Come è andata la gara in Argentina? La gara, bene, ma prima c’è stata un’ennesima figuraccia di Dorna. Potete leggere due articoli interessanti e guardare una live in cui viene spiegato come hanno fatto passare come una grande operazione di recupero, una grossa mancanza di pianificazione.
La storia delle peripezie logistiche che hanno fatto partire il week end in ritardo, la trovate qui sotto, unitamente all’analisi e alle pagelle della gara.
Con Luca Bologna analizziamo con dati e fatti la situazione dei ritardo clamoroso dei cargo in arrivo, eventuale, in Argentina.
Per Dorna ci sono problemi reali o sono solo scuse per una pianificazione dilettantistica volta ad un disperato taglio dei costi?
Episodio andato in onda Live sulla pagina FB Misterhelmet ed in seguito caricato su Youtube!
Il serbatoio di carburante di Aramco a Jeddah potrebbe non essere l’unico serbatoio centrato da un missile nel corso di questa settimana.
Andando per ordine: cosa c’è di veramente interessante in Superbike, quest’anno, a parte la rivincita fra Rea e Razgatlioglu?
Il nuovo Campionato Mondiale Supersport.
E cosa c’è di davvero interessante nel campionato Supersport, quest’anno?
La Ducati.
Ebbene, proprio il serbatoio di Ducati sembra sarà davvero infiammabile già a partire da Aragon, ma non in senso letterale, bensì per il motivo contrario, l’insufficienza di benzina, oltre ad un problema di fornitura tecnica che potrebbe pregiudicare il normale svolgimento delle gare della junior class.
Sarebbe emerso infatti che la V2 955, progettata come moto stradale, non avrebbe un serbatoio di carburante adeguato, sufficiente a garantire la copertura di tutti i giri di gara (circa 80km).
Il problema sarebbe noto a Ducati già da qualche mese tanto che avrebbe informato e convinto la FIM, nella persona di Scott Smart, che la benzina sarebbe stata insufficiente e che quindi sarebbe stato opportuno poter proporre una soluzione.
FIM e Dorna, avrebbero dato il benestare alla Casa di Borgo Panigale di presentare un serbatoio modificato comprensivo di telaietto (è necessario che siano insieme) che risolvesse il problema.
La commessa, affidata a Pierobon (azienda d’eccellenza nel campo) il quale circa due mesi fa avrebbe sviluppato numerosi serbatoi in alluminio seguendo le direttive di Bologna.
La versione (serbatoio + telaietto) sarebbe stata presentata in occasione dei test di Portimao ma sarebbe stata bocciata dalla Federazione in quanto insieme diverrebbero un elemento che modifica strutturalmente la moto abbassando la posizione di guida e consentendo di conseguenza una distribuzione dei pesi più vantaggiosa. I tecnici federali avrebbero ritenuto questa modifica un po’eccessiva, ovvero che andasse oltre la necessità di aumentare la quantità di carburante nel serbatoio.
Tutti i clienti Ducati che avevano ravvisato questa criticità sono da tempo in attesa di ricevere un nuovo telaietto e un nuovo serbatoio ma da Ducati non sarebbe stato distribuito ancora nulla se non un’ulteriore modifica provata a Misano dal solo Bulega e ipoteticamente anche Barni che secondo le voci avrebbe già cercato di trovare una soluzione in ambito CIV. La modifica in oggetto, però, non sarebbe stata ancora autorizzata dalla Federazione e da Dorna.
Ritenendo concreto il rischio di correre ad Aragon senza la benzina sufficiente, una prima ipotesi (che troverebbe ovviamente opposizione da parte delle altre case) sarebbe quella di ridurre i giri di gara.
Le Ducati in gara, inclusa quella ufficiale del team Aruba guidata da Bulega, sarebbero sette ma solo alcuni team avrebbero già chiesto spiegazioni a Ducati e alla Federazione e avrebbero a riguardo ricevuto una deroga per poter risolvere eventualmente il problema in autonomia.
Chi non ha scritto, però, non ha ricevuto alcuna deroga e quindi potrebbe non essere in grado di finire la gara con il serbatoio standard.
La situazione di Ducati è abbastanza sorprendente. 1) Avrebbe prodotto una moto da corsa non in grado di completare una gara Supersport. 2) Come soluzione del problema avrebbe presentato un’accoppiata serbatoio/telaietto subito respinta dagli organizzatori. 3) Nei mesi successivi non avrebbe trovato nessuna soluzione da distribuire ai clienti.
Il rischio è che ad Aragon fra pochissimi giorni (si corre dall’8 al 10 aprile), vada in scena qualcosa di surreale ovvero l’omologazione per la Supersport, del serbatoio della 1299 del 2014 con telaietto adattato alla V2.
Ma anche se questa soluzione fosse approvata (molto probabile) rimarrebbe comunque scoperto un punto del regolamento il quale recita che ogni factory è tenuta ad essere in grado di fornire tutti i clienti in gara di tutti i ricambi necessari.
Un pezzo non è in regola fino a che non è disponibile per tutti gli utilizzatori delle moto equipaggiate, ovviamente con scorta sufficiente e al momento le Ducati Panigale V2 in gara sono 7: Bulega per Aruba, Bayliss per Barni, i fratelli Fuligni per il team DG34 impegnato nell’Europeo, Caricasulo per Althea, De Rosa per Orelac e Kofler per CM Racing.
Ci potrebbero essere reclami da parte di altre case ma anche da parte di quei clienti Ducati che hanno nel frattempo ricevuto approvazione per una soluzione diversa, non potendo questi utilizzare quel telaietto che consente di distribuire diversamente i pesi della moto.
In una parola, un disastro, che si cercherà di mettere a tacere al fine di non gettare ombre sul campionato ma che, unitamente alle restrizioni imposte alla V2 (l’apertura della farfalla, già ristretta all 80% è stata fatta scendere addirittura al 76%), rischia davvero di far partire le rosse col piede sbagliato, con una moto limitata, che consuma più benzina di quella che riesce a contenere, e con piloti che non sanno cosa guideranno esattamente.
Ma il tema della benzina insufficiente (tutt’altro che inesistente dato che Josh Harrin a Daytona la benzina l’ha finita per davvero), rischia di essere una rogna anche se la benzina dovesse bastare a fare la gara.
In quel caso ci si chiederebbe come mai Ducati avrebbe sollevato il problema verso gli organizzatori, con tanto di riprogettazione di serbatoio e telaietto annesso, poi respinti? Problemi di sicurezza? Ricerca di ulteriori vantaggi? Un po’ un’arma a doppio taglio per Bologna.
Non c’è che dire. Questo Mondiale Supersport si fa davvero interessante. Però basta missili sui serbatoi, ‘ché fanno paura e non è il periodo giusto.
Vorrei anche chiudere questa questione ma continuo ad essere tirato in mezzo con affermazioni non corrette. Non accetto di passare per ladro né accetto lezioni di giornalismo da chi, secondo me, non è in grado di darmele.
Guarda il video o leggi l’articolo che segue!
Qualche giorno fa, dopo aver visto un video di una live di GPOne con Paolo Scalera, Matteo Aglio e Pernat come ospite in cui parlavano del tema Tanal, Aramco etc, avendo riscontrato quelle che secondo me erano inesattezze, ho pubblicato un video di risposta che prendeva degli spezzoni della trasmissione e, punto per punto replicava. Tengo a precisare che ho fornito il link della trasmissione originale e non ho stravolto alcun contenuto. Ho solo spezzettato la parte che mi interessava, rispondendo volta per volta ed ho usato 4 minuti e 50 su quasi un’ora e mezzo di trasmissione.
Il video ha fatto un po’ di scalpore perché nello stesso, Paolo Scalera dichiarava apertamente una sudditanza a VR46 come potete sentire cliccando l’audio:
Dopo qualche giorno ho ricevuto una notifica da youtube che mi informava di aver cancellato il video per violazione di Copyright, richiesta effettuata dallo stesso Paolo Scalera. Eccola qui.
Il mio video pur rimosso da youtube, è attualmente disponibile su Facebook e su altre piattaforme quali Rumble adeguatamente modificato per fare in modo che non vi sia furto di materiale protetto. Trovate il link nella descrizione di questo video ma eccolo:
Il provvedimento è formalmente corretto dal punto di vista di Youtube ma non lo è secondo me dal punto di vista etico, perché esiste il diritto di replicare ad affermazioni ritenute non esatte. Youtube risponde alle leggi di protezione dei contenuti e non a quella di replica vigente nel nostro paese.
Nessuno voleva rubare nulla per farlo proprio, anzi. Che me ne faccio dei contenuti di altri? Io volevo solo rispondere.
Più che dall’etica, la rimozione del video è stata a mio avviso motivata da fastidio per essere stato esposto. Ci sta. Quello che non mi va però è passare per ladro di contenuti altrui.
Quello che ho da dire io, insomma, è che non accetto lezioni di etica da chi ripetutamente negli anni ha fatto le stesse cose con materiale altrui come ad esempio quando ha tolto i credits da una sua collega che glielo fa notare su twitter. Vedi qui. Questa non è violazione di copyright?
Ma non è tutto perché Paolo Scalera, e non lo dico io, si è reso protagonista anche di altre cose. In seguito alla morte di Luis Salom, avrebbe preso, e non lo dico io, fotografie sensibili secretate da Dorna e le avrebbe pubblicate sul corriere dello sport nonostante il divieto esplicito. Avrebbe fotografato, lui che va sempre in giro con la fotocamera a tracolla, le foto dallo schermo del PC del fotografo spagnolo Antonio Lopez per poi utilizzarle.
Questa cosa, di cui è stato protagonista Paolo Scalera è riportata da vari giornali fra cui El periodico cliccando questo link e lo vedete nel video che segue l’articolo.
Stranamente, io che uso delle parti di trasmissione per rispondere, sono tacciato da scalera di furto di copyright. “infrangere le leggi del copyright atteggiandosi a paladino è un atteggiamento divertente”, dice in giro Scalera. L’azione descritta sopra, invece, come la vogliamo chiamare?
Dice Scalera sul suo profilo rispondendo ad alcuni utenti: “Quello fu un caso di censura non rispettata. Ovviamente gli haters sguazzano su storie come questa. Che non conoscono. Fare cronaca comporta dei rischi. Li accetto. Quando ovviamente portano a qualcosa. Portarono a qualcosa.” Non metto la schermata in cui lo dice perché so che Scalera è molto permaloso e potrebbe segnalarmi per violazione del copyright, furto di immagini, rapimento di contenuti, sequestro si materiali segreti.
Ma chiedo a Scalera, quella fu censura non rispettata. E lasua nei miei confronti? Ma poi cosa vuol dire haters?
Quelli che evidenziano quello che uno ha fatto o detto riportandolo fedelmente sono haters?
Ovviamente quelle azioni portarono a qualcosa, dice.
A cosa portarono queste azioni? Ad un cazziatone da parte di Ezpeleta, e alla dissociazione di tutti i suoi colleghi. In termini di contenuti, cosa portò far vedere un ragazzo morto sull’asfalto sul proprio giornale dopo che tutti a livello internazionale avevano deciso di non pubblicare la foto? Chiedo.
Dopodiché Scalera nel dibattito può anche dire in giro che perdo molti lavori. E non è vero perché io faccio un altro mestiere e il blogger lo faccio a tempo perso, e questo dovrebbe far pensare. Non sono un professionista, anche se molto spesso non vedo grandi differenze… quindi tutto quello che mi arriva in termini di collaborazioni, è un regalo.
Oppure può dire che ho diverse cause per diffamazione, che in realtà è una e vedremo come va a finire, con una persona che è stata già condannata in via definitiva per non avermi voluto pagare. La mia causa deve essere ancora discussa, l’altra si è già chiusa con una condanna con sentenza n81/2020. Questo Scalera non lo dice.
Non prendo lezioni di giornalismo né di etica da Paolo Scalera perché ritengo, ma è una mia opinione, che vi sia una certa differenza fra usare il materiale di qualcuno per rispondergli e utilizzare il materiale altrui senza permesso e senza mettere i credits oltre che fare questo con la foto di un morto catturandola dal pc di un collega nonostante espliciti divieti da parte di dorna. Con tanto di reprimenda da parte di Carmelo Ezpeleta nella conferenza stampa MotoGP del 4 giugno 2016
E non lo dico io. Lo dice El Periodico. Sono passati 6 anni e non c’è stata alcuna smentita.
Non accetto lezioni di alcun tipo da chi passa sopra qualsiasi codice deontologico ed etico per i suoi scopi. E per che cosa poi? Per cercare di insabbiare una cosa che ha detto lui stesso. FATEVI I FATTI VOSTRI.
Non è colpa mia se prima dichiara di obbedire alla VR46 e poi si pente.
Se qualcuno vuole darmi lezioni, è benvenuto. Sono un dilettante e le accetto. Ma non accetto indicazioni su quello che devo scrivere e non accetto lezioni da chi non ha niente da insegnarmi sull’argomento.
Premesso che holeshot e abbassatore dinamico non sono la stessa cosa, nessuno vuole sminuire uno strumento che ormai hanno in molti ma che Ducati ha evoluto in maniera molto vicina ai limiti del regolamento. Il tema è un altro. Holeshot e abbassatore dinamico sono solo strumenti di un contenzioso molto più ampio. E’ un modo per discutere Ducati perché sta creando altri “problemi” politici.
Questa storia dell’holeshot/abbassatore dinamico, ci sta sfuggendo di mano.
E non spiegherò tecnicismi già trattati perché non è questo il vero pomo della discordia.
Ok la stampa ci marcia perché non sembra vero che ci sia una novità tecnica di cui parlare, ma credetemi, non è rilevante.
E soprattutto non è la causa della guerra fra Ducati e le altre case, perché invece è solo lo strumento.
Diciamoci la verità, il motomondiale è un circus, nel senso che è proprio uno spettacolo itinerante che per sopravvivere deve cambiare equilibri e soddisfare requisiti politici e di mercato. Altrimenti non si correrebbe in posti assurdi come Rio Hondo e Mandalika. Non ci prendiamo in giro.
Il motomondiale fa questo per sopravvivere. Ok i protagonisti, anche prolungati come Rossi e Marquez, che però sono anomalie personali, ok gli antagonisti di successo come Lorenzo, ok gli underdog, ossia gli inaspettati come Mir in un’annata al 100% atipica, ma questo non è l’andamento normale. Non vi devo svegliare io in merito al fatto che molto spesso, guarda caso, le gare locali hanno come protagonisti i beniamini locali, oppure gli stessi title sponsor vedano vincere i loro piloti nei GP intitolati. Davvero è perché il tal pilota ha girato di più in quella pista oppure lo sponsor è venuto personalmente a incoraggiare il suo team nel GP ad esso intitolato?
Ma allora è tutto falso? Assolutamente no, ma ci sono delle esigenze da rispettare.
Ma allora le gare sono truccate? Assolutamente no. Ma spesso, e non è la prima volta, vengono create determinate condizioni. E questo succede tramite lo sviluppo degli pneumatici o alcune concessioni regolamentari.
E quando la creazione di determinate condizioni è troppo marcata, qualcuno si ribella. Ma anche questo fa parte del gioco. Perché tutti sanno che sono ribellioni rumorose ma che non vanno oltre il rendere pubblica una insoddisfazione che fa sembrare tutto più vero.
Ogni casa è lì per ottenere quello per cui ha pagato e lo sa.
E lo sa anche Dorna. I regali inaspettati e immeritati si contano sulla punta delle dita.
L’holeshot e l’abbassatore dinamico sono “fregni” che fanno andare più forte in un campionato in cui si va già troppo forte. Quindi non sono strettamente necessari.
Se andare veramente più forte come velocità di punta servisse a vincere, Ducati avrebbe vinto gli ultimi cinque campionati del mondo. E invece è andata diversamente perché è mancato qualcosa dal punto di vista umano. Non si vince senza moto ma non si vince senza pilota.
Però per Ducati è il momento di incassare e quindi la si lascia lavorare sui suoi punti forti. Due dei quali sono potenza e velocità di punta.
Ma non sono i soli. Ducati ha sempre avuto come punto di forza quello di allargarsi in griglia.
E quest’anno ha ripetuto il record delle otto moto.
Davvero pensate che siano l’holeshot e l’abbassatore a fare fastidio e non le otto moto in griglia?
Davvero qualcuno pensa che a dar fastidio di Ducati sia l’abbassatore e non il fatto che l’anno prossimo avrà otto moto in griglia e un’intera griglia di moto elettriche?
La verità è che privilegi simili li ha avuti anche KTM, che si è allargata con trofei, classi minori, vivai spaventosi, tre marchi diversi per finta, un dominio nelle classi junior e concessioni tecniche, il tutto ben innaffiato da Red Bull, che tramite sponsorizzazione controlla KTM e ha le mani su metà griglia piloti oltre che su metà della stampa europea. Tali privilegi però KTM non è riuscita a sfruttarli. Ha ottenuto meno di Ducati, spendendo però più del doppio. Ed è questo che brucia.
E Aprilia non ha avuto concessioni quando per anni è stata considerata un povero team privato nonostante fosse, di fatto, presente in forma ufficiale?
La verità è che dell’abbassatore in se non interessa a nessuno. E forse non lo ha nemmeno inventato Ducati, dato che Aprilia lo aveva già testato con Baiocco nel 2017 (chiedere a Piaggio) per poi mollare.
Avete letto bene. Matteo Baiocco.
E davvero pensate, senza nulla togliere a Ducati, che Honda e Yamaha non potrebbero sviluppare un loro abbassatore nel tempo libero, se veramente fosse la killer application per vincere le gare? E che Suzuki, che ha vinto un mondiale di fresco, si metta a protestare seriamente quando è già a posto per qualche anno?
Salvo assurdità esotiche di tipo personalistico (vedi ritorno di Marquez o passi falsi di Bagnaia &Co), Ducati è destinata a vincere il mondiale piloti. E’ da troppo tempo che aspetta, ci è andata vicino troppe volte e il fatto che non vi sia riuscita è solo un anomalia. Per cui l’abbassatore non c’entra.
Sono altre le cose che fanno incazzare e su cui si discute,
Però se volete parliamo di un “aggeggio” che abbassava la moto di dietro in partenza, e adesso anche davanti in qualunque momento, come se fosse quello da cui tutto dipende anche se, vedrete, in caso di vittoria Ducati, sarà la scusa per chi non accetta di perdere.
Given that holeshot and dynamic lowering are not the same thing, nobody wants to belittle a tool that many now have but that Ducati has evolved very close to the limits of the regulation. The theme is another. Holeshot or dynamic lowering are just tools of a much larger litigation. It is a way to discuss Ducati because it is creating other political “problems”.
This holeshot/dynamic lowering thing is getting out of hand.
And I will not explain the technicalities already covered because this is not the real bone of contention.
Ok the press marches on us because it doesn’t seem true that there is a technical innovation to talk about, but believe me, it is not relevant.
And above all it is not the cause of the war between Ducati and the other manufacturers, because instead it is only the weapon.
Let’s face it, the world championship is a circus, in the sense that it is a traveling show that must change balance and satisfy political and market requirements in order to survive. Otherwise we wouldn’t be racing in absurd places like Rio Hondo and Mandalika. Let’s not fool ourselves.
The world championship does this to survive. Ok the protagonists, even prolonged ones like Rossi and Marquez, which however are personal anomalies, ok the successful antagonists like Lorenzo, ok the underdogs, unexpected ones like Mir in a 100% atypical season, but this is not the normal trend.
I don’t have to wake you up to the fact that very often, coincidentally, local riders win their homeraces, or the title sponsors themselves see their riders win in the titled GPs. Is it really because that rider has lapped more on that track or did the sponsor come personally to encourage his team in the GP named after him?
But is it all fixed then? Absolutely not, but there are needs to be respected.
So are the races rigged? Absolutely not. But often, and it is not the first time, certain conditions are created. And this happens through tire development or some regulatory concessions.
And when the creation of certain conditions is too strong, someone rebels. But that’s also part of the game. Because everyone knows that they are noisy rebellions but that they do not go beyond making public a dissatisfaction that makes everything seem more real.
Every factory is there for what it paid for and knows it.
And Dorna knows it too. Unexpected and undeserved gifts can be counted on the fingertips.
The holeshot/dynamic lowering is a “thing” that makes you go faster in a championship where you are already too fast. So it’s not strictly necessary.
If really going faster in top speed was “the factor”, Ducati would have won the last five world championships. But it went differently because something was missing from the human side.
You can’t win without a bike but you can’t win without a rider.
But it’s time for Ducati to cash in and so they let it work on its strong points. Two of which are power and top speed.
But they are not the only ones. Ducati has always had the strong point of expanding itself on the grid.
And this year he repeated the record of eight bikes.
Do you really think that it is the holeshot/dynamic lowering that is annoying and not the eight bikes on the grid?
Does anyone really think that it is the holeshot/dynamic lowering that bothers and not the fact that next year Ducati will have eight bikes on the grid and an entire grid of electric bikes?
The truth is that KTM has also had similar privileges, which has expanded with trophies, minor classes, scary bunches of young talents, three different brands, a domination in the junior classes and technical concessions, all well watered by Red Bull, which through sponsorship controls KTM and has its hands on half the riders grid as well as half of the European press. However, KTM has not been able to exploit these privileges. He got less than Ducati, but spent more than double. And that’s what burns.
And can’t we say that Aprilia had no concessions when for years it was considered a poor private team despite being, in fact, present in an factory form?
The truth is that nobody really cares about the holeshot/dynamic lowering issue itself. And maybe Ducati didn’t even invent it, given that Aprilia had already tested it with Baiocco in 2017 (ask Piaggio) and then gave up. You read that right. Matteo Baiocco.
And do you really think, without taking anything away from Ducati, that Honda and Yamaha could not develop their own lowering device in their free time, if it was really the killer application to win races? And that Suzuki, who has recently won a world championship, will seriously protest when it is already ok for a few years?
Except for exotic personalistic absurdities (see Marquez’s return or Bagnaia & Co’s missteps), Ducati is destined to win the riders’ championship. It has been waiting for too long, it has come close too many times and the fact that it has not succeeded is just an anomaly. So the holeshot/dynamic lowering teme has nothing to do with it.
There are other things that piss off and cause controversies.
But if you want, let’s talk about a “tool” that lowered the bike from behind at the start, and now also in front, anytime, as if it was the one on which everything depends even if, you will see, in case of victory, it will be the excuse for those who do not agree to lose.
Tutti parlano di budget, soldi per fare la MotoGP e delle differenze di “costo” fra le varie moto.
Ma come funziona il meccanismo, in MotoGP? Quanto costano le moto?
Come si comprano, si noleggiano e soprattutto chi le paga a chi?
Funziona così.
Le moto ovviamente le costruiscono le case e le schierano in pista nel team factory per poi concederle ai team clienti.
Ho usato il termine concedere e non è un termine a caso. Le moto non si vendono. Ma i team come le pagano?
In realtà i team non le pagano, anzi vengono “forniti” da un paparino, uno sugar daddy che versa un contributo dedicato per loro conto.
Tutti i team che schierano le moto in pista, ricevono un contributo da Dorna, e nel caso dei team clienti accade senza vedere i soldi. Questo perché il contratto, anche se ci sono le garanzie dei team con vari livelli di accesso al materiale più o meno aggiornato, è fra Dorna e le case. E’ Dorna che garantisce in modo che le case ricevano il denaro e per far sì che questo succeda, i team i soldi li vedono solo passare in base al contratto di fornitura.
Il contributo, sia per i team clienti che per i team privati, è di cinque milioni di euro, per due moto per cui le moto sono quasi sempre tutte pagate e a volte, addirittura, avanza qualcosina.
Una casa, facciamo un esempio, Yamaha, che schieri un team clienti, riceve poi altri tre milioni di euro.
Quindi la somma che Yamaha, ma anche KTM riceve è di cinque milioni al team factory, cinque milioni al team clienti e altri tre milioni alla casa che schiera un team clienti.
Ma quindi Ducati, che schiera quattro team percepisce trentadue milioni?
No. Ogni team Ducati percepisce cinque milioni di euro più tre milioni per un team privato. Questo contributo viene pagato solo una volta al di là del numero di team privati schierati.
Ma le moto quanto valgono, in realtà, o meglio che prezzo hanno?
Dipende. Le case nel pacchetto moto comprendono anche anche dei servizi quali il tecnico di pista e l’elettronico ed altri tecnici il cui valore è comunque elevato, dato che parliamo di tante gare più tanti test e i giorni uomo di questi ingegneri non sono a basso costo. Questi pacchetti ci sono in versione standard, ridotta o estesa. Il contro buto di Dorna prevede quindi, oltre alla moto, un certo numero di ricambi e personale tecnico.
Quindi, da un lato chi corre con Ducati ha costi leggermente più alti mentre dall’altro, nel caso delle moto giapponesi, potrebbe avanzargli qualcosa. Potrebbe, perché le case cercano di arrivare a tariffare servizi fino a chiudere il budget, questo per sfruttare al meglio il contributo erogato. Spesso di va ben oltre.
Si può fare la cresta?
Questo è un altro discorso. Qui c’è una leggenda che dice che Razali l’anno scorso pensava che le moto costassero 8 milioni e che quindi ha dovuto stanziare più denaro, cosa che poi ha generato un certo scazzo son l’altra figura manageriale del suo team quando ha scoperto che invece il prezzo era di poco più della metà. Ma questa è un’altra storia…
The energy sponsor loses 30% of its customers in a single day. Will it be able to pay?
Razlan Razali, founder of the RNF team (this is the title he prefers to be attributed to him), said he was aiming for a sponsorship budget of around 11-13 million euros to manage the two Yamahas entrusted to Binder and Dovizioso.
Every aspiration is legitimate even if, looking at the sponsor panel, one wonders how the money is counted and how the missing gap can be filled.
Let’s analyze the sponsors on the panel.
RNF Sponsors
Yamaha: does not offer money but takes care of the bikes and the remuneration of the riders. Green Power: produces generators and is a small sticker on the frames. GPNFTS: produces digital tokens and also occupies a small space. Telcowin: although the name suggests a telecommunications company, it is a small consulting agency with local action.
Considering that the RNF sticker is that of the same team, the remaining stickers are those of technical partners and suppliers such as Barracuda, WRS, Ixon, KYT, Akrapovic, and Beta brands already known to motorcyclists.
Added to these there are companies that are certainly not big spenders: a coffee company from Modena (Giacomelli) which can be found in all hospitality areas, an insurance company, Lange Gruppe, which probably provides policies to drivers and teams.
Then there are RCB, which makes accessories for scooters and Lotus, which makes kitchen furnitures. Certainly reputable contributors but equally certainly not millionaires.
In fact, one wonders how much money these “partners” really bring if WithU, which is the main sponsor and the biggest name in the hull, offers “only” 3 million to be in the foreground.
Is 13 million euros really a plausible target?
Does this budget include the 5 million passed by IRTA for motorcycle coverage?
If this were not the case, the matter would tend towards the dream.
And again: are the rumors that Razali has applied for a bank loan to carry out the first tests because none of these sponsorships has yet been transformed into a bank transfer to support the activities on the track, somehow true?
Last question: why a private team, which does not pay either the bikes or the riders and which has already found a main sponsor, feels the need for ambitious proclamations, even a week before the presentation and a few days before the first tests?
Isn’t it a statement dictated by the need to show undecided or renounced investors that his project is a nice train to jump on in any case and that the noisy difficulties are not real?
In short, doubts remain and would already be sufficient if the “commercial news” did not report a rumor that can be summarized in three heavy words
¹WithU ²in ³trouble
Concerns continue to reach this site through direct reports from customers and professionals but can also be found on official channels, on consumer pages and in the mailbox of a large number of customers who have received a communication informing them of the termination of their energy supply contract by Europe Energy SpA (WithU) due to the interruption of energy supply by Terna (National Operator) to Zenergia which in turn supplies Europe Energy and WithU, which no longer supplying energy cannot collect money from around 23,000 customers from one day to the ‘other, to be precise starting December 21, 2021.
All the customers involved are notified of their passage, ex officio to the national manager and are advised not to make payments to WithU.
The letter arrived in the homes of many Italians, you can see it here.
Lettera 1Lettera2
In summary, barring misinterpretations, this means that the Yamaha sponsor RNF has lost at least 25% of its customers even if some say that the percentage is much higher.
There is no company in the world, not even CocaCola or Google, that can afford a 25% cut of its customers without an internal earthquake.
And this happens at the worst historicaal moment of the tariff system which is based on costs per cubic meter under which operators like WithU are not competitive.
Those who signed a contract with this operator, in fact, paid 1.24euros per cubic meter for gas while the costs offered by the national operator are less than 60 cents. Less than half.
It is obvious that for operators like WithU (dozens of similar companies have already gone bankrupt) there are no longer the commercial levers to recover lost customers and perhaps not even keeping those who are left who are, mathematically, on the run.
Nobody would be remain with a supplier who sells on the free market, energy at double the price of the protected market.
Up to here it would be a one-way article in which doubts are exposed which, despite the documentation, would still be based on rumors without hearing the other party involved.
For this Misterhelmet turned to WithU and was later contacted by telephone by the founder and president Matteo Ballarin, in person. “You are partially right on this issue as it is true that one of our suppliers, not us, had the dispatching contract closed and therefore about a quarter of our customers, 20 thousand out of about 85 thousand we have, have returned to a more protected market. All these customers should have received a letter from us in which we inform them that we are taking them back and we have deliberately favored this protection market because in December the prices of that market were lower than the free market, so when the problem arose we I thought that customers could have passed on to the market for greater protection and then returned to the free market when prices would have dropped. Users should have all received this communication (we could not find this – ed -). I would like to underline a very important point, namely that our contract has not been closed but that of one of our suppliers as written in the letter sent by the Single Buyer. Authority (Acquirente Unico). Many are writing that we changed their supplier without saying anything but it is not true, indeed we got very angry. “
Ballarin continues reassuring the solidity of WithU … and telling us that they have almost gladly lost 25% of customers. “Misinterpreted, it could seem a sign of crisis of a company that has closed a dispatching contract and has lost customers. This is not what happened. Our company is one of those that are doing better in a very difficult time for the company. free market … “
Not problems but opportunities.
According to Ballarin, there are neither business problems nor sponsorship problems.
“The day of the presentation of the team (next Monday – ed -) will be an opportunity to explain a series of corporate aspects with an increase in the strength of the WithU brand. We are setting up insurance services, telemedicine, etc. Sponsorship is important but it is a minority part of all the investment we are making on the whole WithU project. Guaranteeing sponsorship is the least of the problems, so much so that we have also extended it to other sports such as volleyball and basketball in Verona. ” (WithU also sponsors Monza Calcio in Serie B – ed).
Ballarin is confident and is not afraid to tackle the issue. “I’m not afraid to talk about it. I work in a market with powerful competitors and so I take every opportunity I have to explain who we are, it’s not a problem. We are always here.”
The responsiveness and friendliness of WithU’s top management are beyond expectations and certainly reassuring, but nothing provides more certainty than time, so we just have to wait.
The hardest part is finding a closure for this piece, hoping that it matches with the happy ending of a story that seems to be made up of problems while it is instead made up, they explain, of opportunities.
We all want to see Dovizioso and Binder’s Yamaha WithUs on TV, paying for electricity at the lowest possible price.
Lo sponsor energetico perde il 30% dei suoi clienti in un giorno solo. Ce la farà a pagare?
Razlan Razali, fondatore del team RNF (questo è il titolo che preferisce gli sia attribuito), ha dichiarato di mirare ad un budget di sponsor di circa 11-13 milioni di euro per gestire le due Yamaha affidate a Binder e Dovizioso.
Ogni aspirazione è legittima anche se, guardando lo sponsor panel, viene da chiedersi come vengano conteggiati i denari e come possa essere colmato il gap mancante.
Analizziamo gli sponsor sul pannello.
RNF Sponsors
Yamaha: non offre denaro ma si occupa delle moto e della retribuzione dei piloti. Green Power: produce generatori ed è un piccolo sticker in carena. GPNFTS: produce token digitali e occupa, anche questo un piccolo spazio. Telcowin: nonostante il nome faccia pensare ad una compagnia di telecomunicazioni, è una piccola agenzia di consulenza ad azione locale.
Considerando che l’adesivo RNF è quello dello stesso team, gli stickers restanti sono quelli di partner e fornitori tecnici quali Barracuda, WRS, Ixon, KYT e Akrapovic, marchi già noti ai motociclisti.
A questi si aggiungono aziende che di certo non sono big spender: una ditta di caffé di Modena (Giacomelli) che si trova in tutte le hospitality, un’azienda di assicurazioni, Lange Gruppe che probabilmente fornisce delle polizze a piloti e team.
Ci sono poi RCB, che fa accessori per scooter e Lotus che fa cucine. Sicuramente contributor rispettabili ma altrettanto certamente non milionari.
C’è da chiedersi infatti quanto denaro davvero portino questi “partner” se WithU, che è il main sponsor ed il nome più grande in carena, per essere in primo piano offre “solo” 3 milioni. Davvero 13 milioni di euro è un obiettivo plausibile? In questo budget sono inclusi i 5 milioni passati da IRTA per la copertura delle moto?
Se così non fosse la faccenda tenderebbe all’onirico. E ancora: sono veri i rumors che riferiscono che Razali abbia chiesto un prestito bancario per effettuare i primi test perché nessuna di queste sponsorizzazioni si è ancora trasformata in bonifico bancario a supporto delle attività in pista?
Ultima domanda: perché un team privato, che non paga né le moto né i piloti e che ha già trovato un main sponsor sente la necessità di proclami ambiziosi, addirittura una settimana prima della presentazione ed a pochi giorni dai primi test?
Non è forse una dichiarazione dettata dalla necessità di far vedere ad investitori indecisi o rinunciatari che il suo progetto è un bel treno su cui saltare in ogni caso e che le difficoltà rumoreggiate non sono davvero reali?
I dubbi, insomma, restano e sarebbero già sufficienti se le “cronache commerciali” non riportassero una voce che può essere sintetizzata in tre parole pesanti
¹WithU ²in ³difficoltà
Le preoccupazioni continuano a giungere a questo sito tramite segnalazioni dirette di clienti e addetti ai lavori ma sono riscontrabili anche sui canali ufficiali, nelle pagine dei consumatori e nella posta di un numero elevato di clienti i quali si sono visti recapitare una comunicazione che li informa della risoluzione del loro contratto di fornitura energetica da parte di Europe Energy S.p.A. (WithU) a causa dell’interruzione della fornitura di energia da parte di Terna (Gestore Nazionale) a Zenergia che a sua volta fornisce Europe Energy e WithU, la quale non fornendo più energia non può riscuotere denaro da circa 23.000 clienti da un giorno all’altro, per la precisione dal 21 dicembre 2021.
Tutti gli utenti coinvolti vengono avvertiti del loro passaggio, d’ufficio al gestore nazionale e viene raccomandato loro di non effettuare pagamenti a WithU.
La lettera arrivata nelle case di molti italiani, la vedete qui.
Lettera 1Lettera2
In sintesi, salvo interpretazioni errate, questo significa che lo sponsor di Yamaha RNF ha perso come minimo il 25% dei suoi clienti anche se c’è chi dice che la percentuale sia ben più alta.
Non esiste azienda al mondo, nemmeno la Cocacola o Google, che si possa permettere un taglio del 25% della sua clientela senza che vi sia un terremoto interno.
E la cosa capita nel momento storico peggiore del sistema tariffario che si basa su costi al metro quadro in base al quale gli operatori come WithU non sono competitivi.
Chi ha firmato un contratto con tale gestore, infatti, pagava il gas 1,24 euro al metro cubo mentre i costi offerti dal gestore nazionale sono inferiori ai 60 centesimi. Meno della metà.
E’ ovvio che per gli operatori come WithU (sono già fallite decine di aziende simili) non ci sono più le leve commerciali per riprendersi gli utenti perduti e forse nemmeno per mantenere quelli rimasti che sono, matematicamente, in fuga. Nessuno rimarrebbe con un gestore che gli vende, sul mercato libero energia al doppio del prezzo del mercato tutelato.
Fino qui sarebbe un articolo a senso unico in cui vengono esposti dei dubbi che, nonostante la documentazione, sarebbero comunque basati su rumor senza sentire l’altra parte in causa.
Per questo Misterhelmet si è rivolto a WithU ed è stato in seguito contattato telefonicamente di persona dal fondatore e presidente Matteo Ballarin. “Ha parzialmente ragione sul tema in quanto è vero che un nostro fornitore, non noi, ha avuto il contratto di dispacciamento chiuso e quindi circa un quarto dei nostri clienti, 20mila su 85mila circa che abbiamo, sono tornati su un mercato di maggior tutela. Tutti questi clienti dovrebbero aver ricevuto una nostra lettera in cui gli comunichiamo che li riprendiamo e un po’ volutamente abbiamo favorito questo mercato della tutela perché a dicembre i prezzi di quel mercato erano più bassi del mercato libero, quindi quando si è creato il problema abbiamo pensato che i clienti sarebbero potuti passare sul mercato a maggior tutela per poi tornare sul mercato libero quando i prezzi si sarebbero abbassati. Gli utenti dovrebbero aver ricevuto tutti questa comunicazione (questa non siamo riusciti a trovarla – ndr – ).
Ci tengo a sottolineare un punto molto importante, ossia che non è stato chiuso il nostro contratto ma quello di un nostro fornitore come scritto nella lettera inviata dall’Acquirente Unico. In molti stanno scrivendo che gli abbiamo cambiato fornitore senza dirgli nulla ma non è vero, anzi ci siamo arrabbiati molto.”
Continua Ballarin rassicurando sulla solidità di WithU… e dicendoci che hanno perso quasi volentieri il 25% dei clienti. “Letta male potrebbe sembrare un segnale di crisi di una società a cui hanno chiuso un contratto di dispacciamento ed ha perso i clienti. Non è quello che è successo. La nostra società è una di quelle che stanno meglio in un momento molto difficile per il mercato libero… “
Non problemi ma opportunità.
Secondo Ballarin non ci sono né problemi aziendali né tantomeno problemi per la sponsorizzazione.
“Il giorno della presentazione del team (lunedì prossimo – ndr -) sarà occasione per spiegare una serie di aspetti societari con un aumento di forza del marchio WithU. Stiamo mettendo in piedi servizi assicurativi, telemedicina, etc. La sponsorizzazione è importante ma è una parte minoritaria di tutto l’investimento che stiamo facendo su tutto il progetto WithU. Garantire la sponsorizzazione è l’ultimo dei problemi tanto che l’abbiamo estesa anche ad altri sport quali pallavolo e pallacanestro a Verona.” (WithU sponsorizza anche il Monza Calcio in Serie B – ndr).
Ballarin è sicuro e non ha paura di affrontare il tema. “Non mi fa paura parlarne. Lavoro in un mercato con concorrenti potenti e quindi colgo tutte le possibilità che ho di spiegare chi siamo, non è un problema. Siamo sempre qui.”
La responsività e la cordialità del top management di WithU sono oltre le aspettative e certamente rassicuranti, ma niente fornisce più certezze del tempo, quindi non resta che aspettare.
La parte più difficile è trovare una chiusura per questo pezzo, sperando che coincida con quella a lieto fine di una storia che sembra fatta di problemi mentre è invece costituita, ci spiegano, da opportunità.
Tutti vogliamo vedere in TV le Yamaha WithU di Dovizioso e Binder, pagando l’elettricità al prezzo più basso possibile.
Avrebbe dovuto essere una call invece Genesio Bevilacqua mi ha calamitato a Moto dei Miti per rilasciare un’intervista in cui non si è tirato indietro.
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Ci sono le idee maturate in 30 anni di corse e anche qualche proposta.
La Supersport è un tipo particolare di futuro e su Petrucci ha un’idea controcorrente.
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