Bautista, talento e cervello, Rea e Ratzga, out. Bassani nuova speranza italiana della SBK!
Se c’è un organo che rappresenta la Superbike di Magny Cours in gara1, non è il cuore e nemmeno il polso, ma il cervello.
E il cervello è quello di Alvaro Bautista che non parte in prima fila, sbaglia anche una marcia, ma rimane tranquillo e nonostante questo riesce a tenere il trenino dei primi.
Rea e Razgatlioglu si sfogano e sbagliano, vanno out e buttano via la gara. A niente serve il rimontone del turco perché i punti che prende addolciscono solo una pillola amarissima.
Lo spagnolo va a dormire con un vantaggio di 56 punti, tantissimi per una pista che in teoria non lo vedeva favorito. E questo succede perché ragiona, fa sfogare tutti, Redding incluso, e poi va a vincere comodamente una gara in merito alla quale pochi avrebbero puntato su di lui.
Due che hanno cuore, loro sì, e gli serve, sono Redding e Bassani, rispettivamente secondo e terzo. L’uomo BMW fa quello che può, e Bassani fa quello che deve: surclassare Rinaldi che purtroppo spreca ancora e vede allontanarsi il suo posto in Aruba.
Il resto, diciamocelo, non è molto, perché la gara vive soo dei duelli al vertice e dei recuperi del turco.
Lowes, Gerloff, Oettle, fanno una gara generosa ma lontana da quello che conta. Così come generoso è Baz, che nella gara di casa cade quando sembra poter chiudere sul podio.
La curiosità è tutta alla gara Sprint. L’unica soluzione che può cambiare le cose. Sempre che in così pochi giri i soliti non facciano in tempo a sbagliare.
Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!
Bagnaia, Bastianini, Vinales, Marini, Quartararo, Espargaro, Rins, Binder, Martin, A. Marquez!
Ciao a tutti ed eccoci qui per le pagelle di Misano MotoGP.
La gara di Misano è noiosa ma ravviva il campionato. La vittoria di Bagnaia avvicina l’italiano a Quartararo che invece fatica. 30 punti sono recuperabili?
Bene Bastianini, Vinales e Marini. Male, invece, Aleix Espargaro!
Abbiamo parlato della gara di Misano e analizzato qualche tema interessante con il coinvolgimento degli utenti.
Con chi lo abbiamo fatto? Con Luca Bologna e con Federico Caricasulo, pilota del Mondiale Supersport!
La gara di Misano è noiosa ma ravviva il campionato. La vittoria di Bagnaia avvicina l’italiano a Quartararo che invece fatica. 30 punti sono recuperabili? Bene Bastianini, Vinales e Marini. Male, invece, Aleix Espargaro!
La gara di Misano sarebbe da sonno se guardata senza pensare alla classifica e a quello che potrebbe succedere se le cose andassero in un certo modo. E alla fine vanno proprio in quel modo lì, perché Bagnaia vince su Bastianini (che sembra, per la verità, “controllarsi”), mentre Aleix Espargaro fa fatica e Quartararo proprio soffre.
Il risultato? I punti di ritardo in campionato per Bagnaia diventano 30 e Aleix è scavalcato come contendente alla leadership.
Ci sono però altre chiavi di lettura, per il GP di San Marino: Vinales è pronto ad essere permanentemente davanti al compagno di squadra, e le Ducati funzionano tutte, a patto di rimanere tranquilli, cosa che fa Marini ottenendo la miglior gara della stagione.
Il resto non esiste. Chi esagera va out e chi lo capisce sta calmo. Sorpassi? Pochi e casuali. Insomma, due palle assolute e l’unico interesse è capire cosa succede in classifica generale. Il resto davvero non c’è.
A meno che non si ritenga interessante ragionare della debacle di Aleix Espargaro e Quartararo e di eventuali giochi di scuderia che frenano un Bastianini evidentemente più forte.
Ducati sceglie Bastianini e spiazza tutti.
Forse perché è una scelta logica e pubblico e stampa non sono abituati a vedere una scelta logica da parte di Borgo Panigale. Eppure forse ci sarebbe potuta essere una scelta ancora più giusta. Per non parlare del segnale che Bologna sta lanciando. Ed è un segnale pesante.
Dicevamo che fino all’ultimo week end di gara tutti, stampa e pubblico erano concordi su due cose.
1) Ducati avrebbe scelto Martin ma Bastianini avrebbe meritato di più.
2) Tutti erano concordi sul fatto che forse il team rosso per Enea sarebbe stato un ambiente difficile e che quindi, per il suo bene, Gresini o Pramac sarebbero stati meglio, soprattutto umanamente.
Tutto questo a titolo di “consolazione” per una imminente scelta a favore dello spagnolo.
Sono tutte cose vere se si vuole ignorare una cosa.
La MotoGP non è sedersi con la famiglia per giocare a Monopoly a Natale.
Se si vuole crescere e stare bene, magari ottenendo qualche soddisfazione, ok. Ma se si vuole vincere il mondiale, specialmente su una Ducati, l’unico modo è quello di far parte del team factory.
Il resto sono storie che vogliamo raccontarci per accontentarci.
Si può vincere qualche gara, ben figurare, farsi apprezzare e fare i romantici, ma tutto finisce quando il pilota di punta, uno dei due vestiti di rosso, e magari anche l’altro, mettono sul tavolo le loro esigenze. Alla lunga il team factory, per lo meno nel confronto con i team clienti, è come il banco. Vince sempre. Perché non solo dà le carte, ma prima le guarda anche, ed è proprietario anche del tavolo e delle sedie con cui si gioca. Punto.
Per cui, tutti quelli che auspicavano una sella rossa per Enea e scuotevano la testa per la scelta eventuale ma già data per fatta di Martin, adesso non dovrebbero veramente rompere il cazzo. Sì, il cazzo. Scritto così. Perché non c’è un altro modo per dirlo.
Enea è la scelta giusta, anche se ce ne sarebbe potuta essere una ancora più giusta. Ammesso che sia intelligente silurare Miller, sarebbe stato altrettanto furbo far fare un anno transitorio da ufficiale a Zarco, (che se lo merita perché fa quello che un secondo pilota dovrebbe fare, ovvero punti) e tenere Martin ed Enea un anno in Pramac insieme per misurarli veramente e con certezza in un ambiente neutro e uguale per entrambi, scegliendo poi chi mandare accanto a Bagnaia, sempre che, contro Zarco, fosse rimasto lui il leader.
E chi dice che magari Martin se ne sarebbe andato, parla a vuoto perché tanto non è ufficiale nemmeno adesso e quindi volendo può sempre andar via, anche se non è chiarissimo dove.
Detto questo, possiamo dire che Ducati non ha fatto benissimo ma ha fatto sicuramente molto bene. Bastianini non è una scelta sbagliata e in più costituisce un segnale, finalmente di quelli belli.
Dopo la brutta uscita di Dall’Igna, riassumibile nel fatto che i piloti Ducati non devono fare cazzate e quindi mettersi di traverso nei confronti di Pecco che cerca di vincere il titolo, proprio a quest’ultimo lancia un segnale bello, scegliendo l’unico pilota che il piemontese aveva dimostrato di non gradire.
E’ un segnale che Bagnaia è costretto a guardare dal suo piedistallo, come nella copertina e gli dice: “ti abbiamo fatto un contrattone, puntiamo su di te, ti vogliamo bene, ti supportiamo… però comandiamo noi.”
Chi vuole può estendere il Ducati segnale anche a VR46 che sta pensando, seppur non nell’immediato, di passare a Yamaha.
“Nel team factory, dice Ducati, comandiamo noi”.
Io la leggo così. A proposito, vale anche per chi ha chiesto per mesi Bastianini in rosso. Adesso non dobbiamo più rompere il cazzo.
Come mai la Ducati è riuscita a fare una moto invincibile in MotoGP e in Superbike e fatica al MotoAmerica dove il livello è più basso e in teoria è tutto più semplice?
Colpa di Petrucci? Eppure il ternano è secondo in campionato ha non ha fatto peggio di quarto.
Come mai tutti questi problemi, ma soprattutto, che tipo di problemi? A cosa sono dovuti?
Un video breve con al suo interno un video ancora più breve per spiegarlo!
La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.
Nella giornata Ducati che, a casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso, Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque).
Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.
Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.
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E ora le pagelle, guardatevi il video!
Volete discutere la pagelle live con Misterhelmet? Ecco l’appuntamento di mercoledì 24!
Come ormai di consueto, abbiamo dato un’occhiata ai temi principali dopo il Redbullring MotoGP e Pittsburgh MotoAmerica.
Con la partecipazione di Luca Bologna e nonostante un uragano che ha attentato allo streaming, siamo riusciti a trattare qualche tema.
Bagnaia è da Mondiale? Bastianini e Martin sono i giusti contendenti per la seconda moto factory?
Quartararo è davvero imbattibile?
Quanto fa ridere la sprint race e quanto è burattino il presidente della FIM, Viegas?
E per quanto riguarda Petrucci: Ducati può fare qualcosa?
C’è anche un video interessante ed esclusivo sulla differenza fra Dunlop e Pirelli.
Nonostante il miglior tempo nel warmup e la pioggia Petrucci soffre da subito e lascia fuggire Gagne. Negli ultimi giri subisce anche un sorpasso aggressivo di Scholtz. E’ podio ma la leadership in campionato si trasforma in un un punto di ritardo.
Il warmup fa ben sperare il team Ducati Warhorse ma Petrucci, nonostante la pioggia di cui è specialista, vede oggi una fotocopia sbiadita di gara1. Jake Gagne non è così prepotente ma è comunque determinante da giro 1. In più Petrucci deve vedersela con Petersen, compagno di squadra di Gagne, e poi con Scholtz dal quale subisce un sorpasso abbastanza duro. Il ternano chiude così il week end con un terzo posto. Una seconda posizione gli sarebbe bastata per chiudere il fine settimana ancora in testa al campionato e invece si trova a dover recuperare un punto ad un avversario con un trend impressionante che conosce tutte le piste, in sella ad una moto, la Yamaha, decisamente superiore al pacchetto rosso affidato all’italiano.
La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.
Nella giornata Ducati che, a casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso, Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque). Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.
Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.
La gara è un duello basato sugli errori. Di Bastianini e Mir che vanno out (e lo spagnolo è anche fratturato), di Martin che spesso esagera, e di Miller che ottiene un podio ma non riesce, ed è la seconda volta, a fare in modo che fra lui e Bagnaia non ci sia nessuno. Il quarto posto di Marini, miglior risultato della stagione, è meritato ed è la cartina tornasole di quello che serve fare con Ducati per ottenere grandi risultati: rimanere in piedi.
Il resto della gara quasi non c’è perché la scelta delle gomme decide la giornata.
Ma l’interrogativo è pesante: onore a Ducati e non che non sia giusto, ma è abbastanza incredibile come una casa con un potenziale tecnico così superiore rispetto ai concorrenti, debba inseguire, per il titolo, qualcuno con mezzi decisamente insufficienti.
Oggi Ducati ha vinto ma a che serve se poi sono i suoi piloti a perdere il campionato?
Guarda la Live di Misterhelmet, Luca Scassa e Luca Bologna con il commento della gara!
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