da Sykes e soprattutto da Gerloff, miglior BMW in pista e grande rimpianto Yamaha. Lui sì sarebbe potuto essere il nuovo Toprak se non lo avessero sacrificato. Ma tornando a Redding, è incredibile come riesca a fare sempre peggio di quelli che sostituisce, il tutto dopo aver tirato fango su di loro e sulle case, con dichiarazioni in cui sembra abbia bevuto. E poi si chiede come mai abbiano preso il turco. Per fare tutto quello che lui non è riuscito a fare e non riuscirà a fare mai. Tutte le volte si è presentato come soluzione ed è diventato un problema.
Non c’è molto altro se non alcune cose che non capisco. Non capisco la partecipazione di Vitali, di Ruiu, non capisco Baldassarri e non capisco le Honda. Non capisco nemmeno gli alti e bassi di Aegerter e i medio bassi costanti di Gardner, vera delusione del campionato. Non capisco che cosa abbia fatto di male in un’altra vita Petrucci per pagare questi conti e non capisco il senso di un sacco di squadre e team che non sono adatte ad un campionato dove anche gli ufficiali prendono gli schiaffi. Manca proprio la dignità. Dorna dovrebbe verificare l’adeguatezza di tutti quelli che chiedono di entrare in griglia. Perché altrimenti hai voglia a dare la colpa a Bautista. La morte della Superbike inizia dalle retrovie.

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La Ducati Banana uccide Gara1. Doppietta Bautista – Rinaldi davanti a Razgatlioglu!

Chi dice che Gara1 di Misano è stata spettacolare, mente senza vergogna.
La cosa più interessante è stato guardare danzare senza avversari le due Ducati per una cosa mai vista nei tempi recenti. Non la danza, non le Ducati davanti, non la doppietta, ma il colore dei protagonisti, gialli per una livrea commemorativa che spiazza per i primi 3 secondi ma è bellissima per tutto il resto del tempo.

 

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Vi giuro che se non avete guardato la gara potete farne tranquillamente a meno.
Vi guardate la classifica e tanto  basti. Bautista e Rinaldi fanno un mestiere tutto loro. Razgatlioglu è l’unica alternativa (solo teorica) e Rea è ormai un caro estinto se non per circostanze saltuarie perché a momenti viene impallinato anche da Aegerter, più affamato e più dotato tecnicamente. Gran gara di Petrucci che però finisce out e il resto è solo un conteggio di distacchi. Redding fuori dai 10 si chiede perché abbiano assunto il turco. Deve solo guardare i suoi piazzamenti confrontati con le sue dichiarazionii. Il resto è fatto di ducatine (Bassani), Yamahine, (Locatelli), e Honda ufficiali, che però sono ancora comprimarie. Veramente, guardate i distacchi, perchè c’è gente che prende dei minuti ma troppi troppi piloti che prendono 30-40 secondi dai primi i quali, alla fine, chiudono anche il gas. Immaginate se dessero tutto.
La colpa però non è di Ducati.  E va ripetuto come quando si fa scrivere 100 volte una cosa ai somari.. Si faceva, perché adesso non si usa più e l’analfabetismo tecnico si vede tutto.

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Bomba: Petrucci in MotoGP su Ducati!

Il rumor, per chi lo ha sentito, è di quelli forti. Petrucci potrebbe tornare in MotoGP! Anzi, senza il condizionale.


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Il rumor che emerge dolcemente trasformandosi in certezza è quello di un ennesimo switch di Petrucci da Terni, protettore dei sostituti, da un paddock all’altro. Seppur temporaneamente, come supplente, quindi, sarà in pista a Le Mans su una Ducati.
La moto è quella di Enea Bastianini, ancora infortunato e rientrato troppo presto a Jerez per poi essere costretto ad un ulteriore stop!
Il ternano tornerà così su una Ducati ufficiale dopo il passaggio a KTM, alla Dakar, al MotoAmerica, e alla Suzuki di nuovo in MotoGP, per poi tornare in Superbike con il team Barni.
Almeno questa volta non deve impazzire e saltare al volo dall’altro capo del mondo.

 

 

 

 

Aruba: intervista a 3 con Bulega e Foti! Senza esclusione di colpi!

Intervista a 3 con Serafino Foti e Niccolò Bulega. Si parte piano e poi ci si scioglie, chiudendo con una stoccata a BMW!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole old style
Differenze fra Dunlop e Pirelli
Differenze fra SBK e MotoGP
Regolamento Supersport
A chi assomiglia Bulega, secondo Serafino Foti?
Yamaha & Co
Ricetta vincente e qualche consiglio a BMW