Supersport: un missile colpirà il serbatoio della Ducati V2?

Il serbatoio di carburante di Aramco a Jeddah potrebbe non essere l’unico serbatoio centrato da un missile nel corso di questa settimana.

Andando per ordine: cosa c’è di veramente interessante in Superbike, quest’anno, a parte la rivincita fra Rea e Razgatlioglu?
Il nuovo Campionato Mondiale Supersport.
E cosa c’è di davvero interessante nel campionato Supersport, quest’anno?
La Ducati.
Ebbene, proprio il serbatoio di Ducati sembra sarà davvero infiammabile già a partire da Aragon, ma non in senso letterale, bensì per il motivo contrario, l’insufficienza di benzina, oltre ad un problema di fornitura tecnica che potrebbe pregiudicare il normale svolgimento delle gare della junior class.

Sarebbe emerso infatti che la V2 955, progettata come moto stradale, non avrebbe un serbatoio di carburante adeguato, sufficiente a garantire la copertura di tutti i giri di gara (circa 80km).

Il problema sarebbe noto a Ducati già da qualche mese tanto che avrebbe informato e convinto la FIM, nella persona di Scott Smart, che la benzina sarebbe stata insufficiente e che quindi sarebbe stato opportuno poter proporre una soluzione.
FIM e Dorna, avrebbero dato il benestare alla Casa di Borgo Panigale di presentare un serbatoio modificato comprensivo di telaietto (è necessario che siano insieme) che risolvesse il problema.
La commessa, affidata a Pierobon (azienda d’eccellenza nel campo) il quale circa due mesi fa avrebbe sviluppato numerosi serbatoi in alluminio seguendo le direttive di Bologna.
La versione (serbatoio + telaietto) sarebbe stata presentata in occasione dei test di Portimao ma sarebbe stata bocciata dalla Federazione in quanto insieme diverrebbero un elemento che modifica strutturalmente la moto abbassando la posizione di guida e consentendo di conseguenza una distribuzione dei pesi più vantaggiosa. I tecnici federali avrebbero ritenuto questa modifica un po’eccessiva, ovvero che andasse oltre la necessità di aumentare la quantità di carburante nel serbatoio.
Tutti i clienti Ducati che avevano ravvisato questa criticità sono da tempo in attesa di ricevere un nuovo telaietto e un nuovo serbatoio ma da Ducati non sarebbe stato distribuito ancora nulla se non un’ulteriore modifica provata a Misano dal solo Bulega e ipoteticamente anche Barni che secondo le voci avrebbe già cercato di trovare una soluzione in ambito CIV. La modifica in oggetto, però, non sarebbe stata ancora autorizzata dalla Federazione e da Dorna.

Ritenendo concreto il rischio di correre ad Aragon senza la benzina sufficiente, una prima ipotesi (che troverebbe ovviamente opposizione da parte delle altre case) sarebbe quella di ridurre i giri di gara.

Le Ducati in gara, inclusa quella ufficiale del team Aruba guidata da Bulega, sarebbero sette ma solo  alcuni team  avrebbero già chiesto spiegazioni a Ducati e alla Federazione e avrebbero a riguardo ricevuto una deroga per poter risolvere eventualmente il problema in autonomia.
Chi non ha scritto, però, non ha ricevuto alcuna deroga e quindi potrebbe non essere in grado di finire la gara con il serbatoio standard.

La situazione di Ducati è abbastanza sorprendente.
1) Avrebbe prodotto una moto da corsa non in grado di completare una gara Supersport.
2) Come soluzione del problema avrebbe presentato un’accoppiata serbatoio/telaietto subito respinta dagli organizzatori.
3) Nei mesi successivi non avrebbe trovato nessuna soluzione da distribuire ai clienti.

Il rischio è che ad Aragon fra pochissimi giorni (si corre dall’8 al 10 aprile), vada in scena qualcosa di surreale ovvero l’omologazione per la Supersport, del serbatoio della 1299 del 2014 con telaietto adattato alla V2.
Ma anche se questa soluzione fosse approvata (molto probabile) rimarrebbe comunque scoperto un punto del regolamento il quale recita che ogni factory è tenuta ad essere in grado di fornire tutti i clienti in gara di tutti i ricambi necessari.
Un pezzo non è in regola fino a che non è disponibile per tutti gli utilizzatori delle moto equipaggiate, ovviamente con scorta sufficiente e al momento le Ducati Panigale V2 in gara sono 7: Bulega per Aruba, Bayliss per Barni, i fratelli Fuligni per il team DG34 impegnato nell’Europeo, Caricasulo per Althea, De Rosa per Orelac e Kofler per CM Racing.

Ci potrebbero essere reclami da parte di altre case ma anche da parte di quei clienti Ducati che hanno nel frattempo ricevuto approvazione per una soluzione diversa, non potendo questi utilizzare quel telaietto che consente di distribuire diversamente i pesi della moto.
In una parola, un disastro, che si cercherà di mettere a tacere al fine di non gettare ombre sul campionato ma che, unitamente alle restrizioni imposte alla V2 (l’apertura della farfalla, già ristretta all 80% è stata fatta scendere addirittura al 76%), rischia davvero di far partire le rosse col piede sbagliato, con una moto limitata, che consuma più benzina di quella che riesce a contenere, e con piloti che non sanno cosa guideranno esattamente.

Ma il tema della benzina insufficiente (tutt’altro che inesistente dato che Josh Harrin a Daytona la benzina l’ha finita per davvero), rischia di essere una rogna anche se la benzina dovesse bastare a fare la gara.
In quel caso ci si chiederebbe come mai Ducati avrebbe sollevato il problema verso gli organizzatori, con tanto di riprogettazione di serbatoio e telaietto annesso, poi respinti? Problemi di sicurezza? Ricerca di ulteriori vantaggi? Un po’ un’arma a doppio taglio per Bologna.

Non c’è che dire. Questo Mondiale Supersport si fa davvero interessante. Però basta missili sui serbatoi, ‘ché fanno paura e non è il periodo giusto.



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